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Trovati 37862 documenti.
THIRTEEN [Videoregistrazione = 13 anni / regia di Catherine Hardwicke
Abstract: Un horror girato con la tecnica del found footage incentrato sulle possessioni. Il film ricorda la pellicola Linea mortale con Julia Roberts.
PRIMA dammi un bacio [Videoregistrazione / regia di Ambrogio Lo Giudice
Abstract: Adele e Marcello nascono nello stesso momento e nella stessa stanza, ma da madri differenti. Inevitabile che i loro destini siano in qualche modo intrecciati: crescono insieme nella Bologna fascista, giocano insieme, e per gioco si fanno sposare da Loris, un loro amico chierichetto. Ma la guerra incombe, e tutto è destinato a mutare: i due sono costretti a dividersi, e ad impostare un'esistenza senza la presenza dell'altro. Nonostante questo, non smetteranno di amarsi nè di cercarsi, e grazie, di nuovo, all'aiuto di Loris (nel frattempo diventato prete) potranno sperare ancora in un futuro insieme. L'esordio alla regia di Ambrogio Lo Giudice, uno dei più apprezzati registi di videoclip italiani, è un delicato bozzetto, che sa rimanere miracolosamente in bilico senza scadere nè nel sentimentalismo, nè nell'escatologico. Merito di attori ispirati (finalmente un Zingaretti "liberato" dagli obblighi televisivi, ed una Rocca sempre più matura ed espressiva), e di una sceneggiatura mai banale. Lo Giudice, pur fra innumerevoli difficoltà produttive ed economiche, è riuscito a comporre un film interessante ed ispirato, direttamente debitore del Pupi Avati anni '80.
WILD wild west [Videoregistrazione / regia di Barry Sonnenfeld
Abstract: L'agente speciale James West, ricco di charme e di intuito, e l'agente speciale Artemus Gordon, abile nei travestimenti e brillante inventore di gadgets, si ritrovano fianco a fianco sulle tracce del dottor Loveless, diabolico e geniale inventore, che sta complottando l'assassinio del presidente degli Stati Uniti con l'aiuto di una enorme e mostruosa macchina chiamata Tarantola. All'inizio del lavoro, i due sono rivali ma ben presto decidono di unire le loro forze per cercare di ottenere il risultato migliore. A complicare i loro piani c'è però anche Rita Escobar, bella e misteriosa cantante che ad un certo punto si unisce ai due. E anche dall'altra parte Loveless ha al proprio fianco alcune vivaci ragazze, che rappresentano una costante minaccia per gli agenti. Tra gli inseguitori e l'inseguito si apre una caccia che si svolge per gran parte su un treno pieno di oggetti imprevisti, dove si apre una gara a chi inventa armi più sorprendenti. Ma neppure l'aiuto del generale McGrath basta a Loveless per attuare il suo piano. West e Gordon raggiungono il Presidente, il quale subito da agenti speciali li promuove agenti segreti e dice loro che li aspetta a Washington. I due guardano Rita con ansia, ma lei rivela di essere sposata. Allora West e Gordon si allontanano verso il tramonto, seguiti da un ragno gigante di ferro. "(...) Rovinoso nella sceneggiatura che palpita di incongruenze, addirittura contestato negli Usa per alcune battute ritenute offensive per le minoranze razziali e per i portatori di handicap, il film ostenta, dunque, una spettacolarità rintronante che sazia ben presto anche i palati meno raffinati per overdose di sgrammaticature. Dispiace per Kline e per Smith che, comunque, piazza un hit nelle classifiche e un video a Mtv (...)". (Fabio Bo, "Il Messaggero", 27 settembre 1999).
