Questo sito non utilizza cookie di profilazione, ma solo cookie tecnici ai fini del corretto funzionamento delle pagine. Per maggiori informazioni consulta l'informativa sul trattamento dei dati personali per gli utenti del sito internet
E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.
Trovati 29 documenti.
Iperborea, 2017
Abstract: Certi viaggi hanno l’obiettivo segreto di «estraniarti dalle tue origini», «scardinarti l’esistenza»: «soltanto allora sei stato veramente via, così altrove da essere forse diventato un altro», scrive Cees Nooteboom, infaticabile esploratore di culture, riguardo al paese che conserva per lui un fascino unico: il Giappone. Cerchi infiniti raccoglie i suoi testi più illuminanti su quarant’anni di viaggi attraverso i paesaggi, le architetture, la poesia e la storia del Sol Levante. Dalle metropoli avveniristiche di Tokyo e Osaka alle antiche città imperiali di Kyoto e Nara, dalle incisioni di Hokusai e Hiroshige al teatro kabuki, il rapimento mistico e intellettuale dei giardini zen, quella coesistenza intrecciata di buddhismo e shintoismo nei templi e nei riti millenari che scandiscono ancora il calendario nelle campagne. Viaggi accompagnati dalle pagine di Kawabata, Mishima, Tanizaki, ma soprattutto dalle Note del guanciale di Sei Shōnagon e dalla Storia di Genji di Murasaki Shikibu, il primo romanzo della storia, che ritrae il raffinamento estremo a cui giunse l’isolata corte di Heian nell’XI secolo. Con la sua capacità di cogliere le sfumature più sottili, accendere connessioni, stimolarci a vedere con altri occhi e a rapportare il particolare all’universale, Nooteboom ci immerge nell’esperienza della scoperta, della bellezza e della sfida che il Giappone continua a rappresentare per l’Occidente: possiamo arrivare a conoscere veramente una cultura così lontana da noi? Ma è proprio nel confronto con l’altro che il viaggio diventa una ricerca sul fondo comune della condizione umana, un pellegrinaggio interiore per interrogarsi su se stessi.
Iperborea, 2015
Abstract: «La maggior parte dei morti tace. Per i poeti non è così. I poeti continuano a parlare.» Perché comunicano a ognuno qualcosa di personale e accompagnano diversi momenti della nostra vita, innescando con noi un dialogo intimo al di sopra dello spazio e del tempo. Per questo Cees Nooteboom, nel corso di trent’anni di viaggi per il mondo e attraverso i cieli della letteratura, ha visitato le tombe dei grandi scrittori e filosofi che lo hanno segnato, raccogliendo quello che, dietro una lapide di marmo, un monumento bizzarro, un’epigrafe toccante o l’incanto di un’atmosfera, hanno ancora da raccontare. Dal famoso Père-Lachaise di Proust e Oscar Wilde alla pittoresca collina sopra Napoli che ospita Leopardi, dalla cima del monte Vaea, nelle isole Samoa, dove è sepolto R.L. Stevenson, a Joyce e Nabokov in Svizzera. Calvino a Castiglione della Pescaia, Melville in un angolo sperduto del Bronx, e Kawabata nel suo Giappone; Keats e Shelley accanto a Gregory Corso nel romantico Cimitero Acattolico di Roma; Brecht a due passi da Hegel a Berlino est; Brodskij insieme a Pound nell’isola veneziana di San Michele, e il Montparnasse di Baudelaire, Beckett e Sartre, a cui ha scelto di unirsi anche Susan Sontag. Ogni tomba è un lampo sul mondo dello scrittore che la occupa, rievocando una poesia, un frammento di vita o di libro, ispirando folgoranti riflessioni e inattesi collegamenti, in un appassionante pellegrinaggio indietro e avanti nella storia della letteratura e del pensiero, che con Nooteboom diventa una meditazione poetica sull’uomo, il tempo e l’arte. Mentre a ogni pagina cresce il desiderio di andare a leggere e rileggere le opere dei suoi cari immortali.
