E' possibile raffinare la ricerca cliccando sui filtri proposti (nella colonna a sinistra, se navighi da PC, o in fondo alla pagina, se navighi da mobile), oppure utilizzando il box di ricerca veloce o la relativa ricerca avanzata.

Trovati 37862 documenti.

Mostra parametri
L' OMBRA del testimone [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Rudolph, Alan

L' OMBRA del testimone [Videoregistrazione / regia di Alan Rudolph

SINDROME cinese [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Bridges, James

SINDROME cinese [Videoregistrazione / regia di James Bridges

Abstract: Una grintosa telecronista (Fonda) e il suo cameraman (Douglas) sono testimoni di un guasto tecnico nella centrale nucleare di Harrisburg (California) che potrebbe provocare un'esplosione atomica. Le autorità vorrebbero insabbiare la notizia, ma un ingegnere (Lemmon) si sacrifica per la verità. Scritto dal regista con Mike Gray e T.A. Cook e prodotto da M. Douglas, è un efficace thriller con messaggio antinucleare incorporato, che da più parti (nordamericane) fu accusato di isteria, allarmismo, ma che si rivelò più realistico e profetico del previsto. Un premio a Cannes per Lemmon. Senza commento musicale.

TELETUBBIES. Giochiamo a nascondino [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

TELETUBBIES. Giochiamo a nascondino [Videoregistrazione

Abstract: Dove sono andati i Teletubbies? Tinky Winky, Dispy, Laa-Laa e Po si divertono a nascondersi: riuscirà il simpatico aspirapolvere Noo-Noo a ritrovarli tutti?

La FORESTA dei pugnali volanti [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

