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Trovati 12 documenti.
I cacciatori di aquilani / a cura di Alessandro Bignami
: Feltrinelli, 2010
Fa parte di: Draquila : l'Italia che trema / il nuovo film di Sabina Guzzanti
Abstract: In un paese in cui l'informazione libera e indipendente è a rischio di estinzione, il cinema di Sabina Guzzanti ci ricorda il valore dell'inchiesta fatta sul campo e con passione, riportando dati, voci, opinioni. "Draquila. L'Italia che trema" è il ritratto di un paese smarrito, la triste cronaca del disastroso sisma che ha distrutto L'Aquila all'alba del 6 aprile 2009 e la danza sulle macerie che ne è seguita, dalle ciniche risate notturne al "miracolo della ricostruzione". Sabina Guzzanti ripercorre un cammino di corruzione, sopraffazione, abusi, mettendo insieme le tessere di una maschera del potere di cui L'Aquila rappresenta forse la recita più eclatante e sfacciata. Nel secondo DVD, interviste e approfondimenti, nel volume "I cacciatori di aquilani", il "Draquilario" di S. Guzzanti e E. Terrone; dossier del Comitatus Aquilanus; approfondimenti di M. Bonaccorsi, G. Caporale, J. Foot; scritti di M. Ciotta, P. Mereghetti, M. Pagani, M. Travaglio e molti altri.
La valutazione degli investimenti pubblici / Massimo Florio
Il Mulino, 1991
Strumenti. Economia ;
CLUP - Cooperativa Libraria Universitaria del Politecnico, 1979
Universita' Bocconi, 2020
Itinerari
Abstract: L'emergenza Covid-19 ha fatto riaffiorare nel nostro Paese vecchi paradigmi che sostengono un ritorno dell'intervento pubblico nell'economia. à questa la grande tentazione da cui, secondo l'autore, dobbiamo tenerci alla larga: il passaggio dalla cosiddetta mano invisibile del mercato a quella, fin troppo ingombrante, dello Stato. Per recuperare il terreno perduto occorre invece sfruttare la forza straordinaria di banche e mercati finanziari, tra i più efficaci strumenti di politica economica in nostro possesso, gli unici capaci di moltiplicare risorse, idee ed energie da integrare nel sistema produttivo italiano. Questo non significa marginalizzare lo Stato, che, sempre in una logica di affiancamento temporaneo al mercato o con meccanismi di mercato, deve invece sostenere attivamente le politiche di sviluppo. Per esempio disegnando quelle regole, soprattutto fiscali, che permettono al sistema finanziario di liberare risorse utili alla crescita, intervenendo nell'economia con una logica vicina a quella del private equity e del partenariato pubblico-privato, orientando, attraverso banche e mercati finanziari, le risorse disponibili per supportare le aziende. Solo così si potrà rilanciare il Paese, sostenere le imprese e affrontare le sfide del futuro.
Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011 : rapporto / di Medici senza frontiere
Marsilio, 2012
Il gioco d'azzardo in Italia : i dati e la ricerca / a cura di Daniela Capitanucci ... [et al.
: Gruppo Abele, 2009
: Castelvecchi, 2017
RX
Abstract: Prima ancora del terremoto delle case, delle vittime, della distruzione, c'è il terremoto del sistema paese. ÃË il sisma di norme, codicilli, burocrazia, improvvisazioni e approssimazioni che ha lesionato la macchina pubblica e che ancora oggi impedisce la gestione dell'emergenza. Così anche nella drammatica vicenda delle scosse che tra agosto 2016 e gennaio 2017 hanno frantumato circa mille chilometri quadrati di Italia centrale, si è ripetuto il solito copione. Da una parte un paese generoso, pronto a mobilitarsi in ogni forma, quello economico delle donazioni e quello degli interventi volontari, dall'altra il palazzo che non riesce a organizzare un'azione coerente per tornare alla normalità. In questo baratro che allontana le istituzioni dal territorio, le voci dei sindaci, protagonisti e veri eroi di questo ennesimo dramma, esprimono la disperazione di un'Italia ridotta in macerie giàprima del terremoto
Milano : Provincia di Milano, 1999
: Mimesis, 2017
Mimesis. Architettura ; 27
: Ediesse, 2017
Saggi Ediesse
Abstract: L'autore inserisce la crisi del Mezzogiorno nel dibattito sull'austerità in Europa. E compie una vera narrazione del Masterplan per il Sud. Smentisce il laburista olandese Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo, secondo cui, i meridionali europei dilapidano i prestiti "in donne e alcool". Per esempio, il Fondo Sviluppo e Coesione è un fondo italiano destinato per l'80% al Mezzogiorno. L'Italia, con la «manovra» 2017, aumenta la dotazione del Fondo da 38 a 46 miliardi: nel contempo rinvia la spesa di 35 (di quei 46) miliardi a dopo il 2020. Un rinvio uguale a un taglio per il Sud. Perché? Per raggiungere il pareggio strutturale di bilancio nel 2019. Volendo risalire alla genesi, il volume ripercorre la storia dell'austerità dal 1992 ad oggi con l'attuale versione del Patto di Stabilità: dopo il suo irrigidimento nel 2011-2012 tramite il Fiscal Compact, il Two Pack e il Six Pack, il Patto ha ridotto la possibilità di indebitarsi per investire. L'austerità teutone allarga il divario Nord-Sud. Il Governo inaugura la variante di valico dell'A1 ma non completa le tre ferrovie principali al Sud: la Napoli-Bari-Lecce-Taranto, la Salerno-Reggio Calabria e la Messina-Catania-Palermo. L'austerità blocca gli investimenti e favorisce l'abbandono del Mezzogiorno. La classe dirigente meridionale investe poco e male gli unici soldi disponibili. Fino al 2023 il Meridione avrà 93 miliardi: come auspicato da Adriano Giannola nel dialogo conclusivo, occorre investirli in un Piano di sviluppo che crei lavoro vero. Nel segno di Giuseppe Di Vittorio. Prefazione di Marcello Minenna.