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Trovati 210 documenti.
Roma / Aldo Palazzeschi ; a cura di Simone Magherini ; premessa di Emanuele Trevi
Milano : Mondadori, 2023
Abstract: In occasione del 150esimo anniversario dell’istituzione di Roma come capitale d’Italia The Passenger gioca per la prima volta in casa, dedicando un numero alla Città eterna. La capitale è un piccolo universo pieno di contraddizioni, la cui contemporaneità è descrivibile solo attraverso la fusione di elementi diversissimi. Qui il degrado convive con la maestosità di millenni di storia disordinatamente accatastati uno sopra l’altro: il bello e il brutto non solo coesistono ma sono due facce della stessa cosa. E come raccontare questo paradosso? Partendo da una rosa di grandi scrittori, romani di nascita e d’adozione. Prendendo spunto dalle riflessioni sull’omicidio di Luca Varani, che fanno da sfondo al suo ultimo romanzo, La città dei vivi, Nicola Lagioia ci accompagna in un viaggio nell’incredibile notte romana: descrive una movida fluida, tossica, invivibile e traboccante di vita. Francesco Piccolo crea un personalissimo mosaico della sua città di adozione, fatto di fugaci osservazioni, epifanie, racconti minimi che fanno sorridere e aprono gli occhi su lati della capitale che non ci era venuto in mente di osservare. Cresciuta davanti alla fontana di Trevi, abituata fin dall’infanzia a vedere le cose più con le orecchie che con gli occhi, Letizia Muratori scrive una guida acustica alla città di Roma, ed è così che ci racconta i cambiamenti degli ultimi anni a cominciare dal dilagare del turismo di massa. Con Matteo Nucci scopriamo una vita fluviale quasi scomparsa: seguiamo le rive del Tevere fino a uscire dal centro, quando il fiume riprende contatto con la città, e ritroviamo l’antica Roma disincantata e cinica, gaglioffa e cialtrona, certa che tutto vada sempre avanti nonostante tutto. Marco D’Eramo, autore de Il selfie del mondo, un nuovo classico nella saggistica contemporanea, esamina l’urbanizzazione selvaggia di Roma tra la cultura dell’abusivismo, le proprietà del Vaticano e molto altro. E di urbanizzazione parliamo anche con Christian Raimo, che decide di partire da una sezione, un’area che va dalle vecchie borgate di Fidene e Settebagni fino alla riserva naturale della Marcigliana; qui ha insistito la speculazione edilizia anni Novanta, qui Ama ha deciso di piazzare uno degli impianti inquinanti che dovevano sostituire la discarica di Malagrotta, qui la città si slabbra diventando una polvere anonima. La giornalista Floriana Bulfon dipinge un ritratto dei Casamonica: arrivati dall’Abruzzo e dal Molise negli anni Settanta, hanno messo radici ai piedi dei Castelli romani e sono riusciti a prendere il controllo di ristoranti, bar, locali notturni, centri estetici, alcuni a pochi metri dal cuore della movida capitolina; a gestire le piazze di spaccio e allo stesso tempo confondersi nei giri del business, ripulendo la loro immagine e i loro soldi. Leonardo Bianchi traccia invece una panoramica della cosiddetta rivolta delle periferie, nello specifico di Tor Sapienza e Torre Maura, che in questi anni hanno assunto una rilevanza centrale nel dibattito politico italiano, diventando epicentri di una protesta contro l’accoglienza, i migranti e le minoranze. Ma la narrazione delle «periferie romane» ormai razziste e votate all’estrema destra è fuorviante, perché c’è sempre stata una resistenza interna. Con Daniele Manusia, il fondatore di L’Ultimo uomo, fra le principali testate sportive d’Italia, scopriamo la magia del calciotto, il cui campo è la forma quasi unica di socialità maschile romana, in una città che ha un rapporto unico e viscerale col pallone. Lo scrittore Francesco Pacifico traccia poi la storia della Crew 126, o Lovegang, i trapper di Monteverde vecchio, il cui nome richiama la scalinata di Trastevere su cui si ritrovano. Figli della borghesia colta, ricca e sessantottina, cantano una vita tossica, sbandata e senza speranze e sono gli eredi contemporanei di Franco Califano e di Antonello Venditti. Musicisti che raccontano una Roma che ha perso ogni coscienza di classe, con connessioni inaspettate post-ideologiche e intrise di una particolarissima forma di romanismo. Questo numero tutto speciale ha anche una sezione dedicata alle mappe di Salvatore Monni, Keti Lelo e Federico Tomassi, autori del libro Le mappe della disuguaglianza, capaci di mettere in luce in modo grafico alcuni paradossi tutti romani. I consigli d'autore, infine, sono della scrittrice Nadia Terranova.