Lettere a Poseidon / Cees Nooteboom ; traduzione di Fulvio Ferrari ; postfazione di Alberto Manguel
Iperborea, 2013
Abstract: Cosa pensano gli dei di noi? Sono ancora interessati alle sorti umane? È possibile un dialogo tra il nostro mondo e quello che ha eretto templi di pietra e di poesia all'Olimpo? È una calma giornata invernale quando Cees Nooteboom si ritrova in un ristorante di Monaco che porta il nome Poseidon, il dio del mare cui rivolge un pensiero ogni sua estate a Minorca. Da questa coincidenza, forse un segno, un richiamo, nasce l'idea di scrivergli una serie di lettere, di invocare le radici della nostra civiltà per interrogarsi sul presente. Con la libertà di chi non si aspetta risposte e una curiosità indagatrice che si riempie di meraviglia e poesia per le piccole cose che racchiudono grandi domande, Nooteboom confida le sue scoperte di eterno errante ed esploratore di paesi e culture, condivide illuminanti riflessioni nate da scorci quotidiani, un dipinto del Prado, la cronaca di un brutale infanticidio, un pesce preistorico dell'acquario di Medellín, si addentra negli sforzi di scienza e filosofia per spiegare i misteri dell'universo, misura la distanza tra l'uomo e il divino. Romanzo epistolare sui generis che fonde esperienza, erudizione e fantasia, Lettere a Poseidon è libro di viaggi nella natura e nel pensiero, raccolta di mirabilia e rete di visioni che collega Omero e Kafka, Leonardo da Vinci e i cavallucci marini, l'ultimo viaggio di Ulisse e Brigitte Bardot.
Milano : Iperborea, 2010
Abstract: La Liguria montaliana, Minorca, le coste spagnole, Venezia: i protagonisti di questi otto racconti si muovono tra città e isole del Mediterraneo, ricomponendo frammenti di vite intense ormai perdute, cristallizzate nel ricordo, nel dettaglio di una fotografia. Ed è proprio dalla contemplazione di vecchie foto che i personaggi riprendono corpo e vita, come se quella scioccante presenza di un'assenza permettesse loro di trovare le vie del passato. Heinz, console onorario in un paesino ligure a picco sul mare, come un personaggio di Hemingway nato per perdersi, con la sua disperata vitalità, i suoi tuffi perfetti, i litri di gin contro la nostalgia, e il sogno di trasferirsi sull'isola di Tonga, dove si può con un passo superare la linea immaginaria che separa l'oggi dallo ieri. Paula, dalla bellezza sensuale e sfrontata, un tempo copertina di Vogue, giocatrice d'azzardo di cui tutti si innamorano. Un critico d'arte che torna a Venezia dopo molti anni, alla ricerca del desiderio di quella ragazza americana dai capelli rossi e dagli occhi di ardesia che credeva di leggere il suo destino nelle stelle. Attraverso personaggi irrequieti, storie di amore, di perdita, di gioco e di nostalgia, la scrittura di Nooteboom asseconda le vibrazioni delle immagini. Perché, come scriveva Roland Barthes nella Camera chiara trent'anni fa, una fotografia rappresenta l'impotenza di dire ciò che è evidente, e la letteratura nasce intorno a un'immagine mancante, a un ricordo ancor vivo.
Luce ovunque : 2012-1964 / Cees Nooteboom ; traduzione di Fulvio Ferrari
Einaudi, 2016
Abstract: Un'antologia che dà conto, a ritroso nel tempo, di circa cinquant'anni di attività poetica di Nooteboom, dall'ultimo volume del 2012 fino al primo del 1964. Scrittore famoso per i suoi romanzi dalle atmosfere borgesiane e per i suoi libri di viaggio cosí pieni di letteratura, Nooteboom è prima di tutto un poeta. Nel corso della vita ha scritto e pubblicato una decina di apprezzati libri di poesia e ampie antologie dei suoi versi sono apparse in tutte le lingue principali.Figure di angeli «che non esistono» ma tanta presenza hanno nelle vite degli uomini, fantasmi che svaniscono nella luce, la tensione e verso divinità assenti: la poesia di Nooteboom cerca di dare vita a ciò che non è visibile e dura nel tempo. L'evocazione del «profumo di tempo infinito», che caratterizza molte di queste poesie, viene attuata attraverso la narrazione di episodi della vita quotidiana, l'osservazione di luoghi e paesaggi, ma anche il fitto dialogo con i grandi poeti del presente e del passato, tra i quali i nostri Ungaretti e Montale. Luce ovunque è un'antologia che dà conto, a ritroso nel tempo, di circa cinquant'anni di attività poetica di Nooteboom, dall'ultimo volume del 2012 fino al primo del 1964. Un'ampia rassegna che permette finalmente anche al pubblico italiano di conoscere una delle voci piú importanti della poesia contemporanea.
