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Trovati 37829 documenti.
M3gan / dai produttori di Annabelle e Black Phone
Universal, 2023
Abstract: M3GAN è una meraviglia di intelligenza artificiale, una bambola a grandezza naturale programmata per essere la più grande compagna dei bambini e la più grande alleata dei genitori. Progettata da Gemma, brillante robotica di un’azienda di giocattoli, M3GAN è in grado di ascoltare, guardare e imparare, diventando amica e insegnante, compagna di giochi e protettrice del bambino a cui è legata. Quando Gemma diventa improvvisamente la tutrice della nipote orfana di 8 anni, Cady, è insicura e impreparata a diventare genitore. Sottoposta a forti pressioni sul lavoro, Gemma decide di abbinare il suo prototipo M3GAN con Cady nel tentativo di risolvere entrambi i problemi: una decisione che avrà conseguenze inimmaginabili.
Top gun : 2 film collection / Tom Cruise
Paramount, 2022
West side story [Videoregistrazione] / regia di Robert Wise e Jerome Robbins
: MGM home entertainment, 2006
INSONNIA d'amore [Videoregistrazione / regia di Nora Ephron
Abstract: Dopo This is my Life, inedito in Italia, questo è il secondo film della regista americana. Autrice dell'agile sceneggiatura di Harry ti presento Sally, riesce anche in questo caso, con astuzia, a costruire una storia di facile presa sul pubblico. Quasi in stile Lelouch assistiamo alle vite separate dei due protagonisti. Annie è una giornalista e vive a Baltimora, lui, architetto, a Seattle. L'innamoramento avviene casualmente, quando la donna ascolta una trasmissione radiofonica a cui partecipa l'uomo che parla della sua situazione di vedovo. Suo figlio desidera avere una nuova madre e Annie ne è profondamente colpita. Buoni sentimenti e grande successo. Bravo Tom Hanks, un po' meno Meg Ryan.
Il mistero dei fenicotteri rosa [Videoregistrazione] / regia di Matthew Aeberhard e Leander Ward
[S.l.] : Walt Disney studios home entertainment, [2010?]
Abstract: Nello spettacolo di una terra incontaminata, uno degli ultimi grandi misteri della natura verra' svelato dal nuovo emozionante film DisneyNature. Assisterete al miracolo della nascita e della vita di un milione di fenicotteri rosa, raccontato attraverso le incredibili riprese del Lago Natron, in una regione desolata e sperduta della Tanzania settentrionale. Sullo sfondo di paesaggi mai fi lmati prima d'ora, Il mistero dei fenicotteri rosa e' un viaggio incredibile tra immagini mozzafi ato, un omaggio alla vita e alla lotta di un animale commovente e misterioso: il fenicottero.
Una sconfinata giovinezza [Videoregistrazione] / regia di Pupi Avati
: 01 Distribution, 2011
Abstract: Lino Settembre e sua moglie Chicca hanno condotto un'esistenza felice e appagata si a livello personale che professionale e anche la loro vita coniugale, nonostante la mancanza di figli, è scorsa serena e senza serie difficoltà per venticinque anni. Tuttavia, Lino ad un certo punto inizia ad accusare problemi di memoria che lentamente diventano sempre più gravi, compromettendo via via il quotidiano svolgersi delle sue attività. Dopo una serie di accertamenti, Lino e Chicca ricevono la ferale notizia che l'uomo è affetto da una patologia degenerativa delle cellule cerebrali. Con il tempo la malattia avanza e Lino si allontana sempre più dal presente vivendo una drammatica 'regressione', ma sua moglie, rifiutando qualsiasi ipotesi di abbandono ed esclusione, decide di restare accanto all'uomo che ama ad ogni costo. "Gli eventi sono narrati dalla voce fuori campo della moglie che prima decide di andarsene, poi torna e vede il suo amore coniugale mutarsi in amore materno per l'uomo tornato bambino. Alla fine il malato fugge inseguendo l'infanzia (un cane, un amico che sapeva resuscitare le persone), si perde nella campagna, scompare. L'analisi della malattia che disgrega la mente è condotta con esattezza, pudore e sobrietà; tutta la parte della regressione all'infanzia è intensamente poetica. Il film è recitato benissimo. Oltre ai protagonisti molto bravi, bisogna ricordare Serena Grandi, Gianni Cavina e Lino Capolicchio, diretti in modo magistrale." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 8 ottobre 2010) "Una coppia mal assortita che però si ama da una vita intera affronta il nemico più terribile di tutti: la malattia. Non una malattia come le altre, che debilita e distrugge il fisico, ma un morbo invisibile che annacqua poco a poco le facoltà mentali, confonde epoche e giudizio, genera in chi ne è affetto uno spavento senza fine. Che spesso si sfoga in un'aggressività incontrollabile verso i propri cari. (...) Nel cinema di Pupi Avati nulla lasciava presagire un film sull'Alzheimer, malattia purtroppo endemica nei paesi più longevi. Tanto meno ci si aspettava un film così duro da un regista spesso considerato sentimentale. Eppure uscendo da 'Una sconfinata giovinezza' si finisce quasi per pensare che non ci fosse soggetto più vicino alle sue corde. Come se dietro i colori nostalgici di tanti suoi film apparissero di colpo dubbi, ripulse, rovelli ben più taglienti e contraddittori. Peccato che Avati non abbia impresso una sterzata decisa anche sul piano formale, asciugando l'impianto un po' abusato del suo cinema. A forza di voci narranti, dialoghi esplicativi, flashback virati seppia, musiche invadenti, sembra sempre che i sentimenti siano 'incorporati' nelle immagini. A un buon film chiediamo solo di raccontare, con pudore e nitore. I sentimenti ce li mettiamo noi." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 ottobre 2010) "Si può girare una storia tristissima senza deprimere lo spettatore? Evidentemente si, se il fine è stato quello di raggiungere uno specifico equilibrio tra il tono stilistico e la sostanza drammaturgica. Pupi Avati, del resto, va considerato un regista giovane perché più della sua carta d'identità fa fede la filmografia che ha appena superato la quarantina (di titoli): in 'Una sconfinata giovinezza' lo spettatore potrà ritrovare gli appigli consueti, andare sul sicuro, insomma, immergendosi nel microcosmo emiliano dell'eterno ritorno memoriale; ma, nello stesso tempo, ritrovarsi faccia a faccia con i motivi più aspri, le riflessioni più sconsolate, le ipotesi meno gratificanti di cui lo stesso itinerario audiovisivo si è nutrito più o meno in sottotraccia. (...) La sfida di Avati sta in questo gioco che rasenta l'enfasi per dimostrasi infine asciutto e struggente di flash involontari eppure inevitabili- accentuazione tragica e pessimista delle intermittenze proustiane ovviamente in gran parte affidato alle prove davvero ardue dei protagonisti. Fabrizio Bentivoglio è un Settembre (che, guarda caso, è il titolo di uno dei più bergmaniani film di Woody Allen) in grado di superare di slancio la facile immedesimazione da documentario medico e Francesca Neri incanta per come dà spessore alle sfumature più oscure e destabilizzanti del copione; ma spiccano nell'armonia d'insieme anche gli assoli di rodati interpreti dell'Avati-touch come Lino Capolicchio, Gianni Cavina, Erica Blanc e Serena Grandi." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 08/10/2010) "I personaggi del cinema di Avati è come se uscissero ogni volta da un sacro sepolcro, tutti eleganti e incravattati alla maniera delle vecchie boutique del centro, si tolgono con la mano la polvere dagli abiti e dalle fonature vaporose (persino gli uomini), per poi riempire lo schermo. A sua volta, allo spettatore, il compito di scostare le ragnatele da una patina seppiata, cromaticamente fosca, che Tutankhamon Pupi impone, da un po' di tempo a questa parte, al suo immaginario su pellicola (le tonalità de 'Il papà di Giovanna' per intenderti). E se fino a ieri sminuivamo questa tetraggine espressiva, oggi la esaltiamo come segno estetico distintivo chiarissimo. Avati è come se imbalsamasse le sue paure, le sue ansie, i suoi traumi di gioventù, in questa sorta di evo moderno cattivo e cupo, impagliando personaggi alto borghesi che ad ogni stacco di montaggio producono un tintinnio di ori e gioielli. (...) Se solo in questa sede pensasse di più all'esplorazione dei propri incubi, si fidasse maggiormente della sua immaginazione, lasciasse andare a briglia sciolta il suo sconfinato giovanissimo subconscio, Avati sarebbe il nostro Lynch. Qualche euro in meno in cassa, qualche soddisfazione cinematografica in più." (Davide Turrini, 'Liberazione', 8 ottobre 2010) "'Una sconfinata giovinezza' è un Pupi Avati 'serio', con poche tracce dell'ironia che pure il regista sa spargere, quando vuole, a piene mani. E ci sembra un Pupi Avari 'minore', cosa inevitabile in una carriera che ha visto nascere, in 40 anni, 37 film e