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Due cuori e una provetta [Videoregistrazione] / regia di Josh Gordon e Will Speck
: Mondo home entertainment, 2010
Abstract: New York. La 40enne Kassie, stanca di aspettare l'uomo giusto, ha deciso che avrà un figlio e che lo crescerà da sola. Si mette quindi alla ricerca del donatore giusto e la scelta cade su Roland, un uomo attraente, ottimista e sempre di buon umore. Per annunciare che presto diventerà mamma Kessie organizza una festa, ma nel corso della serata il suo miglior amico Wally Mars, uomo d'affari di successo ma dall'indole nevrotica e pessimista, in preda ai fumi dell'alcool e trovata la provetta con la "donazione" di Roland combinerà un pasticcio. Sette anni dopo Kessie, che nel frattempo per crescere il suo bambino si era trasferita in Minnesota, torna a vivere a New York. L'incontro tra Sebastian, un ragazzino precoce e lievemente nevrotico, e Wally si rivelerà per entrambi sorprendente in quanto a similitudini caratteriali... "'Due cuori e una provetta' la tira per le lunghe senza sviluppare abbastanza né intreccio, né caratteri. Peccato perché la Aniston e Bateman sono attori versati sul registro brillante, la cornice newyorkese è piacevole e risulta divertente il personaggio del (loro) bambino che a 7 anni del papà ha ereditato tutto, incluso il pessimismo cosmico." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 5 novembre 2010) "Più s'incoccia nella smorfiosa Jennifer Aniston, più si capisce perché Brad Pitt l'ha mollata da quel dì. È vero che non bisogna confondere i personaggi con gli attori, ma la ragazza, si fa per dire visto che va per i quarantadue, dà l'impressione di essere una fenomenale rompiballe. Come nel melenso 'Due cuori e una provetta', che mette le (poche) carte in tavola già dal mieloso titolo tradotto (l'originale è il secco, non troppo invitante, 'Switch'). Insomma per una buona metà la commedia va avanti sull'equivoco iniziale e ogni tanto, sì ogni tanto non ogni poco, bisogna ammettere che si ridacchia. Poi lo zucchero inonda lo schermo e addio." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 5 novembre 2010) "Record speciale di volgarità della commedia ginecologica, da trendy dibattito tv. (...) Dialogo da happy hour, minispermatozoi colorati di plastica e un happy end su cui si scommette dopo cinque minuti. Migliore sul set un bimbo nevrotico ed eccentrico. Gordon e Speck: si sono messi in due registi!" (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 5 novembre 2010) Note - JENNIFER ANISTON FIGURA ANCHE TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.
Ulisse [Videoregistrazione] / regia di Peter Choi
: Mondo home entertainment, 2006
Abstract: A Itaca, mentre i Proci fanno baldoria, Penelope non si rassegna e ogni notte disfa la sua tela aspettando il suo Ulisse. Dopo la caduta di Troia, Ulisse e i suoi uomini hanno vagato per anni per mare trovandosi di fronte a mille pericoli e traversie. Nel frattempo Ulisse ha superato il richiamo delle sirene, l'ira del Ciclope accecato e gli incanti di Circe. Sospinto dalla tempesta sulla spiaggia dell'isola dei Feaci, Ulisse conosce Nausicaa, la giovane figlia di re Alcinoo, ed avendo perduto la memoria, ricambia l'amore della fanciulla. Ritrovata la memoria, Ulisse, travestito da mendicante, dovrà tornare alla sua Itaca e sconfiggere i Proci, prima di riabbracciare la sua Penelope... "Una corretta riduzione popolare della grande "Odissea" di Omero. Il testo è naturalmente semplificato e piegato a esigenze spettacolari e avventurose: ma il regista si chiama Camerini, e lo spettacolo è più che dignitoso". (Francesco Mininni, Magazine italiano tv) "Non occorre scomodare Omero. Nell'Odissea gli autori del film hanno visto semplicemente un suggestivo canovaccio avventuroso e hanno cucito insieme scorrevolmente gli episodi più famosi." (Laura e Morando Morandini) Note - SUL PROGETTO DI UN FILM, NON REALIZZATO, CON GRETA GARBO E GREGORY PECK.
