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Trovati 449916 documenti.
Terre d'avventura : Amazzonia, Sahara, Kalahari, Lapponia, Congo, Melanesia / Folco Quilici
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: Un viaggio nei cinque continenti: sulle orme delle ultimi tigri del Bengala alle foci del Gange; insieme ai garimpeiros in cerca di diamanti nei fiumi disseccati dell'Amazzonia; tra gli uomini e le donne delle ultime etnie primitive; accanto ai cacciatori di materie prime preziose nel Sahara o nei laghi salati delle Ande. Un mosaico di esperienze, una incastrata nell'altra, sempre motivo di stupore, di entusiasmo e paura, e sempre spunto di riflessione. Il testo presenta conversazioni con personaggi come Claude Lévi-Strauss e Jean Rouch, lo storico Fernand Braudel e i geografi Giorgio Mannelli e Claude Spaak.
Un Natale in prigione : ricordo di guerra / Roberto Denti
Novara : Interlinea, 2009
Abstract: Nel dicembre del 1944 Roberto Denti si trova nelle carceri di Cremona. Lì, ventenne, fa esperienza di umanità e ha tempo per letture nuove e formative, ma soprattutto è testimone di un fatto straordinario che fino a oggi non aveva voluto raccontare: lo fa ora con la semplicità della memoria, senza artifici retorici: «Ancora adesso mi sento coinvolto - non colpevole - in un fatto che si è svolto in tempo di guerra e che resta sempre un'incredibile storia d'amore».
Una donna turchese : Serra Yilmaz e tante altre donne in Turchia / Andreina Swich con Serra Yilmaz
Milano : Baldini Castoldi Dalai, 2009
Abstract: Serra Yilmaz, attrice e intellettuale nota in tutto il mondo e, da anni, molto amata anche in Italia soprattutto grazie ai film di Ferzan Ozpetek, è la donna turchese, perché così la definì una ragazza in Francia - Viene dalla Turchia? È turchese allora! - definizione che piacque a Serra perché se, da un lato, ama il suo Paese, dall'altro detesta ogni forma di connotazione nazionalistica. Turchese sono anche il suo colore preferito, la pietra dura dei suoi orecchini e delle sue innumerevoli sciarpe, i suoi grandi occhi e la sfumatura che ha spesso nei capelli. È la sua storia personale, corredata da un apparato fotografico, a guidarci in questo viaggio, una storia che si intreccia inevitabilmente a quella della Turchia - di cui da tempo si discute in vista del suo ingresso in Europa - e che diviene il filo conduttore di un percorso attraverso la condizione delle donne di questo Paese. Non figlie dell'Islam, o meglio, non solo figlie dell'Islam, non tutte figlie dell'Islam, ma semplicemente e, prima di tutto, donne, al di là di ogni connotazione religiosa. E donne anche molto combattive. Se non lotti non esisti, dice una di loro a proposito delle conquiste ottenute con la recente riforma del codice civile e penale.
Bologna : Il Mulino ; [Pieve Santo Stefano] : Fondazione Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, 2009
Abstract: Sogni e spavalderie di chi si inerpica nella vita pedalando col vento in faccia, paura e senso del dovere della staffetta partigiana che pedala per la libertà d'Italia. I brani di diari raccolti in questo volume ci parlano di un mezzo di locomozione che ha rivoluzionato i costumi del paese. Bicicletta sovversiva, giudicata inadatta a donne e sacerdoti in quanto macchina infernale, pericolosa incarnazione della modernità. Bicicletta dapprima aristocratica, mezzo costoso e inadatto alle disponibilità economiche dei più. Poi, col Novecento, bicicletta democratica, mezzo di trasporto di impiegati e di operai, uomini della strada che non faticano a identificarsi negli eroi di quel Giro d'Italia che inizia a entusiasmare gli animi. Parlare della bicicletta, dice Marc Augé - e ce lo rammenta Stefano Pivato nell'Introduzione a questa raccolta - non significa rievocare soltanto ricordi personali, ma ripercorrere una storia condivisa da milioni di altre persone. Così la dimensione autobiografica delle pagine qui pubblicate si apre, prende respiro e ci regala un quadro inedito della nostra storia recente. Tracciato da un punto di vista particolare e privilegiato: il sellino della bicicletta.