A Mosca con Majakovskij : alla scoperta della citta' Matrioska / Leonardo Fredduzzi
Perrone, 2020
Passaggi di dogana ; 19
Abstract: Nella Mosca del '900 accade tutto e il suo contrario. Meta desiderata da scrittori e poeti, teatro delle avanguardie, città labirinto la cui anima medievale viene sgretolata dalla rivoluzione. Non lontano dal cuore del Cremlino, per la Tverskaja e i vicoli della Lubjanka incede Majakovskij e scrive i suoi versi, rivolti al futuro. Nelle vie dell'Arbat un giovane Zhivago cresce in una famiglia adottiva, mentre Lara medita l'assassinio del suo amante. Negli Stagni del Patriarca, in un caldo pomeriggio primaverile, appare il professor Woland, specialista di magia nera, con il suo diabolico seguito: Mosca non sarebbe stata più come prima.
Iperborea, 2021
Abstract: Una nazione, scrive Mark O'Connell in un articolo di questo volume, è un'opera di finzione, strutturata su storie condivise e sostenuta da atti di immaginazione collettiva. Come spiegare altrimenti quel confine arbitrario e - dal 1998, l'anno cruciale degli accordi di pace - sostanzialmente invisibile che divide l'isola d'Irlanda? Repubblica d'Irlanda e Irlanda del Nord, che solo da un secolo sono due nazioni distinte, sono vittime di narrazioni plasmate dall'altro lato del Mare d'Irlanda, in quella Gran Bretagna che ancora una volta, con la Brexit, sembra voler giocare con il destino della sua ex colonia, e le tensioni che parevano sopite tornano a farsi sentire. Ma una nazione è anche un'espressione fisica, il suo territorio: la costa impervia che ha permesso alle comunità di pescatori isolate di mantenere viva - ancora per quanto non si sa - la lingua irlandese, l'orizzonte aperto dell'oceano affacciato verso l'America e delle colline verdi senza alberi, città postindustriali che rinascono grazie a un'economia globalizzata in espansione e a un saldo migratorio finalmente positivo. E in mezzo, nelle Midlands, la sua anima nascosta - le paludi da cui si estrae la torba, combustibile fossile particolarmente dannoso per il clima - simbolo di indomita indipendenza e autosufficienza economica, ma anche delle sfide della transizione energetica. Eppure, ci ricorda Colum McCann, un paese è soprattutto la sua gente. E allora il futuro è roseo, perché la gente d'Irlanda - quella che negli anni Novanta manifestava in massa per la pace - ha deciso di prendere in mano il proprio destino e determinare da sé cosa dev'essere una nazione: rigettando la crudeltà di una chiesa cattolica ultraconservatrice, si è creata gli strumenti democratici per cambiare la società dall'interno, restituendo alle donne il diritto di decidere del proprio corpo e aprendo l'istituzione della famiglia a tutti emancipandosi da narrazioni imposte e dimostrandosi, una volta di più, un passo avanti rispetto ai politici che la rappresentano.