Il ladro di Baghdad [Videoregistrazione]
: Mondo home entertainment, 2006
Abstract: Dal magico mondo delle "Mille e una notte" una delle storie più belle e universalmente conosciute. Un'avventura ricca di amore, intrighi, magia e colpi di scena che sempre diverte i piccoli.
Habemus Papam / un film di Nanni Moretti
Milano : Feltrinelli, 2011
Fa parte di: Habemus papam / un film di Nanni Moretti
Abstract: I cardinali riuniti in conclave procedono all'elezione del nuovo papa, a sorpresa il cardinale Melville. Preso da una crisi di panico, il neo eletto fugge prima di presentarsi ai fedeli dal balcone della basilica di San Pietro. Pewr tentare di risolvere la crisi viene chiamato il professor Brezzi, psicoanalista di grande fama.
The tree of life [Videoregistrazione] / regia di Terrence Malick
: 01 Distribution, 2011
Abstract: Una donna parte da Los Angeles alla volta dell'Italia, luogo di provenienza dei suoi antenati, alla ricerca delle sue radici ebraiche. Note - GIRATO A LOS ANGELES, IN ITALIA E IN ISRAELE.
Le donne del 6. piano [Videoregistrazione] / regia di Philippe Le Guay
: Cecchi Gori home video, 2011
L' albero [Videoregistrazione] / regia di Julie Bertuccelli
: Eagle pictures, 2011
I sospiri del mio cuore [Videoregistrazione] / regia di Yoshifumi Kondo ; scritto da Hayao Miyazaki
: Luckyred homevideo, 2011
Abstract: L'adolescente Shizuku, che adora la scrittura, un giorno scopre che tutti i libri che lei sceglie in biblioteca sono gia' stati presi da una stessa persona: l'antipatico e dispettoso Seiji. Insieme a un curioso gatto che viaggia indisturbato in metropolitana, Shizuku andra' alla scoperta della vita di Seiji, venendo anche a conoscenza del sorprendente negozio del nonno del ragazzo...
Christmas story [Videoregistrazione] / regia di Juha Wuolijoki
: Medusa film, [201-?]
Abstract: Dopo aver perso entrambi i genitori in un incidente, Nikolas viene cresciuto dagli abitanti del villaggio e trascorre ogni anno il Natale in una famiglia diversa. Accolto nella casa di uno scontroso falegname, Nikolas, scopre di essere molto bravo a fabbricare i regali.
Elvira Madigan [Videoregistrazione] / regia di Bo Widerberg
: Multimedia San Paolo, 2008
Abstract: Per amore di Elvira Madigan, celebre equilibrista famosa in tutta Europa, il conte Sixten Sparre, tenente dell'esercito svedese, abbandona la famiglia e diserta senza calcolare le tragiche conseguenze di quel gesto. La felicità dei due è destinata ben presto a svanire, fino a precipitare nella tragedia quando i due amanti, costretti a fuggire da un luogo all'altro per non essere riconosciuti, privi di mezzi di sostentamento, isolati e impossibilitati a ricostruirsi un'esistenza, non trovano alternativa al suicidio e si uccidono in un prato fiorito animato dal gioco di alcuni bimbi e dal volo delle farfalle, un prato tutto simile a quello che aveva visto nascere il loro amore.
This is England [Videoregistrazione] / regia di Shane Meadows
: Officine Ubu, 2011
Abstract: Inghilterra 1983. Shaun è un dodicenne spesso irriso dai compagni di classe. Al momento delle vacanze estive il ragazzino entra a far parte di un gruppo di skinhead, che lo prendono sotto la loro ala protettiva. In questo paesino della provincia inglese Shaun crescerà con i nuovi amici, tra Dr. Martens e contraddizioni, in un periodo difficile per la nazione coinvolta nella guerra delle Falkland. Lo sguardo autobiografico del regista Shane Meadows sull'Inghilterra di inizio anni '80 è dolce e amaro. Traspare l'amore per la propria terra, manifestato con le musiche coinvolgenti dell'epoca e i tipici luoghi comuni della gioventù britannica, e si percepisce una forte critica a un paese che lo delude, perchè si cresce e si diventa adulti senza grosse prospettive. Shaun, interpretato dal bravissimo Turgoose, conosce già il dolore, toccato con la morte del padre nel conflitto con l'Argentina, i suoi occhi, tuttavia, comunicano speranza, vitalità, tipici di un'esistenza appena iniziata. Nel suo gruppo, vestito con la "divisa" (Dr. Martens, camicia a quadri, bretelle e testa rasata) convivono inizialmente giovani con la necessità di ideali, che compiono ragazzate e che si divertono come molti coetanei. È l'arrivo dell'elemento disturbante Combo (Stephen Graham) a innescare la bomba a orologeria, e una spirale razzista e violenta. Il tic-tac del timer che conduce all'esplosione finale, è il rapido percorso di crescita del piccolo Shaun che, in seguito all'atto scellerato di Combo (che impersona il fascino del Male), compie il suo primo atto di volontà, di fronte all'immensa distesa di acqua salata.
