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The Conspirator
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Videoregistrazioni: DVD

The Conspirator [Videoregistrazione] / regia di Robert Redford

: 01 Distribution, 2011

Abstract: Washington, aprile 1865. Frederick Aiken è un ufficiale dell'esercito nordista, sopravvissuto alla Guerra Civile e deciso a vivere e innamorarsi in una nazione finalmente unita. Avvocato in tempo di pace, è chiamato a difendere davanti a un tribunale militare Mary Surratt, accusata di complicità nell'assassinio di Abramo Lincoln. Proprietaria di una pensione, supposto luogo della cospirazione, e madre di John Surratt, amico e frequentatore di uno dei sette uomini coinvolti nello scellerato delitto, Mary si dichiara innocente e chiede per sé un processo imparziale. Frederick, riottoso ad accettare la nomina di avvocato difensore e fermamente convinto della colpevolezza di Mary, nondimeno avvia la sua indagine e prepara difesa e arringa. Resistendo alla requisitoria e ai metodi poco ortodossi del pubblico ministero, il giovane avvocato si appassiona alla causa e a quella sua cliente, innocente fino a prova contraria. La ricerca della verità nel rispetto della Costituzione, gli alienerà gli amici e gli indicherà i nemici dentro un paese sull'orlo del collasso e dell'isterismo. Alla maniera di Jim Garrison, procuratore ostinato nel JFK – Un caso ancora aperto di Oliver Stone, Frederick Aiken affronta il cuore nero e rivelatore della politica americana. ‘Legali' all'indomani dell'assassinio dei loro presidenti, Garrison e Aiken incarnano una ribellione che si riverbera in una presa di coscienza individuale, in lotta con le istituzioni e contro un establishment che consuma il crimine ai danni di un individuo, colpevole o innocente, nascondendosi dietro l'iter ipocrita della giustizia. L'avvocato colonnello di James McAvoy proverà allora, nell'America infiammata di Via col vento, a restituire un frammento di innocenza alla collettività, che fuori dall'aula precipita nel caos emotivo prodotto dalla morte di Lincoln, avvocato degli umili, Presidente degli (afro)americani, punto di accumulazione di interrogativi da ricomporre. Quattro anni dopo Leoni per agnelli, Robert Redford realizza un courtroom drama che trova nel confronto con la tradizione il terreno fertile per interrogare la storia e la coscienza americana. A partire da questa considerazione si chiarisce la classicità di Redford: nell'affinamento di un linguaggio che si vuole il più possibile conforme al proprio oggetto. Per questo non bisogna sottovalutare il ricorso al genere giudiziario. Dietro la parvenza rassicurante del già visto scorre una visione confacente a una precisa idea di cinema. Robert Redford, che è stato sullo schermo il giornalista irriducibile di Alan Pakula, condannato a urtare contro gli ostacoli frapposti alla rivelazione dello scandalo Watergate, si presta perfettamente a diventare il testimone della corruzione del sogno americano. Procedendo col passo greve e dolente della tragedia, The conspirator è la densa ricostruzione dell'indagine condotta da un giovane avvocato intorno all'assassinio di Abramo Lincoln, che denuncia l'impossibilità di avvicinare anche la più piana delle verità. Cortocircuitando realtà e finzione, passato e presente, cospiratori di ieri e terroristi di oggi, Redford dichiara l'illusione democratica, puritana e liberale del ‘giusto processo', articolando il suo film attraverso due fronti: al di qua e al di là del confine più che simbolico rappresentato dalla sbarre della prigione e dalla linea retta che separava Nord e Sud, tagliando in due il Paese. Su quel confine si incontrano per un attimo un unionista e una confederata, un avvocato e una cliente, un figlio e una madre in un mutuo scambio di salvezza che non scamperà la Mary di Robin Wright ma convertirà Frederick Aiken al giornalismo, impiegandolo come city editor del Washington Post, il quotidiano per cui scriveva il Bob Woodward di Redford in Tutti gli uomini del presidente. A clamorosa e geometrica dimostrazione di un percorso professionale e politico incline a produrre istanze come la battaglia contro il pregiudizio o la riaffermazione dei principi fondamentali sanciti nella costituzione della (sua) nazione. Puntando il dito contro ‘l'uomo di fiducia' degli States, contro le inerzie, le complicità e le rinunce di una giustizia che si vorrebbe giusta mentre impicca e inabissa i suoi nemici, il regista pone al centro dell'aula l'intervento individuale e la relazione tra il potere assoluto e il diritto alla vita del singolo. E all'iconoclastia di Obama oppone lo ‘spettacolo' della pena capitale. Obiezione accolta.

