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Trovati 37825 documenti.
Lupin the 3rd. Tutti i tesori del mondo [Videoregistrazione] / regia di Hidehito Ueda
: Yamato video, [200-?]
Topolino & i cattivi Disney [Videoregistrazione]
: Buena Vista home entertainment, [2003]
Rombo di tuono [Videoregistrazione] / regia di Joseph Zito
: 20th Century Fox home entertainment, 2000
Abstract: Ex prigioniero di guerra in Vietnam, un colonnello dei Marines è incaricato da una ricca organizzazione americana di liberare un gruppo di suoi commilitoni. C. Norris, fusto barbuto della Cannon, è impegnato qui in un sottoprodotto di Rambo II, girato a ritmo serrato, eccitato e inattendibile.
Toto' contro maciste [Videoregistrazione] / regia di Fernando Cerchio
: Minerva pictures, 2005
L avventuriero [Videoregistrazione] / regia di Terence Young
: Medusa video, [2008]
Toto' sceicco [Videoregistrazione] / regia di Mario Mattoli
: Ripley's home video, 2003
L' amante italiana [Videoregistrazione] / regia di Jean Delannoy
: Medusa video, [2008]
La casa di Topolino. Topolino salva il Natale [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney
: Buena Vista home entertainment, [2008]
Mediterraneo [Videoregistrazione] / regia di Gabriele Salvatores
: Cecchi Gori home video, [2004]
Abstract: Avventure, amori e tribolazioni di otto soldati del Regio Esercito Italiano che nel giugno 1941 sono mandati a presidiare un'isoletta greca dell'Egeo dove rimangono sino all'inverno del 1943. Uno degli otto non tornerà. Senza ambizioni storiche, è una favola, un racconto di formazione, un apologo sull'amicizia virile, sul desiderio di fuga (è dedicato "a tutti quelli che stanno scappando"), sulle difficoltà di crescere. Chiude un'ideale trilogia sul viaggio e su una generazione, quella del regista, formata da Marrakech Express e Turné. Un bel gioco di squadra attoriale e un'accattivante mistura di buffo e patetico con molti stereotipi e qualche leziosaggine ruffiana. Girato nell'isola di Kastellorizo (Megisti in greco). Oscar per il film straniero.
Aliens vs. Predator 2 [Videoregistrazione] / regia di Colin e Greg Strause
: 20th Century Fox home entertainment, 2008
: Cinehollywood, 2007
Totò è sempre Totò / a cura di Lello Arena
Einaudi, [2008]
Fa parte di: Toto' e' sempre Toto' : il meglio di Toto' in 97 minuti e 94 sketch-capolavoro / a cura di Lello Arena
Abstract: Antologia dei 94 sketch piu' esilaranti della comicita' di Toto'.
L' innocenza del peccato [Videoregistrazione] / regia di Claude Chabrol
: Dolmen home video, 2008
Madame Bovary [Videoregistrazione] / regia di Claude Chabrol
: Dolmen home video, [2004]
Abstract: Dopo il film TV del 1974 con la regia di Pierre Cardinal, è la 4ª versione del capolavoro di Gustave Flaubert, contraddistinta da una scrupolosa fedeltà illustrativa, realizzata con una esposizione spiccia, agile, ellittica che raramente si dispiega in sequenze larghe. Una volta accettata l'impostazione, non si può non ammirarne i modi espressivi, la coerenza, la fluidità e l'intensa interpretazione della Huppert. L'equilibrio tra la lucidità di sguardo di Chabrol (e di Flaubert) e l'affetto per il personaggio (del regista e della sua interprete) sembra impeccabile.AUTORE LETTERARIO: Gustave Flaubert
Scooby-Doo! e i pirati dei Caraibi [Videoregistrazione]
: Warner home video, [200-?]
Family life [Videoregistrazione] / regia di Ken Loach
: Multimedia San Paolo, 2009
Abstract: Oppressa dall'ambiente puritano della famiglia, costretta a lasciare il suo ragazzo e ad abortire "per il suo bene", Janice si ribella nevroticamente. Finirà in un ospedale psichiatrico. Racconto-inchiesta dalla scrittura sciolta, rigorosa, onesta che alterna momenti descrittivi a squarci drammatici. La bravura di S. Ratcliff nel disegnare il personaggio che s'inabissa nella malattia è esemplare. Tratto dal teledramma In Two Minds di David Mercer e ispirato alle teorie di Ronald D. Laing.
