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Trovati 1577 documenti.
Il bullo : come Donald Trump ha distrutto l'Occidente / Antonio Caprarica
Piemme, 2026
Abstract: Che lo si disprezzi o lo si ammiri, lo si odi o lo si ami, è indubbio che Donald J. Trump non possa lasciare indifferenti, o neutrali. Da rampollo di una famiglia immigrata dalla Germania a «palazzinaro» e protagonista del jet-set newyorkese fino a diventare per due volte presidente degli Stati Uniti, la sua è stata senz'altro una scalata straordinaria verso l'agognato potere. Ma a quale prezzo? The Donald forse non passerà alla storia come colui che «ha reso di nuovo grande l'America», ma certo un primato l'ha conquistato: nessun leader ha mai lastricato di tante bugie la propria via verso la vetta. Eppure, anche grazie alla sua diabolica abilità mediatica, nulla sembra scalfire la corazza che lo rende immune a qualsiasi attacco o passo falso. E lo stesso vale sul piano internazionale: capo dello Stato più potente del mondo, patria della libertà e della democrazia, calpesta gli ideali occidentali esaltando la violenza bruta e la legge del più forte, tratta amabilmente con dittatori e criminali di guerra, umilia le istituzioni, fa la voce grossa contro gli oppressi e, nonostante ciò, esige il Nobel per la pace e si vanta dei propri successi diplomatici. Ed è qui che sta la sua forza: nella capacità di manipolare la realtà a suo piacimento. Da questa considerazione parte Antonio Caprarica per tracciare un ritratto del tycoon e porre la domanda fondamentale: Donald Trump è un abile politico, l'unico che possa tenere testa ai leader delle altre potenze che governano il pianeta, Putin e Xi Jinping, o non è altro che un prepotente ciarlatano che ha costruito il proprio successo sulle macerie di ciò che ha distrutto, senza rimorsi né pietà? Al lettore l'ardua sentenza.
Mario Pascale editore, 2026
Abstract: In questo testo le tensioni tra Israele e il popolo palestinese si intrecciano alle ambizioni nucleari dell’Iran e alle oscillazioni strategiche di Washington. Attraverso una narrazione che fonde storia e attualità, il libro mostra come le scelte politiche di una Casa Bianca divisa tra idealismo e realpolitik abbiano inciso, drammaticamente, sulle sorti di uomini e donne inermi e di come la rivalità tra Teheran e Tel Aviv sia divenuta il laboratorio della nuova geopolitica globale. Queste pagine raccontano la Nakba e il terrorismo, la diplomazia e le guerre per procura. Ma soprattutto rivelano il volto di un mondo in cui ogni campagna elettorale cambia il significato della parola “pace”.
[Milano] : B. Mondadori, copyr. 2006
Abstract: A sessant'anni dalla conquista femminile del diritto al voto, uno studio ripercorre, con passione e rigore, le tappe fondamentali di un lungo e doloroso processo nato con l'Unità d'Italia e conclusosi soltanto dopo la liberazione dal fascismo, concentrandosi in particolare sulle vicende del movimento suffragista italiano, la cui parabola era destinata a sorgere e a morire nell'arco di un solo decennio. Attraverso l'analisi di fonti diverse (dalla pubblicistica femminile dell'epoca a prove documentarie e bibliografiche), il libro offre una panoramica delle differenti posizioni in campo, riuscendo a restituire la coralità delle voci e dei punti di vista delle donne del tempo. Di questa storia tormentata e difficile, che avrebbe trovato la propria battuta d'arresto con la concessione del suffragio universale maschile, il lavoro di Debora Migliucci intende dare testimonianza, divenendo un riferimento per le nuove generazioni.
Germania europea, Europa tedesca / Luigi Reitani
Salerno, 2014
Astrolabio ; 9
L' America di Biden : la democrazia americana del dopo Trump / Matteo Laruffa
Rubbettino, 2021
: Ponte alle Grazie, 2009
Saggi Ponte alle Grazie
Abstract: La rivoluzione globale è una causa persa? I valori universali sono reliquie di un'età perduta o di un'epoca superata? Per paura dell'orrore totalitario che abbiamo alle spalle, siamo costretti a rassegnarci a una misera terza via fatta di liberismo in economia e di pura amministrazione dell'esistente in politica? Slavoj Zizek mira all'ideologia regnante, sostenendo che dobbiamo invece riappropriarci di numerose "cause perse" e cercare un nocciolo di verità nelle politiche totalitarie della modernità. Perché se è vero che i Terrori di Robespierre, di Mao e dei bolscevichi si sono rivelati catastrofici fallimenti, questo giudizio non racconta tuttavia l'intera storia: in ciascuno di essi è presente un'aspirazione di "redenzione", che va del tutto persa nelle società liberaldemocratiche, con il loro (proclamato) rifiuto dell'autoritarismo e la loro (ipocrita) esaltazione di una politica soft, consensuale e decentralizzata. Le ricette? Zizek non lesina massimalismi e ripropone in declinazioni contemporanee ma senza attenuazioni le categorie di giustizia rivoluzionaria e uguaglianza universale.
