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Trovati 9 documenti.
Hollywood Babilonia / di Kenneth Anger
Adelphi, 1979
Abstract: Scritto con uno stile beffardo e sagace, ricco di giochi di parole e doppi sensi, il libro delinea una contro-storia di Hollywood attraverso alcuni casi emblematici che, dall'epoca del muto, avrebbero via via trasformato l'immagine della "Città dei Sogni" in quella di un luogo di perdizione, peccato, miseria e talvolta incubo. Ricco di immagini, tra cui alcune molto forti legate a scene di delitti, suicidi o incidenti, il libro prende spunto dalla Babilonia in cartapesta ricreata agli albori della storia hollywoodiana per le scene di Intolerance, film del 1916 di D. W. Griffith: da allora l'ombra della metropoli antica, eguagliata e superata dal sobborgo cinematografico di Los Angeles, sarebbe "caduta su Hollywood come un serpente arcaico [...imprimendo...] il marchio di Nuova Babilonia a Hollywood, il cui influsso malefico rivaleggiava con la leggendaria depravazione del modello originale".
Note sul Ramo d'oro di Frazer / Ludwig Wittgenstein ; con un saggio di Jacques Bouveresse
2. ed.
Milano : Adelphi, 1979
Abstract: Queste Note sul “Ramo d’oro” di Frazer sono una fra le più singolari delle molte sorprese che ha offerto in questi anni, e continuerà a offrire, la pubblicazione degli inediti di Wittgenstein. In queste rapide e densissime pagine, che raccolgono una serie di postille alla grande opera di Frazer, attraverso la quale la cultura occidentale aveva preso ufficialmente atto del mondo religioso dei ‘primitivi’, Wittgenstein ha dato il suo unico contributo ‘esplicito’ all’antropologia – e anche in questo caso è riuscito a creare quel ribaltamento delle prospettive che il suo pensiero ha portato dovunque si sia mosso. Innanzitutto abbozzando una ‘antropologia dell’antropologo’ – fondata su questo assioma: «Frazer è molto più selvaggio della maggioranza dei suoi selvaggi» – davvero sbalorditiva, se si pensa che le prime di queste pagine sono del 1931, mentre le ‘scienze umane’ hanno cominciato a porsi quel problema, peraltro in modo piuttosto goffo, solo in questi ultimi anni. Inoltre, Wittgenstein ci propone qui certe letture di fatti religiosi ‘primitivi’ che non solo mostrano come Frazer spesso desse, di quegli stessi fatti, una banale razionalizzazione ‘vittoriana’, ma in certo modo li toccano al cuore, con quella capacità di percepire e definire le esperienze più complesse e inafferrabili di cui Wittgenstein dà prova in tutta la sua opera, tanto che appare più che giustificata l’indagine condotta da Jaques Bouveresse nel saggio qui pubblicato in appendice, che tende a ritrovare, soprattutto negli scritti della ‘seconda fase’ di Wittgenstein, un vero tesoro ancora da scoprire di osservazioni antropologiche.
Le gesta del Buddha = Buddhacarita : canti I-XIV / Asvaghosa ; a cura di Alessandra Passi
Milano : Adelphi, copyr. 1979
Tarabas : un ospite su questa terra / Joseph Roth
Milano : Adelphi, copyr. 1979
Legge e caso / Emanuele Severino
Adelphi, 1979
Abstract: «Pensiero concretissimo, pensiero che ha illuminato l'essenza del nostro presente più di centurie di economicismo e sociologismo. Che ne ha messo in luce il radicale, compiuto nihilismo, che lo ha affrontato nelle sue origini storiche e metafisiche. Il nihilismo che ci mette costantemente in debito, abitanti una vita che non è nostra, che è destinata a dissolversi come dal nulla è venuta. Il nihilismo che non ci permette neppure di pensare alla Gioia, alla Gloria, all’Eterno. Inattualità poderosa, monumentale della grande opera di questo Maestro. Cosa è possibile comprendere del dramma dell’epoca se non si legge Heidegger contra Severino? Manca il controcanto a tutte le correnti fondamentali della filosofia o post-filosofia del Novecento, se non si comprende Severino ... di Verità era affamato Severino. E questa fame ha cercato, disperatamente forse, di comunicarci lungo tutta la sua vita, con le migliaia e migliaia delle sue pagine che vivono e vivranno». Massimo Cacciari
Il dottor Semmelweis / Louis Ferdinand Celine ; con un saggio di Guido Ceronetti
2. ed
Milano : Adelphi, 1979
Abstract: In questo libro, dedicato a uno degli eroi scientifici del Novecento, Ignazio Filippo Semmelweis, Celine ripercorre le tappe della vita di questo eroe misconosciuto che, nella Vienna del XIX secolo, scoprì le cause della febbre puerperale, grave infezione che causava la morte delle partorienti. La sua fu una scoperta incredibile, eppure semplicissima: erano le mani infette degli studenti e dei medici a causare tale infezione, scongiurabile con un accurato lavaggio delle stesse prima di entrare in sala parto. Trascinato in un susseguirsi di incomprensioni e persecuzioni da parte di quasi tutto l'entourage medico, Semmelweis venne allontanato e costretto a lasciare Vienna, finché la consapevolezza delle morti che la sua scoperta avrebbe potuto evitare e i continui dissidi con l'ambiente medico, lo indussero alla follia e alla morte.
Ehrengard / Karen Blixen ; traduzione di Adriana Motti
Adelphi, 1979
Abstract: L'autrice ci racconta qui la storia della splendida vergine guerriera Ehrengard e del demoniaco pittore Cazotte, che vuole sedurla, ma senza neppure sfiorarla, facendola solo arrossire di complicità (così vuole la sua suprema perversione di artista), mentre intorno a loro e attraverso di loro si intreccia una contorta trama dinastica, in un felice, piccolo regno da operetta.
Simposio / Platone ; a cura di Giorgio Colli
Milano : Adelphi, copyr. 1979
Abstract: Uno dei più celebri dialoghi platonici nel quale il filosofo mette in scena tutto ciò che i Greci hanno concepito in materia di eros. Nel Simposio si racconta di un banchetto organizzato per celebrare la vittoria che il poeta Agatone aveva riportato nell'agone tragico delle Lenee. I presenti, da Aristofane ad Alcibiade a Socrate, tengono a turno discorsi sulla natura di Eros e, nello sforzo di superarsi a vicenda in una sorta di gara, declinano la forma dell'encomio tradizionale in un climax drammatico in cui ogni discorso mette in risalto una tesi particolare: Eros come il più antico degli dèi (Fedro), il contrasto tra eros divino ed eros popolare (Pausania), l'eros come principio universale della natura (Erissimaco), l'eros come brama dell'uomo verso la sua metà perduta (Aristofane), Eros come il più giovane, il pili bello e il più eccellente degli dèi (Agatone). Infine Socrate, che non propone un suo discorso, ma riferisce quel che ha appreso dalla sacerdotessa Diotima di Mantinea, stabilendo un punto fondamentale, ma altrettanto ineluttabile: la natura carente dell'amore e dell'innamorato.