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Trovati 61 documenti.
Lecco : Alpine Studio, 2010
Abstract: Nell’estate del 1984, Christian Doseth, Finn Dæhli, Stein Aasheim e Dag Kolsrud, quattro giovani scalatori norvegesi portarono la scalata himalayana a un livello così alto che fece compiere all’evoluzione alpinistica un balzo di oltre 15 anni!Con l’apertura di una via di 1600 metri sulla parete Est della Grande Torre di Trango, nel Karakorum, essi introdussero la filosofia del free climbing, insieme a quella dello stile alpino, in Himalaya.Pareti rocciose di pari dimensioni e difficoltà tecniche erano state scalate in altre parti del mondo, ma mai prima di allora a una simile altitudine. A due terzi della salita il sogno rischiò di infrangersi: il pilastro inferiore aveva richiesto più tempo del previsto, le scorte di cibo si stavano esaurendo e la progressione era troppo lenta. A malincuore, decisero che se avessero proseguito soltanto due di loro, col cibo rimanente avrebbero avuto maggiori possibilità di raggiungere la cima. Stein Aasheim e Dag Kolsrud tornarono indietro e seguirono dal campo base l’avanzata dei compagni. Dopo cinque giorni li videro espugnare l’inviolata parete est e poi iniziare la discesa. A metà del pilastro inferiore, Hans Christian Doseth e Finn Dæhli scomparvero improvvisamente alla vista. Più tardi i loro corpi furono individuati sul ghiacciaio ai piedi del pilastro, e prima che potessero essere recuperati furono seppelliti da una valanga. Il trionfo era finito in tragedia. Ma il ricordo della personalità e delle imprese di Doseth, da allora hanno continuato a ispirare molti scalatori. In Trango, Stein Aasheim racconta l’avventura, racconta l’amico: una storia vera che si legge come un romanzo, nelle cui pagine rivive un mito dell’arrampicata - Hans Christian Doseth, giovane, bello e vibrante, scomparso troppo presto e rimasto nella leggenda. E’ proprio tra le righe di questo libro che, nell’atto di scoprire un personaggio così ingiustamente dimenticato, affiorano i sentimenti umani più profondi che da sempre spinge l’uomo all’avventura verticale... esternando con sincerità disarmante sentimenti e pensieri che a volte non si riescono a rivelare nemmeno a se stessi.
Mustang : Himalaya che cambia / di Stefano Ardito ; con prefazione di Kurt Diemberger
Alpine studio, 2013
Abstract: Il Mustang, un angolo di Tibet all'interno del Nepal, è stato per anni tra i luoghi più segreti e più desiderati dell'Himalaya. Aspro e desertico, riparato dalle piogge del monsone dai massicci del Dhaulagiri e dell'Annapurna, deve la sua fama ai paesaggi solenni, ai monasteri buddhisti, ai suoi solitari villaggi e alla sua minuscola capitale Lo Manthang. Chiuso agli stranieri come il resto del Nepal fino al 1950, poi nuovamente inaccessibile perché base della guerriglia dei Khampa, i Tibetani che si opponevano all'invasione cinese, il Mustang è stato raccontato al mondo da autori come Giuseppe Tucci, Michel Peissel, Tiziano Terzani e Peter Matthiessen. Aperto ai trekker nel 1992, è diventato una destinazione alla moda, e ha iniziato a trasformarsi rapidamente. Il libro, che nasce da due viaggi dell'autore in Mustang, racconta come questa terra, identificata da alcuni con la mitica Shangri-La, stia cambiando. Il cambiamento climatico costringe ad abbandonare alcuni villaggi, la strada che sale da Pokhara trasforma l'economia e la società, i giovani che hanno studiato a Kathmandu portano nei villaggi la loro voglia di modernità. Prefazione di Kurt Diemberger.
