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Trovati 24 documenti.
Aborto e morale : capire un nuovo diritto / Maurizio Mori
Torino : Einaudi, copyr. 2008
Abstract: L'embrione è persona o no? Come stabilirlo? C'è il dovere di rispettare il naturale processo riproduttivo? E quanto vale questo dovere? A queste domande risponde il libro di Maurizio Mori che in primo luogo ripercorre la storia della moralità dell'aborto in Occidente. Mette poi in chiaro le posizioni in campo a proposito dell'aborto oggi e si interroga sulla giustificazione razionale del divieto di aborto. Il libro si conclude sostenendo che quello dell'aborto è un diritto. Una voce che, utilizzando il ragionamento filosofico, può opporsi, senza urlare, alle posizioni anti-abortiste così enfatiche in questo periodo. Il volume è corredato da un glossario e una bibliografia ragionata.
Voglio la mamma : da sinistra, contro i falsi miti di progresso / Mario Adinolfi
Youcanprint, 2014
Abstract: Un ragionamento da sinistra, sorprendente e spiazzante, denso di dati e cifre, sui temi controversi del nostro tempo: matrimonio omosessuale, aborto, eutanasia infantile, diagnosi prenatale, dolce morte, omogenitorialità, uteri in affitto, transessualità, rapporti familiari. Facendosi accompagnare da Pasolini e De André, un intellettuale controcorrente compie un viaggio con al centro la figura della donna e l'esaltazione della maternità.
Contro Giuliano : noi uomini, le donne e l'aborto / Adriano Sofri
Palermo : Sellerio, copyr. 2008
Abstract: Ehi, Giuliano. Hai colto, con la prontezza di riflessi che accompagna la tua intelligenza come il palo accompagna il ladro, l'occasione dello slogan: moratoria dell'aborto. Che cosa significa? Niente, direi. È uno slogan, appunto, reso efficace dal calco capovolto di quell'altro, moratoria della pena capitale, al quale rubasti lestamente la scena e guastasti la festa. Alla lettera, non significa niente: le donne non possono sospendere a tempo indeterminato gli aborti, a differenza dagli Stati, che possono sospendere le esecuzioni capitali. C'è una sovranità territoriale. Il corpo delle donne appartiene alle donne, e non c'è diritto di ingerenza umanitaria che possa violare questa sovranità personale fino a che la creatura che cresce dentro il corpo materno non se ne sia staccata. L'ingerenza umanitaria sa che uno Stato non esaurisce in sé i cittadini individui. Madre e nascituro sono invece due e tutt'uno. Senza questa ammissione, l'habeas corpus non esiste, se non come diritto dei maschi per i maschi (Adriano Sofri).
Sugarco, 2008
Abstract: L'aborto è l'uccisione di un essere umano innocente. Questa verità può esser detta in molti modi e con molte intenzioni diverse: per il gusto un po' feroce di ferire e umiliare la donna che ha abortito; o per il desiderio sincero e amorevole di salvare un innocente da una fine terribile, e una madre da un rimorso oscuro quanto palpabile. Ma poi, alla fine, contano i fatti. E il fatto rimane sempre quello: con l'aborto si uccide. Questo vuole essere un libro onesto, al punto da trarre con rigore tutte le conseguenze logiche che la ragione ci impone: se l'aborto uccide, e uccide un innocente, non può essere giusto che la legge in Italia la 194 del 1978 consenta alla donna di praticarlo. Lo scandalo non è che una donna possa essere tentata di abortire. Perché ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, un uomo è tentato di uccidere, rubare, tradire, violentare, sfruttare, mentire, uccidersi. Lo scandalo è che una società e uno Stato possano dire a quella donna: Ecco, accomodati, ti ho preparato un luogo pulito e sicuro dove tu possa farlo gratuitamente.