CANTANDO dietro i paraventi [Videoregistrazione / regia di Ermanno Olmi
Abstract: A causa di un equivoco, un giovane studente occidentale approda in un teatrino fuori mano. Superato il primo momento di stupore il giovane cerca di concentrarsi sull'incanto della rappresentazione... E' la storia della celebre Ching, una donna pirata cinese. Suo marito era un ammiraglio, al comando di una potente flotta, incaricato dal governo imperiale di combattere il flagello della pirateria. Ma dietro il fenomeno si nascondono interessi così grandi che, di lì a poco, l'ammiraglio viene assassinato con una porzione di cibo avvelenato. Sconvolta dall'accaduto, la vedova convince i marinai di suo marito a rifiutare ogni altra offerta e a dedicarsi in proprio agli arrembaggi ed ai saccheggi. Dopo i successi iniziali, la flotta dei pirati di Ching viene circondata dalle navi dell'imperatore. La fine sembra vicina: ma i vascelli governativi, anziché sferrare l'attacco decisivo, rimangono nella più totale immobilità... "'Cantando dietro i paraventi' è l'esatto contrario dell'imminente 'Kill Bill': se Quentin Tarantino dichiara guerra al mondo intero in nome della vendetta, Ermanno Olmi invoca la pace nel segno del reciproco perdono. Chissà se in futuro qualcuno, evocando i massacri senza fine del 2003, vedrà nella contrapposizione di due film particolarmente significativi la proiezione dell'opposto atteggiamento che divide l'Europa dall'America. (...) Questo è forse il primo film di pirati senza scene cruente: in un quadro di violenza implicita, l'unico arrembaggio è la presa di possesso di una nave che non fa resistenza. Sostenuto da un'antologia musicale che sembra il parto di un compositore solo, 'Cantando dietro i paraventi' emana l'affascinante splendore di un mito sul quale riflettere pur senza intenderlo fino in fondo. Per goderne bisogna dimenticare il cinema dello spettacolo convenzionale. Non a caso la bella studentessa di architettura, Jun Ichikawa, incarnante la vedova Chin, parla della sua avventura come di un'esperienza spirituale". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 18 ottobre 2003) "Dalla Storia alla leggenda. Dalla guerra alla pace. Dall'Italia alla Cina, una Cina tutta esotica, filtrata con sensibilità e fantasia occidentali. Il nuovo film di Ermanno Olmi, 'Cantando dietro i paraventi', non potrebbe essere più diverso dal 'Mestiere delle armi', il capolavoro con cui il grande regista tornò al cinema dopo un silenzio durato cinque anni. Eppure sono, ognuno a suo modo, due film politici. (...) Paesaggi rapinosi. Cambi di tono e di ritmo continui. Dialoghi costellati di trasparenti allusioni al presente (al governo fischieranno le orecchie). Una colonna sonora incalzante e composita (Han Yong, Stravinskij, Berlioz, Ravel, canti popolari cinesi) che ora esalta, ora congela l'emozione. 'Cantando dietro i paraventi' non è forse il più bel film di Olmi, certo è il più libero e imprevedibile. Anche se tanta libertà finisce per servire un 'discorso' così esplicito da usare le immagini, a differenza che nel 'Mestiere delle armi', dove il senso scaturiva direttamente dal film. Si può ammirare il coraggioso, e sfarzoso, tour de force . Noi preferiamo il rigore dell'Olmi storico." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 24 ottobre 2003) "Di fronte a questa favola meravigliosa e necessaria nata in un tempo cinese fantastico che parla di oggi, si resta in dubbio se amare di più l'uomo Ermanno o il regista Olmi. Risposta: entrambi. 'Cantando dietro i paraventi' è un affascinante capolavoro che parla della fatica necessaria della pace senza mostrare un rivolo di sangue: l'altra faccia di Tarantino. (...) Tutta l'appassionante favola, mediata dal ralenti della memoria, è un omaggio al teatro di Brecht-Strehler, con le sue anime buone, ma anche alla saggezza impetuosa di Kurosawa. Complementare al 'Mestiere delle armi', il film del gran lombardo manzoniano parla delle necessità del perdono, senz'ombra di retorica: la parabola entra nella coscienza e si sistema lì per sempre." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 25 ottobre 2003) "Olmi, e non sarebbe lui sennò, se ne frega altamente dei rozzi sociologismi femministi. Le donne sono fatte per donare serenità e per cantare discretamente dietro i paraventi, come la pioggia per bagnare i campi e il sole per riscaldare. Se poi pirati, azionisti e imperatori odierni abbiano voglia di starlo ad ascoltare, purtroppo, è tutt'altro paio di maniche. Unico appunto a un film che riempie gli occhi e il cuore, rispetto al capolavoro che lo ha preceduto, il suo inclinare verso una semplificazione didascalica che eccede la necessità." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 26 ottobre 2003) Note - REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI EURIMAGES E DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - E' STATO GIRATO NEL MONTENEGRO E NEI ROMA STUDIOS SULLA PONTINA. - DAVID DI DONATELLO 2004 PER LA MIGLIOR SCENOGRAFIA (LUIGI MARCHIONE), I MIGLIORI COSTUMI (FRANCESCA SARTORI) E MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI (UBIK VISUAL EFFECTS - BOSS FILM) - NASTRO D'ARGENTO 2004 PER: MIGLIOR SOGGETTO (ERMANNO OLMI), MIGLIOR FOTOGRAFIA (FABIO OLMI), MIGLIOR SCENOGRAFIA (LUIGI MARCHIONE) E MIGLIORI COSTUMI (FRANCESCA SARTORI)
ANALISI finale [Videoregistrazione / regia di Phil Joanou
Abstract: A San Francisco psicoanalista di successo diventa vittima di un complotto macchinato da due sorelle che ha per posta un omicidio e per traguardo una grossa eredità. 1° film che ha la parola "analisi" nel titolo. Si cita Freud (il sogno dei fiori) e si ricalca Hitchcock (Vertigo), in un film manieristico e manierato che vanta contributi tecnici di prim'ordine (scene di Dean Tavoularis, fotografia di Jordan Cronenweth) e i suggestivi paesaggi di San Francisco. Il difetto è nella sceneggiatura di Wesley Strick.
DON't say a word [Videoregistrazione / regia di Gary Fleder
Abstract: Nathan Conrad è uno psichiatra di New York, con una splendida moglie e una bellissima figlia. Un giorno la sua vita viene sconvolta: un gruppo di criminali, guidati da Koster irrompe in casa sua e gli rapisce la figlia. Koster vuole una cosa sola da Conrad: che riesca ad entrare nella mente di Elisabeth Burrows, una ragazza ricoverata da anni in un manicomio, affinché lei riveli dove si trova un prezioso gioiello frutto di una rapina di dieci anni prima. "Chi ama il genere si accomodi. Ma ormai questi psicho-thriller tutti colpi bassi e suspense ricattatoria sembrano fatti a macchina. Sempre uguale Michael Douglas. Ingessatura molto sexy per Famke Janssen. (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 12 aprile 2002) "Non è male l'idea della mente come cassaforte, ma è macchinosa la trappola dei delinquenti ed è un po' maldestro il finale che, per lasciare a Douglas il merito del coraggio e della sfida, rende imbecille la polizia. C'è una fosca atmosfera metropolitana, riuscita, che si deve al regista di 'Cosa fare a Denver quando sei morto' e 'Il collezionista', Con 'Unico testimone' questo terzo film di Fleder compone un dittico tra i titoli in cartellone: thriller di famiglia con padre detective. Potabile". (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale, 12 aprile 2002) "Il thriller non presenta nulla di particolare, ma (nello stile classico delle storie di un uomo comune coinvolto in imprese criminali contro la propria volontà, per ricatto) è abbastanza ben fatto". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 aprile 2002) "Come accadeva in passato, ogni attore di prestigio, dopo una serie di film di successo, si concedeva una tregua interpretando un western. Oggi che questo genere è praticamente scomparso, i grandi divi frequentano il giallo-thriller. Così ha fatto puntualmente in questa occasione Michael Douglas, forse un po' frettolosamente visti i risultati, non proprio memorabili. Ma Gary Fleder già autore di 'Cosa vai a fare a Denver quando sei morto?' e 'Il collezionista', non è uno sprovveduto. Sa incalzare lo spettatore e pertanto sul piano puramente fisico il racconto ha la giusta dose di adrenalina, eppoi New York è fotografata dall'iraniano Amir Mokri con amorevole originalità". (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 14 aprile 2002) "'Don't Say a Word' è una macchina narrativa efficiente quanto superficiale: dove tutto ha la sua prevedibile funzione: un ferro da calza, ad esempio, serve non solo per grattarsi dentro l'ingessatura, ma anche per infilzare i malviventi. E tanto peggio se il film contraddice il principio-base del thriller: fare incontrare una situazione eccezionale con un protagonista normale. Evidentemente (e con buona pace di Brecht) abbiamo ancora molto bisogno di eroi". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 aprile 2002)
