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Trovati 221 documenti.
Mondadori, 2026
Abstract: Da quando l’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite, abbiamo iniziato a delegarle compiti sempre più complessi, affascinati dalle sue capacità straordinarie. In termini di velocità di calcolo, analisi dei dati e resistenza alla fatica, spesso questi sistemi superano le prestazioni umane. Dove ancora non raggiungono gli standard umani è nella capacità di ragionamento. Le attuali IA infatti non «pensano» veramente, ma si limitano a riconoscere schemi, riprodurre correlazioni e generare risposte sulla base di enormi quantità di dati preesistenti. Simulano l’intelligenza, ma non la incarnano. I progressi in questo ambito di ricerca, però, sono continui e procedono con una rapidità spaventosa. Quasi tutte le aziende sviluppatrici sono già al lavoro per raggiungere il successivo stadio dell’evoluzione: le cosiddette «superintelligenze artificiali» (ASI), in grado di effettuare ragionamenti con una velocità sovrumana, di interagire con il mondo esterno e persino di riprodurre e migliorare se stesse. Chi ne caldeggia la realizzazione afferma che le ASI aiuteranno l’umanità a risolvere problemi che oggi appaiono insormontabili: dalle malattie incurabili al cambiamento climatico, dalle disuguaglianze economiche alla scarsità di risorse. Eppure, non tutti condividono questo ottimismo. Se tali sistemi dovessero davvero raggiungere un livello di autonomia tanto elevato da sviluppare obiettivi propri, chi ci garantisce che non prenderebbero il sopravvento su di noi? Nel 2023 centinaia di esperti hanno firmato una lettera aperta per avvertire di come lo sviluppo di tali intelligenze rappresenti un serio rischio di estinzione per l’umanità. Tra loro, anche Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, che spiegano in questo libro perché si tratta di una minaccia concreta, come potrebbe realizzarsi e cosa possiamo fare per evitarla. Tra scenari immaginati (ma nemmeno troppo) e prove scientifiche, un appello urgente ad agire prima che sia troppo tardi.
Einaudi, 2025
Abstract: Viviamo in un’epoca in cui duecento milioni di fotografie vengono realizzate ogni ora. La maggior parte poi viene caricata online, modificata, condivisa, archiviata nella marea infinita del visibile e del registrato insieme a miliardi di immagini generate da intelligenze artificiali addestrate sullo stesso repertorio del già visto. Nel 1840, un anno dopo l’invenzione della fotografia, il pittore Paul Delaroche esclamò: «D’ora in poi, la pittura è morta». La fotografia era più veloce, economica e realistica: la sua invenzione emancipò i pittori dalla realtà, aprendo la strada a tutte le forme dell’arte futura. Oggi i fotografi si trovano di fronte alla stessa prova affrontata dai pittori quasi due secoli fa. Possono essere altrettanto radicali? Possono fare in modo che la fotografia continui a essere un testimone credibile del reale? L’immagine fotografica può trasformarsi in qualcosa di prima impensabile?
