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Trovati 231 documenti.
Newton Compton, 2025
Abstract: Maggie, Liz, Helena e Joni sono amiche dai tempi della scuola. Ogni anno organizzano una vacanza tutte insieme, di solito in luoghi caldi dove rilassarsi su una bella spiaggia. Questa volta, però, hanno deciso di optare per qualcosa di radicalmente diverso: una scalata del monte Blafjell, in Norvegia. Le quattro partono così per un'avventura all'insegna della natura selvaggia. Tuttavia, la loro gita si tinge ben presto di inquietudine quando scoprono che proprio sul Blafjell, solo l'anno prima, un'escursionista è scomparsa in circostanze mai chiarite. Senza saperlo, le amiche si stanno spingendo nel cuore del mistero che circonda quella sparizione. Ma in agguato sulla montagna c'è qualcuno disposto a fare di tutto affinché certi segreti restino ben sepolti
K2, la verità : 1954-2004 / Walter Bonatti
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2007
Abstract: Cosa accadde davvero il 30 e 31 luglio 1954 sul K2, a partire dai 7.627 metri dell'ottavo campo e fino agli 8.616 metri della sua cima - la seconda più elevata della Terra - vinta cinquant'anni fa dagli italiani? Come hanno potuto reggere, e persistere - davanti a documentazioni fotografiche e a testimonianze inequivocabili - le falsità della storia ufficiale di quel riprovevole assalto finale? Bonatti, protagonista e vittima della vicenda, riepiloga fatti e testimonianze, documenti e inchieste, eliminando ogni possibile dubbio su come siano andate realmente le cose. Con la determinazione che ha accompagnato ogni tratto della sua vita indica, in pagine piene di tensione e di amarezza, il lato oscuro di quell'impresa.
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: “Mi fermo un attimo a riprendere fiato. Manca poco alle quattro e una buona metà della parete Rakhiot è ormai sotto di noi. Finora le nostre scelte si sono rivelate giuste. Poi mi rimetto a salire, un metro dopo l’altro. Arrivo ad un passo dalla spianata, sto per sollevarmi e tirare su le gambe, quando all’improvviso il silenzio viene spezzato bruscamente. Sopra di me, qualcuno sta gridando. È la voce di Simon che urla il nome di Karl, ancora e ancora. Mi blocco di colpo e tendo le orecchie. Nessuna risposta. Di nuovo il silenzio della montagna”. (Walter Nones). Questo libro è il racconto vibrante e bellissimo di quanto accadde in quel Luglio del 2008. A 6000 metri di altitudine tre alpinisti italiani stanno aprendo una nuova via sull’imponente versante Rakhiot del Nanga Parbat, il più occidentale degli Ottomila. Sono Karl Unterkircher, Simon Kehrer e Walter Nones. Fino a quando un crepaccio si apre all’improvviso sotto i piedi di Karl, inghiottendolo. Nones e Kehrer proseguiranno sul difficile versante Rakhiot, portando a termine un’impresa epica – che segnerà profondamente i loro animi – in nome dell’amico e compagno di tante avventure: e quella è da allora la “Via Karl Unterkircher”. Cosa spinge i protagonisti a praticare l’alpinismo estremo? Non il brivido del rischio, la sfida o la fama, ma qualcosa di molto profondo: una passione inesausta che li porta a confrontarsi sempre con l’apparentemente impossibile, con umiltà e rispetto, il desiderio di scoperta, i momenti di riflessione, i lunghi silenzi, la fiducia nell’altro, il valore intimo dell’amicizia, a 7000 metri, chiusi dentro una tenda mentre fuori imperversa la tempesta, o davanti a un’alba che sembra la creazione del mondo. Tutto questo anche a costo della vita, una sorte toccata nel 2010 pure a Walter Nones, mentre scalava il Cho Oyu.