A piedi / Paolo Rumiz ; illustrato da Alessandro Baronciani
Feltrinelli, 2012
Abstract: Un mattino di settembre presi il sacco e uscii di casa senza voltarmi indietro. La mia meta stava a sud, un sud così perfettamente astronomico che sarebbe bastata la bussola a raggiungerlo. Era la punta meridionale dell'Istria, un promontorio magnifico sui mari ruggenti di Bora, regina dei venti d'inverno, e di Maestrale, che è il più glorioso dei venti d'estate. Una scogliera talmente ideale che è stata battezzata 'Capo Promontore' (Premantura in lingua croata). Un luogo che tutti i lupi di mare sanno riconoscere traversando l'Adriatico. Sette giorni per arrivare da Trieste a Promontore raccontati ai giovani lettori letteralmente passo dopo passo da un camminatore d'eccezione: Paolo Rumiz. Una narrazione che apre finestre su molti temi: le frontiere da attraversare, i confini che cambiano, la guerra dei Balcani, gli animali selvatici che si incontrano, l'orientamento con le stelle, le mappe. Ma soprattutto una riflessione sull'importanza di camminare: esercizio che abbiamo dimenticato, sostituendo sempre più spesso i viaggi virtuali a quelli reali. Una guida precisa da seguire, una lettura che diventa occasione di approfondimento e un testo che può ispirare altri viaggi e altri itinerari.
Iperborea, 2020
Abstract: Come seguendo a ritroso l’antica via della seta, dopo l’India The Passenger torna in Europa e scopre il fascino e le contraddizioni di un paese al crocevia tra Oriente e Occidente. Negli ultimi anni è diventato sempre più difficile capire quale sia la vera Turchia, scossa da plebisciti a Erdoğan e dalle manifestazioni di Gezi park del 2013, che sono riuscite a unire nelle proteste gli ultras delle tre squadre di calcio più importanti del paese, dalla resistenza curda e da un colpo di stato ancora irrisolto. Che fine stanno facendo gli oppositori che osano criticare il nuovo sultano? Come i disegnatori dei giornali satirici descritti da Valentina Marcella, oppressi da un controllo sempre più stringente sulla libertà di parola. Un grande reportage del New Yorker ci mostra come la macchina da guerra di Erdoğan sia arrivata anche a sbaragliare ex alleati conservatori come il movimento gülenista, un vero e proprio stato nello stato che per decenni si è infiltrato nell’esercito e nell’amministrazione statale turca. La grande penna di Elif Batuman ci porta a scavare non solo metaforicamente nelle viscere di Istanbul, da cui emergono resti archeologici di valore inestimabile ma di scarso interesse per la lobby dell’edilizia, occupata solo a ultimare il tunnel sotto il Bosforo, sullo sfondo di un revisionismo storico che ribalta quella che era l’immagine della Turchia fondata da Atatürk. Oggi chi è al governo ha scelto di puntare su un capitolo ben preciso della storia nazionale, un’eredità ottomana da celebrare sprigionando tutto il soft power turco, come nel caso delle dizi, le serie tv che stanno conquistando il mondo, sfidando la supremazia della cultura pop americana con i loro valori più conservatori, come ci racconta bene Fatima Bhutto. Ma lontano dal centro nevralgico del paese vivono altre Turchie, marginali e abbandonate come la città curda di Hasankeyf, dove un insediamento di 12mila anni fa viene sacrificato per costruire una diga che sommergerà il borgo, o Gaziantep, città di frontiera e modello di integrazione – tra mille difficoltà – tra la popolazione locale e i profughi curdi. Si racconta anche della scena della musica rap, apparsa a Istanbul negli anni Novanta ed esplosa di recente; di un modo di fare business che rincorre il sogno di una grande ricchezza, malgrado le mille instabilità dell’economia turca, in un pezzo della giornalista turco-britannica Alev Scott; e di un movimento femminista centenario che si trova improvvisamente intrappolato tra due realtà, una laica e una religiosa, e cerca di adeguare la sua lotta a un paese tra i più violenti nei confronti di donne e appartenenti alla comunità Lgbt. Lo scrittore Burhan Sönmez, infine, ci accompagna in un malinconico viaggio alla scoperta del villaggio della sua infanzia, nella regione dell’Anatolia.