Novara : Interlinea, 2010
Abstract: Anno 1950. Un giovane diplomatico polacco. Sposato con una pianista italiana, viene richiamato a Varsavia; dopo alcuni mesi, i due decidono di fuggire dalla Polonia stalinista con l'intento di raggiungere l'italia. Inizia da qui la cronaca dei fatti di Mya Tannenbaum: numerose le vicissitudini e gli incontri. Da un lato c'era una Polonia ostile, forse incompresa. Dal lato opposto c'era la Polonia della nostalgia e dello struggimento di un grande polacco in esilio: Fryderyk Chopin.
Milano : Mondadori, 2010
Abstract: Il 14 giugno 1940 le truppe naziste entrano a Parigi, occupando la città. Qualche giorno più tardi, da Radio Londra, il generale Charles De Gaulle lancia il suo appello alla resistenza. Il 20 giugno Agnès Humbert annota nelle prime pagine del suo diario: Questa sera non ho cercato di farla finita perché mi ha dato una speranza che adesso nulla potrà più spegnere. Storica dell'arte e funzionarla al Musée national des Arts et Traditions populaires, Agnès, allora quarantaseienne, fa parte del gruppo di intellettuali che diedero vita alla prima e fondamentale rete della Resistenza francese: L'unico rimedio per noi è riunirci, una decina, non di più. Incontrarci in un giorno fisso, per comunicarci notizie, redigere e distribuire volantini, fornire resoconti della radio francese di Londra. Non nutro molte illusioni sull'efficacia della nostra azione, ma sarà già un successo se riusciremo a mantenere il nostro equilibrio mentale. A rischio della propria vita e di quella dei suoi familiari, Agnès si dedica anima e corpo alla lotta contro il nazismo, dalla protezione dei compagni alla propaganda, ricorrendo a ogni genere di escamotage e fondando insieme agli altri il giornale clandestino Résistance.
Cuba a modo mio : antimemorie / Alfredo Bryce Echenique ; a cura di Bruno Arpaia
Parma : Guanda, 2010
Abstract: Con l'isola della rivoluzione, Alfredo Bryce Echenique ha avuto un rapporto diversissimo da quello dei suoi quasi coetanei Garcia Marquez, Cortàzar, Vargas Llosa... Lo scrittore peruviano non è mai stato molto interessato all'aspetto politico dell'esistenza: per lui contano soprattutto i rapporti umani, filtrati alla luce della sua affilatissima ironia. Ma apprende comunque con stupore di essere su una lista nera di scrittori che non devono essere invitati a Cuba. Una sera, esule a Parigi, ubriaco perso, ne chiede conto a Roberto Fernàndez Retamar, poeta e ministro della Cultura cubano. Di lì a poco sarà invitato all'Avana come giurato del Premio Casa de las Américas. E qui cominciano le ripetute avventure a Cuba di Bryce Echenique, pochissimo interessato ai convegni letterari e alle riunioni politiche, moltissimo alle amicizie, al buon vivere e a un'affascinante donna cubana con cui avrà una storia. Diventerà simpatico a Fidel Castro e avrà moltissimi incontri con personaggi famosi. Tornerà sull'isola altre volte, lascerà la cubana, metterà a nudo le pochezze del regime, si ubriacherà, per la sua ingenuità si troverà al centro di grossi equivoci con l'ufficialità, incontrerà una delle nipoti di Hemingway, racconterà l'ambiente letterario latinoamericano, darà la sua esilarante versione di una gita sullo yacht di stato con Felipe Gonzàlez, Javier Solana e Fidel Castro, lancerà frecciatine a Garcia Màrquez...
