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Reperto R[A]IOT
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Videoregistrazioni: DVD

Reperto R[A]IOT / [con] Sabina Guzzanti

[Rizzoli, 2005]

Abstract: Registrazione dello spettacolo teatrale di Sabina Guzzanti registrato il4 settembre 2004 al Paladoza di Bologna ed il 12 dicembre 2004 al Palazzetto diPerugia

La LEGGENDA degli uomini straordinari [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

Norrington, Stephen

La LEGGENDA degli uomini straordinari [Videoregistrazione / regia di Stephen Norrington

Abstract: La vicenda, ambientata nell'Inghilterra vittoriana modernizzata, racconta l'impegno di uno strano gruppo di supereroi per salvare il mondo dai piani del malefico "Fantom". Il gruppo, guidato dal leggendario Allan Quatermain, si avvale delle invenzioni tecnologiche del capitano Nemo tra cui il Nautilus, detto anche Spada dell'Oceano, una straordinaria macchina subacquea dotata di armi potenti e con un equipaggio addestrato ad ogni tipo di battaglia e situazione pericolosa. A loro si uniscono l'agente Sawyer, un avventuriero coraggioso e abile con la pistola, Rodney Skinner, 'ladro gentiluomo' diventato invisibile dopo aver rubato la pozione per scomparire alla vista inventata da Hawley Griffin, l'immortale Dorian Grey, il Dott. Jeckyll che si trasforma nel potente e bestiale Mr. Hyde, un'arma invincibile in grado di spezzare l'acciaio, fracassare teste e respingere con il suo corpo i proiettili. Tra loro c'è un unica donna, Mina Harker, diventata vampiro dopo essere stata morsa da Dracula, è riuscita a dominare gli istinti propri dei non-morti ma a sfruttarne i poteri: si muove alla velocità della luce, penetra attraverso le materie organiche e inorganiche, comunica con i pipistrelli. "Basato su uno dei romanzi a fumetti di Alan Moore, un film a priori demente: un delirio postmoderno in salsa gotica che ha tutti i numeri per diventare un cult. (...) Tutte le obiezioni sono ammesse. Che Sean ammicca troppo, che Parigi, Venezia o il Polo sono realizzati con maquettes di cartapesta, che il signor Hyde somiglia troppo a Hulk. Detto ciò, 'La leggenda degli uomini straordinari' è una bizzarria che gronda buonumore, regge sorprendentemente bene sul piano della narrazione, contiene perfino qualche buona battuta. E' poco?". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 11 ottobre 2003) "Tanto il fumetto era bello, tanto il film di Norrington è privo di idee e raffazzonato: fotografia buia, effetti speciali scadenti, dialoghi e interpretazioni tirate via. I pesanti tagli al montaggio creano momenti surreali in cui non si capisce niente. La produzione ha avuto parecchi problemi, tra cui l'alluvione di Praga che ha distrutto il set e il pessimo rapporto tra Connery (ai minimi sindacali) e Norrington. Tutto ciò nel film si vede, si sente e si tocca". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 10 ottobre 2003) "In mezzo, ad opera di una storia rumorosa rappresentata da una regia tutto chiasso, c'è un po' di tutto e sempre alla rinfusa: da una corsa pazza di un'auto del futuro fra le calli di Venezia mentre attorno crollano chiese e campanili a un viaggio sottomarino in un Nautilus che sembra un tempio indiano, a combattimenti corpo a corpo e all'arma bianca mentre Dorian Gray tradisce, la donna vampira morde sul collo e Quatermain, con un passato familiare dolente, viene ai ferri corti con 'M'. Recitando come se lo 007 fosse lui". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 17 ottobre 2003) "A titolo roboante, 'La leggenda degli uomini straordinari', film deludente. Stephen Norrington non ne ha colpa: è un tecnico che - con buoni soldi, buona sceneggiatura e buoni attori - ha fatto buoni film ('Blade', 'La vera storia di Jack lo squartatore'). Avendo stavolta solo buoni soldi, ha diretto un polpettone". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 10 ottobre 2003) "Piacerà a chi ama la grande avventura zeppa di effetti speciali, sì, ma anche non priva di belle puntate umoristiche (il modello è sempre 'Indiana Jones'). La scena super? Il Nautilus che affiora sul Canal Grande". (Giorgio Carbone, 'Libero', 10 ottobre 2003) "Il cinema gioca con le storie perché l'uomo, da quando esiste, gioca con le storie. Per questo la nostra 'Leggenda', pur essendo un film fracassone e abbastanza decerebrato, comunica un irresistibile piacere del testo, come direbbero Umberto Eco e Roland Barthes. E' una mezza boiata, certo: ma ogni volta che fa capolino un nuovo/vecchio personaggio, il lettore esperto prova l'eterno gusto di 'riconoscere' ciò che già sa". (Alberto Crespi, 'L'Unità', 10 ottobre 2003) "Il film è un susseguirsi ininterrotto di effetti poco speciali; gli interpreti non sono bravi, Connery ha un'indifferenza da astante, da passante per caso; il regista Stephen Norrington lavora tirando via con distrazione. Non si capisce perché snaturare e alterare un fumetto molto apprezzato e di gran successo; da un altro lavoro di Alan Moore è stato tratto due anni fa l'affascinante 'La vera storia di Jack lo Squartatore' con Johnny Depp". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 11 ottobre 2003) "Nel film di Stephen Norrington ci sono collaudati scoppi, rovine improvvise, Venezia, Parigi e Londra ricostruite, mostri, giganti, inconsci che vanno a fuoco. Certo, nella confusione pop, Connery, dotato di fucile africano per safari, ha un sorriso che sfocia in mille sfumature, ma anche gli altri, tra una mutazione e l'altra, si dan da fare". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 ottobre 2003)