Milano : Angeli, 2006
Abstract: Una campagna ideologica indifferente alla salute delle donne ha diffuso, intorno alla RU 486, la pilllola abortiva, il mito di un aborto facile. Il nuovo farmaco è apparso come un simbolo di libertà femminile e di progresso. Per le autrici, la realtà è diversa: l'aborto chimico è più rischioso, doloroso, traumatico di quello effettuato con altri metodi. Inoltre dura molto più tempo, e riversa ogni responsabilità su chi lo subisce, sollevando i medici e le strutture sanitarie da molti problemi. Le donne che ne hanno fatto esperienza hanno segnalato spontaneamente centinaia di eventi avversi: infezioni, emorragie gravi, crampi, allergie, vomito, diarrea, complicazioni cardiache e respiratorie.
Aborto : la morale oltre il diritto / Massimo Reichlin
Roma : Carocci, 2007
Abstract: L'interruzione volontaria della gravidanza è ampiamente accettata dalle legislazioni della maggior parte dei paesi; le ragioni politiche e sociali in favore della depenalizzazione sono state largamente discusse e analizzate. Non altrettanto intensa è stata invece la discussione sull'aspetto propriamente morale della questione. Il volume presenta una discussione critica del dibattito etico sull'aborto degli ultimi trentacinque anni.
Mai nate : perchè il mondo ha perso 100 milioni di donne / Anna Meldolesi
Milano : Mondadori università, 2011
Abstract: Venti anni fa Amartya Sen calcolava in 100 milioni il numero delle bambine scomparse nel mondo a causa di negligenza, infanticidi, aborti sesso-specifici. E' un fatto innegabile che tutti noi abbiamo prestato a questo dramma ben poca attenzione. L'autrice cerca di capire il perché di questa distrazione, di ricostruire l'intreccio tra fattori sociali e culturali, politici ed economici che ha portato al genocidio di genere, di capire se il fenomeno è rimasto confinato a Cina e India o rischia di contagiare altre regioni. Esiste il rischio che le scelte individuali, sommandosi, determinino uno sbilanciamento complessivo del rapporto numerico tra i sessi? Il dibattito sulla selezione del sesso dei figli in Asia, ed eventualmente nel mondo, diventa inevitabilmente un dibattito sulla modernità. Il vero pericolo è il progresso tecnologico, l'arretratezza oppure l'incontro tra vecchio e nuovo? La modernità è parte del problema o rappresenta la cura? Provare a scalare queste domande, impervie e scivolose, è cruciale per capire cosa è successo e cosa potrebbe accadere. Prima di intraprendere questo percorso, però, è necessaria una sosta sul terreno della scienza. Perché per identificare le fluttuazioni del rapporto numerico tra i sessi causate dalla selezione innaturale, bisogna innanzitutto quantificare il rumore di fondo legato alle variazioni naturali. Questo significa muoversi nei labirinti della fisiologia della riproduzione e della biologia evoluzionistica.
La sparizione dei bambini Down : un sottile sentimento eugenetico percorre l'Europa / Roberto Volpi
Lindau, 2016
Abstract: Per i nati con Trisomia 21, la sindrome di Down, questo è il momento migliore. In Occidente la loro speranza di vita sfiora i sessant'anni, un traguardo ritenuto impossibile fino a pochi decenni fa, e soprattutto le loro condizioni di vita hanno subito un radicale cambiamento: sono praticamente autonomi in tutto e mostrano una grande voglia di fare, di esprimersi, di realizzarsi, che trova sbocchi sempre più significativi e apprezzabili. Vi è un crescente numero di down che lavorano, non soltanto in ambiti protetti, mentre si restringe fino alla marginalità la quota di quelli costretti a vivere tra le mura domestiche. Nel 2016 si terranno a Firenze i primi Trisomia Games, i giochi internazionali di atletica a cui parteciperanno giovani affetti da Trisomia 21 provenienti da ogni parte del mondo. Eppure proprio Firenze e la Toscana rappresentano una delle punte più avanzate della sparizione dei down attraverso il combinato disposto della diagnosi prenatale e dell'interruzione volontaria di gravidanza in presenza di feti affetti da questo difetto genetico. È la formidabile contraddizione che attraversa oggi non già il mondo dei down ma la nostra cultura e i nostri valori alle prese con questo mondo: per un verso offriamo loro prospettive sempre migliori, e per un altro cerchiamo di evitare in tutti i modi che vengano al mondo. E infatti si stanno estinguendo in tutta Europa, nel silenzio generale, se non proprio nella soddisfazione sottilmente eugenetica per un tale risultato.
