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Trovati 437362 documenti.
Marsilio, 2020
Abstract: Il protagonista di questo romanzo è il padre di Norama Tripe ed è uno scrittore. Non lo è da subito, lo diventa quando ruba un trattore a Barcellona, scappa a Siviglia, trova lavoro in un magazzino di granaglie e lì comincia a leggere. E dopo aver tanto letto, scrive. Il padre di Norama Tripe, fuggendo a cavallo del trattore, ha lasciato dietro di sé una moglie, una domestica rimbambita e la piccola Norama Tripe, che anni dopo, quando ha imparato a leggere, vede su un giornale la foto del padre che, dal vivo, non aveva quasi mai visto. E decide di andare a cercarlo, per riprenderselo. Tuttavia il padre di Norama Tripe, che di nome fa Jorge, di paterno non ha niente. Dorme nel magazzino di granaglie nonostante il suo editore gli abbia donato una casa e nonostante abbia una devota amica, Dolores, con la quale ogni tanto va a letto e che probabilmente ama. Il padre di Norama Tripe, che è ormai un grande e venerato scrittore spagnolo, desidera restare il pessimo padre che è sempre stato, ma desidera soprattutto che la figlia non metta mai le mani su ciò che ha scritto. La teme, teme che il suo essere pessimo l'abbia resa rancorosa, non verso di lui, ma verso le parole, l'unica cosa di cui gli importi. Anche della signora Dolores gli importa, in un certo senso, perché a lei è toccata la tenacia di attenderlo per tutta la giovinezza. Dopo i libri dedicati alle vite di Jack London e Mario Petri, Romana Petri ha scritto un romanzo tutto esatto e tutto mentito che racconta anche, dal punto di vista di Norama Tripe (anagramma del nome dell'autrice), la biografia fantastica di Giorgio Manganelli, ripercorrendo, in una Spagna altrettanto fantastica, la vicenda privata e editoriale del grande scrittore. L'anagramma non è un vezzo, ma un ulteriore accenno biografico, perché se Mario Petri è stato il padre naturale di Romana Petri, Manganelli ne è stato il padre letterario. Un romanzo che racconta quanto la vita non si scelga, ma ci tocchi.
Da Shippo : pasti caldi e gatto ospitale / Yuta Takahashi ; traduzione di Giuseppe Strippoli
Feltrinelli, 2025
Abstract: Tsumugi è una cantautrice poco nota, e lo ammette senza problemi. Dopo anni passati a rincorrere il successo senza risultati, anche il suo ultimo lavoro, un impiego senza stimoli in una TV locale, arriva al capolinea. Senza più un obiettivo, vaga per le strade tranquille di Kisarazu, quando, dietro un santuario shintoista, si imbatte in un piccolo vicolo. Lì scopre una locanda dal nome curioso: “Da Shippo: pasti caldi a menu fisso, locale con gatto”. Spinta dalla curiosità, entra. Il ristorante è minuscolo, intimo, con pochi tavoli e scaffali colmi di stoviglie colorate in ceramica, ognuna diversa dall’altra. In un angolo, dentro una pentola di terracotta, dorme placido un gatto tricolore dalla lunga coda: è lui la mascotte del locale, Shippo. È il primo di molti pranzi in quel posto accogliente, dove Tsumugi incontrerà persone speciali: una futura mamma che accudisce il marito malato, un’ex maestra nostalgica dei suoi alunni, un liceale innamorato che non riesce a confessarlo. A unirli è il bisogno di uno spazio dove fermarsi e sentirsi accolti. E il proprietario, un uomo rude ma profondamente umano, diventa il custode silenzioso delle loro storie. In quel luogo sospeso, dove ogni gesto ha un significato, Tsumugi ritroverà la forza per ricominciare e credere ancora nei propri sogni. “Da Shippo: pasti caldi e gatto ospitale” è una storia commovente che celebra il potere curativo del cibo, dell'amicizia e della riscoperta di sé