Vescovo e laico? : una spiegazione per gli amici / Luigi Bettazzi
Bologna : EDB, 2010
Abstract: Un cristiano, membro cioè di un mondo religioso che si appella al soprannaturale, vive da laico quando si muove nell'ambiente naturale; non rinuncia all'aspetto soprannaturale né lo ridimensiona, ma lo vede con gli occhi di chi prescinde dal soprannaturale, per poter interloquire con ogni essere umano, di qualsiasi religione e cultura, e far accogliere con attenzione e rispetto anche le sue proposte, che possono derivare da visuali di carattere soprannaturale ma vengono presentate appunto nella loro dimensione laica (dal capitolo 4). Al di là del significato corrente del vocabolo, che è abitualmente quello di ostile alla religione, e anche del significato etimologico - dal greco laos, popolo di Dio - per mons. Bettazzi il termine laico acquisisce il senso pieno di umano. Proprio come Gesù, che essendo vero Dio ha voluto essere anche vero uomo, quale vescovo, col massimo impegno di evangelizzazione cristiana, egli sente di dover essere insieme laico, ovvero pienamente umano.
Casale Monferrato : Piemme, 2008
Abstract: Che cosa resta, quarant'anni dopo, del Sessantotto? Valori o macerie? L'evento fondamentale di quegli anni che si vogliono formidabili sono state le manifestazioni in Francia, in Italia, nei campus americani, o piuttosto i carri armati russi che hanno schiacciato nel sangue la Primavera di Praga? E la sinistra ha finito per morire avvelenata di Sessantotto? Ogni nuovo libro di André Glucksmann è sempre un evento. Ma, controcorrente e illuminante come sempre, questo nuovo lavoro sorprende anche per la sua forma: un dialogo tra un grande filosofo e un giovane intellettuale. Tra un uomo maturo che ha combattuto il totalitarismo sovietico ed è stato protagonista degli avvenimenti del Maggio '68 e un ragazzo cresciuto in un mondo che ha visto crollare il muro di Berlino. Tra un padre e un figlio. Uno scambio appassionato e provocatorio sull'eredità del Sessantotto e sulle conseguenze, in Europa e nel mondo di quella stagione contraddittoria. Feconda e impotente. Generosa e tragicamente narcisistica. Ipocritamente smemorata eppure indimenticabile.
[Milano : Bompiani], 2008
Abstract: Dal comunismo postbellico alla contestazione del '68, passando per la guerra del Vietnam, le ideologie marxiste, il peronismo, l'Italia borghese dell'affaire Pasolini e altro ancora, Moravia parla di politica, ma politica alla maniera di Moravia, quella di uno scrittore attento osservatore degli eventi del suo tempo, ma mai troppo coinvolto nei furori e negli eccessi dei giochi di potere. Intervistato nelle prime pagine del volume dall'amico di vecchia data Renzo Paris sul significato e il valore dell'intervento politico dell'artista all'interno della società, Moravia definisce il suo impegno controvoglia, avvicinandosi a prospettive esistenzialistiche più che strettamente ideologiche e prospettando una critica e un confronto continuo con l'assurdo che la vita costantemente riserva.
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2008
Abstract: Il Pakistan è un alleato strategico degli Stati Uniti nella guerra contro il terrorismo, ma è anche un rifugio sicuro per quanti combattono le forze Nato in Afghanistan. Questo vecchio amico dell'Occidente, che nell'ultimo decennio ha ricevuto dieci miliardi di dollari in aiuti americani, è in profonda crisi. Basandosi su ricerche di prima mano e sulla conoscenza personale di molti protagonisti della recente storia pakistana, Tariq Ali, nato e cresciuto a Lahore, spiega le cause e le conseguenze del caos politico culminato nell'omicidio di Benazir Bhutto, capo del principale partito d'opposizione. L'autorevole firma della New Left Review analizza inoltre a fondo la relazione del Pakistan con gli Usa, che hanno spalleggiato tutti i dittatori militari insediatisi al potere nel corso degli anni, dimostrando di considerare le forze armate l'unica istituzione funzionante del Paese. Convinzione e strategia condivisa da Barack Obama che, anche prima di conquistare la nomination democratica, ha fatto pressioni sulla Casa Bianca affinchè, in nome della lotta al terrorismo, violasse la sovranità pakistana tutte le volte che era necessario.