La scelta negata : il diritto all'aborto nel paese dell'obiezione / Patrizia Maltese
Villaggio Maori, 2022
La modesta ; 30
Abstract: Nel 1978 il diritto all'aborto veniva finalmente riconosciuto dalla legge italiana, grazie a una lunga battaglia femminista per la tutela della salute e dell'autodeterminazione delle donne. Oltre quarant'anni dopo l'approvazione di quella legge, Patrizia Maltese ripercorre la strada tortuosa della sua applicazione, restituendo voce alle donne e mettendo in luce la storia di un diritto garantito solo sulla carta. Un libro necessario, un'inchiesta rigorosa e amara che ci racconta l'ipocrisia e le storture di un sistema che continua ad arricchirsi sul corpo delle donne.
Mondadori, 2017
Abstract: L'ho fatto per le donne. Confessioni di un ginecologo non obiettore: «"Lo vede questo, dottore?" mi disse Barbara indicando con un cenno della testa il neonato che piangeva fra le sue braccia. "Si chiama Giulio, è un suo errore." Ebbi un momento di smarrimento. I rumori del reparto si erano fatti di colpo lontani, confusi, i vagiti si mescolavano al trambusto della domenica in un unico, soffuso brusio di fondo.» Il dottor Massimo Segato, ginecologo non obiettore, aveva sbagliato l'intervento di interruzione volontaria della gravidanza e il piccolo era nato. «È stato l'errore più bello della mia vita» confessa oggi, dopo aver visto crescere Giulio. Alla commovente vicenda del bambino che non doveva nascere, si alternano nel suo racconto le storie non meno struggenti di alcune delle donne che ha incrociato nel corso di quasi quarant'anni di professione esercitata al Servizio Interruzioni dell'ospedale vicentino di Arzignano quando faceva parte di una équipe osteggiata da una terra profondamente cattolica: l'«Equipo de la muerte», come l'avevano ribattezzata gli antiabortisti. In queste pagine Segato per la prima volta confessa i dubbi e le difficoltà del suo delicato e lacerante lavoro, e parla di quelle donne e dei loro segreti: ragazze inconsapevoli, amanti incinte, giovani stuprate. Sono storie di dolore, di figli mai nati, ma sono anche storie coraggiose di profondo amore, come quello di Caterina e Lucrezia per i loro bambini malformati e voluti. Ci sono le paure delle ventenni, le preoccupazioni delle quarantenni, il ruolo degli uomini. E le ripercussioni psicologiche sulle scelte fatte, che a volte emergono a distanza di anni. Su tutto grava il peso del dubbio che non lo abbandonerà più: «Ho conosciuto migliaia di donne disperate e ho sempre pensato ai loro drammi, alle loro vite. Le ho ascoltate e aiutate. Un giorno ho però iniziato a udire anche la voce dell'embrione. E ho visto una realtà diversa che ha insinuato nella mia mente dei dubbi. Quanti bambini come Giulio non avevo fatto nascere? Ma poi subentrava la ragione, che nel mio caso ha un grande potere. Sono laico, non sono credente. Cercavo una coerenza rispetto alla scelta fatta. Mi sovvenivano così altri, opposti pensieri nei quali cullare il lavoro di tanti anni: "Se non intervengo io lo farà qualcuno, clandestinamente, e quella donna rischierà la vita. La legge c'è, devi solo applicarla, senza porti tante domande. Lo fai per salvare lei...". Prima pensavo una cosa, poi un'altra. Prima la donna, poi il bambino, poi di nuovo la donna. Avrei voluto salvare entrambi, ma non era possibile»
L'evento / Annie Ernaux ; traduzione di Lorenzo Flabbi
L'Orma, 2019
Abstract: Ottobre 1963: una studentessa ventitreenne è costretta a percorrere vie clandestine per poter interrompere una gravidanza. In Francia l’aborto è ancora illegale – la parola stessa è considerata impronunciabile, non ha un suo «posto nel linguaggio». L’evento restituisce i giorni e le tappe di un’«esperienza umana totale»: le spaesate ricerche di soluzioni e la disperata apatia, le ambiguità dei medici e la sistematica fascinazione dei maschi, la vicinanza di qualche compagna di corso e l’incontro con la mammana, sino al senso di fierezza per aver saputo attraversare un’abbacinante compresenza di vita e morte.
