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Trovati 37832 documenti.

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Pinocchio [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Disney, Walt <1901-1966>

Pinocchio [Videoregistrazione / Walt Disney

[S.l.] : Walt Disney home video, 1993

Iclassici Walt Disney

Abstract: Carlo Collodi, scrittore in crisi creativa, è in vacanza in Toscana alla fine dell'Ottocento e deve anche far riparare il suo tavolo da lavoro. Si rivolgerà a un falegname, Geppetto, depresso perché sua moglie è da poco morta di parto. Nasce così la fiaba italiana più famosa nel mondo in cui un burattino ricavato da un pezzo di legno deve imparare a comportarsi come un bravo ragazzino e, questa è la novità, un uomo adulto deve apprendere a fare il buon padre. Note - ESTERNI GIRATI A CIVITA DI BAGNOREGIO (VITERBO). - IN ONDA SU RAIUNO NELLA STAGIONE 2008-2009.

BAMBI [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

WALT DISNEY PRODUCTION

BAMBI [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney

Abstract: Da un libro (1923) di Felix Salten: la storia di un cerbiatto nella foresta dalla nascita alla riproduzione. 4° cartoon di lungometraggio prodotto da Walt Disney, realizzato un decennio prima di iniziare la produzione dei documentari sulla natura. L'assenza di personaggi umani e il moderato antropomorfismo non impediscono qualche eccesso di sentimentalismo e di garbo: la morte della madre di Bambi è, forse, la più traumatica scena di tutta la produzione Disney insieme con il distacco dell'elefantino dalla madre in Dumbo e Biancaneve nel bosco. Oscar per la canzone Love is a Song. Distribuito in Europa nel 1948. Dal negativo conservato nella Library of Congress dell'Ohio, rigenerato fotogramma per fotogramma, nel 2005 è stata tratta un'edizione digitale rimasterizzata in 2 DVD.AUTORE LETTERARIO: Felix Salten

Vol.$2: Uccellini hawaiani
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Videoregistrazioni: VHS

Vol.$2: Uccellini hawaiani ; La bramosia ; Il paese dell'oro ; Viva la tecnologia! ; Il mistero degli ortaggi ; Vita in citta' ; snobbato da uno snob

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Vol.$4: Nel mondo dei sogni
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Videoregistrazioni: VHS

Vol.$4: Nel mondo dei sogni ; Viva la neve! ; Nei pasticci ; I pinguini curiosoni ; Una mosca impertinente ; Rodolfo, la renna ; E' Natale!

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Missouri [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

PENN, Arthur

Missouri [Videoregistrazione / regia di Arthur Penn

[S.l.] : MGM Home Video, 1976

Abstract: Stato del Montana, nella seconda metà dell'Ottocento. Una banda di ladri di cavalli, tra i quali spicca Tom Logan, acquista come base per i propri traffici un "ranch" contiguo a quello dell'allevatore David Braxton. Poiché costui spietato nemico dei razziatori di bestiame, non esita a impiccarli senza processo, la prima mossa di Logan è quella di vendicare, uccidendo il fattore di Braxton, uno dei propri compagni, finito appeso a un albero. L'allevatore assolda, allora un "regolatore di conti", il sinistro Robert I. Lee Clayton, specialista nel cacciare e uccidere i ladri di cavalli. Note - GIRATO NEL MONTANA.

TRAINSPOTTING [Videoregistrazione
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BOYLE, Danny

