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Trovati 136 documenti.
Torino : Einaudi, 2007
Abstract: È possibile imparare l'italiano in un modo divertente e creativo attraverso i giochi di parole? Questo libro dimostra di sì: raccoglie i materiali sperimentati durante i corsi complementari che un'insegnante piena di estro e di iniziativa ha tenuto dal 1982 al 1985 in una scuola media sul lago d'Orta. I Draghi locopei è appunto l'anagramma della frase giochi di parole: insieme all'anagramma i ragazzi hanno imparato ad usare altri semplici strumenti che sotto i loro nomi un pò misteriosi (logogrifo, bifronti, acrostici, metagramma) nascondono straordinarie possibilità inventive.Scrive l'autrice: Nei giochi di parole il gusto che si prova assume molteplici forme; può essere: la soddisfazione per una invenzione linguistica che piace, l'emozione dell'intuire e dell'indovinare, la sorpresa di una combinazione casuale, la sfida dell'enigma o la trasgressione del nonsense, la spensieratezza della comicità, l'intelligenza dell'ironia... Giocando con le parole, i ragazzi arricchiscono il lessico; imparano ad apprezzare il vocabolario, che diventa potente alleato di gioco; colgono il valore della regola, la quale offre il principio di organizzazione e suggerisce la forma, in cui poi essi trovano la soddisfazione del risultato.
Il primo libro delle parole / Richard Scarry
2. ed. rinnovata
Mondadori, 2001
Abstract: Un libro illustrato di grande formato per stimolare il bambino piccolo a prendere contatto con tutto il mondo circostante insieme ai simpatici personaggi inventati da Richard Scarry. Sfogliando le pagine il bambino apprenderà le prime parole legate alla città, alla casa, alla campagna, al mare e all'aereoporto
[Londra] : Usborne, copyr. 2003
Abstract: Ciascuna illustrazione, riportata sopra la scenetta principale, è accompagnata dal nome e dall'articolo appropriato. Ciò incoraggia l'associazione del nome in francese all'oggetto o personaggio, rendendone più semplice la memorizzazione. Le scenette principali illustrano situazioni, personaggi e oggetti familiari ai bambini, che si divertiranno a individuarli e a ripeterne il nome. Al termine del volume sono inclusi un vocabolarietto francese/italiano con tutte le parole contenute nel libro e una guida semplificata alla pronuncia francese.
Dizionario per immagini / Marco Mezzadri
2. ed
Perugia : Guerra, 2001
Abstract: Il "Dizionario per immagini" presenta circa 2000 parole della lingua italiana suddivise in 72 unità illustrate. Ogni unità riguarda un tema specifico, visto in un contesto tipicamente italiano. È quindi, sia uno strumento linguistico, sia un mezzo per avvicinarsi alla vita e alla cultura italiana. L'indice analitico posto alla fine del libro permette di trovare rapidamente ogni parola contenuta nel dizionario. Il Dizionario è particolarmente utile sia per lo studente d'italiano, come sussidio per l'apprendimento linguistico, sia per quelle persone che, vivendo o viaggiando in Italia, hanno bisogno di integrare le proprie conoscenze lessicali.
Quelle cose scomparse, parole : dizionario / Giuseppe A. Samonà ; postfazione Filippo La Porta
Ilisso, 2004
Abstract: Comprimere la propria storia - per guardare a quella di noi tutti - dentro un dizionario, tradurre esperienze e incontri decisivi in "voci" e "glosse", addomesticare l'alterità inquieta dell'esistenza in un lessico famigliare e in una filologia simulata... Per riuscirvi occorre una sfrenata immaginazione linguistica, un senso dello humour che si dissimula in finta pedanteria e in una cognizione esatta del dolore, e poi una svagata leggerezza adolescenziale alla Truffaut. Qualità che si rivelano in queste pagine, dove l'autore fonde insieme materiali autobiografici, micronarrazioni, verbali di assemblea, espressioni gergali, brevi trattatelli di antropologia, trame di film, critica delle mode culturali.
