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Trovati 26 documenti.
Favola di Palermo / Silvestro Nicolaci
Milano : Scuola del fumetto, copyr. 2007
Abstract: In una Sicilia dove non si può parlare di Cosa Nostra senza perdersi nella palude della zona grigia, quella dove spesso non si capisce dove finisca la mafia e cominci l'antimafia, abbonda di sfumature e disconosce i contorni, quella che racconta a mezza bocca di trame occulte e servizi deviati, servitori infedeli e doppiogiochisti; in quella terra smarrita che ama i sofismi e ha paura dei ponti la favola di Palermo permette invece di distinguere, con meravigliosa semplicità, il bianco dal nero, il bene dal male. Ed ecco allora come in ogni favola che si rispetti anche in questa o troviamo l'eroe e l'antagonista (Paolo Borsellino da una parte e la strega mafia dall'altra); l'aiutante magico, Rita, che accompagna l'eroe nella sua impresa; l'oggetto magico (la pozione che prima instilla ignoranza, omertà, violenza, infine restituisce coraggio), il salvataggio e la trasfigurazione dell'eroe, la punizione dell'antagonista "cattivo" . Chi ha conosciuto e amato Paolo Borsellino resta meravigliato dalla capacità di Nicolaci di raccontarne l'umanità e il coraggio che lo contraddistinguevano, il realismo e la precisione con cui la matita ne restituisce atteggiamenti e fianco lineamenti.
Il capo dei capi : vita e carriera criminale di Totò Riina / Attilio Bolzoni, Giuseppe D'Avanzo
[Milano : Rizzoli], 2007
Abstract: L'ultima volta che videro piangere Totò Riina fu al funerale del padre e del fratellino, uccisi da un residuato bellico. Era l'estate del '43 e Totò, un picciotto analfabeta e sporco, primo figlio maschio, diventava a soli 13 anni il capofamiglia. Mezzo secolo dopo, al suo arresto, era l'uomo più potente di Cosa Nostra, ormai diventata Cosa Sua. In un'ascésa sanguinaria e spietata, aveva portato i contadini di Corleone ai vertici del governo mafioso, riscrivendo completamente le regole del gioco tra famiglia e famiglia, tra mafia e Stato. La sua caduta, dopo una latitanza ventennale, protetta forse solo da un'Entità superiore, poteva far credere che l'avventura fosse conclusa. Per raccontarla, Bolzoni e D'Avanzo sono andati - e più volte ritornati - nella sua terra, a parlare con la sua gente, con chi lo ha conosciuto, combattuto, tradito, giudicato. E, ancora oggi, continua a temerlo. Perché tutto è rimasto come prima. Al posto di Totò ci sono i figli Giovanni e Salvo. Le generazioni si danno il cambio ma i cognomi restano sempre quelli: Riina, Provenzano, Bagarella, Bontate e Inzerillo, Di Maggio e Gambino. Corleonesi e Palermitani sono di nuovo sul piede di guerra. E sembra che solo un miracolo li potrà fermare.
L'isola del tesoro / Leo Sisti
[Milano : Rizzoli], 2007
Abstract: Il capo dei capi della mafia Bernardo Provenzano viene catturato nell'aprile del 2006 in un casolare di campagna intorno a Corleone. A chi gli dà la caccia da più di 40 anni si presenta come un vecchio contadino tra ricotte, cicoria, mele, pesche e una macchina per scrivere che gli serviva per impartire ordini ai suoi uomini. Alle sue spalle, però, ha un impero finanziario. Lo chiamano Binnu, u' tratturi o il ragioniere (anche se non è mai andato oltre la seconda elementare), perché ha un grande senso del business. Ma se è riuscito a trasformare la mafia militare in mafia degli affari, c'è chi lo ha aiutato a farlo.
Il testimone / Gabriele Ferraresi, Mario Nero
: Aliberti, 2007
Yahoopolis
Abstract: Orta Nova, Foggia, 1992. Mario Nero ha ventotto anni, un allevamento di cani corsi e una famiglia che ama. Una sera come tante, mentre sta facendo passeggiare il cane, assiste impotente all'omicidio di Giovanni Panunzio, un imprenditore che si era voluto ribellare al racket della Sacra Corona Unita. Due giorni dopo in tv il figlio della vittima lancia un appello alla ricerca di testimoni del delitto. E Nero, purtroppo, dà ascolto alla voce della sua coscienza e si decide a deporre. È l'inizio di un lunghissimo, interminabile incubo. Il magistrato che segue l'inchiesta, Gianrico Carofiglio, lo tiene in palmo di mano fino al processo dove viene condannata una cinquantina di esponenti della Sacra Corona Unita. Ma è subito dopo che la vita del testimone finisce nella bufera: la famiglia lo abbandona e lui inizia a peregrinare per l'Italia cambiando di continuo case, città, persine identità. Ed è a quel punto che Nero si rende conto dei perversi meccanismi della macchina della giustizia e della burocrazia, che lo trasformano incredibilmente da testimone a vittima.
