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Trovati 3 documenti.
Milano : A. Mondadori, stampa 1999
Abstract: Quando nel 1946 compare la prima edizione, "La storia dell'Impressionismo" è subito celebrata per la straordinaria semplicità espositiva, l'uso di fonti primarie e l'abilità nel ricostruire fin nei minimi particolari le vicende che culminano nella prima mostra impressionista del 1874. Coprendo un arco complessivo di circa trent'anni, dal 1855 al 1886, il volume è la cronaca di una strenua battaglia, fatta di trionfi e sconfitte, di integrità e perseveranza, di un lento e travagliato processo di demolizione del muro di dissenso della critica e dei pregiudizi borghesi. Protagonisti di questa rivolta sono Monet, Bazille, Manet, Degas, Pissarro, Sisley, Gauguin, Morisot, Redon, Seurat e Signac, i quali, votati alla pittura en plein air e insofferenti alle forme tradizionali della rappresentazione, realizzano tele additate al pubblico disprezzo e trasformano in vessillo un epiteto - "pittori dell'impressione" - coniato per dileggio da un giornalista. Nella sapiente miscela di rigore scientifico e gusto per la divulgazione non mancano gli affondi critici, che John Rewald affronta con garbo, senza mai cedere alle insidie di un gergo tecnico. Il risultato è una narrazione di forte presa sul lettore e al tempo stesso il più accurato resoconto di un periodo capitale della storia dell'arte, di cui vengono rievocati il clima, gli aromi, le amicizie e le sfumature delle diverse personalità grazie alla ricostruzione dei dialoghi e della vita quotidiana degli artisti. Essenziale è infatti la ricchezza di citazioni tratte dai documenti raccolti dallo stesso Rewald presso i testimoni superstiti, nella consapevolezza che la sua è l’ultima occasione per fissarne la memoria prima che il tempo li disperda. Testo cardine degli studi sull’Impressionismo, l’autore continuerà negli anni ad arricchirlo fino al 1973.
Impressionismo, Van Gogh e il Giappone / Gioia Mori
Firenze : Giunti, copyr. 1999
Abstract: Un dossier interamente dedicato all'influenza artistica del Giappone sull'arte europea, che è possibile già ritrovare nella produzione di Whistler intorno al 1860. E' comunque a Parigi che si elabora quel mito della cultura artistica giapponese che diventa confronto imprescindibile per almeno due generazioni di artisti. E l'artista che per primo giunge a risultati autonomi attraverso lo studio delle stampe è Manet. Van Gogh scoprì invece l'arte giapponese nel 1886 - insieme alla grande pittura impressionista - a Parigi, quando raggiunse il fratello Theo. Come tutte le monografie della collana Dossier d'art, una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.
Milano : Mondadori, 1999
Abstract: Il volume presenta tutti i maestri dell'impressionismo e delle avanguardie storiche attraverso i loro capolavori più importanti e famosi. Di ogni artista viene spiegata la sua arte, i motivi per cui ha scelto un soggetto o ha compiuto determinati cambiamenti stilistici.