Nell'ombra della luna : storie di Soccorso Alpino / Daniele Chiappa
Casa editrice Stefanoni, 2007
Cervino, il più nobile scoglio / Reinhold Messner ; traduzione di Manuela Carozzi
Corbaccio, 2015
Abstract: Il 14 luglio 1865 il venticinquenne inglese Edward Whymper, partito da Zermatt, raggiunge per primo la vetta del Cervino-Matterhorn, il "più nobile scoglio" come scriveva il poeta John Ruskin. Scendendo, tuttavia, in seguito a un incidente la corda che teneva legati i sette scalatori si rompe, e quattro di essi perdono la vita precipitando nel vuoto. Pochi giorni più tardi, Jean-Antoine Carrel arriva in cima dal versante italiano. Carrel è il vero "eroe" dell'avvincente racconto che Reinhold Messner fa della "conquista" di questa splendida montagna: Carrel, la guida della Valtournenche, colui che per primo osò pensare di salire il Cervino, fino ad allora considerato inespugnabile e che dai tempi più remoti ha alimentato miti e leggende paurose. E Carrel è caratterialmente l'opposto del "dandy" Whymper: taciturno, istintivo, dominato dal senso di responsabilità per le persone che scalano con lui, affidabile fino alle ultimissime ore prima di morire lui stesso sul Cervino, venticinque anni più tardi, dopo aver assicurato la salvezza ai suoi compagni. Perché la corda che teneva gli inglesi si sia rotta è ormai chiarito da tempo, ma è la questione del "senso di responsabilità" che interessa soprattutto Messner. E in questo libro, che prende le mosse dai grandi classici sul Cervino, come "Il Monte Cervino" di Guido Rey e "La salita del Cervino" dello stesso Whymper, Messner è come se facesse parte dell'una e dell'altra cordata dei due personaggi contrapposti, Whymper e Carrel, che rappresentano due modi radicalmente diversi di vivere la montagna.
Sul tetto del mondo / Robert Bates ...[et al.] ; a cura di John E. Lewis
Roma : Newton Compton, 2009
Abstract: Le prove più estreme dell'alpinismo, raccontate come in un romanzo. La spaventosa maestosità della montagna, il trionfo e la tragedia di chi l'ha conosciuta e l'ha sfidata. Nessuno vede più a fondo, più chiaramente, più profondamente di chi è appeso con la punta delle dita sull’orlo dell’abisso. Le leggende dell’alpinismo raccontano le prove più estreme che hanno dovuto affrontare per rispondere all’oscuro e irresistibile richiamo della montagna, facendo appello a tutta la loro audacia e alla loro resistenza. Se sei debole di cuore, questo libro non fa per te, se ami le letture tranquille stai lontano da questi racconti. Ma se vuoi scalare con i Grandi e se hai un’idea dei sacrifici affrontati e del coraggio mostrato da questi uomini temerari, allora Sul tetto del mondo è un libro che non può sfuggirti. I grandi uomini che hanno conquistato le grandi vette del pianeta: Robert Bates, la sfortunata spedizione americana sul K2; Walter Bonatti, l’impresa che segna una tappa indimenticabile nella storia dell’alpinismo; Jon Krakauer, il leggendario assolo in Alaska: la scalata del picco Devil’s Thumb; George Leigh Mallory, 1922: l’incredibile spedizione sull’Everest; Reinhold Messner, il primo uomo a scalare l’Everest senza l’ausilio di ossigeno …e tante altre avventure ai limiti dell’impossibile
Una croce sul Monte Confinale : iniziativa di Gruppo del Club Alpino Italiano, Sezione di Vimercate
: [S.n.], 2009 ( : Tipografia Colitti)
Due e un ottomila : Gasherbrum I e II in stile alpino / Reinhold Messner
Corbaccio, 2015
Cime inafferrabili / di Victor Saunders
Alpine Studio, 2015
Abstract: Se siete convinti che "alpinismo estremo" sia uguale a sofferenza, preparatevi ad una sorpresa. Saunders ci conduce nella più felice tradizione del super-alpinismo dilettantesco e anti eroico. Dove le montagne (magari impossibili) sono molto spesso l'occasione per una vacanza sopra le righe, e dove l'alpinismo, sempre ai massimi livelli tecnici, è il più delle volte il mezzo e non il fine. Non si parla di salite agli Ottomila, ma di montagne selvagge e pareti impressionanti, tra le più difficili della Terra, affrontate con lo stile e l'ilarità tipica del migliore alpinismo inglese. Ghiacciai misteriosi da esplorare, vallate mai percorse da occidentali, grandi spazi bianchi sulle mappe, pareti immense e montagne sconosciute: queste sono le condizioni alla base dell'esplorazione verticale compiuta da Victor Saunders nel corso della sua vita da alpinista.