Quando arrivano le cavallette / Arundhati Roy ; traduzione di Giovanni Garbellini
Parma : Guanda, copyr. 2009
Abstract: I misteri dell'India: non quelli esotici di Salgari e della giungla nera, ma quelli molto moderni, globalizzati e crudeli di questo grande paese che, nel suo slancio verso un radioso futuro, rischia di calpestare la propria democrazia e i propri cittadini, cedendo al fanatismo nazionalista. L'India di Arundhati Roy, scrittrice coraggiosa e reporter implacabile, è molto diversa dall'immagine luccicante offerta dalle fonti ufficiali. In questa nuova raccolta di saggi ci si trova di fronte ad avvenimenti e situazioni scottanti: apparati dello Stato deviati che inscenano falsi attentati e un 11 settembre asiatico, magistrati corrotti e più attenti al bene delle multinazionali che a quello della giustizia, giornalisti asserviti ai poteri forti, poliziotti che non esitano a scatenare pogrom contro le minoranze etniche e religiose, un'intera area - il Kashmir -dove i diritti civili sono sospesi e la guerra contro il Pakistan è una minaccia perenne, con ricorrenti scoppi di violenze. Un quadro cupo e inquietante ma non privo di speranze, perché tanti, come la Roy, lottano in nome della libertà, della verità, della pace. Arundhati Roy cerca di guidare il lettore occidentale nel complesso intrico di politica, religione, società ed economia della più grande democrazia del mondo.
Stupid white men... and other sorry excuses for the state of the Nation / Michel Moore
: HarperTorch : 2004
Abstract: In the winter of 2002, Stupid White Men took America - and the world - by storm. Tired and skeptical of George W. Bush's high approval ating, frightened by the implications of the Enron scandal - and generally just looking for a voice of honest dissent in the thick atmosphere of jingoism that followed 9/11 - book buyers from coast to coast swiftly embraced Michael Moore's in-your-face anti-Bush-era manifesto, making it one of the bestselling nonfiction books of the year. With an unerring eye for greed, hypocrisy, and corruption, Michael Moore takes on the whole ugly mess of America at the dawn of the twenty-first century. Whether he's demanding U.N. action to overthrow the Bush Family Junta or calling on African Americans to place whites only signs over the entrances of unfriendly businesses, Stupid White Men is a pitch-perfect skewering of our culture of Malfeasance and Mediocrity.
: EGEA, 2010
Itinerari EGEA
Abstract: Comunque finiranno le elezioni di medio termine di novembre, un dato è certo: a due anni dall'elezione il percorso del presidente Obama è stato accidentato. E mentre la sua stella splende ancora sulle sponde europee (e non solo), nel suo paese sono in atto un dibattito e un conflitto profondi. L'autore, grande esperto di società americana, ci conduce al cuore del confronto-scontro tra il riformismo del presidente e la rivolta individualistica del Tea Party. Una rivolta che affonda le radici nel timore che le riforme di Obama aggravino il dissesto dello stato federale, e quindi determinino un aumento delle tasse, e nell'avversione per un allargamento del ruolo pubblico. L'analisi mette in evidenza una sorta di incompatibilità genetica, propria dell'"homo americanus", per i rigurgiti statalistici. Ma non si ferma qui: evidenzia i motivi e i volti sia della delusione aperta e scontata di un'opposizione che ha vinto tutte le elezioni dopo la campagna presidenziale, sia della delusione inaspettata e dolorosa della sinistra democratica che a Obama contesta un eccessivo moderatismo. Un presidente tra due fuochi, che continueranno ad alimentarsi per i prossimi due anni.
Obama nella crisi globale : dal we can al we cant't / Raffaele Sciortino
: Abiblio, forum per utopie e skepsis, 2010
Appunti. Politica globale ; 5
Abstract: Obama nella crisi globale presenta un'analisi in corso d'opera dei passaggi strettissimi del tentativo di una exit strategy dal bushismo, dalla corsa alla nomination al primo anno e mezzo di presidenza, sotto l'angolo visuale dell'impatto della crisi globale. Una crisi che sta investendo la riproduzione complessiva della società del capitale e spostando tutti gli equilibri internazionali. Bail out delle banche, stimolo all'economia, riforma sanitaria, regolazione finanziaria, all'interno; rapporto con Pechino, fallimento della governance multilaterale, scontro con l'Europa e ribilanciamento dello sforzo militare e diplomatico, all'esterno. Ecco i nodi cruciali sui quali si sta infrangendo la spinta del change obamiano nell'incapacità/impossibilità di trovare un equilibrio fra insostenibilità della finanziarizzazione e irrinunciabile pretesa alla leadership globale.
