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Ognuno cerca il suo gatto [Videoregistrazione] / regia di Cedric Klapisch
: 01 distribution, 2006
Abstract: Tornata dalle vacanze a Parigi, Chloe riceve dalla vicina la notizia che il suo gatto, da lei tenuto in custodia, è scappato e non si trova più. Chloe - che è una ragazza introversa portata più a nascondersi che a valorizzarsi - comincia una ricerca a tappeto in tutto il quartiere e scopre un mondo a lei estraneo, fatto di vecchiette che si riuniscono a prendere il tè e sanno tutto di tutti, di uomini che trascorrono la loro esistenza per strada o perdendo tempo nelle bettole, personaggi caricature con un abisso di solitudine dentro. Quando tutto sembra ormai perduto e ogni ricerca vana ecco che, da dietro una cucina a gas, spunta fuori il gatto. Chloe riprende fiducia nella vita e finalmente intreccia una storia d'amore con un vicino. "Cédric Klapisch vince la partita evitando sia l'annotazione commovente che lo spunto umoristico. Fa del minimalismo, ma un minimalismo non sentimentale, controllato dalla misura realistica che il suo film è venuto assumendo. Presentandolo il regista ha parlato di 'scrittura in diretta'. (...) Un cinema che non si accontenta di disegnare tipi buffi. Senza dubbio, sono un po' eccentrici, un po' bizzarri gli uomini e le donne che, mentre andiamo cercando un gatto, il regista - senza eccessi, senza esagerazioni, con leggerezza - ci presenta. E, dato che li lascia parlare, li lascia muovere secondo la loro natura e il passato che portano in sé, ci accorgiamo che ognuno di quegli sconosciuti coabita con la sua solitudine che, spesso, si nasconde sotto la maschera dell'aggressività. L'una e l'altra non sono gridate. Non esibite. E, per questo, risultano vere". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 22 novembre 1996) "Che meraviglia: una commedia fatta di nulla che parla di tutto e cioè d'amore e solitudine, di malinconia e desiderio, di sogni e di equivoci, insomma la stoffa di cui son fatte le vere commedie. Che allegria: un film con attori ignoti e bravissimi mescolati a una folla di 'tipi' presi dalla strada ma pronti a recitare come se non avessero mai fatto altro. Che rarità: un 'corto' che diventa lungo ma senza perdere in tensione o in divertimento, e coinvolgendo nelle riprese un intero quartiere parigino. Ovvero quella parte dell'undicesimo arrondissement che sta dietro la Bastiglia. Per la cronaca è anche la zona dei Cahiers du Cinéma, ma non cercate ammicchi cinèfili nel terzo film di Klapisch: non ce n'è (per fortuna)". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 novembre 1996) "Nato come cortometraggio, Ognuno cerca il suo gatto mostra meglio di tante chiacchiere come si possa far buon cinema con pochi soldi e parecchie idee. Ma non alla maniera di 'Clerks' o del nostro 'Cresceranno i carciofi a Mimongo'. Meno modaiolo e leggero, il film, di Klapisch porta sullo schermo il piacere di coinvolgere nelle riprese un intero quartiere: estraendo dalla realtà quotidiana umanissime macchiette e abissali solitudini, secondo un'idea di commedia realista che nessuno in Italia pratica più. Sicché dopo un po' diventa difficile individuare gli attori e le comparse, potendo contare il regista su una verità in presa diretta, scaturita da una sorta di work in progress collettivo". (Michele Anselmi, 'L'Unità', 23 novembre 1996) Note - TRA GLI INTERPRETI, IL GATTO ARAPIMOU (GRIS GRIS) E IL GATTO RAMBO. - REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1996.
L' inventore di favole [Videoregistrazione] / regia di Billy Ray
: Medusa home entertainment, 2005
: Paramount home entertainment, [2004]
Bunuel e la tavola di re Salomone [Videoregistrazione] / regia di Carlos Saura
: 01 distribution, 2007
Estranei alla massa [Videoregistrazione] / regia di Vincenzo Marra
: 01 Distribution, 2006
Elfy Elf [Videoregistrazione] : chi trova un amico trova un tesoro / regia di Brian Kelly
: Medusa home entertainment, 2004
Flirting with flamenco [Videoregistrazione] / regia di Jim Doyle
: Millennium storm, [2007]
Abstract: Sylvia non crede in se stessa, soffre di sbalzi d'umore e vive nel terrore di essere cacciata dal call center nel quale è quotidianamente schiavizzata da un boss orribile e dal suo assistente. Ma quando incontra il bellissimo chitarrista di flamenco Pablo, la sua vita inizia a cambiare. Fino al giorno in cui il padre la sorprende con una devastante dichiarazione... e il mondo le crolla nuovamente addosso. Sylvia soccomberà o dimostrerà quanto vale a passo di flamenco?
