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Trovati 93 documenti.
Il presidente della foresta / Gionata Bernasconi
[San Dorligo della Valle] : Emme, 2010
Abstract: II leone vuole essere il più elegante dei presidenti e costringe gli animali della foresta a indossare in suo onore scarpe, cappello, camicia, calzoni e cravatta. Chi non è in grado di farlo è costretto ad andarsene altrove. Ma quando il leone resterà senza animali da comandare e senza amici, capirà il suo errore e correrà a richiamare i suoi compagni. Età di lettura: da 6 anni.
La forma incerta dei sogni / Leonora Sartori
Milano : Piemme, 2010
Abstract: Leo ha sette anni e tanti piccoli desideri: leggere Topolino, ascoltare la canzone de La storia infinita e avere dei genitori come quelli dei suoi compagni di classe, che sgridano, danno castighi, guardano la partita o spettegolano al telefono con le amiche. Ma la sua famiglia è diversa: la domenica si scende tutti in piazza a manifestare contro la guerra, qualche volta si rimane dai nonni perché papà e mamma sono in giro per l'Italia con una mostra itinerante sui prigionieri politici; e poi ci sono quei maledetti adesivi che ritraggono sei uomini di spalle e che lei ritrova appiccicati ovunque, anche in camera sua. Quelle sagome ossessioneranno la sua infanzia, fino a quando, a vent'anni, Leo deciderà di capire chi erano veramente quelle persone, i sei di Sharpeville, e volerà in Sudafrica. Qui avrà la possibilità di conoscerli di persona: cinque uomini e una donna, accusati ingiustamente di omicidio dopo aver partecipato a una manifestazione in cui un console aveva perso la vita. Grazie a quell'incontro Leo farà una grande scoperta: gli eroi raccontati da suo padre non esistono, ci sono solo persone che fanno delle scelte e che sanno essere coraggiose, persone che se potessero tornare indietro forse quel giorno sarebbero rimaste a casa. Non ci saranno verità universali con cui tornare dai suoi, solo una storia dolorosa di soprusi e violenze nel Sudafrica dell'apartheid.
Il treno / Laprovitera, Vivaldo
Milano : Rizzoli Lizard, 2010
Abstract: È la mattina del 2 agosto 1980. Marco viaggia in treno verso Bologna, quando il convoglio comincia lentamente a fermarsi senza alcuna ragione apparente. Pochi minuti dopo, a bordo comincia a diffondersi una notizia: nella stazione di Bologna c'è stato un attentato. Teso e angosciato, Marco abbandona il treno e corre lungo i binari, verso il luogo della tragedia. Febbraio 1968, dodici anni prima: Marco e Andrea sono poco più che ventenni e frequentano la stessa facoltà, attualmente occupata dagli studenti del movimento di contestazione. Tra questi anche Sandra, di cui entrambi i ragazzi - diversi per indole ed estrazione eppure molto amici - sono innamorati. La tensione politica è forte, si tocca con mano: ma il peggio deve ancora arrivare. Il 2 agosto di trent'anni fa, una bomba smembrava la stazione di Bologna e sconvolgeva per sempre il destino d'Italia. Oggi, due giovani autori affilano le armi del 'graphic journalism' e ci raccontano una storia d'amore, d'amicizia, di passione e di politica. Un lungo filo teso tra il 1968 e il 1980: per non dimenticare
Vescovo e laico? : una spiegazione per gli amici / Luigi Bettazzi
Bologna : EDB, 2010
Abstract: Un cristiano, membro cioè di un mondo religioso che si appella al soprannaturale, vive da laico quando si muove nell'ambiente naturale; non rinuncia all'aspetto soprannaturale né lo ridimensiona, ma lo vede con gli occhi di chi prescinde dal soprannaturale, per poter interloquire con ogni essere umano, di qualsiasi religione e cultura, e far accogliere con attenzione e rispetto anche le sue proposte, che possono derivare da visuali di carattere soprannaturale ma vengono presentate appunto nella loro dimensione laica (dal capitolo 4). Al di là del significato corrente del vocabolo, che è abitualmente quello di ostile alla religione, e anche del significato etimologico - dal greco laos, popolo di Dio - per mons. Bettazzi il termine laico acquisisce il senso pieno di umano. Proprio come Gesù, che essendo vero Dio ha voluto essere anche vero uomo, quale vescovo, col massimo impegno di evangelizzazione cristiana, egli sente di dover essere insieme laico, ovvero pienamente umano.