In cerca di Jane / Heather Marshall ; traduzione di Annalisa Carena
Piemme, 2023
Abstract: La vita di Nancy Mitchell è costruita interamente su un segreto, anche se lei ancora non lo sa. Un segreto che comincia a Toronto, nell'ottobre del 1960. È un giorno con il cielo pieno di nuvole quello in cui Evelyn Taylor arriva, scortata dal padre, dinanzi ai maestosi cancelli del St. Agnes. Non sa che i mesi che trascorrerà lì, aspettando il suo bambino senza padre tra gli sguardi ostili delle suore, cambieranno il suo destino. Quel bambino, Evelyn lo terrà tra le braccia solo un attimo, e poi le sarà portato via per sempre. Ma quell'attimo significherà tutto. Dieci anni dopo, nella Toronto degli anni Settanta, una dottoressa si dedica ad aiutare giovani donne ad abortire. Non è sola: con lei c'è un'intera rete clandestina di infermiere e ginecologhe a disposizione di chi ha bisogno di loro. Una rete che ha un nome in codice: Jane. Se sei disperata e non sai cosa fare, chiedi di Jane. Prima o poi la troverai. Molti anni dopo, la vita di Nancy Mitchell viene ribaltata dalle fondamenta: una lettera recapitata con sette anni di ritardo arriva infine, per vie del tutto inusuali, a destinazione, sconvolgendo ogni sua certezza. E permettendole di ritrovare, forse, qualcuno che pensava di aver perduto per sempre.
Interlinea, 2018
Abstract: Tutto sommato è meglio non abortire. Lo dimostrano qui le testimonianze di tante donne che, aiutate dai centri di aiuto alla vita (CAV) ma soprattutto dal proprio coraggio, hanno deciso di proseguire la gravidanza. E lo dimostra anche lo sconfinato rammarico di altre donne che hanno scelto (o sono state costrette a scegliere) l'aborto. Qui scorrono storie e opinioni di personaggi famosi, come Ornella Vanoni, Alexia e Nek, oltre a Celentano, Andrea Bocelli e a un insospettabile Eminem; e poi registi come Pupi Avati e Franco Zeffirelli; femministe storiche (Lella Costa, Alessandra Kustermann), insieme con la poetessa Alda Merini. Questo libro - al tempo stesso militante ed ecumenico - nasce dalla consapevolezza che ogni vita «abbia in sé la propria giustificazione». Di qui l'idea suggerita da Claudio Magris nella prefazione: «guai a far dipendere il diritto dell'individuo alla sopravvivenza dall'amore o dall'affetto che altri hanno per lui o, peggio ancora, dalle sue capacità e dalle sue prestazioni».
A. : la verità, vi prego, sull'aborto / Chiara Lalli
Fandango libri, 2013
Abstract: Di aborto non si parla quasi mai. Quando succede si abbassa lo sguardo e il tono della voce. A meno che non ci si trovi di fronte a un dibattito politico e allora i toni sono infuocati e i termini apocalittici: strage degli innocenti, genocidio legalizzato, donne assassine. Anche chi è a favore della legalità dell'aborto e della possibilità di scelta della donna difficilmente è a proprio agio. Spesso ci si affretta a compilare un elenco di attenuanti per giustificare la scelta di abortire, per poi aggiungere: Tutti sanno che è un trauma. Ma lo è davvero? E lo è necessariamente? Chi sceglie di abortire subisce, nella maggioranza dei casi, un giudizio morale negativo. Abortire è sempre sbagliato. Il non soffrire, poi, è inconcepibile: sarebbe una forma di negazione e di rifiuto per un dolore troppo grande da essere intollerabile. È stata perfino inventata una nuova patologia per questa sofferenza: la sindrome post-abortiva (SPA) che colpirebbe tutte le donne che decidono di interrompere la gravidanza. A racconta come la vergogna, il silenzio, la paura intorno all'aborto vengano quotidianamente costruiti attraverso un potente sistema culturale e con la complicità della religione, del cinema e della tv. Se il dolore dell'aborto è esasperato, la depressione post-partum, il rifiuto nei confronti di un figlio o i vissuti conflittuali materni sono spesso taciuti, nascosti dietro a una retorica della maternità concentrata unicamente sul miracolo della riproduzione.
