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Trovati 16 documenti.
Mondadori, 2013
Abstract: La mattina del 4 luglio 1966 don Antonio avrebbe dovuto celebrare una messa funebre per un capobastone di Ciminà, piccolo paese in provincia di Reggio Calabria, ma venne ucciso in un agguato prima di riuscire a raggiungere la chiesa: le perizie balistiche accertarono che il sacerdote aveva sparato contro i suoi assassini per coprirsi la fuga. Suor Rosa, la sorella del boss Paolo Martino, cugino del padrino di Archi, Paolo De Stefano, sfruttava le proprie conoscenze per acquisire informazioni riguardanti eventuali procedimenti penali in corso nei confronti del fratello. Nel 2007 il boss Vincenzo Gioffrè entra a far parte del comitato per l'organizzazione della festa in onore della Madonna dei Poveri di Seminara. Anni prima, il sindaco neoeletto aveva tentato di modificare il percorso della processione per impedire che il fercolo della Madonna proseguisse, come da tradizione, fino alla casa del boss locale, ma le sue disposizioni vennero disattese e, qualche giorno dopo, per ribadire chi comanda, venne dato fuoco al municipio. A partire dall'Ottocento e per decenni gli uomini della 'ndrangheta hanno beneficiato del silenzio e dell'indifferenza (spesso interessati) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquanta cominciano a registrarsi le prime denuncie e le prime lettere pastorali, e la 'ndrangheta diventa un cancro esiziale.
L' Italia quaggiù : Maria Carmela Lanzetta e le donne contro la 'ndrangheta / Goffredo Buccini
Laterza, 2013
Abstract: Alba del Corpus Domini 2011, statale Ionica, Locride. Davanti alla farmacia di Maria Carmela Lanzetta bruciata da un incendio appiccato da quattro picciotti delle cosche, si mettono in fila le donne di Monasterace, con strofinacci, acqua e detersivo: per salvarle il salvabile, ripulire ciò che resta della bottega di questa farmacista che s'è fatta sindaca e ha sfidato crimine e corruzione con la semplicità e il buonsenso d'una madre. Come vi potrò ripagare?, chiede lei. Già ci avete ripagato, rispondono loro. Il libro è la cronaca d'un faticoso viaggio nella primavera delle donne calabresi, dentro la ribellione delle pentite di 'ndrangheta e il coraggio di molte madri e figlie, spose e sorelle di dire infine no, giorno per giorno, alle regole arcaiche d'un universo omertoso e misogino. Una cronaca raccontata attraverso gli occhi e la storia di Maria Carmela Lanzetta, sindaca di Monasterace, che ha subito due attentati mafiosi per il solo azzardo di avere riportato legalità e normalità nel piccolo comune del reggino che governa dal 2006. La vicenda di questa tenace amministratrice calabrese s'intreccia con quella di altre donne come lei...
Il patto del giudice / Mimmo Gangemi
Garzanti, 2013
Abstract: La città è infuocata dalla rivolta. Per un giorno e una notte imperversano neri armati di bastoni, catene, spranghe di ferro. Poi se ne riappropriano i padroni, loro con pistole, fucili, coltelli. Mohà, Lodit e Kwei si sono nascosti. La vendetta li raggiunge ugualmente. L'unico testimone degli omicidi è Taiwo, che scappa lontano. Qualche mese dopo, in un container scaricato al porto, duecento chili di cocaina: i carabinieri montano la guardia, la droga scompare lo stesso, un funzionario della dogana fa una brutta fine. Due indagini parallele affidate ad Alberto Lenzi, il giudice meschino magistrato indolente e indisciplinato e con un debole per le belle donne nato e cresciuto in quella terra dove crimine vuol dire 'ndrangheta e dove nulla è come sembra. Giostrando sul filo del pericolo il suo rapporto diretto - di ingannevole complicità e amicizia - con un potente capobastone, Lenzi decifrerà i due misteri intrecciati, e farà la sua giustizia.
