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Trovati 6 documenti.
Einaudi, 2016
Abstract: «Fino al XII secolo al centro della meditazione del cristiano era stato il Giudizio universale, oltre il quale si sarebbero schiuse la gioia o, più probabilmente, la dannazione eterne. Con il definitivo imporsi però, a partire dall'inizio del XIII secolo, della fede nel purgatorio e dunque con lo sbiadire dell'ossessione di finire all'inferno, la morte non fu più percepita come varco verso un temibile aldilà ma piuttosto come conclusione dell'esperienza terrena. In quanto espressione impersonale di una legge che domina ogni essere vivente, la Morte, non i morti che risorgono dalle tombe o che si avviano in lunga fila ad ascoltare il verdetto di Cristo giudice, divenne una figura simbolica, rappresentata dallo scheletro che evoca la sorte di tutti.» Perché, verso la fine del Trecento, la Chiesa accolse in affreschi e miniature i temi macabri? Svolgono argomenti che in sé non hanno nulla di cristiano, dato che al fedele dovrebbe interessare la sorte dell'anima e non quella del corpo. La spiegazione offerta in "Senza misericordia" collega tale novità, sorprendentemente, alla nascita, all'incirca verso l'inizio del Duecento, del purgatorio. A Clusone, sulla facciata dell'Oratorio dei Disciplini, si dispiega una vera e propria antologia di temi macabri, rara per la sua completezza e di immediata comunicazione visiva: l'"Incontro dei tre vivi e dei tre morti", il "Trionfo della Morte", la "Danza macabra", dipinti nel 1485 da Giacomo Busca. Il libro, partendo da una nuova campagna fotografica dei coloratissimi affreschi, individua sia personaggi fino ad oggi rimasti senza nome, sia personaggi la cui esatta tipizzazione era sfuggita. Senza misericordia gli scheletri che, ben aggiornati, adoperano anche la polvere da sparo, senza misericordia i chiusi e laboriosi componenti della società che si rappresenta nel dipinto: assenti le donne, non c'è posto per i vecchi, per i poveri, per i malati, per i bambini. Il nome del pittore dello straordinario manifesto è finalmente individuato in modo più sicuro, ricostruito con serrati confronti nella sua personalità artistica. Infine una sorridente e puntuale ricerca documenta la fortuna degli affreschi, con le incomprensioni e i fraintendimenti dei primi «scopritori» ottocenteschi.
Artemide, 2016
Abstract: Il libro, ripercorrendo la genesi dei grandi cicli pittorici vaticani, raccoglie ed analizza anche una serie di indizi che rimandano all'operosità creativa dei più famosi fra gli artisti al servizio dei Papi del Rinascimento. Michelangelo, Raffaello, Pintoricchio, Perugino, Ghirlandaio, Botticelli, Cosimo Rosselli sono indagati, con l’occhio critico del grande restauratore, sia nella loro grandezza creativa che nella quotidianità dell’operare. L'ampia galleria d'informazioni, raccolte dall'autore nei suoi 47 anni di attività presso i Musei Vaticani, possono sfuggire alla vista, perdendosi nella vastità di quelle superfici, ma si ritrovano dopo tanti secoli solo tornando sugli stessi luoghi e alle stesse altezze delle impalcature del tempo. Al dato puramente tecnico si aggiungono così anche piccole “verità nascoste” e segreti di una quotidianità che si svolgeva in quei luoghi nei quali non era escluso che potessero accadere incidenti causati dalla instabilità dei ponteggi oppure che alcuni fagioli del frugale pranzo finissero nell’impasto dell’affresco.
Buffalmacco e il trionfo della morte / Luciano Bellosi ; a cura di Roberto Bartalini
Milano : Abscondita, 2016
Rivistadada : rivista trimestrale d'arte : Giotto e San Francesco
: Artebambini, 2016
Rivistadada ; 43
La Cappella Sistina / Antonio Paolucci
: Musei vaticani : Scripta Maneant, 2016