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Trovati 25 documenti.
16. ed
[Milano : Bompiani], 2000
Abstract: Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Meursault è un eroe "assurdo", e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire
Il fabbricante del fuoco / Massimo Marcotullio
Casale Monferrato : Piemme, 2007
Abstract: Nel 674 d. C. una micidiale arma salvò Bisanzio dall'assedio dei musulmani, un fuoco che, una volta appiccato, né acqua né sabbia potevano spegnere. La sua formula era nota solo all'imperatore e a pochi artigiani, vincolati al segreto pena la morte. Era custodita tanto gelosamente che nel corso dei secoli andò perduta e non se ne trovò più traccia. Mille anni dopo, c'è qualcuno disposto a tutto pur di ritrovare quella formula. È Hettin, l'agha di Algeri. Con quell'arma il suo potere in patria non avrebbe rivali. Ma le sue mire si spingono ben oltre, verso Occidente. Orde di fanatici si stanno raccogliendo nel deserto pronte all'azione. Un oscuro spagnolo di nome Montego, un rinnegato come ce ne erano molti nelle caotiche città turche del Seicento, lo aiuta nella ricerca. Finita nell'harem di Hettin e poi in quello dell'agha di Costantinopoli dopo essere stata catturata dai pirati, l'intrepida Beatrice scopre per caso il segreto e ne comprende il pericolo per la cristianità. Insieme al pittore Fulminacci, il suo amato che per liberarla muove mari e monti, si ritroverà catapultata nel cuore del regno della Mezzaluna. Già fuggiti da Roma per sottrarsi alle grinfie dell'Inquisizione, Beatrice e Fulminacci affronteranno gli intrighi di nuove ed esotiche corti, inseguimenti nel deserto e mille altre peripezie per evitare che i cospiratori si impossessino del micidiale fuoco.
Solitudini / Morgan Sportes ; traduzione di Valentina Palombi
Roma : Irradiazioni, 2010
Abstract: In Solitudini Morgan Sportès narra del suo soggiorno di un anno nel deserto degli altopiani algerini. Situazione estrema e divertente insieme sullo sfondo della vita algerina, lo scrittore è alla prova con la pagina bianca.
L'etranger / Albert Camus ; dossier realisè par Meriam Korichi ; lecture d'image par Agnes Verlet
[Paris : Gallimard], 2010
Abstract: Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Meursault è un eroe "assurdo", e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire
Desiderio / Amin Zaoui ; traduzione di Fabrizio Ascari
[Milano] : Bompiani, 2009
Abstract: Koussaila è un giovane algerino con il nome di un eroe berbero. Il profumo di Allah, come quello del sesso, ha sempre inebriato la sua famiglia. Koussaila è infatti discendente diretto del profeta Maometto, come è vergato su pelle di gazzella nell'unica copia del manoscritto dell'albero genealogico custodito nella tomba d'oro del principe El Hadi Boutaleb. Ma la fede di Koussaila comincia ben presto ad allontanarsi dai principi religiosi. Topo di biblioteca, avido lettore dei classici della letteratura europea, Madame Bovary su tutti, che occulta sotto la copertina del Corano, Koussaila ha una vera e propria passione che non cessa mai di ossessionarlo e anzi lo spinge verso esperienze sempre nuove, vertiginose e proibite: adora fare l'amore con donne più anziane di lui. La prima a svezzarlo è la sorella gemella di sua madre, zia Louloua; quindi la moglie di un suo professore; e ancora la bibliotecaria, con cui condivideva ore e ore leggendo romanzi occidentali. E mentre Algeri è squassata dalla rivoluzione del 1965, Koussaila compie questo viaggio di controformazione nel proibito, dove Allah è amato come le donne mature che incontra e i libri che legge in segreto; dove la gioia del sacro esplode proprio nelle profondità del peccato.
