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Trovati 680 documenti.
Ponte alle Grazie, 2025
Abstract: Uno straordinario lavoro d'inchiesta contro ogni visione antisemitica e complottista «Lobby ebraica» è un’espressione che ancora risuona di echi sinistri. Affrontiamo oggi una crescita dell’antisemitismo e di narrazioni complottiste, eppure vediamo l’enorme peso politico di Israele: proprio perciò la questione va indagata in modo rigoroso e documentato. E' quanto si propone Ferruccio Pinotti nel suo nuovo libro, partendo dall’odio secolare verso gli ebrei per arrivare alle attuali condotte dello Stato di Israele. Sempre distinguendo tra fatti e mistificazioni, vengono analizzati i contributi e i rapporti della comunità ebraica nello scenario italiano, dal punto di vista finanziario, politico e culturale, per poi allargare la visuale fino alla politica globale di Israele: le ramificazioni delle sue agenzie di intelligence, le relazioni con gli Stati Uniti, il ruolo dell’intelligenza artificiale e delle criptovalute nel successo della sua economia, per finire con la penetrazione occulta dell’influenza ebraico-israeliana nei media di tutto il mondo. Per la prima volta, si traccia qui una mappa storica e contemporanea della presenza ebraica nei centri decisionali. Non ne emerge un complotto nè un potere monolitico, semmai la capacità di una diaspora antica di costruire reti, di non disperdere il proprio capitale simbolico e materiale. Una confraternita non segreta ma discreta, che esercita un influsso spesso decisivo senza mai ostentare il proprio potere.
Il peso dei numeri : teorie e dinamiche della popolazione / Daniela Danna
Asterios, 2019
Lostato del mondo
Abstract: Il tema che Braudel poneva all'inizio, cioè alla base, di Civiltà materiale, economia e capitalismo, è oggi affidato solo a una branca quantitativa della divisione disciplinare voluta dai liberali al posto dell'unica scienza sociale storica. "La popolazione è in declino, dobbiamo intervenire", "I poveri aumentano di numero per la loro ignoranza", "L'aumento demografico mette in pericolo l'ecologia del pianeta": i miti della demografia hanno conseguenze politiche, e vengono smentiti da questo lavoro, che ricostruisce e commenta le principali teorie a proposito di ciò che determina gli andamenti nel tempo della popolazione umana. Il volume ragiona sulle dinamiche della popolazione sia dal punto di vista macrostorico che microstorico. Presenta il quadro teorico che vede nel "sistema-mondo" e non negli stati-nazione l'unità di analisi fondamentale per la scienza sociale. Traccia poi una griglia per la comprensione delle motivazioni delle decisioni procreative - includendo nel concetto anche la semplice accettazione della nuova vita concepita - decisioni in cui la volontà femminile ha storicamente acquistato un peso maggiore. Si dà nuovo rilievo alla teoria della domanda di lavoro nel sistema capitalistico come base per l'accrescimento demografico: durante l'espansione coloniale europea ci fu un'estrazione violenta di lavoro indigeno per beneficiare i paesi del centro dell'economia-mondo capitalista. Questa estrazione era stata imposta innanzitutto alla classe lavoratrice dei paesi del centro nelle prime fasi di sviluppo del capitalismo, e poi venne spostata verso la periferia. La teoria della transizione demografica e l'ideologia della crescita infinita sono presentate criticamente: sono gli obiettivi della crescita economica a richiedere l'impossibile aumento costante della popolazione, è il capitalismo ad essere ecologicamente insostenibile.
