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Trovati 3 documenti.
Anni d'infanzia : un bambino nei lager / Jona Oberski ; traduzione di Amina Pandolfi
[Milano : La nuova Italia], copyr. 1995
Abstract: Jona è un bambino originario di Amsterdam che nel 1940, a soli due anni, viene deportato con i genitori nel campo di concentramento di Westerbork, passando poi a Bergen-Belsen. Il 23 marzo del 1942 vede morire il padre Max di stenti e denutrizione a soli 40 anni; la madre Anna quasi impazzisce per il dolore. Tre anni dopo Anna e Jona vengono fatti salire su un treno diretti al campo di sterminio di Auschwitz. Per loro fortuna, un bombardiere russo, colpendo il vagone dei soldati, fa deragliare il treno che trasporta circa cinquecento prigionieri. A causa del deragliamento, gli ebrei vengono dirottati verso un paesino di montagna, Tröbitz, dove Jona vive in una casa con la madre e una ragazza di tredici anni proveniente anche lei dal campo di concentramento. Anna, ormai mentalmente instabile, viene ricoverata in un ospedale e in breve tempo si spegne all'età di 42 anni. Da Tröbitz, Jona viene portato ad Amsterdam dove viene accolto dalla famiglia Daniel. Jona inizialmente vive con molta difficoltà la sua condizione di sopravvissuto, soprattutto a causa della perdita della madre, che lo segna causandogli forti squilibri: è scontroso, non vuole mangiare né bere. I Daniel non sanno cosa fare, finché un giorno gli comprano una bicicletta: Jona ricorda così i momenti passati col padre e decide di provare la bici, e dopo tanto tempo lo si vede sorridere di nuovo.
In guerra senza armi : storie di donne : 1940-1945 / Anna Bravo, Anna Maria Bruzzone
Roma : Laterza, 1995
La nostra guerra : 1940-1945 : l'avventura bellica tra bugie e verità / Arrigo Petacco
Milano : A. Mondadori, 1995
Abstract: "In tempo di guerra la verità è così preziosa che bisogna nasconderla dietro una cortina di bugie" ha scritto Winston Churchill. E sulla Seconda guerra mondiale ne sono state dette molte, ora per proteggere autentici segreti militari, ora per occultare responsabilità politiche, complicità, doppi giochi e tradimenti. Ma con la disastrosa avventura bellica italiana si è fatto ancora di più: si è cercato di attribuire alla folle megalomania di Mussolini - le cui colpe restano indiscutibili - anche quello che in verità dipese da una classe politica, militare, economica e intellettuale che prima lo aveva osannato e poi, ritenendolo il solo responsabile, lo aveva spinto verso il baratro. Alla luce delle rivelazioni, revisioni e riflessioni maturate negli ultimi anni, Petacco riscrive, con ritmo serrato e senza retorica, la cronaca dettagliata e impietosa, asciutta e diretta di quei cinque tragici anni in cui, accanto alle grandi personalità - Rommel, Churchill, Kesselring, Montgomery, Stalin e Mussolini - assurgono al ruolo di protagonisti i popoli e gli eserciti, i drammi collettivi, come in un grande "romanzo" corale.