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Trovati 4 documenti.
Un viaggio italiano : storia di una passione nell'Europa del Settecento / Philipp Blom
Marsilio, 2020
Abstract: Che cosa si nasconde dietro la vicenda di un oscuro liutaio del Settecento emigrato in cerca di fortuna dalla Baviera alle terre dell'odierno Nord Italia? Quali imprevedibili sviluppi può generare per uno storico il tentativo di risolvere l'enigma di un violino? Come si intreccia uno sguardo su una realtà tanto lontana con le osservazioni sul nostro presente di cittadini europei? Punto di partenza di Philipp Blom è la cittadina di Füssen, in Algovia, ai piedi delle Alpi. Apparentemente è un anonimo borgo, ma qui si sono formati per secoli centinaia di liutai attivi da Parigi a Praga, da Londra a Napoli, che hanno segnato la fabbricazione e il commercio dei violini. Mescolando conoscenza e intuito, grandi eventi e microstoria, seguendo i flussi degli uomini e le rotte delle merci, la ricerca di Blom si snoda lungo varie direttrici: una più ampia e prettamente storica, dalla Guerra dei Trent'anni ai giorni nostri, e una connessa all'evoluzione del gusto musicale, tra Mozart, Beethoven, Vivaldi e le raffinate tecniche delle migliori botteghe artigiane; una più personale, ispirata dal viaggio in Italia di Goethe e in grado di restituire il fermento che all'epoca animava il Vecchio Continente, da Vienna e Venezia. Nel descrivere la parabola di un centro fiorente nell'Europa di più di tre secoli fa, Blom suggerisce che anche fama e prestigio possono nascere dalla necessità, come per i liutai di Füssen diventati tali per far fronte all'infertilità dei terreni nelle aree alpine. Allo stesso modo, la spinta a spostarsi può essere determinata da un cambiamento climatico, da una catastrofe ambientale o da una curiosità vitale, elementi che in ogni tempo influenzano l'esistenza degli individui.
Dizionario dei chitarristi e liutai italiani / [Benvenuto Terzi]
Villadiseriane, 2008
Anima spezzata / Akira Mizubayashi ; traduzione di Cettina Caliò
La Nave di Teseo, 2023
Abstract: A Tokyo, nel 1938, quattro musicisti dilettanti appassionati di musica classica occidentale si incontrano regolarmente per suonare. Il quartetto è formato dal giapponese Yu, un insegnante di inglese, e da due studenti e una studentessa cinesi. Questi ultimi sono rimasti a Tokyo nonostante l'invasione giapponese della Manciuria e la spirale di violenza e odio razziale che aveva provocato. Una tranquilla domenica pomeriggio, però, la musica è brutalmente interrotta dall'irruzione di alcuni militari. Il violino di Yu viene distrutto da un soldato e i quattro, sospettati di complottare contro l'Impero, vengono arrestati. Nascosto in un armadio, Rei, il figlio undicenne di Yu, ha assistito alla scena, ma sfugge alla violenza dei soldati grazie a un tenente che lo lascia andare e gli affida il violino in pezzi del padre. Giunto in Europa grazie a un amico francese del padre che lo adotta, Rei decide di studiare da liutaio. Dopo anni di dedizione e sacrifici è ormai un ottimo artigiano, specializzato nella costruzione e nel restauro dei violini, e ha una sua bottega a Parigi, dove vive con la compagna Hélène, una rinomata archettaia. È proprio lei a raccontare a Rei la storia di una giovane e talentuosissima violinista giapponese, Midori Yamazaki, che, in un'intervista, aveva dichiarato come l'amore per lo strumento le fosse stato tramandato da un nonno militare. Incuriosito dalla coincidenza, Rei decide di scriverle per provare a riannodare i fili del suo passato. "Anima spezzata" è un romanzo commovente e delicato che affronta le questioni della memoria, dello sradicamento e della difficile elaborazione del lutto. Una trama coinvolgente che unisce Oriente e Occidente tra l'alba della seconda guerra mondiale e il nostro presente. Akira Mizubayashi fa diventare la letteratura e la musica materia stessa della vita, arrivando a sfidare persino la morte e il passare del tempo.
I primi trent'anni della Civica Scuola di Liuteria / a cura di Donatella Melini
Cremonabooks, 2009
Abstract: A trent'anni dalla sua istituzione la Civica Scuola di Liuteria mantiene un orientamento innovativo che ne fa un polo di eccellenza. Nata nel 1978 nel vecchio quartiere dell'Isola dalla collaborazione dell'Assessorato all'Educazione del Comune di Milano e di una struttura privata, si afferma per la sua capacità di coniugare le solide competenze artigianali alla formazione scientifica e teorica. La scuola, che riproduceva una vecchia bottega di liuteria, affiancava gli studenti a maestri esperti che trasmettevano la conoscenza delle tecniche tradizionali e la passione per un mestiere che a Milano vanta antiche radici. Accanto ai luoghi storici della liuteria lombarda, Cremona e Brescia,dove nel XVI secolo vede la luce il violino, inizia infatti la sua ascesa nella seconda metà del XVIII secolo la Scuola Milanese. Una tradizione che la Civica Scuola di Liuteria recupera innovandola con un progetto di formazione che utilizza le nuove tecnologie e un efficace lavoro di gruppo. La conoscenza delle nuove tecniche permette di muoversi con padronanza nel settore del restauro dove le indagini radiografiche, fotografiche e oleografìche sono strumenti indispensabili. L'interazione con la città di Milano continua e si rafforza grazie alla collaborazione con alcune autorevoli istituzioni, come il Museo degli strumenti musicali del Castello Sforzesco, il Museo Bagatti Valse-echi, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci, che alla storia della liuteria hanno dato un importante contributo. La formazione scientifica, l'approfondimento storico musicale e il costante aggiornamento dei corsi di formazione professionale hanno portato all'ampliamento delle opportunità lavorative degli allievi provenienti da numerose nazioni europee, dai paesi asiatici e del continente americano. La costruzione di strumenti ad arco e a pizzico non si ferma a una nicchia di artigianato di eccellenza ma interessa anche la moderna industria degli strumenti musicali dove è richiesta una conoscenza specifica di tecnologie innovative. Un mercato che potrebbe conoscere un'ulteriore espansione se, nella città che ospita il Teatro alla Scala, il Conservatorio Giuseppe Verdi e l'Accademia Internazionale della Musica, fosse posta più attenzione all'apprendimento e all'educazione musicale.