Iperborea, 2021
Abstract: Un vagabondaggio letterario, storico e filosofico dedicato a Venezia. Un sogno di palazzi e chiese, di potere e denaro, dominio e declino, un paradiso di bellezza. «Questa è sempre stata una città per forestieri. Il gioco consiste nel far durare un secondo di più l’incertezza, nell’essere veneziano per un microsecondo, prima che abbia luogo l’inevitabile smascheramento. Loro da un lato vivono di noi, dall’altro si sentono minacciati dalla nostra massa e la sera abbandonano la città come una nave che affonda. Ma come fai a spiegargli che non fai parte della massa?» Dopo oltre cinquant’anni di periodici soggiorni a Venezia, Cees Nooteboom offre alla sua città del cuore il proprio tributo di narratore che ha fatto del viaggio una forma di vita. Animato dalla sua inestinguibile curiosità, lo vediamo aprirsi all’imprevisto ogni volta che imbocca una calle, smarrirsi tra gli strati di passato in un luogo che nell’anacronismo ha la sua essenza e in cui i morti non sono mai completamente morti. Prendendo parte a «una conversazione che si protrae nei secoli», quella di Proust, Ruskin, Rilke, Byron, Pound, Goethe, McCarthy, Morand, Brodskij, Montaigne, Casanova, Goldoni, Da Ponte, James, Montale, si addentra nei paesaggi reali della città anfibia, tra mobilità dell’acqua e immobilità della pietra, e si insinua dentro scenari soltanto dipinti o immaginati, per vivere almeno qualcuna delle tante Venezie sognate dai grandi del passato. E quando è sopraffatto dalla sovrabbondanza di storia e di bellezza, cerca angoli più quotidiani, si fa invisibile in un bar, si mimetizza in un campiello e osserva come a teatro la vita veneziana che scorre, aggiungendo altre immagini, altre riflessioni, altre trasfigurazioni al suo particolarissimo ritratto della «città in cui i racconti non si esauriscono mai».
Iperborea, 2019
Abstract: 533 giorni nella vita di un grande scrittore europeo, con le preoccupazioni per il suo giardino di cactus e per l'ibisco sofferente, il suo amore per Minorca, i suoi pensieri sul mondo e sul posto che noi uomini abbiamo nell'universo. Un uomo e la sua isola. È una calma giornata estiva quando il cosmopolita Cees Nooteboom si ritrova a Minorca, l’isola-rifugio dove abita durante i mesi estivi: ha entrambi i piedi nel terreno fertile, è circondato dai libri accumulati in oltre cinquanta estati, dal mare, dalle palme, dalle tartarughe ostinate e da centinaia di cactus. Il suo sguardo si estende oltre la linea dell'orizzonte, attento e curioso come sempre. Lo scrittore olandese guarda con nostalgia e scetticismo un’Europa che minaccia di disintegrarsi, riflette sulla morte di David Bowie e sull’ossessione di Gombrowicz per il mito della giovinezza e l’incubo dell’immaturità, ma il suo entusiasmo è tutto riservato alle stelle e l’universo, il suo santo patrono, la costellazione di Orione, le due navicelle Voyager che in quei giorni portano i nostri saluti a civiltà straniere. Con un’intimità inedita e una sapienza ormai nota Nooteboom confida al lettore le sue scoperte di eterno errante ed esploratore di culture lontane, condivide illuminanti riflessioni nate dalla contemplazione del suo giardino di cactus, si addentra negli sforzi di scienza e filosofia per spiegare i misteri dell’universo, ci immerge nell’esperienza della scoperta della natura, fino a chiedersi, consapevole del passare del tempo: «In quale anno della mia infinita assenza qualcuno camminerà su Marte?» "533" è una dichiarazione d’amore per Minorca, un memoir poetico e folgorante che ci svela un Nooteboom lucido cronista, capace come sempre di contagiarci con la particolarità del suo sguardo.
Autoritratto di un altro / Cees Nooteboom ; traduzione di Fulvio Ferrari
Crocetti, 2021
Abstract: In "Autoritratto di un altro" Cees Nooteboom, uno dei maggiori esponenti della letteratura olandese contemporanea, candidato al Premio Nobel, traccia un percorso letterario che si snoda attraverso 33 prose poetiche. Sono descrizioni, miniature, ritratti, paesaggi, con uno stile ricco e variegato: alcuni potrebbero ricordare gli enigmatici quadri di un moderno Bosch, altri le tele di Bruegel il Vecchio, altri ancora immagini tratte dalla "pittura nera" di Goya. Il filo conduttore dell'opera è la ricerca di una definizione "altra" dell'esistenza: Nooteboom, autore visionario, è capace di andare al di là della scorza della realtà, di attraversare e fare proprio il guscio delle cose e della materia inerte. Le sue riflessioni danno particolare rilievo alla "materialità", agli oggetti inermi che popolano un mondo fatto di gesti muti, paesaggi assorti forse in attesa di un'inondazione di luce: "la trasmigrazione delle anime non avviene dopo, ma durante la vita".
Iperborea, 2022
Abstract: Tra i tanti pellegrinaggi che si possono fare in Giappone, quello di Saigoku è uno dei più importanti, lunghi e faticosi. Comprende 33 templi buddisti, tutti dedicati a Kannon, il bodhisattva della compassione, che si trovano nella regione del Kansai: molti sono nell'area di Kyoto, l'ex capitale dell'impero nel periodo Heian (794-1185), altri, i più antichi, giacciono su montagne in parte impraticabili, uno addirittura su un'isola. È faticoso raggiungerli con i mezzi pubblici, e spesso bisogna andare a piedi. Accompagnati dalle pagine dalla Storia di Genji di Murasaki Shikibu, il primo romanzo della storia, che ritrae il raffinamento estremo a cui giunse l'isolata corte di Heian, Cees Nooteboom e la fotografa Simone Sassen hanno intrapreso più volte il pellegrinaggio di Saigoku, affrontando scomodi viaggi in autobus e su treni locali, affrontando ripide salite o arrampicandosi su scale di mille gradini, registrando i progressi del viaggio con i timbri rossi dei templi e calligrafia giapponese. Saigoku è un libro da leggere, guardare e su cui meditare, che ci porta in un Estremo Oriente fatto di silenzio, bellezza, antichi miti e leggende, in un Giappone lontano dalle metropoli e dalla contemporaneità.
Iperborea, 2023
Abstract: uesto libro è il risultato dei tanti viaggi effettuati in Spagna da Cees Nooteboom, seguendo l'ispirazione del momento e affidandosi spesso anche al caso, ma sempre tenendo presente il proprio bagaglio culturale che lo porta sulle tracce di personaggi fantastici come Don Chisciotte o reali come Vélasquez e Zurbaràn. L'autore evita le località turistiche o quelle più conosciute, privilegiando i luoghi sperduti e gli aspetti non usuali. Ogni tappa del suo viaggio è descritta in un capitolo che costituisce una storia conclusa e a sé stante. L'unico legame che unisce i vari episodi è la Spagna e lo stile dell'autore.
Pioggia rossa / Cees Nooteboom ; traduzione di Claudia Di Palermo
Iperborea, 2025
Abstract: Da oltre cinquant'anni, Minorca, un microcosmo di vento e siccità, è il rifugio mediterraneo di Cees Nooteboom, che vi passa le estati. Tra i pozzi abbandonati e i muretti a secco dell'isola, testimonianze silenziose della sopravvivenza del passato, si aggirano cani, asini e la gatta Pipistrello, confortante emblema dell'eterno ritorno, protettrice domestica della tristezza improvvisa. Lì, finalmente fuori dal mondo, Nooteboom può badare al suo giardino e riordinare i ricordi. Ripercorrendo il suo passato attraverso un mosaico di poesie, diari e racconti, con "Pioggia rossa" lo scrittore ed eterno pellegrino tenta di conciliare il paradosso di una vita: per metà dell'anno i viaggi tra il freddo di Amsterdam, i tropici del Sudamerica, l'Estremo Oriente, a bordo di aerei sgangherati, traghetti e automobili; per l'altra metà l'immobilità di un villaggio dove si parla menorquín e neanche la posta sembra arrivare. Cosa rimane dopo decenni di scissione tra il qui e l'altrove? Il mal di schiena, l'ironia del senno di poi e un po' di saggezza, oltre agli amici di sempre, già immortalati nei romanzi. E poi la fede nella poesia, quella di Leopardi, Slauerhoff, Rimbaud, e la nostalgia dei mondi che non esistono più, come l'Ibiza degli anni Cinquanta, paradiso di assenzio, poeti e pescatori. Ma anche la certezza di poter tornare al giardino che di anno in anno cresce più rigoglioso, e lì sperare che il barro, la pioggia rossa di Minorca, carica di sabbia del Sahara trasportata dal vento, avveri il sogno del viaggiatore: andare «avanti nello spazio e indietro nel tempo»
Storie di Amsterdam / Nescio ; traduzione di Fulvio Ferrari ; postfazione di Cees Nooteboom
Iperborea, 2015
Ponte alle Grazie, 2012
Abstract: Il viaggio come incontro con l'altro e rinnovata conoscenza di sé: un impulso a cui lo scrittore, e ancor prima il viaggiatore, Cees Nooteboom non ha mai voluto sottrarsi nel corso degli anni. Tra le molteplici mete raggiunte ci sono i Paesi islamici che, in queste pagine prendono corpo in tutta la loro strepitosa ricchezza di odori, suoni, colori, atmosfere. Da Isfahan a Tunisi, dal Sahara, al monte Atlante, a Granada, Nooteboom non si ferma al mero dato esteriore, ma si mette sulle tracce dell'Uomo, della sua cultura d'appartenenza, della sua dimensione più strettamente sociale, politica e religiosa. Riflessioni che hanno dalla loro il più ampio respiro del racconto, o brevi quadri che colpiscono i sensi con potente immediatezza: Il suono del suo nome è tutto questo, ma anche, e soprattutto, una prova di maestria narrativa da parte di una delle voci più indiscusse del nostro tempo.
Milano : Iperborea, 2011
Abstract: Un'ammirazione spassionata che risale al primo, precoce romanzo, una profonda amicizia di anni: di qui l'idea di Safranski di selezionare dalla ricca opera di Cees Nooteboom questa raccolta di frammenti. Un'antologia che nasce come compendio delle sue pagine più evocative, rivelando i diversi volti del grande romantico e del lucido umorista, del poeta-filosofo e del testimone politicamente attento della storia, dell'acuto osservatore di luoghi geografici e dell'anima. E al tempo stesso, un breviario dei nostri tempi, un prezioso compagno di cammino a cui tornare per aprirsi ogni volta nuovi orizzonti di pensiero. Dal significato del viaggio come esperienza esistenziale al mistero del tempo al valore assoluto della letteratura, Safranski ripropone le tematiche universali che nello scrittore olandese trovano una voce mai scontata. Perché Nooteboom non offre risposte né schemi filosofici, ma lampi di grazia poetica e folgoranti visioni, per insegnarci che la scrittura, come il viaggio, è ricerca in cui perdersi, e che solo l'inarginabile forza dell'immaginazione può aprirci gli occhi a quelle mille vite, quella marea di possibilità inespresse verso cui tende il poeta ma che abitano in ognuno di noi.
Philip e gli altri / Cees Nooteboom ; traduzione di David Santoro ; postfazione di Rudiger safranski
Milano : Iperborea, copyr. 2005
Abstract: Il ventenne Philip parte per un viaggio in autostop che lo porta fino in Provenza, ad Arles, dove lo accoglie un ex monaco. In questa iniziazione alla complessità del mondo, il giovane si lascia condurre in un intrico di incontri che alterna realtà e persone immerse nella quotidianità ad altre che sembrano appartenere a un sogno: una bambina che abita in un castello, autostoppisti, camionisti; un ex seminarista epilettico. Questi e altri personaggi animano la vicenda fino a creare un complesso mosaico di esperienze e voci, in mezzo al quale Philip vaga senza un senso. Racconto lirico e sognante scritto a metà degli anni Cinquanta, il romanzo anticipa i temi della letteratura on the road e preannuncia l'alba di un'epoca in cui tutto sarebbe apparso possibile.
Il giorno dei morti / Cees Nooteboom ; postfazione di Fulvio Ferrari
Milano : Iperborea, copyr. 2001
Abstract: Arthur Daane, un operatore cinematografico olandese, si aggira per una Berlino irriconoscibile. In fuga da un trascorso individuale di dolore e di sradicamento, Arthur Daane intreccia un intenso dialogo con se stesso e con gli amici interrogandosi sul senso delle cose, sulla costruzione della memoria, sulla partecipazione emotiva alla storia. E, intanto, colleziona con la sua cinepresa immagini, cercando di fissare sguardi inattesi e non banali sulle cose, sguardi da montare un giorno in un film che rimane, per il momento, un progetto tanto indefinito quanto improbabile.
La storia seguente / Cees Nooteboom ; postfazione di Fulvio Ferrari
Iperborea, 2000
Abstract: Un professore costretto ad abbandonare la scuola in seguito a un increscioso episodio e a sopravvivere, in attesa della pensione, scrivendo guide turistiche, si sveglia una mattina in una camera d'albergo di Lisbona dove anni prima aveva trascorso alcuni giorni con la sua amante collega di scuola. Lo sconcerto dell'uomo è grande. Nella seconda parte del libro, dove, come nella prima, non esiste scissione tra ciò che è realtà e ciò che è fantasia o sogno, il professore si trova imbarcato in enigmatica compagnia alla volta dell'America Latina. I sei personaggi che condividono la sua sorte si abbandonano a raccontare la propria storia.
Il Buddha dietro lo steccato / Cees Nooteboom ; traduzione di Laura Pignatti
Milano : Feltrinelli traveller, copyr. 1997
Abstract: Un breve racconto sulla caotica Bangkok dove il viaggiatore/protagonista, accompagnato da una voce che lo controlla e lo guida, rende partecipi delle molteplici sensazioni che si vivono in questa città grande come un paese. Un viaggio più che nei luoghi, nelle immagini, prima fra tutte quella del Buddha, che ritrovi ovunque, quasi a illuminare ogni tuo passo. Eccolo sui cruscotti dei taxi, sugli autobus, nei negozi di caramelle. Sono Buddha d'oro, di latta, di legno o tempestati di pietre, mollemente adagiati su un gomito, o solo immaginette dalle molteplici espressioni: sognante, enigmatico, assente, solenne, ridente...Un continuo tuffarsi in colori sgargianti, profumi intensi, suoni incantevoli, in leggende senza tempo.
Rituali / Cees Nooteboom ; introduzione di Fulvio Ferrari
Milano : Iperborea, copyr. 1993
Abstract: Un’assenza, uno che non esiste”: così si autodefinisce Inni Wintrop, protagonista di Rituali, uomo senza qualità di questo fine millennio, ironico spettatore di un mondo che, come la città di Amsterdam in cui vive, mostra più l’aspetto di una “fortezza smantellata”, rivelando quel vuoto su cui è costruito, quella mancanza di fondamento e di centro che è uno dei temi costanti della letteratura del nostro secolo. Osservatore onnivoro, curioso di ogni esperienza, Inni lascia che le cose gli accadano, riservandosi, nel teatro del mondo, il ruolo di “dilettante”. Compra e vende quadri, investe in borsa, viaggia, legge, scrive oroscopi, insegue l’illusoria sensazione di esistere che gli danno gli amori, si abbandona, senza tentare di dirigerli, allo scorrere degli eventi, alla casualità degli incontri. Come quello con Arnold e Philip Taads, padre e figlio mai conosciutisi fra loro, di cui diventa amico a vent’anni di distanza l’uno dall’altro. All’opposto di Inni, questi cercano di sottrarsi al vortice della vita e del tempo, barricandosi in un solitario e ascetico rifiuto. Ma la maniacale routine di Arnold, il culto della meditazione Zen e della civiltà giapponese di Philip non offrono redenzione all’insensatezza del vivere. In un mondo che ha perso fedi e certezze, i rituali non sono più la via d’accesso alla dimensione del sacro, alla trascendenza, a quel mistero in cui è racchiuso l’ordine e il significato dell’esistere, restano solo un vano tentativo di tenere a bada la paura in attesa della morte. Due sono i quadri che Inni compra e vende nel romanzo: una “Sibilla”, quasi emblematica custode dell’enigma dell’universo, e una stampa giapponese ukiyo-e, quella “pittura del mondo fluttuante” che Nooteboom stesso non fa che offrirci: l’immagine della vita nel suo effimero fluire, nelle sue seduzioni che svaniscono, in ciò che la rende, se non accettabile, amata.