TRAINSPOTTING [Videoregistrazione / regia di Danny Boyle

[S.l.] : Medusa Video, 1996

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Abstract: Il giovane Mark Renton scappa per le strade di Edimburgo, inseguito da due guardie di un grande magazzino. Fuggendo perde oggetti rubati. Mark è uno di quei ragazzi, come ricorda una voce fuori campo, che hanno rifiutato la schiavitù degli oggetti per dedicarsi ad una onesta e sincera tossicodipendenza. Mark non è solo, vive insieme ad un gruppo di amici ai margini della società; Begbie, uno psicopatico violento ed alcoolizzato, Spud, eroinomane, Sick Boy, uno in grado di tenere sotto controllo la propria dipendenza dall'eroina; e Tommy, che fa di tutto per non cedere a sua volta alla droga. Nel gruppo si inseriscono alcune presenze femminili: Lizzy, la ragazza di Tommy; Gail che sta con Spud; Allison, che non ha un rapporto fisso ma è impegnata ad accudire la figlia di poco più di un anno. Come già in altre occasioni, Renton decide di smetterla con l'eroina e Sick Boy lo segue. L'ufficio per il sussidio di disoccupazione chiama lui e Spud ad un colloquio di assunzione, ma i due fanno in modo di rispondere negativamente alle richieste. In crisi di astinenza, Renton incontra Diane, la accompagna a casa e passa la notte con lei. Svegliatosi al mattino, in cucina trova i genitori di lei, che si rende conto essere minorenne. Poi Renton ruba a casa di Tommy un video in cui lui e Lizzy fanno l'amore. Lizzy si arrabbia e molla Tommy che, depresso, chiede un po' di eroina a Renton, che nel frattempo ha preso la decisione di ricominciare. Comincia allora una serie di furti e saccheggi nei negozi. Spud va in galera, Renton, dopo aver passato qualche tempo dai genitori, va a Londra e trova un lavoro in un'agenzia immobiliare. Ma all'arrivo improvviso dei suoi amici manda tutto all'aria. Perso il lavoro, tutti tornano a Edimburgo, anche per partecipare ai funerali di Tommy. Quindi i quattro (Begbie, Renton, Sick Boy e Spud) vanno di nuovo a Londra, dove c'è la possibilità di vendere un grosso quantitativo di eroina ad un ottimo prezzo. L'affare va in porto. Durante la notte, in albergo, Renton toglie la borsa con i soldi a Begbie e scappa insieme a Spud, dopo aver sottratto il passaporto a Sick Boy. Finalmente libero dalla presenza ossessiva dei suoi compagni, Renton si confonde nella folla. E la voce fuori campo informa che d'ora in poi vivrà come tutti, con il lavoro, la famiglia, il televisore e tutto il resto. "Come succedeva nel famoso film di Kubrick - ma senza un vero colpo di genio estetico - la brutale violenza delle situazioni viene survoltata da continui scarti surreali: accelerazioni ridolinesche, fermi fotogramma, incidenti grotteschi (la cassetta porno scambiata con quella dei migliori cento gol della storia del calcio), incubi fantasmatici, il colpo grosso con accluso tradimento, carrellate nelle vene e tuffi nello schifo del water come nei flutti di un pescoso oceano. I colori squillanti, qualche buona battuta ed il ballonzolio della macchina a mano contribuiscono al precario equilibrismo dell'insieme: compiacimento morboso e/o pericoloso, identikit impietoso ovvero canto irridente ('Ci faremmo pure la vitamina, se fosse illegale!') dell'impossibilità di essere normali? Fatto sta che gli allegri giovinastri di 'Trainspotting' non appaiono meno zombies dei detestati zombies della classe media". (Valerio Caprara, "Il Mattino", 4/10/96) "Un piccolo film artigianale, un irriverente esercizio di stile, un'occasione per ridere al modo britannico con tocchi di humour nero, destinata a diventare per la droga quello che 'Arancia meccanica' è stato per la violenza: un cult per ogni trasgressione morale, sessuale e persino fecale, con spreco di annotazioni sordide sugli eroinomani che scelgono "un'onesta e sincera tossicodipendenza". (Alfio Cantelli, "Il Giornale", 2/10/96) Note - REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1996.

IO Gargamella [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Peyo <1928-1992>

IO Gargamella [Videoregistrazione / storie originali e idee di Peyo

Milano : Cinehollywood, 1995

IO Grande Puffo [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Peyo <1928-1992>

IO Grande Puffo [Videoregistrazione / storie originali e idee di Peyo

Milano : Cinehollywood, 1994-1995

MAZINGA contro gli Uforobot [videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

MAZINGA contro gli Uforobot [videoregistrazione

Milano : Cinehollywood, 1995

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Uomo [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Albanese, Antonio <1964->

Uomo [Videoregistrazione / regia di Antonio Albanese

[S.l.] : PolyGram Video, 1993

Video cabaret

Sogni [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Kurosawa, Akira <1910-1998>