Rizzoli, 2017
Abstract: «Vedere un essere umano che realizza un sogno è una cosa meravigliosa. Come andare sulla Luna o scoprire l'America: questo è il motivo per cui noi siamo qui.» Sono parole di Tamara Lunger, la giovane e fortissima alpinista altoatesina che nel febbraio 2016 ha tentato con Simone Moro la vetta del Nanga Parbat in invernale. Lui l'ha raggiunta, mentre lei, a soli 70 metri dalla cima, ha rinunciato. Stava male e ha ascoltato la "voce interiore" che le diceva di scendere, con la consapevolezza che, se invece fosse andata oltre per amor di gloria, avrebbe poi avuto bisogno d'aiuto per scendere, magari mettendo in pericolo i compagni di cordata. Ma chi è questa donna capace di imprese finora tentate solo da uomini? Che cosa la spinge a sfide estreme? In questo libro Tamara si racconta parlando dell'impresa del Nanga, ma scavando molto anche nel proprio mondo e dentro di sé. Ne scaturisce una personalità dirompente che, cresciuta a profondo contatto con la Natura, abituata fin da piccola a mettersi alla prova nello sport, coltiva la passione per l'alpinismo come un modo per trovare se stessa. Certo, essere una donna in un ambiente finora quasi solo esclusivamente maschile ha un prezzo: al campo base bisogna farsi valere, dimostrare che si è capaci di sforzi "da uomini" e magari anche tenere a bada alpinisti «che sembrano marinai appena scesi da una nave»... Ma Tamara, forse anche grazie a un pizzico di follia davanti ai pericoli, vive l'alpinismo come un modo per migliorarsi costantemente, essere in armonia con il cosmo. Per lei la sfida in montagna ha infatti anche qualcosa di spirituale, la avvicina a Dio. E le dona la felicità.
Assassinio sull'Eiger / Trevanian ; traduzione di Alberto Cristofori
Bompiani, 2013
Abstract: Jonathan Hemlock vive in una chiesa gotica sconsacrata a Long Island, insegna storia dell'arte, è un alpinista esperto e un mercenario che uccide persone a pagamento per arricchire la sua collezione di opere provenienti dal mercato nero. Proprio per alimentare la sua passione, Hemlock accetta un ingaggio molto rischioso da un'agenzia dei servizi segreti: dovrà unirsi a una squadra di alpinisti che deve scalare l'Eiger, una delle vette più insidiose delle Alpi; uno di loro (ma non si sa chi) è un sicario, che ha ucciso un agente segreto americano; Hemlock deve eliminarlo.
La conquista degli ottomila : una splendida follia / Roberto Mantovani
Alpine studio, 2015
Abstract: Dopo decenni di audaci tentativi, dal 1950 al 1964 si consuma una vicenda che ai non alpinisti può sembrare ancora oggi una follia: la corsa alla conquista delle quattordici montagne più alte della Terra. I quattordici Ottomila. Fino a quel momento l'epopea dell'avventura esplorativa si era sempre rivolta a mete differenti, come le ultime terre emerse ancora sconosciute, le sorgenti dei grandi fiumi, il Polo Sud e il Polo Nord, ma mai aveva preso di mira obiettivi seriali. Negli anni che seguono la Seconda guerra mondiale, la battaglia dell'Everest si allarga a tutte le montagne più elevate del mondo. A raccontarla oggi sembra impossibile, ma a partire dagli anni 50 del secolo passato la corsa agli Ottomila si trasforma in una strana competizione tra le grandi potenze. Ognuna di queste ha infatti la sua montagna di riferimento: i francesi decidono per l'Annapurna; i tedeschi hanno in mente il Nanga Parbat, su cui nei decenni precedenti hanno perso 31 uomini; i britannici, che corteggiano l'Everest dal 1921, ne calcano la cima nel 1953; gli italiani la spuntano per primi sul K2 nel 1954. Poi la palla torna definitivamente in mano agli alpinisti, che impiegano però anni a liberarsi dai modelli gerarchici e autoritari che caratterizzano le prime spedizioni himalayane. Ripercorrendo la storia dei quattordici anni che hanno segnato in profondità l'himalaysmo, l'autore propone una lettura degli eventi che, accanto ai fatti alpinistici, affianca analisi e contesti utili per allargare la comprensione...