Un' adorabile infedele
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Videoregistrazioni: DVD

Un' adorabile infedele [Videoregistrazione] / regia di Howard Zieff

: 20th Century Fox home entertainment, 2011

Abstract: Claude Eastman è il direttore di una prestigiosa orchestra che si è da poco sposato con la bella Daniella, una donna molto più giovane. Mentre è in tournée, chiede di tenere d'occhio la moglie al suo maggiordomo, che però fraintende ed ingaggia un detective privato per pedinarla. Mentre Claude è in viaggio, Daniella lascia la casa ad un'amica, che si incontra col suo amante Max, attraente violinista e amico di Claude. Al suo ritorno, Claude viene informato dal detective privato che nella sua casa sono avvenuti degli incontri clandestini; Claude si convince così che la moglie lo tradisca e per questo programma un complicatissimo piano per uccidere Daniella e far ricadere la colpa su Max. Naturalmente niente andrà come previsto, ma le cose si chiariranno: nessuno verrà ucciso e i due coniugi continueranno ad amarsi.

Il ragazzo con la bicicletta
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Videoregistrazioni: DVD

Il ragazzo con la bicicletta [Videoregistrazione] / regia di Jean-Pierre e Luc Dardenne

: Luckyred homevideo, 2011

Abstract: Il 12enne Cyril è ossessionato dall'idea di ritrovare suo padre, che lo ha temporaneamente lasciato in un collegio. L'incontro con Samantha, una parrucchiera che lo accoglie in casa nei fine settimana, potrebbe far ritrovare al ragazzo un poco di quella serenità e calore utili a calmare la sua rabbia... "Padri e figli, adulti e bambini, famiglie nelle quali si insidiano violenze e ostilità sono al centro di molti film qui a Cannes. Già due volte vincitori della Palma d'oro, i fratelli Jean Pierre e Luc Dardenne tornano sulla Croisette con 'Le gamin au vélo' (...), su un bambino deciso a ritrovare suo padre che lo ha temporaneamente lasciato in un centro di accoglienza per l'infanzia. La storia, come hanno dichiarato i registi, è nata da un'idea ossessiva, quella di una donna che aiuta un ragazzino a liberarsi della violenza di cui è prigioniero. Ora questa donna è Cecile de France e i Dardenne tornano ad affrontare il rapporto tra genitori e figli come già ne 'La promessa', 'L'enfant', 'Il figlio'." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 15 maggio 2011) "Storia di Cyril che in orfanotrofio vive con due idee in testa: ribellarsi all'ingiustizia e ritrovare i genitori. Dardenne, due volte vincitori della Palma d'oro (...), tentano la fortuna per la terza volta con la complicità di una vedette del cinema parigino." ('La Stampa', 15 maggio 2011) "Maestri di un cinema minimale a alto tasso di sottigliezze emotive, a Cannes sono in gara con 'Le gamin au vélo', odissea di Cyril, 12 anni, in cerca di un padre che non lo vuole più. (...) Nel film (...) la buona fata ha i capelli biondi e il sorriso incantevole di Cécile de France. «Una presenza luminosa», la definiscono i registi. Sarà lei, parrucchiera dal grande cuore, a prendersi cura di quel piccolo ribelle disperato. Una favola a lieto fine. (...) Ancora una volta, sotto la lente dei Dardenne, la dignità offesa, i rapporti familiari difficili. (...)" (Giuseppina Manin, 'Corriere della Sera', 16 maggio 2011) "Le Gamin si misura con la realtà. In maniera quasi ossessiva verrebbe da aggiungere. La storia del dodicenne Cyril, senza madre e abbandonato dal padre, che trova in una parrucchiera (Cécile de France, straordinaria) chi è deciso a dargli l'affetto che cerca, ricorda le loro opere precedenti su giovani disadattati e solitari. Ma a dare nuova energia al film qui c'è uno sforzo di essenzialità e di intensità che va direttamente al cuore della loro scommessa di registi: raccontare la realtà attraverso la finzione. Balza all'occhio da certi particolari (i «dispetti» di Cyril, i suoi scatti d'ira), da certe scene « secondarie» (l'energia che il ragazzo mette nel pedalare per la città) così che l'essenzialità della trama diventa una nuova qualità, capace di andare davvero all'essenza delle cose e di regalarci una inaspettata e inedita complessata narrativa, quella che trasforma il dramma di un adolescente in una specie di favola moderna, con il bosco dove perdersi (se non l'orientamento, almeno la morale), l'«uomo cattivo» che insegna a rubare e naturalmente la « fata buona» che come ricompensa offre il proprio amore." (Paolo Mereghetti, 'Il Corriere della Sera', 16 maggio 2011 ) "Tutta la disperazione del mondo in un ragazzino con i capelli biondi e la maglietta rossa. Tutta la pena, l'ostinazione, l'energia dei suoi 12 anni in un film che segue senza un attimo di tregua i suoi sforzi per negare una verità inaccettabile: il padre lo rifiuta. E intanto dettaglia anche le conseguenze che questo può avere sul suo futuro di bambino abbandonato. (...) In fondo 'Le gamin au vélo' funziona (...) come un film di inseguimenti con gli affetti al posto della solita trama da thriller. Perché i bambini non lottano per chissà quali segreti o per salvare il mondo, ma per la vita stessa. Con un'innocenza, un abbandono, una sete di assoluto, che è anche una sfida alla nostra rassegnazione di adulti, inclini alla ragionevolezza e al compromesso. Fino a quando un film dei Dardenne non viene a ricordarci di cosa saremmo capaci. Se solo osassimo volerlo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 maggio 2011) "L'incontro tra 'Rosso Malpelo' e 'Ladri di biciclette' non poteva sfuggire allo sguardo intelligente dei fratelli Dardenne. Dalla loro penna si sono dunque profuse le consuete grazia ed arguzia, generando un film che ha entusiasmato critica e platea a Cannes, dove i virtuosi bros belga corrono per la Palma d'oro. Che, fosse centrata, sarebbe la terza dopo 'Rosetta' e 'L'enfant'. (...) Amore, dolore, amicizia e l'onnipresente bicicletta, rubata e ovviamente restituita. Perché il lieto fine ogni tanto esiste: da vedere per credere. (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 19 maggio 2011) "Il cinema dei fratelli Dardenne coinvolge sempre. E convince non solo il pubblico, ma anche le giurie dei festival tant'è vero che con ben due film, 'Rosetta' nel 1999 e 'L'Enfant' nel 2005, hanno vinto a Cannes la Palma d'oro. Film di solito amari, attraversati da un pessimismo di fondo che si affida sempre comunque a un saldo respiro cinematografico anche quando il sospeso é l'alluso, pur costeggiando sempre il realismo, tendono ad avere sopravventi precisi. L'amarezza, se si vuole, è presente anche nel film di oggi, - ma a differenza del solito vi si accompagna mia serenità che suggerisce addirittura occasioni di speranza. (...) Una cronaca che, pur con i suoi costanti accenti realistici, tende a proporsi quasi come una fiaba. Alla maniera dei Dardenne, comunque, senza il minimo sospetto di sentimenti facili o, peggio, di concessioni alla retorica. Tutto è asciutto, lineare, precisato con finezza grazie a una costruzione narrativa in cui i personaggi sono rappresentati quasi sempre dal di fuori e studiati, anziché secondo i consueti schemi psicologici, soprattutto grazie alla loro stessa presenza, chiarita solo nel momento in cui li si mostra." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo cronaca di Roma', 20 maggio 2011) "Non perdetevi 'Le gamin au vélo' dei fratelli Dardenne, che esce quasi in contemporanea con la presentazione a Cannes dove svariati critici gli hanno già assegnato in pectore la Palma d'oro. E domani si saprà se il cinema che penetra nella vita con la forza della verità avrà la meglio sul cinema dalle ambizioni visionarie, sempre a rischio di artificio. (...) Tutto si svolge nello scenario reale di una cittadina belga con un'eccellente attrice, Cécile De France, ben inserita in un cast di non attori in cui spicca il ragazzino Thomas Doret, straordinario per concentrata ostinazione e asciutta vulnerabilità. Nell'essenziale colonna sonora, un tocco trascendente lo conferisce l'attacco del Quinto concerto per piano di Beethoven." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 20 maggio 2011) "Piacerà a chi segue da tempo il cinema dei Dardenne, bravi come pochi altri a raccontare melodrammi a ciglio asciutto, favole moderne rese più aspre da un puntiglioso realismo. E alla sempre più crescente schiera degli ammiratori di Cécile de France ('Hereafter')." (Giorgio Carbone, 'Libero', 20 maggio 2011) "Asciutto, toccante dramma dei fratelli Dardenne, che si snoda con il loro solito stile privo di fronzoli nel riuscito ritratto di un bambino alla disperata ricerca d'affetto. (...) Perfetto il piccolo esordiente Thomas Doret, magnifica l'espressiva Cécile de France." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 20 maggio 2011) Note - GRAND PRIX (EX-AEQUO CON "BIR ZAMANLAR ANADOLU'DA" DI NURI BILGE CEYLAN) AL 64. FESTIVAL DI CANNES (2011). - CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2012 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.