Gli anni della peste / Fabrizio Gatti
Rizzoli, 2013
Abstract: Un giornalista infiltrato che si mette la tuta degli operai del gas per raccontare le follie di una banda di trafficanti di droga. Un killer della 'ndrangheta che al suo battesimo con la pistola non ha il coraggio di uccidere. Si guardano da lontano. Si studiano. Si incontrano. Due vite parallele. Un viaggio spietato. Dal Fortino della mala, il quartiere senza Stato di Milano, ai giorni della resa alla mafia, i nostri giorni. Il giornalista insegue la via dell'eroina in città e si ritrova al centro dell'estate atroce delle stragi di Cosa nostra. Rocco, vent'anni, il killer che rinuncia a uccidere, finisce in carcere. Con una sola ossessione: vendicare la morte di Luca, il suo capo, il suo compare fraterno, ammazzato su ordine dei clan. Il bisogno di vendetta di Rocco però si trasforma in desiderio di giustizia. Fino a convincerlo a testimoniare al maxiprocesso contro la 'ndrangheta al Nord. In cambio lo Stato gli offre la tutela e la possibilità di ricostruirsi una vita. Ma un mese prima dell'udienza, con un pretesto, gli toglie il programma di protezione. Rocco diventa così il primo pentito tradito dallo Stato. Il perché glielo rivela il giornalista che Rocco odiava fino al punto di volerlo gambizzare. Il perché è nelle confidenze di un funzionario di polizia che, già poche ore dopo le bombe di Cosa nostra a Milano e a Roma, parla di una trattativa in corso tra apparati dello Stato e boss. Il romanzo verità di un giornalista infiltrato nel mondo del crimine.
Coca rosso sangue : sulle strade della droga da Tijuana a Gioia Tauro / Lucia Capuzzi
San Paolo, 2013
Abstract: Uno straordinario reportage che racconta la sanguinosa guerra in atto in Messico tra lo Stato e i cartelli della droga; che, a loro volta, sono in guerra tra di loro, avvalendosi dell'alleanza di parti consistenti dello Stato, le quali parteggiano - contro lo Stato stesso e contro i cittadini ora per l'uno ora per l'altro cartello della droga. Questa guerra è mossa dalla volontà di controllare i principali business gestiti dai clan criminali, primo fra tutti quello della droga. La droga viene inviata in Europa utilizzando il porto di Gioia Tauro, come snodo logistico, e la 'ndrangheta, come partner commerciale. Lucia Capuzzi ha girato le zone calde del Messico per raccogliere informazioni e testimonianze: Città del Messico, Tijuana, Ciudad Juárez, Saltillo, Ixtepec e altre città e stati del Messico. Ha intervistato decine di persone: dai residenti di Juárez che si organizzano in gruppi di autoaiuto per resistere alla violenza, ai migranti latinos vittime dei sequestri, alle ragazze violentate e alle madri dei desaparecidos; ha incontrato personaggi straordinari (giornalisti, genitori, sacerdoti, vescovi, poliziotti) e gente comune, e racconta le loro storie e testimonianze. La narcoguerra messicana riguarda l'Italia e gli italiani molto più di quanto si pensi. Non solo perché i narcos fanno affari con la '.ndrangheta, la quale poi reinveste i guadagni di questi traffici in attività dell'economia lecita.
Santa malavita organizzata / Annachiara Valle
San Paolo, 2013
Abstract: La Calabria è terra di contraddizioni, terra di meraviglie e di bassezze, dove la più ricca organizzazione criminale, la 'ndrangheta, allunga le sue mani sporche su luoghi e riti della religione e dove chi dovrebbe impedirlo spesso è impegnato in altro. Ed è proprio da un luogo di culto che l'inchiesta di Annachiara Valle prende il via; dal Santuario della Madonna di Polsi nel Comune di San Luca, luogo del ritrovo annuale dei boss della 'ndrangheta provenienti da tutto il mondo. Lì si ritiene sia stata presa, nel 2005, anche la decisione di uccidere Francesco Fortugno, vicepresidente della Regione. Fulcro del libro è l'analisi del rapporto tra 'ndrangheta e Chiesa, una Chiesa troppo spesso distratta, assopita o addormentata. Eppure, sostiene l'autrice, è proprio nella Chiesa che possono nascere le forze per il cambiamento. Il primo passo è separare il male dal bene, riconoscere gli errori perché non vengano ripetuti. È quello che la Chiesa ha cominciato a fare. E anche la 'ndrangheta, con un qualche disappunto, sembra essersene resa conto.