Play time [Videoregistrazione] / regia di Jacques Tati
: Multimedia San Paolo, 2004
Abstract: Monsieur Hulot, dopo aver invano tentato di farsi ricevere da uno zelante funzionario, che appare e scompare all'interno di un modernissimo palazzo, visita una piccola mostra campionaria colma di ridicoli oggetti. Incontra, quindi, un ex-commilitone che lo conduce prima a casa propria e, dopo, in un night appena inaugurato dove giunge, contemporaneamente, una comitiva di turiste americane. Nel night accade una serie di piccoli incidenti, accolti da tutti con molta allegria. All'alba, terminata la festa, Hulot ed altri si ritrovano al vicino drugstore per uno spuntino, al termine del quale Hulot regala alla più giovane delle americane un fazzoletto di seta con le più celebri vedute di Parigi. "Un film intelligente, colmo di osservazioni acute e spiritose, e di gag di qualità. Da rilevare, al passivo, alcune lungaggini e il ritmo talvolta discontinuo". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 64, 1968)
Il silenzio degli occhi [Videoregistrazione] / di Rosita Mariani e Simone Durante
: [S.n.], 2008
Storia di fantasmi cinesi [Videoregistrazione] / regia di Siu-Tung Ching
: Eagle pictures, 2004
Abstract: Il giovane ed ingenuo Ning a causa di un improvviso temporale è costretto a cercare rifugio per la notte in un antico tempio abbandonato, Lan Ro, ubicato in un bosco solitario e infestato dai fantasmi. Qui, dopo essere scampato ad un branco di lupi affamati, il giovane incontra un samurai, Taoista, Yen, che lo esorta a fuggire subito da quel posto maledetto. Ma poco dopo Ning resta affascinato da una bellissima fanciulla, vestita di veli bianchi, che gli dice di chiamarsi Hsiao Tsing, e fra i due comincia una tenera storia d'amore. Però la ragazza si comporta in modo strano e spesso scompare improvvisamente, ma è pronta sempre a salvare Ning da gravi pericoli, causati dagli spettri, che infestano quel luogo. Intanto il giovane è diventato amico di Yen, cacciatore di spettri, che lo aiuta in molte situazioni pericolose. Da questi e da Hsiao Tsing, Ning è informato sui feroci spettri, che comandati dal terribile demone Lau Lau, necessitano sempre di vittime umane, per acquistare la forza loro necessaria. Anche Hsiao Tsing è un fantasma, ed è stata costretta in passato ad uccidere molti uomini, essendo schiava della perfida regina degli spettri, che ora vuole darla in moglie al terribile Signore Nero. La ragazza è infatti morta da un anno, e ora può vivere solo di notte, come i fantasmi, ma lei adesso ama Ning teneramente e vorrebbe reincarnarsi, per poter vivere felice con lui. Per ottenere questa reincarnazione, Ning e Yen si battono coraggiosamente contro gli spettri. Quando i due uomini stanno per soccombere alcune parole magiche profferite dal samurai riescono a salvarli ma non a liberare Hsiao Tsing, che, senza possibilità di scampo, catturata dagli inesorabili mostri, scompare per sempre.