La voce del padrino : mafia, cultura, politica / Marco Santoro
1. ed
Verona : Ombre corte, 2007
1Culture ; 32
Le sagrestie di Cosa nostra : inchiesta su preti e mafiosi / Vincenzo Ceruso
Roma : Newton Compton, 2007
Abstract: Sicari in crisi mistica e teologi con la lupara in mano, ecclesiastici infedeli e assassini devoti, sacerdoti come padre Puglisi, che muoiono su ordine di Cosa Nostra, per non aver tradito quello stesso vangelo. Questo libro racconta la storia del tenebroso sodalizio dei mafiosi con preti e religiosi. Un'inchiesta sulla mafia sub specie ecclesiae: attraverso i palazzi arcivescovili e le chiese di campagna, tra una festa popolare e la processione di un santo patrono, lungo le chiese della desolata periferia di Palermo e le navate del duomo normanno di Monreale. Cosa Nostra è una confraternita criminale con le sue tradizioni e i suoi segreti. Per il mafioso, battesimi, cresime, matrimoni e ogni altro genere di sacramenti non fanno parte di un cammino di fede ma entrano in un sistema di alleanze e di giochi di potere interni alla consorteria. Le vie delle sagrestie, allora, si intrecciano con quelle dell'eroina e la religione diventa uno strumento funzionale alla morte e al predominio criminale.
Roma : Laterza, 2007
Abstract: Uccidere e farla franca. È l'attività che la mafia siciliana ha elevato a forma d'arte nella sua corsa al potere e al denaro. Una corsa che l'ha resa la più ramificata, famigerata e copiata organizzazione malavitosa del pianeta, al punto che il termine italiano 'mafia' si è trasformato ormai in una generica etichetta, a indicare l'intera gamma delle realtà criminali mondiali: cinesi, giapponesi, russe o turche. A differenza dei suoi imitatori globalizzati, la mafia siciliana si organizza combinando gli attributi di uno Stato ombra, di una società d'affari illegale e di una società segreta cementata dal giuramento. 'Cosa nostra' ricostruisce le storie degli uomini e delle donne che sono vissuti e sono morti all'ombra della mafia.
Roma : Newton Compton, 2007
Abstract: Dal Nord al Sud le regioni d'Italia in vari tempi sono state funestate da stragi e omicidi di massa, particolarmente sotto il tallone dell'occupazione nazista. Ma, tra tutte, soltanto la Sicilia ha vissuto un'esperienza di massacri così legata alla sua storia politica e sociale, da farle assumere i caratteri, tanto dolorosi quanto funesti, di terra delle stragi. Nel tempo, almeno dall'Ottocento in poi, vi si è registrata una lunga catena di assassini programmati: fatti di Stato e di governo o di antiStato e di mafia. Di norma il prezzo di sangue corrispondente a ciascuno di tali fatti risulta piuttosto limitato; ma è eccezionale e forse unica la sua valenza, che consiste spesso in una quasi pedagogica determinazione di imperio e di assassinio, a suo modo razionale, fredda e tagliente come una spada. In ogni caso, il numero delle vittime designate supera quello dei caduti: sono le vaste masse popolari colpite dall'impotenza, dall'umiliazione e dalla disperazione. Tanto basta per dare spessore storico e antropologico a un insolito mosaico narrativo, reso coeso da una sapiente regia critica, le cui tessere si devono all'impegno di ricerca e di scrittura di alcuni esperti di cose siciliane di vario mestiere, giovani o anziani: studiosi e scrittori, giornalisti, magistrati, testimoni autorevoli e bene informati. Giuseppe Carlo Marino, curatore del libro, disegna e collega le fasi e i momenti decisivi che hanno segnato la storia della Sicilia.
