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Trovati 499 documenti.
Prime parole / [illustrazioni di Wendy Kendall]
Gribaudo, 2026
Abstract: I primi libri illustrati in bianco e nero per stimolare il tuo bambino! Alla scoperta delle prime parole in un libro pensato appositamente per l'età evolutiva.
Razzisti a parole : (per tacer dei fatti) / Federico Faloppa
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: Altro che scomparso: il razzismo - quello più subdolo, quello a parole - è uno spettro che s'aggira per l'Europa. In alcuni paesi c'è chi se ne è reso conto, c'è chi resiste: nelle istituzioni, tra chi fa informazione, nell'opinione pubblica. In Italia no: il linguaggio razzista ha ormai permeato non solo la discussione da bar, ma il discorso pubblico e politico a tutti i livelli (tanto a destra quanto a sinistra), il mondo dell'informazione, e le chiacchiere di tanti, troppi cittadini Zingari e clandestini campeggiano sui giornali; argomenti pseudo-scientifici invadono i commenti degli editorialisti; epiteti, barzellette e luoghi comuni provocano bonaria ilarità (e non, come ci sarebbe da aspettarsi, immediata indignazione). Perché, almeno a parole, non si è fatto un solo passo in avanti: gli immigrati sono sempre altri (e comunque non italiani), i rom sempre irriducibilmente delinquenti, la nostra cultura e le nostre abitudini (ma quali?) sono sempre migliori (e sempre sotto assedio, attaccate). E i clandestini sono diventati un tipo antropologico, una minaccia costante, una 'specie' da combattere. Federico Faloppa, con esempi tratti dal linguaggio politico e mediatico degli ultimi vent'anni, attraverso l'analisi e lo smontaggio di stilemi linguistici, testi, argomentazioni, e con un piglio da inchiesta, mostra quanto nessuno sia al riparo dall'imbarbarimento verbale, e quanto ci appaia purtroppo accettabile ciò che dovrebbe invece inquietare ognuno di noi.
UTET, 2026
Abstract: Secondo la vulgata, i professori di italiano sono gli ultimi difensori della cultura, votati alla causa spesso ardua di distogliere i ragazzi dai social per convincerli della bellezza struggente di una terzina di Dante. Stefano Fava, che insegna in un liceo di Milano, ha deciso di rovesciare lo stereotipo: grazie anche a qualche dritta tecnica dei ragazzi, ha creato una pagina Instagram, dove usa le stories e i reel per portare appunto @piuscuolanellavita, aiutando i suoi follower a mettere in pausa gli impegni, alleggerire lo stress della vita adulta e tornare per qualche minuto di nuovo studenti, chini sui banchi di scuola. Ma i reel hanno un respiro breve per loro natura, e per le missioni più ambiziose serve ben altro: serve un libro. Qual è la missione? Salvare l'italiano, nientemeno, attaccato da tutte le parti: dal dilagare dell'inglese, dal linguaggio sciatto della tv, dalla pigrizia di noi parlanti, che ricicliamo sempre la stessa manciata di parole. Senza fare un noioso saggio di linguistica, Stefano Fava qui si appoggia di volta in volta a una parola scivolata via dall'uso comune, relegata nelle pieghe dei vocabolari o, per usare la metafora a lui cara, dimenticata in soffitta. Nel raccontare l'etimologia, l'uso letterario e quotidiano, e le mille strade in cui una parola finisce per perdersi, di fatto la rispolvera e la lucida, riportandola a brillare del suo antico, rinnovato splendore. La soffitta delle parole diventa così uno scrigno di gemme lessicali: da sofisma ad aporia, da protervia a indefesso, da acquiescenza a codesto, da blandizia a pugnace, da sibillino a misoneismo... E tra una parola e l'altra, il professor Fava affronta le questioni aperte del linguaggio e dell'apprendimento, alternando elogi della fatica, sfide all'intelligenza artificiale e inchieste sul modo in cui l'italiano è cambiato, e ancora cambierà. Ma invece di subire il cambiamento, o velocizzarlo, possiamo esserne parte attiva, salvando nel mentre dalla soffitta le parole più entusiasmanti.
Le mie prime parole : con tante alette da sollevare! / [illustrazioni e design Joana Jesus]
IdeeAli, 2025
Abstract: Un divertente libro illustrato con alette, perfetto per stimolare l'associazione tra immagini e parole e per arricchire il vocabolario dei più piccoli. Dai, partiamo insieme alla scoperta delle prime parole! Con tante alette da sollevare!