AUTUMN in New York [Videoregistrazione / regia di Joan Chen
Abstract: Lui, Will Keane, è un playboy di quarantasette anni che per la prima volta si innamora sul serio. Lei, Charlotte, è una ventiduenne appassionata di poesia antica che, però, è malata in fase terminale. L'autunno nel Central Park di New York è struggente come tutta la vicenda, che riecheggia "Love story". Nonostante le avversità, i due riusciranno a capire il significato dell'amore. I cuori sensibili e amanti del bello palpiteranno e si commuoveranno fino alle lacrime. Il film è lanciato con lo slogan "Lui si innamora per la prima volta .. e lei per l'eternità". TRAMA LUNGA A New York Will Keane, cinquantenne proprietario di un ristorante, è conosciuto per la sua vita di incallito playboy. Le donne lo inseguono e lui si lascia andare senza porsi altre domande. Una sera nel proprio locale ad un tavolo l'anziana Dolores gli presenta la nipote Charlotte, giovane e di fragile aspetto. La ragazza colpisce Will in modo mai accaduto prima. Il giorno dopo lui le telefona con la scusa di farsi confezionare un cappellino per un'amica da portare fuori. Quando l'incarico viene compiuto, Will fa in modo che quel cappellino venga indossato proprio da Charlotte, che esce così con lui. In breve tra i due sembra nascere un'intesa profonda. Quando Will le dice che una storia tra loro non può avere futuro, Charlotte gli rivela di essere malata al cuore e di avere poco da vivere. Ad una festa Wil incontra Lynn, e si apparta con lei. Charlotte è gelosa, gli chiede se lo ha tradito, lui nega ma i due si lasciano. Will incontra Lisa, che è sua figlia ed è incinta. Passa qualche giorno, Will va da Charlotte, le dice che ha fatto uno sbaglio, chiede perdono, vuole provare ad amarla. Arriva Natale. Mentre pattina, Charlotte cade. Ricoverata in ospedale, ha un tumore in stato molto avanzato. Contro il volere di lei, Will fa venire un chirurgo da fuori New York. Viene effettuato l'intervento, ma Charlotte non sopravvive. Tempo dopo, Will in barca sul lago è con la figlia e il nipotino appena nato. "Melò devastante della cinese Joan Chen, svendutasi al peggior cinema Usa. Tant'è che si augura che Winona muoia presto e che Richard torni felice a fare sesso" (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 15 dicembre 2000). "Il titolo d'una delle canzoni americane più struggenti e belle, resa famosa dall'interpretazione di Frank Sinatra, viene male usato per una storia d'amore fredda e artificiosa (?). Tentare di fare i furbi con le storie d'amore è un'impresa rischiosa; la regista cinese Joan Chen (che era l'imperatrice di Bertolucci ne 'L'ultimo imperatore') non ne è all'altezza". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 dicembre 2000) . "Preparate i fazzoletti per una favola che comincia in autunno e finisce a Natale, e piangete pure se riuscite a credere per un solo momento a quello che vi racconta Joan Chen. (...) Alle prese con dialoghi da fotoromanzo, Joan non riesce a trasmettere emozioni, né a rendere credibili personaggi miracolati dall'amore ma castigati dal destino cinico e baro. Se non è possibile fare un buon mélo con una sceneggiatura convenzionale e povera di peripezie, messa in immagini senza un'idea di regia, si sfiora il ridicolo nella parte di Winona: la quale fa una quantità incredibile di smorfiette per apparire graziosa, dimenticando che lo è davvero". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 dicembre 2000). Note - E' IL FILM DI ESORDIO DI JOAN CHEN, UN'ATTRICE CINESE CHE HA AVUTO SUCCESSO A HOLLYWOOD.