Sogni [Videoregistrazione / Akira Kurosawa

[S.l.] : Warner Home Video, 1990

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Abstract: In otto episodi un uomo ripercorre nei propri sogni, travisandoli, i momenti più salienti della sua vita. PRIMO EPISODIO: Sole attraverso la pioggia. Per un antica leggenda giapponese, non si deve guardare in quei rari momenti in cui la pioggia appare frammista al sole: è allora che due volpi vanno a nozze. Malgrado l'avvertimento materno, un bimbo curioso, tra gli alberi del bosco, spia un bizzarro corteo di volpi in ricchi costumi da cerimonia. Poi a casa troverà che qualcuno gli ha portato un minaccioso pugnale. Per ordine della madre, lui dovrà andare per boschi e prati a riconsegnarlo in una tana che esiste "là dove sorge l'arcobaleno". Per scusarsi ed essere perdonato, pena la morte. SECONDO EPISODIO: Il pescheto. Ancora il bambino che, servendo il thè a quattro sorelline, è convinto che in casa vi sia con loro come ospite una graziosa fanciulla. Deriso da quelle, egli la scopre e insegue nel bosco e poi la perde. Ora è davanti ad un pescheto, ma gli alberi sono stati tutti scioccamente tagliati dagli uomini. Creature bambola in antichi vestiti hina dicono che la festa delle bambole mai più potrà aver luogo per quel massacro di alberi, ma l'imperatore, persuaso dal dolore e dal pianto infantile, concede di far rivivere per pochi istanti il meraviglioso pescheto di un tempo, in un turbinio di petali rosa. La misteriosa fanciulla riappare ad un tratto: ora sul fianco della collina c'è solo lei, trasformata in pesco. TERZO EPISODIO: La tormenta. Una bufera spaventosa ha colto fra le rocce e le nevi di vette impervie quattro uomini. Tre cadono stremati dalla fatica, il più forte, che li comanda ed incita invano a continuare nel buio pur di ritrovare il campo, cade infine prostrato lui pure. Un canto lontano gli fa riaprire gli occhi: vicino a lui è una bellissima fanciulla tutta bianca, che lo ricopre e protegge amorosamente dal gelo. Egli balza in piedi, ma il mantello di lei ondeggia e sparisce in un vortice di vento. L'uomo desta i compagni ed un improvviso squarcio nella nebbia mostra la tenda e la sua luce rassicurante a pochi metri di distanza. QUARTO EPISODIO: Il tunnel. Un ufficiale, unico superstite, tornando a casa dalla guerra, deve attraversare un tunnel. Un cane-lupo sbuca fuori e gli ringhia addosso. Giunto dall'altra parte, ode un suono di passi ed ecco comparirgli davanti uno dei soldati del suo plotone, armato, affardellato e con il volto da morto, convinto però di essere ancora vivo e diretto a casa dai genitori. Pietosamente l'ufficiale lo persuade della triste verità (lui lo ha visto morire sul campo) e lo esorta a rientrare nel buio del tunnel. Si ode sempre più distinto lo strepito di decine di piedi e dallo stesso buio arriva inquadrato l'intero plotone. Tutti si mettono sull'attenti, impeccabili e con volti di gesso, ancora ai suoi ordini. L'ufficiale, sconvolto e umiliato, davanti a tutti confessa il rimorso e l'angoscia di essere lui solo rimasto vivo e fatto prigioniero. Scongiurando tutti di tornare per sempre al loro riposo, ordina il dietro-front, il plotone esegue e viene ingoiato per sempre dalla gola nera della galleria. Il cane riemerge dal tunnel, ringhiando più forte e avventandosi contro l'ufficiale. QUINTO EPISODIO: Corvi. Affascinato dagli straordinari quadri di Vincent Van Gogh, un pittore dilettante immagina di andare ad intervistare l'artista che sta dipingendo in pieno sole. Nella parte finale del suo viaggio, egli praticamente "passeggia" fra i fiori, le case ed i campi eternati dalle tele di lui. Rimasto solo dopo il breve incontro, il giovane si trova davanti ad un grande campo di grano, giallo come l'oro. All'improvviso il cielo è solcato da centinaia di corvi nerissimi, che stridono come impazziti. SESTO EPISODIO: Fujiama in rosso. Una centrale nucleare è saltata e perfino il monte Fuji sembra liquefarsi nell'apocalisse. La folla terrorizzata fugge dovunque. Su di un estremo lembo di terra a picco sul mare un "uomo", la moglie e due teneri bambini sono riusciti a scampare alla marea di lava ardente che, mescolata a residuati chimici, avanza implacabile. La donna, semi-impazzita e furente, grida la sua maledizione contro quelle centrali. Un individuo scampato finora anche lui, confessa che fu tra coloro che le vollero a tutti i costi. Poi si butta nel vuoto. Per gli altri non vi è speranza, anche se l' "uomo" mulina disperatamente le braccia, a diradare la nebbia rossastra che avanza tutto contaminando e distruggendo per la radioattività. SETTIMO EPISODIO: Il dèmone che piange. Sopravvissuto all'esplosione nucleare un viandante incontra, in una landa ventosa, nerastra e pietrificata, un dèmone che era stato un uomo ambizioso e