Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 271 documenti.
Vajont : genocidio di poveri / Sandro Canestrini
1. ristampa con aggiornamenti
Cierre, 2019
Abstract: L'Aquila, 23 settembre 1969. L'avvocato Sandro Canestrini, patrono nel collegio di difesa della parte civile, pronuncia la propria arringa al processo che vede imputati i maggiori responsabili della strage del Vajont, tra cui personalità di spiccco del mondo politico e industriale. Ma questa arringa in breve si trasforma in un vero e proprio inno contro la cieca tecnicizzazione che invade il mondo moderno, e una durissima accusa alla logica del potere e del progresso, che da sempre vede soccombere chi invece di questo progresso dovrebbe beneficiare.
Attentato al duce : le molte storie del caso Zamboni / Brunella Dalla Casa
Bologna : Il mulino, copyr. 2000
Abstract: La sera del 31 ottobre 1926 a Bologna, nel pieno delle celebrazioni della rivoluzione fascista, venne sparato a Mussolini. Un ragazzo, identificato come l'attentatore, viene massacrato: è Anteo Zamboni, terzogenito sedicenne di un tipografo già anarchico e ora fascista e amico del leader del fascismo bolognese Leandro Arpinati. L'attentato fa scattare la reazione dei fascisti da strada e fornisce l'esca per la promulgazione delle leggi eccezionali che sanciscono l'instaurazione della dittatura. Ma Anteo è un tirannicida, una pedina di un gioco più grande di lui, o addirittura la vittima casuale di una violenza di piazza? Il volume racconta le molte e contradditorie facce di questo ennesimo mistero italiano.
Bompiani, 1990
Tascabili Bompiani. Narrativa ; 383
Abstract: Con il diffondersi della peste a Milano nel XVII secolo, due innocenti furono ingiustamente accusati, processati e incriminati per essere responsabili del contagio pestilenziale tramite sostanze misteriose. L'accusa, infondata, proveniva da una donna del popolo, Caterina Rosa. Nell'estate del 1630, Guglielmo Piazza (commissario di sanità) e Gian Giacomo Mora (barbiere) vennero condannati alla pena capitale e la casa-bottega di Mora destinata alla distruzione. Una colonna venne eretta sulle sue macerie, per divenire monumento all'infamia e alla memoria. Un'opera con cui il Manzoni mette in luce l'errore dei giudici, il loro abuso di potere e, soprattutto, la totale assenza di buonsenso e comprensione.
Il fuoco dell'anima / di Idanna Pucci ; edizione italiana a cura di Cristina Prasso
Longanesi, 1993
Abstract: Manhattan, 26 aprile 1895: un emigrante italiano muore per mano di una compaesana da lui brutalmente sedotta e abbandonata. Il processo è frettoloso e venato di razzismo. L’accusa è di omicidio di primo grado. Il verdetto implacabile. Maria Barbella, ventenne semianalfabeta, viene rinchiusa nel braccio della morte a Sing Sing. È la prima volta che una donna è condannata alla sedia elettrica. Un’altra donna entra in scena: è Cora Slocomb di Brazzà, ereditiera americana sposata ad un nobile friulano, che si lancia nell’ impresa di strappare la giovane al suo atroce destino. La sua voce si fa sentire in tutti gli Stati Uniti, coinvolgendo la stampa e ogni classe sociale in questa prima campagna contro la pena di morte. Ma Cora ignora che il caso di Maria è legato al ruolo della sedia elettrica nella “guerra” che si sta scatenando tra Edison e Westinghouse per il monopolio dell’energia elettrica. Il testo – una ricca messe di fonti documentarie scoperte dall’autrice, pronipote di Cora Slocomb, in anni di ricerche – fa riflettere su aspetti della vita quanto mai attuali: le tragiche migrazioni che sono sotto gli occhi di tutti, il dramma della violenza individuale, e l’atrocità di quella collettiva che si sta compiendo nel vicino Oriente e nella martoriata terra d’Africa. L’attivismo di Cora e la capacità di Maria di riscattarsi come persona ci indicano una via per uscire dalla paura e dall’immobilismo che sembrano averci attanagliato: l’accoglienza di chi fugge dall’orrore della guerra e della povertà, l’impegno per una maggiore equità sociale e conoscenza culturale che coinvolga tutte le nazioni civili, un lascito di speranza alle nuove generazioni.
La caccia alle streghe in Europa agli inizi dell'età moderna / Brian P. Levack
Roma : Laterza, 1988
Lo dirà il mare / Vincent Bugliosi e Bruce B. Henderson ; traduzione di Lidia Perria
Milano : Interno giallo, 1992
Il processo a Socrate / I. F. Stone ; traduzione di Francesca Olivieri
Milano : Rizzoli, 1990
Il crucifige! e la democrazia / Gustavo Zagrebelsky
Torino : Einaudi, copyr. 1995
Abstract: La democrazia è un fine o un mezzo? Zagrebelski propone nel volume tre visioni della democrazia: dogmatica, scettica e critica. Ad esse corrispondono tre mentalità, tre visioni del mondo. Il dogmatico non vede che la verità alla quale tutti devono aderire. Lo scettico, la realtà alla quale bisogna piegarsi. Il critico, invece, si fa strada responsabilmente tra le possibilità. La tesi dell'autore è che solo coloro che possiedono una visione critica della democrazia la concepiscono come fine. Per chiarire questo concetto si rifà a uno dei simboli tragici della democrazia: il processo a Gesù dove il dogma dell'infallibilità della volontà popolare si profila come quintessenza della democrazia dogmatica.
