Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 11 documenti.
Vol. 3: La rete dei giacimenti del design italiano / a cura di Joseph Grima
Abstract: Questo volume è l'ultimo di tre dedicati a Triennale Milano e alla sua Collezione permanente del design italiano. A un primo volume che ha raccontato una serie di mostre tematiche annuali sviluppate dal 2007 al 2017 a partire dalla Collezione di Triennale, ha fatto seguito un secondo sulla Collezione permanente presentata attraverso le voci di alcuni degli autori dei pezzi e il regesto completo delle opere. Fa ora seguito un terzo volume dedicato alla Rete dei Giacimenti del Design Italiano. Costituita da Triennale Milano nel 2006, la Rete dei Giacimenti del Design Italiano ha l'obiettivo di promuovere e valorizzare un sistema museale capillarmente diffuso nel territorio nazionale e formato da musei aziendali, archivi, collezioni private, gallerie. Questo terzo volume si compone di 57 profili, organizzati in ordine alfabetico, dedicati ai singoli Giacimenti, corredati ciascuno da una selezione di immagini rappresentative e da una scheda sintetica che fornisce le informazioni essenziali su data di apertura/fondazione, numero e tipologia dei pezzi in collezione, superficie espositiva, attività organizzate, indirizzo.
Revisione delle raccolte / Loredana Vaccani
Nuova ed. aggiornata
Associazione italiana biblioteche, 2019
Abstract: Molte sono le definizioni che si incontrano nei manuali di biblioteconomia o nel linguaggio comune per definire la revisione: si parla di désherbage, weeding, revisione delle collezioni, eliminazione, scarto in modo equivalente e spesso impreciso. In Italia il termine utilizzato più frequentemente è scarto, cioè quello meno appropriato per comprendere tutta la complessità dell'operazione. In realtà da noi il termine revisione ha anche un altro significato, quello del semplice controllo topografico dei libri allo scaffale: si tratta della cosiddetta revisione annuale che difficilmente però viene affettuata con questa cadenza.
L'arte di collezionare arte contemporanea nel mondo globale / Ludovico Pratesi
2. ed. riveduta e ampliata
Castelvecchi, 2019
Abstract: Il principale protagonista dell’arte contemporanea nel XXI secolo è il collezionista, che agisce con mezzi e dinamiche impensabili fino a pochi decenni fa. Personaggi come François Pinault, Eli Broad, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo o Miuccia Prada sono dei modelli per i nuovi collezionisti, che visitano le loro fondazioni per conoscere gli artisti più interessanti del momento. Questo libro racconta il significato e il senso di una collezione d’arte negli anni Duemila, spiega come rapportarsi con il mercato italiano e internazionale, quali fiere e quali gallerie seguire, quali mostre frequentare e in che modo si costruiscono i valori delle opere d’arte; fornisce le modalità per agire in un mondo complesso e articolato, capirne le regole e i comportamenti per effettuare le scelte migliori e più consapevoli. Collezionare arte contemporanea è un’avventura, che assomiglia molto a un viaggio in un mondo affollato, sfaccettato e a volte contraddittorio; uno scenario dove è difficile districarsi, comprendere quali sono le opere da acquistare, quali artisti sono destinati a una brillante carriera e quali invece a scomparire nell’arco di pochi anni. Per questo è nato un libro concepito come una sorta di bussola per orientarsi nel mare magnum dell’arte globale e avviare una collezione senza commettere passi falsi.
Fondazione Credito Bergamasco, 2019
Ho fatto la luce! / Luisa Mattia, Alessandro Ferraro
Carthusia, 2019
Abstract: Wanda ha otto anni e tre collezioni. «Inutili collezioni» dice sempre suo fratello. Ma per lei quelle collezioni sono speciali: sono gioco e scoperta, sono la chiave magica per esprimere i colori della sua fantasia.
Skira, 2019
Abstract: «La mostra "Con nuova e stravagante maniera: Giulio Romano a Mantova" è il frutto di un partenariato eccezionale che unisce il musée du Louvre e il Palazzo Ducale di Mantova. Questo accordo permette di presentare nelle sale di Palazzo Ducale settantadue disegni di Giulio Romano scelti all'interno del ricco fondo di disegni dell'artista conservato al Louvre, il più importante oggi noto. Un po' più della metà di questo insieme proviene dall'acquisto, nel 1671, per le collezioni reali di Luigi XIV, della prestigiosa raccolta riunita dal banchiere di origine tedesca Everhard labacn (1618-1695), all'epoca considerata come una delle più belle in Europa. Il fondo di disegni di Giulio Romano del Louvre venne quindi arricchito nel corso dei secoli. Di eccezionale qualità fin dagli inizi, esso rivela la grandezza di un artista che fu certamente un pittore degno di nota, ma soprattutto un disegnatore straordinario. La presentazione dei disegni del Louvre, accompagnati da una quarantina di opere provenienti da altre istituzioni, offre al pubblico la possibilità di percorrere tutta la carriera di Giulio Romano, l'allievo di Raffaello che più di tutti fu influenzato dal suo stile e dal suo modo di lavorare. Entrato giovanissimo nella bottega del maestro, Giulio, alla scomparsa di Raffaello nel 1520, assunse la direzione di tutti i grandi cantieri di cui il Sanzio era responsabile. Poi, nel 1524 si trasferì alla corte di Federico II Gonzaga a Mantova, luogo in cui, con la benevolenza del marchese, riuscì a esprimere al meglio la propria creatività. Rapidamente, Giulio assunse la direzione di tutte le opere di architettura e decorazione, creando così numerosi capolavori come Palazzo Te visto fare da Raffaello a Roma, Giulio seppe onorare le numerose richieste del marchese riservandosi l'esclusività dei progetti grafici e posizionandosi alla testa di una bottega capace di tradurre a stucco e a fresco i suoi disegni. Questa mostra, presentando al pubblico i disegni del Louvre preparatori all'apparato decorativo di Palazzo Ducale, si propone di ricreare oggi i legami tra le opere e i luoghi.