Fazi, 2025
Abstract: «Stiamo assistendo all'inizio della fine dello Stato di Israele». Dopo il 7 Ottobre e il genocidio a Gaza, il progetto sionista in Palestina – il tentativo secolare dell'Occidente di imporre uno Stato ebraico in un paese arabo – è destinato a una «disintegrazione inevitabile». È la tesi del celebre storico israeliano Ilan Pappé che, dopo opere considerate pietre miliari nella storiografia del conflitto israelo-palestinese, in questo nuovo volume sposta lo sguardo sul futuro di Israele e della Palestina. Diviso in tre parti, nella prima – Il collasso – Pappé esamina il fallimento del cosiddetto “processo di pace” ed evidenzia le fratture profonde che minacciano la stabilità di Israele: l'ascesa del sionismo religioso, le crescenti divisioni all'interno della società israeliana, l'allontanamento dei giovani ebrei dal sionismo, il sostegno dell'opinione pubblica mondiale alla causa palestinese, la crisi economica e la messa in discussione dell'invincibilità militare di Tel Aviv. Nella seconda parte – La strada per il futuro – l'autore delinea sette mini-rivoluzioni cognitive e politiche necessarie per costruire un avvenire migliore per tutti gli abitanti della Palestina storica: da una nuova strategia per il movimento nazionale palestinese alla giustizia transitoria e riparativa sul modello sudafricano, dal diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi alla ridefinizione dell'identità collettiva ebraica. Nella terza parte – La Palestina del dopo-Israele, anno 2048 – Pappé offre una preziosa visione di speranza e riconciliazione. Immagina un domani in cui le mini-rivoluzioni hanno avuto successo e descrive come potrebbe essere la vita in uno Stato palestinese democratico e decolonizzato, con il ritorno dei rifugiati, la coesistenza di ebrei e palestinesi come cittadini con pari diritti e la guarigione delle ferite del passato. Summa dell'analisi storico-politica di Pappé, "La fine di Israele" è un contributo fondamentale per comprendere l'insostenibilità del progetto sionista e la via possibile per la pace in Palestina.
Torino : Einaudi, copyr. 2007
Abstract: Dominata da servizi innovativi e ad alto valore aggiunto, destinata a far tramontare la cultura del lavoro salariato, la società della piena disoccupazione è un fenomeno che spaventa e genera polemiche. Alle classi dirigenti spetta prendere atto che il problema non è combattere il precariato, ma garantire opportunità di lavoro e protezione sociale per chi deve affrontare una vita lavorativa più frammentata. Con i nuovi meccanismi di produzione del quaternario il lavoro resterà necessariamente flessibile e volatile. Per la politica la sfida è complessa e ineludibile. Solo le comunità capaci di adattarsi al cambiamento, anche rivoluzionando l'organizzazione dello Stato sociale, riusciranno a ottenere benefici dall'avvento della società dei servizi personalizzati. Mentre i mercati del terzo mondo sfruttano la disoccupazione per affermare le proprie merci nei mercati aperti mondiali, nell'Occidente avanzato molti sono disoccupati perché sempre in formazione, imprenditori a rischio di fallimento o di spiazzamento competitivo, in cerca di un nuovo lavoro, con un assegno minimo, disoccupati perché lavoratori part-time o stagionali o a contratto a termine. Ma la strada intrapresa dalla politica economica per garantire crescita e sviluppo può paradossalmente dare al lavoratore più potere e porre alla politica nuovi e assillanti problemi.
Riflessioni sul futuro : la vita al 31 dicembre 2019
: Bayer, 2000
L'era post-americana / Fareed Zakaria ; traduzione di Daniele Didero
[Milano] : Rizzoli, 2008
Abstract: Siamo alle soglie di una svolta epocale: la stasi economica degli Stati Uniti condurrà ben presto il Paese al declino politico e segnerà la rapida ascesa non solo della Cina, ma di altri Paesi oggi in via di sviluppo. Questa la tesi di Fareed Zakaria, che propone un confronto storico tra l'attuale situazione degli Usa e le crisi passate di altre superpotenze, tra cui l'Europa. L'autore descrive un futuro senza Occidente, in cui il baricentro del potere e dell'economia si sposterà nettamente verso Est e verso Sud. Ma se interveniamo subito, aggiunge, la caduta può essere almeno frenata e i danni limitati, per consentire agli Stati occidentali di mantenere una posizione dominante ancora per qualche anno. Questo significa però - è la provocatoria ricetta riscoprire la politica nazionalista, tagliando i ponti con vecchie logiche diplomatiche.