YIMOU, Zhang

La FORESTA dei pugnali volanti [Videoregistrazione / regia di Zhang Yimou

Abstract: Nell'anno 859 la dinastia dei Tang, un tempo fiorente, sta lentamente declinando. Nel Paese infuria la sommossa e il governo corrotto è impegnato in una battaglia all'ultimo sangue contro i ribelli armati, che si sono riuniti in bande. Tra queste, la più grande e prestigiosa è la "Casa dei Pugnali Volanti" che, guidata da un nuovo misterioso leader, sta diventando sempre più potente. Due capitani locali, Leo e Jin, hanno elaborato un piano per catturarlo. Jin fingerà di essere un guerriero solitario chiamato Wind e libererà dalla prigione la bella rivoluzionaria cieca, Mei, per riuscire a sapere da lei dove si trova il quartier generale segreto dei Pugnali Volanti. Il piano sembra andare per il meglio, ma l'amore gioca a Jin e Mei un brutto tiro e li costringerà a mettersi in gioco... "Per due ore, il trio si batte con spade, lance, frecce e in numeri coreografati secondo l'estetica area della 'Tigre e il dragone': alcuni sono molto belli; però la moltiplicazione produce, alla lunga, un effetto di saturazione prima del sanguinoso epilogo biancorosso sulla neve. A ben guardare, tuttavia, anche il più tradizionale fra i generi del cinema d'Oriente è stato contaminato, come accade in Occidente, dall'estetica post-moderna. Così, il regista mescola intrecci e sottointrecci, film di spada e trama di spionaggio, esibizione d'effetti speciali e storia d'amore. Confezione accurata; però il regista dell'indimenticato 'Lanterne rosse' è praticamente irriconoscibile." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 maggio 2004) "Attenzione: primato. Lo strepitoso numero della ballerina cieca (!) Zhang Ziyi nella prima e ammaliante sequenza de 'La foresta dei pugnali volanti', è la più bella cinecoreografia vista da molti anni in qua. Un punto di non ritorno, la prova che si possono usare gli effetti speciali di Matrix in senso poetico, un manifesto di lancinante maestria che restituisce d'un colpo alla gloriosa tradizione del cappa e spada cinese quanto l'Occidente gli aveva preso, da 'Matrix' a 'Kill Bill'. Dopo 'Hero' Zhang Yimou continua a perfezionare il suo cinema sontuosamente neovisionario distillando immagini che sfidano le leggi fisiche come i pugnali volanti del titolo, ma è più incerto nel racconto. (...) Grande cinema sperimentale insomma, su canovaccio stravecchio. Quando cambierà anche il canovaccio, resteremo a bocca aperta." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 21 gennaio 2005) "Alla lunga il gioco delle maschere e dei complotti s'infittisce persino troppo, complicandosi man mano che il film procede tra una verità che manda in pezzi la precedente e una rivelazione che fa vacillare ogni certezza. E' a questo punto che, nello spettatore, può insinuarsi un senso di dejà vu un po' frustrante, malgrado lo sfarzo delle immagini. Che si volatilizza, però, appena cominciamo a guardare 'la foresta dei pugnali che volano' per quel che è davvero: un grande melodramma fatto di a-solo, recitativi, cori e continui pezzi di bravura. Se in luoghi obbligati del genere, come l'imboscata nella foresta di bambù, le coreografie di Tony Ching Siu Tung toccano livelli mai raggiunti, perfino l'imprevisto contribuisce a rendere unica la sontuosa bellezza visiva del film: vedi il duello finale tra l'eroe e il suo rivale, per cui Zhang ha saputo sfruttare in maniera eccezionale una tempesta di neve sopravvenuta, inattesa, durante la lavorazione in Ucraina. Però il vero regalo è la prima coreografia, che si svolge nella casa della cortigiana: una sfida rappresentata come una scena di seduzione." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 21 gennaio 2005) "In bilico tra arti marziali e melodramma in costume, 'La foresta dei pugnali volanti' rivendica la facoltà di parlare d'amore sciorinando il tripudio scenografico degli effetti speciali del cappa-e-spada cinese (wuxiapian). Il nuovo film di Zhang Yimou, da vedersi rigorosamente su grandissimo schermo, dispiega lo stesso piglio stilistico che da 'La tigre e il dragone' di Ang Lee e il suo recente 'Hero' rimanda alla linea di forte impatto giovanilistico 'Matrix'/'Kill Bill'. (...) Colpiscono i brani di strepitosa assurdità epico-coreografica - come l'iniziale Gioco dell'Eco e la rituale battaglia volante tra i rami dei bambù - ma a poco a poco il sin troppo compiaciuto carosello di agguati, tradimenti e cambi d'identità si trasforma in un dipinto impressionista circonfuso dai colori laccati di stagioni diverse. La passione, in pratica, diventa il linguaggio universale che brucia l'idea del possesso amoroso e il ghetto dei ruoli sociali o politici e l'aerea leggerezza della resa dei conti a base di coltelli roteanti, balestre di bambù e tamburi che scandiscono le torsioni dei corpi, si trasfigura in quel labirinto visionario dove forza e debolezza umane s'intrecciano quotidianamente." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 22 gennaio 2004) "Tutti gli onori alla grazia e alla fantasia visiva del 'wuxiapian', il cappa e spada cinese, capace di violente, raffinatissime battaglie con armi coreografiche. Il regista Zhang Yimou, redento dalle polemiche sociali invise al potere, dopo 'Hero', si rintana nell' 859 dopo Cristo ospite della dinastia Tang. (...) Ne nasce un melò pazzesco: al desiderio neppure i cinesi resistono. Un memorabile viaggio che conta due fragorosi intermezzi: il gioco dei fagioli e dei tamburi e l' attacco nella foresta di bambù." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 22 gennaio 2005) Note - PRESENTATO FUORI CONCORSO AL 57MO FESTIVAL DI CANNES (2004). - CANDIDATO ALL'OSCAR 2005 PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA (ZHAO XIAODING)

