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Trovati 37825 documenti.
LADYKILLERS [Videoregistrazione / regia di Ethan Coen e Joel Coen
Abstract: Premessa: I Coen sono i Coen. Tautologico ma vero. Perche' qualsiasi materia tocchino, ivi compreso il remake come in questo caso, la trasformano in un oggetto prezioso per raffinatezza e cinefilia. "La Signora Omicidi", un classico che pero' oggi e' difficile poter rivedere diventa l'occasione per raccontare con sottile ironia il Sud degli States rivisitandone la cultura musicale come era stato fatto in "Fratello dove sei?" Questa volta offre ai due fratelli la lama affilata del suo versante istrionico un nuovo acquisto: Tom Hanks. Il quale veste i panni di un sedicente letterato dai modi seducenti al fine di introdursi in casa di un'anziana signora di colore e sfruttare la contiguita' della sua cantina con il caveau del locale casino'. L'unico difetto dei Coen, perche' ne hanno uno, e' quello di sapere di essere colti e di non perdere occasione per dimostrarlo. questa volta pero' il divertimento non viene soverchiato dal sapere tanto che vi possiamo suggerire di seguire un personaggio importante ma che potrebbe non sembrare tale: il gatto. Fatelo e non ve ne pentirete. Cosi' come farete bene a seguire tutti i titoli di coda. e' dal tempo dei "Blues Brothers" che non si aveva un finale musicale cosi' 'vivo'.
RAVANELLO pallido [Videoregistrazione / regia di Gianni Costantino
Abstract: TRAMA CORTA Gemma è un'oscura segretaria di un'agenzia di top model. Ogni giorno di più davanti alle bellezze che le passano davanti si rende conto della sua inadeguatezza. Come se non bastasse, il suo capo la sfrutta ma Gemma, il cui fidanzato è chiamato Mummia, riuscirà comunque a farsi strada. TRAMA LUNGA Gemma Mirtilli, poco affascinante e depressa segretaria di un'agenzia di top model, trascina stancamente i suoi giorni tra un fidanzato soprannominato Mummia per la sua loquacità e dedito solo al biliardo, il capo dell'agenzia Claudio, che la inganna e la sfrutta, e un portiere che la costringe a firmare continue ristrutturazioni del condominio. Bassa e bruttina, Gemma ha scarsa autostima e prova un senso di inadeguatezza di fronte alle donne bellissime ma nevrotiche che entrano nel suo studio e la trattano male. Il suo amico parrucchiere, Callisto, per farla reagire, le propone una tinta fuori dal comune, e Gemma si ritrova i capelli color 'ravanello pallido', un errore che le cambierà la vita. Da quel momento, sempre per un equivoco causato dal suo capo, Gemma finisce per diventare una diva della televisione, non per le sue qualità fisiche ma perché ha imparato a vedere quanta bellezza sia racchiusa nella sua normalità. Appena se ne è accorta lei, se ne sono accorti anche tutti gli altri, compreso Claudio che si innamora di lei, dopo essere stato a sua volta sfruttato e ricattato dal suo ex capo. Diventata un esempio per tutte le donne, tanto le casalinghe quanto le teen-agers, Gemma alla fine decide di lasciare il mondo della televisione e di tornare alla sua vincente quotidianità. "Il primo film di Luciana Littizzetto, diretto dal debuttante Gianni Costantino, non è venuto bene, ma la protagonista è brava come sappiamo dalle performances televisive e dai libri e qualche idea c'è". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 5 ottobre 2001) "Come tanti film cuciti addosso a un divo del piccolo schermo, 'Ravanello Pallido' prende di mira il mondo dei network. Solo che le nostre tv pubbliche e private sono già grottesche di per sé, l'unico modo per andare oltre sarebbe fare del sano e spietato realismo, anzi iperrealismo. Mentre Luciana Littizzetto e il regista esordiente Gianni Costantino da un lato scelgono il tono caricatural-ammiccante più ovvio e indolore. Dall'altro restano confinati nella logica della sitcom: molti personaggi, scenette brevi, una cascata di gag e trovatine a coprire il fiato corto del racconto". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 ottobre 2001) "Utopistico e macchiettistico, farsesco ma non sbracato, privo di volgarità e, per fortuna, schivo dall'egocentrismo del mattatore (una Littizzetto impegnata e misurata), ha uno scheletro narrativo esile, battute così così, una parte centrale faticosa e un finale migliore". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 5 ottobre 2001) "Tra i nostri comici, Luciana Littizzetto spicca per la personalità acuta e risentita, l'intelligenza e lo humour acre messi al servizio di personaggi a forte marcatura caricaturale. Il problema, qui, era passare dalle misure e dai tempi dello sketch a quelli più distesi della narrazione cinematografica. L'attrice torinese ne esce sottotono, un po' confusa nell'eccesso di grottesco spalmato su tutto e su tutti". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 ottobre 2001) "La storia, a tesi, si intasa di continuo e non riesce a essere mai né originale né divertente. Alcuni degli attori sono più interessanti dei loro banalissimi personaggi. Il sarcasmo sulle miserie del mondo dello spettacolo è da sketch dilatato. Prevale la regola e non l'eccezione: lasciate che i 'comici' restino in tv". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 14 ottobre 2001)
Una PAZZA giornata di vacanza [Videoregistrazione / regia di John Hughes
Abstract: Ferris Bueller, allievo di un noioso liceo americano, decide di marinare la scuola in una bella giornata di primavera. Convince perciò i genitori di sentirsi male e informa i compagni di dover subire un'operazione al rene. Nel frattempo fa credere al preside Rooney che è morta la nonna della sua ragazza, Sloane Peterson, in modo da farla uscire da scuola. Così, Ferris se ne va in giro per Chicago con lei e con Cameron Frye, il suo migliore amico, sulla Ferrari rossa del padre di quest'ultimo, superando la gelosia della sorella minore Jeannie e le sospettose indagini del preside, il quale è deciso a smascherare il vistoso inganno dell'allievo. "Hughes al suo quarto film conferma la fama che si è fatto di 'scopritore di talenti' anche se poi i talenti sono soltanto dei volti nuovi. Comunque qui tutti hanno l'aria di divertirsi e Matthew Broderick conferma la sua bravura." (Laura e Morando Morandini, Telesette) "John Hughes, 'teorico' del cinema giovanilistico, mette a segno un altro colpo: non clamoroso, né eccezionale, ma soltanto divertente e simpaticamente svagato. Il film è praticamente inedito nelle sale italiane." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)
L' INFERNALE Quinlan [Videoregistrazione / regia di Orson Welles
Una VITA difficile [Videoregistrazione / regia di Dino Risi
Abstract: Dan è un ragazzo sensibile e intelligente, cresciuto con la madre perchè il padre li ha abbandonati quando lui è ancora un bimbo. Quando s'innamora di Sue, capisce che per essere veramente libero, deve affrontare il rapporto conflittuale con il padre.
L' AMORE il pomeriggio [Videoregistrazione / regia di Eric Rohmer
Il GINOCCHIO di Claire [Videoregistrazione / regia di Eric Rohmer
Abstract: D'estate sulle rive del lago di Annecy Jerôme, un giovane diplomatico, fa innamorare la liceale Laura, ma è attratto dal fascino di un'altra adolescente, Claire, interessata al coetaneo Gilles. Dopo essere riuscito ad accarezzare il ginocchio di Claire, Jerôme va a raggiungere la donna che deve sposare. Nello splendore calmo di un'estate lacustre, esaltato dalla fotografia di Nestor Almendros, i personaggi, lontani da ogni contingenza materiale, hanno la possibilità di ascoltare, ascoltarsi e analizzare i propri sentimenti. Una commedia di squisita eleganza rotta da fremiti erotici.
