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Trovati 486 documenti.

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First english words
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Libri Moderni

Bonnet, Rosalinde <1978-> - Taplin, Sam - Newell, Keith

First english words / [illustrated by Rosalinde Bonnet ; words by Sam Taplin ; designed by Keith Newell with additional design by Nickey Butler]

Usborne, 2015

My first word book about school
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Libri Moderni

Bathie, Holly

My first word book about school / [illustrated by Marte Cabroll ; words by Holly Bathie]

[S.l.] : Usborne, 2018

Abstract: Età di lettura: da 2 anni.

Le paroline magiche
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Libri Moderni

Tinarelli, Beatrice <1978->

Le paroline magiche / [illustrazioni Beatrice Tinarelli]

DeAgostini, 2018

101 cose da scrivere per fare il fenomeno e lasciare tutti di stucco con le parole (anche allle medie!)
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Libri Moderni

Strada, Annalisa <1969- ; autrice per ragazzi>

101 cose da scrivere per fare il fenomeno e lasciare tutti di stucco con le parole (anche allle medie!) / Annalisa Strada

DeAgostini, 2020

Abstract: Quante volte ti è capitato di voler rispondere per le rime o di voler fare colpo e sei rimasto senza parole? Le scuole medie sono una vera sfida e avere una buona parlantina è un'ottima arma segreta per non farsi incastrare. Niente paura! Annalisa Strada torna con 101 divertentissime prove per imparare a scrivere e parlare: giusto qualche trucchetto e avrai sempre La parola giusta per ogni occasione!

Basta dirlo
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Libri Moderni

Borzacchiello, Paolo <1974->

Basta dirlo : le parole da scegliere e le parole da evitare per una vita felice / Paolo Borzacchiello

Mondadori, 2021

Abstract: Quanti di noi cominciano abitualmente una conversazione con espressioni come "Scusa se ti disturbo", "non ti ruberò troppo tempo"? Formule all'apparenza innocue, di cortesia, che in realtà nascondono trappole cognitive che ci impediscono di essere davvero efficaci. Lo stesso vale per certe frasi e modi di dire che ci sentiamo ripetere fin da bambini - "così fai piangere la mamma", "l'erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re" - e che inconsapevolmente agiscono come anatemi sulla nostra esistenza, influenzandola negativamente. "La nostra vita" ci spiega Paolo Borzacchiello, uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica, "è il risultato del linguaggio che usiamo in ogni contesto, con noi stessi e con gli altri. Utilizzare un linguaggio pulito e costruttivo, e liberarti delle frasi e delle parole che inconsapevolmente ti fanno del male, ti permetterà di trasformarti, letteralmente, in una migliore versione di te stesso. E non parlo di teorie esoteriche o di vaneggiamenti in stile pensiero positivo: parlo di reti neurali, di strutture cerebrali e di architetture che concretamente faranno poi parte di te e di conseguenza della tua vita. Puoi essere più forte delle tue abitudini. Ci metterai un po' più di 21 giorni, ma alla fine vincerai tu. Il concetto è semplice: come parlerebbe la persona che vuoi diventare? Scegli le parole e usale, con la consapevolezza che le parole fanno cose". Con il suo stile semplice e diretto, Paolo Borzacchiello condivide con il lettore quanto ha imparato in anni di studi nell'ambito dell'intelligenza linguistica e delle interazioni umane: ci spiega quali espressioni ci ostacolano nell'ottenere i risultati che desideriamo e quali invece sono armi potentissime in grado di garantirci autorevolezza in ogni contesto, quali frasi agiscono come incantesimi e ci fanno stare bene e quali invece demoliscono la nostra autostima e ci impediscono di essere felici. Un manuale semplicissimo ed estremamente pratico per migliorare il nostro modo di comunicare con noi stessi e con gli altri e vivere la vita che vogliamo.

Sono solo parole
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Libri Moderni

Sono solo parole : ma le usiamo tantissimo, anche a sproposito : storie e spiegazioni intorno a come parliamo e scriviamo / con testi di Stefano Bartezzaghi ... [et al.]

Il Post : Iperborea, 2025

Abstract: Gli italiani non sono un popolo di allenatori della Nazionale (in questo numero di COSE Spiegate bene parliamo anche di frasi fatte e luoghi comuni) ma di linguisti: d’altronde non c’è niente che venga insegnato loro a scuola così a lungo quanto l’italiano, e non c’è niente che venga esercitato quotidianamente con tanta intensità. Si può capire che tendiamo a essere presuntuosi, sulla conoscenza dell’italiano e dei suoi usi. I social network, poi, hanno dato spazio a ricchi dibattiti, confronti, riflessioni, anche sulle stesse parole di cui li affolliamo. C’erano insomma ottime ragioni per dedicare COSE Spiegate bene a storie e spiegazioni che riguardano il linguaggio, con approcci prudenti e indulgenti e con molta carne al fuoco (espressione figurata: anche di queste ne abbiamo tante). Parliamo della lingua delle intelligenze artificiali, di quella dei tribunali, di quelle inventate dal cinema e dalla letteratura. Ma anche del vituperato schwa, del latino che usiamo e dei suoi equivoci, e di parole ed espressioni come «movida», «piuttosto che», «cringe», e di certe che non si possono dire. Di come mai diciamo «pronto?» quando rispondiamo al telefono, e di quando smettere di dire «buongiorno» e iniziare a dire «buonasera». Ricordando che «le parole sono importanti», ma anche che «sono solo parole».