Storia di fantasmi cinesi 2 [Videoregistrazione] / regia di Siu-Tung Ching
: Eagle pictures, 2004
Abstract: Lesattore delle tasse Ning (Leslie Cheung), pur essendosi allontanato dai luoghi incantati del primo film, è di nuovo nei guai. Arrestato da alcuni cacciatori di taglie, riesce a fuggire di prigione con laiuto di un compagno di cella e incontra dei rivoltosi che lo scambiano per lo scrittore Chi. Tra loro cè una donna, Windy (Joey Wong), che assomiglia come una goccia dacqua allamata apparizione del film precedente. Conseguentemente, Ning si innamora di lei perdutamente e laiuta nel tentativo di salvare suo padre, Lord Fu (Lau Siu-ming), prossimo a essere giustiziato. Ma limpresa lo metterà di nuovo a contatto con il mondo dellocculto. Seconda parte della trilogia sui fantasmi cinesi, realizzata dopo il grande successo internazionale del primo film. Ritornano gli attori e il regista delloriginale e il risultato, se non raggiunge le vette del precedente, resta comunque ampiamente positivo. Gli effetti speciali sono buoni e conservano un fascino artigianale che si sposa molto bene con la raffinatezza visiva. Leslie Cheung e Joey Wong (secondo altre traslitterazioni Joey Wang) sono bravi nel rendere i loro personaggi ricreando lalchimia che tanto aveva dato in #Vedi#Storia di fantasmi cinesi. La vicenda punta meno al lato orrorifico-romantico e più a quello picaresco fantastico, diventando una rutilante cavalcata tra banditi, ribelli, mostri e tiranni, come una fiaba per bambini cresciuti
Storia di fantasmi cinesi 3 [Videoregistrazione] / regia di Siu-Tung Ching
: Eagle pictures, 2004
Abstract: Cento anni dopo gli avvenimenti del primo film, un trepidante monaco, Fong (Tony Leung), aiuta il suo maestro a trasportare una statua del Buddha. I due sono diretti al Tempio Imperiale, ma la strada è lunga. Incontrano un guerriero piuttosto pasticcione, Yin (Jacky Cheung), che sbadatamente rivela la natura del loro carico a un gruppo di banditi, i quali si mettono a seguirli di nascosto pronti a rapinarli. I monaci si fermano per la notte in un tempio isolato e abbandonato, ma i ladri, prima di assalirli, sono distratti da una voce femminile che li adesca sino a una villa dove la bella Lotus (Joey Wong) assieme alla sorella Butterfly (Nina Li) li elimina con i suoi poteri magici. Le due sono controllate da un demone che invia Lotus a uccidere i monaci. Il terzo episodio della saga mostra la corda nel senso che abbandonate le velleità di proseguire la storia, come aveva fatto il secondo, si limita a un salto temporale che consente di fatto di raccontare di nuovo, con i personaggi in parte cambiati, quanto accadeva nel primo film. Tony Leung è comunque bravo in un ruolo analogo a quello che fu di Leslie Cheung, mentre Joey Wong riprende con immutato fascino la sua parte di fantasma innamorato. Ching Siu-tung mostra ancora la sua abilità nellevocare immagini suggestive e fantasiose e la bontà dello spettacolo fa dimenticare la ripetitività della trama
Quale amore [Videoregistrazione] / regia di Maurizio Sciarra
: 01 Distribution, 2007
Abstract: Andrea, nato in una ricca famiglia dell'alta finanza internazionale, durante un concerto viene folgorato dalla bellezza di Antonia, una famosa pianista capace di coinvolgere la platea con la sua musica. Decide all'istante di sposarla nonostante la contrarietà della madre e le chiede di dedicarsi solo alla famiglia. La nascita di tre figli, i problemi di salute di uno di loro e la routine matrimoniale spingono Antonia a voler tornare alla musica e alla creatività della sua vita di concertista. L'incontro con Davide, un violista ricco di talento, materializza in Andrea i sospetti più atroci: la moglie non appartiene più solo a lui. Per Andrea, che ritiene l'amore coniugale un vincolo totalizzante e vuole salvare la purezza del loro matrimonio, non resta che ucciderla. E' il suo aberrante bisogno di certezze a spingerlo a una lucida follia che lo porta all'uxoricidio e, quindi, a un manicomio criminale in Svizzera. In un grande aeroporto, durante una pausa forzata dovuta a una tempesta di neve, Andrea racconta tutto questo a uno sconosciuto mentre sta andando negli Stati Uniti ad incontrare i figli per la prima volta dopo aver scontato parte della pena. "Se è innegabile che le storie di "amour fou" esistano anche oggi, il limite del film sta nel fatto che il contesto odierno risulta incongruo con la magniloquenza dei dialoghi, mentre Sciarra non riesce a trovare un "chiave" drammatica per motivare la tragedia: né in senso tradizionale (la forza dionisiaca della musica, che in Tolstoj scatena la gelosia) né in senso moderno (Andrea considera la moglie una proprietà, però non può possederne che il corpo). Generosa nell'esibire le proprie grazie, Vanessa è troppo radiosa per la cupa tragedia." (Roberto