IMPARIAMO a contare [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

IMPARIAMO a contare [Videoregistrazione

Baby Einstein

FANTOZZI va in pensione [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

PARENTI, Neri

FANTOZZI va in pensione [Videoregistrazione / regia di Neri Parenti

Abstract: Il ragioniere Ugo Fantozzi, impiegato in una grande azienda, raggiunge finalmente la meta della pensione: ora potrà vivere liberamente, dedicandosi alle cose che gli piacciono, senza la tirannia degli orari e della routine. Ma la forza dell'abitudine lo fa svegliare alla solita ora e anche il primo giorno della sua agognata vita di pensionato si precipita a compiere i soliti gesti della levata a rotta di collo, a correre semivestito verso l'ufficio, annaspando all'ingresso per afferrare il cartellino da timbrare. Ripresa coscienza della sua nuova condizione di pensionato, torna mogio mogio a casa, dove non sa assolutamente come passare il tempo. Pina, la pazientissima moglie, lo spinge a riempire di interessi il proprio "tempo libero": viaggi, lavoretti part-time, politica con risultati disastrosi. Pina allora combina in gran secreto di far la donna delle pulizie presso un ristorante, a patto che il gestore inventi un'occupazione per il marito, versando a quest'ultimo il compenso che le spetterebbe per il suo stressante lavoro. Quando Fantozzi scopre l'ingenuo inganno della moglie, prende definitivamente coscienza della propria sorte. "Non è certo il migliore capitolo della serie, ma si fa seguire per qualche idea felice e le trovate di Paolo Villaggio." (Francesco Mininni, Magazine Italiano tv) "Il tema del disagio di chi va in pensione, dopo decenni di lavoro ripetitivo e per niente gratificante, non manca certo d'interesse psicologico e sociale. Ma averlo affrontato da Parenti premendo il solito tasto di una comicità paradossale è un'operazione volgarmente commerciale." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 109, 1990). "Sesto capitolo dell'infinita saga fantozziana, scritto addirittura a dodici mani; una commedia colma d'umorismo nero ancor più slegata dalle altre, dove però la satira, amarissima, per non dire crudele, coglie spesso nel segno sotto la maschera da torte in faccia. Si ride di gusto, anche se con imprevedibile parsimonia". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 settembre 2001)

MILLION dollar baby [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Eastwood, Clint <1930->

MILLION dollar baby [Videoregistrazione / regia di Clint Eastwood

Abstract: Clint Eastwood è il caso più singolare dell'intera storia del cinema. Un westerner segaligno e laconico, un prodotto della televisione di mezzo secolo fa è oggi il regista americano più ammirevole. "Million Dollar Baby", un titolo che poteva suscitare qualche timore, è una delle prove più convincenti di questo californiano pacato e lungimirante. Ispirato ai racconti dello scomparso F.X.Toole, il film mostra la trentenne Maggie Fitzgerald (Hilary Swank) irrompere nella vita dell'anziano manager di pugilato Frankie Dunn (Clint Eastwood), un uomo senza illusioni, ma privo di rancori. L'energia vitale della donna riesce a contagiare il riluttante Frankie, visto che la giovane vuole ad ogni costo diventare campionessa di pugilato. Non più tanto giovane per quello sport violento, Maggie ha una spinta interiore capace di travolgere ogni resistenza. Frankie vede in lei, pur senza ammetterlo, la figlia che non vede ormai da troppi anni. Inizia così il loro sodalizio, che comprende la totale dedizione della donna per quell'uomo che sembra essere l'ultimo legame tra lei ed il resto dell'umanità. Anche il vecchio ex-pugile Scrap (Morgan Freeman), che è diviso tra amicizia e risentimento per Frankie, si unisce al progetto di trasformare la ragazza in un pugile di qualità, in un lasso di tempo proibitivo. L'alchimia che unisce i tre darà risultati insperati. Maggie combatterà con onore, fino alla svolta tragica che consente a ciascuno di dare il meglio di se. Tutto apparentemente molto semplice. Ma il regista Eastwood ci parla di sentimenti, di coraggio e di paura con un pudore, una grazia e quella pacatezza registica che è di fatto uno stile consolidato. La spietatezza di William Munny, il malinconico cow boy de "Gli spietati", è stata rimossa, Frankie Dunn riflette sul suo passato con amarezza, con ironia, con l'amore paterno per questa giovane creatura. Ed a questi temi si aggiunge quello forse più inquietante, che riguarda l'eutanasia e che Eastwood affronta con consapevole fermezza. L'ortodossia della religione viene sfidata senza spocchia, mostrando quanto siano differenti in ogni essere umano i temi della vita e le scelta che da esse derivano. Ed il pugilato, con sequenze magistrali, non è il tema centrale, quanto lo sono quelli riguardanti la crudelta dell'esistenza, la generosità e l'amore ritrovato. E non solo. Clint Eastwood attore, Hilary Swank e Morgan Freeman, fondono mirabilmente i loro stili di recitazione commuovendoci senza colpire basso, con quella partecipazione che ogni attore e regista italiano dovrebbe iniziare a considerare indispensabile per chi fa quel mestiere.