: Corbaccio, 2010
Exploits Corbaccio
Abstract: Gerlinde Kaltenbrunner è una delle alpiniste d'alta quota di maggior successo. Nel 2008 è arrivata in vetta al suo undicesimo ottomila, il Dhaulagiri, sul quale aveva rischiato la morte un anno prima, nel 2009 ha raggiunto con il marito Ralf Dujmovits la vetta del Lhotse che l'aveva in precedenza costretta due volte alla ritirata, il 23 maggio 2010 è arrivata in vetta all'Everest dal versante Nord. Infermiera diplomata, ha ripetutamente dimostrato di saper valutare bene i rischi, per esempio nel 2005 sullo spigolo settentrionale dell'Everest, dove Gerlinde Kaltenbrunner salvò la vita a un compagno, non esitando a interrompere la spedizione in un momento in cui aveva la vetta già davanti agli occhi. La Kaltenbrunner sale gli ottomila senza ossigeno e senza portatori d'alta quota. Per l'alpinista austriaca i record e le vittorie sono solo un aspetto secondario della sua attività, tant'è, per esempio, che ha raggiunto la vetta del Broad Peak in compagnia della sua principale concorrente, la spagnola Edurne Pasabàn. Le cose che più contano per lei sono la bellezza delle montagne, i momenti magici nei campi in alta quota e l'incomparabile felicità di arrivare in vetta, poco importa se nell'Himalaya o sui monti di casa.
Roma : Minimum fax, 2010
Abstract: Questo libro nasce la notte del io dicembre 1983 in un ristorante di Buenos Aires. Dopo sette anni di dittatura militare ferocissima, di omicidi di stato, di voli della morte, di torture e sparizioni, il giornalista Hugo Paredero sta festeggiando, come tutta l'Argentina, il ritorno alla normalità. A un tratto dal tavolo accanto sente due bambini che parlano: Perché tutti quanti sono diventati contenti all'improvviso? Perché è arrivata la democrazia. E allora se gli piaceva tanto perché non l'hanno fatta venire prima? Perché hanno dovuto discutere per un saaacco di tempo con i signori col berretto. Quando Paredero esce dal ristorante, sa che libro deve scrivere: la storia della dittatura raccontata esclusivamente dai bambini. Ci metterà più di un anno per fare tutte le interviste, coinvolgendo bambini di ogni estrazione sociale, figli di desaparecidos come di militari, e più di due decenni per trovare un editore disposto a pubblicarglielo. Introdotta dalla prefazione di Marco Bechis, regista di Garage Olimpo, questa è la prima traduzione italiana di un libro unico: commovente, civile, necessario. Un atto d'amore verso i testimoni più innocenti della brutalità della storia.
Mango curry e souvenir / Yasmin Alibhai-Brown ; traduzione di Federica Oddera
Vicenza : Pozza, 2010
Abstract: Sotto il letto tenevo la valigia, piccola in apparenza, / e dentro di essa le mie poche preziose proprietà... / Una foto di mia madre che mi sorride disperata tra saluti e domande. / Un orologio rotto con le lancette ferme: così Ayar Ata, poeta e profugo curdo a Londra, ha espresso l'attaccamento dei viandanti globali alle loro cianfrusaglie, potenti promemoria portatili di perdite e conquiste. Yasmin Alibhai-Brown non è sfuggita a questa mania. Ovunque vada, si trascina dietro borse piene di vecchie istantanee della sua università in Uganda e svariati e inutili souvenir. Nella sua cucina londinese conserva i sacri reperti di famiglia, gli utensili in cui è racchiusa e simbolicamente rappresentata la loro storia migrante: un vecchio arnese di legno per grattugiare la polpa delle noci di cocco; un oggetto per impastare il pane indiano; un enorme karai di acciaio, la versione indiana del wok. E poi pentole e padelle, portate via da Kampala nel 1972, l'anno in cui Idi Amin, il sadico dittatore africano, bandì gli asiatici dall'Uganda. Un singolare destino ha, infatti, trasformato tutti i membri della famiglia dell'autrice in eterni emigranti al seguito dell'incessante movimento dell'era moderna. Tuttavia, anche se non esiste luogo sulla terra che possano considerare loro, Yasmin e i suoi hanno qualcosa in comune che si trasmette di generazione in generazione: il cibo... Un'evocativa storia culturale e culinaria di un popolo ricco di grandi tradizioni e di memorie condivise.