I MAGOTTI e la pentola magica [Videoregistrazione
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I MAGOTTI e la pentola magica [Videoregistrazione

PARAGRAPH 175 [Videoregistrazione
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Epstein, Rob - FRIEDMAN, Jeffrey

PARAGRAPH 175 [Videoregistrazione / regia di Rob Epstein e Jeffrey Friedman ; narratore Rupert Everett

Abstract: Lo storico Klaus Mnller intervista i sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti, perseguitati perché omosessuali, secondo il codice penale tedesco del 1871, paragrafo 175.

SAMPEI, ragazzo pescatore. La valle dei lamenti [Videoregistrazione
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SAMPEI, ragazzo pescatore. La valle dei lamenti [Videoregistrazione ; Il mostro

HEIDI. Capretta [Videoregistrazione
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HEIDI. Capretta [Videoregistrazione ; Inverno in paese

HEIDI. Con i topi in cantina [Videoregistrazione
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HEIDI. Con i topi in cantina [Videoregistrazione ; Nostalgia per la montagna

HEIDI. Pomeriggio nel bosco [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

HEIDI. Pomeriggio nel bosco [Videoregistrazione ; Un raggio di sole

HEIDI. Musica stonata [Videoregistrazione
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HEIDI. Musica stonata [Videoregistrazione ; Breve fuga

HEIDI. Ancora insieme [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

HEIDI. Ancora insieme [Videoregistrazione ; Nonno fa acquisti

HEIDI. Tanti panini bianchi [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

HEIDI. Tanti panini bianchi [Videoregistrazione ; L'arrivo della nonna

GRAVIDANZA e parto [Videoregistrazione
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GRAVIDANZA e parto [Videoregistrazione

Progetto salute San Paolo ; 1

La PEDIATRIA [Videoregistrazione
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La PEDIATRIA [Videoregistrazione

Progetto salute San Paolo ; 2

Il PRONTOSOCCORSO [Videoregistrazione
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Il PRONTOSOCCORSO [Videoregistrazione