SCOOBY-Doo e la caccia alle streghe [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

SCOOBY-Doo e la caccia alle streghe [Videoregistrazione

Abstract: Contiene gli episodi: Cento vampiri e pipistrelli; Spettri al galoppo; Il fantasma dei ghiacci; La strega della palude. I giovani super detective danno filo da torcere ai delinquenti di queste quattro misteriose avventure.

LEMONY Snicket [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

LEMONY Snicket [Videoregistrazione = Lemony Snicket's a series of unfortunate events : una serie di sfortunati eventi / regia di Brad Silberling

Abstract: Le disavventure di Emily, Klaus e Sunny Baudelaire hanno inizio quando, a causa di un incendio, perdono i loro genitori e la loro casa. Vengono così affidati a una serie di abominevoli tutori decisi a mettere le mani sulla loro eredità. Primo tra tutti il malvagio Conte Olaf... "Tratto da una serie per bambini di pervasivo e smodato successo, 'Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi' viene lanciato come una specie di anti- Harry Potter , e si capisce perché: tutto in questa tumultuosa saga giunta al nono volume (Salani) sembra rovesciare lo spirito positivo del maghetto inglese. Con tutti i loro misteri e riti di passaggio, i romanzi festosi e cupi della Rowling sono infatti un'abile quanto colorita allegoria dell'infanzia e della crescita. Lo statunitense Daniel Handler, in arte Lemony Snicket, allestisce invece intorno ai tre piccoli orfani Baudelaire, nome che è tutto un programma, un mondo ironicamente desolato che sta fra Roald Dahl e i fratelli Grimm, con echi sarcastici di Dickens e un occhio puntato sulle illustrazioni macabre del grande Edward Gorey. (...) Come animare un universo così bizzarro, monolitico e intimamente letterario? Un buon regista avrebbe cominciato col porsi due o tre domandine: chi sono davvero i tre piccoli Baudelaire e i loro sciagurati parenti? Cosa definisce le loro personalità e quella del perfido zio Olaf, l'attore fallito con pastrano alla Nosferatu cui vengono affidati dopo la morte accidentale dei genitori? E soprattutto: da quale punto di vista raccontare la loro storia? Nessuno però chiede tanto agli yesmen di Hollywood, così Silberling si contenta di giocare sull'accumulo. Di trucchi, di costumi, di scenografie, di numeri d'attore. Ma il tutto, fatto salvo il divertimento per l'ironico sussiego della voce narrante e l'ammirazione per il repertorio di un irriconoscibile Jim Carrey (che qui peraltro gira a vuoto), genera presto saturazione e soffocamento. Anche perché il film affastella toni e spunti contraddittori. Paure e disgusto infantile, strizzate d'occhio destinate a un pubblico non solo adulto ma colto; dialoghi incerti fra nonsense e doppi sensi osceni. E via dissipando risorse, scenografie, attori (non basta Jim Carrey, c'è anche la zia fobica Meryl Streep e una comparsata a sorpresa di Dustin Hoffman). I nuovi film d'animazione hanno fatto fortuna catturando insieme adulti e bambini. Lemony Snicket gioca la stessa carta. Ma rischia di non sedurre né gli uni né gli altri. (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 18 marzo 2005) "Lemony Snicket Una serie di sfortunati eventi adatta i primi tre episodi immergendoli in un universo gotico espressionista dall'atmosfera visiva e totalmente fuori dal comune: forse - è l'unica obiezione - fin tropo nera per un film destinato anche ai bambini più piccoli. Meno visionaria la regia di Brad Silberling ('Casper'). Imperdibile, nella parte del ripugnante Olaf, Jim Carrey: palesemente estasiato di poter dare sfogo al proprio istinto trasformistico come ai tempo di 'Mask', dell'Esorcista e del Grinch." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 marzo 2005) "Il tuttofare e molto variopinto Jim Carrey si diverte un sacco a fare il viscido, perfido conte Olaf che raggira en travesti tre danarosi orfanelli: buio, salti nel buio, incendi, serpenti, sanguisughe: ogni riferimento freudiano non è puramente casuale. Gotico, tenebroso, sadico, visivamente fascinoso racconto per bambini (!) abituati agli incubi, con zia Meryl Streep che sembra Loretta Goggi. Esempio della classica crudele letteratura per l'infanzia che il cinema amplifica con effetti specialissimi e una cinica voce off (in originale di Jude Law, che non si nega nulla). Finisce bene, gloria teatrale della pantomima e pena del contrappasso, ma chissà. Qualche sbadiglio ma anche bei titoli di coda da lanterna magica." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 marzo 2005) Note - NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE DI LEMONY SNICKET E' DI JUDE LAW. - QUATTRO CANDIDATURE AGLI OSCAR 2005: MIGLIORE SCENOGRAFIA (RICK HEINRICHS, CHERYL CARASIK), MIGLIORI COSTUMI (COLLEEN ATWOOD), MIGLIOR COLONNA SONORA (THOMAS NEWMAN), MIGLIOR MAKE-UP (VALLI O'REILLY, BILL CORSO). - OSCAR 2005: MIGLIOR TRUCCO.