Franco Cosimo Panini, 2019
Abstract: Tra esotismo, leggende, arte e scienza, perditi nei dettagli di quattro gabinetti delle curiosità immaginari, poi scopri il segreto che si nasconde dietro ogni immagine... Creati a partire dal XVI secolo dai collezionisti, i primi Gabinetti delle curiosità, pieni di rarità e stranezze, erano un modo per rivelare e riassumere il mistero del mondo, ricostruendo l'universo in una stanza. L'elemento fondamentale che li caratterizzava era la meraviglia: lo scopo degli innumerevoli oggetti raccolti in vetrinette ricolme o affastellati su mensole e ripiani era infatti stupire, fosse per il loro aspetto, la storia o la funzione. La meraviglia ha una sua propria storia, strettamente legata a quella dell'orrore e della curiosità, una storia che è cambiata con il contesto e con il passare del tempo, ma che non è mai finita. Soprattutto, il desiderio di "raccogliere il mondo" sembra essere una caratteristica essenziale della natura umana. Dai bezoar alla polvere di mummia, dagli "spettacoli di scienza" alla nascita dei musei, dalla ricerca dell'infinitamente piccolo ai "ritratti sintetici dell'umanità" inviati nello spazio... apri queste pagine e scopri la storia della Curiosità!
Il mondo islamico : una storia per oggetti / Ladan Akbarnia ... [et al.]
Einaudi, 2019
Abstract: Questo libro offre un nuovo approccio alla storia del mondo islamico dalle origini ai giorni nostri. Il volume, diviso in sei capitoli disposti cronologicamente, fornisce una visione illuminante della cultura materiale prodotta dall'Africa occidentale al Sudest asiatico attraverso arte e manufatti, popoli e luoghi. Dalle opere pre-islamiche ai capolavori creati durante i grandi imperi, fino agli oggetti realizzati ancora oggi, questa vasta indagine traccia l’evoluzione di diverse civiltà all’avanguardia per le loro idee filosofiche e scientifiche e la loro produzione artistica e letteraria, analizzando una grande quantità di tesori culturali. L’ampio spettro dei temi trattati è arricchito da splendide riproduzioni di oggetti artistici o d’uso quotidiano, dalle collezioni del British Museum, tra i quali ceramiche, gioielli, metalli lavorati, calligrafie, abiti, strumenti scientifici e musicali, monete, manoscritti illustrati. Un tesoro di raffinati prodotti della cultura materiale che getta nuova luce sul mondo islamico passato e attuale, permettendo una visione globale sui popoli e le società accomunate dalla piú influente religione del mondo.
Sellerio, 2019
Il contesto ; 106
Bollati Boringhieri, 2019
Abstract: Carl Gustav Jung non si è rivelato soltanto un grande artista in prima persona. Ha sempre incoraggiato anche i suoi analizzandi (tra cui numerosi allievi) a esprimersi con colori e matite, vincendo la loro iniziale riluttanza a provarsi con mezzi che giudicavano impropri rispetto al tenore solo verbale dell’analisi, e di cui non comprendevano la finalità. Presto, però, tutti dovevano ricredersi. Raffigurare ciò che si agitava nelle regioni profonde della psiche era un «compito a casa» molto spesso risolutivo per l’evolversi della psicoterapia. Nelle mani di chi non aveva mai impugnato un pennello il contenuto dei sogni e delle visioni diurne prendeva forma materiale e, osservava Jung, «dispiegava completamente il suo effetto», ossia diventava «fantasia operante», e conduceva il paziente verso «qualcosa di inestimabile»: la «maturità psicologica». Ma, oltre all’efficacia terapeutica, qualcos’altro – non intenzionale, non messo in conto da nessuno, analista o paziente – traspare da queste figure e si impone: la bellezza. L’Archivio delle immagini conservato a Küsnacht dal C. G. Jung Institut di Zurigo custodisce 4500 opere di pazienti, raccolte da Jung tra il 1917 e il 1955, perlopiù anonime e di difficile datazione. Tesori dell’inconscio ne porta alla luce 178, selezionate e commentate sapientemente da un gruppo di studiosi che vanta competenze sia analitiche sia storico-artistiche. Jung spiegherebbe l’aria di famiglia che colpisce subito negli acquerelli, guazzi e disegni inediti qui riprodotti riferendone il «simbolismo primitivo», l’«arcaismo inconfondibile» e la «barbarica intensità» alla comune radice nell’inconscio collettivo. Ed è la stessa forza – dischiusa dai soggetti raffigurati, siano essi paesaggi, demoni interiori, furie animalesche o mandala – che vediamo agire nelle tavole de Il Libro rosso o negli splendidi manufatti di L’arte di C. G. Jung.