Il Piano Solo : i servizi segreti, il centro-sinistra e il golpe del 1964 / Mimmo Franzinelli
Milano : Mondadori, 2010
Abstract: Nel maggio del 1967 un'inchiesta del settimanale L'Espresso rivela che tre anni prima il generale Giovanni de Lorenzo, comandante dei Carabinieri, e il presidente della Repubblica Antonio Segni avevano predisposto un piano d'emergenza che prevedeva il controllo del Paese da parte dell'Arma e l'arresto di centinaia di attivisti di sinistra: il cosiddetto Piano Solo. Cosa accadde veramente nell'estate 1964? Era davvero pronto un golpe con la regia del capo dello Stato? In questa nuova edizione de II piano Solo Mimmo Franzinelli completa le ricerche già pubblicate sull'argomento grazie a nuovi importanti documenti diplomatici, militari ed epistolari, in particolare quelli del Dipartimento di Stato statunitense, e alle interviste con i protagonisti superstiti di quella turbolenta stagione. Arriva così a delineare con maggiore sicurezza i retroscena del Piano Solo, rivedendo il ruolo di Segni e di Aldo Moro. Ciò che ne esce è l'affresco avvincente di un momento critico della democrazia in Italia, un Paese condizionato dalla guerra fredda e sospeso sull'orlo dello scontro civile, che di lì a poco sarebbe sprofondato nella fase delle stragi e del terrorismo.
: EGEA, 2010
Itinerari EGEA
Abstract: Comunque finiranno le elezioni di medio termine di novembre, un dato è certo: a due anni dall'elezione il percorso del presidente Obama è stato accidentato. E mentre la sua stella splende ancora sulle sponde europee (e non solo), nel suo paese sono in atto un dibattito e un conflitto profondi. L'autore, grande esperto di società americana, ci conduce al cuore del confronto-scontro tra il riformismo del presidente e la rivolta individualistica del Tea Party. Una rivolta che affonda le radici nel timore che le riforme di Obama aggravino il dissesto dello stato federale, e quindi determinino un aumento delle tasse, e nell'avversione per un allargamento del ruolo pubblico. L'analisi mette in evidenza una sorta di incompatibilità genetica, propria dell'"homo americanus", per i rigurgiti statalistici. Ma non si ferma qui: evidenzia i motivi e i volti sia della delusione aperta e scontata di un'opposizione che ha vinto tutte le elezioni dopo la campagna presidenziale, sia della delusione inaspettata e dolorosa della sinistra democratica che a Obama contesta un eccessivo moderatismo. Un presidente tra due fuochi, che continueranno ad alimentarsi per i prossimi due anni.
Fandango libri, 2010
Abstract: Quella tra Andrea Pazienza e Sandro Pertini è un'affinità elettiva. Pazienza vedeva in lui l'ultimo esemplare di una razza di uomini duri ma puri come bambini, una luce nella notte di una prima Repubblica compromessa da corruzione e malaffare. Non lo prendeva di mira con lo spirito dissacratorio che riservava agli uomini politici, ma con complicità affettuosa e un'ammirazione profonda. Pertini raccoglie tutte le storie, le tavole e i tantissimi disegni dedicati al presidente partigiano. La serie iniziale di tavole autoconclusive è un campionario esilarante di sketch umoristici, in cui il luogosergente Paz fa da spalla al temibilissimo Pert in amene località resistenziali, conducendo pasticciate imprese in nome della libertà e della giustizia. Nella storia lunga che segue, Pert ritorna bambino e sogna di essere diventato presidente della Repubblica, attorniato da facce losche, in un paese dove si può tranquillamente affermare che i non iscritti alla P2 più che altro non superarono l'esame di ammissione. La sezione finale è dedicata alle tante vignette e caricature pubblicate nel corso degli anni sulle riviste alle quali Paz collaborava. La testimonianza di come Pertini fosse diventato un personaggio principale nell'immaginario dell'artista, al pari dei più celebri che il suo estro ci ha regalato.