Un cerino nel buio : come la cultura sopravvive a barbari e antibarbari / Franco Brevini
Torino : Bollati Boringhieri, 2008
Abstract: L'istruzione superiore allo sbando, i quotidiani inzeppati di gossip e celebrities, la narrativa arrancante dietro ai fumetti e al cinema di intrattenimento: il tutto sotto l'imperio delle grandi cerimoniere, la televisione e la rete. Un quadro vorticoso che polarizza le reazioni e aggiorna coppie di opposti vecchie di quarant'anni. Da un lato l'allarme colto e un po' sdegnoso di chi vede inverarsi le profezie situazioniste e prendere corpo i peggiori fantasmi apocalittici, dall'altro il tripudio ultramodernista di coloro che inneggiano alla maggiore democraticità del nuovo orizzonte. Franco Brevini prova a percorrere una terza via, incrociando vita vissuta e rielaborazione intellettuale. Scrittore, docente universitario e collaboratore di giornali e periodici, racconta le peripezie del suo pendolarismo tra editoria, scuola e giornali, i tre luoghi deputati alla produzione, trasmissione e comunicazione del sapere, quelli in cui lo stravolgimento dei modelli finora invalsi è maggiormente tangibile. Ne emerge uno spaccato della nostra società mediatica che sfata alcune leggende passatiste, a cominciare dall'eclisse della cultura. Il vero problema è dare un nome alla sua nuova vitalità, intuirne le dinamiche più promettenti perché meno sottomesse alle logiche usurate della pura custodia o del festoso collasso.
Per ragionare : sessanta domande sul nostro futuro e alcune proposte / Mario Capanna
Milano : Garzanti, 2010
Abstract: In un momento storico in cui pare dominare il principio anti-kartesiano Non penso, dunque sono, è indispensabile ricominciare a pensare e discutere sulle grandi questioni del nostro tempo, piccole e grandi ma tutte connesse: le misteriose ragioni della moria delle api e la nuova America di Barack Obama figlia del '68 e di Martin Luther King, le debolezze della sinistra italiana di fronte a Berlusconi e il ruolo della Cina nel nuovo contesto internazionale, i banali diverbi che troppo spesso esplodono in atti di violenza e il segreto dello sviluppo del Canada. Mettendo a fuoco una serie di domande chiave, Mario Capanna ci invita a ragionare, traccia un'agile mappa dei presente e offre una serie di suggerimenti per affrontare i dilemmi che stanno bloccando lo sviluppo e mettono a repentaglio il futuro stesso del pianeta.
Milano : Ponte alle Grazie, 2010
Abstract: Bovini che impazziscono e diffondono raccapriccianti morbi cerebrali. Insetti metaforici quanto devastanti per qualunque sistema informatico del pianeta. Microrganismi in grado di contagiare l'uomo tramite polli, mucche, maiali o, pensate un po', la posta. Pandemia, strage, apocalisse: sono questi i termini più ricorrenti sulla stampa all'alba del terzo millennio. Se poi ci toccano in ciò che abbiamo di più caro, ossia il portafoglio, l'inquietudine diventa palpabile: il passaggio all'euro e la folle corsa al rialzo del prezzo del petrolio sono lì a dimostrarlo. Su tutto, un unico denominatore comune: il terrore non corre più sul filo, ma sulla carta stampata, sui comunicati istituzionali e le dichiarazioni più o meno roboanti degli opinion makers di turno. Storie di ordinaria isteria? Psicosi globalizzate? Oppure pandemie dell'indecenza, o, banalmente, bufale colossali? In uno scenario a metà tra il millenarismo medievale e il polpettone hollywoodiano, l'autore analizza il ruolo dei media, di enti pubblici e privati, di esperti e politici, dell'ipocondria di massa che dilaga, questa sì, con la rapidità di un virus, per poi lasciare che tutto scivoli lentamente nell'oblio, in attesa di una nuova epidemia, ecatombe o attacco terroristico. Insomma, arrivederci alla prossima catastrofe.