Dell'amore e del dolore delle donne / Umberto Veronesi
Torino : Einaudi, 2010
Abstract: In questo libro si parla di vita. Di amore, volontà, gioia, amicizia, dolore. Di scienza e fede, di corpo, piacere e cibo. E in particolare si parla tanto, profondamente, di madri e figli. Sono molte le voci che si intrecciano in queste pagine, voci che provengono dal lontano passato del secondo conflitto mondiale, dagli anni difficili e pieni di speranza del dopoguerra, e dall'oggi Un uomo decide di raccontare la propria storia. Le battaglie etiche e scientifiche che lo hanno visto protagonista. E lo fa attraverso le storie delle molte donne che ha incontrato lungo tutta la sua vita, con le quali ha condiviso sentimenti, amicizie e lavoro. Donne che di volta in volta si sono impegnate in una battaglia: contro la guerra, i pregiudizi, la malattia, la paura. Contro la moralità, i dogmi religiosi, la disinformazione, l'ipocrisia. O semplicemente contro la consuetudine e il senso comune: né buoni né cattivi, semplicemente granitici. Donne che hanno deciso, ognuna a proprio modo e con la propria voce o afonia, di combattere e di non cadere. E soprattutto di non rinunciare, difendendo con un sorriso, sopra i denti stretti, se stesse, i propri affetti e ciò in cui credono. Così proprio il fatto che a raccontare sia un uomo, permette di penetrare senza ipocrisie o sbavature retoriche un universo tanto connotato e a raccontare, senza imbarazzi e forzature, un mondo intimamente femminile.
Il midollo del leone : riflessioni sulla crisi della politica / Alfredo Reichlin
Roma ; Bari : Laterza, 2010
Abstract: Non ho la pretesa di scrivere la storia della sinistra e non voglio nascondere i suoi errori. Mi sembra giusto, però, dire ai giovani di oggi che non partono da zero. È bene che agiscano in modi molto diversi da noi, ma non è sul nulla che poggiano i piedi. Sappiano che la lotta che noi affrontammo nei decenni passati non può essere ridotta a uno scontro tra libertà e totalitarismo. In Italia, almeno, fu una lotta per la democrazia. È così, alla luce di questi pensieri, che Alfredo Reichlin ricorda le vicende della sua generazione. Dalla Resistenza alla ricostruzione, dalla svolta atlantica di Berlinguer allo sfaldamento del Pei, Reichlin racconta le sue esperienze come direttore de l'Unità nel '56 e di segretario della federazione pugliese del Pei negli anni Sessanta, le discussioni accese sui movimenti del '68 e del '69, la nuova stagione della sinistra negli anni di D'Alema e di Prodi fino ad arrivare a oggi, alla critica netta al riformismo dall'alto che contraddistingue l'attuale dirigenza del PD, sempre meno capace di ascoltare il paese. Con una speranza: che la società italiana ritrovi il midollo del leone, come Italo Calvino definì il nutrimento di una morale rigorosa e di una padronanza della storia.
Il primo giorno di scuola : un'epica per gli insegnanti / a cura di Luciana Pasino e Pompeo Vagliani
Torino : Società editrice internazionale, 2010
Abstract: Questo libro racconta il primo giorno di scuola. Lo racconta però dalla parte degli insegnanti, non come il ricordo infantile e forse nostalgico di una tappa di passaggio. Con quali pensieri, timori, progetti entravano ed entrano in classe gli insegnanti di ieri e di oggi? Il volume raccoglie brevi testi dal 1860 alla contemporaneità che raccontano le esperienze di maestri, professori e alunni: si va da classici quali De Amicis, Serao, Negri, don Milani, fino ai contemporanei Starnone, Mastrocola, Bajani; e insieme a loro autori meno noti ma altrettanto rappresentativi della nostra realtà scolastica (e letteraria). Mettendo in fila per due tutti questi brani, il progetto del libro, nato con spirito leggero tra il memoriale e il goliardico, ha assunto l'appassionante aspetto di una lettura della storia d'Italia, con momenti di straordinaria attualità. Perché la storia dell'unità d'Italia comincia insieme a quella della scuola italiana: una storia che dalle eroiche imprese delle maestrine di paese giunge fino alle imprese eroiche degli insegnanti delle nostre periferie urbane. Il volume, strutturato in forma antologica, presenta una cinquantina di brani: resoconti di vita scolastica in presa diretta, memorie autobiografiche, storie romanzate, in buona parte provenienti dal Museo della Scuola e del Libro per l'Infanzia di Torino, organizzati in sezioni e preceduti da una nota biografica a cura di Luciana Pasino e Pompeo Vagliani.