Nuova ed. ampliata e riv
Bologna : Zanichelli, 1993
Abstract: A volte il foglio di carta bianca può fare paura e frenare la capacità di esprimere ciò che sì ha in mente. Si scrive ciliege o ciliegie, il psicologo o lo psicologo, sognamo o sogniamo, dentro il cassetto o dentro al cassetto'? Qual è la forma corretta: è piovuto o ha piovuto^? Cosa significano check-up, ketchup e fisca! dragl Come si pronunciano? Come si forma il loro plurale? Che cos'è un anglicismo, un ispanismo? E un eufemismo?Il dizionario grammaticale elenca, in ordine alfabetico, le parole che presentano difficoltàlinguistiche, di pronuncia, di sintassi, nelle forme flessionali o di uso:per esempio le parole che terminano in -eia o -già o che formano il plurale oppure il femminilein modo irregolare, i verbi irregolari, ecc. Particolarmente abbondanti sono le parole straniereentrate ormai nell'uso comune, delle quali vengono indicate la pronuncia mediantela trascrizione italianizzata e, se del caso, le forme flessionali.Numerose schede tematiche di argomento grammaticale e sintattico (aggettivo, avverbio, discorso diretto, punteggiatura, ecc), relative ai problemi della linguistica moderna o alle tecniche linguistiche (appunti, comunicazione, dialetto, riassunto, lettura, ecc.) forniscono preziose informazioni supplementari.Il dizionario grammaticale è, dunque, uno strumento indispensabile per tutti coloro che, servendosi della lingua nell'uso quotidiano, nei rapporti privati e pubblici, desiderano acquisire quella competenza che garantisce sicurezza ed eleganza ai messaggi.Principali schede tematiche: abbreviazioni e sigle, abitanti d'Italia, accento, aggettivo, alfabeto, appunti, articolo, avverbio, campo semantico, cognome, comunicazione, congiunzione, consonanti, dialetto, elisione e troncamento, gergo, lettera, domanda, lettere ufficiali, lettura, minoranze linguistiche, nome, numerali, parola, periodo, poesia, prefisso, preposizione, prestiti, pronome, proposizione, punteggiatura, suffisso, varietà della lingua, verbo, vocali.
Il libro delle parole / Richard Scarry
A. Mondadori, 1985
Versi e storie di parole / Gianni Rodari ; illustrazioni di Francesco Altan
[Trieste] : Einaudi ragazzi, copyr. 1995
Abstract: Quasi tutta l'opera di Gianni Rodari contiene versi e storie sorridenti dedicate a parole, regole grammaticali, errori di scrittura. Anche in questo libro il lettore troverà filastrocche degne di figurare in un'ideale grammatica divertente dal forte messaggio pacifista, ma troverà anche storie più articolate che ci racconteranno con brio e ironia l'origine di molti vocaboli e il loro viaggio nella storia per arrivare all'attuale significato... Le parole di Gianni viaggiano dunque - oggi più che mai - sulle ali dell'invenzione, del piacere del racconto, del desiderio profondo di far vivere a tutti le emozioni di una scoperta semplice ma fondamentale: in due si pensa meglio / e si va più lontano. Età di lettura: da 6 anni.
Pinco Panchetta e le parole perdute / Guido Quarzo ; illustrazioni di Lorena Canottiere
Piemme, 2014
Potere alle parole : perchè usarle meglio / Vera Gheno
Einaudi, 2019
Abstract: Ognuno di noi è le parole che sceglie: conoscerne il significato e saperle usare nel modo giusto e al momento giusto ci dà un potere enorme, forse il piú grande di tutti. Che cosa penseremmo del proprietario di una Maserati che la lasciasse sempre parcheggiata in garage pur avendo la patente? E di una persona che, possedendo un enorme armadio di vestiti bellissimi, indossasse per pigrizia sempre lo stesso completo? Queste situazioni appaiono improbabili; eppure, sono esempi dell’atteggiamento che molti hanno nei confronti della propria lingua: hanno accesso a un patrimonio immenso, incalcolabile, che per indolenza, o paura, o imperizia, usano in maniera assolutamente parziale. Anche se l’italiano non ha bisogno di venire salvato, né tantomeno preservato, è pur vero che dovremmo amarlo di piú, perché è uno strumento raffinatissimo, ed è un peccato limitarsi a una frequentazione solamente superficiale. Perché conoscerlo meglio può essere, prima di tutto, di grande giovamento a noi stessi: piú siamo competenti nel padroneggiare le parole, piú sarà completa e soddisfacente la nostra partecipazione alla società in cui viviamo. Vera Gheno si fa strada nel grande mistero della lingua italiana passando in rassegna le nostre abitudini linguistiche e mettendoci di fronte a situazioni in cui ognuno di noi può ritrovarsi facilmente. E ci aiuta a comprendere che la vera libertà di una persona passa dalla conquista delle parole.