Le paroline magiche / [illustrazioni Beatrice Tinarelli]
DeAgostini, 2018
DeAgostini, 2020
Abstract: Quante volte ti è capitato di voler rispondere per le rime o di voler fare colpo e sei rimasto senza parole? Le scuole medie sono una vera sfida e avere una buona parlantina è un'ottima arma segreta per non farsi incastrare. Niente paura! Annalisa Strada torna con 101 divertentissime prove per imparare a scrivere e parlare: giusto qualche trucchetto e avrai sempre La parola giusta per ogni occasione!
Inglese per viaggiare : manuale di conversazione : 4000 parole 2000 frasi
Mondadori, 2009
My first word book about school / [illustrated by Marte Cabroll ; words by Holly Bathie]
[S.l.] : Usborne, 2018
Abstract: Età di lettura: da 2 anni.
Pinco Panchetta e le parole perdute / Guido Quarzo ; illustrazioni di Lorena Canottiere
Piemme, 2014
Potere alle parole : perchè usarle meglio / Vera Gheno
Einaudi, 2019
Abstract: Ognuno di noi è le parole che sceglie: conoscerne il significato e saperle usare nel modo giusto e al momento giusto ci dà un potere enorme, forse il piú grande di tutti. Che cosa penseremmo del proprietario di una Maserati che la lasciasse sempre parcheggiata in garage pur avendo la patente? E di una persona che, possedendo un enorme armadio di vestiti bellissimi, indossasse per pigrizia sempre lo stesso completo? Queste situazioni appaiono improbabili; eppure, sono esempi dell’atteggiamento che molti hanno nei confronti della propria lingua: hanno accesso a un patrimonio immenso, incalcolabile, che per indolenza, o paura, o imperizia, usano in maniera assolutamente parziale. Anche se l’italiano non ha bisogno di venire salvato, né tantomeno preservato, è pur vero che dovremmo amarlo di piú, perché è uno strumento raffinatissimo, ed è un peccato limitarsi a una frequentazione solamente superficiale. Perché conoscerlo meglio può essere, prima di tutto, di grande giovamento a noi stessi: piú siamo competenti nel padroneggiare le parole, piú sarà completa e soddisfacente la nostra partecipazione alla società in cui viviamo. Vera Gheno si fa strada nel grande mistero della lingua italiana passando in rassegna le nostre abitudini linguistiche e mettendoci di fronte a situazioni in cui ognuno di noi può ritrovarsi facilmente. E ci aiuta a comprendere che la vera libertà di una persona passa dalla conquista delle parole.
Garderoba mea / [versuri de Arcadie Suceveanu ; desene de Lilia Popa]
Prut Internaţional, 2005
Mondadori, 2021
Abstract: Quanti di noi cominciano abitualmente una conversazione con espressioni come "Scusa se ti disturbo", "non ti ruberò troppo tempo"? Formule all'apparenza innocue, di cortesia, che in realtà nascondono trappole cognitive che ci impediscono di essere davvero efficaci. Lo stesso vale per certe frasi e modi di dire che ci sentiamo ripetere fin da bambini - "così fai piangere la mamma", "l'erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re" - e che inconsapevolmente agiscono come anatemi sulla nostra esistenza, influenzandola negativamente. "La nostra vita" ci spiega Paolo Borzacchiello, uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica, "è il risultato del linguaggio che usiamo in ogni contesto, con noi stessi e con gli altri. Utilizzare un linguaggio pulito e costruttivo, e liberarti delle frasi e delle parole che inconsapevolmente ti fanno del male, ti permetterà di trasformarti, letteralmente, in una migliore versione di te stesso. E non parlo di teorie esoteriche o di vaneggiamenti in stile pensiero positivo: parlo di reti neurali, di strutture cerebrali e di architetture che concretamente faranno poi parte di te e di conseguenza della tua vita. Puoi essere più forte delle tue abitudini. Ci metterai un po' più di 21 giorni, ma alla fine vincerai tu. Il concetto è semplice: come parlerebbe la persona che vuoi diventare? Scegli le parole e usale, con la consapevolezza che le parole fanno cose". Con il suo stile semplice e diretto, Paolo Borzacchiello condivide con il lettore quanto ha imparato in anni di studi nell'ambito dell'intelligenza linguistica e delle interazioni umane: ci spiega quali espressioni ci ostacolano nell'ottenere i risultati che desideriamo e quali invece sono armi potentissime in grado di garantirci autorevolezza in ogni contesto, quali frasi agiscono come incantesimi e ci fanno stare bene e quali invece demoliscono la nostra autostima e ci impediscono di essere felici. Un manuale semplicissimo ed estremamente pratico per migliorare il nostro modo di comunicare con noi stessi e con gli altri e vivere la vita che vogliamo.