NAZARIN [Videoregistrazione / regia di Luis Bunuel ; Simon del deserto
Abstract: Dal romanzo (1895) di Benito Pérez Galdós: intorno al 1900 nel Messico feudale del dittatore Porfirio Diaz, Nazarin è un giovane sacerdote che vive povero tra i poveri, praticando fino all'eroismo la lezione evangelica. Le virtù che pratica, però, si rivoltano contro sé stesso e contro il suo prossimo. Il tema maggiore del film è chiaro: l'innesto di don Chisciotte in una parafrasi della passione di Cristo: per Buñuel, anche applicato con eroismo, il cristianesimo non può cambiare il mondo. Ideologia a parte, è ammirevole per la sincerità e la passione che lo animano, il controllo dello stile, l'esatto disegno dei personaggi, la limpidezza espositiva. Insolitamente sobrio il bianconero di Gabriel Figueroa. Premio speciale della giuria a Cannes 1959. Opera capitale nel percorso di Buñuel, contrassegnata da un "pessimismo radicale che si alimenta di una costante tensione tra volontà e casualità dove a prevalere, alla fine, è sempre la seconda" (A. Bernardi).AUTORE LETTERARIO: Benito Pérez Galdós
Abstract: Durante la guerra 1940-45 due bambini inglesi, sfollati in campagna, scoprono che la padrona di casa studia da strega. Insieme a lei mandano a monte uno sbarco tedesco. Fantasia musicale sulla scia di Mary Poppins. Trucchi efficaci e poche invenzioni spiritose in un racconto greve.
NATALE con i Muppet [Videoregistrazione / regia di Kirk R. Thatcher
Abstract: Un felice Natale MuppetTM, con questo film natalizio tutto nuovo che ha per protagonisti KermitTM la rana, Miss PiggyTM e tutta la banda Muppet - più un cast di celebrità del calibro di David Arquette, Joan Cusack e Whoopi Goldberg con i cameo di Matthew Lillard, William H. Macy, Carson Daly, Kelly Ripa, Joe Rogan, Molly Shannon e il cast di "Scrubs"! È la vigilia di Natale e il teatro dei Muppet rischia di essere demolito. E quando la situazione peggiora, Kermit comincia a credere che il mondo sarebbe un posto migliore se lui non fosse mai nato. Ma niente paura! Con l©aiuto del cielo e le trovate più divertenti mai realizzate in un film natalizio, Kermit e i Muppet scopriranno che ciò che conta di più è l'amore che nutrono gli uni per gli altri. Con pezzi musicali da cardiopalma come "Moulin Scrooge!" (con Miss Piggy nel ruolo di `Saltine'), questo affascinante e intelligente classico di Natale farà ridere tutta la famiglia!
La MIA notte con Maud [Videoregistrazione / regia di Eric Rohmer
Abstract: A Clermont-Ferrand un ingegnere della Michelin nota in chiesa una ragazza che non osa abbordare. La sera di Natale è invitato da un amico marxista a casa di Maud, libera pensatrice e divorziata. Costretto a passare la notte da lei, non si permette che un bacio. Il giorno dopo si decide a incontrare la ragazza. Cinque anni dopo incontra Maud, ma ora è sposato con Françoise, la ragazza della chiesa. Terzo dei "racconti morali" di Rohmer, fa perno su un dilemma, fondato sulla fedeltà alla scelta più che alla persona. Il protagonista-narratore respinge la seconda donna (Maud) in virtù della sua scelta iniziale (Françoise): ha scelto quel che non ha o addirittura, come qui, quel che non conosce. Optando per Françoise, donna sognata, contro Maud, donna conosciuta, sceglie l'idealità dell'archetipo contro la pericolosità del reale. Geometrica precisione dell'intreccio, giustezza di dialoghi, fluidità della scrittura (fotografia di Nestor Almendros), verità dei personaggi.
AUSTIN Powers in "Goldmember" [Videoregistrazione / regia di Jay Roach
SPERDUTI a Manhattan [Videoregistrazione / regia di Sam Weisman
Abstract: Gradevole remake con gradevole cast: ai due protagonisti si affianca uno dei protagonisti di Un pesce di nome Wanda, di cui questo film non raggiunge il successo. I provinciali a New York divertono con la loro imbranataggine programmatica anche in Europa.