Un TRENO per Auschwitz [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: VHS

LORICA, Alberto S.

Un TRENO per Auschwitz [Videoregistrazione : non il rito del ricordo, ma la cultura della memoria / di Alberto S. Lorica

MISTERIOSO [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Benni, Stefano <1947-2025>

MISTERIOSO [Videoregistrazione : viaggio nel silenzio di Thelonious Monk / Stefano Benni ; Umberto Petrin, pianoforte

Misterioso
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Misterioso : viaggio nel silenzio di Thelonious Monk / Stefano Benni

Feltrinelli, copyr. 2005

Abstract: Stefano Benni ricorda Thelonious Monk in un reading che riunisce citazionidalla biografia del grande pianista jazz e brani di Allen Ginsberg, Laurent De Wilde e suoi originali. La voce poeta si incrocia con il pianoforte di UmbertoPetrin, massimo esecutore italiano di Monk.

VARSITY blues [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

ROBBINS, Brian

VARSITY blues [Videoregistrazione / regia di Brian Robbins

Abstract: Siamo nel Texas in una cittadina in cui conta solo il football. Sarà un giocatore di riserva a prendere in mano la guida della squadra divenendone il leader in campo e fuori. Film sportivo di solido impianto narrativo

IO e lo zio Buck [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

HUGHES, John

IO e lo zio Buck [Videoregistrazione = Uncle Buck / regia di John Hughes

THREE kings [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: VHS

Russell, David O. <1958->

THREE kings [Videoregistrazione / regia di David O. Russell

Abstract: Marzo 1991. La Guerra del Golfo è finita. L'armistizio è stato firmato. I marines festeggiano. Un gruppetto di loro intercetta un iracheno che ha nascosto in una parte molto "intima" la mappa dei bunker in cui Saddam ha nascosto l'oro rubato in Kuwait. Approfittando della confusione generale i quattro recuperano il "tesoro". In questa ricerca si rendono conto della condizione estrema in cui una guerra, a difesa degli interessi Usa, ha messo la popolazione irachena. Che non ama Saddam ma non può amare neppure gli americani che scaricano bombe, ma poi abbandonano uomini, donne e bambini a un destino di morte. Questo cambia il loro modo di vedere le cose. David O. Russell ha messo insieme un cast prestigioso per un film interessante proprio perché anomalo. Cinema adrenalinico quello di Russell ma che non perde mai di vista la "moralità". Esplosioni, scazzottate, battute anche pesanti non sono mai solo al servizio del puro entertainment, ma sollevano il dubbio (pesante) che non ci siano più (ammesso che ci siano mai state) guerre "giuste".