: Editoriale Domus, 2005
Montagne narratori ; 3
L'ascensione del Monte Bianco / Ludovic Escande ; traduzione di Margherita Botto
Einaudi, 2018
Abstract: «Caro Ludovic, ti porterò in cima al Monte Bianco!» L'avventura comincia cosí, in una sera di fine ottobre innaffiata di chablis: Ludovic ha appena confidato a un amico che sta attraversando un periodo difficile, sua moglie vuole divorziare, sente di aver fallito in tutto. L'amico è lo scrittore Sylvain Tesson, esperto scalatore, celebre per i suoi libri e le imprese folli a tutte le latitudini. Per lui proporre la scalata del Monte Bianco come sollievo ai dispiaceri dell'amico è la cosa piú naturale del mondo! Ma l'impresa è davvero «un'impresa impossibile», o almeno cosí appare, perché Ludovic è un tipo sedentario, un animale da città, un fumatore accanito, un bevitore tenace, uno schiavo dei farmaci. E poi, ha paura. Paura dell'altezza. Ludovic - che oltretutto è un editor: categoria notoriamente poco avvezza alle vette - non possiede nemmeno un centimetro della stoffa dell'alpinista... tranne, forse, l'incoscienza che lo spinge a dire di sí. La partenza è prevista per fine giugno. Seguiranno mesi di dura preparazione scanditi da ginocchia doloranti, allenamenti su e giú per le scale della casa editrice, vani tentativi di darci un taglio con i vizi. Si uniranno al duo la guida Daniel du Lac e lo scrittore e amico Jean-Christophe Rufin, anche lui alpinista esperto. Per raggiungere il tetto d'Europa, Ludovic si arma di un paio di scarpe della misura sbagliata, di scorte di Xanax e di una dose di insospettabile coraggio. Tra crisi d'ansia e paesaggi mozzafiato, vertigini invalidanti e percorsi impervi, Ludovic raggiunge la cima del Monte Bianco con i suoi amici. Da qui la prospettiva si rivelerà completamente diversa: per quanto impegnativo (e pericoloso!) il cammino che porta alla vetta è costellato di quelle scoperte in grado di mutare il corso di un'esistenza. L'ascensione del Monte Bianco è una storia vera, con un vero lieto fine. Un'avventura di montagna e di amicizia, di pericoli assurdi e di coraggio, ma anche una spiazzante riflessione sul nostro modo di affrontare la vita e la concreta possibilità di cambiarla.
Solferino, 2018
Abstract: È una lotta veramente disperata la nostra, fra la realtà e noi stessi, ma alla fine siamo noi a vincere e alle 12:30 esatte le nostre bandierine sventolano o meglio sbattono al vento burrascoso della vetta. Siamo sulla punta massima del GIV a 7980 metri di quota.» Così Walter Bonatti rievoca la conquista del Gasherbrum IV da parte della spedizione italiana il 6 agosto del 1958. Un’epica impresa tra le nevi perenni del Karakorum, diversa da tutte le altre, compiuta su una via che nessuno mai più ripeterà nei successivi sessant’anni. SOLFERINO e il CAI – Club Alpino Italiano collaborano e pubblicano il racconto del grande alpinista attraverso il Museo Nazionale della Montagna di Torino, che ne ha curato la realizzazione. La storia rimasta nascosta per decenni e che riemerge oggi nelle pagine scritte da Walter Bonatti al ritorno dall’avventura, ci fa rivivere una delle grandi pagine della storia delle scalate himalayane. Bonatti riscrive la storia con rivelazioni sulla spedizione, il ricordo dei compagni Carlo Mauri, Riccardo Cassin, Bepi De Francesch, Toni Gobbi, Giuseppe Oberto, Donato Zeni e Fosco Maraini, i dettagli e le difficoltà estreme del lento ed emozionante avvicinamento alla vetta e qualche polemica al rientro in Italia. Un documento straordinario che restituisce la dimensione epica di una grande impresa attraverso le parole del suo indimenticato protagonista.