The wiz [Videoregistrazione] / regia di Sidney Lumet
: Universal studios, 2004
Abstract: Durante una tempesta di neve la giovane Dorothy, una maestrina che vive con gli zii e che ha paura di uscire dal suo piccolo mondo, viene scagliata nel fantastico mondo di Oz, dal quale può far ritorno a casa solo rivolgendosi al potentissimo mago che governa quel mondo, come le viene detto dagli strani personaggi che incontra. Con ai piedi le scarpine fatate di una strega cattiva, di cui Dorothy ha involontariamente provocato la morte nel suo fortunoso atterraggio su Oz, la ragazza comincia il suo viaggio. A lei, lungo la strada, si uniscono uno spaventapasseri , un uomo di latta ed un leone, i quali vogliono rispettivamente chiedere al mago un cervello, un cuore ed il coraggio. Ma quando finalmente giungono nella città di smeraldo e si trovano al cospetto del mago, questi si dimostra molto esigente: in cambio dell'esaudimento delle richieste dei quattro amici, Dorothy dovrà uccidere la perfida e crudele strega del Sud. Ancora una volta gli amici si trovano ad affrontare insieme un nuovo pericolo, ma la morte della strega, avvenuta per caso, non giova agli amici, che, con tristezza, scoprono che il mago è solo un impostore. Alla fine sarà la buona fata che sa comprendere la verità: ognuno di essi ha già, dentro di sé, tutto quello che cerca. E Dorothy, così, torna a casa. "Possiamo dirvi: che 'I'm magic' (e, cioè, 'Io sono magica': inopinato ribattezzamento in americano dell'originale 'The wiz') è il più costoso 'musical' di tutta la storia del Cinema; che esso rivisita il celeberrimo 'Mago di Oz' di Victor Fleming (si era, a quell'epoca, nel 1939 e fu un memorabile trionfo, dato che, non foss'altro, vi era Judi Garland a interpretare la trepidante Dorothy); che è stato prodotto nel 1978 e ci arriva solo ora (e tagliato di trenta minuti). Ci arriva, tuttavia, con la regia di Sidney Lumet, il che ci aveva autorizzati a coltivare molte speranze. Aggiungiamo allora che, anche senza parlare di forte delusione, possiamo comprendere perché lo spettatore americano si sia detto insoddisfatto dell'operazione. La storia, tutto sommato, è stata rispettata quanto a contenuto e anche nel tono un po' sentenzioso, didascalico e moralistico e lo spettacolo può attirare un pubblico infantile, giusto perché esso, oggi smaliziato, è più affascinato dal magico che dal fiabesco; ma sono appunto le sfumature e gli incanti del racconto (e con esso dello spettacolo) ad averne riportato certe innegabili ammaccature. Marchingegni ed effetti ce ne sono (inclusa una spericolata, ma già vista pattuglia di motociclisti in nero); si avverte che gli scatti sono oliati, ma la città di Smeraldo è più una fredda apparizione, che un fantastico approdo. Forse perché la Dorothy della Garland aveva 15 anni, mentre Diana Ross, l'interprete attuale è una timida maestrina un po' zitellesca (lei ne ha 34): le fantasie, insomma, sono meno credibili e gli stupori pure, malgrado tutte le sue esitazioni e i suoi (voluti) confini (la 23^ strada della Grande Città). Dunque, un clima generale un po' freddino, quasi asettico, dove perfino la scenografia - pur scintillante e di gusti piuttosto aggiornati - si basa su elementi intenzionalmente duri e su tonalità spesso ghiaccie. E, poiché siamo in argomento e malgrado la prestigiosa firma di un Lumet, vien fatto di concludere che, sia per il suo assetto scenico sia, e soprattutto, per l'impianto spiccatamente teatrale, questo 'musical' sarebbe molto meglio collocato, recepito e reso godibile sulla scena, che non sul 'set'. E' doveroso però riconoscere che il film marcia in crescendo (dopo sequenze poco incoraggianti) e che i suoi punti focali sono là, dove il regista ha saputo manovrare con scioltezza masse ingenti, quali quelle impegnate nel 'balletto dell'oro' e, più ancora, nel balletto presieduto dalla Strega del Sud (una debordante, aggressiva e bravissima cantante: Mabel King). La bravura professionale dei danzatori e la musicalità che trasuda da ogni loro movenza, gesto o guizzo, sulla base di ritmi e canzoni divertenti e stimolanti, si spiegano in tre sole parole: sono tutti negri o mulatti, così come di colore sono Dorothy, l'uomo di latta, lo spaventapasseri (un Michael Jackson non ancora esploso in gloria, ma ridicolmente truccato), il pavido leone e, financo, il misterioso Mago, rivelatosi - figurarsi - un poveraccio, un fallito, scappato in pallone dagli 'States', che nella città smeraldina ha occultato micragna e speranze sotto la maschera del Grande Impostore. Manca nel film una salda unità stilistica; nello sfavillante pasticcio manca anche il sale dell'ironia e, in ogni caso, quel senso di 'levità' (che non è certo futilità), da sempre ineguagliabile patina dell'autentico 'musical' americano." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 99, 1985) Note - CANDIDATO ALL'OSCAR 1979 PER: MIGLIOR FOTOGRAFIA, COSTUMI, SCENOGRAFIA E COLONNA SONORA (CANZONE E ADATTAMENTO MUSICALE DI QUINCY JONES).
Pippi Calzelunghe. Volume 1 [Videoregistrazione]
: Medusa video : Planeta junior, 2006
Toy story [Videoregistrazione] : 10. anniversario / regia di John Lasseter
: Buena Vista home entertainment, [200-?]