La leggenda del paese dove nascono le parole / Michela Guidi ; illustrazioni di Shu Garbuglia
Feltrinelli, 2019
Abstract: Nel paese di Val Blabla, attraversato dal fiume Borbottiglio, crescono gli alberi letterieri, su cui in primavera sbocciano le lettere. Proprio come le persone, le lettere nascono con un loro carattere, creano amicizie (le sillabe), vanno a scuola dove imparano, commettono errori, crescono fino a diventare parole. A quel punto devono decidere il loro futuro: una poesia, una storia d'avventura, un manuale di ingegneria, il discorso di un presidente? La cosa più importante è non finire a Sparolacchio, dove le parole sono trattate malissimo, gridate una sopra l'altra, storpiate, usate per offendere e fare del male. Tant' è che una volta si sono ammutinate tutte quante e hanno abbandonato il paese, lasciandolo muto...
Rim e le parole liberate / Maddalena Vaglio Tanet ; illustrazioni di Ilaria Mancini
Rizzoli, 2024
Abstract: Provate a immaginare un mondo in cui le parole non appartengono a tutti, ma sono strane creaturine che vivono in gabbia e si comprano al mercato. Un mondo in cui soltanto i ricchi possono permettersi il lusso di usare termini strani e complicati, nessuno sa leggere e scrivere, la scuola non esiste e nemmeno i libri. Un mondo in cui molte cose non le potete dire, semplicemente perché non avete le parole per farlo. Questo è il mondo di Rim, una ragazzina curiosa che, come gli altri abitanti del suo villaggio, neanche sospetta che le cose possano andare diversamente. Tutto però cambia quando si imbatte in un bizzarro vecchietto vestito di stracci e senza denti. Si chiama Witzold e sta per trascinarla in un'avventura incredibile.
Il Mulino, 2025
Abstract: Leggendo, sfogliando, consultando, compulsando questo libro, ogni amante della lingua italiana potrà sbizzarrirsi a zigzagare lemme lemme da un lemma all'altro Ogni parola è una storia: ha alle spalle le sue vicende, i suoi viaggi, le sue peripezie, le sue metamorfosi. E questo spiega il fascino che da sempre suscita l'etimologia: il racconto che cerca di risalire alle radici, svelando - delle parole - l'origine, i sensi stratificati nel tempo, le parentele nascoste. Proprio come succede nelle centocinquantotto storie di parole affidate qui a firme autorevoli e organizzate in sezioni tematiche: dalla ricca e intramontabile eredità delle lingue classiche agli scambi con le altre grandi lingue di cultura; dalle parole nuove o legate a mode effimere a quelle antiche che nel frattempo sono uscite dall'uso; dai modi di dire alle voci oscure dei gerghi e delle terminologie tecniche.
Il Post : Iperborea, 2025
Abstract: Gli italiani non sono un popolo di allenatori della Nazionale (in questo numero di COSE Spiegate bene parliamo anche di frasi fatte e luoghi comuni) ma di linguisti: d’altronde non c’è niente che venga insegnato loro a scuola così a lungo quanto l’italiano, e non c’è niente che venga esercitato quotidianamente con tanta intensità. Si può capire che tendiamo a essere presuntuosi, sulla conoscenza dell’italiano e dei suoi usi. I social network, poi, hanno dato spazio a ricchi dibattiti, confronti, riflessioni, anche sulle stesse parole di cui li affolliamo. C’erano insomma ottime ragioni per dedicare COSE Spiegate bene a storie e spiegazioni che riguardano il linguaggio, con approcci prudenti e indulgenti e con molta carne al fuoco (espressione figurata: anche di queste ne abbiamo tante). Parliamo della lingua delle intelligenze artificiali, di quella dei tribunali, di quelle inventate dal cinema e dalla letteratura. Ma anche del vituperato schwa, del latino che usiamo e dei suoi equivoci, e di parole ed espressioni come «movida», «piuttosto che», «cringe», e di certe che non si possono dire. Di come mai diciamo «pronto?» quando rispondiamo al telefono, e di quando smettere di dire «buongiorno» e iniziare a dire «buonasera». Ricordando che «le parole sono importanti», ma anche che «sono solo parole».