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Trovati 440002 documenti.
Il fabbricante di sogni / Andrew Crofts ; traduzione di Leonardo Dehò
Piemme, 2009
Abstract: Nel piccolo villaggio pakistano, frotte di bambini giocano a rincorrersi, ridono felici. Iqbal li vede dal finestrino del furgone che lo sta riportando a casa, al tramonto. Quei giochi erano anche i suoi, un tempo. Prima che ogni mattina all'alba venissero a prelevarlo per portarlo alla fabbrica di tappeti. Prima che fosse costretto a trascorrere le giornate attaccato a un telaio, in una stanza afosa, senza staccare gli occhi dal lavoro, altrimenti volano le botte. Prima. Non se li ricorda nemmeno più i giochi da bambini, Iqbal. Eppure non ha ancora dieci anni. Sei anni prima è stato ceduto dalla famiglia per coprire un debito di dodici dollari, contratto dal fratello maggiore per sposarsi. Un debito che non si estingue mai. Da allora è stato uno schiavo, sottomesso a padroni senza scrupoli, a sorveglianti crudeli, abbrutiti dalla miseria e dalla paura. Ha vissuto incatenato al telaio, inginocchiato per quindici ore al giorno, a tessere con le sue piccole mani quei bellissimi tappeti apprezzati in tutto il mondo. Insieme ad altri bambini come lui. Ma Iqbal è diverso, in lui c'è una scintilla che niente riesce a spegnere, la sua mente è attenta e vigile, il suo senso di giustizia innato. Non tutti i bambini sono costretti a lavorare, pensa guardando il mondo dal finestrino di un furgone, quindi ci deve essere un modo. Così, dopo un tentativo fallito e pagato a caro prezzo, Iqbal riesce finalmente a fuggire. Ha un solo obiettivo in testa, un sogno: far sapere al mondo cosa succede in Pakistan, liberare tutti i bambini dalla schiavitù. E ridare loro quell'infanzia che hanno provato a rubargli. Una storia vera, intensa e commovente, impossibile da dimenticare.
Regole e roghi : metamorfosi del razzismo / Annamaria Rivera
Bari : Dedalo, copyr. 2009
Abstract: Passione civile e rigore intellettuale rendono compatta questa raccolta di articoli, preceduta e aggiornata da un ampio saggio sul razzismo nell'epoca della sua riproducibilità mediatica, che si sofferma soprattutto sul caso italiano. Scritti nell'ultimo decennio per quotidiani e periodici, gli articoli, pur affrontando temi svariati, ruotano tutti intorno alla questione della realtà e delle rappresentazioni dei migranti e delle minoranze nelle società europee. Uno dei meriti della raccolta è di mostrare le tappe e lo sviluppo di tendenze oggi del tutto palesi: la manipolazione politica e mediatica di diversità culturali e religiose o di fatti di cronaca in funzione anti-immigrati e anti-rom; l'uso demagogico del tema della sicurezza e la strategia del capro espiatorio; il riemergere di forme di antisemitismo; la dialettica perversa fra il razzismo democratico e quello senza aggettivi. Il tema adombrato nel titolo coincide con la tesi principale del volume: il razzismo istituzionale, veicolato e rafforzato dal sistema mediatico, alimenta la xenofobia popolare e se ne serve per legittimarsi. Questo circolo vizioso, utile a deviare le ansie collettive e a catturare consenso, tende a ridurre migranti e minoranze a nuda vita.
Il ben essere a scuola / Ugo Avalle
[Milano] : B. Mondadori, copyr. 2009
Abstract: La scuola, luogo deputato alla formazione, alla crescita e all'acquisizione di consapevolezza, è spesso teatro di un annoso, irrisolto problema: il malessere psicologico dello studente, che si traduce in disamore per lo studio, bocciature, abbandono, insicurezza e frustrazione generalizzata. Come può realizzarsi un'inversione di tendenza? Il volume analizza con attenzione il preoccupante e sempre più attuale fenomeno del malessere a scuola, definendo le varie tipologie di disagio, indicando i soggetti più coinvolti e illustrandone le principali cause e conseguenze. Partendo da ciò, propone alcune strategie metodologico-didattiche di intervento, mirate alla riduzione o alla soluzione delle situazioni problematiche attraverso un cambio di prospettiva, capace di esprimersi nella partecipazione attiva degli allievi e nella collaborazione tra docenti e discenti. E finalizzato a raggiungere il ben essere a scuola.