Nepoti, "la Repubblica", 17 novembre 2006) "Dalla Russia alla Svizzera, dalla nobiltà terriera all'alta finanza, dal 1889 al 2006. E dalla pagina, muta, al cinema, che di musica è invece impastato. Adattando (con Claudio Piersanti) 'La sonata a Kreutzer' di Tolstoj, Maurizio Sciarra opera una serie di slittamenti significativi, come a dire che è cambiato tutto e non è cambiato nulla. Così la musica, che in Tolstoj veicolava passioni ineffabili e accendeva la gelosia, diventa qui il mondo di pure emozioni a cui il marito anela. (...) In questa chiave e in certi dettagli rubati, proprio in senso musicale (gli sguardi d'odio sulla coppietta in aereo, il rapporto malato con la madre), sta il meglio di un film che, come in Tolstoj, raffredda a dovere la vicenda facendola raccontare dall'uxoricida a un viaggiatore sconosciuto (Arnoldo Foà). Mentre il suo delirio diventa un'invettiva contro il mondo di oggi, falsamente democratico, asservito all'immateriale (la finanza, i computer), ormai patologicamente incapace di amore. Da Tolstoj a Houellebecq, per dirla con uno slogan. Senza ritorno." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 17 novembre 2006) "L'idea che si potesse trarre qualcosa di utile da un racconto classico come la 'Sonata a Kreutzer' di Tolstoj non era peregrina, ma nella mani di Cukor, di Mannelli, se non paradossalmente in quelle dei nostri Matarazzo e Frignone. Purtroppo anni di minimalismo e di soap opere hanno modificato gli stili di scrittura in una sorta di imbarbarimento di un melodramma ottocentesco. (...) Tra party in villa, regali costosi e incomprensioni sempre meno latenti il matrimonio declina verso una crisi inarrestabile, fino alla tragedia finale. Imbarazzante per l'ambientazione, il film frana per la manifesta inadeguatezza degli interpreti. Non si passa impunemente da 'Zelig' a Tolstoj e la pur volenterosa Incontrada dimostra che non si può seguitare a far interpretare tutti i film alla Buy, alla Bobulova o alla Mezzogiorno. Un'autentica lobby che ha disintegrato le residue velleità di rendere internazionale il nostro cinema. Il povero Pasotti recita con una dizione appiccicosa, mantenendo una allucinata fissità, privando il personaggio di ogni umana vibrazione. Alcuni fantasmi del passato rendono l'operazione ancor più malinconica, come il viscontiano Stefano Patrizi e Maria Schneider, per chi la riconoscesse." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 17 novembre 2006) "Amore e morte. Ispirato dal racconto di Tolstoi 'La sonata a Kreutzer', già molto frequentato da cinema e teatro, Maurizio Sciarra firma un dramma della gelosia raccontato dal reo confesso Pasotti non più in treno ma all'aeroporto all'occasionale amico Foà, teste d'un amore infelice tra un ricco banchiere e una bella pianista. Scandito nei tre tempi della sonata di Beethoven il film, pur tagliato dell'imbarazzante finale, manca di un baricentro emotivo, non scotta soprattutto nel dialogo, nonostante l'impegno a condannare la mercificazione dei sentimenti e gli spietati rapporti di coppia inficiati da complessi di colpa. Certo si trasloca l'azione dall'800 all'oggi svizzero, casa da melodramma borghese patinato in cui il traffico affettivo sembra già indirizzato in un zig zag spazio temporale, ma prevedendo che all'impegnata Incontrada cadano le spalline non una ma una mezza dozzina di volte." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 17 novembre 2006) "Una storia d'amore, di passione, di gelosia. Ma soprattutto la storia di un amore che diventa possesso distruttivo, di un delitto che scaturisce dalla necessità di certezze assolute. Per raccontare tutto questo forse non c'era bisogno di attingere al romanzo di Tolstoj 'Sonata a Kreutzer' come ha fatto Maurizio Sciarra per il suo 'Quale amore', presentato in anteprima all'ultimo festival di Locarno. Se non altro perché la trasposizione della tragedia amorosa dalla Russia ottocentesca alla Svizzera dei giorni nostri sfrutta inevitabilmente le suggestioni del modello socioculturale dei privilegi dei rampolli di qualche dinastia che conta. E poi al di là di certe dichiarazioni dell'autore, prevale l'alta televisione patinata, irrobustita dall'incisiva sensualità dei due protagonisti Giorgio Pasotti e Vanessa Incontrada che si mostra per la prima volta senza veli. (...) Tutto questo viene raccontato in flash-back da Andrea a un anziano sconosciuto mentre si reca negli Stati Uniti per incontrare i figli. Fotografia elegante, ambientazione rigorosa, crescendo drammatico emotivamente efficace." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 18 novembre 2006) Note - FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI. - PRESENTATO IN 'PIAZZA GRANDE' A LOCARNO 2006. - CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2007 PER LA MIGLIOR MUSICA.