La rotta dei corsari : romanzo / Tim Severin ; traduzione di Elisa Villa
[Milano] : Nord, copyr. 2009
Abstract: Algeri, XVII secolo. La città è un pandemonio di voci, grida e richiami: i venditori berberi mettono all'asta le merci, cercando di attirare i nobili e i mercanti che hanno bisogno di schiavi. Perché quelle merci sono uomini, donne e bambini rapiti in Europa dai corsari, diventati il loro bottino e poi catapultati in un mondo sconosciuto e minaccioso, in cui nazionalità, razza e religione contano ben poco, dato che il denaro è l'unica legge riconosciuta. Strappati alle loro case, i prigionieri sono atterriti, disorientati, in attesa di conoscere la propria sorte: verranno venduti al miglior offerente o la loro famiglia pagherà il riscatto e li salverà? Tra queste anime sospese c'è il diciassettenne Hector Lynch: in una notte di tempesta, i corsari hanno saccheggiato il suo villaggio sulla costa irlandese e lo hanno catturato assieme alla sorella Elisabeth, della quale poi lui ha perso le tracce. Coraggioso e volitivo, Hector non vuole rassegnarsi al proprio destino di schiavo e, grazie all'aiuto di Dan, un ragazzo originario dei Caraibi, impara a sopravvivere tra violenze e privazioni. Ma l'ansia di scoprire quale sorte sia toccata alla sorella non gli da pace: decide allora di convertirsi all'Islam e d'imbarcarsi su una nave turca. Tuttavia il mare è un compagno infido, e la rotta per la libertà è ancora lunga e irta di pericoli...
Lo straniero / Albert Camus ; traduzione di Alberto Zevi ; con una nota di Silvio Perrella
18. ed.
[Milano : Bompiani], 2002
Abstract: Pubblicato nel 1942, Lo straniero, un classico della letteratura contemporanea, sembra tradurre in immagini quel concetto dell'assurdo che Albert Camus andava allora delineando e che troverà teorizzazione nel coevo Il mito di Sisifo. Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Come Sisifo, Meursault è un eroe assurdo: la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire. E una verità ancora negativa, ebbe a scrivere Camus in una prefazione per un'edizione americana dello Straniero, senza la quale però nessuna conquista di sé e del mondo sarà mai possibile.
Gallimard, copyr. 1942
Abstract: Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Meursault è un eroe "assurdo", e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire
Bompiani, 1980
Tascabili Bompiani ; 275
Abstract: Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Meursault è un eroe "assurdo", e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire
Bompiani, 1984
Tascabili Bompiani ; 275
Abstract: Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Meursault è un eroe "assurdo", e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire
2. ed. riv. e corretta
Firenze : Giunti, copyr. 1994
Abstract: Un affresco dedicato alle donne algerine sullo sfondo di un secolo di storia: dalla fine dell'Ottocento al presente, in un coro di voci, grida, preghiere, risate e sussurri che chiedono ascolto. La Djebar ci offre la realtà complessa di un paese islamico dove le donne hanno lottato per liberare la patria dal dominio coloniale, episodi e frammenti in cui la riflessione critica si alterna alla suggestione del racconto e l'onda emotiva s'intreccia con la lucidità analitica.
Cristiani di Allah : un noir mediterraneo / Massimo Carlotto
Ed. rinnovata
E/o, 2017
Abstract: Algeri, 1541. Il Mediterraneo è teatro di guerre, razzie, traffici di schiavi, scontri ideologici e religiosi. La possente armata di Carlo V, punta di lancia della Cristianità, viene annientata alle porte della capitale nordafricana dai corsari di Hassan Agha, che reggono la città per conto del sultano di Costantinopoli. I corsari sono in gran parte dei rinnegati, ossia degli europei cristiani che hanno abbracciato l'Islam, per interesse, come scelta di libertà o più semplicemente per poter saccheggiare navi e depredare coste nel Mediterraneo sotto la protezione della Sublime Porta. Anche Redouane e Othmane, i protagonisti del romanzo, sono dei corsari rinnegati. Il primo albanese, il secondo tedesco, ex lanzichenecchi, hanno scelto là libertà di Algeri, da dove salpano sul loro sciabecco per le scorrerie e dove credono, di poter vivere indisturbati la loro storia d'amore proibita. Othmane però commetterà l'errore di invaghirsi di un giannizzero, uno dei fanatici e spietati cani da guardia del sultano, e trascinerà anche Redouane in un gorgo di vendette, agguati, intrighi.
La libreria della Rue Charras / Kaouther Adimi ; traduzione di Francesca Bononi
L'Orma, 2018
Abstract: lgeri, oggi. Ryad, svogliato ventenne, studente universitario a Parigi, ha un compito ingrato davanti a sé: svuotare e chiudere la libreria Les Vraies Richesses. Questo polveroso negozio di quattro metri per sette, stipato di volumi ingialliti, foto sbiadite, quadri e mille altri cimeli editoriali, nasconde la storia di un’eccezionale avventura umana e letteraria, custodita dal suo ultimo testimone, il misterioso Abdallah. Algeri, 1936. Edmond Charlot, ventenne entusiasta, dopo un viaggio a Parigi rientra in patria con una grande idea in testa: fondare una libreria-casa editrice che pubblichi scrittori di entrambe le sponde del Mediterraneo, senza distinzioni di lingua, nazionalità o religione. Sostenuto da una comunità di ingegni e di affetti, apre al 2 bis della rue Charras un luogo ibrido e accogliente che presto diviene sede delle mitiche Éditions Charlot, frequentate da aspiranti scrittori come da figure del calibro di Antoine de Saint-Exupéry e André Gide. Da quella appassionata stanzetta, intitolata alle «vere ricchezze» della vita, escono le prime edizioni di testi memorabili, tra cui l’esordio di un giovane di genio: Albert Camus. Mescolando passato e presente, realtà e invenzione, Storia e intima quotidianità, Kaouther Adimi ci conduce con finezza e semplicità per le viuzze di una città immaginifica e dà vita al romanzo di un traghettatore di libri e di idee che fu, magari senza saperlo, il segreto artefice di molta della migliore letteratura del Novecento.