Cammina che ti passa : il valore terapeutico dell'andare a piedi / Walter Orioli
Gagliano, 2021
Abstract: L'attività del camminare è uno strumento semplice ed efficace per favorire la consapevolezza di sé e del proprio corpo. Infatti come scrive l'autore: "A volte, sopraffatto dalle preoccupazioni, mi chiudo e dimentico di osservare la bellezza e la vastità meravigliosa dell'universo. Se ascolto il canto degli uccelli, immediatamente mi sento alleggerito dalle inquietudini. È sufficiente tornare a camminare per sentire il mio corpo in equilibrio ed entrare in contatto con l'anima del mondo, l'Anima mundi, ovvero il principio vitale di un unico organismo vivente che comprende ogni cosa e tutti gli esseri viventi." Il libro descrive gli effetti terapeutici del camminare, e propone diverse tipologie di camminate per uscire dalla sedentarietà, per vincere lo stress e i diversi disturbi fisici e mentali. La pratica regolare del cammino, unita ad un'alimentazione sana, ha effetti straordinari sulla nostra salute. L'autore spiega i meccanismi che sono alla base dello stato di benessere psicofisico generato da un lungo viaggio a piedi, e talvolta anche da una breve passeggiata.
Magie delle Ande : viaggio in Perù / Gabriele Poli
EDT, 2017
Abstract: Un tradizionale viaggio in Perù che, grazie all'incontro con Bianca, una giovane antropologa di Arequipa, si trasforma in un viaggio attraverso le tradizioni, le cerimonie e i rituali meno conosciuti - e talvolta persino proibiti allo straniero - delle popolazioni andine e del popolo quechua. Feste di paese, danze, cerimonie, matrimoni e solenni rituali sciamanici si susseguono lungo il percorso che da Lima, Nazca, Arequipa, Moquegua arriva fino agli altipiani del lago Titicaca e termina sulla dorsale della cordigliera delle Ande. Un viaggio affascinante (oltre che un vero e proprio rito di iniziazione) alla scoperta delle tradizioni e delle pratiche magiche di un popolo dalla cultura millenaria, sopravvissuta alla furia devastatrice dei conquistadores e tramandata fino ai giorni nostri dai rituali misteriosi dei curanderos, gli sciamani-guaritori della tradizione ancestrale.
New York : una città di corsa / Chiara Marchelli
Perrone, 2018
Abstract: New York: un universo di stimoli, informazioni, punti di vista, persino di stereotipi. Raccontarla non è facile. Una città veloce, ricca di fermenti, oggetto di fantasie, in cui si aprono possibilità, nascono storie. Correre per adattarsi al suo continuo movimento, ma anche per lasciare briglia sciolta ai propri pensieri, per trovare un punto fermo. Correre ad Highland Park, soprattutto quando piove, quando ci si ritrova soli e riscoprire il rumore dell'acqua che cade, non dover pensare ad altro se non a se stessi. Oppure a Bed-Stuy, e ripercorrere le strade che hanno ispirato scrittori e musicisti come Frank McCourt e Norah Jones. Attraversare di corsa le storie e le culture di Brooklyn, collezionare ricordi a ogni falcata. Chiara Marchelli ci offre un racconto di New York attraverso gli occhi di chi la vive e la percorre: un resoconto amorevole del connubio tra corsa e scrittura. Pagine che dettano l'andatura dei passi e dei pensieri, che regalano l'opportunità di guardarsi dentro e intorno, senza mai rischiare di perdere il ritmo e rimanere indietro. Perché per raccontare una città che pare non fermarsi mai bisogna assecondarne i mutamenti, e forse, mutare un po' con lei.
