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Walter Bonatti, stati di grazia : un'avventura ai confini dell'uomo
Museo nazionale della montagna, CAI Torino : Solferino, 2021
Abstract: Dalle prime scalate alle ultime esplorazioni, con enorme talento e una dedizione senza compromessi, per tutta la vita Walter Bonatti andò alla scoperta del mondo e di se stesso. A muoverlo era il desiderio di avventura, ma non solo: il suo rapporto con la wilderness era caratterizzato da una ricerca che all’inizio fu quasi inconsapevole, ma con gli anni si fece sempre più lucida e determinata, fino a diventare un vero e proprio esperimento. E se il suo approccio alla montagna, alla natura, all’Altro, è molto personale, sono invece universali gli spunti che ci offre per recuperare una relazione “sana” con un pianeta e una modernità alterati, nella consapevolezza della necessità di un nuovo sguardo sul mondo e sul ruolo dei suoi abitanti. Nel decennale della scomparsa di Walter Bonatti, il Museomontagna presenta la mostra Stati di grazia, frutto e coronamento del lavoro – sostenuto da: Club Alpino Italiano, Regione Piemonte, Fondazione CRT, FESR – Fondo Europeo Sviluppo Regionale – di riordino, catalogazione e digitalizzazione dell’Archivio Walter Bonatti, donato al Museo l’8 agosto 2016 dagli eredi dell’alpinista ed esploratore. L’esposizione si inserisce in un percorso strettamente integrato nell’impegno del Museo per l’incremento, lo studio e la promozione delle culture delle montagne. Con il passaggio dall’alpinismo all’esplorazione, nel 1965, Bonatti trasferì nei viaggi le capacità affinate in montagna e la voglia di cercare confini dove mettersi alla prova. La carriera di alpinista proseguì infatti con coerenza in quella di inviato-esploratore, con l’attrazione nei confronti di ambienti estremi dove cercare spazi, esperienze sensoriali, introspezione e libertà. In questo modo a Bonatti si aprì anche una diversa visione del mondo: il suo approccio, basato su una singolare miscela di solitudine ed empatia, slancio e introspezione, curiosità e prudenza, gli permise di entrare in dimensioni particolari e di sperimentare situazioni fisiche e psicologiche eccezionali, compresa quella che definiva “stato di grazia”: una condizione sospesa in cui l’impossibile cessa di essere tale, una sorta di comunione ipnotica tra l’uomo e l’ambiente, una fusione tra mondo esterno e mondo interiore. È la meraviglia di fronte alle forze della natura e la scoperta sorprendente di aver toccato e di poter superare i propri limiti.