CARTOLINE dall'inferno [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

NICHOLS, Mike

CARTOLINE dall'inferno [Videoregistrazione / regia di Mike Nichols

Abstract: Da un romanzo di Carrie Fisher. La figlia di un'attrice di successo, quarantenne, attrice anch'essa, viene ricoverata in una clinica di riabilitazione per eccesso di droghe e medicinali. Ha così inizio il riavvicinamento alla madre con la quale ha sempre avuto un rapporto conflittuale; riavvicinamento che si accentua quando deve occuparsi di lei, dopo un brutto incidente stradale. Commedia furba, governata con efficacia da un regista che conta più a teatro che al cinema. Una gara di bravura tra 2 rifinite acrobate della recitazione senza rete. I maschietti, G. Hackman e R. Dreyfuss compresi, fanno tappezzeria.AUTORE LETTERARIO: Carrie Fisher

Il GRANDE inganno [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Nicholson, Jack <1937->

Il GRANDE inganno [Videoregistrazione = The two Jakes / regia di Jack Nicholson

Abstract: Los Angeles 1948. Sono passati undici anni dalla notte in cui a Chinatown morì tragicamente Evelyn Mulwray in fuga con la figlia-sorella Katryn. L'investigatore privato Gittes indaga su un omicidio le cui circostanze sembrano ma non sono chiare e a poco a poco vengono a galla grossi interessi economici. È il seguito di Chinatown, ma quello che era là compenetrazione tra tragedia privata e dramma sociale visto in modo romantico e critico, non lo è qui dove i personaggi sono meno "cattivi" di quel che sembrano e la vicenda si aggroviglia inesorabilmente. All'attivo c'è il professionismo di Nicholson, il brio delle poche scene di azione violenta e la fotografia di Zsigmond che restituisce l'aria del tempo. Brevi apparizioni di Faye Dunaway e Tom Waits.

Le CENERI di Angela [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

PARKER, Alan

Le CENERI di Angela [Videoregistrazione / regia di Alan Parker

Abstract: Nel 1935 la famiglia McCourt _ padre, madre e 4 maschietti _ lascia Brooklyn per tornare a Limerick, la città più santa e piovosa dell'Irlanda cattolica, dove Frank, il maggiore dei figli, passa dall'infanzia all'adolescenza in una miseria nera illuminata dalla presenza della madre Angela e dalla volontà di tornare negli Stati Uniti. Tratto dall'autobiografia (1996) di Frank McCourt, premio Pulitzer, sceneggiato da A. Parker con Laura Jones, è il film più algofiliaco e umido uscito da Hollywood alla fine del secolo, ma anche uno dei risultati più felici per coesione narrativa e intensità figurativa nella diseguale carriera del regista londinese. Nell'aggirare le trappole del verismo e del moralismo (nessun personaggio è giudicato, anche se nel sottotesto è esplicita la denuncia dell'ottuso e meschino cattolicesimo irlandese), raggiunge una sorta di eroismo tragico, evidente nella figura di Angela. Efficace direzione degli attori e notevoli i contributi della fotografia in grigio-verde (M. Seresin) e della musica (John Williams).AUTORE LETTERARIO: Frank McCourt

Il MISTERO del cadavere scomparso [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

Reiner, Carl

Il MISTERO del cadavere scomparso [Videoregistrazione = Dead men don't wear plaid / regia di Carl Reiner

Abstract: Il detective Rigby Reardon viene incaricato da un'avvenente ragazza, Julie Forrest, di far luce sulla morte accidentale del padre, uno scienziato amatore di formaggi. Per le sue indagini Rigby si fa aiutare dall'amico Philip Marlowe, esperto e noto detective privato, protagonista di ottimi libri gialli. Dopo varie peripezie, ferimenti e tentati omicidi Rigby parte per Carlotta, un paese del sud America, e qui scopre infine un complotto per distruggere mezza umanità ad opera di un gruppo di tedeschi ex seguaci di Hitler, che avevano rapito Forrest obbligandolo a collaborare per la messa a punto di un'arma micidiale derivata dalla muffa del formaggio. Rigby, aiutato da un poliziotto del posto, suo antico compagno di esercito, libera lo scienziato, sventa il complotto e fa arrestare i tedeschi, quindi si arrende all'amore della bellissima Julie, alla quale ha restituito il padre. Note - REALIZZATO UTILIZZANDO SPEZZONI DI FAMOSI FILM NOIR ANNI '40.

