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Trovati 73 documenti.
Milano : Jaca Book, 2008
Abstract: In tutti i paesi avanzati la scienza e la sua comunicazione giocano un ruolo chiave nell'indirizzare le scelte di interesse sociale. Spesso tuttavia gli orientamenti della ricerca scientifica sono legati a obiettivi e interessi che, più che con la scienza, hanno a che fare con i suoi usi economici e finanziari. Questa nuova dimensione dell'operato degli scienziati può allora influire sulla qualità dei risultati che concretamente essi riescono a ottenere nei laboratori di ricerca. In questo senso, il filo conduttore del libro è quello della problematizzazione del rapporto che si genera tra conoscenza ed etica o, se si preferisce, tra fatti e valori della scienza. Il ragionamento può concentrarsi su un piano di pura speculazione filosofica, ma può anche tradursi in riflessioni più concrete sul vincolo etico che si stabilisce tra decisione politica e dato scientifico, tra calcolo economico e bisogni reali. Negli anni recenti, il rischio che la comunicazione della scienza abbia risentito in modo significativo delle situazioni di conflitto di interessi in cui spesso si trovano a operare gli scienziati, ha ricevuto sempre più attenzione. Emerge con forza l'esigenza di comprendere se sussiste ancora la possibilità di una visione deontologica delle professioni scientifiche e tecnologiche - specie nel settore delle bioscienze - e di verificare i principi e i codici culturali ai quali fare appello nelle policy della scienza e dell'innovazione
Milano : Garzanti, 2008
Abstract: Il merito? Ah, ma in Italia non esiste! Lo sappiamo tutti, il nostro è il paese delle raccomandazioni, delle clientele, delle famiglie, delle caste, delle corporazioni, delle oligarchie, delle mafie. Un solo dato: l'Italia è la società più ineguale dell'Occidente. Ha grandissime disuguaglianze tra ricchi e poveri (come gli USA) e al tempo stesso è uno dei paesi con la minore mobilità sociale: i poveri da noi restano poveri per sempre e in maniera ineluttabile. Questo sistema sta provocando danni gravissimi al paese, che perde ogni giorno posizioni in uno scenario globalizzato sempre più competitivo: da almeno 15 anni in Italia la ricchezza aumenta meno che negli altri paesi sviluppati. Ma come possiamo rimettere in moto una società così statica? Come sfidare una casta politica ancora legata agli schemi di un'economia industriale, quando siamo ormai diventati da tempo un'economia di servizi? La soluzione ci arriva da realtà più dinamiche ed efficienti della nostra, a partire da USA e Inghilterra.
Sociologia della moda / Frederic Monneyron ; traduzione di Gianluca Valle
Roma : Laterza, 2008
Abstract: La moda è una creazione occidentale recente. Certo già nel Medioevo esisteva una moda di corte, ma non troviamo segno di quei veri e propri rituali e di quelle istituzioni che, oggi, fanno della moda ciò che è, ovvero un sistema complesso, con una propria economia e un proprio insieme simbolico di riferimento. La moda contemporanea, che per definizione 'non dura' e si rinnova di continuo, si fonda su una percezione lineare del tempo che va sempre avanti e non torna mai indietro, un tempo sincopato e accelerato tipico della moderna società consumistica. La moda, che esprime allo stesso tempo ricerca di distinzione e conformismo, nasce dalla frantumazione delle tradizionali divisioni sociali e di status. È un'espressione di libertà e liberazione che svincola il vestito dalla tradizionale funzione di etichetta applicata all'individuo. Ecco perché la moda può essere definita l'apoteosi della società individualista e, non a caso, dagli anni Sessanta in poi diventa il luogo privilegiato in cui si manifesta fino alla provocazione una nuova categoria sociale: la giovinezza.
YouTube : la storia / Glauco Benigni
[Milano] : Magazzini Salani, copyr. 2008
Abstract: YouTube: chi c'è dentro e chi c'è dietro. Storia, battaglie e curiosità raccontate con un linguaggio chiaro e un occhio attento alla realtà italiana. Per saperne di più, o per cominciare a capirne qualcosa. I blog hanno trasformato la gente comune in giornalisti, YouTube trasforma la gente comune in celebrità. Con un CD-Rom per navigare tra i video più divertenti, più famosi, o innovativi e un'intervista a Daniele Silvestri.