Al sangue / Anthony Bourdain ; traduzione di Stefano Valenti
Milano : Feltrinelli, 2011
Abstract: Ecco l'atteso seguito di Kitchen Confidential. Dieci anni dopo la pubblicazione del libro in cui venivano rimarcate le idiosincrasie e i pericoli che si nascondevano nell'andare a cena fuori, molte cose sono cambiate nella sottocultura degli chef. Con il suo stile sempre graffiante, Bourdain mostra quello che si cela nelle cucine, racconta l'attuale pessimo stato della ristorazione, e infine descrive alcuni dei grandi nomi del mondo culinario: David Chang, la giovane superstar che ha radicalizzato in questi ultimi anni il paesaggio della cucina (unendo a quello europeo il gusto asiatico), e la tanto venerata Alice Waters, la cuoca californiana che è riuscita a far seminare un orto nella Casa Bianca a Michelle Obama. Il riflesso della crisi economica sul mercato e sugli obiettivi dei grandi cuochi diventa occasione per una valutazione attenta dell'industria culinaria, tra cui l'hamburger e la cultura alimentare che lo sostiene, la pessima qualità della carne e le sue conseguenze sulla salute umana. La conclusione a cui giunge Bourdain è pertanto meno carne ma carne migliore, ma pur sempre condita dal suo inarrivabile sarcasmo acido.
Ghiaccio vivo : storia e antropologia dei ghiacciai alpini / Enrico Camanni
Scarmagno (Torino) ; Ivrea ; Torino) : Priuli & Verlucca, 2010)
Abstract: I montanari del Seicento vissero l'avanzata dei ghiacciai alpini come una maledizione, perché una teologia infarcita di mito e superstizione attribuì la Piccola età glaciale alle colpe degli uomini. Ma nel Settecento l'inferno è diventato il paradiso, attraverso la progressiva rivalutazione dell'alta montagna e la percezione positiva dei ghiacciai, rivelatisi nella rappresentazione artistica, nell'avventura alpinistica e nella colonizzazione turistica. Al termine di un lungo processo di riconversione simbolica, i cittadini del ventunesimo secolo vivono in modo perturbante la scomparsa dei ghiacciai alpini. Se i nostri antenati temettero la discesa dei fiumi gelati, fonte di disordine e distruzione, al contrario noi temiamo e subiamo la salita dello zero termico e l'arretramento delle nevi in quanto agenti di minaccia, e immagini capovolte del male. Il «drago» delle paure e delle leggende primordiali si libera dal suo gelido sudario e riappare negli incubi notturni dell'improvvido popolo di internet al tempo del disgelo. La colpa contemporanea è annidata nel dubbio inespresso che un patto sia stato tradito e un equilibrio incrinato per sempre. Il disordine etico, il nichilismo del mercato, la morte di Dio trovano una rappresentazione fisica e simbolica nello smagrimento dei ghiacciai, candide vittime di un'anoressia incurabile.
Vivalda, 2010
Abstract: Ritorna Dusan Jelincic col racconto dell'esperienza sul suo terzo ottomila, il Gasherbrun II (8035 m.) salito nel 2003, dopo il Broad Peak e l'Everest. Triestino di nascita, ma sloveno di origine, soffre questa condizione di straniero in patria, costretto a scontrarsi con pregiudizi e incomprensioni. Primo triestino comunque ad aver salito un ottomila, quando viene invitato ad aggregarsi ad una spedizione composta dai triestini Marco Tossutti, Sandra Canestri e Miro Chert e dai tarvisiani Nives Meroi, Romano Benet e Luca Vuerich, aderisce con entuasiasmo. Fa parte della spedizione anche Gianbattista Galbiati di Bergamo. Ma per il suo carattere schivo e introverso, Jelincic affronta questa avventura con timore reverenziale verso colleghi più famosi di lui. Il libro riflette questo suo atteggiamento introspettivo, pieno di dubbi e sempre alla ricerca di risposte alle sue domande interiori, non solo alpinistiche ma anche filosofiche e politiche. Il libro ci restituisce non solo un alpinista di valore, ma anche un uomo di grande spessore, acuto osservatore del mondo che lo circonda, in particolare quello dei nativi e degli sherpa, dell'organizzazione pletorica e talora contradditoria delle spedizioni viste dal di dentro, delle rivalità tra cordate di nazionalità differenti, ma anche dello spirito di cameratismo e di solidarietà che nonostante tutto questo mondo degli scalatori sa esprimere.