Obama nella crisi globale : dal we can al we cant't / Raffaele Sciortino
: Abiblio, forum per utopie e skepsis, 2010
Appunti. Politica globale ; 5
Abstract: Obama nella crisi globale presenta un'analisi in corso d'opera dei passaggi strettissimi del tentativo di una exit strategy dal bushismo, dalla corsa alla nomination al primo anno e mezzo di presidenza, sotto l'angolo visuale dell'impatto della crisi globale. Una crisi che sta investendo la riproduzione complessiva della società del capitale e spostando tutti gli equilibri internazionali. Bail out delle banche, stimolo all'economia, riforma sanitaria, regolazione finanziaria, all'interno; rapporto con Pechino, fallimento della governance multilaterale, scontro con l'Europa e ribilanciamento dello sforzo militare e diplomatico, all'esterno. Ecco i nodi cruciali sui quali si sta infrangendo la spinta del change obamiano nell'incapacità/impossibilità di trovare un equilibrio fra insostenibilità della finanziarizzazione e irrinunciabile pretesa alla leadership globale.
2. ed
Torino : Angolo Manzoni, 2010
Abstract: Enrico Calamai è stato definito lo Schindler argentino oppure l'eroe discreto di Buenos Aires. Il suo esordio narrativo è un j'accuse del regime militare argentino, ma prima ancora una denuncia dell'impari lotta tra le infinite pratiche dell'apparato burocratico e le singole esistenze. Scritto a Buenos Aires all'epoca del golpe di Videla, riflette il disagio di chi si trova asservito a una operatività scissa dall'etica, oltre che dall'estetica. Il console è inspiegabilmente sparito. Si decide di forzare la cassaforte del suo ufficio. Qui viene ritrovato un voluminoso fascicolo trasmesso alla Procura della Repubblica. I colleghi riferiscono che il materiale dattiloscritto acquisito agli atti potrebbe essere il resoconto del funzionario che negli ultimi tempi e in reiterate occasioni confidò un non meglio precisato pressante bisogno di scrivere. Faremo l'America è la trascrizione del fascicolo ritrovato. Non sappiamo come si chiami il console, non ci sono date, non si sa in quale paese si svolge la vicenda, anche tutto fa pensare all'Argentina dei desaparecidos...
Il bambino che credeva nella libertà / Bina Shah
Roma : Newton Compton, 2010
Abstract: Ali Sikandar è un giovane redattore, figlio di un ricco feudatario pakistano originario del Sindh ma trapiantato a Karachi. Incaricato da un'emittente televisiva di seguire l'arrivo di Benazir Bhutto, leader dell'opposizione che rientra in patria dopo otto anni di esilio per prendere parte alla corsa alla presidenza, Ali aderisce al Movimento di Protesta del Popolo, un gruppo civile di resistenza che intende contrastare il governo in carica di Musharraf. Tra cortei improvvisati, marce di protesta, comizi di Benazir Bhutto e attentati contro la sua persona, la vita di Ali si apre a un nuovo corso e il ragazzo scopre l'amore, i contrasti con il tradizionalismo paterno, la voglia di lottare e la forza del perdono. E soprattutto riscopre le sue radici, conquistando una nuova consapevolezza sul Pakistan e soprattutto sulla sua terra, il Sindh. Il racconto della sua esperienza, che si snoda tra il 18 ottobre - giorno dell'arrivo di Benazir Bhutto - e il 27 dicembre 2007 giorno in cui la leader cade vittima di un attentato - è affidato a una sorta di diario quotidiano, alternato a flashback che ripercorrono la storia della sua famiglia e quella della famiglia Bhutto, dei potenti Pir e dei rivoltosi Hur, della dominazione britannica e dell'ingerenza statunitense, dei mistici sufi e del Movimento Panindiano, componendo un'immagine di straordinaria profondità, che spiega le molte contraddizioni di un Paese che ancora oggi lotta per entrare a pieno titolo nella modernità e nella democrazia.
L'agenda nera : [della seconda Repubblica] / Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza
Chiarelettere, 2010
Abstract: La verità su via D'Amelio è ancora lontana perché è stata insabbiata. Un falso pentito ha retto ben sei processi e due sentenze della Suprema corte. Perché? Com'è possibile che investigatori considerati pilastri dell'antimafia abbiano dato credito a un'assurdità così clamorosa? Lo Bianco e Rizza ce lo raccontano fotografando questi ultimi 18 anni di complici mistificazioni. L'agenda nera si apre sul teatro della strage, ne ricostruisce i retroscena raccontandone, per la prima volta, le indagini, i processi, la fiera di dichiarazioni, ritrattazioni, arresti e minacce. E il ribaltone politico che ha portato alla nascita di Forza Italia. Fino alla nuova inchiesta di Caltanissetta che vede indagati alti ufficiali di polizia. In attesa degli esiti dell'indagine, una domanda che nasconde verità scomode si impone: agirono da soli? Dietro la falsa pista Scarantino, secondo i pm, potrebbe celarsi un progetto eversivo per nascondere i mandanti occulti della strage. La verità la chiedono i familiari e i cittadini che in Borsellino hanno visto il simbolo più alto delle istituzioni. Quelle stesse che probabilmente lo hanno tradito. Chiude il libro un'intervista al procuratore aggiunto di Caltanissetta Nico Gozzo.