La crisi del dono : la nascita e il no alla vita / Claudio Risè
Cinisello Balsamo : San Paolo, copyr. 2009
Abstract: Una società che rifiuta il cambiamento si chiude anche alla vita. Alle radici del pensiero che rifiuta la nascita. L'aborto non è solo materia di cronaca quotidiana, e di battaglia politica. Esso non inizia con le leggi che lo legalizzano, così come non era un delitto come un altro quando era considerato un crimine. La polemica politica sull'aborto è quindi giusta, ma quasi sempre inadeguata. Perché lo considera soprattutto come un fare male, un malaffare, senza indagare la sua natura in quanto malessere, essere nel male, in una situazione di forte disordine e disagio. Sconfiggere l'aborto e i suoi orrori, legalizzati o illegali, significa dunque niente meno che prendersi la responsabilità di rifiutare la tentazione regressiva, egoista ed onnipotente, della conservazione dell'esistente, aprendosi al nuovo che ogni giorno nasce e ci chiede accoglienza ed amore. Significa accettare di sacrificarci per lui, per il bimbo che viene nel mondo, anziché sacrificarlo al nostro piacere, ma soprattutto al nostro, soltanto immaginato, potere su un esistente, la realtà, che invece nella sua incessante trasformazione, ci oltrepassa e ci trascende, in ogni momento.
2. ed
Cinisello Balsamo : San Paolo, 1998
Abstract: L'autore intende affrontare il tema del libro in modo interdisciplinare, a partire dai primi dodici codici nei quali si tratta dell'aborto, e dalle antiche norme deontologiche, fino alle più recenti dottrine giuridiche, alle acquisizioni della scienza biologica, alle decisioni giurisprudenziali, all'irruzione nel pensiero filosofico della fine della ricerca di Dio, con tutte le sue complesse conseguenze.
Il genocidio censurato : aborto : un miliardo di vittime innocenti / Antonio Socci
Casale Monferrato : Piemme, copyr. 2006
Abstract: In maniera diretta, provocatoria e coinvolgente, Antonio Socci denuncia quello che è il peggior crimine commesso dall'umanità contro se stessa nel corso dell'ultimo secolo, raccontando tutta la verità sull'aborto: dalle origini del dibattito morale alle scelte politiche italiane, dalle politiche antinataliste cinesi all'attuale orientamento dell'ONU e delle istituzioni europee, dalle polemiche sull'RU486 alle coraggiose iniziative del Movimento per la Vita. Con dati, documenti e testimonianze sconvolgenti che mostrano lo scellerato delirio di onnipotenza a cui si spinge l'uomo quando abbandona il rispetto della Legge di Dio e delle leggi di natura.
Milano : Frontiera, 1998
Abstract: Mentre oggi da più parti, si invoca la riforma in senso restrittivo della 194, è urgente difendere una legge che ha quasi dimezzato il numero degli aborti. Per fare questo l'autrice parte da una rivisitazione della storia, dagli anni '70 in poi, e da un'analisi del clima in cui si svolse la campagna referendaria volta ad abrogare quella normativa. La narrazione si snoda prendendo posizione contro le istanze revisioniste della destra politica e teologica e smascherando gli equivoci che confondono l'opposizione all'aborto con l'opposizione a una legge che lo regolamenta depenalizzandolo. L'autrice si addentra nell'esame dei rapporti tra moralità e legalità, tra fede e indipendenza dello stato laico.
Aborto e morale : un manuale per capire, un saggio per riflettere / Maurizio Mori
Milano : Il saggiatore, copyr. 1996