Il biocapitalismo : verso lo sfruttamento integrale di corpi, cervelli ed emozioni / Vanni Codeluppi
Torino : Bollati Boringhieri, 2008
Abstract: Il biocapitalismo è la forma più avanzata di evoluzione del modello economico capitalistico. Esso si caratterizza per il suo crescente intreccio con la vita degli esseri umani. Il biocapitalismo produce infatti valore economico non soltanto usando il corpo come strumento materiale di lavoro ma agendo sulle componenti biologiche, mentali, relazionali e affettive degli individui. E se le imprese si impossessano sempre più delle idee dei loro dipendenti, sfruttando il loro cervello e quindi godendo del loro tempo ben oltre l'orario di lavoro, è soprattutto operando nella sfera del consumo che esse sono in grado di intervenire massicciamente sulle emozioni e sugli affetti, sui corpi e sulle menti degli individui e lo fanno utilizzando strumenti di comunicazione potenti come la marca e il cinema. In questo modo l'ambito della cultura e della comunicazione viene progressivamente assorbito da quello della produzione economica, creando una situazione di crisi per il funzionamento del sistema democratico.
Santarcangelo di Romagna : Maggioli, copyr. 2008
Affluenza : il virus che minaccia la classe media / Oliver James
Milano : Excelsior 1881, copyr. 2008
Abstract: Affluenza, la malattia contagiosa che colpisce le classi medie delle società industrializzate. Neologismo nato dal connubio di due parole: affluence (abbondanza, opulenza) e influenza (influenza, come in italiano) per descrivere l'ansia e la frustrazione di non riuscire a tenere testa a un mondo in cui i nostri vicini non sono più quelli che vivono alla porta accanto, ma personaggi come Beckham o Tony Blair (che grazie ai media conosciamo assai meglio degli altri). Il virus dell'affluenza prospera soprattutto dove prevalgono i valori di quello che James definisce selfish capitalism o capitalismo egoista: un capitalismo selvaggio, che mira a privatizzare tutto, anche i servizi pubblici, e che funziona sul presupposto che ogni umana necessità può essere risolta dal mercato. I sintomi: ansia, depressione, violenza, dipendenza da alcol, droghe e psicofarmaci. La causa: l'ossessione di avere sempre di più: soldi, case, televisioni, macchine. Un seno perfetto, un pene più lungo. Tutti insaziabili, incontentabili, perennemente scontenti, perché c'è sempre qualcosa di nuovo da desiderare a ogni costo. Soprattutto se ce l'hanno i vicini.
La mafia devota : Chiesa, religione, Cosa nostra / Alessandra Dino
Roma : Laterza, 2008
Abstract: Dio e mafia: binomio impossibile? Si, secondo la logica; tutt'altro, nella pratica. Fin dalle sue origini, infatti, la mafia ha fatto ricorso continuo e strumentale alla simbologia cattolica, riscrivendo una religione capovolta tagliata su misura per le sue esigenze di autoassoluzione. La Chiesa cattolica - per paura, per convenienza, per ignoranza - ha spesso offerto riconoscimento a questa teologia individualistica, offrendosi come mediatrice nel dialogo dei mafiosi con il loro Dio. Se è vero che oggi, soprattutto dopo le stragi di mafia e l'assassinio di padre Puglisi nel '93, le gerarchie ecclesiastiche hanno maturato una sensibilità più attenta alle ragioni della legalità, tuttavia resiste ancora una Chiesa dalle molte anime dove, accanto all'opera di quei sacerdoti personalmente impegnati nelle zone calde dello scontro tra Stato e mafia, trova spazio anche la condiscendenza verso Cosa Nostra. Sui ministri della religione cattolica ricade oggi una grande responsabilità: le nuove conoscenze e la nuova consapevolezza acquisita non posizione di neutralità senza trasformarsi in complice, per quanto involontaria, del sistema di potere mafioso.