Barbie. La principessa & la pop star
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Barbie. La principessa & la pop star [Videoregistrazione] / regia di Zeke Norton

: Universal pictures, 2011

Another earth
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Another earth [Videoregistrazione] / regia di Mike Cahill

: 20th Century Fox home entertainment, 2011

Solo come tu sei
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Solo come tu sei [Videoregistrazione] = How to be / regia di Oliver Irving

: CG home video, 2011

The vampire diaries : l'amore morde. La prima stagione completa
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The vampire diaries : l'amore morde. La prima stagione completa

Abstract: La protagonista è Elena Gilbert, una normale ragazza adolescente che vive a Mystic Falls, in Virginia. La sua vita viene sconvolta quando scopre che il suo ragazzo, Stefan Salvatore, è un vampiro, e che è stata adottata. Stefan si accorge che Elena è identica alla prima donna della sua vita, la vampira che trasformò lui e suo fratello Damon Salvatore nel 1864: Katherine Pierce. I due fratelli si innamorano anche di Elena ed entrano a far parte della sua vita. Il loro scopo è proteggerla dal vampiro Originale Klaus e da altre forze che ambiscono al pieno controllo della ragazza, che ha scoperto di essere un essere soprannaturale, più precisamente la seconda doppelgõnger di Tatia Petrova. Vengono spesso coinvolti anche gli amici e i compagni di Elena per via della loro soprannaturalità.

Due Fantagenitori. Timmy diventa grande
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Videoregistrazioni: DVD

Due Fantagenitori. Timmy diventa grande [Videoregistrazione] = The Fairly OddParents / created by Butch Hartman

Corriere della sera, 2011

Santa Fiora social club
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Cristicchi, Simone <1977->

Santa Fiora social club : [cantare di miniera, amore, vino e anarchia con il Coro dei minatori di Santa Fiora] / Simone Cristicchi

Abstract: Film reportage dedicato all'esperienza artistica ed umana di Simone Cristicchicon i minatori

Boris 2
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Boris 2 : il ritorno / [regia di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo]

Milano : Feltrinelli, 2011

Fa parte di: Boris 2 : il ritorno

Abstract: Seconda stagione della serie televisiva Boris

Peo gioca con i grandi pittori
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Peo gioca con i grandi pittori / Fusako Yusaki