Unita'$2: Il sole e i pianeti [Videoregistrazione
Fa parte di: ALLA scoperta dell'Universo [Videoregistrazione
La TREGUA [Videoregistrazione / regia di Francesco Rosi
Abstract: Dal libro (1963) di Primo Levi, sceneggiato da F. Rosi, S. Rulli, S. Petraglia con l'apporto di Tonino Guerra. Il 27-1-1945 i soldati russi arrivano a Buna-Monowitz (Polonia), una delle 39 sezioni del lager di Auschwitz (Oswiecim). Alla fine di febbraio il chimico ebreo torinese Primo Levi (Turturro) comincia il lungo viaggio di ritorno che dura quasi otto mesi tra destinazioni incerte, derive, soste obbligate, peripezie, vagabondaggi. Dopo un viaggio in treno di 35 giorni il 19-10-1945 arriva a casa, a Torino. Era assai difficile cavare un film da un libro rapsodico e frammentario di 159 pagine con pochi dialoghi e trasferire in narrazione audiovisiva una scrittura precisa, concreta, sostenuta da riflessioni da un'alta tenuta morale, in continua oscillazione tra luce e tenebra, allegria e gravità, io e noi. Rosi e i suoi non ci sono riusciti. Quando segue il libro, il film è spesso impacciato o banale. Quando inventa, si sente il calcolo mercantile. Dove non c'è calcolo, subentra il formalismo lirico. Due volte trova la corda dell'epica, ma per rendere la dimensione di gaiezza, arguzia, gioia persino puerile che in Levi esiste si ricorre agli stereotipi della commedia italo-romanesca. Tra i personaggi le note positive sono il greco Mordo Nahum di Serbedzija, il Daniele di Dionisi e il Primo di Turturro, nonostante la differenza di età e di altezza e il fuoco interiore che cova, meridionale più che piemontese. Musiche di Luis Bacalov. Dedicato alla memoria di Pasqualino De Santis (fotografia) e di Ruggero Mastroianni (montaggio), morti durante la lavorazione e sostituiti da Marco Pontecorvo e Bruno Sarandrea.AUTORE LETTERARIO: Primo Levi
Unita'$4: Il nazionalsocialismo [Videoregistrazione ; La stagione dei Lager
PEANUTS and friends [Videoregistrazione
Il brutto anatroccolo e altre storie [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney
: Buena Vista home entertainment, [200-?]
TOPO Gigio e l'avventura [Videoregistrazione
OTHELLO [Videoregistrazione / regia di Orson Welles
Abstract: Nell'adattare la tragedia, Parker, attore teatrale esordiente nella regia, utilizza soltanto un terzo dei dialoghi e sceglie la via del realismo: esterni e interni naturali di Venezia e nel castello Orsini-Odescalchi di Bracciano, fotografia (D. Johnson), costumi e ambienti in linea col tardo '500, ritmo incalzante, cinepresa al servizio degli attori, spesso in primo piano. È il 1° Moro di Venezia di pelle nera sullo schermo e muoiono anche Iago ed Emilia, ma le vere novità sono altre: non soltanto Iago (un Branagh acuminato) è l'assoluto protagonista, ma Otello è il suo fantasma, la sua larva. Perciò Iago "guarda ripetutamente l'obiettivo, e non solo per comunicarci i ‘suoi’ pensieri, ma piuttosto per catturare i ‘nostri’, o addirittura per indurci a riconoscere quelli in questi" (R. Escobar). Conduce il gioco che Otello subisce. Fishburne è semplice e diretto, non privo di malinconia.AUTORE LETTERARIO: William Shakespeare
BAMBI [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney
Abstract: Da un libro (1923) di Felix Salten: la storia di un cerbiatto nella foresta dalla nascita alla riproduzione. 4° cartoon di lungometraggio prodotto da Walt Disney, realizzato un decennio prima di iniziare la produzione dei documentari sulla natura. L'assenza di personaggi umani e il moderato antropomorfismo non impediscono qualche eccesso di sentimentalismo e di garbo: la morte della madre di Bambi è, forse, la più traumatica scena di tutta la produzione Disney insieme con il distacco dell'elefantino dalla madre in Dumbo e Biancaneve nel bosco. Oscar per la canzone Love is a Song. Distribuito in Europa nel 1948. Dal negativo conservato nella Library of Congress dell'Ohio, rigenerato fotogramma per fotogramma, nel 2005 è stata tratta un'edizione digitale rimasterizzata in 2 DVD.AUTORE LETTERARIO: Felix Salten
SCROOGE [Videoregistrazione / regia di Ronald Neame
Abstract: La vigilia di Natale del 1860, mentre tutti si preparano a festeggiare gioiosamente la ricorrenza, un vecchio avaro inviso a tutti, Ebenezez Scrooge, sfoga ilo suo odio verso il mondo trattando con particolare durezza i suoi creditori e l'umile segretario Bob. Durante la notte, il vecchio strozzino riceve la visita di tre fantasmi, a distanza di un'ora l'una dall'altra. Il primo fantasma gli fa rivivere l'età della sua giovinezza: i giochi lieti dei bambini, la sua iniziazione al lavoro, il suo fidanzamento con la dolce Isabel, interrotto quando in lui subentrò la smodata passione per la ricchezza. Il secondo fantasma lo fa assistere alla celebrazione del Natale nella casa del segretario Bob, rattristato per la malattia del figlio, e nell'abitazione del nipotino Harry, dove tutti si impegnano allegramente in semplici giochi. Il terzo fantasma, infine, gli lascia prevedere la gioia dei creditori all'annuncio della sua morte, il decesso del figlio di Bob per mancanza di assistenza medica adeguata e, per ultimo, l'inferno nel quale sconterà la dura pena per la propria mancanza di amore. Risvegliatosi dall'incubo, Scrooge riflette sugli errori di cui è costellata la propria vita: d'ora in avanti il suo atteggiamento verso il prossimo cambierà radicalmente.
TOTO', Peppino e la malafemmina [Videoregistrazione / regia di Camillo Mastrocinque
$21 grammi [Videoregistrazione / regia di Alejandro Gonzalez Inarritu
Abstract: Middle America. Un ex malavitoso Jack Jordan (Benicio Del Toro) torna a casa in macchina per la festa del suo compleanno. Troppo veloce in una curva investe e uccide un padre con le sue 2 bambine. Nonostante la sua sofferenza, Cristina (Naomi Watts) concede il dono del cuore di suo marito. Il felice beneficiario di questo dono, Paul (il bravissimo Sean Penn) rinasce una seconda volta e si allontana da sua moglie (Charlotte Gainsbourg) per andare alla ricerca della donna che il suo nuovo cuore aveva amato fino all'incidente. Ecco presentato in lineare la trama di un film denso che ruota, come fa il montaggio, intorno alle vicende devastanti dei 3 protagonisti che provano a ritrovare il senso della loro vita. Scavando profondamente nel dramma, il film tratta di molti (troppi) argomenti: fanatismo religioso, inseminazione artificiale, dono di organi, aborto, vendetta, ingiustizia della sorte, moralità, paura della morte e peso della propria vita: 21 grammi (dicono che sia il peso che perdiamo al momento della morte!) nella bilancia con il peso della vita dei propri cari. Interpretato magistralmente dai 3 protagonisti, questo film ricco di emozioni drammatiche sconcerta di sicuro ma non lascia indifferenti. Resta però una domanda: 21 grammi è (s)montato senza logica temporale per metterci nella stessa confusione mentale dei 3 personaggi principali (come nel film Memento) o per dare un tocco originale ad un film con dei temi che non lo sono più?
La PRINCIPESSA Sissi. I viaggi di Sissi [Videoregistrazione
COME era verde la mia valle [Videoregistrazione = How green was my valley / regia di John Ford