Elio e il drago del tramonto / illustrazioni di Silvia Benetollo ; testo di Alberto Sciamplicotti
Alpine studio, 2020
Abstract: Elio adorava stare davanti alla TV e mangiare guardando i cartoni sull'Ipad. Un giorno, con il telefono in mano, disse al nonno: «Mi sto annoiando!» Fu così che il nonno gli raccontò di quanto fosse grande il Drago che si vede al tramonto. «Ma nonno, non esistono i draghi! Lo sanno tutti!» «Se non ci credi vieni a vederlo con i tuoi occhi!» I due si alzarono dal divano ed è così che ebbe inizio l'avventura di Elio.
Grandi amori per la montagna / di Spiro Dalla Porta Xidias
[Lecco] : Alpine Studio, 2011
Abstract: Molti sono i protagonisti dell'alpinismo Italiano ed Europeo che hanno dedicato la propria vita ad un amore assoluto per un gruppo montuoso o anche per una montagna singola. Un amore che li ha portati a gloriose imprese, divenute celebri, e che in alcuni casi ha richiesto loro il sacrificio estremo, diventando leggende. In questo libro sono raccontate la vita e le imprese di famosi alpinisti quali: Emilio Comici, Anderl Heckmair, Renato Casarotto, Jiulius Kugy, Roberto Mazzilis, Ettore Zapparoli, Kurt Diemberger, Armando Aste ed altri ancora. Personaggi, questi, che per le montagne hanno avuto una passione incondizionata. Un grande amore per le montagne.
L'uomo del Torre : pensieri nel vento / di Ermanno Salvaterra ; con Piero Calvi Parisetti
Lecco : Alpine Studio, 2011
Abstract: Il nome di Ermanno Salvaterra è oggi legato alla montagna simbolo della Patagonia: il Cerro Torre. Discendente di una famiglia di rifugisti, Ermanno ha subito il fascino della montagna fin da piccolo. Molti sono gli aneddoti delle sue scorribande nei dintorni del Rifugio XII Apostoli, gestito dai genitori, nel cuore delle Dolomiti di Brenta, dove Ermanno è stato influenzato da insoliti e inanimati consiglieri come il Campani! Basso, la Brenta Alta, il Crozzon di Brenta... insostituibili compagni che gli parlavano di gloriose giornate vissute tra roccia e aria. Un libro autobiografico, scritto a quattro mani, tra le cui pagine sono descritte le sue grandi ascensioni patagoniche. Nel finale, i due autori fanno una profonda analisi interiore delle gioie e dei dolori del voler trascorrere un'esistenza per le montagne. Ma sono sempre le esperienze patagoniche di Ermanno a parlare, con numerosi aneddoti e racconti delle sue grandi ascensioni. Un libro che rivela Ermanno Salvaterra come un uomo - e alpinista - profondamente legato al Grido di Pietra; quel Cerro Torre che ha voluto consegnare a lui le chiavi dei suoi più intimi segreti, conferendogli di diritto il titolo di Uomo del Cerro Torre.
Il guerriero dell'Est / Igor Koller ; di Igor Koller ; a cura di Luca Calvi
Alpine Studio, 2012
Abstract: Il nome di Igor Koller è legato alla grandiosa apertura della via Attraverso il Pesce sulla parete Sud della Marmolada, che nel 1981 decretò un salto di qualità tecnico e psicologico per l’apertura di vie nuove sulle Alpi. Un’impresa che aprì le porte del VII grado sulle Alpi. Quei tre giorni di ascensione portarono la scuola “cecoslovacca” alla ribalta delle cronache mondiali, considerando anche che quella che divenne poi una via simbolo in tutto il mondo fu aperta con le “babbucce della mamma” ai piedi, una sorta di calzatura simile a primordiali scarpe da tennis.Nonostante le condizioni disagiate in cui quel gruppo di fortissimi scalatori dell’Est si muovevano in quegli anni - nel pieno della guerra fredda, quando Slovacchia e Repubblica Ceca erano un’unica Nazione - Igor fu artefice di ardite prime ascensioni in Val Bregaglia, con salite di grido come sul Pizzo Badile e sul Pizzo Cengalo, ancora oggi temute e guardate con rispetto.Proveniente da una ferrea etica alpinistica - acquisita sulle torri d’arenaria dell’Europa centrale - Koller fu uno tra i primi sulle Alpi a portare sulle grandi pareti uno stile pulito che disdegnava la troppa “ferraglia” con cui si realizzavano prime ascensioni a quel tempo. Dalla fine degli anni 80 Koller ha portato alla ribalta giovani slovacchi con altre importanti aperture sulle Dolomiti. Soprattutto in Marmolada, dove oggi può vantare ben 15 vie nuove da lui aperte.Infine, le sue esperienze extraeuropee - nella Miyar Valley, sullo Shipton Spire e in Yosemite — lasciano intravedere uno stile unico, mai del tutto sopito nonostante l’evoluzione alpinistica e le sue nuove “mode”. Cioè la bella eredità della scuola cecoslovacca degli anni ’80: materiale scadente, poco cibo, nessun compromesso e, soprattutto, tanta tanta passione per l’arrampicata.