Progetto salute San Paolo ; 3

Le BRONCHITI [Videoregistrazione
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Le BRONCHITI [Videoregistrazione

Progetto salute San Paolo ; 5

CENTRAL do Brasil [Videoregistrazione
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SALLES, Walter

CENTRAL do Brasil [Videoregistrazione / regia di Walter Salles

Abstract: Dora, ex insegnante e nubile, si è inventata un nuovo lavoro: scrive lettere per conto dei tanti analfabeti che si riversano ogni giorno nella principale stazione di Rio de Janeiro. Tra i clienti capitano la giovane Ana e suo figlio Josuè di nove anni. Ana vuol far incontrare il figlio con il padre, che non ha mai conosciuto e che vive in una zona sperduta del Brasile nord-orientale. Quando esce dalla stazione, Ana viene investita da un autobus e muore. Josuè rimane solo, Dora lo avvicina e pensa di trarne profitto, vendendolo ad un mercante d'infanzia. Ma poi capisce l'errore, torna a riprenderlo e, a quel punto, decide di accompagnarlo al paese del padre. Su mezzi di trasporto precari e di fortuna, i due attraversano territori sconosciuti, fanno conoscenze, rimangono senza soldi, superano momenti di tristezza, si trovano coinvolti in riti e processioni religiose, arrivano nel paese indicato: il padre è disperso, ma al posto suo, Josuè trova due fratelli, una famiglia nuova e, soprattutto, il valore di un'esperienza affettiva che non potrà più dimenticare. "Commovente, dolceamara favola brasiliana di un regista pressoché sconosciuto, che esplora con curiosità antituristica la sua terra povera e disperata e con una delicatezza priva di smancerie i sentimenti dei due nemici amici. Sotto lo sguardo prima indurito e poi amorevole, Fernanda Montenegro rivela un talento straordinario. Pazienza se non è miss Mondo". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 15 aprile 2003) Note - REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1998. - LA SCENEGGIATURA DEL FILM HA VINTO IL PREMIO "CINEMA 100 - SUNDANCE INSTITUTE INT. AWARD". - IL PICCOLO VINICIUS DE OLIVEIRA, INCONTRATO DAL REGISTA IN AEROPORTO, NON AVEVA MAI VISTO UN FILM PRIMA DI COMINCIARE LE RIPRESE DI "CENTRAL DO BRASIL". - PREMIATO A BERLINO '98 COME MIGLIOR FILM E PER L'INTERPRETAZIONE FEMMINILE (FERNANDA MONTENEGRO). - CANDIDATURE ALL'OSCAR 1999 PER IL MIGLIOR FILM STRANIERO E LA MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA.

PREMONIZIONI [Videoregistrazione
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LEONARD, Brett

PREMONIZIONI [Videoregistrazione / regia di Brett Leonard

Abstract: L’antiquario Hatch Harrison (Jeff Goldblum) finisce in acqua con l’auto per un incidente. Lo tira fuori dall’auto la moglie Lindsay (Christine Lahti) riportandolo sino alla riva del fiume in tumulto. Hatch resta clinicamente morto per oltre due ore e viene poi riportato alla vita grazie alla tenacia e all’abilità di un medico. Poiché le cose buone spesso si accompagnano alle cattive, Hatch, tornato a un’apparente normalità familiare, soffre di alcune strane allucinazioni nel corso delle quali si immedesima con un sanguinario omicida. Come la solita veggente gli rivela, lui, tornando dall’aldilà, si è portato dietro “qualcosa” e solo la sua “purezza” lo salverà. Comprensibilmente seccato per la cripticità dell’avvertimento (ma la veggente verrà subito punita mediante omicidio da parte del cattivo), Hatch si dispone a difendere con tutti i mezzi la vita di sua figlia Regina (Alicia Silverstone), un’adolescente sempre con le cuffie del walkman in testa a farci capire che della sua eventuale scomparsa non dovrebbe in fondo preoccuparsi nessuno. Preso per pazzo dalla moglie, Hatch scopre sorpreso la vera identità del serial killer e deve affrontare una situazione terribile. Il finale è delirante, con le entità buone e cattive che si scontrano in un florilegio di banali effetti computerizzati, in uno schematismo infantile poco sopportabile. Film imbarazzante che appartiene di diritto al fiorente sottogenere degli horror soporiferi. Le scenografie di Michael Bolton meritavano un film migliore (la scultura metallica con inserti di cadaveri umani è bizzarra). Le teorie sulla vita dopo la morte di Raymond A. Moody jr vengono qui trattate in modo pretestuoso e ridicolo, diversamente da #Vedi#Linea mortale. Perché il cattivo e Goldblum si trovino ad avere le vite intersecate lo sa solo il regista. Tratto da un romanzo di Dean R. Koontz

