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Captain America. The winter soldier
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Videoregistrazioni: DVD

Captain America. The winter soldier [Videoregistrazione] / regia di Anthony e Joe Russo

Walt Disney studios home entertainment, 2014

Abstract: Dopo i catastrofici eventi di New York accaduti in The Avengers, vediamo Steve Rogers, alias Captain America, vivere tranquillamente la sua vita a Washington D.C., nel tentativo di adattarsi al mondo moderno. Ma quando un collega dello S.H.I.E.L.D. viene attaccato, Steve viene coinvolto in una rete di intrighi che minacciano di mettere a rischio le sorti del mondo. Unendo le forze con Vedova Nera, Captain America lotta per smascherare una cospirazione in continua espansione respingendo killer professionisti inviati continuamente per chiudergli la bocca per sempre. Quando il reale obiettivo del perfido complotto viene rivelato, Captain America e Vedova Nera reclutano un nuovo alleato, il Falcon. Ma presto si troveranno ad affrontare un formidabile nemico inaspettato: il Winter Soldier.

Tu mi nascondi qualcosa
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Tu mi nascondi qualcosa [Videoregistrazione] / regia di Giuseppe Lo Console

Eagle pictures, [2018]

Abstract: Valeria aiuta il padre nell'agenzia di investigazioni Occhio Segreto, specializzata in infedeltà: ma un errore dell'agenzia fa sì che un clown, Francesco, scopra che la sua compagna lo tradisce. Valeria si sente responsabile della rottura fra i due e cerca di aiutare Francesco a superare il dolore per l'abbandono della ex compagna. Linda è un'attrice porno di successo con un fidanzato aspirante scrittore, Ezio, che riceve continui rifiuti dalle case editrici. L'insicurezza di Ezio lo porta a credere che Linda abbia una relazione con un suo compagno di set, più bello e dotato di lui. Alberto, imprenditore edile, viene ripescato in mare vicino alla costa tunisina e non ricorda nulla della sua vita precedente: comprese le sue due mogli, l'italiana Irene e la tunisina Jamila, dalle quali Alberto ha avuto un figlio a testa. Finchè non ritrova la memoria l'uomo dovrà trascorrere più tempo possibile con le sue due famiglie vivendo sotto lo stesso tetto, e scoprirà molti segreti dei quali era all'oscuro.

La casa di Topolino. Il lavoro di squadra e' la vera forza
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La casa di Topolino. Il lavoro di squadra e' la vera forza [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney

Walt Disney studios home entertainment, 2014

La casa di Topolino. I sogni son desideri
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La casa di Topolino. I sogni son desideri [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney

Walt Disney studios home entertainment, 2015

Baywatch
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Baywatch / regia di Seth Gordon

Ed. speciale

Paramount pictures, 2017

Abstract: La fortunata serie tv degli anni ’90 finalmente diventa un film! I guardaspiaggia di Baywatch, lontani dall'essere soltanto un trionfo di bikini e pettorali, si spingono dove nessun altro bagnino osa farlo, compiono i salvataggi più estremi, le imprese più eroiche e arrivano a improvvisarsi poliziotti per sventare il complotto criminale che minaccia la baia.

Anastasia
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Anastasia [Videoregistrazione] / regia di Anatole Litvak

: 20th century fox home entertainment, 2006

Abstract: Basato sulla pièce di Marcelle Maurette e Guy Bolton e sulla sceneggiatura di Arthur Laurents del film omonimo (1956). 1916, San Pietroburgo. Mentre la famiglia Romanov si accinge a festeggiare i 300 anni di regno, si presenta Rasputin a maledire la stirpe e a edificare, con l'aiuto del diavolo, l'impero del male. Anastasia, la minore delle 4 figlie dello zar, sopravvive al maleficio e cerca, dieci anni dopo, di ritrovare la nonna a Parigi, aiutata dall'ex sguattero Dimitri, suo coetaneo imbroglioncello, che l'aveva salvata. 1° cartoon di lungometraggio dei Fox Animation Studios, diretti da D. Bluth e G. Goldman, fuoriusciti dalla casa madre Disney. Costato 50 milioni di dollari e realizzato da 350 artisti reclutati in una quindicina di paesi, il film tracima di rimandi alla favolistica disneyana. Ha l'ormai obbligatoria dimensione di musical, con balli e canzoni (mediocri). Accanto alla tradizionale animazione vanta un uso sagace del computer, evidente nelle sequenze del deragliamento del treno e dell'incubo sulla nave.AUTORE LETTERARIO: Marcelle Maurette