Iperborea, 2018
Abstract: C’è l’Islanda dei vichinghi e delle saghe, della natura incontaminata, delle canzoni di Björk. L’Islanda degli elfi, delle piscine geotermiche e delle foto dei ghiacciai sulle bacheche degli amici in vacanza. Ormai sappiamo tutto e abbiamo visto tutto. Ma è davvero così o non siamo poi tanto lontani dal turista soddisfatto per la real Italian experience di una pasta bolognaise a Campo de’ Fiori? Imbattersi in un articolo di costume o in un post virale è sufficiente per dire di conoscere un paese? The Passenger – Islanda nasce da una curiosità che è difficile saziare altrove, dalla voglia di sapere: cosa sogna, in cosa crede, cosa teme un islandese? Come vive? Ha davvero bisogno di un’app per non finire a letto con un parente? Queste domande le abbiamo rivolte a scrittori, giornalisti e intellettuali islandesi, abbiamo consultato esperti e setacciato la stampa internazionale e il risultato sono una raccolta di scritti, corredati da rubriche di approfondimento e fotografie originali, dove figurano tra gli altri un Hallgrímur Helgason sbalordito da questi strani alieni vestiti da trekking che hanno invaso la sua città; il premio Nobel Halldór Laxness allarmato, già nel 1970, dalla devastazione delle più remote valli del paese per lo sfruttamento delle risorse naturali; Jón Kalman Stefánsson con i suoi consigli su cosa leggere, guardare e ascoltare; Silvia Cosimini sul pericolo di estinzione di una lingua millenaria; il critico e musicista Atli Bollason su come i suoi colleghi abbiano cavalcato la moda del «borealismo».Vi racconteremo poi dell’ex sindaco punk-anarchico di Reykjavík, che ha trasformato per sempre la politica dell’isola, saliremo a bordo di una barca di pescatori di merluzzo, inseguiremo il sogno di diventare grandi calciatori tra i fiordi innevati. Insomma, spegneremo per un attimo la luce troppo sfolgorante dell’aurora boreale per provare a sentire le mille voci del paese o, ancora meglio, ad ascoltarne il battito.
Ponte alle Grazie, 2018
Abstract: Nato dal fuoco, scolpito dal ghiaccio, rifinito dal vento, dall'acqua e dalla neve: il massiccio dei monti Cairngorm, nella Scozia nordorientale, chiamato anche «l'Artico della Gran Bretagna», è il protagonista di questo capolavoro della letteratura di alpinismo. L'autrice, la scrittrice scozzese Nan Shepherd, lo ha esplorato per tutta la vita, percorrendolo in lungo e in largo in un eterno ritornare, scoprire, ricordare. «Eterno» perché muoversi negli spazi di queste montagne, vibranti delle energie che operano da milioni di anni nell'universo, significa per lei entrare in contatto con la vera essenza della natura e di se stessi. In quel moto che è al tempo stesso contemplazione, i sensi si acuiscono per percepire suoni, colori, profumi e consistenze e la mente li accompagna, dapprima rapita e poi forte di una nuova consapevolezza. Chi ha dimestichezza con la montagna conosce questa pienezza nella rarefazione, questa vertigine così vicina al filosofare nel suo senso più originario; ma Nan Shepherd ha trovato meglio di chiunque le parole per descriverla. Ognuno di noi ha un luogo - una montagna, ma anche un bosco, un sentiero, un fiume, una vallata - nei confronti del quale prova un intimo senso di appartenenza. "La montagna vivente" è il libro da portare con sé per compiere ancora una volta quell'escursione prediletta.
Steve Jobs non abita più qui / Michele Masneri
Adelphi, 2020
Abstract: Molti luoghi del mondo sono macchine del tempo, quasi sempre rivolte al passato. Poi ce ne sono alcuni - pochissimi - che portano direttamente, se non al futuro, a quello che del futuro riusciamo a immaginare. Uno è la California di Michele Masneri. Non importa dove Masneri si aggiri, né con chi parli: che ascolti un autista di Uber descrivergli nei particolari la startup che lo renderà miliardario, registri le lagnanze dei vicini di casa di Mark Zuckerberg, tormentati dalle sue perenni ristrutturazioni di interni, esplori quanto sopravvive dell'un tempo gioioso ecosistema gay, o si faccia spiegare molto bene da Jonathan Franzen dove il pianeta dovrebbe andare per salvarsi, quella che Masneri scrive qui è una lunga, movimentata, esilarante prova provata di quanto ci avesse visto lungo Frank Lloyd Wright, quando sosteneva che tutto quanto sul pianeta non abbia un ancoraggio sufficientemente solido prima o poi comincerà a scivolare verso la California.
Priuli & Verlucca, 2018
Abstract: Una storia che parte dalla laguna di Venezia, passa dalle Dolomiti e giunge in Himalaya. La storia di un viaggiatore-alpinista, del suo andare, poi ritornare e raccontare. Una narrazione che ha per denominatore comune il mondo sherpa, ma che spazia tra Medio Oriente, Oceano Indiano e Stati Uniti d'America, tra fatti dimenticati o noti a pochi, memorie famigliari, esperienze alpinistiche, personaggi conosciuti e sconosciuti.