Che cos'è la mafia : Sciascia e Andreotti, l'antimafia e la politica / Salvatore Lupo
Roma : Donzelli, copyr. 2007
Abstract: A dieci anni dal Processo Andreotti Salvatore Lupo torna su un tema cruciale dell'Italia contemporanea, provando innanzitutto a ragionare, da storico, attorno alle tre sentenze assolutorie che hanno concluso il procedimento contro Andreotti, tra gli entusiasmi della pubblica opinione. Reazioni un po' sconcertanti, considerando le motivazioni del giudizio definitivo della Cassazione, non proprio lusinghiere nei confronti dell'illustre imputato. Ma i paradossi non mancano neanche nel campo dell'antimafia. Non è forse vero che un processo come questo ha rischiato di delegare alla magistratura compiti impropri? E non ci sono, in simili iniziative giudiziarie, pericoli di semplificazioni grottesche, o peggio di derive liberticide? In tal senso, Lupo torna a considerare anche il celebre atto di accusa di Sciascia contro i professionisti dell'antimafia e le polemiche degli anni settanta e ottanta a proposito della questione giustizia. Da quelle polemiche vennero fuori posizioni per nulla banali, e Lupo le ripercorre, senza indebolire le ragioni e l'asprezza dei conflitti del passato. Questo libro sostiene con forza la necessità di procedere nella battaglia contro la mafia con il sostegno dello spirito pubblico: si corre infatti il rischio che, in questo nascondersi della mafia nelle pieghe più profonde della società, le indagini su di essa possano perdere il sostegno di una tensione etico-civile che ne è il presupposto imprescindibile.
Milano : Feltrinelli, 2007
Abstract: Bernardo Provenzano rappresenta l'ultimo padrino del Novecento. La sua cattura, dunque, si presta a una radiografia conclusiva di ciò che è stata la mafia in Italia e in Sicilia negli ultimi cinquant'anni. La caccia al padrino di Corleone, raccontata in presa diretta da Pietro Grasso, funge da emozionante cronaca di una storica operazione di contrasto a Cosa nostra. L'intervista a Grasso affronta i temi più curiosi che appassionano l'opinione pubblica: lo stile di vita del boss; la capacità di governare una regione intera (e forse di più) da un buco medievale del corleonese servendosi di un ancestrale sistema di comunicazione, quello dei pizzini scritti a fatica da un uomo che ha la seconda elementare non finita. E, come contraltare alla mafia, uno sguardo allo schieramento opposto: Palermo e il suo ventre molle, l'appello inascoltato di Grasso a non candidare inquisiti o sospettati, il palazzo di giustizia, il passato e il presente, gli errori dell'Antimafia, le disattenzioni dei governi e della politica. Con contributi di Emanuele Macaluso.
Milano : Zero91, 2007
Abstract: Di mafia si è sempre parlato. Di mafia si è sempre scritto. Nessuno, però, è riuscito a raccontarne la crudeltà fino in fondo. Le parole non bastano. Ci siamo assuefatti alle descrizioni degli omicidi, alle strategie degli arresti, alle logiche di un sequestro. La nostra memoria ha bisogno di un nuovo punto di vista. Per la prima volta sono state raccolte in un unico volume le immagini più significative scattate da fotogiornalisti siciliani a partire dagli anni Ottanta fino ad oggi. Queste fotografie hanno accompagnato gli articoli di quei cronisti di nera che, testimoni di una mattanza barbarica, volevano urlare contro uno Stato latitante. Questo è quello che è accaduto in Sicilia.
La mafia ha vinto : intervista con Tommaso Buscetta / Saverio Lodato
A. Mondadori, 2007
Abstract: A quindici anni dall'inizio della sua collaborazione con la giustizia, il primo grande pentito di mafia, colui che ha contribuito in modo cruciale all'istruzione del maxiprocesso e svelato per la prima volta nomi e meccanismi di potere di Cosa Nostra, parla e traccia un bilancio desolante della lotta alla criminalità organizzata, dopo la stagione delle bombe e gli assassinii di Falcone e Borsellino. Buscetta ripercorre piccole e grandi tappe della propria vita e lancia un duro j'accuse nei confronti della classe politica italiana e della nuova omertà.