ricco. Tra fiori giallastri, che la radioattività ha fatto crescere mostruosi - poichè tutto venne snaturato quando non assolutamente spento (tranne una incongrua rosa ora in boccio) il vecchio dèmone mostra al viaggiatore una vallata in cui vivono, nutrendosi gli uni degli altri, un centinaio di esseri tramutati in dèmoni bi e tricornuti, le cui appendici sono dolorose come cancri. Da qui le strida e il pianto. Il viandante, inorridito, fugge da quel residuo girone infernale. OTTAVO EPISODIO: Il villaggio dei mulini. In un idilliaco villaggio dai molti mulini, la vita scorre tranquilla come il fiumicello e del tutto serena. La Natura vi è rispettata e amata, come racconta un ultracentenario intento al suo lavoro. Si sente di lontano un'allegra marcia, scandita da fiati ed ottoni, che accompagna un canto: è tutto il paese che porta alla sepoltura una vecchia di 99 anni, il primo amore del vegliardo. Lui le va incontro con un mazzolino, poi si mette sorridendo alla testa del corteo funebre, mentre i bambini lanciano fiori. "Intenti nobili, ovviamente, ma, appunto - in un poeta come Kurosawa sempre teso a sublimare - qua e là un po' troppo scoperti. Comunque, anche se qualche episodio potrà non coinvolgere e se il film, nel suo complesso, proprio per la varietà dei climi in cui i sogni sono immersi, potrà non risultare dal punto di vista stilistico compatto come ci si potevi invece aspettare da un autore che, da sempre, ha una sua cifra conseguente e precisa, pagine sparse per essere affascinati se ne incontrano, e suscitano incanti. Forse non proprio nella cifra onirica - l'incubo in Kagemusha, metà Fauve metà Espressionista, era più coinvolgente e suggestivo - ma nella cifra, almeno, di una visionarietà in cui pur attraverso il realismo vibrano note non di rado anche intensissime e arcane: come nel Tunnel, appunto, con tensioni addirittura drammatiche, come nei due episodi sognati del bambino, fragranti di palpiti teneri e sempre nel segno di una cultura veramente giapponese e come forse, ma allora soprattutto in cifre di grande spettacolo, nel sogno del Fujiama tutto fiamme atomiche, bello e tremendo almeno da vedersi. E troppo poco per Kurosawa? Sì, se si pensa ad altri suoi film, ma anche qui i tesori non mancano. E ci sono offerti come manciate di perle." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 11 Maggio 1990) "L'episodio è come il precedente un po' troppo didascalico, ma dominato magistralmente da tinte nere e sanguigne e da echi danteschi (e ora ai fans della fantascienza farà piacere sapere che Kurosawa ha avuto come consigliere artistico Ishiro Honda, il papà di 'Godzilla'). Un idillio conclude il film, dove 'lui' ha raggiunto il paese di sogno in cui, senza le comodità della vita moderna, i contadini conducono un'esistenza serena secondo i ritmi della natura e anche i funerali sono occasione di cortei con banda e danzatori. Il protagonista è un saggio ultracentenario, portavoce d'un Kurosawa che tradisce la sua tarda età nel rimpianto d'un'armonia utopistica ma al quale si è ancora una volta debitori di immagini stupende, costruite con una ricchissima varietà cromatica, un senso del ritmo e invenzioni che portano la messinscena a un impareggiabile livello formale. Purtroppo in Italia 'Sogni' sarà visto doppiato, ma il suo superbo lirismo sarà più forte delle parole." (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero', 11 Maggio 1990) "Qualcuno ha rimproverato a 'Sogni' una struttura didascalica. Quando un uomo compie ottant'anni, ha detto Kurosawa, la tradizione giapponese gli consente di dire ciò che vuole. E allora ascoltiamo questo grande vecchio con l'attenzione e il rispetto che meritano le persone anziane. Ascoltiamo la sua esperienza e la sua saggezza perché in 'Sogni' c'è tutta una vita segnata dal talento e dalla sensibilità; una vita affidata a un discorso semplice e lineare e forse per questo disarmante, perché rivolto a un mondo che ha perso il piacere della semplicità; un 'Amarcord' dal quale emerge la formazione tipicamente nipponica di Kurosawa, tutta orientata a indicare all'uomo la sua giusta collocazione nell'armonia del creato; un film per la gioia degli occhi con i suoi scenari incantati, le sue composizioni pittoriche, le sue cangianti gamme cromatiche. Ma soprattutto un film per la gioia dell'anima." (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 13 Giugno 1990) Note - STEVEN SPIELBERG HA FATTO IL PRODUTTORE ESECUTIVO PER LA VERSIONE INTERNAZIONALE PERMETTENDO AL REGISTA DI REALIZZARE IL FILM DOPO UNA LUNGA PAUSA CHE LO AVEVA PORTATO ALLA DEPRESSIONE. - PRESENTATO FUORI CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES 1990. - CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 1991 COME MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA.