Talento da svendere / Irene Tinagli
Torino : Einaudi, copyr. 2008
Abstract: La mancanza di talenti è un aspetto del declino italiano. Perché il talento non è un dato naturale ma un prodotto di un sistema che va orientato attraverso politiche d'investimento, economiche e non può essere relegato a ciclici e generici dibattiti sulla ricerca o sui giovani. Saper coltivare e valorizzare il talento non è un optional, ma un imperativo per competere nell'economia di oggi, che chiama in causa tutti i principali attori del nostro sistema socio-economico: università, imprese, sistema sociale e territoriale. Il fallimento italiano è rintracciabile in problemi e ritardi in ciascuno di questi ambiti, che il libro analizza e discute in profondità, proponendo anche alcune soluzioni strutturali per affrontare il problema.
La dimensione sociale delle emozioni / Bernard Rimè
Bologna : Il mulino, copyr. 2008
Abstract: La parola emozione è ormai presente in ogni mezzo di comunicazione: libri, televisione, internet... Ovunque siamo a contatto con chi esprime, comunica e tratta emozioni. Ma perché le emozioni esercitano un tale fascino? Cosa c'è nelle emozioni? Qual è la loro funzione? Perché sentiamo il bisogno di condividerle? E quando diventano traumatiche? Questo volume presenta una panoramica delle emozioni sia nella loro funzione e definizione sia nella loro dimensione sociale. L'autore fornisce così una interpretazione della teoria delle emozioni finora considerate solamente nel loro aspetto individuale e soggettivo. Rime ne sottolinea la funzione sociale e pone attenzione al ruolo fondamentale della dimensione interpersonale nell'espressione, regolazione e comprensione delle medesime. Un testo completo, aggiornato e innovativo rispetto a un tema attuale e di grande interesse nella psicologia.
Il dilemma dell'onnivoro / Michael Pollan ; traduzione di Luigi Civalleri
Milano : Adelphi, copyr. 2008
Abstract: Che cosa mangiamo, e perché? Sono domande che ci poniamo ogni giorno, convinti che per rispondere basti sfogliare la rubrica di un giornale, o ascoltare per qualche minuto l'ultimo imbonitore nutrizionista ospitato in tv. Ma se quelle domande le si guarda un po' più da vicino, come fa Michael Pollan in questo suo documentato saggio, forse il primo sull'argomento a non prendere alcun partito, se non quello dell'ironia e del buon senso, le risposte appaiono meno scontate. Che legga insieme a noi le strepitose biografie del defunto pollo biologico riportate sulla confezione di petti del medesimo, o attraversi le lande grigie e fangose del Midwest, dove milioni di bovini nutriti a mais e antibiotici vivono la loro breve esistenza fra immensi stagni di liquame, Pollan arriva immancabilmente a conclusioni di volta in volta raccapriccianti o paradossali.
Il lavoro e la cura : imparare a cambiare / Laura Balbo
Torino : Einaudi, copyr. 2008
Abstract: Negli ultimi anni è cambiato il rapporto della società con la cultura del lavoro: dopo il mito della piena occupazione, sono arrivate le forme di lavoro atipico, relative non solo al mercato del lavoro, ma anche ai modelli produttivi e regolativi, tutte all'insegna della flessibilità, ma oggi persino la flessibilità non è più l'unico fenomeno dominante. Ora, al centro sembrano esserci la cultura del lavoro di cura, le società di servizi. In un panorama sempre più frammentario, che rimescola competenze e linguaggi, risalta una sorta di osmosi, di sovrapposizione tra sfera privata e lavoro, per cui un po' dell'una finisce nell'altro e viceversa. Processi aperti, all'insegna del lifelong learning, con caratteristiche che per tradizione sono un patrimonio femminile, e che possono diventare una proposta per tutti, per trasformare modi di essere e di porsi, per vivere e per scegliere, per rendere forse più libere le nuove generazioni.