Politici (e) malandrini / Enzo Ciconte
Rubbettino, 2013
Abstract: La 'ndrangheta è l'organizzazione mafiosa in perenne trasformazione. La storia del filo che lega politici e 'ndrangheta è quella più negletta perché la mafia calabrese ha vissuto per un lungo periodo storico in una zona oscura impenetrabile alla conoscenza. Fare la storia del rapporto tra malandrini e politici vuol dire affrontare - e cercare di spiegare - una diversità che fa della 'ndrangheta un unicum nel panorama mafioso. La 'ndrangheta in determinati momenti storici si è differenziata da mafia e camorra sia perché ha stabilito relazioni con il Pei e con la destra eversiva, sia perché è l'unica organizzazione ad avere rapporti con uomini politici che operano nel Centro-Nord Italia e persino in alcuni Paesi stranieri. La 'ndrangheta s'è assicurata la protezione di una borghesia mafiosa ingorda ma anche miope, senza ideali e incapace di immaginare un futuro per la propria terra diverso da quello della subalternità ai governanti di turno o ai mafiosi. 'Ndrangheta, magistratura, politica e massoneria sono un incrocio perfetto. Al centro, come una rotonda che regola il traffico, uomini infedeli dei servizi segreti. Nella prima parte c'è il racconto di lunga durata che dalla Calabria del 1861 arriva sino ai nostri giorni. La seconda parte è dedicata al condizionamento 'ndranghetista su pezzi della politica di alcune regioni: Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria, Lombardia. La terza parte mostra come la 'ndrangheta si sia interessata di politica in giro per il mondo.
Milano a mano armata / Romano De Marco
Foschi, 2011
Roma : RX, 2013
Rx. Chi comanda
Abstract: Il 31 maggio 2008, dopo una prima votazione annullata, Milano diventa ufficialmente la città dell'Expo 2015. Una candidatura promossa dal governo dell'epoca e che i vertici di Regione Lombardia, Provincia e Comune hanno accettato entusiasti. Nessun organo elettivo è stato consultato. Nessun Ente Locale interessato dalle opere ha potuto preventivamente pronunciarsi. Nessun cittadino ha potuto esprimersi al riguardo. Chi comanda Milano ha deciso per tutti. Sul piatto, decine di miliardi di euro che il comitato d'affari della borghesia milanese è pronto a spartirsi: vecchi capitani d'industria, insieme a spregiudicati immobiliaristi di nuovo conio, sono seduti al tavolo al quale da tempo vengono decisi i destini della città. Un sistema trasversale agli schieramenti politici e che da tempo detta lo sviluppo urbanistico, politico e sociale della metropoli. Ente Fiera, LegaCoop, gruppi della Grande Distribuzione, Cabassi, Pirelli, Zunino, le grandi banche, Ligresti, Compagnia delle Opere, Assolombarda, Camera di Commercio: ognuno di questi attori è coinvolto a vario titolo nell'affare Expo. Ognuno pretende la sua fetta di torta. In omaggio al medesimo modello di sviluppo che negli ultimi trent'anni ha sostituito la speculazione alla produzione e che con l'operazione Expo diventa sistema. Mentre la criminalità organizzata - che da tempo a Milano e in Lombardia ha messo radici - inizia a rivendicare un posto di diritto al tavolo dei grandi affari della borghesia lombarda.