VITA privata di Sherlock Holmes [Videoregistrazione / regia di Billy Wilder
I FIGLI della violenza [Videoregistrazione / regia di Luis Bunuel
Abstract: Vita misera, imprese criminali e morte di alcuni ragazzi in un quartiere povero di Città del Messico. 3° film messicano di Buñuel e quello che, presentato e premiato a Cannes nel 1951, rilanciò la sua fama in Europa. Fu definito dal suo autore "film di lotta sociale". A questo crudele e malinconico "poema d'amore sulla mancanza d'amore" (M. Argentieri) il francese Jacques Prévert dedicò questi versi: "Los olvidados/ragazzi affettuosi e male amati/assassini adolescenti/assassinati...". "Un'opera precisa come un meccanismo, allucinante come un sogno, implacabile come la marcia silenziosa della lava" (Octavio Paz). Fotografia di G. Figueroa.
SECOND name [Videoregistrazione / regia di Paco Plaza
Abstract: Theodore Logan un giorno qualunque si ferma con la macchina al lato di una strada e si spara alla testa. Daniella, la figlia di venticinque anni, comincia a indagare sulla vita del padre per trovare una motivazione al suo suicidio. L'indagine porta alla luce la figura di uomo molto diverso da quello che aveva conosciuto, crudele e con un passato terribile. Dopo la profanazione della tomba del padre la scoperta che Theodore era legato a un gruppo di fanatici cristiani che ancora sacrificano i loro primogeniti, secondo una distorta interpretazione delle Sacre Scritture, spingerà Daniella sull'orlo della follia. "Cattedrali e fiammelle di candele, legami di sangue, funerali e cimiteri, tombe scoperchiate, inni sacri, topi, insetti, preti indegni, visita ginecologica e autopsia, il colore azzurro, la notte: del repertorio dell'horror o del noir alla spagnola manca quasi nulla in 'Second Name' del trentenne Paco Plaza, tratto dal romanzo di Ramsey Campbell 'The Pact of the Fathers'. In un alternarsi di frenesia e stasi, il film non ha particolari qualità stilistiche né valori di recitazione, si stanca un po' presto, ma rimane interessante. (...) Faccenda un po' mirabolante ma ben presentata e raccontata, misteriosa e feroce. La protagonista Erica Prior ha una faccia bella e attonita, poco espressiva, che va benissimo per il personaggio; il capovolgimento delle care figure famigliari in criminali quotidiani è ben realizzato". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 27 luglio 2003) "Il giovane Plaza (classe1973) deve aver letto male il romanzo di Campbell perché nulla traspare dell'angosciante indeterminatezza dello scrittore. Le immagini sono invece televisive, esteticamente molto simili alle inchieste ricostruite da 'Chi l'ha visto?' per nulla attente alla valorizzazione delle atmosfere più gotiche. Senza contare che il cast sembra composto da attori di una filodrammatica di paese, quasi avessero fatto apposta a scegliere i più scarsi tra gli scarsi. Insomma, rispetto al precedente 'Nameless', che ha una genesi produttiva simile, un preoccupante passo indietro. Il sospetto è che Julio Fernàndez, patron della Filmax e socio di Brian Yuzna, si stia fidando troppo della sua scuderia di acerbi esordienti. Il mistero più inquietante riguarda comunque la distribuzione italiana: perché diavolo si fa uscire in sala un titolo così insignificante e non 'Dàgon' di Stuart Gordon, della stessa casa produttrice, che è molto più riuscito?". (Mauro Gervasini, 'Film Tv', 10 agosto 2003) "Invece di lasciarsi sedurre da zombi e altri mostri soprannaturali, Paco Plaza adatta un romanzo di Ramsey Campbell imperniato sull'orrore del comportamento di personaggi quotidiani; dove la normalità apparente maschera segreti inconfessabili. Paco bagna il racconto nelle proprie ossessioni religiose, predisponendo lo spettatore a un buon potenziale di suggestione: all'inizio la struttura a inchiesta è intrigante mentre, nel personaggio di Daniella, i confini tra realtà e paranoia si fanno sottili. Peccato che il modo di narrare, languido e ripetitivo, distolga presto l'attenzione, senza che un finale particolarmente lugubre valga a risollevarla". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 luglio 2003)
$11 settembre 2001 [Videoregistrazione / regia di Samira Makhmalbaf ... [et al.