Le piu' belle avventure di Heidi [Videoregistrazione] : 5 episodi
: Cecchi Gori home video, 2011
Due vite per caso [Videoregistrazione] / regia di Alessandro Aronadio
: Luckyred, [2011?]
Abstract: Matteo Carli è un ragazzo di 24 anni, ma in questa storia il suo nome non ha importanza, potrebbe chiamarsi in qualsiasi altro modo. Quel che conta è che la vita per lui è un ventaglio aperto di possibilità , un supermercato pieno zeppo di articoli. Basta solo scegliere e allungare una mano per prendere ciò che si vuole. Una sera di pioggia, però, non riesce a frenare in tempo e con la sua auto tampona una volante della polizia. Gli agenti in borghese lo picchiano e, dal momento che lui oppone resistenza, lo trascinano in questura. Da quel momento la vita per lui non è la stessa. Niente ha più lo stesso sapore: neanche le serate al pub o la relazione con la barista più carina e corteggiata. Neanche con il suo migliore amico, quello che riesce a sdrammatizzare ogni situazione, o con i suoi genitori riesce a essere se stesso. Ha una rabbia che lo consuma e che gli urla di cominciare a scegliere. Poniamo il caso, però, che quella stessa sera dell'incidente, la sua macchina abbia frenato in tempo e il tamponamento non sia mai avvenuto. Che lui abbia continuato a lavorare al vivaio, a frequentare il solito pub ma che, invece che con la barista, abbia iniziato una relazione con una cliente del vivaio, una ragazza di buona famiglia. Nessuno si accorgerebbe di niente. Da fuori nessuno avvertirebbe un cambiamento: neppure il suo migliore amico o i suoi genitori. La rabbia dentro di lui però continuerebbe a urlargli di scegliere. Non si può più aspettare. "'Due vite per caso' è piuttosto una riflessione sull'incertezza e persino sull'inedia che avvolge una generazione, quella dei trentenni che la società italiana vuole eterni ragazzi per meglio parcheggiarli in un limbo collettivo. (...) Il meccanismo narrativo è quello, persino abusato, delle 'sliding doors' - che un tempo avremmo chiamato pirandelliano - del caso che determina la catena degli eventi e con essi il destino (magari ugualmente banale) degli individui. Aronadio non si lascia travolgere dallo schema e chiude la partita con la ricomposizione, ovviamente infelice e assai dolorosa, delle due anime di Matteo in cui è possibile rintracciare l'eco di recenti tragici avvenimenti. Nonostante che il film sia sporco in molti punti e, a tratti trasandato, poco accorto in alcuni passaggi narrativi, e presenti qualche concessione di troppo alla cinefilia (Truffaut sta bene in cineteca e Sanguineti da Chiambretti) il fatto che il progetto originale emerga comunque, dimostra che l'originalità che si chiede a un'opera prima esiste e lascia ben sperare. Il doppio Matteo è ben sintetizzato da Lorenzo Balducci mentre Isabella Ragonese dà corpo non solo a una bella barista ma anche a qualche idea forte del film." (Andrea Martini, 'Nazione, Carlino, Giorno', 12 febbraio 2010) "Un personaggio, due destini. Basta un attimo a cambiare un'esistenza e in 'Due vite per caso', come in 'Sliding Doors' (e prima ne 'Il Caso di Kieslowski'), il protagonista imbocca due strade opposte. (...) L'intenzione è chiara: in filigrana scorrono i troppi giovani morti per caso di questi anni, il clima di violenza latente l'autoritarismo vischioso di questi anni (si pensa al G8 di Genova e alla fine di Carlo Giuliani, ma non solo). Il risultato convince a metà . Il meglio è nel contorno le famiglie, gli amici, gli amori vissuti nelle due vite di Matteo. Il tutto però suona un poco timido per crederci fino in fondo. Sorprendersi per sorprendere, è la prima regola. Ecco, forse Aronadio non si è sorpreso abbastanza" (Fabio Ferzetti, 'Messaggero', 7 maggio 2010) "Passato per Berlino, il film prende di mira poliziotti e carabinieri, che se ne infischieranno. Come la maggior parte del pubblico s'infischierà del film." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 7 maggio 2010) Note - FILM REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI (MIBAC), REGIONE LAZIO. - PRESENTATO AL 60. FESTIVAL DI BERLINO (2010) NELLA SEZIONE PANORAMA. - NASTRO D'ARGENTO 2010 A ISABELLA RAGONESE (PREMIATA ANCHE PER "LA NOSTRA VITA" DI DANIELE LUCHETTI) COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (EX AEQUO CON ELENA SOFIA RICCI E LUNETTA SAVINO PER "MINE VAGANTI" DI FERZAN ÃZPETEK).
