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Trovati 711 documenti.
Marietti 1820, 2024
Abstract: «Il filosofo non insegna agli uomini un mestiere particolare, e neanche li prepara a una professione particolare, ma cerca di trasformare la loro sensibilità, il loro carattere, il loro modo di vedere il mondo o di rapportarsi con gli altri uomini. Si potrebbe dire che insegna loro il mestiere dell’uomo». Se il compito della filosofia è più quello di educare che di informare, allora la filosofia è proprio l’educazione degli adulti. È in questi termini che Pierre Hadot evoca una concezione della filosofia come stile di vita che tutta la sua opera ha brillantemente contribuito a far rivivere. Grande lettore di filosofi antichi, da Socrate e Platone a Epitteto, Marco Aurelio e Plotino, ma anche di filosofi moderni e contemporanei, da Montaigne e Cartesio a Nietzsche e Merleau-Ponty, in questa raccolta di testi, rari o inediti, Hadot rilegge la storia del pensiero per aiutarci a riorientare la nostra vita e a reimparare a vedere il mondo. Siamo dunque pronti a farci (tras)formare dalla filosofia?
Marietti, 1988
Abstract: Pur essendo una presenza viva e costante sulla scena filosofica europea almeno da una quindicina d'anni, a partire cioè dai saggi di "Transformation der Philosophie" del 1973, il pensiero di Karl-Otto Apel non era stato fino ad oggi, neppure in Germania, fatto oggetto di un'interpretazione tanto appassionata quanto quella che gli dedica ora, con questo volume, Stefano Petrucciani. Attenta soprattutto agli sviluppi ultimi, ancora poco noti in Italia, dell'indirizzo pragmatico-trascendentale di Apel, la monografia di Petrucciani si segnala per un duplice ordine di motivi. Innanzi tutto, essa è una ricostruzione molto accurata e minuziosa dei capisaldi di questa filosofia, ripercorsi in tre capitoli dedicati, rispettivamente, all'idea di semiotica trascendentale, all'analisi dell'etica implicita nell'argomentare e, infine, alla revisione della controversia epistemologica circa il rapporto fra spiegazione e comprensione. Per altro, la ricostruzione di Petrucciani non è meramente storiografica, ma è sorretta da una robusta intenzione teoretica. L'itinerario di Apel viene rieseguito, infatti, nell'ambito di un confronto critico serrato e polemico nei confronti delle impostazioni del neopositivismo, da un lato, e del neostoricismo, in primo luogo quello ermeneutico, dall'altro. Sulla scorta soprattutto dell'ultimo Apel, Petrucciani indirizza la sua interpretazione ad accentuare un'idea trascendentale e "forte" di ragione. Rimane così sullo sfondo l'altra dimensione, quella originaria e più decisamente "pragmatica", del pensiero di Apel, che all'eredità della retorica aveva dedicato il suo primo grande lavoro il saggio del 1963 su "L'idea di lingua nella tradizione dell'umanesimo" da Dante a Vico
Storia del pensiero scientifico : da Galileo Galilei a Marie Curie / Marco Ciardi
Carocci, 2025
Abstract: La scienza non è solo un insieme di dati, formule e nozioni, macchine e marchingegni. È soprattutto un modo di pensare. Per comprendere le idee e i valori che la caratterizzano, è dunque necessario raccontare non una storia della scienza e della tecnica, elencando le scoperte, le teorie e le invenzioni di ogni luogo e tempo, ma una storia del pensiero scientifico. Il libro delinea le principali tradizioni di ricerca e immagini della natura che, a partire dal Seicento, hanno formato il pensiero scientifico moderno. Viene quindi mostrato come questo pensiero sia stato distorto, con gravi ripercussioni sulla diffusione dello spirito critico, sull'educazione alla cittadinanza e sulla tenuta delle democrazie e, considerando una scala più ampia, sulla capacità di gestire il pianeta nel quale ci è capitato di vivere. Tale distorsione, inoltre, ha generato esiti paradossali. Ad esempio, quello per cui è possibile svolgere una professione scientifica senza essere realmente consapevoli dei principi alla base del pensiero scientifico moderno, come la pace, i diritti umani, civili e sociali, l'uguaglianza di genere.