Il destino di un guerriero
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Il destino di un guerriero [Videoregistrazione] / regia di Agustin Diaz Yanes

: Medusa home entertainment, 2006

Abstract: Nel diciassettesimo secolo, Diego Alatriste è un soldato al servizio di Filippo IV di Spagna. Coraggioso e fedele al giuramento prestato al suo re, Alatriste sta combattendo nelle fredde terre di Flandes. Il suo migliore amico e compagno d'armi, Balboa, cade in un'imboscata tesagli dai nemici. Diego tenta di salvarlo, ma ogni suo gesto è inutile e, in punto di morte, Balboa fa giurare all'amico che si prenderà cura del suo unico figlio, Iñigo, e che lo crescerà come un figlio e come un soldato. Alatriste glielo promette, ma alla fine della guerra, quando torna a Madrid dalla donna che ama, l'attrice María de Castro, e al suo dovere, si trova davanti agli occhi uno spettacolo desolante. L'impero di Filippo IV è in pieno declino. La Spagna si sta frantumando mentre il suo re, impassibile, si occupa soltanto degli intrighi e dà ascolto ai consigli dei nobili corrotti di cui si è circondato, come il Duce Conte Olivares, sostenuto dalla Sacra Inquisizione. Intanto la popolazione muore di fame. Alatriste dovrà difendere il giovane Iñigo, innamorato di Angelica, la figlia del terribile Luis de Alquézar e affrontare nuove pericolose avventure. "Alatriste è un guerriero, interpretato da Viggo Mortensen. Direte: è americano e ha origini danesi... Ma l'ha reso celebre la serie del 'Signore degli Anelli'. E nel ruolo Mortensen è credibile e sobrio: nulla della sua recitazione evoca i vezzi dell'Actor's Studio, per fortuna. Quindi - come incarnazione di una Spagna ancora forte, ancora fedele al suo Dio - è credibile e simpatico." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 17 ottobre 2006) "Si è incaricato di rappresentarci queste avventure un regista spagnolo, Agustin Díaz Yanes di cui, qui in Italia, si è visto nel 2001 un film abbastanza modesto, 'Nessuna notizia di Dio', con al centro però Penélope Cruz e Victoria Abril. Lì non c'era il costume, qui c'è con citazioni perfino della pittura di Velásquez, nelle cifre quasi sempre dei cappa e spada. Così fa spettacolo, anche per una episodica non certo avara di suggestioni. Il sicario buono (o quasi) è Viggo Mortensen, con tutta la grinta che serviva." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 17 ottobre 2006) "Fondato sull'opera di Arturo Perez Reverte, che al personaggio del capitan Alatriste ha dedicato diversi romanzi, il film dello spagnolo Agustin Diaz Yanes si segnala per la sua spettacolarità ricercata e non convenzionale. (...) Godetevelo come una gustosa via di mezzo tra lo ieratico e filologico 'Mestiere delle armi' olmiano e la reincarnazione in Viggo Mortensen del 'bounty killer', del mercenario western rivisitato dalla scuola dello 'spaghetti' italiano. La star della saga degli 'Anelli' ha carisma e una storia personale interessante. Di padre danese, ha passato l'infanzia in Argentina e grazie a questo può recitare in perfetto castigliano."(Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 17 ottobre 2006) "E sono arrivati pure loro. Gli spagnoli. Consci di avere un cinema, e una lingua, sempre più potenti nel mondo, eccoli sfidare Hollywood sul territorio del kolossal in costume. 'Il destino di un guerriero' di Agustin Daz Yanes, 24 milioni di euro di budget, una star americana (Viggo Mortensen), ricostruzione d'epoca da urlo e una serie di romanzi di successo firmati Arturo Pérez-Reverte come base. (...) C'è l'amabile Mortensen ma il film non è 'Il Signore degli Anelli' dove il buon Viggo era un'inarrivabile Aragorn. Anzi. Vederlo guidare eserciti qui dà fastidio. Come se Bogart facesse il detective privato per le 'Charlie's Angels'. Yanes ha condensato cinque libri di Pérez-Reverte in questo primo film. Si sente. Manca letteralmente il fiato nonostante 145 minuti. Una grande produzione senz'anima. Ma sarà interessante vedere come andrà in territori ispanici e non per compararlo a un prodotto hollywoodiano. In Spagna ha fatto il botto, in Messico no." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 giugno 2007) "L'evento è notevole: dopo tanti film di Almodóvar e degli almodovarini, ecco un film spagnolo all'insegna della virilità. Di più: nonostante la virilità, giunto alla ribalta della Festa di Roma 2006. Si tratta del 'Destino di un guerriero' di Agustin Diaz Yanes, tratto dal ciclo di romanzi di Arturo Pérez Reverte, autore cui il cinema aveva già felicemente attinto con 'La nona porta' di Roman Polanski. (...) L'interpreta Viggo Mortensen, statunitense d'origini danesi, reso celebre dal ruolo di un altro guerriero, Aragorn, nella serie del 'Signore degli Anelli'. E, nel ruolo, Mortensen è credibile: nulla della sua recitazione evoca i vezzi dell'Actor's Studio o i tormenti del pacifista in armi, che ci affligge dai tempi della guerra del Vietnam. Nel finale del 'Destino di un guerriero' affiorano tracce dell'Ultimo samurai di Zwick. Ma non è un male, perché quel film sfortunato meritava d'esser onorato nel modo più sincero: copiandolo. Mortensen è più convincente nella parte di combattente senza paura di quanto lo fosse Tom Cruise, cui manca taglia fisica per avanzare roteando la spada." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 22 giugno 2007) "Le condizioni per realizzare un'opera degna c'erano tutte: un romanzone popolare di Pérez-Reverte, un budget fastoso come il seicentesco impero spagnolo che funge da sfondo, la fotografia rimandata d'ufficio a Velàzquez, il cliché del cattivo garantito dalla Santa Inquisizione e quello del buono da un bravo e aitante attore come Viggo Mortensen. Le produzioni europee di genere, però, devono fare i conti con un dna debole, nell'occasione addirittura distrutto dalla sceneggiatura e regia di Agustìn Diaz Yanes: al quale non bastano centoquaranta minuti di proiezione per spremere una situazione originale, un pensiero acuto, un dettaglio vivido, in una parola una sola emozione. (...) Purtroppo gli eventi - già di per sé abusati - vengono penalizzati dalla monotonia del ritmo, dalla banalità dei dialoghi, dalle lungaggini dei contrappunti melò e, soprattutto, dall'insopportabile vocazione europea (?) a dettare la moraletta ideologica sulla ricerca della pace attraverso la guerra. Nell'accumulo senza verve di tradimenti, intrighi, omicidi e duelli, queste strizzatine d'occhio ai guai d'oggigiorno costringono Mortensen a prendersi troppo sul serio e il resto del cast a esibire tutta la sua accasciante modestia." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 30 giugno 2007) "I presupposti per il filmone di cappa e spada in stile Usa c'erano tutti - un discreto budget e una star hollywoodiana come protagonista - tuttavia il kolossal spagnolo 'Il destino di un guerriero', ispirato alle avventure del Capitano Alatriste, nato dalla penna di Arturo Pérez-Reverte, è decisamente deludente. Nel tentativo di raccogliere in un'unica pellicola l'intera serie di romanzi, il regista Agustín Díaz Yanes non riesce a dare unità narrativa al racconto cinematografico, che risulta a volte confuso e privo del giusto ritmo, considerati anche i ben 140 minuti di durata. (...) Il film regge fino a quando a tenere banco sono le vicende avventurose, condite da battaglie e duelli ben rappresentati, ma quando si passa ai complotti e alle avventure sentimentali, la trama risulta incompiuta e si ha quasi l'impressione di assistere ad uno sceneggiato televisivo. L'affresco storico appare sbiadito e alcune situazioni sono marcatamente di maniera. (...) Del resto Pérez-Reverte non è Tolkien, sebbene nei suoi più modesti libri il protagonista appaia decisamente meglio riuscito che nella pellicola." (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 7 luglio 2007) Note - E' IL FILM PIU' COSTOSO MAI REALIZZATO IN SPAGNA. - PRESENTATO ALLA I^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2006) NELLA SEZIONE 'PREMIÈRE'.