Mondadori, 2013
Abstract: Questo libro racconta la straordinaria storia passata, presente, ma soprattutto futura, dell'esplorazione umana, scandita attraverso sette sfere concentriche (dalla più vicina alla più distante dalla Terra). Ci accompagnano in questo divertente viaggio, tra finzione e realtà, due guide d'eccezione: Jules Verne e Wernher von Braun. Si parte dalla sfera 0, quella della Terra, dove oggi rimane ben poco da scoprire. È invece quasi tutta da esplorare la sfera 1, o dell'Oceano, con i suoi tesori e i suoi misteri. E lo stesso vale per la sfera 2, il centro fuso della Terra. Allontanandoci dal nostro pianeta, ecco la sfera +1, del Cielo, 300 km sopra di noi, dove veleggia maestosa la Stazione spaziale. Le nostre tappe successive, le sfere +2 e +3, sono quelle della Luna e di Marte. Infine, l'ultima sfera, + 4, o delle stelle fisse, fino ad Alpha Centauri, a cui arriveremo con velocità pari a una frazione della velocità della luce. Oggi non sappiamo come andarci, ma sappiamo perché: per trovare, ne siamo praticamente certi, un nuovo pianeta, la Nuova America.
Il futuro spiegato ai ragazzi / Giovanni Bignami, Cristina Bellon
Mondadori, 2012
Abstract: È prevista una missione umana su Marte? Come si fa a catturare una cometa? Com'è il centro della Terra? Esistono gli extraterrestri? Esistono i supereroi? Si potrà sintetizzare il DNA? Si potrà viaggiare nel tempo? Cos'è l'energia oscura che riempie l'Universo? A cosa servono i pesci robot? Robotgame e ologrammi: saranno i videogiochi del futuro? Come può il silicio rendere immortali? Domande e risposte: per capire il presente e provare a conoscere il futuro. Età di lettura: da 10 anni.
: De Agostini, 2008
Fa parte di: Invenzioni e inventori / consulenza scientifica di Alberto Bonazzi
Libro delle epoche / Igor Sibaldi
[Milano] : Frassinelli, 2010
Abstract: Dopo aver guidato i lettori alla conoscenza del rapporto con l'aldilà nel Libro degli angeli, e con il proprio io più profondo nel Libro della personalità, Igor Sibaldi conclude il suo percorso di psicologia esoterica, spiegando il rapporto tra il singolo e la collettività. Per noi, tale collettività coincide con la civiltà occidentale che vive di fasi ricorrenti, lunghe settant'anni. Dove siamo oggi? Sibaldi ci spiega che gli anni 2006-2012 sono quelli della ribellione, proprio come lo sono stati gli anni tra il 1934 e il 1940, quando è iniziata la Seconda guerra mondiale. Che cosa succederà dopo il 2012? L'autore ci prepara al grande cambiamento.
Connectography : le mappe del futuro ordine mondiale / Parag Khanna ; traduzione di Franco Motta
Fazi, 2016
Abstract: Dalla sua città di residenza, Singapore, il famoso stratega geopolitico indiano Parag Khanna si è spostato verso le mete più disparate, dall’Ucraina all’Iran, dalle miniere della Mongolia a Nairobi, dalle coste atlantiche al circolo polare artico. Grazie ai suoi viaggi ha avuto modo di osservare i mutamenti epocali che stanno investendo il mondo. Migrazioni, megalopoli, Zone Economiche Speciali, comunicazioni e cambiamenti climatici stanno ridisegnando la geografia planetaria: gli Stati non sono più definiti dai loro confini, bensì dai flussi di persone e dei legami finanziari, commerciali ed energetici che quotidianamente li attraversano. In questo scenario anche lo scontro fra potenze assume nuove forme, trasformandosi in un forsennato tiro alla fune: gli eserciti vengono usati tanto per difendere i territori quanto le risorse e le infrastrutture che vi sono custodite. Sono i prodromi della definitiva scomparsa delle guerre? Connectography, che chiude la trilogia di cui I tre imperi e Come si governa il mondo sono i primi due volumi, è una mappa dettagliatissima che non solo ci offre una lucida analisi del presente, ma ci propone una visione molto ottimistica del futuro che ci attende: un mondo in cui le linee che lo connettono sono molte di più di quelle che lo separano.