Il GRINTA [Videoregistrazione
0 0
Videoregistrazioni: DVD

HATHAWAY, Henry

Il GRINTA [Videoregistrazione / regia di Henry Hathaway

Abstract: Stati Uniti, 1870 circa. La 14enne Mattie Ross è determinata a vendicare il padre assassinato a sangue freddo dal codardo Tom Chaney. Dopo aver incrociato il gioviale e ubriacone marshall Rooster Cogburn, lo costringe suo malgrado ad affiancarla nella caccia all'assassino Chaney. I due si spingeranno nei territori indiani, ma sulla loro strada si inserirà un Texas Ranger di nome LaBoeuf... "Panorami struggenti, personaggi scolpiti, pistole, cavalli e duelli al sole. 'Il Grinta', remake dell'omonimo western del '69, è ricco di tali e tante fiammate epiche, raffinate citazioni e saette di humour nero da rendere letteralmente estasiasti gli spettatori come noi nostalgici del cinema classico e della sua primigenia solennità. I fratelli Coen, del resto, erano gli unici registi contemporanei in grado di riavvicinarsi con classe e convinzione al romanzo. (...) Naturalmente il valore dell'operazione è strettamente collegato alla prova meravigliosa degli attori, tutti in grado di diventare sullo schermo 'più grandi della vita' come indicava il primo comandamento dell'età dell'oro hollywoodiana. (...) Nulla da invidiare alla pellicola del '69 con John Wayne (...) Con la pertinente complicità della fotografia di Roger Deakins e le musiche di Carter Burwell, 'II Grinta' scavalca le angustie e i complessi dell'immaginario anni Duemila e si riunisce per via diretta ai poemi di Ford, Hawks, Walsh e ai tormentati e rabbiosi neowestern del più giovane e disilluso Sam Peckinpah ('Sfida nell'Alta Sierra'). Si sarà capito a questo punto come il film sprigioni tutta la geometrica potenza - in apparenza un po' statica, in quanto lontana anni luce del frenetico movimentismo dell'odierno blockbuster - che serve a metaforizzare tematiche pregnanti come il rapporto tra giustizia e vendetta, la fine e la rinascita dello spirito di frontiera e, in quest'ultimo senso, l'eterno incontro/scontro tra l'anima americana zelante, espansionista e democratica e quella originaria e pionieristica, anarco-individualista e libertaria." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 18 febbraio 2011) "Se quello di Hathaway con Wayne era a cavallo della crisi, questo dei Coen è un meraviglioso western che vive di puro cinema, nel rispetto del classico ma di una sconvolgente modernità di stile, con una sceneggiatura da insegnare a scuola. Il cast non fa una grinza: la Steinfeld è una teenager prodigio, Bridges-Damon due assi. Inizio e finale da urlo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 febbraio 2011) "Piacerà a tutti coloro che amano il western e hanno seguito al colmo del gaudio I'iter del film dei Coen. Non solo piaciuto (e parecchio) alla critica (è un gran favorito nella corsa all'Oscar). Ma anche tantissimo (e questo è un dato che ha dell'incredibile) al pubblico Usa. Il film è stato in America un campione degli incassi natalizi (...). E va bene, molti fan del film con John Wayne storceranno (qualcuno ha già storto) il naso. Wayne 'era' Grinta, viveva la parte. Jeff Bridges per quanto bravo la recita solamente. Però riconosciamolo, la vecchia pellicola, pur fatta benissimo, era quasi disneyana nel racconto e nei personaggi. La ferocia del Grinta era solo dichiarata (mai vista) e lo show down finale (...) era plausibile solo per gli under 10. Con i fratelli Coen, si sa, la violenza non è mai bella e gloriosa. Gli