Pallottole su Broadway
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Pallottole su Broadway [Videoregistrazione] / regia di Woody Allen

: Aurelio De Laurentis home video : Filmauro home video, 2003

Abstract: David Shayne, autore drammatico con una grande considerazione di se stesso, si rivolge all'impresario Julian Marx per farsi rappresentare il più recente lavoro. Marx gli pone la condizione di includere nel cast Olive Neal, aspirante attrice ignorante e sguaiata, "amica" del gangster Nick Valenti. Con i soldi di questi, Marx ingaggia la star al tramonto Helen Sinclair, e nonostante la penosa recitazione di Olive, tutto procede regolarmente. Ma Cheech, il guardaspalle del boss, dalla pistola e dalla vena teatrale altrettanto agili, assistendo alle prove, si rende conto di cosa non vada nel meccanismo teatrale, e si ingegna, prima suscitando imbarazzo poi stupore nel commediografo, a rendere agile e realistico il copione. Helen Sinclair, tra l'altro, finisce per manifestare la ricambiata ammirazione per l'autore in modo molto esplicito, mentre Olive, dal canto suo, si diverte con il collega Warner Purcell afflitto da bulimia malinconica. Diffidatolo dal rivolgere le sue attenzioni sulla donna, Cheech, che ormai vede l'opera come sua, non tollera oltre lo scempio che Olive ne fa: e dopo il felice esordio in provincia e la sostituzione per malattia della giovane, si rende conto che senza di lei il lavoro è perfetto, e la elimina dal cast, sparandole. Cheech tiene testa all'infuriato David, che però non lo denuncia, ma non può sostenere a lungo l'alibi della guerra tra bande per spiegare a Valenti la morte di Olive, ed il boss lo fa eliminare proprio durante l'ennesima fortunata recita. Il bandito comunica a David, spirando, un nuovo travolgente finale. Compreso che il drammaturgo non è il suo mestiere e che l'amore di Helen, per la quale aveva lasciato la fidanzata Ellen, è solo parvenza, il giovane torna a casa riprendendosi la giovane Ellen e abbandonando la difficile arte del drammaturgo. "Le traversie giudiziarie del regista non hanno intaccato la sua vena, anzi, tornando alla commedia, egli dimostra vera saggezza: 'Ho la pretesa, e la sensazione, di essere riuscito a tradurre al cinema quello che ho attraversato a livello personale, e il lavoro è stato sempre, in questi anni, la mia ancora di salvezza' . Intanto il prolifico mr. Zelig, raccoglie i suoi appunti sparsi per nuovi progetti, sempre con Carlo Di Palma, l'occhio della sua cinepresa, che riveste di luce e di ombre le sue storie. Odia, l'autore, rivedere i suoi film, che lima, rigira e modifica fino al momento del debutto, rifiutandosi poi di rivederli (tale e quale a Fellini) 'perché, vi troverei troppi difetti che non potrei più correggere'." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 17 Febbraio 1995) "C'è di tutto: il tema serio dell'artista che pur di arrivare scende a tutti i compromessi, il tema ironico dei retroscena in teatro, e la parodia del cinema dei gangsters ai tempi del Proibizionismo: collocati tutti, narrativamente, in un ordine perfetto, senza che nulla si scontri o faccia inceppare, in cifre in cui il brio si accompagna al sentimento e il dramma, quando si fa avanti con spari e ammazzamenti resta egualmente lieve e quasi spiritoso pur evitando ogni sospetto di cinismo. Perfette anche le tecniche, dalla fotografia sempre magica di Carlo Di Palma, alle scenografie coloratissime di Santo Loquasto, e perfetti, ovviamente, gli interpreti, a cominciare da Chazz Palminteri che, nei panni della guardia del corpo aspirante drammaturgo, disegna un personaggio tutto sapori ghiotti, capace furbescamente di giostrarsi con dialoghi esilaranti e irresistibili. Il commediografo è John Cusak che, vista la sua assenza, imita in tutto Woody Allen, l'oca giuliva è Jennifer Tilly, l'attrice anziana è Dianne Wiest, truccata da vecchia e maliziosamente intenta a parodiare Gloria Swanson in 'Viale del tramonto'. Una parodia nella parodia, uno spasso in più." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 18 Febbraio 1995) "Sotto sotto, l'invenzione narrativa attorno a cui ruota 'Bullets Over Broadway' è poco più di una gag. Ma è forte l'idea paradosso che lo anima. E l'intelligenza delle invenzioni, la finezza della sceneggiatura, la bravura degli attori, tutti visibilmente felici di giocare al teatro nel cinema, la trasformano in un gioco divertito e divertente, impreziosito dalla smagliante e calda fotografia di Carlo Di Palma, dalle belle scenografie di Santo Loquasto, dagli spiritosi costumi di Jeffrey Kurland. Un gioiello minore nel grande serial di Woody Allen." (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 19 Febbraio 1995) Note - REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1995 - OSCAR 1994 E GOLDEN GLOBE 1995 A DIANNE WEST COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