Caillou suona con la banda [Videoregistrazione]
: Dall'Angelo pictures, 2003
Bear nella grande casa blu. Siamo tutti speciali [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney
: Buena Vista home entertainment, [200-?]
Diario di una schiappa [Videoregistrazione] = Diary of a wimpy kid / regia di Thor Freudenthal
: 20th Century Fox home entertainment, 2011
Abstract: Greg Heffley è un ragazzino magro e non molto alto. Greg sta per entrare alla scuola media dove troverà un mondo totalmente nuovo e non facile da affrontare. Greg vive con i genitori, con un fratello maggiore che lo perseguita e con uno molto piccolo che lo ammira. La nuova scuola viene affrontata da Greg in compagnia di Rowley con cui ha frequentato le elementari. Rowley non solo è sovrappeso ma è anche decisamente infantile. I due vengono immediatamente collocati nella parte bassa della graduatoria che automaticamente si viene a creare. Sono tra coloro che non contano nella scuola. Greg vorrebbe invece salire in classifica ma con l'amico sempre al fianco l'impresa sembra impossibile. Non è facile raccontare la scuola media. Molti ci hanno provato e pochi ci sono riusciti (tra questi ultimi vedi Fuga dalla scuola media o Matilda 6 mitica). Thor Freudenthal, basandosi sui libri di Jeff Kinney, centra il bersaglio. Narrate sotto forma di diario di bordo, le vicissitudini di Greg e di Rowley si tengono alla larga dagli stereotipi scolastici cinematografici e quando ne affrontano uno (il bullismo ad esempio) sanno come trattarlo. Non è un film solo per ragazzi e non è un film solo americano'. Certo la struttura scolastica è quella degli States ma tutti potranno ritrovarsi nelle dinamiche che vengono ad instaurarsi tra i protagonisti. Gli slanci generosi, il desiderio di emergere, il rischio costante di perdere (o di non riuscire a conquistare) l'attenzione altrui vengono rappresentati con ironia leggera e con un'assoluta conoscenza della materia. La ragazzina di seconda che si isola per leggere un libro di Ginsberg perché si sente troppo diversa dalla massa o la figlia della rappresentante dei genitori in Consiglio d'Istituto che tiene in pugno l'insegnante di canto non sono solo dei caratteri'. Diventano persone che interagiscono con Greg e con la sua personalità in formazione, capace anche di qualche vigliaccheria dimostrandosi però capace di riscatto. Per una volta poi gli adulti, con l'eccezione di un padre un po' bambinone, non vengono relegati nel ruolo degli stupidi a tutti costi o degli indifferenti. Rappresentano un mondo un po' distante ma non del tutto alieno. Per chi poi da bambino avesse giocato a ce l'hai' ci sarà la soddisfazione nel vederne l'amplificazione offerta dalla temutissima formaggite', una delle soluzioni narrative più riuscite del film.
Amore & altri rimedi [Videoregistrazione] = Love and other drugs / regia di Edward Zwick
: Medusa film, [2011?]