Dei nostri fratelli feriti / Joseph Andras ; traduzione di Antonella Conti
Fazi, 2017
Abstract: È il 1956, ad Algeri, e Fernand Iveton ha appena piazzato un ordigno nella fabbrica in cui lavora. Sente chiamare il suo nome, si volta e in un attimo i poliziotti gli sono addosso. La bomba viene disinnescata ma, anche se fosse esplosa, non avrebbe ucciso né ferito nessuno. E questo, Fernand, comunista e fervente sostenitore dell’indipendenza algerina, lo sa bene: il suo doveva essere un atto di sabotaggio, un gesto simbolico che avrebbe lasciato un segno, certo, ma negli spiriti, non sui corpi. Eppure, paradossalmente, è proprio il corpo di Fernand a venire marchiato, unica vittima del fantasma dell’esplosione. Arrestato e fatto prigioniero, Fernand viene torturato e martoriato, offeso e umiliato, esposto e infine ghigliottinato. È il corpo di Fernand, le sue spoglie, la sua testa, che l’opinione pubblica reclama, quel corpo troppo ingombrante, troppo pericoloso, perché i comunisti ne prendano apertamente le difese, è quello il corpo sacrificale per il quale tutti i gradi di giudizio confermano la pena capitale e a cui, nel febbraio del 1957, il governo francese (presidente René Coty, ministro della Giustizia François Mitterrand) rifiuta la grazia. Questa è la storia vera di Fernand Iveton, l’unico europeo giustiziato durante la guerra d’Algeria. Ciò che stupisce del giovane Joseph Andras è il rigore della sua scrittura: nessun artificio, mai un allontanamento retorico, ma una ligia prossimità al soggetto della sua narrazione. Dei nostri fratelli feriti è un ibrido tra la testimonianza storica e un’opera poetica, un documento letterario pervaso da una carica morale dirompente che restituisce con pochi, misurati tratti lo spirito di un’epoca.
Il pazzo col bisturi / Yasmina Khadra ; traduzione di Roberto Marro
Edizioni del Capricorno, 2017
Abstract: Algeri, una giornata d'inverno. Il commissario Llob è di umore malmostoso, e la telefonata che riceve non migliora la situazione. È stato commesso un omicidio, ed è proprio l'assassino a raccontarglielo. Il «Pazzo col Bisturi», come la stampa subito lo definisce, è al suo primo fatto di sangue, ma ben presto sarà una vera emorragia. Chi è il Pazzo? Uno psicopatico? Un perverso? Llob non ci crede. Ogni omicidio è preparato con cura, eseguito nei minimi particolari, ed è sempre firmato L'uomo tortura le sue vittime, strappa loro il cuore e depone una stella nera sul cadavere. Implacabile. Imprevedibile. Imprendibile. Per tentare di porre fine alla scia di delitti che insanguina la città, al commissario non resta che cominciare un dialogo a distanza con il Pazzo, in un'Algeria sotto pressione, dilaniata da laceranti differenze sociali, che annuncia con folgorante capacità premonitrice i disastri della guerra civile e del fanatismo religioso degli ultimi anni. Una scrittura fiorita e violenta, ironica e sarcastica, che porta il lettore in un mondo solo in apparenza lontano. In realtà, i germi di quella violenza sono tra noi.