Tutti giovani sui vent'anni : una storia degli alpini dal 1872 a oggi / Marco Mondini
Mondadori, 2019
Abstract: Quella degli alpini italiani è una storia straordinaria. Fondati nel 1872 come piccolo corpo specializzato addestrato a difendere i valichi di montagna, le «penne nere» crebbero rapidamente sia nei numeri che nell’immaginario pubblico. Attraverso una serie di paradossi (le prime battaglie della loro storia vennero combattute durante guerre di aggressione coloniale in Africa, e non per difendere i confini) guadagnarono la fama di soldati devoti e disciplinati, coraggiosi e indistruttibili. Una nomea che in un’Italia affamata di eroi li elevò da semplici ingranaggi dell’esercito a protagonisti della vita nazionale. Tutti giovani sui vent’anni racconta la loro storia. Non attraverso le battaglie che hanno combattuto, benché le guerre di 150 anni costituiscano le scansioni delle sue pagine. Piuttosto, attraverso un viaggio nella cultura italiana: opere letterarie, film, canzoni e disegni che hanno costruito questo mito umano e guerriero unico nella storia nazionale (e probabilmente al mondo). Un mito nato ai tempi della Grande Guerra, sopravvissuto al fascismo e alle disfatte della Seconda guerra mondiale, all’umiliazione dell’8 settembre e della sconfitta, all’occupazione e alla demilitarizzazione del paese dopo la pace di Parigi del 1947. Risorto, in modo apparentemente incredibile, attraverso settant’anni di storia repubblicana, quando gli alpini divennero i prototipi di un nuovo modello di soldato europeo: non più l’eroe guerriero trionfante e sterminatore, ma il buon samaritano in uniforme, caritatevole e generoso, pronto al sacrificio non per espugnare un obiettivo ma per salvare vite e confortare le vittime dei disastri naturali. Un ruolo di straordinaria popolarità la cui fine sarebbe stata decretata solo dallo spegnersi, dopo due secoli di tradizione rivoluzionaria e nazionale, della coscrizione obbligatoria, l’istituto su cui si basava l’esistenza stessa dell’alpino come buon cittadino-soldato.
LUISS University Press, 2016
Abstract: L'intelligenza artificiale, ben nota a scienziati, economisti e filosofi, gode di cattiva fama nella letteratura e nel cinema. Gli appassionati di fantascienza la ricollegheranno subito a robot assassini a caccia di esseri umani nelle strade di oscure città future, o a computer senzienti che si preparano a dominare il mondo. Nel suo nuovo libro Jerry Kaplan, veterano della Silicon Valley, ci guida invece alla scoperta di un campo di studi reale che oggi, dopo cinquant'anni di sforzi e miliardi di dollari spesi, sembra finalmente a un passo dal decifrare il codice dell'intelligenza artificiale. Il genere umano si trova sull'orlo di un cambiamento senza precedenti: automobili senza pilota, aiutanti robot e consulenti finanziari automatizzati possono darci ricchezza e tempo libero, ma anche rappresentare per noi una minaccia più concreta di Terminator o HAL 9000. Non sappiamo se il prezzo di algoritmi sempre più evoluti sia l'obsolescenza umana. Il passaggio all'automazione del lavoro in più campi potrebbe essere brutale e protratto nel tempo, soprattutto se non affronteremo tempestivamente i grandi problemi rappresentati da un mercato del lavoro sempre più incerto e da crescenti disuguaglianze di reddito. Kaplan, con "Le persone non servono", propone soluzioni politiche e di libero mercato che possono aiutarci a evitare un lungo periodo di tumulti sociali, mostrando in modo a un tempo accessibile e completo le opportunità e i rischi dell'intelligenza artificiale.
Meltemi, 2018
Abstract: L'autismo, la sindrome da deficit d'attenzione e iperattività infantile (ADHD) e la famiglia dei disturbi dell'apprendimento (dislessia, discalculia, disgrafia, ecc.) sono condizioni accomunate dal riguardare non tanto la classica categoria del ritardo mentale o del deficit intellettivo, bensì le "incapacità" connesse ad aspetti strettamente sociali come la socialità, le abilità implicate nel comunicare e nel capire gli altri e diversi aspetti "ovvi" dei processi di apprendimento. Ciò rende queste condizioni sia di grande interesse per chi studia le basi della socialità umana, sia un formidabile terreno di incontro, o di scontro, tra le prospettive "biologiste", incarnate dalla medicina e soprattutto dalle neuroscienze, e quelle "umaniste", sostenute dal pensiero critico. Quale significato va assegnato a tali condizioni? Sono "disturbi" da curare o "diversità" da rispettare negli ambienti sociali (la scuola, lo spazio pubblico, il lavoro, ecc.)? Hanno basi biologiche oppure sono un'ennesima forma di medicalizzazione del comportamento umano? Neurodiversità è il recente neologismo impiegato per descrivere tali condizioni allo scopo di evidenziarne la natura di "variazioni" rispetto alla normalità, rigettando così l'idea che si tratti semplicemente di malattie. In questo senso autismo, ADHD e dislessia costituiscono un ambito privilegiato per indagare l'operato di due categorie costitutive del nostro vivere sociale: la normalità e la devianza.