La fiamma dell'avventura / di Simon Yates ; traduzione di Luca Calvi
Lecco : Alpine Studio, 2011
Abstract: La storia di questo scalatore è famosa in tutto il mondo e il suo nome è irrimediabilmente legato alla vicenda del Siula Grande, sulla cui parete Ovest si è svolta una delle più incredibili vicende alpinistiche di ogni tempo. Simon Yates è oggi conosciuto - ingiustamente - come l'uomo che ha tagliato la corda. In realtà si tratta di uno dei migliori alpinisti britannici, la cui brama di avventura lo ha portato tra le grandi montagne del Nepal, del Pakistan e del Sud America. Un libro in cui traspare la tipica evasione degli alpinisti inglesi negli anni '80, il cui unico obiettivo era scappare dalla routine casalinga e vivere alla grande una vita tra rocce e aria. Questo libro racconta la vita di Simon Yates come alpinista estremo, un libro tradotto in tutto il mondo e che mancava solo in Italia. La vita di un ragazzo che la comunità alpinistica internazionale ha già ampiamente giustificato, grazie anche alla difesa incondizionata del protagonista principale, quel Joe Simpson che all'autore ha voluto dedicare il suoi libro Touching the Void con queste semplici e risolute parole: A Simon Yates, per un debito che non potrò mai saldare.
Lecco : Alpine Studio, 2010
Abstract: Delle più recenti generazioni degli alpinisti inglesi, Mick Fowler è sicuramente l’alpinista di punta più stimato in tutto il mondo. Le sue grandi imprese sono oggi conosciute per come sono state realizzate. Il puro Stile Alpino di cui Mick è promotore e leader indiscusso, è stato adattato su misura al limitatissimo tempo libero che il suo lavoro è sempre stato avaro nel concedere. Molti si interrogano se Mick, nei suoi anni di attività verticale, sia stato veramente così bravo o se sia stato solo molto fortunato. I suoi successi nel corso degli anni indicano a chiare lettere che la soluzione all’enigma è da trovarsi solo nella prima ipotesi!Quello che è oggi considerato uno dei migliori alpinisti del mondo, è stato traghettato nell’Alpinsmo di punta dall’impresa del Golden Pillar sullo Spantik, dall’ascensione all’inviolata parete Nord del Changabang (con Andy Cave), scalata che si concluse in tragedia, dall’ascensione sull’Arwa Tower e dallo Siguniang. Quest’ultima è a tutt’oggi considerata l’apice di una formidabile carriera tra roccia e ghiaccio che è ben lungi dall’essere finita! Una salita che gli è valsa il Piolet d’Or del 2003.Ecco dunque l’idolo degli alpinisti-lavoratori, che conferma candidamente la possibilità di unire conquiste extraeuropee con una costante vita lavorativa.Fowler scrive questo libro con una scrittura raffinata e semplice allo stesso tempo, che vede contenuti epici mescolati con uno humor tipicamente inglese, facendo intuire al lettore la ricerca del Normale nelle sue straordinarie imprese alpinistiche.Imprese memorabili, ottima scrittura e humor: ingredienti che fanno di questo libro uno dei pochi testi di montagna esistenti che il lettore, al termine di ogni capitolo, si troverà in dubbio se continare fino alla fine, o ricominciare a rileggerlo da subito.