Cuba : Altravana / Davide Barilli
Perrone, 2019
Abstract: Questa non vuol essere una guida ma un viaggio tra passato e futuro: una personalissima mappatura di ciò che (ancora per poco) sopravvive dell'Avana più letteraria - le strade, le piazze, gli edifici, raccontati e vissuti nel corso del tempo da Alejo Carpentier, Pedro Juan Gutiérrez, Virgilio Piñera, Miguel Barnet, solo per citare alcuni nomi fondamentali della narrativa cubana del Novecento. Emerge una sorta di Spoon River caraibica, una geografia che sta scomparendo, una cultura della Cuba al flou, quella che si sta apprestando al cambiamento, quella della Generazione W, interessata più a WhatsApp che al fermo immagine che tanto affascina i viaggiatori alla ricerca di un tempo perduto. Ne deriva un atto d'amore e di addio, in particolare a Centro Habana, alla scoperta di luoghi per lo più sconosciuti ai turisti: teatri trasformati in giungla come il Campoamor, balere, minuscole librerie dell'usato, centri culturali alternativi, ma anche laboratori di erbieri, piazze senza nome, bar in odore di liquidazione. Un viaggio all'interno della cultura cubana di oggi, attraverso i dialoghi con alcuni degli scrittori più importanti dell'Isola, e che conduce inevitabilmente alla Feria Internacional del Libro, la più importante manifestazione del mondo caraibico, ospitata ogni anno alla fortezza di San Carlo della Cabaña. Fino ad arrivare al cuore della città, dove operano artisti, pittori, scultori, grafici, musici, e nella calle, lungo le strade decadenti e devastate di una città perduta dove si nasconde l'anima vera di Cuba.
Il giro di Roma in 501 luoghi : la citta' come non l'avete mai vista / Claudio Colaiacomo
2. ed.
Newton Compton, 2020
Grandi Manuali Newton ; 687
Abstract: Oltre 2700 anni di storia raccontati attraverso 501 domande e risposte che vi sveleranno segreti, aneddoti e curiosità sulla storia di Roma. Lasciatevi condurre per mano, fatevi accompagnare attraverso i secoli ripercorrendo i momenti più e meno noti. Incontrerete imperatori, re, papi, ma anche gente comune e personaggi di strada. Percorrerete strade, vicoli e piazze, scenderete nelle viscere della terra, salirete sui tetti, sarete condotti all'interno di palazzi, musei e chiese. Così rivivrete i momenti che hanno fatto grande Roma, e quelli che l'hanno condotta attraverso i periodi bui della storia. Scoverete misteri irrisolti ed enigmi ancora da risolvere. Come la torcia dell'esploratore illumina la via, questo libro farà luce tra i millenni. Dalle origini di Roma, passerete attraverso i fasti dell'impero, capirete le contraddizioni del Medioevo e quelle della Roma dei papi, vi appassionerete allo splendore del Rinascimento e al fervore patriottico del Risorgimento, e scoprirete la città delle guerre mondiali. Vagabonderete tra millenni, rivivrete gli eventi che hanno fatto e continuano a fare la storia della città .
Nuova ed
[Milano] : Bompiani, 2010
Abstract: Le meraviglie di Milano è un'opera vivissima, piena di suggestioni per il lettore di oggi, scritta dal più grande autore lombardo del Duecento, Bonvesin de la Riva. Bonvesin ci regala una affascinante descrizione di Milano su molteplici livelli, un'opera che offre la possibilità di camminare con un pizzico di immaginazione fra le antiche case con i coperti , le torri, le belle chiese, il rosso dei mattoni che si affacciano sul verde delle ripe, tra fiumi pescosi e lucenti canali, il tutto avvolto in un grande flusso vitale. Con una felice regia, l'autore fa rivivere la realtà cittadina del suo tempo, le condizioni sociali, politiche, economiche di una città dai fitti commerci e dalla nascente industria, ma tormentata dalle ambizioni dei potenti. Libro di una forza genuina e sorprendente, Le meraviglie di Milano parla al lettore di oggi offrendogli un messaggio che da una certa prospettiva ideologica risulta mirabilmente attuale.