Urla del silenzio [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Joffe, Roland

Urla del silenzio [Videoregistrazione / regia Roland Joffe'

Milano : San Paolo Audiovisivi, [199?]

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Abstract: È la storia dell'amicizia tra un giornalista americano e uno cambogiano, all'inizio degli anni '70: con l'arrivo dei Khmer rossi, il cambogiano salva la vita dell'amico, ma poi scompare nell'inferno dei campi di lavoro e di sterminio. Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. Le responsabilità del governo USA di Nixon nella catastrofe non sono taciute. Scritto da Bruce Robinson. 3 Oscar: attore non protagonista (H.S. Ngor), fotografia (Chris Menges), montaggio (Jim Clark).

Sussurri e grida [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Bergman, Ingmar <1918-2007>

Sussurri e grida [Videoregistrazione / regia Ingmar Bergman

Milano : San Paolo Audiovisivi, 1985

Abstract: In una villa immersa nei colori autunnali di un parco alla periferia di Stoccolma, la quarantenne Agnes sta morendo di cancro. Al suo capezzale sono accorse le sorelle, Karin e Maria, da tempo lontane. Sposata con un uomo più anziano di lei, Karin è una donna impietosa, che odia il prossimo e ha un forte disgusto per ogni contatto fisico. Maria, più giovane, è una donna estroversa preoccupata solo di sé e della sua bellezza. Nell'ombra, silenziosa e trepida, si muove Anna, la governante, che, poiché ha perduto una figlia è la più vicina alla sofferenza della sua padrona. Agnes muore, ma durante la veglia funebre le sorelle odono levarsi dal suo cadavere grida disperate di invocazione. Sia Karin, però, chiusa nel suo egoismo, sia Maria, che fugge terrorizzata, non hanno più nulla da dare ad Agnes, ed è ancora Anna a prendere tra le sue braccia quel povero corpo e a consegnarlo placato al riposo eterno. Dopo un tentativo di comunicare fra loro, nel quale sono state per un attimo vicine, Karin e Maria si dividono per sempre. Nella casa vuota, e che dovrà abbandonare, Anna sfoglia il diario di Agnes, ritrovandovi le immagini di un passato in cui le tre sorelle, ancora unite, godevano della loro fragile felicità . "Con questo film Bergman torna a quei temi che improntano di sé tanta parte della sua opera: il significato della morte e della vita. Il silenzio di Dio, la comunicazione tra gli uomini. Quattro donne si ritrovano a confrontarsi con la morte. E', per ciascuna, il momento della verità. E' dal significato che hanno dato alla vita che dipende la loro risposta alla morte. Agnes, la morente, ha creduto che la vita fosse felicità di stare insieme, di godere delle stagioni e dei loro colori, di toccarsi, di comunicarsi il calore dei corpi. Ha paura del gelo della morte, della solitudine della carne, della corruzione cui questa è destinata. Composta sul letto funebre, torna a invocare le sorelle, quasi volesse portarle con sé. Si placa solo tra le calde accoglienti braccia di Anna. Karin odia la morte perché odia la vita ('un tessuto di menzogne'): con un coccio di bicchiere si lacera il grembo, simbolo appunto della vita. Non dà, né vuole ricevere. Vorrebbe non esistere. Maria ha un'altra specie di aridità: vive della propria immagine, riflessa da uno specchio o da occhi maschili. Nel suo egoismo infantile, dà solo il suo corpo, per averne piacere (talvolta, è anche capace di aprirsi al prossimo, ma per poco). Odia la morte, come odierebbe uno specchio mostruoso, che le rinviasse deformati e corrotti i suoi bei lineamenti. Anna, l'umile, silenziosa, ubbidiente cameriera di Agnes, è la sola ad accettare la morte, poiché ha accettato la vita, di cui possiede il segreto che la rende sopportabile: viverla donandosi, amando, avendo pietà, mentre per chi si rinchiude nella gabbia dell'egoismo e dell'indifferenza, il silenzio di Dio è riempito soltanto dagli urli agghiaccianti della morte. Tra i più alti di Bergman e del cinema in genere, questo film è di una eccezionale sapienza stilistica. Tutti i suoi elementi - dalle immagini di estrema bellezza, alla perfetta scansione dei 'tempi' e alla impeccabile fusione tra realtà e brani onirici - concorrono a farne un'opera di vera e propria poesia. Assecondato perfettamente da grandi interpreti, Bergman raggiunge risultati straordinari soprattutto nel ritratto delle quattro donne, frugate in ogni risvolto psicologico." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 75, 1973) Note - PRIMA PROIEZIONE 5-3-1973. - OSCAR 1973 PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA. - DAVID 1974 PER MIGLIORE REGISTA STRANIERO (INGMAR BERGMAN) E DAVID SPECIALE A HARRIET ANDERSSON, INGRID THULIN, LIV ULLMANN E KARI SYLWAN. - GRAN PREMIO DELLA COMMISSIONE SUPERIORE TECNICA AL FESTIVAL DI CANNES 1973.