Fimmine ribelli : come le donne salveranno il paese dalla 'ndrangheta / Lirio Abbate
Rizzoli, 2013
Abstract: Mio padre ha due cuori: la figlia o l'onore? In questo momento dice che vuole la figlia, però dentro di lui c'è anche quell'altro fatto. Queste parole le pronuncia Maria Concetta Cacciola, trent'anni, tre figli, colpevole di aver tradito il marito e di aver deciso di collaborare con la giustizia seguendo l'esempio di Giuseppina Pesce, anche lei giovane madre, anche lei di Rosarno. E poi ci sono Rosa Ferraro, Simona Napoli, tutte 'fimmine ribelli' che hanno osato dire di no a padri, mariti, fratelli. Come nell'Afghanistan dei talebani, in Calabria la donna che disonora la famiglia deve morire, meglio se con un suicidio che tutela dalle conseguenze penali. Attraverso le storie di queste donne, Lirio Abbate racconta uno spaccato di apparente normalità dietro cui si nascondono una frenetica attività criminale, patrimoni immensi e un radicamento a una cultura patriarcale antiquata e retriva. Ma la ribellione delle donne che oggi si affidano allo Stato, ovvero al nemico per cercare di scampare a un destino infernale, produce un effetto dirompente. Perché sgretola l'immagine di compattezza del clan, mette in dubbio i valori del sistema 'ndrangheta, rivela l'impotenza dei boss incapaci di tenere in riga le loro donne. E, soprattutto, accende nelle altre 'fimmine' la consapevolezza della propria condizione e il desiderio di scrollarsela di dosso, facendo nomi e cognomi e aprendo crepe in un universo inconcepibile ma fin troppo vero.
Operazione Acqua di felce : storia d'amore e di 'ndrangheta / Franco Musolino
Metamorfosi, 2013
Abstract: Calabria, fine anni Sessanta. La vita di un piccolo paese dell'Aspromonte, Villalba, viene sconvolta dalla notizia della morte di Paolo Grifo, il giovane erede di una delle famiglie che contano nella 'ndrangheta locale. Lo hanno trovato riverso tra le felci, in una radura sulla montagna, ucciso con un colpo di pistola alle spalle. Faida tra famiglie mafiose? Delitto passionale? Il nuovo comandante della Stazione dei carabinieri, il maresciallo Giuseppe Gattullo, non ha ancora avviato le sue indagini che il paese è scosso da un secondo misterioso fatto. Davanti alla saracinesca dell'emporio di Villalba durante la notte qualcuno deposita su un lenzuolo alcuni macabri reperti. Un messaggio? Un avvertimento? Una minaccia? E a chi? Tutti in paese si aspettano che da un momento all'altro scorra il sangue della vendetta dei Grifo, e il maresciallo Gattullo è costretto a condurre le sue difficili ricerche in un ambiente che non ama certo la legge ufficiale, perché ripone una cieca fiducia nella giustizia che tradizionalmente impongono le Famiglie. Parallelamente al maresciallo e ai comandi provinciali dell'Arma, infatti, si scatena una seconda e più spietata caccia all'assassino. Quale giustizia arriverà per prima? Quella dello Stato che Gattullo si ostina a difendere, aiutato da un personaggio inconsueto, la bellissima e misteriosa 'magara' del paese, o quella inesorabile delle Famiglie?
A Milano si muore così / Adele Marini
Frilli, 2013
Abstract: Per le vie di Milano si aggira una belva scatenata, tale Nicu 'U Buccèri, un killer professionista che la gente di malavita considera un cane sciolto della 'Ndrangheta. In realtà 'U Buccèri ha un compito preciso e per portarlo a termine non si preoccupa del numero di cadaveri che si lascia alle spalle. 'U Buccèri è furbo ed estremamente pericoloso. Eppure, nonostante si guardi costantemente le spalle, non si accorge di essere seguito da una strana figura femminile che arriva dritta dal suo passato e vuole vendetta. Assegnato alle indagini su quella che ha i contorni della strage familiare, il commissario Vincenzo Marino della Mobile di Milano si trova ben presto al centro di un intrigo che sa di criminalità organizzata. Circondato dall'ostilità dei colleghi, è costretto a muoversi su un terreno reso insidioso dall'inspiegabile immobilismo del magistrato inquirente e soprattutto dal sospetto, niente affatto campato per aria, che nella sua Divisione, nella sua stessa squadra, siano infiltrati fiancheggiatori delle organizzazioni criminali: talpe che, dall'interno delle Istituzioni, si adoperano per favorire i traffici della Mafia più potente di tutte, la 'Ndrangheta.