La filosofia non è una barba / Matteo Saudino
Vallardi, 2020
Abstract: Perché Eraclito morì sepolto vivo sotto il letame? Cosa ci raccontano il dolce morire di Democrito in una vasca piena di miele e il tuffarsi nell’Etna di Empedocle? Perché Thomas More fu decapitato e Giordano Bruno arso vivo? Cosa nascondono la cicuta di Socrate, la polmonite di Descartes e la pleurite di Schopenhauer? Per Matteo Saudino, il Prof più seguito d'Italia, morire è l'atto più filosofico del nostro vivere. La morte è un caleidoscopio attraverso cui osservare frammenti di puzzle esistenziali e ricostruire trame del pensiero. Partendo dal racconto delle memorabili morti di quindici grandi filosofi, Saudino ci svela lo stretto legame che intreccia vita e pensiero: ecco quindi che nella loro fine ritroviamo l'essenza del loro sistema filosofico che, così raccontato, ci appare inaspettatamente chiaro, logico, lineare e, soprattutto, indimenticabile. Una prospettiva originale e intrigante per comprendere a fondo il pensiero dei grandi filosofi e arricchire la nostra conoscenza.
I sette saperi necessari all'educazione del futuro / Edgar Morin
Milano : R. Cortina, 2001
Abstract: Come considerare il mondo nuovo che ci travolge? Su quali concetti essenziali dobbiamo fondare la comprensione del futuro? Su quali basi teoriche possiamo appoggiarci per vincere le sfide che si accumulano? Edgar Morin che ha consacrato gran parte della sua opera ai problemi di una riforma del pensiero e di una conoscenza adeguata, propone qui sette saperi fondamentali che l'educazione dovrebbe trattare in ogni società e in ogni cultura.
Sellerio, 2025
Abstract: Una rivalutazione, e un’appassionata riabilitazione, di una «tradizione ombra» del pensiero, il pessimismo filosofico. La filosofa Mara van der Lugt utilizza una storia delle idee – originale, vasta, profonda –, assai più che per fare storiografia, per affrontare quello che per Schopenhauer era il tema dei temi: «del male mostruoso e senza nome, della tremenda, struggente infelicità a questo mondo». «Il precipitato insolubile» di tutta l’esperienza degli esseri, umani e non umani. L’autrice mette a dibattito tra loro «alcune delle pagine più oscure della filosofia», per condurre alla conclusione che il pessimismo, bistrattato e sottovalutato, sia in realtà la vera risorsa morale per recuperare qualcosa di rilevante e urgente per noi ancora oggi: la compassione, la consolazione di fronte alla fragilità della vita, e, in ultima analisi, la speranza. La scelta cade sui filosofi, noti e meno noti, tra XVII e XVIII secolo (ma si discute anche di odierne posizioni antinataliste): Bayle, Malebranche, Maupertuis, Leibniz, Voltaire, i deisti, Rousseau, Hume, Kant, Schopenhauer, spesso colti nelle loro pagine più segrete. Una scelta che dipende da varie ragioni. Prima di tutto perché è Bayle che supera l’impostazione medievale del problema del male (il male come peccato e punizione) per identificare il male come sofferenza (anche degli animali). È da questo che deriva il nesso tra il male e il pessimismo: il problema del male diventa domanda sul senso della vita, da cui l’opposizione all’ottimismo e la discussione sulla capacità e la possibilità esistenziale di essere felici. Ma la scelta dei nomi dipende soprattutto dal fatto che sono questi i pensatori più «coinvolti», quelli che avvertono l’urgenza di ciò che è attuale fino ad oggi e rischia di essere taciuto e frastornato: vale a dire l’obbligo di non considerare la sofferenza come una non-entità, di «non minimizzare il dolore, il lutto», il fallimento. Per