Una lezione sulla legalità / di Antonino Caponnetto
Vigevano : Associazione culturale La barriera, stampa 2007
Nella terra degli infedeli : mafia e politica / Alexander Stille
Milano : Garzanti, 2007
Abstract: Mafia e politica: è questo il tema dell'inchiesta di Alexander Stille, che, partendo dalle stragi che hanno ucciso Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le loro scorte, ricostruisce più di trent'anni della storia di Cosa Nostra. Perché le vicende italiane sembrano ripetersi, in modo familiare e deprimente: i delitti del crimine organizzato, che pare controllare diverse regioni italiane; le deplorazioni dei politici e le promesse d'intervento; le manifestazioni popolari e l'impegno dei giovani e della società civile; le denunce e gli scandali; poi le indagini e gli arresti, grazie a investigatori e magistrati abili e coraggiosi. Ma poi l'attenzione dell'opinione pubblica si allenta, si riannodano i legami tra la criminalità e la classe dirigente, e le mafie riprendono il controllo del territorio. Fino alla prossima strage, alla prossima indignazione, al prossimo giro di vite. Se la mafia non è invincibile, e come tutte le faccende umane ha avuto un inizio e dunque avrà una fine, quali sono le strategie più adatte per sconfiggerla? Al termine della sua analisi degli ultimi anni, dal quinquennio del governo Berlusconi all'indulto approvato dal governo Prodi nel 2006, Stille conclude così la prefazione alla nuova edizione: Se pensiamo a dieci o dodici anni fa, è difficile vedere un progresso, ma rispetto alla Sicilia di prima di Falcone e Borsellino ciò è evidente: lento, ottenuto a caro prezzo tra lacrime e sangue, ma innegabile'.
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2007
Abstract: Palermo. Filippo, un ragazzo avventato e ambizioso, inizia la sua educazione sentimentale alla mafia il giorno in cui si ritrova a fare da angelo custode a una tossicodipendente. Il dopo è un susseguirsi di ruoli. Diventa fotografo di cronaca nera, poi imprenditore senza scrupoli, poi braccio destro di uno zio ammanigliato con i boss. E finisce pure in carcere come complice di un omicidio. Non un omicidio qualunque, ma l'assassinio del vicequestore Ninni Cassarà, quel poliziotto eroico e testardo massacrato negli anni '80 dai corleonesi di Totò Riina in guerra con lo Stato. Ed è li, nei bracci dell'Ucciardone, che Filippo assapora prima il rispetto degli altri detenuti e poi il delirio di sentirsi finalmente parte di un olimpo potente e scellerato. Quello della mafia che comanda, che uccide, che atterrisce e che promette senza mai mantenere. Una tragedia degli inganni.
Nelle mani giuste / Giancarlo De Cataldo
Torino : Einaudi, 2007
Abstract: Dall'autore di Romanzo criminale un nuovo romanzo-affresco che getta una luce nera sull'epoca in cui siamo tuttora immersi. L'epoca segnata dalle stragi di mafia. Sotto il segno della convenienza, persone diverse, con progetti diversi, si ritrovano a essere le pedine di un disegno folle. O forse no. Si tratta di consegnare l'Italia nelle mani giuste. Delitti e passioni si intrecciano con bombe e affari. Una donna che doveva solo tradire trova il coraggio di amare. Mentre le vite e i destini si consumano, e la speranza si rifugia nel cuore stesso dell'inferno. In seguito, per quanto cercasse di frugare nella memoria, ripercorrendo passo passo i momenti di quella conversazione che non avrebbe esitato a definire surreale, in seguito Stalin Rossetti non sarebbe mai riuscito a determinare con esattezza la paternità dell'idea. Era stato lui a suggerirla o il mafioso? O ci erano arrivati insieme, ragionando con diligenza matematica sui pochi elementi di valutazione dei quali disponevano? O era stata la disperazione a impossessarsi delle loro menti? Sta di fatto che a un certo punto l'idea si materializzò. Aveva la forma inconfondibile della Torre di Pisa. Il riflesso cangiante della Cupola di San Pietro nelle meravigliose ottobrate romane. L'eleganza composta e distaccata della Loggia de' Lanzi. Aveva il volto desiderabile della pura bellezza. Era la bellezza. La bellezza rovinata. La bellezza corrotta. Era l'Italia, in fondo.
Roma : Fazi, 2007
Abstract: Da uno dei maggiori giornalisti d'inchiesta italiani e da un grande esperto di cose siciliane, un libro su Provenzano, la nuova mafia e i suoi rapporti con i partiti: dall'appoggio al PSI del 1987 alla stagione delle bombe di mafia del '92-93, dall'arresto di Riina agli accordi stretti, secondo i magistrati di Palermo, con i vertici di Forza Italia e dell'UDC siciliana. Un resoconto esplosivo che ricostruisce i legami politici trasversali coltivati dal boss in quarantatré anni di latitanza: da quelli con mafiosi iscritti al PCI e funzionari dei DS, fino al cassiere del clan, pupillo di Mastella e amico di Cuffaro. Un viaggio nella Mafia SPA, organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con cooperative rosse e imprese internazionali, ha amici ai vertici delle banche, degli ospedali, delle istituzioni economiche e culturali. Per non dire dei deputati regionali eletti a Palazzo dei Normanni e dei parlamentari arrivati a Roma grazie agli uomini d'onore. Un'inarrestabile riconquista del potere, resa possibile dal silenzio di partiti, istituzioni e media, dietro cui spunta la lunga mano del Padrino corleonese. Un uomo che non ha finito la seconda elementare, ma che si è circondato di boss che sono medici, avvocati e imprenditori. L'arresto di Provenzano rappresenta così solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.