Bologna : Il mulino, copyr. 2009
Abstract: II 27 aprile 1994 si tennero in Sudafrica le prime elezioni democratiche con suffragio esteso a tutte le razze, in cui venne eletto presidente il capo dell'Anc Nelson Mandela. Protagonista di uno dei più importanti processi di transizione democratica, da allora il Sudafrica non ha fatto che accrescere il proprio ruolo internazionale, partecipando a operazioni di mediazione e di peace-keeping sul continente africano, divenendo membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (ottobre 2006-fine 2008), e portavoce dei Paesi del Sud del mondo alle riunioni dei G8. Ma l'interesse per la realtà sudafricana riposa nella sua storia di paese colonizzato, nei decenni di lotta contro l'apartheid che tante coscienze occidentali ha mobilitato, nell'eccezionalità della transizione alla democrazia. Il volume illustra il quadro politico-costituzionale, il panorama socio-economico, i risultati ottenuti, le zone di ombra e le sfide di un paese multi-religioso, multi-linguistico, multi-nazionale.
Palermo : Sellerio, copyr. 2009
Abstract: Si dice che siano i sogni a far crescere i bambini. Non solo quelli del resto. Di certo i miti, cristallizzazione dei sogni collettivi, permettono a una società di essere quel che è. Michel Maffesoli, il fondatore della sociologia del quotidiano, il teorico del neo-tribalismo, asserisce un nuovo modo di guardare ai lati banali, locali, semplici di quella che una volta si chiamava cultura di massa: lo sviluppo tecnologico sta dando vita a una fruttuosa sinergia, con il ritorno all'arcaico, con l'esplosione dell'immaginario. Vale a dire che, attraverso la Rete, la comunicazione globale entro cui il cittadino attuale annega senza fondo, riaffiorano le icone dal remoto sostrato del tempo, gli idoli, le immagini archetipiche, e tornano nel loro ruolo riformulato di tenere assieme orizzontalmente i gruppi sociali (le tribù), scacciando tutte le narrazioni razionali con cui la modernità pretendeva sostituirli. Si torna dunque a scrutare i Miti d'oggi, in questo carosello, in questa sarabanda barocca di figure simboliche fluttuanti dalla televisione, da internet, dalle persone virtuali dell'informazione spettacolo. Ma come il Novecento lo faceva per demistificarli, per raschiare la vernice a mostrare dietro il vuoto, qui s'intende svelarne il pieno: i miti oggi, spiega Maffesoli, senza essere lumi, sono scintillamenti che indicano un cammino, individuale e collettivo. Anche della parte in ombra dell'essere umano. Verso il reincanto del mondo.
Milano : Garzanti, 2009
Abstract: Fino a pochi anni fa, gli italiani erano un popolo di risparmiatori. Oggi non più. Il primo colpo è arrivato, grazie alla implicita delle banche, con l'insolvenza dei bond argentini, le bancarotte di Cirio Parmalat, l'agonia di Alitalia, che hanno tosato decine di migliaia di famiglie, un'altra botta l'hanno data i tassi d'interesse, che per un certo periodo hanno fatto schizzare in alto le rate dei mutui. In un panorama segnato dall'inflazione, i una pressione fiscale in costante salita, dall'aumento delle tariffe, l'affondo finale arrivato con il grande crac dell'autunno '08, quando tanti lavoratori sono stati licenziati o cassintegrati e molti investimenti sicuri si sono praticamente azzerati, Ma un conto è parlare di finanza e di economia in termini astratti: il Pil che sale e scende, i tassi che rimbalzano su e giù in un balletto indecifrabile. Altra cosa è vedere come l'economia e la finanza incidano sulle nostre vite. Tutto questo ce lo racconta Luigi Furini, con un viaggio-inchiesta tra gli italiani ormai strozzati dai debiti. Perché - ci fa capire Furini - questa crisi ci sta toccando tutti e di certo non bastano gli inviti all'ottimismo, i salvataggi miliardari delle grandi banche e dei banchieri (gli stessi che ci hanno portato lino a questo punto) o le sparate demagogiche a rimetterci in carreggiata.