Milano : Dalai, 2011
Abstract: Prima di Ibra, Messi e Cristiano Ronaldo c'erano loro: Magic Johnson e Larry Bird. Erano gli sportivi più famosi del pianeta, quelli che facevano vendere le maglie con il loro nome e il loro numero e le scarpe che indossavano sul parquet. Il basket erano loro e agli inizi degli anni Ottanta anche l'Italia se ne accorse, grazie alle telecronache di Dan Peterson, che fecero conoscere a tutti lo Showtime dei Los Angeles Lakers e il gioco sobrio ed efficace dei Boston Celtics. Rivali fin dai tempi del college, poi nemici, infine amici (ma sempre rivali) e soprattutto consci della necessità della presenza in campo dell'altro. Perché i Lakers, neri allenati da un bianco, avevano bisogno dei Celtics, allenati da un nero e con star bianche, così come Magic aveva bisogno di Bird. E viceversa. Oggi quei due grandi giocatori hanno scritto un libro insieme per raccontare la loro epopea assieme a quella di altri campioni come Kareem Abdul-Jabbar, Doctor J e Michael Jordan. Dalle sfide universitarie al Dream Team di Barcellona '92, probabilmente la squadra più forte di sempre, sicuramente la più spettacolare. Per ricordare i tempi in cui il basket, e non solo, erano loro due.
Soveria Mannelli : Rubbettino, 2011
Abstract: Uomini e donne impegnati in missioni di pace visti da vicino come mai prima d'ora, con i loro dubbi, ansie, speranze, frustrazioni, tra successi e sconfitte, vite sul filo del rasoio e situazioni estreme. Episodi indediti di spedizioni ai confini del mondo. Storie dal tormentato Afghanistan, dove ci siamo dentro fino al collo, che emergono dal buio tunnel dove la comunità internazionale si è infilata e da cui stenta ad uscirne fuori. Eroi autentici ed eroi per caso, generali e diplomatici, cooperanti e reporter d'assalto, ma anche soldati semplici e gente comune, tutti narrati con lo stile del peacekeeper. Prefazione di Ennio Mentana.
Mordecai / Mordecai Richler, Noah Richler, Matteo Codignola ; a cura di Matteo Codignola
Milano : Adelphi, 2011
Abstract: Richler nei suoi panni più irascibili, quelli di piazzista di se stesso; nel ricordo di suo figlio durante una visita sul set della Versione di Barney; e al centro del tornado scatenato dieci anni fa, e che a intervalli regolari si riaccende. Un omaggio al ragazzo irresistibile che gli italiani continuano a considerare uno di loro.
Classico ribelle / Giovanni Allevi
Milano : Rizzoli, 2011
Abstract: Questo libro raccoglie il pensiero appassionato e profondo di Giovanni Allevi, il suo rapporto tra tecnica e ispirazione fino alla teorizzazione della definizione di musica classica contemporanea; l'impegno di costruire un linguaggio espressione del mondo in cui viviamo; il corpo a corpo fecondo con una Accademia che vuole perpetuare se stessa, incurante dello scorrere del tempo nella società che la circonda. Dalla sua esperienza e riflessione di musicista e compositore per cui la semplicità è una conquista quotidiana - in dialogo e superamento continuo rispetto alle influenze più varie da Pitagora a Bach, da Parmenide al falsificazionismo popperiano - emergono una filosofia della dedizione e un'etica fondata sulla ricchezza irripetibile dell'individuo. Classico ribelle ha il senso di una condivisione di lezioni apprese, di un inedito metodo per armonia esistenziale, di una sorta di manuale di felicità laterale, in cui tutti potranno riconoscersi e ritrovare il senso della propria unicità. Per partire ogni giorno alla ricerca di quel lampo di poesia che si nasconde tra le pieghe dell'esistenza.