Il codice Provenzano / Salvo Palazzolo, Michele Prestipino
Roma : Laterza, 2007
Abstract: Non sapete quello che state facendo, sussurrò Bernardo Provenzano ai poliziotti che lo ammanettavano dentro il suo covo di Corleone, a Montagna dei Cavalli, l'11 aprile 2006, dopo 43 anni di latitanza. Erano le 11.21 di una mattina che il capo di Cosa Nostra aveva dedicato alla scrittura dei pizzini, l'unico strumento che utilizzava per comunicare con il mondo al di fuori della sua casa bunker. Bernardo Provenzano aveva comandato da sempre così, battendo i tasti delle sue macchine per scrivere. Dovunque si trovasse. Poi affidava quei messaggi, ripiegati sino all'inverosimile e avvolti dallo scotch trasparente, nelle mani di fidati mafiosi. La centrale di comando su cui si era fondato il trono di Bernardo Provenzano stava per intero su un tavolino. Chi è il misterioso Nostro Signore Gesù Cristo, sempre beninformato sul corso delle indagini, che Provenzano ringraziava nei suoi pizzini per avergli svelato la telecamera nascosta dai carabinieri e per avergli offerto un rifugio sicuro dopo un blitz della polizia? Chi sono gli altri destinatari dei messaggi, indicati con numeri in sequenza da 2 a 164? L'arresto del padrino di Corleone non rappresenta la fine della lotta alla mafia, ancora molti sono i nodi da sciogliere.
Milano : Mondadori, 2007
Abstract: Voi non sapete quello che state facendo. È così che Bernardo Provenzano ha accolto le forze dell'ordine al momento dell'arresto. Il segno di un ordine costruito con sotterranea implacabilità. E i pizzini, con i loro codici e sottocodici, con il tono ora criptico, ora oracolare, ora dimesso, sono l'arcaico sistema che regola una modernissima ragnatela. Nel rigoglio della sua produzione narrativa quasi mai, per esplicita scelta, Camilleri ha toccato il tema della mafia. Ma quando i pizzini di Provenzano sono stati resi pubblici è stato subito chiaro che costituivano per lui un'opportunità di riflessione imperdibile: linguisticamente anomali, antropologicamente emblematici per la concezione della religione, della famiglia, delle gerarchie dei rapporti tra le persone, sembravano fatti apposta per entrare nell'universo letterario dello scrittore. Questo libro è un dizionario che, voce per voce, svela l'alfabeto con cui il capo dei capi ha parlato alla sua organizzazione per mostrare come, sotto la superficie di parole apparentemente comuni, può celarsi la feroce banalità del male. E che i primi anticorpi che una società civile deve sviluppare contro la vischiosità mafiosa sono quelli di un linguaggio limpido, onesto e condiviso. Un libro in cui il gusto per la battuta e per il paradosso non nascondono un diffuso senso di allarme. E anche questa è una nuova nota nello stile di Camilleri: nessuna catarsi è possibile, il lettore resta inchiodato alla grottesca efferatezza del mondo.
Donne d'onore : storie di mafia al femminile / Ombretta Ingrascì ; prefazione di Renate Siebert
[Milano] : B. Mondadori, copyr. 2007
Abstract: Che ruolo hanno avuto le donne all'interno della mafia? E com'è cambiato questo ruolo nel corso degli ultimi trent'anni? Il tema della presenza femminile all'interno di particolari contesti mafiosi, da sempre sottovalutato e tornato lentamente alla ribalta solo negli ultimi anni, rappresenta l'argomento di questo libro. Ad esplorarlo è una giovane studiosa che, attraverso l'esame di una fitta mole di documenti giudiziari, ma soprattutto attraverso lo sguardo dei protagonisti, collaboratori di giustizia intervistati direttamente da lei, indaga il multiforme e contraddittorio universo femminile di Cosa nostra e della 'ndrangheta, cogliendo i tratti di continuità e di rottura con il passato. Adottando un approccio rigoroso e al tempo stesso divulgativo, questo libro si rivolge a un pubblico vasto, spaziando dal mondo accademico ai lettori non specialisti.