Lettere dall'Himalaya / Reinhold Messner
Rizzoli, 2021
Abstract: La storia della conquista dell'Himalaya è rivissuta attraverso la dimensione umana che traspare dalla corrispondenza di Reinhold Messner e di chi, prima di lui, ha affrontato quella sfida: Mummery, Mallory, Herzog, Buhl e gli altri protagonisti di un capitolo fondamentale di storia dell'alpinismo. Le loro lettere raccontano sogni, speranze, orgoglio, paure e disillusioni. L'immediatezza e spontaneità di queste parole fanno vivere al lettore la potenza delle emozioni, senza il filtro del tempo.
Montagne per un uomo vero / Pierre Mazeaud
Alpine studio, 2011
Abstract: La storia di un grande uomo e grande alpinista francese. Pierre Mazeaud balzò agli onori della cronaca internazionale come uno dei superstiti, assieme a Walter Bonatti, alla grande tragedia del Pilone Centrale del Freney, sul Monte Bianco, nel 1961. Pierre Mazeaud ha una lunga carriera alpinistica alle spalle, con delle numerose prime ascensioni nelle Alpi e prime ascensioni invernali. Tra le tante imprese ha compiuto prime ascensioni come la via del Miracolo sulla Nord-Ovest del Monte Civetta con Sorgato e Piussi, la parete Est delle Petite Jorasses con Walter Bonatti, col quale instaurò un legame fraterno dopo la tragedia del 1961, la prima ascensione sulla parete Nord della Cima Ovest di Lavaredo (la via Couzy) con Renè Desmaison e le molte vie nuove nel gruppo del Monte Bianco, come la temuta parete Ovest del Blaitière con John Harlin.
Il richiamo dei sogni : la montagna in punta di piedi / di Elio Orlandi
: Alpine Studio, 2013
Oltre confine ; 16
Abstract: Elio Orlandi è uno degli alpinisti italiani più affermati a livello internazionale. Lontano dai clamori che non mancano nel settore alpinistico, è considerato oggi un "veterano" delle vette patagoniche, dal gruppo del Paine al gruppo del Cerro Torre e del Fitz Roy. Fin dalla sua prima esperienza extraeuropea, nel 1982, ha mostrato una particolare attenzione per l'estetica, la difficoltà, l'arditezza e la bellezza dei picchi patagonici. Le sue imprese lo hanno portato dalle terre desolate della Patagonia agli orizzonti sconfinati del Karakorum, a volte con compagni di eccezione come Rolando Larcher, Fabio Leoni e Maurizio Giarolli. In Patagonia ha aperto importanti vie come "Linea d'Eleganza" al Fitz Roy, "Otra vez" al Cerro Standhardt, "Cristalli nel vento" e "Sogno Infranto" al Cerro Torre, "Spirito Libero" e "El Flaco, El Gordo y l'Abuelito" alle Torri del Paine, sulle quali ha anche effettuato la prima solitaria della parete Sud della Torre Nord. In Karakorum ha compiuto la prima ascensione del Gran Pilastro Ovest del K7, mentre nelle sue amate Dolomiti ha aperto un centinaio di itinerari di alta difficoltà nel gruppo del Brenta - dove tuttora vive - e anche molte ripetizioni solitarie. Durante i suoi numerosi viaggi in Patagonia ha filmato vari documentari coi quali trasmette la grande passione per la montagna, l'alpinismo e l'arrampicata.
La scalata senza fine : il muro della morte / Peter e Leni Gillman
Newton Compton, 2017
Abstract: Il monte Eiger, sulle alpi svizzere, è conosciuto anche come “il muro della morte” per la pericolosità della ascensione, che negli anni è costata la vita a moltissimi climber. Nel 1966 due team – uno tedesco, l’altro anglo-americano – cercarono di aprire una via che salisse lungo una perfetta verticale: la Diretta. Le due squadre rivali dapprima si ignorarono, poi furono costrette a scegliere: cooperare e dividere la gloria, o competere fino alla fine? La sfida era iniziata. John Harlin – il leader del gruppo anglo-americano – voleva scalare a ritmo serrato, mentre i tedeschi avevano pianificato una salita lenta. Un giovane inviato del «Daily Telegraph», Peter Gillman, osserverà questa gara estrema con un telescopio dall’hotel più vicino alla parete. Cinquant’anni dopo, possiamo rivivere le forti emozioni di questa incredibile impresa, che ha cambiato definitivamente il concetto di scalata e il modo di organizzare le escursioni in alta montagna.