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× Nomi Nooteboom, Cees <1933->
× Data 2011

Trovati 2 documenti.

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Avevo mille vite e ne ho preso una sola
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Libri Moderni

Nooteboom, Cees <1933->

Avevo mille vite e ne ho preso una sola / Cees Nooteboom ; breviario scelto da Rudiger Safranski ; traduzione e cura di Fulvio Ferrari e Marco Agosta

Milano : Iperborea, 2011

Abstract: Un'ammirazione spassionata che risale al primo, precoce romanzo, una profonda amicizia di anni: di qui l'idea di Safranski di selezionare dalla ricca opera di Cees Nooteboom questa raccolta di frammenti. Un'antologia che nasce come compendio delle sue pagine più evocative, rivelando i diversi volti del grande romantico e del lucido umorista, del poeta-filosofo e del testimone politicamente attento della storia, dell'acuto osservatore di luoghi geografici e dell'anima. E al tempo stesso, un breviario dei nostri tempi, un prezioso compagno di cammino a cui tornare per aprirsi ogni volta nuovi orizzonti di pensiero. Dal significato del viaggio come esperienza esistenziale al mistero del tempo al valore assoluto della letteratura, Safranski ripropone le tematiche universali che nello scrittore olandese trovano una voce mai scontata. Perché Nooteboom non offre risposte né schemi filosofici, ma lampi di grazia poetica e folgoranti visioni, per insegnarci che la scrittura, come il viaggio, è ricerca in cui perdersi, e che solo l'inarginabile forza dell'immaginazione può aprirci gli occhi a quelle mille vite, quella marea di possibilità inespresse verso cui tende il poeta ma che abitano in ognuno di noi.

Hotel Nomada
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Libri Moderni

Nooteboom, Cees <1933->

Hotel Nomada / Cees Nooteboom ; prólogo de Alberto Manguel; traducción del neerlandes de Isabel-Clara Lorda Vidal

Debolsillo, 2011

Contemporánea

Abstract: Éste es un libro dedicado a los viajeros, a quienes entienden el viaje no como una huida sino como un modo de conocerse a sí mismos; a quienes creen que a viajar se aprende, como se aprende a leer, a amar, a morir. El destino, o los recursos que cada uno tiene para alcanzarlo, no es lo importante; lo que cuenta es la disposición, la mirada de aproximación al otro, al mundo que está fuera de nosotros. «Sigo construyendo mi hotel, ese inexistente edificio que sólo existe en mi cabeza, el hotel del mundo próximo y lejano, de la ciudad y del silencio, del frío y del calor.»