Sociologia del fumetto : concetti, metodi e pratiche di ricerca / Barbara Grüning, Alice Scavarda
Carocci, 2025
Abstract: Fare sociologia del fumetto significa adottare uno sguardo riflessivo su come comprendiamo, classifichiamo e usiamo i fumetti, anche come sociologi. Vuol dire confrontarsi non solo con i loro testi, ma anche con i loro autori e pubblici, con un mercato, un mondo dell'arte e un ambito professionale ben definito; con i luoghi in cui circolano e prendono forma relazioni sociali e identità (sub)culturali. Pensare attraverso i fumetti permette inoltre di ampliare lo sguardo sociologico quando si fa ricerca sociale. Il volume introduce al loro studio ripercorrendo in primo luogo la formazione di sistemi di definizione e classificazione dei fumetti e la genesi e lo sviluppo di differenti campi nazionali del fumetto, con un focus specifico sull'Italia. Partendo da un'analisi semiotica del loro linguaggio, ne propone poi un uso sociologico, focalizzato sulle interazioni sociali e sui processi di incorporamento. Infine, dopo aver indagato l'analisi delle rappresentazioni sociali attraverso la narrazione a fumetti, vengono illustrate le potenzialità del fumetto in indagini di natura partecipativa, in particolare con gruppi sociali marginali.
La società della trasparenza / Byung-Chul Han ; traduzione di Federica Buongiorno
Nottetempo, 2014
Abstract: La società contemporanea è al servizio della "trasparenza": da una parte le informazioni sulla "realtà" sembrano alla portata di tutti, dall'altra tutti sono trasparenti - cioè svelati, esposti - alla luce degli apparati che, nel mondo postcapitalista, esercitano forme di controllo sugli individui. Così il valore "positivo" della trasparenza maschera, sotto l'apparente accessibilità della conoscenza, il suo rovescio: la scomparsa della privacy; l'ansia di accumulare informazioni che non producono necessariamente una maggiore conoscenza, in assenza di un'adeguata interpretazione; l'illusione di poter contenere e monitorare tutto, anche grazie alla tecnologia. In questo saggio, Byung-Chul Han interpreta la trasparenza come un falso ideale, come la più forte delle mitologie contemporanee, che struttura molte delle forme culturali più pervasive e insidiose del nostro tempo.
: Angeli, 2007
Lasocieta' industriale e postindustriale ; 138
Abstract: Mentre nel resto del mondo le conoscenze richieste crescono in parallelo con l'istruzione dei giovani, in Italia questo non accade. Il sistema produce infatti beni e servizi a basso tasso di innovazione e a minor impiego di personale qualificato e di conseguenza solo meno della metà dei lavori richiesti dal mercato è diretta a diplomati e laureati. In Italia badanti e colf, con occupazione in crescita più della media, sono diventate le professioni del futuro, mentre l'occupazione nell'informatica e nei settori avanzati è stagnante. Che fare allora, studiare meno? Secondo l'autore, assolutamente no. Nel mondo le conoscenze crescono in fretta. L'Italia ha radici di paese vitale e creativo, pervaso da uno spirito di intrapresa testimoniato da migliaia di piccole e medie imprese di successo, e tornerà all'altezza del passato se i giovani sapranno ridare al paese la spinta innovativa che oggi manca.
L' ecobusiness ci salvera'? / Enzo Argante, Marco Roveda
: Salerno, 2008
Mentori ; 3
Pane nostro / Predrag Matvejevic ; prefazione di Enzo Bianchi ; postfazione di Erri De Luca
Milano : Garzanti, 2010
Abstract: Pane nostro è il frutto di vent'anni di lavoro. Quella del pane è una grande storia, ricca di sapienza e di poesia, d'arte e di fede. Abbraccia l'intera storia dell'umanità: dal giorno lontano in cui i nostri antenati si stupirono per la simmetria dei chicchi sulla spiga, fino a oggi, quando miliardi di esseri umani ancora soffrono la fame e sognano il pane, mentre altri lo consumano e lo sprecano nell'abbondanza. Sulle rive del Mediterraneo, dalla Mesopotamia alle tavole del mondo intero, il pane è stato il sigillo della cultura. Ha accompagnato, anche nella forma della galletta, della focaccia, del biscotto, viaggiatori, pellegrini, marinai. Si è ritrovato al centro di dispute sanguinose e interminabili: le guerre per procacciarsi il cibo, ma anche le lunghe controversie sul pane - lievitato oppure azzimo - da usare per la comunione. Perché il pane è anche un simbolo, al centro del rito eucaristico. E lo si ritrova, nelle sue mille varietà, in molte opere d'arte, dall'antico Egitto alla pop art. Raccontando questa saga sul pane, come nel suo geniale, imprevedibile e fulmineo Breviario mediterraneo (Claudio Magris), Matvejevic ci parla di Dio e degli uomini, della storia e dell'antropologia, della fame e della ricchezza, della guerra e della pace, della violenza e dell'amore. Una saggezza spesso temprata nel dolore, ma sempre piena di speranza.