Manifesto per il silenzio / Stuart Sim ; traduzione di Adele Olivieri
Milano : Feltrinelli, 2008
Abstract: Fuggite il rumore e l'inquinamento. Così recita la gran parte delle pubblicità che magnifica la vita delle città satellite che sempre più numerose sorgono nei pressi delle grandi metropoli. Dapprima in Inghilterra, poi negli Stati Uniti, la realtà dei suburbs sembra attecchire con forza anche in Italia. Le ragioni che spingono verso questa scelta abitativa sembrano quindi essere radicate in una percezione ormai diffìcile da contestare: le città sono sempre più invivibili. E non solo per l'insicurezza sociale, l'inquinamento, il traffico, ma anche per il rumore e l'inquinamento acustico. Al contrario, il silenzio ha da sempre giocato un ruolo importante nel plasmare la storia e i momenti più salienti della creatività umana. E noi tutti abbiamo bisogno di più silenzio. Non solamente nei mesi estivi, quando le finestre sono spalancate alla ricerca di un po' di refrigerio e i rumori molesti della città invadono incontenibili la nostra privacy. Ne abbiamo bisogno sempre, perché la capacità di pensare, creare, riflettere dipende dalla nostra possibilità di accesso regolare al silenzio.
1. ed
Roma ; Bari : Laterza, 2008
1Universale Laterza ; 889
Microtrend / Mark J. Penn ; con E. Kinney Zalesne ; traduzione di Andrea Plazzi
[Milano] : Sperling & Kupfer, copyr. 2008
Abstract: È finita l'epoca dei megatrend. Il mondo è in trasformazione, il motore del cambiamento non sono più i grandi fenomeni globali, bensì gli schemi di comportamento di gruppi relativamente piccoli ma dalla crescente influenza nel mondo degli affari, della politica, delle abitudini quotidiane. Basandosi su dati e numeri e su un'esperienza decennale di analista, Penn identifica circa sessanta microtrend: tendenze spesso sorprendenti e controintuitive, a volte contraddittorie e persino buffe, che stanno trasformando sensibilmente il modo in cui gli individui vivono il lavoro, la fede, il tempo libero, i rapporti interpersonali, il ruolo di elettori e consumatori. A plasmare il mondo di domani non saranno tanto l'invasione cinese o il riscaldamento globale, la rivoluzione digitale o il crollo della natalità, quanto tutta una serie di piccoli fenomeni emergenti quali le coppie pendolari, i medici fai da te, gli imprenditori adolescenti, i milionari timidi. Il testo propone anche un metodo, il microtrending, applicabile in diversi ambiti, dal marketing alla comunicazione d'impresa, dalla politica all'indagine sociale. Sulla scia di Freakeconomics, una lettura per capire dove sta andando il mondo.
[Milano] : Rizzoli : Etas, 2008
Abstract: Circa 100 anni fa le imprese smisero di produrre la propria energia e cominciarono a rifornirsi dalla nuova rete elettrica. Questo cambiamento diede vita al mondo moderno. Oggi si sta verificando una rivoluzione simile. Le imprese smantellano o stanno per smantellare i propri sistemi informatici privati e si rivolgono a servizi disponibili su Internet che li sostituiscono. La svolta sta già ridisegnando l'industria informatica, portando alla ribalta nuovi soggetti come Google e minacciando le imprese tradizionali come Microsoft e Dell. Ma gli effetti andranno molto più in là. In questo libro, Carr - da alcuni definito catastrofista - mette insieme storia, economia e tecnologia per spiegare perché il computer sta cambiando, diventando unico e globale (ciò che lui chiama il World Wide Computer - WWC) e che cosa ciò significa per tutti noi, per la nostra sicurezza, la nostra privacy e, in ultima analisi, la nostra libertà. Tra gli argomenti caldi trattati dall'autore, il rischio dell'impoverimento culturale, il pericolo del terrorismo online, la schedatura dei dati personali.
Torino : Einaudi, copyr. 2008
Abstract: Dopo le storie e i personaggi legati al mondo della fabbrica Antonio Galdo racconta le storie di coloro che hanno rifiutato la china che conduce al consumo inconsapevole di tutto ciò che compone la nostra vita, coloro che hanno scelto di non sprecare se stessi. Un agronomo ha creato una rete di Last minute market: per non sprecare cibo si raccolgono confezioni vicine alla scadenza per orfanotrofi e ospedali. Due celebri cuochi predicano una cucina fatta anche di avanzi. Una ragazza anoressica si fa fotografare nuda per una campagna del Ministero della Salute. La fondazione Civicum fa le pulci a bilanci e spese delle pubbliche amministrazioni: una battaglia di civiltà. A Milano una comunità aiuta a superare la dipendenza dalla febbre degli acquisti. Un monaco camaldolese misura e pesa le parole, le riduce all'essenzialità. Un esperto di clima del CNR racconta i guasti dei nostri sprechi delle risorse ambientali.
