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Trovati 2486 documenti.
Esercizi di stile / Raymond Queneau ; introduzione e traduzione di Umberto Eco
Einaudi, 1983
Abstract: L'ironia è una delle caratteristiche principali delle opere di Queneau, unita a una sperimentazione rigorosa: se è vero, allora questo libro è esemplare. C'è un solo episodio, con un unico personaggio, ma ci sono 99 modi per raccontarlo, 99 esercizi di stile sempre nuovi e sorprendenti, che passano in rassegna ogni genere letterario, dal dramma alla lirica giapponese, e tutte le figure retoriche. È un gioco lessicale, è l'autore che si diverte a giocare con le parole, a frammentarle, a ricostruirle, a strutturare e destrutturare la sintassi, l'intera impalcatura del linguaggio scritto. Ma quella che poteva essere una vuota esercitazione accademica fine a se stessa, grazie al genio di Queneau assume una forma tanto compatta da essere usata anche come pièce teatrale e come dimostrazione gioiosa e delle infinite possibilità del linguaggio.
La joie d'amour : pour une erotique du bonheur / Robert Misrahi ; preface de Michel Onfray
J'ai lu, 2015
Torino : Einaudi, copyr. 1993
Abstract: Il presente volume, edito nella serie internazionale della collana Scrittori tradotti da scrittori, presenta un caso di traduzione tra due lingue straniere. Affiancate al testo originale di Carroll, si trovano la versione francese di Antonin Artaud e la traduzione italiana di Carlo Pasi.
Un grand jardin / textes de Gilles Clement ; dessins de Vincent Grave'
: Cambourakis, 2016
Milano : A. Mondadori, stampa 2000
Abstract: Attraverso la parabola del povero Candido, un inguaribile ottimista, il narratore continua a portare uno sguardo rapido su tutti i secoli, tutti i paesi, e di conseguenza, su tutte le sciocchezze di questo piccolo globo. Pubblicato a Ginevra nel 1759, e immediatamente ristampato a Parigi, Londra, Amsterdam e altre città d'Europa, Candido consente a Voltaire di perfezionare il nuovo genere letterario da lui creato, il conte philosophique. Le convulse e mirabolanti disavventure del protagonista offrono all'autore l'opportunità di dimostrare la vanità dell'ottimismo razionalista leibniziano, che vedeva realizzato nell'universo il migliore dei mondi possibili, nonché di sviluppare una straordinaria lezione di sopravvivenza alle catastrofi della natura e della storia.