Roma : Gallucci, 2011

Fa parte di: Peo gioca con i grandi pittori / Fusako Yusaki

Abstract: Primi tredici episodi della serie animata Peo Gallery, l'allegro cane blu fa la conoscenza con i piu' importanti artisti di tutti i tempi e si intrufola nei loro capolavori

L'uccello di fuoco
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L'uccello di fuoco / Gianini e Luzzati

Abstract: Tre episodi della serie animata: Il gioco delle favole

American life
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American life [Videoregistrazione] / regia di Sam Mendes

: 01 Distribution, 2011

Abstract: Burt e Verona sono una coppia non sposata di trentenni in attesa di una bambina. Sono convinti che dopo la nascita i genitori di lui (quelli di lei sono morti) saranno lieti di partecipare alla loro felicità nel veder crescere la piccola giorno dopo giorno. Quando scoprono che invece i due hanno deciso di partire per il Belgio (meta che sognavano da anni) restano profondamente sconcertati. Con Verona ormai al sesto mese vanno in cerca di amicizie del passato o di parenti con cui poter condividere la gioia della nascita intraprendendo così un viaggio da Miami al Canada. Gli incontri che faranno saranno occasione di riflessione. Frank e April Wheeler (i protagonisti del suo capolavoro Revolutionary Road) sono ancora vivi per Sam Mendes. Solo che questa volta non sono i protagonisti ma i comprimari di una storia che sembra girata da un regista indipendente e non dal regista di un film vincitore di cinque Oscar (American Beauty). Attenzione: quanto sopra è detto come constatazione di un pregio e non di un difetto. Mendes si rimette in gioco con una coppia positiva (e questo ha dato fastidio a più d'uno di quei critici che al cinema amano vedere solo storie in cui 'tutto' si rivela negativo). Burt e Verona si sentono fortemente legati. Sono una ‘coppia' nel senso più positivo della parola (anche se lei non ritiene necessaria la formalizzazione del matrimonio) con gli slanci e le difficoltà di ogni coppia. Vorrebbero per chi sta per nascere l'ambiente migliore e lo vanno a cercare (Away We Go è il titolo originale da noi come al solito stravolto), convinti come sono che ci sia chi ha vissuto e vive la genitorialità in maniera positiva. Purtroppo incontrano varie versioni attualizzate dei Wheeler. C'è chi ferisce in continuazione i propri figli nell'intimo pretendendo che non se ne accorgano. C'è chi è abbarbicato a teorie new age tanto superficiali quanto soddisfacenti per degli ego smisurati. C'è chi vive con estrema insicurezza la propria vita di madre. In questo on the road in cui per la prossima generazione sembra non esserci speranza i due protagonisti approderanno infine a un porto che non sappiamo quanto sarà sicuro. A noi spettatori viene lasciata però la certezza che si possa cercare, nonostante tutto, di restare una coppia nel senso pieno del termine e di divenire, passo dopo passo, due esseri umani che apprendono il difficile mestiere di essere genitori. Sbagliando anche, ma con la consapevolezza che i figli non sono una proprietà ma un'opportunità. Da non perdere.

Maschi contro femmine
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Maschi contro femmine [Videoregistrazione] / regia di Fausto Brizzi