Friends with money [Videoregistrazione] / regia di Nicole Holofcener
: Sony pictures home entertainment, 2007
Abstract: Olivia, Franny, Jane e Christine, quattro donne unite da un forte legame di amicizia e sempre pronte a far quadrato aiutandosi l'una con l'altra. Delle tre, Olivia è la sola a non avere una stabilità lavorativa e affettiva, ma quando anche lei si profila la speranza di una vita diversa, le storie di Franny, Jane e Christine appaiono meno perfette ed equilibrate di quanto sembrasse.
Bangkok [Videoregistrazione] : kill city / regia di Pisuth Praesangeam, Oxide Pang Chun
: Cecchi Gori home video, [2006]
L' orgoglio degli Amberson [Videoregistrazione] / regia di Orson Welles
: Sony pictures home entertainment, 2005
Commando [Videoregistrazione] / regia di Lester Mark L.
: 20th century Fox home entertainment, 2001
Abstract: L'aitante ex colonnello Matrix se ne sta tranquillamente nella sua baita con la figlioletta Jenny, quando un suo superiore, il generale Kirby, lo avverte che è in serio pericolo poiché una sconosciuta banda di criminali sta uccidendo barbaramente tutti gli ex commilitoni di Matrix, ormai fuori dal giro ed in incognito. Matrix non vorrebbe tornare a combattere ma vi è costretto poiché la banda, agli ordini di un aspirante dittatore centroamericano, Arius, gli rapisce la figlia e minaccia di ucciderla se il forzuto colonnello non aiuterà Arius ad andare al potere. Matrix si trova ormai in guerra con nemici senza scrupoli ed è quindi pronto a sfoderare tutta la sua grinta, la sua potenza e la sua astuzia per sconfiggere i fuorilegge e liberare l'adorata figlia. Inizia allora tutta una serie di inseguimenti ai limiti dell'inverosimile e delle umane possibilità, di duelli all'ultimo sangue, di assassinii più o meno raccapriccianti. Si trova ad aiutare Matrix, sia pure di controvoglia, la bella hostess di colore, Cindy, la quale alla fine si convincerà a dargli una mano sul serio sia per salvare Jenny sia perché si accorge di essersi affezionata a Matrix. Alla fine il forte colonnello ha la meglio sui suoi nemici. Ma Matrix si è equipaggiato con le armi più sofisticate e in più ha dalla sua una straordinaria forza fisica. Sull'isola dove Arius si è rifugiato con i suoi uomini, salva la figlia con grande gioia e soddisfazione personale e di Cindy che ha pilotato l'idrovolante per giungere sul posto. Quando arrivano il generale Kirby con i suoi non fanno altro che osservare cadaveri che la furia incontrollata di Matrix ha sparso dappertutto. Non più guerra per il nostro eroe che vuole ora solo godersi la sua nuova famiglia. "La risposta di Schwarzenegger a 'Rambo': costato poco e diretto da un regista non particolarmente adatto, il film ha avuto un clamoroso successo. Eppure a ben guardare, è un manuale di fantascienza violenta con Schwarzenegger al posto dell'astronave. Tempo perso." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv) "Nonostante le intenzioni umoristiche della sceneggiatura, rintracciabile nei dialoghi, è un film di azione violenta fine a se stessa. Non mancano due o tre trovate visive di pregio. Per i piatti del genere è vendibile." (Laura e Morando Morandini, Telesette) "E' un film che nonostante le innumerevoli morti, violenze senza risparmio, uso indiscriminato e continuo di armi più o meno sofisticate è permeato di umorismo: sia il protagonista sia altri personaggi fanno frequenti battute di spirito che sdrammatizzano la violenza stessa dell'intera pellicola. Buona la scena dell'inseguimento delle automobili; decisamente esagerate, fracassone e fuori misura alcune scene e situazioni (si pensi a Matrix - Superman - Tarzan al supermercato o sull'isola sovraccarico fino al limite di armi. La facilità con cui Matrix supera ogni ostacolo ci ricorda James Bond davanti al quale le difficoltà sembravano diminuire o svanire del tutto come per incanto. E' certamente un film che non va preso sul serio ma che in fondo coinvolge: d'altra parte il protagonista non è né un duro né un violento per natura. Egli infatti non vorrebbe tornare alla lotta, vi è costretto suo malgrado ed alla fine, quando tutto è risolto, pensa solo a stare in pace con i suoi cari." (Segnalazioni Cinematografici, vol. 100, 1986)
Yoga per la schiena [Videoregistrazione]
: Elika, 2009
Pilates con piccoli pesi [Videoregistrazione]
: Elika, 2009
Pilates for dummies [Videoregistrazione]
: Cinehollywood, 2004