Molfetta : La meridiana, copyr. 2009
Abstract: Ancora sulle emozioni!!! Calma, questo non è un libro come gli altri. Nessuna teoria, ma concretamente una proposta, o meglio un programma per educare all'apprendimento sociale ed emotivo.Sì, un vero programma di lavoro per imparare a gestire le emozioni distruttive, i tre veleni della mente: rabbia, desiderio e illusione. La proposta contenuta in queste pagine è, infatti, una rielaborazione per gli educatori italiani del programma di prevenzione Promoting Alternative Thinking Strategies (PATHS, cioè percorsi), adottato in molteplici scuole dell'infanzia e primarie negli Stati Uniti e in diversi altri Paesi del mondo, per la sua particolare efficacia. Il programma PATHS ha l'obiettivo di migliorare la comprensione e il riconoscimento delle emozioni, incrementare le abilità di pensiero e diminuire i problemi comportamentali, stabilendo e mantenendo relazioni positive. Insomma, prevenire è sempre meglio che curare, ma educare è sempre meglio che prevenire. E, comunque, sia chiaro: servono efficaci tecniche pedagogiche, ma soprattutto la capacità degli educatori di entrare in relazione con i ragazzi. A questo può servire, allora, un testo di emozioni per l'uso: a offrire strategie efficaci per gli educatori che vogliano migliorare la relazione con se stessi e con gli altri.
UNICOPLI, 2004
Studi. Biblioteca di Storia Contemporanea ; 14
Molfetta : La meridiana, copyr. 2008
Abstract: Si comincia giocando coi pensieri. E si finisce giocando con se stessi. Sempre così. TI gioco conduce per vie sconosciute. Va dove ti porta il gioco, potremmo dire, e ti ritroverai nel mondo in cui vivi. Questa, infatti, è la principale destinazione del gioco: costruire mondi in cui le persone scelgono di vivere. Ecco un libro, allora, per agire nel mondo costruendo gruppi. Già, i gruppi non esistono in natura, perché sono strutture organizzate, modalità di comunicazione che attraversano momenti di forza e di debolezza, non meccanismi automatici. E, dunque, per costruire un gruppo occorre consapevolezza ma anche competenza. E abilità. Il gioco è un'interfaccia indispensabile per passare dalla coppia al gruppo, dalla comunicazione duale a quella plurale.Molti dei giochi presentati in questo testo, partoriti da un inedito progetto chiamato LARA, sono rivolti allo sviluppo di un nuovo gruppo in azione. Infatti, pur ispirandosi al T-group e ad altri gruppi già conosciuti (focus group, brainstorming, gruppo di lavoro, team building, OST, ecc), quello proposto in queste pagine è un nuovo gruppo, orientato alla formazione e non alla terapia, ma che agisce sulla realtà.Pur nascendo con l'obiettivo di trasformare la classe in gruppo, il LARA può essere utilizzato per fare gruppo in qualsiasi altro contesto (in collegi di docenti, nelle squadre sportive, nelle associazioni, nel campo aziendale, nei servizi sociali, ecc).
Milano : Angeli, copyr. 2008
1Condizionamenti educativi ; 61
Abstract: [Continuità educativa orizzontale e verticale (scuola, famiglia, extrascuola e nido, materna, elementare e media)] [Scuola: problematiche generali, temi d'attualità, studi critici, dibattiti politico-culturali, indagini statistiche, dispersione scolastica ] [Problemi educativi e didattici della scuola materna] [Problemi educativi e didattici della scuola elementare e media] [Problemi educativi e didattici della scuola (problematiche generali, metodi, mezzi e tecnologie didattiche, l'informatica nella scuol a: computer e software)] [Programmazione didattica, educativa e interdisciplinarità] [Sperimentazione ; Innovazione] [Ricerca ; Documentazione] [Valutazione scolastica (voti, tests, schede) ; Osservazione ; Valutazione formativa ; Portfolio] [Organizzazio ne ; Autonomia del bambino] [Tecniche metodologiche di insegnamento ; Animazione educativa] [Psicologia ed educazione (problematiche generali)] [Psicologia scolastica, dell'apprendimento (l'osservazione del bambino)] [Psicologia sociale] [Ricerca in psico logia ; Psicologia medica e pediatrica] [Legislazione scolastica, organi collegiali: politica scolastica, disposizioni legislative] [Ruolo, formazione e aggiornamento educatori e insegnanti ; Dirigenti scolastici] [Ruolo e formazione operatori scolastici e sociali, mediatori] [Formazione professionale, orientamento scolastico e professionale (CFP) (dopo la scuola media inferiore)] [Funzione direttiva ed ispettiva nella scuola]
