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Trovati 5 documenti.
Solo / Rana Dasgupta ; traduzione di Silvia Rota Sperti
Milano : Feltrinelli, 2011
Abstract: Diviso in due movimenti, Solo racconta la vita e i sogni di Ulrich, un chimico bulgaro nato nella prima decade del Ventesimo secolo. Nel primo movimento Ulrich, ormai cieco e vecchissimo, chiuso in un anonimo appartamento di Sofia, si abbandona ai ricordi e rievoca la sua vita. Figlio di un ingegnere ferroviario, poco più che bambino, Ulrich ha due grandi passioni: il violino e la chimica. Negatagli la prima dal padre, parte per la Berlino di Einstein e Fritz Haber per approfondire la seconda. Ma i suoi studi sono interrotti quando la fortuna di famiglia si estingue e deve tornare a Sofia per aiutare i genitori. Non lascerà più la Bulgaria. Le ambizioni che gli rimangono sono seppellite prima dall'avvento del comunismo e poi da quello del capitalismo selvaggio. Una vita fallimentare. Ma avvicinandosi alla fine, Ulrich si rende conto di come le frustrazioni della sua esistenza siano state un terreno fertile per la creazione di una vita sognata. E sono questi sogni che compongono la volatile seconda parte del libro. Nel secondo movimento, in un rapido balzo dal passato al presente, da vite vissute a vite fantasticate, Dasgupta segue i figli immaginari di Ulrich, che, pur nati nel comunismo, si fanno strada in un mondo post comunista fatto di celebrità e violenza. Personaggi e moventi s'intrecciano con il ritmo del sogno dietro alle palpebre dell'anziano narratore che vede i suoi figli sognati, variazioni sul tema della sua vita, tentare di vivere come a lui non è riuscito.
Milano : Touring club italiano, 2011
Bulgaria : Sofia, Plovdiv, Varna, i monasteri ortodossi, i Balcani e il Mar Nero / TCI
Touring Club Italiano, 2011
Guide Verdi d'Europa e del Mondo ;
Abramo l'ubriacone / Angel Wagenstein ; traduzione di Sibylle Kirchbach
Milano : Dalai, 2011
Abstract: Dopo la saga dei Cinque libri di Isacco Blumenfeld e l' epopea di Shanghai addio, Angel Wagenstein fa rivivere un altro universo scomparso: la Plovdiv della prima metà del Novecento, quando era una delle più belle e cosmopolite città dei Balcani. Attraverso il personaggio di Berto Cohen - ebreo bulgaro esiliato in Israele che ritorna nel proprio Paese natale per un congresso di bizantinistica - l'autore ricorda con viva tenerezza il complesso microcosmo in cui è nato e cresciuto e dove convivevano lingue e popoli diversissimi. Il filo rosso della nostalgia, con l'amore giovanile per una ragazza armena, Araxi Vartanian, si intreccia a un ritratto senza sconti della Bulgaria contemporanea e a una rilettura del destino millenario del popolo ebraico svolta sempre con humour e partecipazione: dalla cacciata dalla Spagna nel 1492 al conflitto israelo-palestinese passando per la Shoah e il salvataggio miracoloso degli ebrei bulgari durante la seconda guerra mondiale. Su tutto il romanzo troneggia la figura indimenticabile del patriarca Abramo, l'ubriacone del titolo, nonno di Berto e geniale affabulatore che di volta in volta sostiene di avere camminato sulle acque della Galilea con Gesù Cristo, attraversato le Alpi a dorso d'elefante in compagnia di Annibale, o di avere affondato da solo la flotta turca per conto dei veneziani. È lui il testimone privilegiato del crepuscolo che a poco a poco è calato su questo nascosto angolo dei Balcani.
Baba Jaga ha fatto l'uovo / Dubravka Ugresic ; traduzione di Milena Djokovic
Roma : Nottetempo, 2011
Abstract: Baba Jaga è una vecchia strega che vive in una capanna piantata su due zampe di gallina e circondata da teschi umani. Baba Jaga ha una gamba d'osso e, nelle favole slave dalla Russia al Montenegro, vola su un mortaio e mangia i bambini. A partire da questa stravagante figura e dalle sue incarnazioni, Dubravka Ugresic ha costruito un mondo romanzesco al femminile, dove una scrittrice si imbarca in un viaggio in Bulgaria per ritrovare un po' dei ricordi perduti nella mente svagata della madre, dove tre terribili vecchiette si regalano una vacanza in una spa, sconvolgendo le vite degli altri ospiti, e dove una giovane studiosa di folklore scrive un eccentrico compendio su Baba Jaga che finisce per risultare un'incitazione alla rivolta delle donne. Con i piedi nel mito e la testa nel presente, la scrittrice riflette con raffinata intelligenza e cinismo agro sulla vecchiaia e l'amore, offrendoci un anomalo e pericoloso anti-modello di femminilità.