Abstract: Lo sceriffo Woody, giocattolo preferito di Andy e leader incontrastato degli altri pupazzi e pupazzetti (Potato, Slinky, Rex, Hamm, Bo Peep) che affollano la stanza del ragazzo, per la prima volta è veramente preoccupato: Buzz, il nuovo giocattolo regalato ad Andy, è un robot galattico con laser, karate ed ali estraibili incorporate e, cosa insopportabile, Andy sembra preferirlo a lui, mentre gli altri giocattoli, incantati dalle prodezze e dal carattere un po' spaccone ma gioviale del nuovo venuto, lo hanno eletto nuovo leader. Woody, sapendo che incombe un trasloco, decide perciò di eliminare per sempre il rivale facendolo cadere dalla finestra. Gli altri giocattoli, furiosi, attaccano Woody che viene salvato dall'ignaro Andy che lo porta con sé, dovendo uscire con mamma a far spese, e non trovando "l'usurpatore" Buzz, che invece si attacca all'automobile del ragazzo. Dopo varie peripezie, i due giocattoli finiscono al Pizza-Planet, fast food e sala giochi dove Buzz, convinto di essere un vero astronauta, sale su un'astronave-giocattolo per decollare, ma finisce invece in una pesca a premi di piccoli alieni dove viene estratto, assieme a Woody, che tenta di salvarlo, dal perfido Sid, vicino di casa di Andy e torturatore di giocattoli. I due finiscono nella camera-incubo di Sid, il quale ha creato mostruosi ibridi da giocattoli diversi che si diverte a sezionare e far esplodere di tanto in tanto: Buzz, con un razzo legato alla schiena, verrà fatto saltare l'indomani. Ma Woody, fatta amicizia coi mostriciattoli, li guida in un'azione che porta alla sua liberazione. Però il camion del trasloco e l'automobile con Andy e mamma si allontanano da Woody e Buzz i quali, dopo un travagliato inseguimento, finiscono per dover accendere il razzo sulla schiena del robot per raggiungere, con un volo acrobatico, I'automobile di Andy, dove si ritrovano come per caso, mentre il ragazzo credeva di averli perduti. "Il primo lungometraggio completamente digitale, ma per nulla freddo e cerebrale: l'astronauta Buzz e il cowboy Woody, prima rivali e poi amici come simboli di due generazioni di giocattoli. Ritmo, gag geniali, e una corte dei miracoli di balocchi come omaggio ai "freaks" di Tod Browning." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 121, 1995) "Toys è un racconto estremamente piacevole, ripieno di trovate, sentimentale ma non retorico nel rovesciare, computerizzando la quotidianità di una casetta borghese di provincia, l'inconscio dei giocattoli, umanizzati con plus valore di simpatia, come Disney fa da anni con gli animali. E nel gran circo, ognuno col suo carattere, ci sono dinosauri, cannocchiali, maialini, rane, fatine, robot, un bassotto a molle e soldatini che si calano nel verde di casa. Mentre i due protagonisti, doppiati con spirito da Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto passano momenti difficili, si insultano e rievocano due epoche diverse, il buonsenso della prateria, metti il Cavaliere della valle solitaria, contro l'arroganza spaziale, metti le Guerre stellari." (Corriere della Sera, Maurizio Porro, 25/3/96) "Le idee sono molte, il ritmo "spielberghiano", le battute esilaranti ed il bello (o il brutto) è che la suspense della lotta per la vita nasce da quei piccoli gesti, quegli automatismi quotidiani, quelle condizioni ambientali che l'universo umano considera scontati, pacifici ed inevitabili. Indimenticabile, per di più, appare il personaggio dell'amichetto di Andy, il terribile Sid con la macchinetta sui denti e il teschio sulla maglietta che usa torturare i giocattoli, gettarli in bocca al cagnaccio o farli esplodere coi petardi e tiene nella sua cameretta una specie di cottolengo, tanti piccoli ibridi ottenuti rimontando a casaccio pezzi originali asportati. " la favola, bonaria sino ad un certo punto, dei Mattel, Lego o Playschool che vivono una tenera vita parallela non meno angosciosa, peraltro, di quella già stressante che gli fanno vivere i pestiferi padroncini." (Il Mattino, Valerio Caprara, 3/4/96) Note - SUPERVISIONE ANIMAZIONE: PETE DOCTER. - SUONO: GARY RYDSTROM. - REVISIONE MINISTERO MARZO 1996. - IL BRITISH FILM INSTITUTE LO HA INSERITO NELLA CLASSIFICA DELLE 50 OPERE PIÙ ADATTE A UN PUBBLICO GIOVANE STILATA NEL 2005. - VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: TOM HANKS (WOODY), TIM ALLEN (BUZZ LIGHTYEAR). - VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: FABRIZIO FRIZZI (WOODY), MASSIMO DAPPORTO (BUZZ LIGHTYEAR).