Abstract: Undici registi di paesi e culture diversi hanno realizzato ciascuno un breve documentario, lungo ognuno 11 minuti, 9 secondi e 1 fotogramma, sui tragici fatti accaduti a New York l'11 settembre 2001 con un budget di 400mila euro a testa. "Egitto" - Per onorare le vittime a New York il regista egiziano Youssef Chahine ricorda quelli della tragedia palestinese, in particolare i primi morti a Beirut. "Israele" - L'organizzazione dei soccorsi di un attentato terroristico avvenuto a Gerusalemmme e i tentativi della tv di raccontare gli eventi, anche a costo di intralciare i soccorritori, è il modo in cui Amos Gitai ricorda che attentati avvengono ovunque. "Messico" - Nella quasi totale mancanza di immagini, le voci e i suoni registrati sul luogo della tragedia ricordano i lunghi momenti precedenti all'implosione delle torri. "Giappone" - Un soldato torna al suo villaggio, ma nonè più lo stesso ragazzo che è partito. E' ossessionato dalla 'santità' della seconda guerra mondiale e dai rimbrotti che è costretto ad ascoltare. Non gli resta che cominciare a comportarsi come fosse un serpente... "Francia" - A fianco della tragedia collettiva si consuma, nel silenzio, la tragedia individuale di una giovane fotografa francese sordomuta che vive la tragedia della fine del suo amore per un accompagnatore turistico americano. "Regno Unito" - Ken Loach coglie l'occasione per ricordare la tragedia di un altro 11 settembre, quello in cui gli americani nel 1973 ritennero intollerabile la sopravvivenza in Cile di un governo di sinistra eletto dal popolo, per cui aiutarono il golpe di Pinochet e, quindi, l'assassinio di Allende e, in seguito, di altre trentamila persone. "Iran" - In una fabbrica all'aperto di mattoni, cui lavorano bambini afgani rifugiati in Iran, una giovane maestra, una volta riuniti tutti i bambini che lavorano per costruire un rifugio contro i bombardamenti americani, cerca di spiegare loro cosa è accaduto a New York e l'unica cosa simile a una torre che può indicare ai suoi alunni è la ciminiera della fornace. "India" - La madre di un pakistano naturalizzato americano viene guardata con disprezzo da tutti nel quartiere. Suo figlio è scomparso e per i vicini non è che la prova della sua militanza in una cellula terroristica. Solo dopo molto tempo si verrà a sapere che il ragazzo è morto da eroe sotto le macerie delle torri gemelle. "Burkina Faso" - Per un ragazzo povero del Burkina Faso che ha abbandonato la scuola per lavorare e poter così acquistare le medicine necessarie a curare la madre ammalata. la notizia ascolatata per radio di una taglia su Bin Laden, lo spinge a riconoscerlo in ogni musulmano. "USA" - Un vecchio vive in solitudine accanto alle Twin Towers, parlando con la moglie morta come se fosse sempre accanto a lui. La caduta delle torri gemelle fa finalmente arrivare il sole nella sua casa e fa fiorire una piantina stenta. Gli fa però anche prendere coscienza del fatto che la moglie non è più con lui. "Bosnia Erzegovina" - Ogni 11 del mese, le donne di Srebrenica sfilano in silenzio in piazza per ricordare i loro morti massacrati dai serbi l'11 settembre del 1995. "Come si fa a non andare a vederlo? Vale per molti motivi: asseconda il rito della memoria; è tra i più motivati film collettivi, a episodi, della storia del cinema; parafrasa l'emozione di spaesamento globale dopo l'attacco alle Torri; lo fa per primo e non è un instant-movie; alimenta la discussione: quale episodio mi piace? quale rifiuto? Soprattutto, perché. Prodotto dal francese Alain Brigand, ha l'intenzione di 'testimoniare la