alcune serie televisive. Avati viaggia al ritmo di un film all'anno (ne ha girati 6 dal 2007 ad oggi). È impossibile che gli vengano tutti bene. (...) A leggere il film con attenzione, l'Alzheimer sembra una scusa, un grimaldello narrativo che Avati usa per regredire consapevolmente nel passato. Non che 'Una sconfinata' giovinezza sia un film nostalgico: è, piuttosto, pervaso da una profonda amarezza sul presente. E anche nei ricordi ci sono dolori, angoli bui, scheletri nell'armadio. Il tutto, però, è ampiamente prevedibile e anche gli attori sembrano recitare oberati dalla tristezza del film. È possibile che chi condivide la generazione e il benessere di Lino e Francesca si commuova; ma è più probabile che si esca dal cinema affranti, con il terrore di non ricordare dove si è parcheggiata l'automobile." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 8 ottobre 2010) "Sotto la soglia del 40° titolo, Avati cerca una magica, amara, fusione tra i poli del 'tempo d'una vita', richiamando la memoria mentre si sfalda. Emozione dolorosa in ogni nostro destino d'età, ma rapace quando penetra con la lancia di una malattia disgregante. (...) Decostruendo la mente di Lino, il film ricostruisce l'infanzia interiorizzata e racconta lo sgomento dell'amore davanti al più assurdo degli addii. Nel finale, una soluzione facile (l'incidente) e un paio d'incongruenze di sceneggiatura. Ma, anche per l'interpretazione superba di Bentivoglio e Neri, questo è un raro melò di prosa poetica sui confini dell'esistenza, sulle radici in dispersione. Cast centrato, lacrime certe." (Silvio Danese, 'Nazione, Carlino, Giorno, 8 ottobre 2010) "Il poetico titolo del nuovo Avati si riferisce al flashback minato dal morbo di Alzheimer di cui soffre il reporter Bentivoglio, sorvegliato dalla moglie Francesca Neri di cui finirà per diventare il figlio mai avuto. Dolorosa storia, perseguitata dalla musica, vista con un'umanità che ha radice nel cinema di Avati, specialista nel restituirci gli stupori dell'infanzia e l'odio amore servito in famiglia. Cast di prestigio e coraggio nell'affrontare nell'Italia da farsa un tema serio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 ottobre 2010) "Se l'Italia - di celluloide e non - è ridanciana non ci resta che piangere: lo sostiene Pupi Avati, con l'amore ai tempi dell'Alzheimer di Fabrizio Bentivoglio e Francesca Neri (bravi, ma invecchiati da ridere). Il suo Benvenuti è dunque all'eros coniugale trasformato dalla patologia in pietà materna e all'Emilia della sua infanzia, scovata dalla regressione ma ripersa dal cinema. Perché il retroterra memoriale è più sconclusionato che sconfinato: un bambino non ha il palato e così il film, che gioca il ping-pong tra passato e presente su campi palesemente incongruenti, incaponendosi su amicizia e iniziazione di un uomo che non diresti. Non solo, se il versante tecnico ¿ al netto dei grandangoli ¿ è meno infido dei precedenti, l'Italia qui e ora continua a rimanere in fuoricampo: prendere un treno per credere." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 7 settembre 2010) Note - FONICO: PIERO PARISI. - NASTRO D'ARGENTO SPECIALE DEL 65°. E' STATO INOLTRE CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2011 PER MIGLIOR SOGGETTO E SCENOGRAFIA.
Knockout [Videoregistrazione] : la resa dei conti / regia di Steven Soderbergh
: Moviemax, [2012?]
La morte ha sorriso all'assassino [Videoregistrazione] / regia di Joe D'Amato
La gazzetta dello sport, 2016
Dario Argento e i grandi maestri dell'horror Italiano ; 16
Carrie : lo sguardo di satana / di Brian De Palma ; Sissy Spacek ... [et al.
MGM, 2001
Terrore nello spazio / regia di Mario Bava ; Barry Sullivan ... [et al.
01 Distribution, 2005
LADYHAWKE [Videoregistrazione / regia di Richard Donner
: 20th Century Fox Home Entertainment, 2002
Abstract: In un borgo del Medio Evo francese un vescovo dall'animo corrotto s'innamora della fidanzata del capo delle guardie. Respinto, colpisce la giovane coppia con un tremendo incantesimo. Questa bella fiaba fantastica, ispirata ad antiche leggende, ha il suo principale pregio negli insoliti paesaggi dell'Italia centrale, fotografati senza manierismi da Vittorio Storaro. Deplorevole finale da fotoromanzo.
Gli occhi del testimone [Videoregistrazione] / directed by Charles Guggenheim, John Stix
: Cult media, [200-?]