Rete e democrazia : politica, informazione e istruzione / Claudia Hassan
: Marsilio, 2010
Elementi Marsilio
Abstract: Che rapporto c'è tra rete e democrazia? Qual è il futuro della democrazia dentro i cambiamenti dell'era digitale? Il libro indaga tre campi chiave in cui le nuove tecnologie informatiche diventano fattori strategici dello sviluppo: l'istruzione, la politica e l'informazione. Muovendosi tra piani diversi "Rete e democrazia" analizza le trasformazioni in atto inserendole nel tempo, nello spazio, nelle relazioni interpersonali, politiche e sociali.
Codice, 2011
Abstract: La rivoluzione di Twitter: se ne è parlato per le manifestazioni in Iran nel 2009, per la Cina subito dopo, più recentemente per l'Egitto: prima ancora che lo scontento dei cittadini, il grande protagonista delle proteste sembra essere stato il web. La convinzione che le tecnologie digitali alimentino solo cambiamenti positivi e siano lo strumento perfetto per la creazione della democrazia corrisponde alla realtà? Evgeny Morozov, in antitesi al cyber-ottimismo di pensatori come Clay Shirky, spiega molto chiaramente come anche governi tutt'altro che democratici usino le piattaforme digitali piegandole ai loro fini. In Russia e in Cina gli spazi di intrattenimento online sono studiati apposta per spostare l'attenzione dei giovani dall'impegno e dalla partecipazione civile. Internet non è inequivocabilmente buona, insomma, Twitter e Facebook non hanno avuto alcun ruolo cruciale, e la rivoluzione sarebbe accaduta con o senza di loro. Pensare alla rete come a un propagatore naturale di democrazia è fuorviarne e pericoloso: per garantire forme efficaci di cambiamento sociale è necessario rimanere calati solidamente nella realtà.
Teorie e pratiche del web / Andrea Miconi
Il Mulino, 2013
Abstract: Fino ad alcuni anni fa il Web godeva di buona fama, con la sua grande promessa di emancipazione per tutti e di rinnovamento in ambito culturale, economico e politico. Oggi, svanita quella retorica, la Rete mostra il suo lato oscuro, tanto che perfino il senso comune ha iniziato il suo movimento di rigetto. Nell’approfondire il complesso rapporto che lega a vari livelli la società attuale a una delle sue infrastrutture più rilevanti, il libro presenta e discute quanto di utile la ricerca sociale ha prodotto sul ruolo della Rete e sui suoi effetti, inclusa l’analisi dei rischi, come la circolazione delle fake news, la polarizzazione del dibattito pubblico, le conseguenze della connessione perenne per le nuove generazioni.
Cento Autori, 2013
Abstract: Alla fine della lunga crisi, quali scenari prenderanno forma in Europa e nel resto del mondo? Quali gli orizzonti dell'economia e dell'agricoltura alla luce dell'ascesa di nuove potenze economiche? Quali nuove e impreviste forme assumerà la globalizzazione? A queste e ad altre domande risponde Alfredo somoza forte di un'analisi nitida dei fenomeni complessi della contemporaneità, riproposta la lettore tramite una scrittura mai banale ma chiara ed esplicativa
Youtubers : chi sono e perché hanno successo /a cura di Chiara Palazzini , Laura Gialli
San Paolo, 2017
Abstract: Un miliardo di persone ogni giorno si collega con i loro canali: questo offre la misura del “fenomeno” youtubers. Giovani che si affermano attraverso lo schermo, che dialogano con milioni di persone, che orientano scelte e consumi, che stabiliscono nuove forme di relazione. «Tutto il mondo adulto ha la responsabilità di leggere e capire questa nuova realtà abitata dai ragazzi», avvertono Palazzini e Gialli, curatrici di un libro unico, che è anche mappa per orientarsi – tra virtuale e reale – attraverso la voce degli esperti e quella degli youtubers italiani più amati.
