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Trovati 4 documenti.
L'identità infelice / Alain Finkielkraut ; traduzione di Sergio Levi
Guanda, 2015
Abstract: L'immigrazione, che contribuisce e contribuirà sempre più alla crescita demografica del Vecchio Mondo, pone le nazioni europee e l'Europa stessa di fronte alla questione della propria identità. Siamo individui spontaneamente cosmopoliti che ora, a causa dello shock dell'alterità, scoprono il loro essere. Scoperta preziosa, ma anche pericolosa: dobbiamo combattere a tutti i costi la tentazione etnocentrica di perseguire le differenze e di erigerci a modello ideale, senza per questo soccombere alla tentazione penitenziale di rinnegare noi stessi per espiare le nostre colpe. La buona coscienza ci è preclusa, ma ci sono dei limiti anche alla cattiva coscienza. La nostra eredità, che non fa certo di noi degli esseri superiori, merita di essere preservata, nutrita e trasmessa tanto agli autoctoni quanto ai nuovi arrivati. Resta da capire, in un mondo che sostituisce l'arte di leggere con l'interconnessione permanente e che stigmatizza l'elitarismo culturale in nome dell'uguaglianza, se c'è ancora qualcosa da ereditare e trasmettere. (A.F.)
Einaudi, 2015
Abstract: Cos'è il carcere? La forma architettonica del male. Il carcere è un muro, e il muro è il più spaventoso strumento di violenza esistente. Non si è mai evoluto, perché è nato già perfetto. Tutti i giorni, all'ora d'aria, puoi arrivare a toccarlo col naso per guardarlo così da vicino da non vederlo più. E il muro non è fatto per agire sul tuo corpo; se non lo tocchi tu, lui non ti tocca. Non è una cosa che fa male, è un'idea che fa male. Sandro Bonvissuto ha un'attitudine da speleologo dell'esistenza. Che parli della pena di vivere in galera, della scoperta di quella cosa gigantesca che è l'altro da sé, o di un bambino che impara a correre il rischio di cadere, i suoi pensieri si mescolano sempre a percezioni scandagliate, felicità assaporate, umiliazioni patite, declinazioni del sentimento dell'esistere restituite con la naturalezza e la potenza dell'acqua che scava in profondità. Così, la felicità frastornante che dà l'amicizia può sprigionarsi da tre semplici lettere (Aveva detto 'noi'. E mi sembrò fosse la prima volta che risuonasse quel pronome nell'aria, riferito anche a me. Noi, detto così, ti faceva essere addirittura la metà di una cosa plurale). L'infanzia che non conosce la dittatura del tempo (lo sanno tutti che bambini e orologi sono due cose incompatibili), che è insofferente agli spazi chiusi (perché l'infanzia non ha case, l'infanzia ha strade), è davvero l'unico momento nel quale siamo stati un altro.
Il Saggiatore, 2015
Abstract: I modelli tradizionali con cui continuiamo a pensare e descrivere la società, e in base ai quali pretendiamo di governarla, sono ormai superati e inservibili. Questi modelli rispecchiano infatti l'organizzazione del capitalismo industriale, imperniata sugli stati nazionali, sulla contrapposizione tra borghesia e proletariato e sul radicamento territoriale degli apparati produttivi. Nell'economia globalizzata di oggi queste categorie si dimostrano inadeguate e distanti dalle pratiche di vita reali. Per Touraine è necessario ridisegnare la mappa della società: con questo libro fa emergere attori, conflitti, identità personali e collettive che costituiscono il nuovo paesaggio sociale.
Sellerio, 2015
Abstract: Questo libro ci spinge a una ricerca e a una scoperta, quella di una nuova arte del vivere. Le riflessioni di Theodore Zeldin raccolgono aneddoti affascinanti, provocazioni inaspettate, fulminei slanci nel futuro, inedite riflessioni sul passato e sulla storia, e sono organizzate in una serie di sorprendenti domande: "a cosa serve lavorare tanto?"; "ci sono modi più divertenti per guadagnarsi da vivere?"; "basta rimanere giovani di spirito per non diventare vecchi?"; "cosa hanno i poveri da insegnare ai ricchi?"; "cosa hanno i ricchi da insegnare ai poveri?". Questa ricerca diviene allora un manuale di economia, un trattato sulla coppia contemporanea, uno zibaldone di pensieri illuminanti, un saggio di filosofia esistenziale. Perché per Zeldin tutta la vita è nelle idee, nella costante indagine dei nostri limiti e delle nostre capacità. Ogni capitolo del libro si apre con la voce di una persona che proviene da un'epoca e da una civiltà diversa e che risponde con il racconto della propria esperienza alle grandi decisioni che ognuno deve prendere. La storia per Zeldin non è solo testimonianza di ciò che è accaduto e del perché è accaduto ma, soprattutto, una maniera di provocare l'immaginazione. E il futuro, le nostre possibilità, la nostra felicità, risiedono proprio in questa capacità di scatenare la scintilla di un'idea nuova, di guardare il mondo e noi stessi con la giovinezza nel cuore e l'esperienza nella mente.