I cari estinti : faccia a faccia con quarant'anni di politica italiana / Giampaolo Pansa
[Milano] : Rizzoli, 2010
Abstract: Il primo comunista che ho conosciuto era una comunista. Si chiamava Elvira, aveva curve maliziose e ballava divinamente il samba all'italiana. Per di più s'era invaghita di Walter Audisio perché lo riteneva il killer di Mussolini. Andavo per i tredici anni e la sbirciavo nel dancing del Pci, vicino al mio caseggiato di ringhiera. Dopo l'odalisca rossa, ho fatto molti altri incontri per raccontare da cronista le avventure dei padroni politici della Prima Repubblica. Li ho conosciuti talmente bene che, con l'andar del tempo, sono diventati i miei vicini di scrivania. Più li osservavo, più me li vedevo accanto. Così oggi mi domando: stavamo meglio quando c'erano la Dc, il Pci e il Psi, oppure adesso, con i carrozzoni personali di questo fosco 2010? Lascio la risposta ai lettori dei Cari estinti, un titolo beffardo e un tantino nostalgico. Gli estinti sono i potenti che dal 1948 al 1989 hanno guidato l'Italia. Nel rievocarli, mi sono sentito un viaggiatore che narri la fine di un mondo esplorato per anni. Dominato da leader come il pio Rumor, l'irriducibile Fanfani, l'eterno Andreotti, l'enigmatico Moro, l'aggressivo De Mita, il monacale Berlinguer, l'ardimentoso Craxi, il tenace Almirante, l'ambizioso Spadolini. Li ho rimessi sulla scena ripercorrendo il loro tempo. Il caos delle correnti. L'alterigia dei ras locali. Il cancro della mafia. Le bombe del terrorismo. Il sequestro di Aldo Moro. Il ciclone della Loggia P2. La guerra fra comunisti e socialisti.
Il sogno di Roma : le lezioni dell'antichità per capire l'Europa di oggi / Boris Johnson
Milano : Garzanti, 2010
Abstract: La storia dell'antica Roma e del suo gigantesco impero colpiscono ancora oggi per due aspetti: in primo luogo per la forza di un esercito che fece di un villaggio sui colli del Lazio la prima superpotenza mondiale, assoggettando popoli diversissimi per lingua, storia, cultura, religione, costumi, tradizioni... E poi perché il secondo straordinario successo di Roma fu quello di unire e amalgamare all'interno di un'unica cultura condivisa diversi milioni di cittadini, dalle fredde coste del Mare del Nord alle pianure mesopotamiche, dalle rive del Mar Nero alla costa atlantica di quello che oggi è il Marocco. In questo saggio, Boris Johnson, che prima di diventare giornalista e uomo politico di successo ha studiato Antichità Classica a Oxford, ci spiega come Roma sia riuscita prima a imporsi con la forza delle armi; e poi a costruire un sistema politico - e soprattutto una civiltà - in grado di unire moltissime differenze. È una ricostruzione storicamente impeccabile, ma anche brillante e ricca di curiose sorprese. E offre indicazioni utili: perché, ci ricorda Boris Johnson, per certi aspetti la sfida che dovette affrontare l'antica Roma non è così diversa da quella che deve affrontare oggi l'Europa, alle prese con i problemi dell'immigrazione e dell'integrazione.