Il Post : Iperborea, 2025
Abstract: Gli italiani non sono un popolo di allenatori della Nazionale (in questo numero di COSE Spiegate bene parliamo anche di frasi fatte e luoghi comuni) ma di linguisti: d’altronde non c’è niente che venga insegnato loro a scuola così a lungo quanto l’italiano, e non c’è niente che venga esercitato quotidianamente con tanta intensità. Si può capire che tendiamo a essere presuntuosi, sulla conoscenza dell’italiano e dei suoi usi. I social network, poi, hanno dato spazio a ricchi dibattiti, confronti, riflessioni, anche sulle stesse parole di cui li affolliamo. C’erano insomma ottime ragioni per dedicare COSE Spiegate bene a storie e spiegazioni che riguardano il linguaggio, con approcci prudenti e indulgenti e con molta carne al fuoco (espressione figurata: anche di queste ne abbiamo tante). Parliamo della lingua delle intelligenze artificiali, di quella dei tribunali, di quelle inventate dal cinema e dalla letteratura. Ma anche del vituperato schwa, del latino che usiamo e dei suoi equivoci, e di parole ed espressioni come «movida», «piuttosto che», «cringe», e di certe che non si possono dire. Di come mai diciamo «pronto?» quando rispondiamo al telefono, e di quando smettere di dire «buongiorno» e iniziare a dire «buonasera». Ricordando che «le parole sono importanti», ma anche che «sono solo parole».
Ascoltami quando sto zitto / Zornitsa Hristova, Kiril Zlatkov ; traduzione di Neva Micheva
Orecchio acerbo, 2024
Abstract: La bellezza e la forza delle immagini fra poche parole. Parole d’oro, proprio come il silenzio. Appartiene a un orso a occhi chiusi la voce di questo libro, una voce che ritorna alla propria infanzia, quando i grandi – a lui cucciolo in una scatola aperta che lo contiene – avevano insegnato le parole per avere un posto dove mettere le cose. Ma le parole a volte, pensa l’orsetto con le zampe davanti agli occhi, non sanno dire proprio tutto… La tenerezza di un cucciolo di fronte alla complessità del mondo. Una storia piena di verità che nasce dalle immagini e poi diventa parola: rara
Lapis, 2019
Abstract: L’idea di questo dizionario illustrato nasce dalla matita dell’illustratore David Pintor ed è frutto del suo vissuto con la figlia, Nara. L’irresistibile bambina è protagonista delle 123 illustrazioni che accompagnano altrettante parole. Un volume compatto, divertente da sfogliare, tra illustrazioni sorprendenti. Un dizionario illustrato e al tempo stesso un albo d’autore, per accompagnare il bambino nell’affascinante percorso della creazione del suo vocabolario.
Impara l'italiano : per gli ucraini = Vivčajte italijs'ku : dlja ukraïnciv / Dein Lieblingslehrer
[S.n. : 2022]
UTET, 2017
Abstract: Siamo tutti in grado di riconoscere la differenza tra rabbia e paura, tra desiderio e invidia. Sappiamo anche che è meglio non confondere l'affetto con l'amore, il rimpianto con il rimorso, l'euforia con la felicità. Quello di cui non ci rendiamo conto, però, è che lo spettro delle emozioni umane è ancora più sfumato di così: esistono sensazioni che tutti noi abbiamo provato, stati d'animo molto precisi e inconfondibili, e a cui però spesso non abbiamo saputo dare un nome. Eppure in qualche angolo del mondo, in qualche lingua a noi ignota esiste una parola che li definisce: per esempio, solo gli inuit chiamano iktsuarpok il miscuglio di ansia, nervosismo, eccitazione e felicità che prova chi aspetta l'arrivo di ospiti a casa, o la risposta a una mail importante; per i finlandesi, kaukokaipuu è l'inspiegabile nostalgia per un posto dove non siamo mai stati; gli spagnoli chiamano vergüenza ajena l'imbarazzo empatico di chi assiste alle figuracce altrui. Tiffany Watt Smith attraversa storia, antropologia, scienza, arte, letteratura e musica in cerca delle espressioni con cui le culture di tutto il mondo hanno imparato a definire le proprie emozioni, e nel frattempo ci rivela come siano complesse e sorprendenti anche quelle che credevamo di conoscere bene. Di parola in parola veniamo risucchiati nel caleidoscopio di questo libro divertente, colto e curioso, metà enciclopedia e metà atlante, che mentre mappa le differenze affettive tra i popoli ci ricorda che proprio nell'universalità di ciò che proviamo ci scopriamo uguali.