Abstract: Jamie Randall è un giovane uomo abile con le donne e con le parole. Seduttore implacabile e disoccupato, dopo aver conosciuto troppo a fondo la moglie del suo datore di lavoro, Jamie ricomincia dal farmaceutico e diventa informatore scientifico per la Pfizer. Spedito nell'angolo nordorientale degli Stati Uniti a spacciare' antidepressivi, a doppiare il Prozac e a sbaragliare la concorrenza, Mr. Randall blandisce medici e seduce segretarie, rivelandosi in poco tempo, tanta azione e grande fascino il venditore numero uno. Sognando ad occhi aperti di lasciare l'Ohio per volare con una promozione a Chicago, Jamie inciampa in Maggie, artista bohémien affetta dal morbo di Parkinson al primo stadio. Ingordi di sesso ma refrattari ai sentimenti e alle relazioni stabili Jamie e Maggie diventano amanti appassionati. Innamorati loro malgrado proveranno a resistersi e a resistere alla tentazione di amarsi. La legge eterna della commedia sentimentale, maturata negli anni Trenta, stabilisce che la distanza e il (sacro) mistero dei corpi sono lo spazio che il desiderio deve percorrere. Nondimeno qualcosa è cambiato nel corso del tempo e se alcune romantic comedy hollywoodiane insistono a frequentare il passato reiterando la norma del sesso che procede mascherato e per allusioni, Edward Zwick diserta con disinvoltura le regole del genere. Con i tempi della commedia e dentro una commedia che commedia non è, non del tutto almeno, il regista americano consuma i suoi protagonisti in amplessi impetuosi, ritrovando tra le lenzuola ogni segreto del cuore. E proprio il cuore è scommessa e posta di Amori & altri rimedi. L'energia erotica necessaria a sostenere l'inesausta performance sessuale la incarnano Jake Gyllenhaal e Anne Hathaway, già coppia (in)felice dentro l'idillio pastorale di Ang Lee (I Segreti di Brokeback Mountain). Sopravvissuti a un matrimonio andato a male all'ombra di una montagna, i due attori si danno appuntamento in Ohio portandosi dietro e dentro la commedia i segni di un trascorso melodrammatico. I loro corpi e il loro aderire gioioso e sensuale asciugano le tracce del lirismo svenevole di Zwick, interpretando due anime diversamente infelici, smarrite nella malinconia e nel desiderio di amarsi nonostante una malattia degenerativa. Colpevole troppe volte di un cinema (Vento di Passioni, L'ultimo samurai, Defiance, etc) confezionato immagine per immagine pensando al plauso dello spettatore o al conseguimento di un premio, di film immediatamente comprensibili che contengono già nell'atto di produzione quello di interpretazione, Zwick osa questa volta sfumature, varianti e impliciti, trovando momenti di ispirata (e insperata) delicatezza. Combinando il registro romance con la commedia, Amori & altri rimedi esibisce sentimento e divertissement nell'America impotente' degli anni Novanta che correggeva l'esasperato puritanesimo, sperimentava in laboratorio gli orgasmi e avviava la corsa al Viagra. Gli anni in cui i boomers sfioriti si scoprivano incapaci di amare' e la Pfizer riduceva in pillole (blu) il sogno americano.
Caillou gioca nel parco [Videoregistrazione]
: Dall'Angelo pictures, [2004?]
Faster [Videoregistrazione] / regia di Geroge Tillman Jr.