I viaggi di Gulliver [Videoregistrazione
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DELGADO, Cruz - Swift, Jonathan <1667-1745>

I viaggi di Gulliver [Videoregistrazione / dal racconto di Jonathan Swift ; regia di Cruz Delgado

Milano : Cinehollywood, 1996

Abstract: Lemuel Gulliver, il personaggio (1726) di Jonathan Swift, approda nel mondo di Lilliput, ha varie disavventure, ma scampa. Più pericoloso è il suo viaggio nel Paese dei giganti di Bromdingnag. La riduzione illustrativa è piatta e fiacca, ma gli effetti speciali di Ray Harryhausen sono ottimi. Per bambini.AUTORE LETTERARIO: Jonathan Swift

La MOSCA [Videoregistrazione
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Cronenberg, David <1943->

La MOSCA [Videoregistrazione / regia di David Cronenberg

Abstract: In un laboratorio isolato e antiquato, completamente immerso nel proprio impegno di scienziato, il fisico Brundle attende ad una scoperta sensazionale: quella del teletrasporto della materia da un "telepod" (o teleguscio) all'altro. Intervistato un giorno ad un ricevimento di scienziati da Veronica Quaife (una giornalista che agisce per conto di Borans, suo ex-amante e direttore della Mono Publishing), Brundle conduce la donna nel suo ambiente di lavoro ed essa assiste stupefatta alla disintegrazione di una sua calza, immessa nel primo dei telegusci, per riaverla perfettamente ricostruita nel "telepod" numero due. Ma Brundle, ormai cosciente del valore della sua scoperta, decide ad un certo momento di tentare l'esperimento su se stesso. Per il che si introduce nel contenitore, uscendo poi, apparentemente integro, dal portello fumigante del secondo. Purtroppo, al momento della chiusura del portello numero uno (lo si vedrà nel filmato), una mosca che ronzava nel laboratorio è entrata nel "telepod", subendo anch'essa una mutazione, tanto imprevista quanto inevitabile. Ora le molecole ed il codice genetico dello scienziato vengono a mescolarsi con quelli dell'insetto e Brundle assiste impotente al proprio progressivo cambiamento fisico e anche psichico, fino a diventare un mostro mutante, grottesco e ripugnante ad un tempo, dotato di una incontenibile forza e di istinti incontrollabili. Veronica è la prima ad accorgersi dello straordinario fenomeno: sul corpo infatti di Brundle spuntano i primi peli (e non sono sicuramente umani). Poi l'infelice comincia a nutrirsi solo di dolci e zuccheri, secernendo bave giallastre e, giorno dopo giorno, sempre più assumendo connotati animaleschi. Mentre Veronica si accorge sconvolta di essere incinta e dichiara sia a Brundle sia a Borans la propria intenzione di voler abortire, questi decide alla fine di intervenire, onde porre termine alla terrificante situazione: lotta con lo scienziato, ridotto ormai ad un essere da cui cadono i brandelli di carne umana, mentre ben altre nervature prendono forma, risultando nello scontro ferito e atrocemente mutilato. Sulla strisciante e gigantesca bestia, ancora tuttavia in grado di pensare e soffrire e che con lo sguardo implora Veronica di darle la morte, la donna spara una fucilata liberatoria di ogni incubo e sofferenza, piangendo su quel ripugnante ammasso di carne, in cui la mutazione non è neppure terminata del tutto e che pure, vincendo l'orrore, essa ha amato. "La discutibilità del film scaturisce più dal comprensibile raccapriccio originato dalle immagini, che non dalla tesi di per sè, il cui significato sul piano intellettuale ed etico sembra assai chiaro. (Segnalazioni Cinematografiche) Remake di "L'esperimento del dottor k" del 1958 di Neumann: ha momenti di agghiacciante tensione, nonostante i risvolti romantici. E' soprattutto un horror che sta in piedi grazie allo straordinario Jeff Goldblum. (Laura e Morando Morandini, Telesette) Rifacimento molto libero del classico di Kurt Neumann "L'esperimento del dottor K". Lo stile eccessivo di Cronenberg è inconfondibile: grandi effetti speciali e ossessione fisica oltre le soglie del disgusto. Per alcuni "cult movie" , per altri una schifezza. Comunque, un film che fa discutere." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv) Note OSCAR PER IL MIGLIOR TRUCCO (1986).