Il grande gioco : i servizi segreti in Asia centrale / Peter Hopkirk
Milano : Adelphi, 2010
Abstract: Grande affresco storico sul Grande Gioco, come lo chiamò Kipling, che impegnò inglesi e russi, per buona parte dell'Ottocento, in Afghanistan, in Iran e nelle steppe dell'Asia centrale. Mentre il grande impero moscovita scivolava verso i mari caldi inghiottendo ogni giorno, mediamente, 150 chilometri quadrati, la Gran Bretagna cercava di estendere verso nord i suoi possedimenti indiani. Vecchia storia? Acqua passata? Chi darà un'occhiata alla carta geografica constaterà che i grandi attori hanno cambiato volto e nome, ma i territori contesi o discussi sono sempre gli stessi. In queste affascinanti mille e una notte della diplomazia imperialista il lettore troverà l'antefatto di molti avvenimenti degli scorsi anni in Afghanistan e in Iran. (Sergio Romano)
Gli anni nascosti / Piernicola Silvis
Milano : Cairo, 2010
Abstract: La chiamano Guerra Fredda. Nel senso di sostanzialmente incruenta, giusto? Sbagliato. Nessuna guerra è mai incruenta, e certamente nessuna guerra è mai fredda. Il fronte più torrido? Ma il nostro, è chiaro: l'Italia, il Belpaese, eterno crocevia di intrighi e inganni, cospirazioni e complotti. Luogo ameno dove uno dei più illustri e stimati padri della Repubblica è un agente sotto copertura profonda della Stasi, famoso e famigerato servizio segreto della Germania Est. Dove il capo di Stato maggiore prepara un brutale contro-golpe nel nome, nessun dubbio in merito, di pace/libertà/democrazia ecc. Dove un eclettico colonnello della sanguinaria dittatura argentina fa da consulente sul campo per le forze volte alla salvaguardia della civiltà occidentale (o qualsivoglia imitazione della medesima). Dove un patriottico alto ufficiale del Sismi agisce dall'ombra come un deus-ex-machina dagli inferi. Al nucleo del vortice, il Dossier Ksenofont, fantomatico e letale, che può scatenare una potenza tellurica inimmaginabile, che non deve cadere nelle mani sbagliate. Al cuore del labirinto, il potere assoluto, oscuro oggetto del desiderio che fatalmente logora chi non ce l'ha. Ma quando dalle scatole cinesi si passa al teatro delle ombre, quando i cupi nemici del passato diventano gli ambigui alleati del presente, quando i convenienti assassini di ieri assurgono a immarcescibili dominatori di domani, ecco che il tessuto stesso del reale si distorce, si altera, si annienta.
Come le lucciole : una politica delle sopravvivenze / Georges Didi-Huberman
Torino : Bollati Boringhieri, 2010
Abstract: Ogni essere vivente emette flussi di fotoni. Ne esistono tuttavia di minuscoli per i quali la luce - sprigionata da una sostanza chimica, la luciferina - è parata nuziale, danza d'amore. Un grappolo di cinquemila lucciole produce a malapena il chiarore di una candela. Eppure quella fragile grazia, quel volteggio fosforescente che punteggiano il buio si sono prestati a considerazioni apocalittiche. Darei l'intera Montedison per una lucciola, scriveva Pasolini nel 1975. Una fascinazione antica, la sua, che risaliva agli anni della guerra, quando osservava estatico una quantità immensa di lucciole, che facevano boschetti di fuoco dentro boschetti di cespugli. La loro scomparsa gli appariva come un genocidio culturale, l'ultimo crimine di un nuovo fascismo peggiore del precedente: il neocapitalismo, con il suo fulgore artificiale, abbacinante. Da allora parlare di lucciole equivale ad alludere, per via di metafora, ai tratti del mondo umano che rischiano di eclissarsi di fronte all'avanzata irreversibile della stereotipia sociale. Corrono pericolo uomini-lucciole, parole-lucciole, immagini-lucciole, saperi-lucciole. Ma sono davvero condannati ad andare perduti? Nel suo libro, Georges Didi-Huberman coglie ciò che la disperazione impedì a Pasolini di vedere: che la barbarie non procede senza intoppi; che mettere avanti la rovina del tutto oscura i barlumi che resistono malgrado tutto; che chiudersi nel lutto per l'arcaico paralizza l'intelligenza del presente.
Diritto di volare / Sofia Gallo
Firenze ; Milano : Giunti, 2010
Abstract: Elena ha poco più di 18 anni, un ragazzo che si occupa attivamente di politica e che la rende partecipe, una sorella più giovane ancora più attratta dagli aspetti più superficiali della vita e un fratello minore a cui è legatissima. La sua vita si intreccia con gli avvenimenti che hanno cambiato l'Italia agli inizi degli anni Settanta. Contestazione, scioperi, ciclostili e manifestazioni convivono con le prime esperienze d'amore, la ricerca dell'approvazione di genitori troppo distanti e il tentativo di trovare il proprio posto e un futuro. Età di lettura: da 14 anni.