La Sud del McKinley / di Riccardo Cassin
Alpine studio, 2011
Abstract: Questa è la cronaca fedele di una grande impresa alpinistica, una delle più grandi conquiste extraeuropee compiute da scalatori italiani. Il 19 luglio 1961, i sei componenti della spedizione Città di Lecco-Alaska '61 raggiungono la cima del monte più alto dell'America Settentrionale, il McKinley (o Denali, come lo chiama la popolazione locale). Riccardo Cassin, il capospedizione, Gigi Alippi, Luigi Airoldi, Jack Canali, Romano Perego e Annibale Zucchi celebrano così, nel migliore dei modi, il 15° anniversario della fondazione del loro sodalizio lecchese: il gruppo Ragni della Grignetta. Anche il presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy, si entusiasma per la prima ascensione della parete Sud. Dal 19 giugno - quando i primi alpinisti toccano il ghiacciaio Kahiltna - al 19 luglio, a obiettivo raggiunto, trascorre un mese di ascensioni, avventure, freddo, tempeste, errori, solitudini, attese, impegno, amicizia e gesti eroici... raccontati con dovizia di particolari ma con una semplicità disarmante. La discesa nella tormenta a 40° sottozero impegna per quasi tre giorni i sei alpinisti, Alippi dà i suoi scarponi di renna a Jack Canali, che ha i piedi congelati, e poi scende con le sole calze per duemila metri di parete ghiacciata. Sembrano cose ordinarie, si devono fare e si fanno. Eppure, proprio per questo, le emozioni che regala la cronaca scritta da Riccardo Cassin ci avvicinano allo spirito più puro dell'alpinismo.
Un grande tra i giganti della Terra / Jerzy Kukuczka ; a cura di Cecylia Kukuczka
Nuova ed.
Alpine Studio, 2013
Abstract: Jerzy Kukuczka, conosciuto affettuosamente come Jurek, è stato il secondo uomo al mondo ad aver conquistato le vette dei 14 Ottomila, finendo la sua corsa solo un mese dopo Reinhold Messner, nel 1987. Jurek fu uno dei più grandi alpinisti del mondo e un accanito sostenitore delle salite in stile alpino in Himalaya, senza Fuso di ossigeno e disdegnando le imponenti e goffe spedizioni che erano tipiche di quegli anni in Himalaya. Nel breve tempo di otto anni, Kukuczka salì gli Ottomila della Terra rispettando le regole di un gioco che ancor oggi è poco conosciuto e compreso. Un confronto che gli impose di salire quelle vette con l'umiltà e il rispetto di non rincorrere una triste collezione di vie normali, ma vie nuove e prime invernali. Seguendo questo suo modo di essere, sui giganti di 8000 metri ha aperto sette vie nuove e compiuto ben quattro prime salite invernali! Dotato di una perseveranza senza eguali e di una capacità di adattamento unica, in molte di queste incredibili imprese ha avuto come compagni alcuni tra i più grandi nomi dell'alpinismo mondiale come Wojtek Kurtyka, Krzysztof Wielicki e Carlos Carsolio. Per una decina di volte costretto a bivacchi di fortuna oltre la zona della morte - alcune perfino nell'inverno Himalayano - Kukuczka ha vissuto la sua esistenza nella gabbia del sistema politico sovietico, che mandava in spedizione i propri alpinisti con mezzi tecnici e abbigliamento quasi primitivi, e con riserve alimentari molto scarse e razionate.