La Divina Commedia [Videoregistrazione
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DE_OLIVEIRA, Manoel

La Divina Commedia [Videoregistrazione / regia Manoel De Oliveira

Firenze : Cecchi Gori Home Video, 1997

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Abstract: In una clinica psichiatrica di lusso dei giorni nostri i pochi degenti si credono figure bibliche (Adamo, Eva, Gesù, Lazzaro, ecc.), personaggi di Dostoevskij (Sonia e Raskolnikov di Delitto e castigo, Alioscia e Ivan dei Fratelli Karamazov), ma anche il filosofo nietzschiano dell'Anticristo e il profeta di La salvezza del mondo di José Régio. In bilico tra un Mistero Sacro antico e un moderno Mistero Buffo alla Dario Fo, è una moralità, una parabola metafisica in cui la gravità dei temi si accompagna alla leggerezza dei toni, il romanticismo di certe situazioni lascia il posto a un'ironia quasi buñueliana, lo scherzo alla Voltaire è interrotto da improvvise irruzioni tragiche e da scene di dolorosa intensità. Attori perfetti. Musiche al piano di Beethoven, Chopin, Schubert come contrappunto di alleggerimento. Una sola riserva di fondo: la rigidità ripetitiva nella parafrasi dei testi diventa, alla lunga, didascalismo predicatorio.

Il POSTINO suona sempre due volte [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

GARNETT, Tay

Il POSTINO suona sempre due volte [Videoregistrazione / regia di Tay Garnett

Abstract: 4ª trasposizione del romanzo (1934) di James Cain, la 1ª che mette in immagini esplicite la rude e aggressiva sensualità che, per ragioni di censura, i registi precedenti avevano dovuto comprimere o elidere. Di questa storia di un amore che, nato da una violenta attrazione fisica, si trasforma in un rapporto più profondo e complesso, Rafelson fa un altro film sul "sogno americano", la sua trasformazione in incubo, descrivendone _ col contributo notevole della fotografia di Sven Nykvist _ il contesto sociopolitico. Più che J. Nicholson, un po' troppo vecchio per la parte e talvolta sopra le righe, è ammirevole J. Lange, migliore delle 3 attrici che l'hanno preceduta: Corinne Luchaire, Clara Calamai e Lana Turner.AUTORE LETTERARIO: James M. Cain