risonanza dell'evento in tutto il mondo' con le immagini di undici cineasti di paesi diversi. L'undici ricorre come uno spettro della cabala. Già, bisogna vederlo come la mirabolante occasione di impaginare il mondo secondo punti di vista diversi davanti a una tragedia del mondo 'tra le altre', ahinoi. E' questa la cosa più difficile. Innalzarci a un vero sentire globale, davanti alla più toccante strage occidentale, con l'onestà della storia e senza perdere le proprie opinioni politiche. I bambini iraniani che guardano su una povera ciminiera per cercare d'immaginare un grattacielo che non vedranno forse mai. Da Samira Makhmalbaf parte il viaggio. Buona mega-visione". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 13 settembre 2002) "Operazione complessa, forse un po' velleitaria, inevitabilmente altalenante. 11 registi, 11 minuti ciascuno a disposizione per raccontare dal loro punto di vista l'11 settembre 2001. (...) Quello che deve interessare è la resa cinematografica del lavoro e, perciò, dell'operazione nel suo complesso. Una resa discontinua". (Emanuela Martini, 'Film tv', 17 settembre 2002) "Tutti spezzoni, tutti rispettabili, a differenza delle ovazioni veneziane (Loach su tutti) da parte della critica a branco: applausi sganciati dal merito e abbrutiti dall'ideologia. Gli sono crollati addosso Bush e Berlusconi e loro inneggiano al primo Osama che passa e macella: l'integralismo intellettuale fa più vittime di quello islamico". (Alessio Guzzano, 'City', 18 settembre 2002) Note - PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2002) COME EVENTO SPECIALE. - NELL'EPISODIO "IRAN" TRA GLI INTERPRETI I BAMBINI DELLA FABBRICA DI MATTONI.
SOLDI sporchi [Videoregistrazione / regia di Sam Raimi
Abstract: Insieme ad un amico, Hank e Jacob, due fratelli, vanno nel cimitero della cittadina in cui vivono per portare fiori sulla tomba dei genitori. Sulla strada del ritorno si mettono ad inseguire il cane scappato nella foresta innevata e scoprono che coperto dalla neve c'è un aereo. Dentro, il pilota morto e una borsa con 4 milioni e mezzo di dollari. Il primo impulso è chiamare la polizia e consegnare il denaro ma poi si fa strada un'ipotesi contraria: si possono prendere i soldi, nasconderli fino a primavera e poi, se nessuno avrà reclamato qualcosa, dividerli e spenderli. Così viene deciso, e Hank si porta a casa la valigia con la somma. Ma poi accade che Jacob, che è un po' ritardato, ferisce Dwight, uno del paese, e Hank lo uccide. Sarah, moglie di Hank, scopre che quei soldi sono il riscatto di un sequestro, e suggerisce al marito di far cadere tutta la colpa sull'amico Lou. Hank e Jacob vanno a casa di Lou che, quando capisce la situazione, cerca di difendersi, ma Jacob lo uccide, e subito dopo Hank uccide Nancy, moglie di Lou. Hank dice che va tutto bene, e si può puntare sulla legittima difesa. Ma Jacob è distrutto e si chiede quando loro saranno felici. Hank litiga con Sarah e vorrebbe riportare i soldi. Jacob intanto è stato convocato nell'ufficio dello sceriffo, dove c'è un falso agente FBI. Insieme vanno sul luogo dell'aereo, e qui il falso agente uccide lo sceriffo, e Hank a sua volta lo colpisce a morte. Di fronte a tanta violenza, Jacob si sente perduto e chiede al fratello di sparargli alla tempia. Hank esegue, poi guarda i soldi: sono tutti segnati ed è costretto a bruciarli. Note - NOMINATIONS AGLI OSCAR 1999 PER IL MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (BILLY BOB THORNTON), MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
MAGILLA gorilla. Al volante [Videoregistrazione