Skira, 2017
Abstract: Alla fine degli anni Sessanta la rivolta era nell’aria… e nelle strade. Attraverso la musica, la moda, il design e i protagonisti di quella rivoluzione, Revolution dimostra come le idee che caratterizzano la società contemporanea – ambientalismo, consumismo, individualismo e comunicazione di massa – siano nate negli anni Sessanta e ci domanda: dove stiamo andando? La fine degli anni Sessanta è stato infatti un periodo di grande turbolenza e rapidi cambiamenti sociali e politici. You Say You Want a Revolution? esamina quel momento in cui la cultura giovanile ha guidato un idealismo ottimista mettendo in discussione le strutture di potere stabilite in ogni ambito della società. Un affascinante e coinvolgente viaggio nel tempo che permette di vivere, o rivivere, lo shock di quegli anni, brevi, ma luminosi, fragorosi e intensi, e la loro iconografia spettacolare e raffinatissima.
: Nuovi mondi media, 2006
Abstract: Un vecchio motto dell'industria farmaceutica recita "è bene avere una pillola che cura la malattia, ma è ancora meglio avere una pillola che va presa tutti i giorni". Affinché questi farmaci - spesso inutili, spesso semplici fotocopie di medicinali già esistenti e ancor più spesso pericolosi - vengano approvati e quindi immessi sul mercato, le case farmaceutiche devono dimostrare di averli sperimentati sull'uomo. Ed è così che i giganti del farmaco sgomitano alle porte dell'India, del Brasile, della Russia, della Cina e persino delle cliniche e dei campus universitari americani ed europei alla ricerca di cavie umane, spesso inconsapevoli, su cui testare nuovi prodotti. Farmaci per abbassare il colesterolo, per combattere la depressione e per alleviare la disfunzione erettile maschile, ma anche medicinali killer come il Contergan che, prescritto alle donne incinte, fece nascere ondate di bimbi focomelici o il recentissimo anticolesterolo Lipobay, ritirato perché ha causato decine di morti.
Hoepli, 2016
Abstract: Un libro divulgativo che descrive il ruolo crescente delle scienze sociali e dei metodi quantitativi nello sport, con particolare enfasi sul calcio. È dal 2000 circa che le statistiche e i dati, disponibili in modo sempre più numeroso (con migliaia di indicatori per i più diversi tipi di prestazione) vengono efficacemente applicati agli sport americani e, negli anni più recenti, anche in Italia. La sports analytics unisce questa mole di dati con i modelli scientifici di discipline come le scienze cognitive e l'economia, per aiutare atleti, allenatori, dirigenti e arbitri a ottenere il corretto mix per migliorare i risultati. Undici argomenti divisi tra "primo" e "secondo tempo" analizzano numerosi temi che vanno dal ruolo degli incentivi sulla performance calcistica all'effetto dei tifosi; dall'impatto dei giocatori stranieri sui risultati di una squadra alle misure e ai dati per valutare una prestazione. Con intervista ad allenatori del calibro di Cesare Prandelli, Serse Cosmi, Claudio Ranieri.
Insurrezione culturale : per una nuova ecologia della cultura / Olivier Beuvelet, Jonathan Nossiter
DeriveApprodi, 2016
Abstract: C'è un gesto culturale che vive nelle campagne. È un movimento della terra che smuove le vigne, rianima le piante, propone un nuovo gusto del terroir, fa tintinnare il vetro delle bottiglie sugli scaffali delle enoteche, fa tremare gli esperti dell'agro-industria. È il gesto culturale dei contadini e dei vignaioli naturali, che ha aperto uno squarcio attraverso il quale è passata una rivoluzione della vita, delle conoscenze, del gusto e soprattutto dei rapporti tra umani e natura. All'esperienza di questi agri-cultori dovrebbe guardare il mondo del cinema, dell'arte, dell'editoria se vuole cercare un terreno fertile sul quale rilanciare la propria vita, sterilizzata nei prodotti, nei consumi, nei mercati e nei gusti liberali. A loro dovrebbero guardare cineasti, artisti, scrittori e gli abitanti delle metropoli contemporanee, come a un'avanguardia gioiosa capace di ridarci speranza per lottare, reagire, immaginare di nuovo il senso della libertà intellettuale, etica, sociale... e anche gustativa!