NON aprite quella porta IV [Videoregistrazione
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HENKEL, Kim

NON aprite quella porta IV [Videoregistrazione / regia di Kim Henkel

STAR Trek. Primo contatto [Videoregistrazione
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FRAKES, Jonathan

STAR Trek. Primo contatto [Videoregistrazione / regia di Jonathan Frakes

DAVE [Videoregistrazione
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REITMAN, Ivan

DAVE [Videoregistrazione : presidente per un giorno / regia di Ivan Reitman

Abstract: William Harrison Mitchell - Presidente degli Stati Uniti - per i suoi molteplici impegni si avvale a volte di un sosia, a cui provvede il suo staff, composto dal consigliere Bob Alexander, dal direttore delle comunicazioni sociali Alan Reed e da Duane Stevensen, responsabile dei Servizi segreti. L'ultimo sosia utilizzato è Dave Kovic, titolare di un ufficio di collocamento, uomo onesto, tranquillo e felice quando può aiutare qualcuno. Ora accade che Mitchell, durante un fugace relax con una segretaria, sia colpito da ictus. Sarebbe lo scandalo se al Paese venissero dati notizia e dettagli, ma è un'occasione insperata per Alexander, persona ambiziosa e di potere. D'accordo con gli altri due della équipe presidenziale, viene taciuta la realtà ad Ellen, la First Lady; si mette in un protetto ospedale il Presidente; si invia a fare un lungo tour africano il Vice-Presidente Nance, mentre si lascia in "Bella vista" ed incarica Dave. Il sosia è perfetto, si tratta solo di insegnargli a presiedere consigli e riunioni, mentre il potere decisivo resta ad Alexander. Certo, il problema con Ellen Mitchell non è da poco perché fra lei e l'angusto consorte vi sono molti dissapori: i due, a parte alcune presenze che il protocollo esige in comune, si detestano e non hanno rapporti di alcun genere. Dave, però, anche se accetta di stare al gioco, è amico di tutti, è spontaneo e decide di avviare una politica favorevole a disoccupati ed orfanelli (e così cattura la stima e l'apprezzamento della First lady, sorpresa della innovazione). All'uopo Dave, con l'aiuto segreto di Murray Blum, un vecchio amico esperto in contabilità, opera notevoli tagli nel bilancio federale, per intraprendere infine una efficace lotta contro la disoccupazione. Dopo l'inevitabile sgomento dello staff di Alexander, vengono scoperte le mire politiche ed i traffici di costui, le firme (false) che ha apposto sui decreti del Presidente, mentre risulta integra l'onestà del vicepresidente Nance, rientrato da Continente Nero. Speranze nuove crescono per il Paese, ma Dave pensa che il gioco ed il proprio impegno possono e debbano avere fine. Durante una importante riunione del Congresso, egli dichiara ai Rappresentanti del popolo che il suo rammarico è di non aver fatto abbastanza, fa dimettere lo sbalordito Alexander, indi, come per un improvviso malore, cade a terra. Portato in ospedale dove il vero Mitchell è in coma, Dave, che ha finto il suo malore, torna a fare il collocatore: sarà l'integro Nance a diventare Presidente, il quale, assumendo solennemente onore ed oneri, giura che attuerà il programma preannunciato dal suo "predecessore". Ellen Mitchell, ora vedova, capita all'agenzia di Dave Kovic: quell'uomo così semplice e generoso ha fatto breccia nel suo cuore e lei intende dargli un aiuto nel lavoro in favore dei disoccupati. "Tutto per divertire. Non solo con il meccanismo scontato ma