Simboli al potere : politica, fiducia, speranza / Gustavo Zagrebelsky
Torino : Einaudi, 2012
Abstract: C'è un tema negletto gonfiato dalla retorica e sottovalutato nella pratica: i simboli politici. Se tutta la realtà fosse scoperta davanti ai nostri occhi, non avremmo bisogno di loro. I simboli, quelli della politica in particolare, servono invece per accedere al mondo, reale ma astratto, dei rapporti tra noi anche in assenza di contatti concreti e perfino in assenza di una conoscenza diretta. Proprio perché la vita collettiva è fatta in larga parte di relazioni impersonali inadatte ad essere descritte come se fossero tangibili, abbiamo bisogno della simbolica politica. Per interpretare, specie nella grande trasformazione in corso, bisogni e aspirazioni, attrarre forze, produrre concretamente fiducia in vista di un futuro che non sia semplice ripetizione del presente.
Europa : la casa comune in fiamme / Massimo Bordignon ; intervista a cura di Sergio Levi
: Il mulino, 2012
Voci Il mulino
Verso un Egitto democratico : le sfide di Morsi, primo presidente eletto / Antonio Badini
: Fazi, 2012
One euro
[Milano] : Ponte alle Grazie, copyr. 2009
Abstract: La rivoluzione globale è una causa persa? I valori universali sono reliquie di un'età perduta o di un'epoca superata? Per paura dell'orrore totalitario che abbiamo alle spalle, siamo costretti a rassegnarci a una misera terza via fatta di liberismo in economia e di pura amministrazione dell'esistente in politica? Slavoj Zizek mira all'ideologia regnante, sostenendo che dobbiamo invece riappropriarci di numerose cause perse e cercare un nocciolo di verità nelle politiche totalitarie della modernità. Perché se è vero che i Terrori di Robespierre, di Mao e dei bolscevichi si sono rivelati catastrofici fallimenti, questo giudizio non racconta tuttavia l'intera storia: in ciascuno di essi è presente un'aspirazione di redenzione, che va del tutto persa nelle società liberaldemocratiche, con il loro (proclamato) rifiuto dell'autoritarismo e la loro (ipocrita) esaltazione di una politica soft, consensuale e decentralizzata. Le ricette? Zizek non lesina massimalismi e ripropone in declinazioni contemporanee ma senza attenuazioni le categorie di giustizia rivoluzionaria e uguaglianza universale.
L'aquila e la farfalla : perchè il XXI secolo sarà ancora americano / Maurizio Molinari
Rizzoli, 2013
Abstract: Nonostante i tanti dibattiti sul suo presunto declino, l'America dà segni di grande vitalità e si avvia a guidare il nuovo secolo. Dopo aver superato la più grave crisi economica degli ultimi decenni, gli Usa si stanno infatti confermando la più brillante e prolifica fucina di innovazione e di idee del pianeta, un laboratorio formidabile in grado di creare ricchezza in ogni ambito: con l'economia digitale targata Silicon Valley, che ha traghettato l'industria dalla realtà fisica a quella virtuale; con lo sfruttamento dello shale gas, che li renderà presto indipendenti dal petrolio degli sceicchi; con il nuovo welfare di Obama, erede culturale del New Deal rooseveltiano e della Nuova Frontiera kennediana che tassa le ricchezze per riequilibrare le disuguaglianze del Paese. Ma anche attraverso significative riforme nel mondo del lavoro e dell'istruzione passando per la legalizzazione dei clandestini e i diritti civili dei gay fino all'implementazione della democrazia digitale, il fattore chiave che tanta parte avrà nelle ragioni della pace e della guerra future. Che significato ha questo per noi europei? Quali sono le implicazioni per l'Italia, in parte arretrata e ancora alle prese con gli odii etnici e razziali del Novecento? L'autore, da oltre un decennio corrispondente da New York, ci spiega perché tutto ciò ci riguarda, e grazie a queste vere e proprie cartoline dal futuro ci introduce con sorprendente chiarezza nell'avvincente, grande rivoluzione a stelle e strisce.