Il campo di cipolle / Joseph Wambaugh ; traduzione di Bruno Oddera
Rizzoli, 1980
La Scala ;
Muccioli e il caso San Patrignano / Gianfranco Vignoli Rinal- di
Mursia, 1987
Testimonianze fra Cronaca e Storia. Dopoguerra e Argomenti ; 141
1. ed
Milano : Thélema, 1999
2I poliedri della ragione
La banalità del male : Eichmann a Gerusalemme / Hannah Arendt ; traduzione di Piero Bernardini
Milano : Feltrinelli, 1999
Abstract: Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il New Yorker, sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt banale, e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.
Il caso Tortora / Anna Tortora
Sperling & Kupfer, 1999
Giallo & Vero Misteri d'Italia ; 1
Rist. anast
Milano : RL libri, copyr. 1999
Abstract: La storia si svolge in Lombardia, durante l'occupazione spagnola, tra il 1628 e il 1630. I due protagonisti, Lucia Mondella e Renzo Tramaglino, sono promessi sposi, ma a Don Abbondio, il prete che deve celebrare il loro matrimonio, viene ordinato di non farlo: Don Rodrigo infatti, signorotto locale, si è invaghito di Lucia e non vuole che la giovane sposi Renzo. Don Abbondio incontra i Bravi. Renzo chiede consiglio ad un avvocato – l'Azzeccagarbugli – che però rifiuta di aiutarlo per paura di Don Rodrigo. Allora Renzo si rivolge a fra Cristoforo, un frate cappuccino che si reca al palazzo di Don Rodrigo per farlo rinunciare al suo proposito. Anche Fra Cristoforo fallisce e Renzo e Lucia, dopo alcune vicissitudini (tentativo di un matrimonio a sorpresa, tentato rapimento di Lucia da parte degli scagnozzi di Don Rodrigo) sono costretti a fuggire dal loro paese: Lucia andrà in un convento a Monza, mentre Renzo si recherà a Milano, presso i frati cappuccini, sperando di trovare aiuto. A Monza Lucia verrà presa sotto l'ala protettrice di Gertrude (la Monaca di Monza), mentre Renzo si troverà coinvolto nei tumulti popolari di Milano, causati dall'aumento del prezzo del pane. Nel frattempo Don Rodrigo, aiutato dalla Monaca di Monza, fa rapire Lucia all'Innominato che la porta nel suo castello. Quella stessa notte l'Innominato ha una fortissima crisi di coscienza e si converte: libera Lucia e l'affida a due amici (Donna Prassede e Don Ferrante). A questo punto della storia arrivano in Italia i Lanzichenecchi, soldati mercenari che diffondono il morbo della peste: Don Abbondio, Agnese e altri trovano rifugio proprio nel castello dell'Innominato che è diventato d'animo caritatevole. Renzo, invece, come Don Rodrigo si ammala di peste. Ma, mentre Renzo guarisce, il signorotto morirà. I due giovani infine si ritrovano e il matrimonio viene celebrato, quindi si trasferiscono nel bergamasco. Qui Renzo acquista con il cugino una piccola azienda tessile e Lucia, aiutata dalla madre, si occupa dei figli.
Milano : Gallone, 1997
Abstract: Analisi del processo agli untori tenuto a Milano nel 1630, vicenda poi raccontata dal Manzoni nella Storia della colonna infame, e arringa contro l'uso della tortura
Il caso Pacciani : Storia di una colonna infame? / Francesco Ferri
Pananti, 1996
i processi di Giovanna d'Arco / scritto sotto la direzione di Claude Bertin
Edizioni di Cremille, 1971
I Grandi Processi della Storia ; 6
Bussolengo : Demetra, 1995
Abstract: Con il diffondersi della peste a Milano nel XVII secolo, due innocenti furono ingiustamente accusati, processati e incriminati per essere responsabili del contagio pestilenziale tramite sostanze misteriose. L'accusa, infondata, proveniva da una donna del popolo, Caterina Rosa. Nell'estate del 1630, Guglielmo Piazza (commissario di sanità) e Gian Giacomo Mora (barbiere) vennero condannati alla pena capitale e la casa-bottega di Mora destinata alla distruzione. Una colonna venne eretta sulle sue macerie, per divenire monumento all'infamia e alla memoria. Un'opera con cui il Manzoni mette in luce l'errore dei giudici, il loro abuso di potere e, soprattutto, la totale assenza di buonsenso e comprensione.