La donna venuta dai ghiacci / Sally Magnusson ; traduzione dal'inglese di Alessandro Zabini
B, 2020
Abstract: Islanda, 1627. Il mare è increspato di onde lucenti e il vento trasporta l’odore dell’erba tagliata, quando un branco di uomini in abiti variopinti sbuca sul crinale di un colle brandendo le spade al sole. Pirati provenienti da terre barbaresche, gli uomini razziano la costa, uccidono decine di persone e ne catturano centinaia. Come prede di guerra, gli sventurati prigionieri vengono stipati nella lurida stiva di un galeone, senza poter vedere ciò che si lasciano dietro: le falesie coronate dall’erba verde di mezza estate e gli uccelli marini che guardano indifferenti da ogni anfratto. Tra gli ostaggi, ignari del destino che li attende, la giovane Ásta in procinto di partorire, suo marito, il pastore Ólafur, e i loro due bambini, Egill e Marta, cercano conforto stringendosi l’uno all’altro. Dopo un mese di viaggio, il bastimento arriva nel porto nordafricano di Algeri. Incespicando, Ásta e la sua famiglia salgono dalla stiva, intontiti e scossi dalla salva di cannoni che festeggia l’arrivo del carico di schiavi. Dinnanzi a loro si schiude una veduta sbalorditiva: una città dai tetti piatti, completamente bianca e punteggiata di cupole scolpite simili a bulbi. La meraviglia, tuttavia, è di breve durata. I prigionieri vengono condotti al mercato degli schiavi, dove i figli vengono separati dalle madri e i mariti dalle mogli. Anche Ásta dovrà fare i conti con due dolorose perdite: quella del marito e del figlio maggiore, e quella della libertà, poiché, acquistata dal trafficante di schiavi Cilleby, verrà rinchiusa in un harem. Per non abbandonarsi allo sconforto e sopravvivere non le resterà che aggrapparsi alle storie della sua infanzia, alle saghe e ai racconti popolari della sua patria, che le insegneranno ad aprirsi alla nuova vita, al nuovo mondo e, forse, anche a un nuovo amore. Ispirato a uno degli eventi più traumatici della storia d’Islanda, la scorreria turca dell’estate del 1627, La donna venuta dai ghiacci è un potente racconto sul potere salvifico delle storie e, al contempo, «un grande romanzo storico, capace di riportare in vita il passato»
Cristiani di Allah : un noir mediterraneo / Massimo Carlotto
Roma : E/O, 2010
Abstract: Algeri, 1541. Il Mediterraneo è teatro di guerre, razzie, traffici di schiavi, scontri ideologici e religiosi. La possente armata di Carlo V, punta di lancia della Cristianità, viene annientata alle porte della capitale nordafricana dai corsari di Hassan Agha, che reggono la città per conto del sultano di Costantinopoli. I corsari sono in gran parte dei rinnegati, ossia degli europei cristiani che hanno abbracciato l'Islam, per interesse, come scelta di libertà o più semplicemente per poter saccheggiare navi e depredare coste nel Mediterraneo sotto la protezione della Sublime Porta. Anche Redouane e Othmane, i protagonisti del romanzo, sono dei corsari rinnegati. Il primo albanese, il secondo tedesco, ex lanzichenecchi, hanno scelto là libertà di Algeri, da dove salpano sul loro sciabecco per le scorrerie e dove credono, di poter vivere indisturbati la loro storia d'amore proibita. Othmane però commetterà l'errore di invaghirsi di un giannizzero, uno dei fanatici e spietati cani da guardia del sultano, e trascinerà anche Redouane in un gorgo di vendette, agguati, intrighi.
Cristiani di Allah : un noir mediterraneo / Massimo Carlotto
Roma : E/O, copyr. 2008
Abstract: Algeri, 1541. Il Mediterraneo è teatro di guerre, razzie, traffici di schiavi, scontri ideologici e religiosi. La possente armata di Carlo V, punta di lancia della Cristianità, viene annientata alle porte della capitale nordafricana dai corsari di Hassan Agha, che reggono la città per conto del sultano di Costantinopoli. I corsari sono in gran parte dei rinnegati, ossia degli europei cristiani che hanno abbracciato l'Islam, per interesse, come scelta di libertà o più semplicemente per poter saccheggiare navi e depredare coste nel Mediterraneo sotto la protezione della Sublime Porta. Anche Redouane e Othmane, i protagonisti del romanzo, sono dei corsari rinnegati. Il primo albanese, il secondo tedesco, ex lanzichenecchi, hanno scelto là libertà di Algeri, da dove salpano sul loro sciabecco per le scorrerie e dove credono, di poter vivere indisturbati la loro storia d'amore proibita. Othmane però commetterà l'errore di invaghirsi di un giannizzero, uno dei fanatici e spietati cani da guardia del sultano, e trascinerà anche Redouane in un gorgo di vendette, agguati, intrighi.
Gallimard, 1996
Abstract: Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Meursault è un eroe "assurdo", e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire
11. ed
[Milano] : Bompiani, 1998
Abstract: Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Meursault è un eroe "assurdo", e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire