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Trovati 37829 documenti.
Una 44 magnum per l'ispettore Callaghan [Videoregistrazione / regia di Ted Post
Abstract: Callaghan, tenente di polizia malvisto da colleghi e superiori per i suoi metodi troppo violenti, intuisce che dietro l'assassinio di un sindacalista si nasconde una lotta politica che coinvolge alcuni agenti. L'uomo decide di risolvere personalmente l'intricato caso. "Seguito di "Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo". Come tutti i seguiti anche questo non brilla di luce propria. La violenza c'è ma l'eroe ha messo stile. Abile, efficiente e immorale Eastwood troneggia". (Laura e Morando Morandini, Telesette). "Seconda avventura di "Harry la carogna". Niente a che vedere con il capolavoro di Don Siegel: qui restano soltanto azione, violenza e forti dubbi sull'ideologia. Il tempo, almeno passa velocemente". (Francesco Mininni, Magazine italiano tv). "Scritto da Milius e Cimino, il film ha ottenuto un grande successo commerciale ed ha dato il via ad una serie di polizieschi che ha contribuito a rilanciare la figura di Eastwood". (Teletutto).
Gli SCAVI archeologici nel Santuario della Beata Vergine di Vimercate del 1988 / di Ernesto Rovelli
KING Lear [Videoregistrazione : act I, act II, act III, act IV, act V / regia di Jonathan Miller
Abstract: L'anziano re Lear decide di abdicare e dividere il suo regno fra le tre figlie Gonerilla, Regana e Cordelia proponendo una gara: ognuna di loro riceverà dei territori in proporzione all'amore che saprà dimostrare verso il padre. Ma il piano fallisce. Note - FILM IN FASE DI PREPARAZIONE. PRECEDENTEMENTE ERA GIA' STATO ANNUNCIATO UN FILM DIRETTO DA JOSHUA MICHAEL STERN CON LO STESSO TITOLO E TRATTO DALLA STESSA OPERA DI SHAKESPEARE CON ANTHONY HOPKINS NEI PANNI DI 'RE LEAR'.
MY architect [Videoregistrazione : alla ricerca di Louis Kahn / regia di Nathaniel Kahn
Abstract: Il famoso architetto Louis Kahn, ha avuto due figli illegittimi fuori dal matrimonio. Uno di questi, Nathaniel, il regista del documentario, da piccolo sperava sempre che un giorno il padre decidesse di vivere con lui e sua madre, ma invece Kahn non lasciò mai la sua famiglia. Quando Nathaniel aveva 11 anni, suo padre venne trovato morto nella stanza di un uomo a Penn Station. Il documentario racconta il viaggio che Nathaniel ha fatto alla scoperta delle costruzioni fatte dal padre in vari paesi del mondo dove è andato alla ricerca di colleghi, figli, mogli e studenti che lo hanno conosciuto. Note - CANDIDATO ALL'OSCAR 2004 COME MIGLIOR DOCUMENTARIO.
FOLLIE d'inverno [Videoregistrazione / regia di George Stevens
Abstract: "Lucky" Garnett è un ballerino e un giocatore d'azzardo che decide di fare fortuna a New York, lasciando momentaneamente la promessa sposa Margaret. Tornerà quando avrà racimolato 25.000 dollari. Nella metropoli incontra "Penny", un'attrice ballerina . I due hanno fortuna e nello stesso tempo s'innamorano. Note - SESTO FILM IN COPPIA PER FRED ASTAIRE E GINGER ROGERS. "The Way you Look Tonight" - PREMIO OSCAR 1936 PER LA MIGLIOR CANZONE: "THE WAY YOU LOOK TONIGHT". NOMINATION PER IL COREOGRAFO HERMES PAN. - IL RUOLO DEL GIUDICE WATSON E' STATO INTERPRETATO DAL PADRE DEL REGISTA.
PAROLE, parole, parole... [Videoregistrazione / regia di Alain Resnais
Abstract: A Parigi, oggi. Simon, che lavora presso un'agenzia immobiliare ma dice di scrivere testi radiofonici, ama segretamente Camille. Costei, a causa di un incontro fortuito, si invaghisce di Marc, che è il titolare dell'agenzia dove lavora Simon. Marc aveva combinato un appuntamento per vendere un appartamento ad Odile, sorella di Camille. Odile ha deciso di cambiare casa, nonostante la evidente disapprovazione di suo marito Claude. Questi è all'apparenza persona molto accomodante, poco propenso a prendere decisioni, ma adesso sopporta a fatica la riapparizione in casa loro, dopo molti anni di assenza, di Nicolas, che era andato a vivere fuori Parigi. Nicolas, amico anni prima di Odile, diventa poi invece il confidente di Simon. Odile riesce ad acquistare l'appartamento. Prepara una grande festa d'inaugurazione, alla quale tutti si ritrovano. E' il momento delle rivelazioni, delle spiegazioni, della verità come occasione di rispetto per sè e per gli altri. "Arguta commedia musicale del redivivo enigmista francese Alain Resnais, indimenticabile autore di agghiaccianti mattoni che, rinsavito con 37 ani di ritardo, intreccia mirabilmente le vicende di sei personaggi in cerca d'amore. Davvero geniale la trovata portante: dalla bocca dei protagonisti anziché le temute banalità sentimentali escono brani di popolari canzoni. Bravo Resnais, meglio tardissimo che mai". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 21 gennaio 2001) Note PREMI: CESAR PER IL MIGLIOR FILM (1998). ORSO D'ARGENTO AD ALAIN RESNAIS 1998.
OCI ciornie [Videoregistrazione / regia di Nikita Mikhalkov
Abstract: Romano è un uomo che, dopo aver mentito una volta, non può più fermarsi. Quando gli arriva l'occasione in cui la felicità dipende solo dalla sua capacità di aver fiducia nel prossimo, non può farlo e la felicità gli sfugge. È una commedia divertente ma anche commovente, malinconica, ironica. Come dev'essere Čechov. Ammirevole per varietà di toni, ricchezza di invenzioni, direzione di attori. È l'ultimo film della Mangano. Squisita. Premio a Cannes per Mastroianni. Scritto dal regista con Alexander Adabascian (anche scenografo) e S. Cecchi D'Amico.AUTORE LETTERARIO: Anton Pavlovič Čechov
VOGLIO danzare con te [Videoregistrazione / regia di Mark Sandrich
Abstract: Peter è un famoso ballerino russo che durante una tournée a Parigi conosce Linda Keene, una ballerina americana e se ne innamora. Inizia subito a corteggiarla e la segue dalla capitale francese fino a New York, sperando che prima o poi lei lo prenda in considerazione. Alcuni ballerini, invidiosi del successo dei due, diramano la notizia che Peter e Linda si sono sposati in gran segreto. Ai due, assediati dalla stampa, non resta che sposarsi realmente per poi divorziare, ma... Note - CANDIDATO ALL'OSCAR 1938 PER LA MIGLIORE CANZONE ORIGINALE.
IN the mood for love [Videoregistrazione / regia di Wong Kar-Wai
Abstract: Hong Kong, 1962. I coniugi Chow e i coniugi Chan si trasferiscono lo stesso giorno in due appartamenti contigui. Sono il signor Chow e la signora Chan a rientrare più di frequente a casa ed è così che nel giro di breve tempo scoprono che i rispettivi consorti sono amanti. La volontà di comprendere le ragioni del tradimento subito li porterà a frequentarsi sempre più spesso e a condividere le sensazioni provate. In the Mood for Love è come una prigione; una romantica, sensuale, impalpabile e atemporale prigione. In cui i gesti si ripetono incessantemente e gli orologi non indicano nulla di significativo sul trascorrere del tempo (a quello ci pensano i dettagli, come il cibo o i vestiti, che aiutano a comprendere il cambio di stagione), ma si limitano al loro ruolo di custodi immoti dello status quo. Amore e Tempo, ancora una volta, come in Days of Being Wild e come sarà in 2046, film-gemello di In the Mood for Love, così uguale e così differente. Chow Mo-wan e Su Li-zhen (nome che Wong Kar-wai assegna tanto a Maggie Cheung in Days of Being Wild che a Gong Li in 2046) sono archetipi delle occasioni mancate e dell'amore inespresso, messo in cattività dalle barriere delle convenzioni sociali: loro stessi dal principio non si rendono conto di quel che provano, ossessionati dall'emulazione dei rispettivi fedifraghi consorti (genialmente lasciati da Wong fuoricampo come pretesti, corpi estranei alla narrazione). Tale è il terrore di vivere un amore in prestito, figlio della vendetta, che il signor Chow e la signora Chan finiscono per non viverne uno intenso e reale, lasciandolo scorrere tra i rivoli dei traslochi e degli anni che passano, mentre nuove mode soppiantano le precedenti e la storia porta De Gaulle in visita in Cambogia. Fatto che di per sé non rappresenta che una mera appendice della ragione reale che conduce Chow alla Cambogia nel '66, unica possibilità di guardare con il sufficiente distacco spaziale e temporale ai segni lasciati da ciò che (non) è stato. Ma il focus di Wong Kar-wai non solo in termini quantitativi all'interno della narrazione è sulla Hong Kong dei primi '60, crocevia per gente di Shanghai in fuga dal comunismo di Mao e per la musica latino-americana che riempie i ristoranti sulle note di Nat King Cole. La ricostruzione è maniacale e amorevole - con la Cheung ideale incarnazione dell'eleganza dei cheongsam di quegli anni con una cura per il dettaglio che rimanda a Bresson e una capacità di catturare quel che vive tra gli spazi vuoti che richiama Antonioni. Ma raccontando l'amore, il suo sviluppo e la sua eterna illusione come solo Wong Kar-wai sa fare.
Un FILM parlato [Videoregistrazione / regia di Manoel de Oliveira
Abstract: Rosa Maria è una giovane professoressa di Storia. Con la figlia Maria Joana, parte per una crociera attraverso il Mediterraneo con destinazione Bombay, in India, dove si trova il marito Pedro, pilota di aerei. Finalmente Rosa Maria ha l'occasione di vedere con i propri occhi i luoghi di cui ha parlato tante volte in aula e che non ha mai visto prima. Sulla nave, conosce tre donne che la colpiscono molto - un'imprenditrice francese, una famosa ex modella italiana e un'attrice greca - e fa amicizia con il comandante, un americano di origine polacca. Ma giunta nei pressi del Golfo Persico, la crociera viene messa in pericolo da una strana minaccia... "Se qualsiasi altro cineasta avesse fatto un film come questo, gli contesteremmo difetti plurimi, ingenuità e magari un po' di noia; ma quando l'autore si chiama de Oliveira, non valgono le abituali regole. Il maestro si esprime in anarchica libertà, erudisce, allude, gira attorno alle cose; e nel finale, congelando sul volto di Malkovich lo stupefatto orrore della tragedia, si congeda con un segno geniale dopo averci colpiti al cuore. A che cosa servono la cultura, le belle maniere, i sentimenti e le canzoni se poi...". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 1 settembre 2003) "Il geniale Manoel riesce a circondare le sue amare riflessioni politiche e filosofiche di un'aura leggera, di una disinvoltura straordinaria, componendo una sorta di film-saggio in anticipo di qualche decennio sul cinema odierno, da cui esala una strana seduzione che non sapremmo ritrovare in nessun altro." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 27 marzo 2004) "Stavolta il vegliardo maestro portoghese inventa con il suo 'Un filme falado' una commedia filosofica e crudele (stile Bunuel della 'Via Lattea') sulle vane illusioni della civiltà e la fatale caduta degli imperi umani". (Claudio Carabba, Sette', 11 settembre 2003) "Ancora una volta è riuscito a sorprenderci. A incantarci come una sirena con il racconto di un viaggio alla ricerca delle radici della civiltà mediterranea. A turbarci con un finale che lascia di sasso, con la stessa espressione pietrificata di John Malkovich nell'ultima immagine del film congelata dall'orrore (...) Le bombe spazzano via ogni tentativo di comunicazione e la violenza distrugge tutto ciò che l'uomo ha costruito di buono in millenni di storia. Ogni civiltà, ci viene ricordato nel film, è destinata a scomparire. E chissà se le parole avranno ancora il potere di salvarci dall'oblio". (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 31 agosto 2003) "Novantacinquenne, Manoel de Oliveira non salta un festival che sia uno. Figurarsi se non concorreva a questa Mostra, dove l'ottantottenne Mario Monicelli presiede la giuria. Ma è arduo trovare qualcosa di meno monicelliano che 'Un film parlato', dove il 'maestro' portoghese ripete le sue tipiche, interminabili inquadrature fisse e, peggio, riprende l'interpretazione storico-filosofica accennata in 'Parola e utopia' (Venezia, 2000)". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 1 settembre 2003) Note - REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI EURIMAGES E DELL'ISTITUTO DO CINEMA AUDIOVISUAL E MULTIMEDIA. - PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 60MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2003).
BARBIE. Fairytopia [Videoregistrazione / regia di Walter P. Martishius
Abstract: Barbie, nei panni di Elina, ti porta alla scoperta di un nuovo magico mondo di fate, fiori e avventure affascinanti.
Le VIE del Signore sono finite [Videoregistrazione / regia di Massimo Troisi
Abstract: Durante il fascismo giovane barbiere del Centro-sud s'immagina o si finge paralitico in reazione alle difficoltà sentimentali con una francesina di cui contende l'amore a un vero paralitico, da lui conosciuto a Lourdes. 4° film di Troisi. Ambizioni di romanzo, ma riuscito soltanto a metà. Sul versante del costume non manca d'eleganza né di misura, su quello politico inciampa negli stereotipi demagogici. Musiche di Pino Daniele. Che brava la Champa.
DISTRUGGETE Los Angeles! [Videoregistrazione / regia di James Seale
Abstract: Strani fenomeni si stanno manifestando sulla superficie terrestre e i calcoli dello scienziato Matthew Sallin e di sua figlia Julie (che gli è ostile da quando lui l'ha lasciata ancora bambina) dicono che la Terra rischia di divenire un pianeta in fiamme se non si cercherà di bloccare il movimento di una faglia. L'unica soluzione è quella di evacuare Los Angeles e fare esplodere una atomica sotterranea in modo da provocare una reazione eguale e contraria. Il Presidente degli Stati Uniti autorizza l'azione e il colonnello Beckett viene chiamato a dirigerla. Non sarà unimpresa semplice. Nel filone del cinema catastrofico è sempre più facile imbattersi in film che ripetono lo stesso schema collocandolo in situazioni diverse. Non è il caso di questo Distruggete Los Angeles! nel quale la vicenda principale viene accompagnata da una serie di vicende legate ai singoli personaggi che la rendono più interessante. Il colonnello Beckett chiama in azione una squadra stile sporca dozzina ( e ci si chiede chi sopravviverà e chi no). Il dottor Sallin vive un profondo contrasto con la figlia Julie, dissidio che rischia di mettere a repentaglio la missione. La figlia adolescente di Beckett finisce nelle mani di un assassino psicopatico (dopo essere sfuggita, non si sa come, ad un incendio in un tunnel) mentre nel team in azione si dà da fare il cattivo di turno. Nel frattempo il presidente (un pensoso Rutger Hauer) segue loperazione minuto per minuto pensando che non avrebbe mai creduto di essere il secondo leader americano dopo Truman a dover fare esplodere latomica e per di più sul territorio americano. I suoi dilemmi aumentano quando le bombe da utilizzare sembra debbano essere due. Due curiosità: assistere a un nuovo modo di far esplodere l'atomica che si colloca a buon diritto nella scia de Il Dottor Stranamore. La scena in cui Beckett salva Julie da un'eruzione vulcanica utilizzano scarti di Dante's Peak - La furia della montagna.
PIPPI Calzelunghe. Pippi contro i pirati [Videoregistrazione ; L'isola di Taka Tuka
BREAKING out [Videoregistrazione / regia di Daniel Lind Lagerlof
Abstract: Un attore senza parti accetta di fare l'animatore in un carcere. Cerca di far recitare i detenuti, ma non è davvero semplice. Tutto un po' scontato e già visto anche se emerge qualche discreta iniziativa. Avrà un remake con budget ben più ampio grazie a Peter Cattaneo ( Lucky Break)
CUL de sac [Videoregistrazione / regia di Roman Polanski
Abstract: George e sua moglie Teresa vivono su un'isola nel castello dove Sir Walter Scott scrisse "Rob Roy": non succede mai nulla; Teresa si annoia e flirta con chiunque capiti a tiro; George sta bene lontano dalla vita di città. Un giorno arrivano Dick e Albert, criminali reduci da una rapina andata male: Albert muore e Dick tiene in ostaggio i due coniugi. Tra i tre nasce un rapporto surreale, e così pure si dipana la loro obbligata convivenza. Polanski sopra le righe come sempre, pungente e abile nel disegnare personaggi che non si riesce mai del tutto ad amare o odiare. La testa pelata di Donald Pleasance (eccezionale) è come un faro nel noir di un castello che si raggiunge a piedi, ma che affonda con l'alta marea: uno stato della mente che diventa impossibile da abbandonare. Jacqueline Bisset fa la sua prima apparizione in una piccola parte.
Il COLTELLO nell'acqua [Videoregistrazione / regia di Roman Polanski
Abstract: In procinto di partire per un'escursione in barca, un giornalista sportivo e sua moglie caricano sulla loro auto un giovane autostoppista e gli propongono di restare anche per la gita del fine settimana. Inizia così una convivenza lunga 24 ore nell'angusto spazio di una barca a vela che si fa teatro dello scontro psicologico, verbale ma anche fisico, tra i due uomini, antagonisti in una lotta che pare avere come posta in gioco l'attenzione della donna, osservatrice muta della disputa virile. A tutti i costi i due vogliono dimostrare (all'altro, alla donna e soprattutto a se stessi) la propria superiorità: il modello familiare medio-borghese si contrappone allora alla spensieratezza e allo spirito d'avventura giovanile attraverso la contesa dei due "oggetti" ambiti: il coltello e la donna. Nello spazio ristretto e sospeso dell'imbarcazione, un microcosmo isolato e lontano dalla vita civile, gli impulsi e le passioni più profonde e basse dell'uomo vengono a galla più facilmente, dando vita a una parabola sulla natura umana, sugli istinti e sulle tensioni sociali e sessuali che la governano. Al suo primo lungometraggio Polanski riesce così, con una disarmante semplicità di mezzi (una barca e tre personaggi), a costruire un'opera simbolica, densa di significati ed esteticamente raffinata (il bianco e nero fortemente contrastato, le inquadrature ardite e gli scorci inusuali). Quelle che saranno le atmosfere inquietanti e sinistre della sua futura filmografia si manifestano già in questa semplice storia tutta giocata sullo scontro psicologico e dialettico, in cui la tensione è sempre calibrata al punto giusto, pronta a esplodere da un momento all'altro. A posteriori, tipicamente polanskiana. Candidato all'Oscar come miglior film straniero (è stato girato in Polonia) nel 1963.
REPULSION [Videoregistrazione / regia di Roman Polanski
Abstract: A Londra, una giovane donna, Caroline Ledoux, che lavora in un istituto di bellezza, vive con la sorella Hélène. I suoi frequenti momenti d'astrazione sembrano dovuti a sogni d'amore ma in effetti ella soffre per la presenza in casa di Michel, l'amante della sorella; e lo stato ansioso si sviluppa in schizofrenia sempre più intensa, tanto da allontanarla da Colin, il suo innamorato. Questa repulsione diviene ossessione quando, di notte, mentre echeggiano nell'aria i rintocchi della campana del convento vicino, ascolta i sospiri amorosi di Hélène e di Michel. Nonostante le sue suppliche, i due amanti l'abbandonano per trascorrere un periodo di vacanza in Italia. Rimasta sola, Caroline si chiude in se stessa e soffre di allucinazioni che culminano con la visione di uomini in atto di violentarla. Tornata al lavoro, deliberatamente ferisce una cliente e la visione del sangue la sconvolge del tutto. Di ritorno a casa, e completamente al di fuori della realtà, quando Colin, insospettito dal suo atteggiamento irrompe violentemente nell'appartamento, lo uccide. Altrettanto fa con il padrone di casa, venuto per riscuotere l'affitto. Diversi giorni dopo, quando la sorella e l'amante tornano, la trovano morente per inedia nell'appartamento sconvolto e popolato di cadaveri. "Il film è la descrizione di un caso di nevrosi sessuale del quale, però, lasciate in ombra le radici, espone la situazione psicologica del momento vissuto dalla protagonista nella crisi che culmina con l'esplosione di schizofrenia omicida. Anche se all'autore bisogna riconoscere una notevole capcità nella creazione dell'atmosfera, la mancanza di un'analisi che vada oltre la semplice fotografia dei fatti priva il lavoro di un valore scientifico per lasciargli quello piuttosto meschino di spettacolo dell'orrore." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 60, 1966) Note - ORSO D'ARGENTO E GRAN PREMIO FIPRESCI AL FESTIVAL DI BERLINO 1965.
Gli ORRORI del castello di Norimberga [Videoregistrazione = Baron Blood / regia di Mario Bava
Abstract: Peter Von Kleist discende da un crudele e sadico barone vissuto nel XVII secolo. Incuriosito dalle sue origini e in possesso di una magica pergamena si reca in visita a Norimberga, ospite dello zio. Qui conosce una studentessa che lo aiuta ad entrare nel castello dell'avo per pronunciare la formula scritta sulla pergamena. Ma non fanno altro che risvegliare lo spirito del barone Von Kleist che ricomincia ad uccidere. Sarà solo la comparsa di una misteriosa bambina a dar loro la possibilità di salvarsi e rispedire il sanguinario nell'oltretomba. In questo film tutta la grandezza di un regista che ha saputo dare una svolta all'horror tricolore, Mario Bava è il maestro del genere. Riesce abilmente a coniugare storia e ambientazioni, infatti il castello del titolo non è solo una location ma soprattutto uno dei protagonisti della pellicola, per non dire il migliore. Il film è una continua fuga verso la speranza di non essere uccisi, lungo tetri corridoi e polverose segrete. E come in ogni horror che si rispetti la soluzione è sempre nelle mani di un innocente.