sempre efficacissimo dei sosia, ma con la descrizione quasi dal vivo della Casa Bianca e di certi suoi segreti infittendo l'azione di personaggi veri, inventati o verosimili tutti pronti a diventare occasioni ghiotte di una girandola continua di caricature e di beffe: in modo agile con ritmi, spesso, più che dinamici, frenetici e in cifre in cui la commedia, senza mai diventare facile, sfiora allegramente la farsa; con sapori e colori tutti godibili. Sostiene il peso dello scherzo un Kevin Kline non dissimile a tratti da un James Stewart appena arrivato a Washington, prodigo però anche di una costante versatilità di modi e di accenti: nel gusto, sempre, della parodia più vivace. La First Lady è Sigourney Weaver cui, come nella 'Donna in carriera', si addice sempre di più la commedia. Il cattivo è Frank Langella, con un florilegio di perfidie amene. Fra le apparizioni dal vero, il repubblicano Schwarzenegger e il democratico Oliver Stone: disponibili almeno un po' a farsi prendere in giro." (Il Tempo, 15 ottobre 1993). "Scritto da una penna esperta in faccende politiche (Gary Ross, già autore dei discorsi di Dukakis) impreziosito da ottimi caratteristi e dalle apparizioni di veri protagonisti della politica e dello spettacolo americani (il più spiritoso è Oliver Stone), Dave cavalca coi toni amabili e spesso esilaranti della commedia, un tormentone ambiguo e oggi diffuso: se l'uomo della strada non è solo più degno ma anche più efficiente del politico di professione, che cosa ce ne facciamo della classe politica? Pungolato dal tema populista, qualche originale ha fatto addirittura il nome di Frank Capra, ed è vero che dai tempi di 'Ghostbusters' Reitman si è fatto più sottile. Ma sul nome di Capra bisognerebbe mettere una tassa. E obbligare i registi che ambiscono al paragone a portarsi sul set un metronomo, per girare tutto a doppia velocità." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero') "Evitiamo le citazioni d'obbligo, da 'Anfitrione' di Plauto a 'Il prigioniero di Zenda' di Anthony Hope, e diciamo subito che il bel copione di Jerry Ross, messo allegramente in scena da Ivan Ritman, si risolve nel trionfo di un Kevin Kline aitante, simpatico e spiritoso. Non male nemmeno l'abbozzo di una love story fra il simulatore e la first lady impersonata in chiave di semifreddo da Sigourney Weaver. A parte il divertimento di fronte a uno spettacolo impeccabilmente imbastito nella tradizione della cinecommedia politica fondata dal grande Frank Capra, 'Dave' autorizza svariate e persino opposte interpretazioni. Afferma infatti che un uomo qualunque, purché intelligente, onesto e di buon carattere, può funzionare meglio nella stanza dei bottoni di un politico screditato, arrogante e fesso. Ma andando avanti su questa strada si finisce per affermare che chiunque può fare il presidente degli Stati Uniti: il che si legge da un lato come una conferma di fiducia, nonostante tutto, nei meccanismi della democrazia, dall'altro attesta una sfiducia totale nei meccanismi stessi. A quest'ultimo sentimento sembra ispirata la prima parte di 'Dave', che è la migliore, orientata com'è sulla denuncia, l'irrisione e la demistificazione di una classe dirigente corrotta e incapace; e perciò da noi con l'aria che tira, piacerà molto più della seconda parte, conciliante e disponibile a fare emergere a livello del potere persone e ideali migliori." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera').