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Trovati 14 documenti.
La signora ermellino : romanzo / Elena Soprano
Effigie, 2007
Abstract: Il filo di un dramma mai chiarito del tutto inanella le immagini di questa saga familiare, che sull'arco di tre generazioni attraversa più di cinquant'anni di storia. Ma la storia rimane sullo sfondo. Tra la Grecia e l'Italia, in un mosaico di paesaggi, luoghi, luci, lingue, abitudini e in un'alternanza inesausta, per intensità, tempi e registri, si ricompongono i frammenti di una vita, le scaglie di un esistere prevalentemente femminile, pieno di attese e di corporeità sottratta o bruciata o sprecata, che coincide con gli affetti solo per brevi e dissonanti intersezioni. Gli uomini sono assenti, rimpianti o respinti. E il dolore passa di nonna in madre, di madre in figlia. Una domanda rimane sempre inespressa e funge da collante tra i vari momenti e personaggi del romanzo: gli anni Trenta con la jajà che racconta le storie ai nipoti rimasti orfani; gli anni Quaranta con le prime gravidanze della piccola Linì; il presente, con una Stecco in bilico tra un futuro metropolitano e le radici greche e contadine. Lacerata tra il bisogno di restare e la spinta verso un altrove incerto, Stecco assiste impotente alle sofferenze della sorella chiusa nella follia. Poi una forza vitale la spinge ad attraversare quel mare di amarezza che la tiene in scacco. "La signora ermellino" è un libro sulla immobilità del dolore, ma è anche un romanzo che osa raccontare la forza delle immagini che nell'ombra governano i movimenti dell'esistenza.
Effigie, 2006
Abstract: In questa raccolta risuona un visionario, a volte allucinato grido di dolore sul confine della follia. Un appello all'ascolto che non cerca consolazione nel linguaggio, ma usa la lama del paradosso per far emergere nei paesaggi, nei corpi, nel firmamento, i bagliori di un senso perduto, aprendo uno spiraglio sulla spietata ipoteca del quotidiano.
Via Pietro Azzario 20 : romanzo / Mino Milani
Milano : Effigie, 2009
Abstract: Chi è Madeleine? Le sue mani guantate passano carezzevoli sul volto di Matteo, promessa e insieme minaccia che risveglia l'eco d'un terrore senza nome. Lui, Matteo, è al quinto anno di Medicina; lei, Madeleine, è una giovane donna di grande fascino. Le strade cittadine sono lucide di pioggia, le insegne luminose si specchiano colorate nelle pozzanghere. Tutto comincia al Classic bar, in un freddo pomeriggio d'inverno, sotto quell'acquerugiola sottile che bagna ogni cosa, nel grigiore di una città di provincia. Via Pietro Azzario 20: può l'incredibile bussare alla porta del razionale? Mino Milani sta su questa soglia: una storia dell'occulto e del terrore, che vede protagonisti un bellissimo studente e una donna misteriosa venuta da chissà dove.
Effigie, 2016
Abstract: Da ragazzo, Mino Milani ha sentito parlare della Grande guerra da un uomo che oggi, fosse vivo, avrebbe centovent'anni. Si chiamava Carlo e di guerra non parlava volentieri. A ventidue anni s'era trovato nell'inferno dell'Ortigara (52a divisione alpina, 12.633 tra morti, feriti e dispersi in 18 giorni di battaglia) e in tempo di trincea aveva mangiato pane e terra e respirato puzza di cadavere, prima di poter annotare sul suo diarietto, il 3 novembre 1918: "Dio, com'è grande e bella la vittoria". Cattolico fervente era stato contrario alla guerra, ma quando gli avevano detto che era suo dovere combatterla, l'aveva combattuta, mettendocela tutta. Scrive Mario Silvestri nel suo memorabile Isonzo 1917: "La viltà di pochi non faceva che mettere in risalto il coraggio dei moltissimi". Quell'uomo, classe 1895, padre di Mino, nell'ltalietta buonista d'oggi - che si coccola e si compiace di quei pochi sarebbe un incompreso o forse un emarginato. Suo figlio, oggi noto scrittore, ha scritto questo racconto pensando ai "moltissimi": la storia di un mazziniano interventista e di un "ragazzo del '99".
Ma dove sono le parole? / a cura di Chandra Livia Candiani con Andrea Cirolla
Effigie, 2015
Abstract: "Il silenzio mi passava tra le vene / sembra infinito il silenzio". Sono le parole di un poeta. Ma ha nove anni e forse nemmeno frequenta più la scuola. Eppure proprio a scuola ha imparato a comporre versi, dopo aver incontrato una strana maestra, diversa da tutte le altre: si chiama Chandra Livia Candiani, scrive una poesia tra le più significative oggi in Italia e da otto anni conduce seminari di poesia in diverse scuole elementari di Milano. Questo libro raccoglie la sua esperienza e una selezione delle poesie dei circa 1.400 studenti che hanno partecipato ai suoi seminari. "Sono le voci di bambini e bambine di nove e dieci anni", racconta. "Molti vengono da paesi stranieri, molti vivono qui scomodi. C'è un silenzio dietro queste voci, un silenzio che gli ha permesso di parlare. Questo silenzio è esposizione massima al rumore delle vite degli altri. Di cosa si fidano bambini? Si fidano del silenzio di indirizzi, di indicazioni di giudizi, si fidano del non sapere prima, si abbandonano al viaggio insieme. Per mano. Senza rete".
Santi patroni padani / Tiziano Colombi
Milano : Effigie, 2011
Abstract: Cos'hanno in comune una prostituta tunisina e Santa Giulia di Brescia? Cos'hanno in comune un clandestino egiziano e Sant'Alessandro di Bergamo? E un parcheggiarore abusivo e San Zeno di Verona? E il naufragio di una giovane clandestina egiziana e Santa Fosca di Torcello? E il Battesimo di Sant'Agostino nel Naviglio di Milano? E la vendita all'asta di San Teonisto a Treviso? E la maratona di Santa Giustina a Padova? E Ario al giuramento di Pontida? E un generale egiziano a St. Moritz? Dieci vite di patroni di città padane s'intrecciano con le storie di dieci immigrati. Un invito a riflettere sulle origini nordafricane della cristianità.
Questo è Cefis : l'altra faccia dell'onorato presidente / Giorgio Steimetz
Milano : Effigie, 2010
Abstract: Questo è Cefis, firmato da un fantomatico Giorgio Steimetz, è un libro-verità assai documentato, dal piglio ironico e a volte canzonatorio. Arriva in libreria nel 1972, ma subito viene fatto sparire. E si capisce: è la documentata «inchiesta dal vero» sul potentissimo nonché “invisibile” presidente di Eni e Montedison Eugenio Cefis, una delle figure più inquietanti e controverse della storia repubblicana, che una informativa riservata del Sismi (il Servizio segreto militare) indica come «il vero capo della P2» e che nel 1971 viene nominato ai vertici di Montedison, il colosso chimico privato poco prima acquisito dall’Eni. Nelle sue mani – ha scritto il politologo Massimo Teodori – Montedison «diviene progressivamente un vero e proprio potentato che, sfruttando le risorse imprenditoriali pubbliche, condiziona pesantemente la stampa, usa illecitamente i servizi segreti dello Stato a scopo di informazione, pratica l’intimidazione e il ricatto, compie manovre finanziarie spregiudicate oltre i limiti della legalità, corrompe politici, stabilisce alleanze con ministri, partiti e correnti». Nel 1974 si scoprirà che il capo dei Servizi segreti Vito Miceli – tessera P2 n.1605 – quotidianamente inoltrava informative al presidente di Montedison, quasi che il Sid fosse la personale polizia privata di Eugenio Cefis. Fiancheggiato dagli spioni di Stato Cefis monitora politici, industriali, giornalisti, aziende pubbliche e private. Questo inquietante scenario da pre-golpe è ripreso da Pier Paolo Pasolini in Petrolio, il romanzo sul Potere che la sua morte violenta gli impedì di terminare. Petrolio riprende quasi alla lettera ampi paragrafi di Questo è Cefis e dei “mattinali” del Sid al «grande elemosiniere», reinventandoli narrativamente. Sono temi brucianti, che Pasolini tratta contemporaneamente sia nel romanzo che sulle pagine del “Corriere della Sera”. La sua denuncia avrà breve durata: la notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 Pasolini muore massacrato da «tre siciliani» quarantenni (e non dal diciassettenne Pino Pelosi); nel frattempo altri provvedono a sottrarre da Petrolio il capitolo Lampi sull’Eni, «che – ha scritto Gianni D’Elia – dall'omicidio ipotizzato di Mattei guida al regime di Eugenio Cefis, ai “fondi neri”, alle stragi dal 1969 al 1980 e, ora sappiamo, fino a Tangentopoli, all’Enimont, alla madre di tutte le tangenti». La “strategia della tensione” non vuole destabilizzare; al contrario vuole consolidare un sistema che si muove con le bombe degli anni Settanta per arrivare con mezzi più subdoli alla presa del potere dei nostri giorni. In questo imperdibile libro-inchiesta di Steimetz, cui deve molto l’incompiuto e mutilato Petrolio di Pasolini, si trova la chiave di lettura di questo criminale asse politico-economico-mafioso. Sono pagine sull’Italia del doppio boom anni Settanta: sviluppo e bombe. Bombe stragiste, piduiste e mafiose. Uno «Stato nello Stato» che nel 1962 ha tolto di mezzo il presidente dell’Eni Enrico Mattei; nel 1968 il giornalista Mauro De Mauro; nel 1971 il giudice Pietro Scaglione; nel 1975, con ogni probabilità, lo stesso Pasolini. La catena dei delitti mafiosi e di Stato prosegue nel 1979 con la morte del vice questore di Palermo Boris Giuliano. Nel 1992 vengono eliminati i magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Labambina : romanzo / Mariella Mehr ; traduzione di Anna Ruchat
Milano : Effigie, 2006
Abstract: Mariella Mehr è nata Zurigo da madre zingara di ceppo jenische. Come molti altri figli del popolo nomade nati in quegli anni in Svizzera e in Svezia, la Mehr fu vittima dell'iniziativa di sedentarizzazione forzata del popolo zingaro organizzata dall'Opera di soccorso per i bambini di strada. E da questa esperienza di sradicamento, segregazione e colpevolizzazione che nascono tutte le sue opere e in particolare i romanzi della trilogia della violenza di cui Labambina fa parte.
Patagonia blues / Laura Pariani
Milano : Effigie, 2006
Abstract: Laura Pariani è andata per la prima volta a 15 anni in Argentina e in Patagonia, in un viaggio folgorante alla ricerca di un nonno che si era trasferito là. Su questo palinsesto i ritorni si sono accumulati come fonte inesauribile di scoperte di sé e della vita. Nella sua Patagonia il paesaggio del Fin del Mundo è segnato dalle ferite immedicabili dello sterminio indio. C'è uno spaesante contrasto tra la discrezione dei manufatti umani, spesso definiti arrugginiti, e la densa vitalità della natura. Alla più alta percentuale di suicidi dell'Argentina si affiancano i residui di una affascinante cultura arcaica e magica, che sconcerta il viaggiatore. Ma quanti miti, storie e incontri indimenticabili, soprattutto quando il fuegino - un po' ballista, magari - si rivela uno straordinario affabulatore. Patagonia Blues è solo la prima puntata di un pellegrinaggio, pieno di grazia e insieme di desolazione, nello spazio e nella storia argentina.
Il paese dei sogni perduti : anni e storie argentine / Laura Pariani
Milano : Effigie, 2004
[Milano] : Effigie, 2009
Abstract: Da Primo Levi a Umberto Eco, da Italo Calvino a Roberto Saviano, da Giovannino Guareschi ad Andrea Camilleri, da Giuseppe Tomasi di Lampedusa a Gianni Rodari, l'Italia del secondo dopoguerra ha esportato una lunga serie di autori le cui opere si sono impresse nella memoria collettiva. Questo volume ne dà conto, raccogliendosi intorno alla traduzione e alla diffusione della produzione intellettuale italiana degli ultimi sessant'anni, provando a fare il punto con una serie di testimonianze e di lavori critici su alcuni «casi» emblematici e dando testimonianza del ruolo svolto dalla mediazione editoriale nell'esportazione dell'italianità. Premessa teorica del lavoro è un percorso a ritroso della filiera editoriale per analizzare con un approccio innovativo la diffusione della lingua e cultura italiane, monitorando in primo luogo la natura del flusso degli autori verso l'estero.
A due voci : diario argentino / Antonio Dal Masetto, Nicola Fantini
Milano : Effigie, 2004
Abstract: Un resoconto sulle attuali condizioni dell'Argentina condotto da due diversi, ma complementari punti di vista. Fantini registra con sguardo lucido non privo di amarezza i dialoghi, le sofferenze della popolazione, accanto allo spettacolo, alle anomalie e alle contraddizioni del potere. Dal Masetto racconta con piglio divertito il mondo picarescoe disperato della gente comune. Tra le conversazioni e le burle dello scrittore argentino e la desolazione e l'ira del cronista italiano non pare esserci contraddizione.
Cammina cammina / Andrea Amerio ... [et al.]
Effigie, 2012
Abstract: Cammina cammina da Milano a Napoli, per ricucire l'Italia con i nostri passi. Questo libro riassume la straordinaria esperienza civile dal basso che, nel 2011, per due mesi ha visto oltre 700 persone camminare da nord verso sud, tra rumorose periferie corrotte o lungo sentieri in appartati boschi secolari. Per fare cosa? Per ridestare ciò che di comune resiste in questo nostro Paese scucito. Per ridare significato a parole e aspirazioni largamente diffuse quali salute, forza interiore, capacità di sentimento e di pensiero, fervore, allegria, altruismo, rifiuto dell'ingiustizia, libertà, amicizia, amore. Sono sentimenti di cui troviamo ampia sintesi e motivo unificante nella nostra Costituzione. È l'Italia capace di visione, prefigurazione e forza rigenerativa, a cui mira chi giorno dopo giorno prova a coltivare solide alternative culturali o sociali, economiche o etiche all'inutile, soffocante modello di sviluppo senza vero progresso di questi nostri tempi grami.
Zingari di merda / Antonio Moresco ; fotografie di Giovanni Giovannetti
Milano : Effigie, 2008
Abstract: In un reportage di grande intensità e ferocia Antonio Moresco racconta un viaggio tra i Rom di Slatina e Listeava in Romania, tra persone costrette a vivere in case di fango o dentro buche scavate nel terreno, ai confini del modo civilizzato, dentro quella fascia di miseria che attraversa il ventre dell'Europa: Tutto questo perché? Per quale ragione? Per quale disegno? Per quale sogno?. Nel suo linguaggio irruente e abnorme, come abnorme è la realtà che descrive, l'autore trascina i suoi lettori in una delle contraddizioni più acute di questo secolo. Il racconto procede in un dialogo ininterrotto con i compagni di viaggio, l'occhio fisso sui marciapiedi della civiltà, dove gli zingari, uomini e donne che non stanno mai fermi, sono la nostra parte più miserabile, più individualista e fatalista: Questo misto di libertà e opportunismo, di fierezza e di infingardaggine, di irriducibilità e di parassitismo, di anarchismo e fascismo sono noi eppure sono anche assolutamente altro. C'è qualcosa nella loro presenza di inspiegabile e sfuggente, di infinitamente arcaico eppure duttile. È lì che Moresco conduce il lettore, sulla soglia del silenzio. Lì dove arrivano anche le fotografie di Giovanni Giovannetti che chiudono il libro.