Adelphi, 2013
Abstract: Per secoli l'uomo si è rifiutato di affrontare il mare grigio, roboante e tempestoso che si estendeva al di là delle Colonne d'Ercole, abitato da mostri terrificanti come le Gorgoni e i Giganti Centimani o da razze bizzarre come i Cimmeri, gli Etiopi e i Pigmei; solo i Fenici, avidi e temerari, osarono sfidare quelle acque alla ricerca di un mollusco da cui estrarre il colore più ambito dalle élite di potere dell'età classica. Oggi l'Atlantico, nella percezione di molti, non è altro che un piccolo inconveniente, che dura giusto il tempo di un paio di film proiettati durante un volo intercontinentale. Fra questi due estremi sono intercorsi duemilacinquecento anni di esplorazioni, guerre, commerci e disastri, attraverso i quali l'oceano ha plasmato le ambizioni e la condotta di marinai, scienziati, mercanti e soldati, venendo visto, a seconda delle circostanze e della sorte, come un alleato o un nemico, una risorsa o un pericolo. Simon Winchester racconta l'ultra millenaria relazione fra l'Atlantico e gli esseri umani - predatori vichinghi e monaci irlandesi, cacciatori di balene e mercanti di schiavi, posatori di cavi e pirati -, mescolando storia e aneddoto, geografia e ricordi personali, scienza e affabulazione. Il risultato è un'epopea del mare interno della civiltà occidentale maestosa, sorprendente, burrascosa, cangiante - quasi quanto l'oceano stesso.
Patagonia controvento : viaggio a pedali lungo il Camino Austral e la Terra del Fuoco / Max Mauro
Ediciclo, 2015
Abstract: Max Mauro, giornalista curioso e ciclista avventuriero, insegue il Camino Austral respirando polvere e assorbendo panorami e pioggia. Scoprirà che un tatuaggio può significare molte cose diverse, che l'heavy metal ha più fans a Punta Arenas che a Udine, che la tenda non è di calcestruzzo e il vento se la porta via. Il suo è un pedalare attraverso la gente e le storie. Come quella di una signora tedesca nata in un villaggio dai due nomi, o quella di don Dante, un signore di ottant'anni partito dall'Italia nel 1948 per costruire case e cantare canzoni d'amore
L'India in treno : in viaggio dal Rajasthan al Tamil Nadu / Mirco Di Lernia
Goware, 2021
Abstract: Un viaggio in treno potrebbe sembrare il più rettilineo che esista, ma è il metodo migliore per conoscere le curve del mondo. L'India è la terra dell'impossibile, dove ogni idea o preconcetto viene puntualmente stravolto ad ogni curva e ad ogni stazione. Un viaggio in treno può farci vivere un'avventura, ma un viaggio in treno in India può farci cambiare il nostro punto di vista su molte cose, ci sbatte fuori dalla nostra comfort zone e ci mostra la cruda realtà del subcontinente indiano. I panorami scorrono veloci dal finestrino del nostro vagone, il deserto del Rajasthan, le pianure desolate, l'Oceano Indiano, Mumbai con i suoi grattacieli; viaggiando in treno capisci che queste immagini sono solo un contorno al vero punto di interesse che l'India ha da offrirti: i suoi abitanti, con la loro cultura e i loro costumi così affascinanti e diversi dai nostri. Il racconto cerca di farci immergere in una realtà completamente diversa da quella che viviamo solitamente, catapultandoci in una terra facile da amare, facile da odiare, ma impossibile da dimenticare.