scontri sono crudeli, quasi sempre sleali, il discrimine tra la violenza 'buona' e quella 'cattiva' diventa un optional. (...) Fosse vivo Sergio Leone farebbe follie per 'Il grinta' secondo Coen. Non tanto per come raccontano il West (lo stile è duro e secco, lontano dai barocchismi leoniani) per il senso di cupo tramonto con cui l'America chiude la sua fase eroica. Nel film dominano i 'vecchi' ('Grinta' e i fuorilegge, emblemi di un mondo che sta svanendo) ma s'affacciano i giovani. LaBoeuf che porta la civiltà e la legalità. Ma sopratutto Mattie, indifesa nel corpo, ma durissima nella determinazione, l'ambasciatrice di un'America che nel secolo successivo prenderà in pugno i destini dei mondo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 18 febbraio 2011) "Violenza, avventura e delusione questa la storia raccontata sapientemente dai Coen che, attraverso immagini rese seducenti dalla splendida fotografia di Roger Deackins, prendono a prestito le tematiche classiche del genere per parlare dell'America di oggi e ancora una volta della propria personale visione dell'esistenza. Non si può non pensarla così guardando il mondo con gli occhi del vero 'Grinta' della storia, quell'eroina impertinente e sicura, dallo sguardo candido ed innocente che troppo spesso disarmato e malinconico si posa sui cadaveri che una società moralmente degradata e senza amore lascia dietro di sé. Bellissimi i primi piani di questa quattordicenne, reale alter ego dei Coen, che durante il film i due trovano sempre la scusa d'inquadrare, sfiorando quel volto fiero ma ancora morbido dell'adolescenza, unica possibilità in cui i due riscoprono ancora una volta e nonostante tutto il sogno di un mondo migliore." (Alessia Mazzenga, 'Terra', 18 febbraio 2011) "Fedele al romanzo di Charles Portis più che al film di Hathaway con John Wayne (unico premio Oscar della sua carriera), che i due fratelli di Minneapolis dicono di non aver neppure rivisto. Ancora una volta i Coen riescono a depistare le aspettative. Perché, in fondo, era molto più un western 'Non è un paese per vecchi' questo di 'Grinta'. Dove, nella prima parte, i protagonisti sono impegnati soprattutto in estenuanti contrattazioni. Nel West dei Coen si mercanteggia su tutto e si parla tantissimo. Non esiste accordo, di nessun genere, che non passi per un lungo negoziare dialettico di cui Mattie è incontrastata regina. È lei stessa a farcelo presente quando, nel prologo, la sua voce fuori campo ci informa che a questo mondo nulla è gratuito 'eccetto la grazia di Dio'. E la bellezza del film è proprio nel saper passare da questo a quello e nel saper arrivare alla grazia di Dio raccontando i rapporti tra la ragazzina più tosta del West, l'ormai malandato 'grinta' e LaBoeuf. Quando si diventa una squadra si ha meno bisogno di parlare perché si è protetti dal tocco divino. 'Il Grinta' è commovente e intelligente. Ed è bello, bello. Grandi attori e grandissimi Coen. Che depistano ma non tradiscono mai. (Elisa Battistini, 'Il Fatto Quotidiano', 17 febbraio 2011) Note - REMAKE DEL FILM "IL GRINTA" DIRETTO DA HENRY HATHAWAY NEL 1969 E INTERPRETATO DA JOHN WAYNE. - TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE STEVEN SPIELBERG. - FILM D'APERTURA DEL 61. FESTIVAL DI BERLINO (2011). - CANDIDATO ALL'OSCAR 2011 PER: MIGLIOR FILM, REGIA, ATTORE PROTAGONISTA (JEFF BRIDGES), ATTRICE NON PROTAGONISTA (HAILEE STEINFELD), SCENEGGIATURA NON ORIGINALE, FOTOGRAFIA, SCENOGRAFIA, COSTUMI, MISSAGGIO E MONTAGGIO SONORO.