: Sony pictures home entertainment, 2011
Abstract: Driver è appena uscito di prigione e immediatamente si mette all'opera per realizzare ciò che attendeva da tempo: la vendetta. Ha infatti aiutato suo fratello per una rapina al termine della quale un'altra banda si è impossessata del bottino e il congiunto è stato sgozzato. Ora Driver ha la lista degli assassini e li vuole eliminare uno alla volta. Sulle sue tracce c'è però Killer, un ex disabile ora omicida per hobby, che è stato ingaggiato al prezzo di un dollaro per eliminarlo. A seguire le tracce di entrambi troviamo Cop, un poliziotto tossicodipendente e ormai prossimo alla pensione. Al suo fianco c'è la collega Cicero che vorrebbe gestire l'indagine da sola. Faster è uno di quei film che possono essere letti da due angolazioni diverse. Se si considera infatti che Dwayne The Rock' Johnson , che aveva dimostrato di avere al proprio arco anche le frecce della commedia e dell'autoironia, si trova di nuovo a formare un blocco unico con il suo collo taurino interpretando un personaggio quasi monolitico il giudizio potrebbe essere non favorevole. Quanto un attore torna sui propri passi spesso lo fa perché pensa più alle cifre sull'assegno che non all'evoluzione della carriera. C'è però un secondo modo di guardare al film di George Tillman jr. che compare nuovamente sui nostri schermi dopo il ritratto (riuscito) del rapper The Notorious B.I.G. La scelta stilistico-narrativa è infatti dichiarata esplicitamente: Tillman vuole fare uso di un buon numero di elementi consolidati del film d'azione in cui il motore è la vendetta per svelarne, facendo entertainment di buon livello, i meccanismi. Ecco allora che il guidatore spericolato (a cui nessuno deve aver insegnato a scuola guida come si fa un U-turn senza mettere a repentaglio la vita degli altri automobilisti) si chiama Driver. L'assassino dandy si chiama Killer e il poliziotto Cop. Non si potrebbe essere più chiari nell'indicare che questi sono ormai diventati dei ruoli stereotipi che si passano il testimone di film in film. Si tratta allora solo di decidere come' portarli sullo schermo. In questo caso la sceneggiatura accentua le caratteristiche di ognuno salvo poi decidere di imprimergli delle varianti che sono comunque sempre motivate. Gli appassionati dell'action movie avranno di che essere soddisfatti anche perché stimolati a chiedersi se ci si limiterà a costruire un percorso a tappe in cui ogni traguardo conterà un morto ammazzato o se ci sia altro ad aspettarli. L'attesa non sarà tradita.
Rango [Videoregistrazione] / regia di Gore Verbinski
: Universal pictures, 2011
Abstract: Chiuso in un piccolo acquario scoperto, abituato a relazionarsi unicamente ad una palma finta, un insetto morto e una bambola a cui mancano la testa, un braccio e le gambe, un camaleonte si crede un attore. Mentre viene trasportato in macchina lungo il deserto al confine tra Stati Uniti e Messico un imprevisto lo sbalza fuori dall'abitacolo e cambia tutta la sua vita. Da che era solo in un acquario ora è solo nel mezzo del deserto. Fosse stato un cartone animato Pixar il camaleonte protagonista avrebbe affrontato un viaggio impossibile lungo tutta la vastità desertica per tornare nella macchina dai suoi affetti, invece è un film di Gore Verbinski (regista di The ring e Pirati dei Caraibi), realizzato dalla Industrial Light And Magic per la prima volta alle prese con l'animazione dopo decenni di trionfi nel campo degli effetti speciali. Non ci sarà nessuna odissea ma una grande avventura, nel senso più classico del termine. Il camaleonte che si crede attore, arrivato nella cittadina di Polvere, capisce istintivamente di trovarsi in western e si adegua. Diventa così Rango, pistolero infallibile, che sembra il Clint di Leone. E non solo lui. Tutto il film da quel momento in poi è un western leonino (con solo alcune concessioni agli altri maestri del genere), fatto di volti e caratteristi prima che di spazi, fatto di polvere, sporco e deformità prima che di valori incrollabili. Verbinski affronta il suo primo film di animazione come fosse un'opera dal vero, piega il mezzo alle sue esigenze e per almeno tre quarti gira un film al suo meglio. La meta-storia di un camaleonte attore che recita il ruolo dell'eroe e a furia di farlo finisce per diventarlo, sembra attraversare tutta la storia del West, dal mito fondante, alla frontiera, al crollo degli eroi, la disillusione e gli spaghetti. Tonnellate di spaghetti (e un'apparizione allucinata dello straniero senza nome). E non c'è solo il west dichiarato in questo western ma entrano anche molti altri film che non hanno cavalli e sceriffi eppure sono dei perfetti western come il Chinatown di Polanski (da cui è prelevata la figura del sindaco con l'ossessione per il business dell'acqua). Peccato che nel finale l'idea di unire le due mitologie del deserto (quella classica e quella moderna) appesantisca il film e ne rallenti il ritmo furioso. Il deserto tipico del west, il luogo di frontiera da conquistare, sottomettere, coltivare e da cui estrarre la vita, diventa anche il deserto psichedelico del cinema e della musica moderna (almeno dagli anni 60 in poi), il luogo che sottomette l'individuo e che lo obbliga a trovare se stesso attraverso un processo allucinatorio. Rango volendo essere troppo esagera, deborda e perde in qualità e solidità. Questo non toglie però che sia uno dei lungometraggi d'animazione più interessanti, curiosi e peculiari passati nei nostri schermi negli ultimi anni.