dichiarazione dell’autrice, Materie oscure mette l’enfasi sulla filosofia più che sulla sua storia. Usa il metodo «dialogico» di considerare i filosofi in dibattito tra loro, al di sopra del tempo, dando allo studio una impronta etico-valutativa affinché le grandi questioni della «giustificazione dell’esistenza» (spesso abbandonate da una filosofia che ha perso interesse per il singolo, per «l’intimità», per il «personale») possano risuonare per noi oggi. «Attualmente nella nostra cultura ha prevalso una narrazione: sei tu il responsabile della tua felicità. Il rovescio della medaglia è che allo stesso tempo se non siamo felici è perché stiamo sbagliando. La vulnerabilità diventa una colpa. L’idea priva di compassione che siamo noi stessi la causa della nostra (in)felicità è che nessuno ha più motivo di occuparsi della sofferenza altrui. Ecco l’etica del pessimismo: un’immediata apertura a una forma compiuta e incondizionata di compassione. È ok non essere ok»
Mimesis, 2014
Abstract: Il ghetto di Terezin, nella sua unicità, era parte organica e funzionale del sistema dei campi di concentramento e sterminio nazisti. Al suo interno, in terribili condizioni, si consumò l'esperienza artistica più paradossale della storia europea. Quali furono le premesse storiche e ideologiche che portarono alla sua istituzione? Quali erano le logiche che ne regolavano il funzionamento? In che modo vanno intese e interpretate la musica e le opere che sono sopravvissute alle sue vittime? Dalla ricostruzione storica all'interrogazione filosofica, questo libro ricostruisce e analizza le cause e le conseguenze della tragica frattura di un'alleanza che, sino all'avvento dei totalitarismi, sembrava dominare lo spirito dell'Occidente. L'alleanza tra arte ed estetica e i più alti valori dell'umanità.
Palermo : Sellerio, copyr. 1999
Abstract: Senza Aristotele niente Sherlock Holmes. È questa, verosimilmente, l'idea alla base di questo giallo investigativo. Il metodo del tipo di detective alla Sherlock Holmes non sarebbe stato possibile se non applicando il metodo dimostrativo della logica aristotelica al crimine. Stefanos, un simpatico giovanotto dell'Atene del IV secolo, dunque, guidato dallo Stagirita che non si muove di casa come Nero Wolfe, indaga sull'assassinio di un ricco oligarca, di cui è accusato ingiustamente il cugino, esule per un precedente errore. Al primo omicidio, ne segue un secondo, e tra colpi di scena, travestimenti, testimonianze reperite avventurosamente, Aristotele alla fine scioglie l'enigma e consente al giovane di smascherare il vero assassino.
Fatatrac, 2024
Abstract: Sfatiamo i cattivi presagi con la volontà di ricercare il bene in qualsiasi avversità. Il destino è nelle nostre mani, la sfortuna non esiste. Per migliaia di anni i corvi hanno gracchiato, e per migliaia di anni gli uomini hanno temuto di leggere in quel gracchiare dei cattivi presagi. Ma da cosa dipende la nostra felicità? Da un uccello? Da un segno? Da una premonizione del futuro? Il filosofo greco Epitteto ci invita a non fidarci dei presagi e a ricercare il meglio per noi in ogni avvenimento della vita.
Fatatrac, 2024
Abstract: Solo immergendosi nella realtà riusciamo a pensare correttamente. Una colomba, che si libra nell’aria grazie alle sue ali, potrebbe pensare che sarebbe molto più libera se non dovesse affrontare il vento e i suoi capricci. Ma non si accorge che è proprio lui a sostenerla, e che il volo degli uccelli, proprio come il pensiero dell’uomo, deve essere immerso nei limiti della realtà per potersi dispiegare pienamente.