Il lavoro smobilita l'uomo / di Serena Zoli
Milano : Longanesi, copyr. 2008
Abstract: C'era una volta il lavoro... E ora? Negli ultimi due decenni, o poco più, il lavoro ha subito uno stravolgimento che lascia smarriti. Era il pilastro centrale del nostro mondo. Oltre alla sicurezza economica, sostanziava le nostre identità e i nostri sogni, individuali e collettivi, e dava un forte senso di appartenenza a un'azienda, a un progetto, a una società. Poi il lavoro si è corrotto: ristrutturazioni, informatizzazione, nuove tecnologie, delocalizzazioni, soprattutto l'imporsi dell'ideologia del profitto - tanto, benedetto e subito - hanno intaccato il valore portante del Novecento rendendolo flessibile, effimero, incerto. Mentre la globalizzazione dissotterra un nuovo antico lavoro: la schiavitù. L'autrice ripercorre queste tappe, anche con testimonianze e interviste a studiosi, esplorando il senso di precarietà e l'insicurezza che stanno invadendo i singoli e la società, e la paura che si insinua: il sole tramonta davvero a Occidente?
Conditio humana : il rischio nell'età globale / Ulrich Beck ; traduzione di Carlo Sandrelli
Roma : Laterza, 2008
Abstract: D'ora in poi nulla di ciò che accade è più un evento soltanto locale. Tutti i pericoli essenziali sono diventati pericoli mondiali, la situazione di ogni nazione, di ogni etnia, di ogni religione, di ogni classe, di ogni singolo individuo è anche il risultato e l'origine della situazione dell'umanità. Il punto decisivo è che d'ora in poi il compito principale è la preoccupazione per il tutto. Non si tratta di un'opzione, ma della condizione. Nessuno lo ha mai previsto, voluto o scelto, ma è scaturito dalle decisioni, dalla somma delle loro conseguenze, ed è diventato conditio humana. Nessuno vi si può sottrarre. Nel 1986, anno di Chernobyl, Ulrich Beck pubblica La società del rischio, considerato un classico della sociologia contemporanea. Oggi quella magistrale descrizione della nostra epoca risulta già superata dalla storia: viviamo ormai in una società mondiale del rischio. In queste pagine Ulrich Beck tratteggia la condizione esistenziale dell'umanità: un'epoca alle prese con la percezione di minacce autogenerate, prodotte dall'uomo e dalla sua civiltà del progresso, impossibili da localizzare, calcolare, arginare.
L'apocalisse della modernità : la Grande guerra per l'uomo nuovo / Emilio Gentile
Mondadori, 2008
Abstract: Nell'agosto 1914, allo scoppio delle ostilità, molti si erano arruolati entusiasti, immaginando di prender parte a una gloriosa avventura, convinti che il sacrificio del sangue avrebbe dato vita a un mondo e un uomo rinnovati. Dopo pochi mesi, l'entusiasmo era scomparso. Ci si rese conto che la guerra era completamente diversa da quelle fino ad allora combattute: per l'enormità delle masse mobilitate, per la potenza bellica e industriale impiegata, per l'esasperazione parossistica dell'odio ideologico, per l'ingente numero di soldati sacrificati inutilmente. La Grande Guerra rappresentava il naufragio della civiltà moderna. I combattimenti cessarono alle ore 11 dell'11 novembre 1918. E già all'orizzonte nuove tragedie si profilavano, poiché il trattato di Versailles ridisegnava l'intera geografia europea secondo la volontà dei vincitori, con conseguenze gravi e di lunga durata a livello politico e ideologico: le rivendicazioni territoriali, la corsa al riarmo e la militarizzazione di massa della società saranno alcuni dei principi cardine sui quali regimi totalitari come il fascismo e il nazismo baseranno il proprio consenso. Gentile ricostruisce il contesto sociale, culturale e antropologico entro il quale maturò quella che è ritenuta una delle più tragiche esperienze del Novecento, soffermandosi in particolare sugli artisti e gli intellettuali che, se all'inizio avevano invocato la guerra come una catarsi, si fecero poi interpreti dell'angoscia profonda da essa scatenata.