Il cammino di Santiago / [a cura di Fabrizio Ardito]
Milano : Touring club italiano, copyr. 2008
Abstract: Un milione di passi, poco più, poco meno: tanto misura il camino per chi lo percorre tutto seguendo il tracciato storico. Un milione di passi che in quasi 800 chilometri spalancano agli occhi del viandante paesaggi sempre diversi, sempre nuovi motivi d'interesse. Una ricchezza che non a caso affascina persone di ogni genere: negli ultimi anni sono milioni i pellegrini che hanno faticosamente percorso la via, chi animato da una religiosità profonda, chi alla ricerca di un percorso più genericamente spirituale, chi incuriosito da un'esperienza importante di incontro e conoscenza. Un collage di emozioni che questo volume ricostruisce con attenzione, affidandosi alla penna di un pellegrino di eccezione, Fabrizio Ardito, e a una galleria di immagini fotografiche di forte impatto.
La città degli untori / Corrado Stajano
Garzanti, 2009
Abstract: Una città è un grumo di sangue e polvere. Una città è un quaderno di storie. Ma come si può raccontare un luogo come Milano, una metropoli che è stata così tante volte e in così tante forme cantata? Forse l’unico modo è cominciare proprio dal suo cuore di tenebra, dalle vie silenziose lungo le quali si diffuse la peste, dalle caserme-macellerie delle torture naziste, dai profili delle vittime dei terroristi disegnati col gesso sull’asfalto, dall’odore acre del tritolo tra le rovine di un edi cio dilaniato da una bomba. È seguendo questo itinerario d’ombra che Corrado Stajano intraprende un viaggio nel lato oscuro di Milano, alla ricerca dei li che tengono insieme il passato e il presente del capoluogo lombardo: dall’ultimo muro sopravvissuto del Lazzaretto manzoniano, nel cui recinto furono internati, accalcati gli uni sugli altri, decine di migliaia di appestati, all’aula della Statale di fronte alla quale fu assassinato il giudice Guido Galli; dalla Banca Centrale dell’Agricoltura di piazza Fontana, in cui il 12 dicembre 1969 proprio Stajano fu tra i primi a entrare dopo l’esplosione, al portico dell’Elefante nel Castello Sforzesco, dove ha trovato sede la lapide che ricorda la Colonna infame. Con lo sguardo dell’amante tradito in cerca di una verità sincera anche se dolorosa, Stajano affronta una dopo l’altra tutte le stazioni del contagio che ha trasformato la città lucente descritta da Bonvesin da la Riva nella vanitosa sede di un happy hour senza fine: la periferia operaia e orgogliosa, oggi alla mercé della speculazione edilizia da parte di padroni invisibili, come i luoghi dove si riuniva la borghesia più progressista d’Italia, tramutati ora nelle alcove della politica più corrotta e della nanza più crudele. La città degli untori, Premio Bagutta nel 2010, è un affresco letterario allo stesso tempo intimo e oggettivo, che con il passo della grande narrazione svela lo scheletro degenerato e fraudolento di quella che un tempo fu la capitale morale del paese. Il protagonista di questo intenso saggio in forma di narrazione di Corrado Stajano si aggira sgomento per le strade di una città che vorrebbe amare, che nella sua storia è stata anche amabile, ma che nell'oggi sembra solo respingere: Milano. In questo peregrinare la realtà contemporanea dischiude il suo passato e Milano diventa il centro concreto e insieme emblematico di un cupo trascorrer di tempi. La città lucente di acque magnificata da Bonvesin da la Riva si trasforma nella città degli untori e dalla peste rimane contagiata per sempre; un susseguirsi ininterrotto di oscene violenze connota la storia di Milano fino a piazza Fontana e agli anni del terrorismo e dei servizi segreti infedeli. Alla violenza si accompagnano poi la decadenza della borghesia, parallela alla drammatica e quasi repentina fine della classe operaia, il tramonto del cattolicesimo democratico, che pure a Milano aveva radici profonde fin dagli anni del modernismo, e - nuova peste - la corruzione. Qui nasce il fascismo, qui gli ideali storici del socialismo si barattano per cupidigia, qui trovano terreno grasso il prevaricante populismo berlusconiano e l'assordante grettezza leghista. Allora la peste, nella sua realtà storica e nella sua valenza simbolica di morbo morale, che avvelena la vita delle persone e delle cose, diventa la chiave di lettura che attraverso stratificazioni storiche e metamorfosi di costume può cogliere una lunga durata di vergogna e sofferenza.