Homo Deus : a Brief History of Tomorrow / Yuval Noah Harari
Harper perennial, 2018
Microtrend / Mark J. Penn ; con E. Kinney Zalesne ; traduzione di Andrea Plazzi
[Milano] : Sperling & Kupfer, copyr. 2008
Abstract: È finita l'epoca dei megatrend. Il mondo è in trasformazione, il motore del cambiamento non sono più i grandi fenomeni globali, bensì gli schemi di comportamento di gruppi relativamente piccoli ma dalla crescente influenza nel mondo degli affari, della politica, delle abitudini quotidiane. Basandosi su dati e numeri e su un'esperienza decennale di analista, Penn identifica circa sessanta microtrend: tendenze spesso sorprendenti e controintuitive, a volte contraddittorie e persino buffe, che stanno trasformando sensibilmente il modo in cui gli individui vivono il lavoro, la fede, il tempo libero, i rapporti interpersonali, il ruolo di elettori e consumatori. A plasmare il mondo di domani non saranno tanto l'invasione cinese o il riscaldamento globale, la rivoluzione digitale o il crollo della natalità, quanto tutta una serie di piccoli fenomeni emergenti quali le coppie pendolari, i medici fai da te, gli imprenditori adolescenti, i milionari timidi. Il testo propone anche un metodo, il microtrending, applicabile in diversi ambiti, dal marketing alla comunicazione d'impresa, dalla politica all'indagine sociale. Sulla scia di Freakeconomics, una lettura per capire dove sta andando il mondo.
2012 : catastrofismo e fine dei tempi / Riccardo Cascioli, Antonio Gaspari
Milano : Piemme, 2010
Abstract: Il 21 dicembre 2012 è ormai visto come una ineluttabile scadenza, come una data attraversando la quale l'umanità giungerà a un punto di non ritorno. C'è chi paventa la fine del mondo, chi invece parla di una nuova era; c'è chi predice la fine della vita sulla terra a causa di una catastrofe ambientale e chi invece preconizza una terza guerra mondiale che annienterà l'umanità. Tra i mille profeti di sventura, si leva una voce fuori dal coro, che mette in guardia dai falsi allarmismi. Il primo passo è scoprire che quello della fine del mondo è un argomento vecchio... una tesi periodicamente ricorrente che però non incontra alcuna seria conferma scientifica. Esaminando le condizioni climatiche e i mutamenti di lungo periodo, si scopre poi che non hanno alcun fondamento le apocalittiche predizioni di disastri ambientali prospettate a ogni conferenza internazionale sul clima od ogni qualvolta arriva l'estate e si registra il solito caldo record... Tali predizioni sono anzi sintomi di quel catastrofismo che è la vera malattia del terzo millennio, una fobia diffusa ad arte da chi detiene il potere dell'informazione per creare angoscia, smarrimento, paura. L'antidoto è il ritorno alle fonti, in primis la Bibbia, e alle profezie in essa contenute che illuminano il futuro dell'umanità di una nuova speranza: quello che ci attende è la fine dei tempi, cioè l'avvento di un mondo nuovo in cui l'uomo ritroverà la pace, l'armonia e la serenità che paiono oggi irrimediabilmente perdute.