Alpinismo d'inverno / a cura di Ivo Ferrari
Alpine studio, 2014
Un grande tra i giganti della Terra / Jerzy Kukuczka ; biografia ufficiale di Cecylia Kukuczka
Alpine Studio, 2012
Abstract: Jerzy Kukuczka, conosciuto affettuosamente come Jurek, è stato il secondo uomo al mondo ad aver conquistato le vette dei 14 Ottomila, finendo la sua corsa solo un mese dopo Reinhold Messner, nel 1987. Jurek fu uno dei più grandi alpinisti del mondo e un accanito sostenitore delle salite in stile alpino in Himalaya, senza Fuso di ossigeno e disdegnando le imponenti e goffe spedizioni che erano tipiche di quegli anni in Himalaya. Nel breve tempo di otto anni, Kukuczka salì gli Ottomila della Terra rispettando le regole di un gioco che ancor oggi è poco conosciuto e compreso. Un confronto che gli impose di salire quelle vette con l'umiltà e il rispetto di non rincorrere una triste collezione di vie normali, ma vie nuove e prime invernali. Seguendo questo suo modo di essere, sui giganti di 8000 metri ha aperto sette vie nuove e compiuto ben quattro prime salite invernali! Dotato di una perseveranza senza eguali e di una capacità di adattamento unica, in molte di queste incredibili imprese ha avuto come compagni alcuni tra i più grandi nomi dell'alpinismo mondiale come Wojtek Kurtyka, Krzysztof Wielicki e Carlos Carsolio. Per una decina di volte costretto a bivacchi di fortuna oltre la zona della morte - alcune perfino nell'inverno Himalayano - Kukuczka ha vissuto la sua esistenza nella gabbia del sistema politico sovietico, che mandava in spedizione i propri alpinisti con mezzi tecnici e abbigliamento quasi primitivi, e con riserve alimentari molto scarse e razionate.
Alpine studio, 2022
Abstract: Nella splendida cornice del Sud Italia, la linea vertiginosa della Costiera Amalfitana, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio dell'Umanità, si affaccia sul Golfo di Salerno, mentre Sorrento, Capri e Ischia sono abbracciate dal Golfo di Napoli, con il profilo del Vesuvio sempre ben visibile sullo sfondo. La Costiera Amalfitana e la Penisola di Sorrento sono conosciute in tutto il mondo per i loro paesini colorati abbarbicati sulle scogliere a picco sul mare e per gli infiniti terrazzamenti di vigne e limoneti. Tra l'aspro panorama dei Monti Lattari nell'interno e le meravigliose e soleggiate isole di Ischia e Capri, questa regione si offre come la destinazione perfetta per tutti i camminatori. Questa guida include: 32 itinerari, da 3 a 11 chilometri, con difficoltà per tutti i livelli, cartine dettagliate a colori, informazioni pratiche su alloggi, cibo e trasporti,
Stelle e tempeste / Gaston Rebuffat
Alpine Studio, 2020
Abstract: "Stelle e tempeste" è il racconto delle ascensioni delle sei grandi pareti Nord delle Alpi - Grandes Jorasses, Drus, Cervino, Badile, Cima Grande di Lavaredo, Eiger - compiute da Gaston Rébuffat negli anni del Grande Alpinismo del Sesto Grado e delle grandi conquiste alpinistiche dell'uomo. Ma è anche il racconto di una giovinezza totalmente consacrata all'alta montagna. Giovinezza esigente ma entusiasta, che ama la natura e le difficoltà, giovinezza che trova sulle grandi altitudini ciò che si aspettava e si augurava. Gaston Rébuffat diviene guida alpina per poter vivere in montagna: professione difficile, per un marsigliese, inserirsi nell'ambiente di Chamonix, ai piedi del Monte Bianco. Un'attività meravigliosa, vissuta tra "stelle e tempeste", che egli porterà ai più alti livelli accompagnando in ascensioni impegnative e difficili clienti che poi diverranno amici.