Molfetta : La meridiana, copyr. 2008
1Partenze
Angeli, 2008
La Societa Industriale e Postindustriale. Saggi ; 142
Il curricolo e l''educazione linguistica : leggere le nuove Indicazioni / a cura di Adriano Colombo
Angeli, 2008
G.I.S.C.E.L. ; 8
Roma ; Bari : Laterza, 2010
Abstract: 00ando ai sondaggi per il 150° dell'Unità nazionale, due italiani su tre sono orgogliosi di essere tali. Quando però si tratta di spiegare perché, tutto si fa più complicato. Cosa ci tiene insieme? è la domanda che meno invecchia, in questo Stato ancora giovane. Per non fermarsi a monumenti (difficili) o stereotipi (troppo facili), due giovani autori, che fanno mezzo secolo insieme, si sono guardati alle spalle. Hanno messo il naso dentro quotidiani e riviste pubblicati tra il 1900 e i primi anni Duemila e hanno raccolto le voci di giornalisti, scrittori e intellettuali, come in un'inchiesta a ritroso. Da Gramsci a Bobbio, da la Capria a Veronesi, passando per Scalfari e Montanelli, si sommano indizi e giudizi, rabbie e speranze. I tic, le eterne maschere italiane, da Arlecchino a don Abbondio; i momenti drammatici o felici della storia unitaria, la memoria e le memorie; la vita quotidiana (che cos'è esattamente 'una giornata da italiani'?). Tutto entra in gioco nel rispondere alla domanda Scusi, lei si sente italiano?. Per approdare a una risposta razionale e sentimentale insieme, però ferma. Cercata lontano, ma proietatta al futuro.
Il crocifisso di Stato / Sergio Luzzatto
Torino : Einaudi, 2011
Abstract: Molti pensano che se il crocifisso non avesse più il diritto (o l'obbligo) di stare appeso alle pareti dei nostri edifici pubblici, tutti gli italiani verrebbero privati di qualcosa di particolarmente prezioso, perderebbero un ingrediente costitutivo della loro identità. Non lo dicono solo tanti cattolici, ma anche tanti laici; perché il crocifisso significa qualcosa anche per loro, o comunque sta bene là dov'è. E poi, quel pezzo di legno e d'avorio non ha mai fatto male a nessuno. Gli uni e gli altri hanno ragione a dire che senza il crocifisso laico l'Italia non sarebbe più la stessa. Ma proprio per questo dovrebbe essere tolto dal muro: perché l'Italia del futuro non somigliasse all'Italia del presente. Perché gli italiani maturassero idee nuove su che cosa significano i simboli, soprattutto i simboli che pretendono di essere universali. E perché raggiungessero una visione meno zuccherosa e più razionale, meno retorica e più critica, insomma una visione più seria, dei modi in cui la presenza (e l'invadenza) della Chiesa nella vita del laicato ha condizionato e condiziona la nostra identità. Il crocifisso sul muro non è soltanto un problema di diritto, una questione di codici o di codicilli. Il crocifisso sul muro è soprattutto un problema di storia. Una storia lontana o anche lontanissima, risalente fino al Medioevo, e una storia vicina o anche vicinissima, dal primo Novecento a oggi. Così, per Sergio Luzzatto ragionare del crocifisso laico equivale a ragionare di storia...
La bottega delle fiabe : la narrazione come metodo per educare ai valori / Silvia Arborini
Molfetta (BA) : La Meridiana, 2011)
Abstract: Il volume offre le storie, ma anche la guida metodologica, per trasformare la narrazione con i bambini da 3 a 8 anni in uno strumento pedagogico utile ad avvicinare ai valori culturali di riferimento, senza scadere in modalità prescrittive o rigide. L'obiettivo è stimolare un sesto senso capace di cogliere la trama valoriale celata dietro le scelte e le azioni dei personaggi delle fiabe oltre che allenare i bambini a far proprio un modello di pensiero riflessivo, agile e flessibile. Riflettere sui valori, partendo da una storia fantastica, significa ragionare con i piccoli sulla loro giornata, su concetti quale il giusto e lo sbagliato, o il bene e il male, intuire il legame esistente tra azione e reazione. Si educa a vivere se stessi in relazione con gli altri, ad agire le proprie scelte in funzione di ciò in cui si crede accettandone le conseguenze e imparando a gestire un sereno equilibrio tra i propri bisogni e quelli altrui facilitando, in questo modo, la socializzazione.