: 01 Distribution, 2011

Abstract: Walter, allenatore di pallavolo sposato con Monica e neopapà viene coinvolto dalla bella Eva, avvenente giocatrice della sua squadra, in una relazione extraconiugale che si trasformerà in un incubo. Nicoletta, impiegata in una multinazionale, tradita dal marito e in crisi di mezza età tenta la chirurgia plastica prima di venire conquistata dal collega Renato, uomo di altri tempi. Andrea, il figlio di Nicoletta, divide la casa con Marta, la sua migliore amica - omosessuale - con cui inizia una serrata battaglia per la conquista di Francesca, di cui entrambi sono innamorati, sotto il divertito sguardo del terzo inquilino, il sarcastico Ivan. Diego, quarantenne proprietario di un bar molto ben frequentato e playboy con improvvisi problemi di disfunzione erettile, si imbarca in una relazione di odio e amore con la severa vicina di casa Chiara, un'infermiera ecologista amante della letteratura e della solitudine. "Prima l'uovo o la gallina? Ovvero è stato il libro 'Maschi contro femmine' (Mondadori), firmato a quattro mani dal Brizzi di 'Ex' e la scrittrice Pulsatilla, a ispirare il film (cosceneggiato con Martana e Bruno), o il contrario? In ogni caso il volumetto - concepito come uno spiritoso breviario dei motivi per cui i due sessi, pur geneticamente creati per accoppiarsi, sono destinati a perpetua incomprensione - rappresenta, diluito. in pillole drammaturgiche, il materiale sul quale si basa il piccolo girotondo in scena sullo schermo." (Alessandra Levantesi Kesich, 'La Stampa', 29 ottobre 2010) "Primo capitolo di un dittico che si completerà con 'Femmine contro maschi', raccontando gli stessi personaggi dal punto di vista femminile: Fausto Brizzi li ha girati in contemporanea, come Zemeckis con i capitoli 2 e 3 di 'Ritorno al futuro'. Film corale, molto studiato negli incroci narrativi: un'evoluzione di 'Ex', il precedente lavoro della coppia composta da Brizzi e dal suo sceneggiatore Marco Martani. (...) Sa di commedia studiata a tavolino, ma qua e là si ride." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 29 ottobre 2010) "Fausto Brizzi is back con il back to back ovvero è riuscito, come Peter Jackson con 'Il Signore degli Anelli', a girare due film di seguito che poi farà uscire sfalsati nel tempo. Il primo è 'Maschi contro femmine', collage di passioni litigarelle tra uomini e donne sulla falsa riga dei 'Manuale d'amore' di Veronesi. Ma con meno seriosità. (...) Brizzi è bravo. Lo sappiamo. Potrebbe fare di più. Sappiamo pure questo. Il film ha alti e bassi ma per quanto riguarda l'ormai collaudata formula del kolossal corale nazionalpopolare, che tratta i moti del cuore come argomento da talk show, il risultato è più che discreto. C'è qualche guizzo cinematografico (momenti di animazione, personaggi che parlano sott'acqua con le nuvolette dei fumetti) e Preziosi e Cortellesi sono molto carini da veder bisticciare." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29 ottobre 2010) "Piacerà a chi in questi tempi di mestizia, chiede al cinema il divertimento disimpegnato, il consumo che ti sazia ma non ti imbarazza lo stomaco. I cineasti italiani sembrano averlo capito, e difatti stanno immettendo sul mercato prodottini congegnati come Dio comanda. 'Buon cinema di crisi' ci vorrebbe voglia di battezzarlo. Come nell'Italia "congiunturata" degli anni 60 che si spassava con 'Se permettete parliamo di donne'. Il giovane Fausto Brizzi sembra aver capito tutto. 1) Ha compreso che i film a sketches (nostrani) sono, al presente, la gran domanda del pubblico. 2) Che i grandi mattatori non ci sono più (solo bravi interpreti incapaci di reggere un intero film) e allora è il caso di fare la grande ammucchiata, assegnare a ognuno lo spazio giusto, non un metro di pellicola in più né in meno. 3) Perché il consumo sia vero consumo, e non rimanga sullo stomaco, la pietanza deve essere condita da una sceneggiatura perfetta. Dialoghi frizzanti, battute al fulmicotone, frasi che sembrano scritte per esser collocate in bocca a Bisio, a De Luigi, alla Signoris. Accomodatevi, la cena è servita." (Giorgio Carbone, 'Libero', 29 ottobre 2010) "Detto fra noi 'Maschi contro femmine' è così loffio e prevedibile da far tenerezza, una storiella sentimentale divisa in quattro siparietti in qualche modo collegati, spiritosa soltanto nelle intenzioni. Tradotto: si ride pochissimo. (...) Se il primo episodio è quasi passabile, il terzo è al di là del bene e del male, gli altri non raggiungono la sufficienza. Meglio i tanti protagonisti, tra cui s'infiltrano Bisio, la Littizzetto, Solfrizzi e la Brilli. In scena troppo poco per essere fischiati." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 29 ottobre 2010) Note - CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2011 PER: NASTRO SPECIALE-COMMEDIA E MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (PAOLA CORTELLESI, CANDIDATA ANCHE PER "NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE" DI MASSIMILIANO BRUNO).