Deviazioni : storie e luoghi del mondo / Ulrike Raiser
Alpine studio, 2020
Abstract: Ulrike ci regala un viaggio attraverso luoghi "fuori rotta", fuori, cioè, dalle affollate mete turistiche. Si tratta di luoghi in cui spesso ci s'imbatte per caso, ma che regalano storie e incontri emozionanti. In questo libro sono riuniti scorci e racconti che arrivano dai 5 continenti, selezionati dai 10 anni di viaggio dell'autrice. Fanno emergere con forza quanto la realtà spesso sia diversa da ciò che sembra e come la storia, quella vera, non sia sempre identica a quella che si legge sui libri. Una cosa, però, secondo Ulrike è sempre la stessa e uguale in tutto il mondo: la voglia e la necessità di muoversi. Per ricordarci però che il viaggio per alcuni è una scelta e per altri una necessità, si volta indietro e pone lo sguardo su due celeberrimi miti, spaventoso specchio della nostra attualità. Ulisse viaggia per piacere e viene proclamato eroe della curiosità dallo stesso Dante; Enea, invece, viaggia per disperazione, perché non ha alternative: avendo perso tutto, prende suo figlio piccolo e si mette in mare, pieno di paure. L'autrice sprona noi viaggiatori occidentali a considerare la nostra privilegiata posizione da "Ulisse" e invita, senza giudizio, a riconoscere che spesso i viaggiatori hanno percorsi e modalità differenti, ma sono uniti da un unico e grande desiderio: sentire pulsare la vita ogni singolo giorno.
Viaggio nell'ignoto : storia di un alpinista vagabondo / Tony Howard ; traduzione di Giulia Lenti
AlpineStudio, 2020
Abstract: Nel 1965 Tony Howard è diventato famoso per essere stato membro di un gruppo di giovani alpinisti inglesi che hanno compiuto la prima salita britannica del Troll Wall norvegese: una scalata descritta da Joe Brown come "Uno dei più grandi successi dell'alpinismo britannico". Tony è l'ideatore delle moderne imbracature, sui cui progetti si basa l'attrezzatura alpinistica del mondo moderno. Ha fondato la società Troll Climbing Equipment, ma non ha mai smesso di esplorare. Questa è la sua storia. Tony ha dedicato la sua vita a viaggiare per il mondo alla ricerca di pareti rocciose, inviolate e remote. La portata dei suoi viaggi è vasta: ha visitato tutti i paesi del Nord Africa, gran parte della terra araba del Medio Oriente, le regioni montuose della Scandinavia, il Canada e le Montagne Rocciose, l'Himalaya, le remote province indiane, il Sud-est asiatico, Madagascar, Georgia del sud e Antartide. Questo libro, che è un vero e proprio libro di alpinismo d'avventura e di ricerca, guida il lettore fin dalla giovinezza di Tony trascorsa ad esplorare le falesie del Peak District, attraverso baleniere nell'Oceano Antartico, ai viaggi in canoa di mille miglia nell'Artico canadese, vivendo tra i beduini nelle montagne rocciose della Giordania, fino alle tribù isolate dell'oppio della Thailandia. È il racconto di una vita avventurosa che trasmette la definizione vera di esplorazione.
A piedi : vagabondare tra i cammini d'Italia e d'Europa / Silvia Tenderini
Alpine studio, 2020
Abstract: Si dice che camminare sia diventata una moda, ma si può chiamare "moda" la cosa più naturale e antica del mondo? Organizzare un cammino vuol dire programmare tappe, studiare distanze, considerare le condizioni metereologiche e cercare alloggio tra una tappa e l'altra. Risolte queste questioni, non resta che camminare e lasciarsi guidare dalla curiosità per conoscere la storia del territorio che si sta attraversando e apprezzare il paesaggio che si svela lentamente. Il fascino del camminare si mostra passo dopo passo, quando si iniziano a sentire gli effetti e a scoprire quali incredibili capacità ha il nostro corpo di adattarsi all'ambiente e alla fatica; e quali meravigliosi incontri si possono fare lungo la via. L'autrice durante il suo peregrinare lungo i cammini d'Italia e d'Europa fa moltissimi incontri: alcuni le rivelano la storia del luogo, altri le raccontano aneddoti che sui libri non si leggono, altri ancora le fanno sentire quella speciale vicinanza che solo i pellegrini del mondo riescono a condividere. Questo libro non è una guida, è un invito a riprendere contatto con il nostro corpo e con le sue capacità. Diviso per ambientazioni geografiche, prende in considerazione molteplici percorsi a piedi, dalle passeggiate lungo fiumi ai cammini più impegnativi, raccontandone la bellezza straordinaria ed evocativa.