La FAMIGLIA Addams [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

SONNENFELD, Barry

La FAMIGLIA Addams [Videoregistrazione / regia di Barry Sonnenfeld

Abstract: Entusiasti di tutto ciò che è macabro (e che essi trovano divertente e normale), gli stravaganti e innamoratissimi coniugi Gomez e Morticia Addams vivono nel loro sinistro maniero coi due lugubri figlioletti (la bambina Mercoledì e il maschietto Pugsley), la nonna megera, il mostruoso domestico Lurch, e una "mano" indipendente e tuttofare, capace di esprimersi efficacemente col solo movimento delle dita. Unico cruccio di Gomez è il senso di colpa che gli procura la scomparsa dell'amato fratello Fester, avvenuta venticinque anni prima, in seguito ad una lite con lui, e che egli ha cercato da allora invano, ricorrendo anche a sedute spiritiche. Con sincera gioia Gomez accoglie dunque un maturo sconosciuto (che somiglia un poco a Fester), accompagnato da un'abile mistificatrice, che si finge una dottoressa tedesca, la quale gli assicura di riportargli proprio l'amato fratello perduto. In realtà, aiutata dall'avvocato di famiglia, un imbroglione di nome Talley, e da sua moglie Margareth, la falsa dottoressa, che in privato si comporta invece da madre castrante del presunto Addams, vuole solo appropriarsi delle enormi ricchezze che sa nascoste nei sotterranei del lugubre maniero, e che apparterrebbero al redivivo Fester, quale fratello maggiore. Mentre Mercoledì diffida dell'intruso e Gomez si stupisce che egli non ricordi fatti del loro passato in comune, l'impostore tenta invano di raggiungere il tesoro, ben protetto da trucchi e trabocchetti. Però l'avvocato ottiene dal tribunale un'ordinanza, che dichiara Fester proprietario di tutto, e Gomez e i suoi sono costretti a lasciare il castello e a cercare un lavoro. Mentre Gomez libera Morticia dalle grinfie dell'avida simulatrice, che vuole torturarla, Fester decide di allearsi con gli Addams, ai quali si è affezionato e coi quali vuol vivere felice. Dopo una serie di vignette su di un giornale negli anni 30, seguita da numerosi e divertenti telefilm negli anni 60, e da cartoni animati nei 70, la celebre famiglia Addams giunge ora sul grande schermo. Ma il regista Barry Sonnenfeld, pur avendo a disposizione larghi mezzi e una serie di attori di valore, come Raul Julia (Gomez), Christopher Lloyd (Fester) ed Anjelica Huston (Morticia) non ha raggiunto che raramente i momenti divertenti che un grottesco tanto esasperato avrebbe dovuto avere, anche per colpa della carente sceneggiatura. E' chiaro che non si tratta di un horror da prendere sul serio, ma solo di una scherzosa parodia dei film "gotici". Gli Addams, pur dilettandosi di giochi macabri e a volte sgradevoli, non sono veramente cattivi (rompono solo i vetri dei vicini), ma invece così ingenui da farsi facilmente abbindolare dagli impostori, che sono i veri perfidi, avidi di denaro. Le loro avventure vogliono esorcizzare gli antichi terrori degli uomini: la morte, il mistero, le streghe, ma vengono così banalizzati i temi importanti. Certo, gran parte del gioco consiste nel fare un ritratto al negativo di una comune famiglia media americana, ribaltandone tutti i mielati stereotipi. (Segnalazioni Cinematografiche) Note - JUDITH MALINA, LA NONNA, E' UNA DELLE FONDATRICI DEL LIVING THEATRE.

Anna Karenina [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

BROWN, Clarence

Anna Karenina [Videoregistrazione / regia di Clarence Brown

[S.l.] : Panarecord, 1990

Abstract: Illustrazione corretta, accademica, ben pettinata, senza impennate, nemmeno nei duetti tra Anna e Vronski, con la cinepresa di Rose, anche sceneggiatore, che tampina da vicino i suoi personaggi, alternando la dinamica dei piani-sequenza con primi e primissimi piani a uso della fruizione in TV o in DVD.AUTORE LETTERARIO: Lev Nikolaevič Tolstoj

KING Rollo
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Videoregistrazioni: VHS

KING Rollo : 13 fantastiche avventure

[Milano] : Imperial Buldog, 1992

Abstract: Con l'aiuto dei suoi amici, La Regina Gwen, il Re Frank, Il Mago, Cook, Hamlet, Rollo si districa attraverso tredici deliziose avventure. Note LA CASSETTA CONTIENE 13 EPISODI: KING ROLLO E LE SCARPE NUOVE, KING ROLLO E L'ALBERO, KING ROLLO E IL PANE, KING ROLLO E IL COMPLEANNO, KING ROLLO E I PALLONI, KING ROLLO E I PIATTI, KING ROLLO E IL BAGNO, KING ROLLO E LA RICERCA, KING ROLLO E RE FRANK, KING ROLLO E IL CANE, KING ROLLO E IL FUMETTO, KING ROLLO E LA COLAZIONE, KING ROLLO E LA STANZA DEI GIOCHI.