Prima o poi mi innamoro / Leslie Carroll
Roma : Newton Compton, 2010
Abstract: Tessa Graig, quarant'anni, di giorno scrive i discorsi per il politico David Weyburn e di notte è la sua amante. Così, quando David la lascia, le crollano addosso in un istante tanto le sue speranze di carriera quanto i suoi sogni d'amore. Un bel viaggio a Dublino è quello che ci vuole per superare il dolore e mettere da parte il passato. Qui Tessa incontra un divertentissimo e linguacciuto pescatore cattolico, Jamie, che le ruba il cuore declamando sonetti di Yeats... Ma Tessa è ebrea e la religiosissima mamma di Jamie sembra non gradire... Nonostante le difficoltà iniziali, Tessa riuscirà a conquistare Jamie e a portarlo con sé a New York dove, inaspettatamente, il posto di David si è liberato e sembra fatto apposta per lei. Ma la politica è un mondo feroce e, proprio quando la famiglia di Jamie si presenta davanti al suo portone per reclamare l'amato figlioletto, il New York Post pubblica il piccante diario di Tessa... Tutto sembra perduto, ma Tessa ha dimenticato di giocare la sua ultima carta, l'unica davvero vincente: se stessa.
Le linee d'ombra / Amitav Ghosh ; traduzione di Anna Nadotti
Pozza, 2010
Abstract: A intervalli regolari di qualche mese, Tridib compare alla porta di casa dei suoi zii e cugini. Le gambe incrociate strette, la fronte coperta di sudore, dopo i necessari convenevoli imposti dall'etichetta, si precipita direttamente nella stanza da bagno, spinto dai capricci del suo apparato digerente, rovinato dai fiumi di tè nero ingollati nei chioschi ai margini delle strade di Calcutta. Quando ne riemerge, mostra il consueto piglio disinvolto del figlio di un funzionario del Foreign Office abituato agli agi di una spaziosa casa avita. Sprofondato nel divano buono, inizia a dissertare sui più svariati argomenti: le stele mesopotamiche, il jazz dell'Est europeo, i costumi delle scimmie arboricole, il teatro di Garcia Lorca e, soprattutto, l'Inghilterra, abitata da compite fanciulle come la signorina Price. Incantato, il cugino più piccolo di nove anni non perde una parola delle sue storie fantastiche, delle sue mirabolanti descrizioni di un'Inghilterra leggendaria e lontana. Assorbe a tal punto l'arte di narrare di quel parente bizzarro dal volto magro e stizzoso, dai capelli arruffati e dagli occhi neri che scintillano dietro le lenti cerchiate d'oro, da essere capace lui stesso, crescendo, di dare voce ai ricordi della sua infanzia, alle vicende della sua famiglia e a quelle più grandi dell'India moderna.
La bolgia : Silvio a Napoli : la vera storia dietro la maschera / Conchita Sannino
Milano : Il Saggiatore, 2010
Abstract: I roghi dei rifiuti ammassati sulle strade di Napoli si sono appena spenti, quando in un locale per banchetti sulla tangenziale si festeggia il compleanno di una diciottenne. Arriva un ospite a sorpresa: è l'uomo più ricco e potente d'Italia. Esplode lo scandalo. Si ripercuote su scala nazionale e internazionale. Crea scompiglio e sgomento. Conchita Sannino avvia da qui l'inchiesta sul potere malato. Osserva e registra ciò che la città mette in mostra, quello che insabbia e nasconde. Delitti, sommosse e incendi, rifiuti e scorie, la vita pubblica a pezzi, cortei di disoccupati e di auto blu. Nella città, diventata banco di prova del nuovo governo, per magia i rifiuti scompaiono, ma la munnezza resta un pingue affare che la camorra gestisce con scaltrezza e collusioni eccellenti. Dalle indagini giudiziarie emerge il patto fra il gotha mafioso dei casalesi e il sottosegretario Cosentino, 'o Mericano, che ha in mente di scalare la Regione Campania. Interessi che convergono, la camorra che controlla, autorizza, e gestisce con più autorità dello Stato. Eppure il presidente aveva promesso: Vita nuova per Napoli. Eppure il presidente aveva cantato e giurato: Napoli è nel mio cuore. E difatti nelle anticamere dei palazzi istituzionali le pretendenti, le favorite, le aspiranti candidate fanno ressa per accedere alla sua attenzione.