L'ossessione dell'Eiger / John Harlin jr. ; traduzione di Mirella Tenderini
AlpineStudio, 2019
Abstract: La parete nord dell'Eiger è il sogno di tutti gli alpinisti di punta. Molti vi persero la vita. Anche John Harlin, uno degli alpinisti i americani di punta che avevano portato tecniche e filosofie innovative sulle Alpi, morì nell'inverno del 1966 precipitando da quella parete durante il tentativo di aprire una nuova via direttissima, che in seguito venne completata e battezzata col suo nome, Harlin lasciava una giovane vedova e due figli bambini, e un trauma che sembrava impossibile superare. John junior promise a sua madre che non sarebbe mai diventato un alpinista e lottò tutta la vita per mantenere la promessa. Ma la passione che l'aveva assorbito dal padre fin dalla più tenera età lo tenne costantemente in contatto con la montagna. Sapeva che non avrebbe avuto pace fino a che non avesse scalato la montagna che era costata la vita a suo padre, e alla fine riuscì a compiere l'ascensione, vincendo le angosce della madre e la riluttanza della moglie, e ponendo fine all'ossessione che aveva torturato tutta la famiglia fino a quel momento.
La conquista del Fitz Roy / M.A. Azéma
Alpine studio, 2021
Abstract: “Quando pochi anni or sono apparve nelle riviste alpinistiche francesi la fotografia del Fitz Roy, sentii subito che era quella la montagna degna di tutti i miei sforzi e di tutti i miei sacrifici. E fin da quel momento sognai di scalarla, un giorno.” La salita del Fitz Roy nel 1952 si colloca tra le grandi salite della storia dell'alpinismo. Enorme è l'importanza della sua ascensione, per via della lontananza della Patagonia negli anni Cinquanta e per la difficoltà della parete. Il Fitz Roy era stato tentato in precedenza da varie cordate europee, ma ai francesi riuscì l'impresa per primi, portando gli alpinisti Lionel Terray e Guido Magnone a raggiungere la cima lungo lo sperone nord-ovest, il 2 febbraio 1952. Una conquista che porta in sé anche una nota tragica per via della scomparsa di Jacques Poincenot, morto annegato in uno strano incidente mentre attraversava le impetuose acque di un torrente – appeso a una corda tesa che collegava le due sponde – alle pendici della montagna.
Alpine studio, 2020
Abstract: Christoph Hainz, alto atesino, è uno degli alpinisti di punta da circa tre decenni. E' noto soprattutto per la prima salita di numerose vie di roccia di difficoltà estrema in Dolomiti, nonchè per le sue ascensioni ardite su ghiaccio e misto in giro per le Alpi. In questo libro racconta della sua infanzia in una fattoria di montagna nelle Alpi Aurine - una vita umile, ma libera e in mezzo alla natura. Con storie accattivanti e divertenti, descrive i momenti salienti della sua carriera alpinistica: dalle sue “montagne” - le Tre Cime di Lavaredo e la parete nord dell’Eiger - alle pietre miliari come la prima salita del pilastro nord sullo Shivling in Himalaya insieme a Hans Kammerlander e la salita in solitaria del Fitz Roy in Patagonia. Per Christoph Hainz, l’alpinismo è qualcosa che abbraccia e pervade tutti gli aspetti della sua vita. Segue intuitivamente la sua “bussola interiore”, libero da pressioni esterne da parte degli sponsor e dei media. Christoph Hainz mostra anche che l’alpinismo estremo non è “elitario”: tutt’ora Hainz vive grandi avventure a portata di mano, nelle montagne delle Dolomiti, senza la necessità di viaggiare in terre lontane o spedizioni himalayane.