Antbully, una vita da formica
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Antbully, una vita da formica [Videoregistrazione] / regia di John A. Davis

: Warner home video, 2006

Paperino e l'arte del divertimento
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Paperino e l'arte del divertimento [Videoregistrazione] / prodotto da Walt Disney

: Buona Vista home entertainment, [200-?]

Fantozzi
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Fantozzi [Videoregistrazione] / regia di Luciano Salce

: Medusa home entertainment, [2004]

Abstract: Insignificante rotellina nello smisurato ingranaggio di una grande azienda, l'impiegato Fantozzi comincia le sue giornate lottando contro il tempo, poiché ha il cartellino da timbrare, mentre gli autobus sono superaffollati; le prosegue seminascosto dietro pile di pratiche che gli sfaticati colleghi si premurano di affibbiargli approfittando della sua arrendevolezza. Tornato a casa, trova magro sollievo in una moglie brutta e sfiorita e una figlia orripilante. Di quando in quando, malgrado i suoi sfoghi per sottrarvisi, è costretto a subire le iniziative del collega Filini, infaticabile organizzatore di squallide gite aziendali, di lugubri partite di football tra scapoli e ammogliati, di tetri campeggi, di deprimenti feste di fine d'anno. Mentre tenta inutilmente di sedurre con inviti a pranzo, regolarmente destinati a finire in malora, la collega Silvani, gli si offre l'occasione di salire di almeno un gradino nella scala gerarchica. Basta che, in una partita a biliardo si faccia battere dal vanitoso "capo del personale". Vince, invece, per cui viene confinato in un buio stanzino dell'azienda in compagnia di un collega "sovversivo". Grazie al suo insegnamento, Fantozzi, ha un gesto di ribellione che gli consente di conoscere personalmente il capo dell'azienda lontana "divinità" celata ai più: costui finirà di annientarlo, destinandolo al proprio "acquario" umano. "Passando dalla comicità orale alla comicità di situazione, forse anche poco aiutato da una regia scarsamente innovatrice, Villaggio scade a pagliaccetto, e accresce i debiti con la farsa del muto." (Giovanni Grazzini, 'Cinema '75') "Come nasce una maschera? Il fenomeno si è esaurito ai tempi della commedia dell'arte o può ancora accadere? E se sì, riuscirà il ragionier Ugo Fantozzi a intrufolarsi nel pantheon degli arlecchini nazionali? Di fronte a questo film, nutrito di spunti tratti dai due best-seller, si ha l'impressione che Paolo Villaggio tenda a svendere la usa trovata prima ancora di averne esplorato tutte le possibilità (Tullio Kezich - 'Il millefilm').

Il secondo tragico Fantozzi
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Il secondo tragico Fantozzi [Videoregistrazione] / regia di Luciano Salce

: Medusa home entertainment, [2004]

Abstract: Disavventure del catastrofico ragioniere: dal casinò di Montecarlo, al circo, a Capri... Commediaccia all'italiana spinta verso la farsa surrealistica a furia di iperboli comiche. Questo travet è simpatico per la sua inconciliabilità con il mondo che lo circonda. Scritto da P. Villaggio con Salce, Benvenuti e De Bernardi. Pubblicati da Rizzoli a partire dal 1971, i 3 libri che raccolgono i testi di Fantozzi (personaggio nato nel 1968 nel programma TV Quelli della domenica) hanno venduto 2 milioni di copie. Seguito da Fantozzi contro tutti.AUTORE LETTERARIO: Paolo Villaggio

Andersen
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Andersen [Videoregistrazione] : una vita senza amore / regia di Eldar Ryazanov

: Medusa video, 2006

Lasciami entrare
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Lasciami entrare [Videoregistrazione] = Let the right one in : uccido perche' devo vivere / regia di Tomas Alfredson

: Cecchi Gori home video : Perseo video, [2009]