Habemus Papam
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Habemus Papam / un film di Nanni Moretti

Milano : Feltrinelli, 2011

Fa parte di: Habemus papam / un film di Nanni Moretti

Abstract: I cardinali riuniti in conclave procedono all'elezione del nuovo papa, a sorpresa il cardinale Melville. Preso da una crisi di panico, il neo eletto fugge prima di presentarsi ai fedeli dal balcone della basilica di San Pietro. Pewr tentare di risolvere la crisi viene chiamato il professor Brezzi, psicoanalista di grande fama.

The tree of life
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The tree of life [Videoregistrazione] / regia di Terrence Malick

: 01 Distribution, 2011

Abstract: Una donna parte da Los Angeles alla volta dell'Italia, luogo di provenienza dei suoi antenati, alla ricerca delle sue radici ebraiche. Note - GIRATO A LOS ANGELES, IN ITALIA E IN ISRAELE.

Le donne del 6. piano
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Le donne del 6. piano [Videoregistrazione] / regia di Philippe Le Guay

: Cecchi Gori home video, 2011

L' albero
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L' albero [Videoregistrazione] / regia di Julie Bertuccelli

: Eagle pictures, 2011

I sospiri del mio cuore
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I sospiri del mio cuore [Videoregistrazione] / regia di Yoshifumi Kondo ; scritto da Hayao Miyazaki

: Luckyred homevideo, 2011

Abstract: L'adolescente Shizuku, che adora la scrittura, un giorno scopre che tutti i libri che lei sceglie in biblioteca sono gia' stati presi da una stessa persona: l'antipatico e dispettoso Seiji. Insieme a un curioso gatto che viaggia indisturbato in metropolitana, Shizuku andra' alla scoperta della vita di Seiji, venendo anche a conoscenza del sorprendente negozio del nonno del ragazzo...

This is England
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This is England [Videoregistrazione] / regia di Shane Meadows

: Officine Ubu, 2011

Abstract: Inghilterra 1983. Shaun è un dodicenne spesso irriso dai compagni di classe. Al momento delle vacanze estive il ragazzino entra a far parte di un gruppo di skinhead, che lo prendono sotto la loro ala protettiva. In questo paesino della provincia inglese Shaun crescerà con i nuovi amici, tra Dr. Martens e contraddizioni, in un periodo difficile per la nazione coinvolta nella guerra delle Falkland. Lo sguardo autobiografico del regista Shane Meadows sull'Inghilterra di inizio anni '80 è dolce e amaro. Traspare l'amore per la propria terra, manifestato con le musiche coinvolgenti dell'epoca e i tipici luoghi comuni della gioventù britannica, e si percepisce una forte critica a un paese che lo delude, perchè si cresce e si diventa adulti senza grosse prospettive. Shaun, interpretato dal bravissimo Turgoose, conosce già il dolore, toccato con la morte del padre nel conflitto con l'Argentina, i suoi occhi, tuttavia, comunicano speranza, vitalità, tipici di un'esistenza appena iniziata. Nel suo gruppo, vestito con la "divisa" (Dr. Martens, camicia a quadri, bretelle e testa rasata) convivono inizialmente giovani con la necessità di ideali, che compiono ragazzate e che si divertono come molti coetanei. È l'arrivo dell'elemento disturbante Combo (Stephen Graham) a innescare la bomba a orologeria, e una spirale razzista e violenta. Il tic-tac del timer che conduce all'esplosione finale, è il rapido percorso di crescita del piccolo Shaun che, in seguito all'atto scellerato di Combo (che impersona il fascino del Male), compie il suo primo atto di volontà, di fronte all'immensa distesa di acqua salata.