Privati dell'acqua? : tra bene comune e mercato / Antonio Massarutto
Bologna : Il Mulino, 2011
Abstract: II nostro sistema idrico è superato, manca di pezzi importanti e fornisce complessivamente un servizio inferiore rispetto alle aspettative di un paese moderno, evoluto e benestante quale l'Italia si vanta di essere. È un sistema pieno di buchi, il nostro. Buchi nei tubi, ma soprattutto buchi nei bilanci da cui dovremmo attingere le risorse necessarie. Se non vogliamo che a essere privati dell'acqua siano i nostri figli e nipoti, il settore idrico deve mobilitare risorse importanti, che la fiscalità non può mettere a disposizione, e che vanno perciò ricercate sul mercato. Questo evidentemente non deve andare a pregiudizio dell'universalità dell'accesso al servizio, né farci dimenticare che l'acqua è un bene primario a cui tutti hanno diritto. Si può fare, e l'esperienza di tanti altri paesi ce lo dimostra; ma occorre sfuggire alla faciloneria, alla retorica, all'ideologia, alla ricerca di scorciatoie, alle molte trappole che il buon senso comune dissemina sulla nostra strada.
Sempre più blu : operai nell'Italia della grande crisi / Antonio Sciotto
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: La lotta di classe è finita, sostengono alcuni. Imprese e sindacati hanno opinioni diverse ma una cosa è certa: gli operai non sono scomparsi. La tuta blu non è un residuato del Novecento, ma contiene ancora oggi storie, passioni, lotte. E soprattutto persone, uomini e donne in carne e ossa. Antonio Sciotto raccoglie le loro esperienze, entra nelle fabbriche piccole e grandi e spiega cosa sta cambiando e cosa sta succedendo: i lavoratori del Duemila appaiono disincantati rispetto alla politica e ai partiti, fanno sindacato ma spesso si compattano solo quando la loro azienda sta per chiudere. In altri casi invece si dividono: la paura di perdere il posto accende la diffidenza verso gli immigrati e alimenta politiche di esclusione, soprattutto al nord e in territori leghisti. Alcuni operai si sentono soli e disperati, se perdono il lavoro arrivano a togliersi la vita, come è accaduto pure a tanti piccoli imprenditori del Nord-Est. Altri scatenano la fantasia, e mettono in campo nuovi tipi di protesta, come all'lnnse e sull'Asinara: si arrampicano su una gru o si autorecludono su un'isola per attirare i mezzi di informazione. Ma ci sono anche operai che sognano un futuro diverso, addirittura senza la loro fabbrica: accade a Taranto, dove la città è avvelenata da una enorme acciaieria e gli abitanti si interrogano sulla possibilità di un diverso modello di sviluppo.
Gli italiani spiegati da Berlusconi / Paolo Ceri
Roma ; Bari : Laterza, 2011
L'infiltrato : [una storia vera] / Antonio Salas
Roma : Newton Compton, 2011
Abstract: Si è creato un'identità fittizia, è diventato il braccio destro di famigerati terroristi internazionali, è stato iscritto nell'elenco dei ricercati a livello mondiale, per sei anni ha vissuto sotto mentite spoglie. Questa è la storia vera di Antonio Salas, giornalista investigativo capace di infiltrarsi nelle reti terroristiche di tutto il mondo per svelarne dall'interno i retroscena più misteriosi. Ha scoperto le connessioni tra Chávez, l'ETA, le FARC, Hamas e al-Qaeda, ha agito sotto copertura in Venezuela, Palestina, Cuba, Libano, Marocco, Egitto, e ha provato sulla sua pelle quanto pesano i pregiudizi su chi abbraccia l'Islam, soprattutto dopo gli attentati alle Torri Gemelle, Londra e Madrid. Mettendo a rischio la sua stessa vita, Antonio Salas ha recitato le preghiere dell'Islam, ha sofferto, pianto e gioito fianco a fianco con gli uomini più pericolosi del pianeta (un nome su tutti: Carlos lo Sciacallo, l'uomo che ha fatto tremare il mondo). Ha conosciuto la rabbia cieca che può spingere un uomo a imbracciare un fucile o a cercare il martirio. Ha valicato una frontiera del giornalismo che nessuno aveva mai avuto il coraggio di superare. Perché lui è Muhammad Alí Tovar Abdallah. Perché lui è Antonio Salas. L'infiltrato.