Abstract: Nella Svezia del 1982 si avverte ancora la presenza del vicino gigante sovietico. A Blackeberg, un quartiere degradato della periferia di Stoccolma, tra perdenti con problemi di alcol, solitudine, disoccupazione, vive Oskar, un dodicenne vessato e picchiato dai giovani bulletti della sua scuola. A dargli la forza per contrastare le cattiverie e i soprusi sarà l'amore per una sua nuova vicina di casa, Eli, una bambina misteriosa che emana uno strano odore, esce solo di notte, è molto pallida ed entra nelle stanze solo se invitata. Eli ha anche un'altra strana abitudine: non mangia del normale cibo ma si alimenta succhiando il sangue degli altri esseri umani. Ben presto tra Oskar ed Eli nascerà un sentimento ben più forte dell'amicizia, ma il ragazzo riuscirà ad accettare le 'mortali' abitudini del suo amore? "Dimenticate 'Twilight' e qualsiasi altro film di vampiri abbiate mai visto. 'Lasciami entrare' non somiglia a nulla se non forse a 'll buio si avvicina' di Kathryn Bigeiow (1987), del quale condivide il taglio per così dire realistico e il gusto per il lato più sordido e quotidiano dell'horror, con i personaggi costretti dalla loro natura a complicate e sgradevoli manovre per sopravvivere. (...) Portando sullo schermo il romanzo omonimo e in certo modo autobiografico di John Ajvide Lindqvist (Marsilio), il talentuoso Tomas Alfredson ha tagliato le informazioni e infittito il mistero. (...) In compenso lo schermo si illumina di sentimenti adolescenziali raramente rappresentati con tanta forza e finezza, sfuggendo tanto l'ipocrisia quanto la dittatura del dover-vedere e dover-sapere tutto. Un autentico gioiello, che usa il genere trasfigurandolo in qualcosa di ben diverso (fino a permettersi un'imprevedibile quanto toccante svolta finale). E dal quale si esce turbati come capita di rado." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 gennaio 2009) "La prima semplificazione da evitare è quella di considerarlo un teen movie; la seconda, di paragonarlo a 'Twilight', per via dell'amore adolescenziale tra un umano e un vampiro. Già cult, e meritatamente, dopo la tournée per festival internazionali, 'Lasciami entrare' non emana fascino solo pen il soggetto (tratto dal romanzo di John Ajvide Lindqvist) ma anche e di più per il modo in cui questo è messo in scena. (...) Un film percorso da una struggente malinconia con strappi improvvisi di violenza ma che, come nel cinema di Haneke, lo spettatore intuisce più che vedere. Così l'orrore è maggiore: come sapeva bene Hitchcock, cosa può spaventarci di più della nostra immaginazione?" (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 gennaio 2009) "Una favola gotica di rabbrividente suggestione. (...) Al riparo da qualunque stereotipo, il film è una storia sulle atrocità che talvolta accompagnano l'infanzia. Una storia che ruota intorno al potere, non sempre positivo, dell'amicizia. Il più bel film di vampiri dai tempi di 'Nosferatu' di Herzog." (Tommaso Pincio, 'la Repubblica', 9 gennaio 2009) Note - FUORI CONCORSO AL 26. TORINO FILM FESTIVAL (2008).

Lupin the 3rd. Tutti i tesori del mondo
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Lupin the 3rd. Tutti i tesori del mondo [Videoregistrazione] / regia di Hidehito Ueda

: Yamato video, [200-?]

Topolino & i cattivi Disney
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Topolino & i cattivi Disney [Videoregistrazione]

: Buena Vista home entertainment, [2003]

Rombo di tuono
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Rombo di tuono [Videoregistrazione] / regia di Joseph Zito

: 20th Century Fox home entertainment, 2000

Abstract: Ex prigioniero di guerra in Vietnam, un colonnello dei Marines è incaricato da una ricca organizzazione americana di liberare un gruppo di suoi commilitoni. C. Norris, fusto barbuto della Cannon, è impegnato qui in un sottoprodotto di Rambo II, girato a ritmo serrato, eccitato e inattendibile.

Toto' contro maciste
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Toto' contro maciste [Videoregistrazione] / regia di Fernando Cerchio

: Minerva pictures, 2005

L avventuriero
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L avventuriero [Videoregistrazione] / regia di Terence Young

: Medusa video, [2008]

Toto' sceicco
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Toto' sceicco [Videoregistrazione] / regia di Mario Mattoli

: Ripley's home video, 2003