Tekkonkinkreet [Videoregistrazione] : soli contro tutti / regia di Michael Arias
: Sony pictures home entertainment, 2008
Lei [Videoregistrazione] = Her : una storia d'amore / regia di Spike Jonze
: BIM Distribuzione, 2014
Abstract: Theodore è un uomo sensibile e complesso che si guadagna da vivere scrivendo lettere personali e toccanti per altre persone. Distrutto dalla fine di una lunga relazione, Theodore resta affascinato da un nuovo e sofisticato sistema operativo che promette di essere uno strumento unico, intuitivo e ad altissime prestazioni. Incontra così "Samantha", una voce femminile sintetica vivace, empatica, sensibile e sorprendentemente spiritosa. Via via che i bisogni e i desideri di lei crescono insieme a quelli di lui, la loro amicizia si fa sempre più profonda finché non si trasforma in vero e proprio amore.
Revolver [Videoregistrazione] / regia di Guy Ritchie
: 01 Distribution, 2006
Abstract: Uscito di prigione dopo sette anni di isolamento Jake Green è deciso a vendicarsi di Dorothy Macha, l'uomo che ha ucciso la moglie del fratello. Umiliato e battuto al tavolo da gioco dal giovane rivale, Dorothy manda i suoi scagnozzi a ucciderlo ma Jake viene salvato da Zach e Avi, due squali del prestito che gli offrono protezione in cambio di denaro e risposte. Dopo la parentesi greca ambientata nell'azzurro mare d'agosto, che lo ha visto rimettere le mani sulla commedia firmata da Lina Wertmüller e guadagnare un Razzie Award come peggior regista dell'anno, Guy Ritchie torna al cinema che sa fare meglio, quello gangsteristico e vagamente pulp. Assistito nell'adattamento (di un suo soggetto) da Luc Besson, confeziona un film scenograficamente perfetto e narrativamente difficile. L'imminente morte di Mr. Green (Jason Statham) è solo un pretesto per azionare un gioco - che non rivela nell'immediato chi sia la vittima e chi l'avversario - e dare inizio a una partita avvincente, specie quando si sposta sul piano psicologico. Attraverso gli scacchi, che il protagonista ha imparato a conoscere in isolamento grazie agli studi di meccanica quantistica e alle indicazioni di due misteriosi vicini di cella, si snocciola la formula che sta alla base di Revolver: "l'unico modo per diventare più furbi è di giocare con un avversario più furbo". È solo la prima di una serie di citazioni - sovraimpresse sullo schermo - che infittisce la trama ricca di codici da decifrare. Che Ritchie sia rimasto affascinato dalla cabala è evidente dall'uso che fa di simboli e di riferimenti numerologici, a partire dalla trinità formata da Zach, Jake e Avi e dal numero 32 che torna sovente. I segni occulti disseminati lungo il film sono tutti elementi di una struttura espressiva che replica l'equivoco della realtà, ovvero l'ingannevolezza delle apparenze. A essere importante non è tanto il quadro generale ma i singoli dettagli, gli stessi che appaiono sulla bacheca dell'agente Dave Kujan di Chazz Palminteri e che alla luce dei fatti sono capaci di mostrare una realtà altra e un nemico - o avversario - altro. Sebbene Guy Ritchie non trovi nella narrazione la stessa brillante soluzione de I soliti sospetti, il suo Mr. Gold sembra replicare quel potente criminale di nome Kayser Söze che nessuno ha mai visto. Tuttavia, il male sul quale posa lo sguardo il regista inglese ha tutt'altre sembianze. Incorniciato da un numero di brani classici - tra i quali la sonata "Al chiaro di luna" di Ludovico Van - che accompagnano dolcemente sanguinose sparatorie e i momenti più introspettivi dell'attore feticcio di Ritchie, Revolver rappresenta il primo passo verso la "guarigione" di un autore di culto con il blocco del regista.
: 20th Century Fox home entertainment, 2013
La musica nel cuore : August Rush / diretto da Kirsten Sheridan ; Freddie Highmore ... [et al.
Medusa Video, 2007
LEONI e scimmie [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney
Ilmondo degli animali La Repubblica ; 1
LEOPARDI e lupi [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney
Ilmondo degli animali La Repubblica ; 4
Acquaman e il regno perduto / [directed by James Wan]
Warner Bros Home Entertainment, 2024
Abstract: Non riuscendo a sconfiggere Aquaman la prima volta, Black Manta, ancora spinto dal bisogno di vendicare la morte di suo padre, non si fermerà davanti a nulla pur di annientare Aquaman una volta per tutte. Questa volta Black Manta, in possesso del potere del mitico Tridente Nero, che scatena una forza antica e malevola, è più temibile che mai. Per sconfiggerlo Aquaman si rivolgerà al fratello imprigionato Orm, l’ex re di Atlantide, per forgiare un’improbabile alleanza. Insieme dovranno mettere da parte le loro divergenze per proteggere il loro regno e salvare la famiglia di Aquaman, e il mondo intero, da una distruzione irreversibile.