Melampo, 2013
Abstract: Re dell'hashish negli anni Ottanta, pentito negli anni Duemila. Il boss Emilio Di Giovine si rivela alla figlia attraverso una lettera fitta, rapsodica, coinvolgente, dove il ricordo della vita criminale si alterna al racconto della nuova vita sotto protezione. È la confessione di un uomo che è stato a capo di una delle organizzazioni criminali più forti al mondo, che ai suoi luogotenenti fidati ha ordinato omicidi, che si è circondato di donne bellissime, che è riuscito a fuggire dalle carceri di Milano, Barcellona, New York. Fino al giorno in cui si è reso conto che la vita criminale si scioglieva come neve al sole, e ha deciso di pentirsi, sempre più lontano dall'identità di boss e sempre più vicino a quella di padre. La testimonianza è raccolta da Ombretta Ingrascì, che ripercorre gli incontri con il boss pentito e ne contestualizza la biografia all'interno delle vicende della Milano criminale. Prefazione di Enzo Ciconte.
La nostra guerra non è mai finita / Giovanni Tizian
Mondadori, 2013
Abstract: Un corpo irriconoscibile abbandonato come un cane nelle campagne della Locride. L'interminabile, soffocante stagione dei sequestri di persona. E poi, nella nostra carne, le fiamme che divorano il mobilificio di nonno Ciccio, l'omicidio di mio padre. E nessun colpevole. Perché continuare a vivere in una terra che ripagava il nostro amore incondizionato con tanta spietata ferocia? Andarsene via, ovunque, purché lontano da Bovalino, fuori da quei confini diventati così angusti. Approdare in una città accogliente come Modena, nel tentativo di rimuovere, di dimenticare il passato, di trovare una normalità. Nascondendo a tutti, persino a me stesso, la rabbia e la sofferenza. E così ho fatto per tanto tempo, fino a quando, ormai ventenne, ho chiesto in lacrime a mia madre di guidarmi nel doloroso esercizio della memoria. Ho voluto sapere tutto di quella sera del 23 ottobre 1989, di quei colpi di lupara sparati contro la Panda rossa di mio padre. Dopo, per me è stato l'inizio di una nuova vita. Senza più vergogna, senza più sentirmi addosso gli sguardi di commiserazione della gente. Ma ricordare e raccontare sono atti troppo rivoluzionari, troppo scomodi per chi ha costruito il proprio impero sulla menzogna e sull'omertà. Intanto la 'ndrangheta aveva viaggiato più veloce di noi ed era già lì, nell'Emilia terra della Resistenza, a conquistarsi sul campo il predominio della criminalità organizzata e pronta a zittire le mie inchieste giornalistiche. (Giovanni Tizian)
Mondadori, 2013
Abstract: Perché la 'ndrangheta è arrivata in Lombardia? Come si è organizzata? Quali sono i settori in cui opera? Perché la criminalità calabrese ha così tanto successo al Nord? È solo una questione di contagio sociale o sono stati i lombardi ad aprire le porte alla 'ndrangheta? Il monopolio del movimento terra e il recupero crediti, il controllo della distribuzione di pacchi TNT e quello del mercato dei venditori ambulanti di panini. Ma anche l'omertà degli imprenditori e quella delle vittime dell'usura, i rapporti con i politici locali, i collaboratori. E poi, commercialisti, banche, medici, impiegati, avvocati, carabinieri, poliziotti: un lunghissimo elenco di gente comune che scambia favori con membri della criminalità organizzata; il cosiddetto capitale sociale della 'ndrangheta, cioè quel contesto relazionale che non commette specifici reati, ma che moltiplica le capacità di guadagno dell'organizzazione. Questo libro unisce all'impatto emozionale delle storie narrate il fatto che a raccontarle è un magistrato, il massimo esperto di criminalità organizzata al Nord. Giuseppe Gennari accompagna per mano il lettore dentro gli oscuri meccanismi giudiziari, spiegando alcuni aspetti tecnici e lo fa con parole estremamente semplici e sempre con esempi concreti. Con l'obiettivo di coinvolgere il lettore e, allo stesso tempo, di far capire come funzionano oggi realmente le cose per la giustizia.