Aboca, 2021
Abstract: Un libro sorprendente e provocatorio, che immagina come cambierà la geografia dell'Italia se non saremo capaci di arretrare gli effetti del cambiamento climatico Come ormai tutti purtroppo sappiamo, l'impatto dell'umanità sul pianeta sta producendo effetti devastanti. La realtà geografica che identifichiamo con l'Italia è stata nei millenni estremamente mobile per ragioni tettoniche, morfogenetiche, climatiche, ma in ultimo anche antropiche e possiamo dunque affermare, con rigore scientifico, che Homo sapiens sta contribuendo a cambiare il clima e pertanto anche la conformazione della superficie terrestre: non è un fenomeno recente, ma non era mai accaduto in tempi così rapidi e con conseguenze così vaste. Considerata questa inedita accelerazione, non possiamo fare a meno di chiederci: come muterà l'aspetto del mondo nel futuro prossimo? Se tutto continuerà ad andare per il verso sbagliato e non attueremo le giuste misure per evitarlo, assisteremo allo fusione dei ghiacci perenni e all'innalzamento del livello dei mari. Per farci riflettere sui rischi concreti a cui potremmo andare incontro, il filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani e il geografo Mauro Varotto hanno immaginato come si trasformerà l'Italia proiettandoci, in maniera distopica, nell'anno 2786. Esattamente 1000 anni dopo l'inizio del viaggio in Italia di Goethe, comincia così il tour di Milordo a bordo del battello Palmanova attraverso la geografia visionaria del nostro futuro: la Pianura padana sarà quasi completamente allagata; i milanesi potranno andare al mare ai Lidi di Lodi; Padova e tantissime altre città saranno interamente sommerse; altre ancora si convertiranno in un sistema di palafitte urbane; le coste di Marche, Abruzzo e Molise assumeranno l'aspetto dei fiordi; Roma sarà una metropoli tropicale; la Sicilia un deserto roccioso del tutto simile a quello libico e tunisino... Tappa dopo tappa, al viaggio di Milordo farà da contraltare l'approfondimento scientifico che motiverà, con dati e previsioni, le ragioni del cambiamento territoriale - illustrato, per l'occasione, con una serie di mappe dettagliatissime create da Francesco Ferrarese. Uno scenario giudicato per fortuna ancora irrealistico, ma utile per farci capire che l'assetto ereditato del nostro Paese non è affatto scontato e che la responsabilità di orientarlo in una direzione o nell'altra è tutta nostra.
Il futuro della popolazione nel mondo / a cura di Antonio Golini
Bologna : Il mulino, copyr. 2009
Abstract: Discutere l'andamento demografico mondiale nel XXI secolo, con frequenti riferimenti al 2050, potrebbe sembrare un puro esercizio di fantasia statistica, ma non è così: oltre il 60 per cento di quella che sarà la popolazione mondiale alla metà del secolo è in vita già oggi. Parlare del 2050 non significa quindi fare riferimento a cifre astratte, ma in larga misura a persone reali, già presenti sulla faccia della Terra. Quello che ci attende è uno scenario di straordinarie differenze territoriali, pressioni migratorie fortissime, urbanizzazione sempre più spinta. Quale nuovo governo del mondo occorrerà per gestire un futuro così complesso e dinamico?
Processo agli economisti / Roberto Petrini
Milano : Chiarelettere, 2009
Abstract: Gli economisti hanno molto potere e sono dappertutto: nel governo, nei giornali, nelle università, nelle banche, nei consigli di amministrazione delle aziende, ai vertici di istituzioni finanziarie internazionali (il Fondo monetario e la Banca centrale europea). Le loro verità non ammettono repliche, confortate da dati e sofisticati strumenti di analisi. Eppure fanno errori macroscopici e non sono stati capaci di prevedere la crisi. Com'è possibile? Adesso molti di loro sono sul banco degli imputati. Questo libro spiega perché e individua i maggiori capi d'imputazione, prima di tutto l'infatuazione per il dio Mercato. Un duro atto d'accusa verso una categoria che sembra aver perso il contatto con la realtà e con i bisogni delle persone. È forse giunta l'ora dell'autocritica? In appendice: Le dieci bugie degli economisti, La crisi e le ultime parole famose.