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Trovati 37825 documenti.
TORN Curtain [Videoregistrazione = Il sipario strappato / regia di Alfred Hitchcock
Abstract: Uno scienziato americano, Michael Armstrong, sta da tempo mettendo a punto un congegno antimissile che, oltre a dare all'America una superiorità militare, a lui garantirebbe la fama. Poiché il progetto si sta trascinando a lungo, il governo decide di sospendere il relativo finanziamento e Michael, deciso a non desistere, pensa di recarsi nella Germania Orientale ove, a Lipsia, vive lo scienziato Lindt, in possesso di alcuni segreti che segnerebbero la conclusione dei suoi studi. Approfittando di un convegno scientifico a Stoccolma, Armstrong riesce a raggiungere Lipsia dove viene accolto cordialmente, ma un imprevisto lo mette in imbarazzo: è stato seguito, infatti, da Sarah Sherman, la sua fidanzata che tra l'altro è anche la sua assistente. A questo punto Michael è costretto a svelare alla donna il vero motivo della sua missione: conoscere l'entità delle scoperte scientifiche di oltre cortina. Dopo varie peripezie Michael e Sarah riescono nel loro intento e a ritornare in patria. "Un po' macchinosa, troppo lunga e del tutto inverosimile spystory del maestro del brivido. Intendiamoci, Hitchcock è sempre Hitchcock, in fatto di suspense ci sono sequenze memorabili ma è l'insieme che non quaglia. L'affascinante Paul Newman e la graziosa Julie Andrews fanno le fusa mentre fingono di spaventarsi a morte". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 29 aprile 2001) Note - SUL SET DI QUESTO FILM SI CONSUMA LA DEFINITIVA ROTTURA TRA HITCHCOCK E IL MAESTRO BERNARD HERMANN, DA TEMPO SUO STRETTO COLLABORATORE PER LE MUSICHE DEI FILM.
TOPAZ [Videoregistrazione / regia di Alfred Hitchcock
Abstract: Un alto funzionario del servizio segreto sovietico, consegnatosi agli americani, rivela loro che i russi stanno fornendo missili a Cuba: alcuni documenti, sottratti alla delegazione castrista all'Onu, confermano la notizia. La CIA affida il compito di andare sul posto per un controllo all'agente francese André Devereaux, ufficialmente consigliere d'ambasciata, che simpatizza per gli americani ed ha, a Cuba, una preziosa informatrice, Juanita de Cordoba, vedova di un eroe della rivoluzione, ma avversaria dell'illiberale regime che è subentrato. La donna gli procura le prove che i missili ci sono, ma viene scoperta e uccisa mentre André riesce a tornare a New York e ad informare la CIA: una conseguenza della sua missione sarà il ritiro dei missili sovietici da Cuba. Intanto, un agente americano suo amico, rivela a André che tra gli alti funzionari francesi, a Parigi, c'è un gruppo di traditori, al quale è stato dato il nome di "Topaz", che passa ai sovietici informazioni militari ed è diretto da un misterioso individuo ,Colombine, ed ha sicuramente tra i suoi membri l'economista Henri Jarre, a conoscenza di molti documenti segreti della NATO. Recatosi a Parigi, André incarica il genero François, giornalista, di recarsi in casa di Jarre, per indurlo, con accorte domande, a tradirsi. Durante il colloquio, intervengono agenti sovietici e Henri viene ucciso. Riuscito a fuggire, François dà ad André un'informazione preziosa: un numero telefonico, trovato in casa di Jarre... "Un film di spionaggio costruito con abilità e narrato in modo tradizionale che presenta con astuzia e misura personaggi dalla psicologia semplice ma accettabile. Un'eccessiva cura per i particolari va a detrimento del ritmo e della suspense." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 68, 1970)
FRENZY [Videoregistrazione / regia di Alfred Hitchcock
Abstract: Tutto ruota intorno a due ex ufficiali della RAF, uno dei quali è sospettato di essere uno psicopatico assassino di donne. L'altro lo è. 1° film inglese di Hitchcock dopo Paura in palcoscenico (1950), ha la trasparenza di un classico e la fertilità di un film postmoderno, sintesi dei temi e dei modi hitchcockiani espressa a un livello di stregonesca abilità dove nulla è lasciato al caso. Importante dimensione gastronomica. Dal romanzo Goodbye Piccadilly, Farewell Leicester Square di Arthur La Berne, sceneggiato da Anthony Shaffer.AUTORE LETTERARIO: Arthur La Berne
COMPLOTTO di famiglia [Videoregistrazione = Family plot / regia Alfred Hitchcock
Abstract: Un'anziana e ricca signora si rivolge alla giovane veggente Blanche Tyler promettendole diecimila dollari se le ritroverà un nipote illegittimo abbandonato quarant'anni prima per il timore di uno scandalo e al quale ora, pentita, ella intende lasciare tutto il suo patrimonio. Aiutata da George, l'uomo con cui convive e che, fallito come attore, fa il tassista, Blanche si getta a corpo morto alla ricerca dello scomparso, e finalmente lo ritrova sotto le mentite spoglie di Arthur Adamson, gioielliere. Costui, che da giovane s'è liberato dei genitori adottivi facendo appiccare da un complice, John Maloney, il fuoco alla loro casa, e che ora, aiutato dalla sua donna, Frane, s'è specializzato in sequestri di persona, teme che l'interesse di Blanche e George per lui, del quale s'è accorto, abbia qualcosa che fare con la sua segreta attività criminosa. Quando, fallito con la sua morte un tentativo di Maloney di uccidere entrambi, il falso Adamson saprà dalla bocca stessa di Blanche il motivo delle sue ricerche, le circostanze - la giovane l'ha sorpreso nel bel mezzo di un sequestro di persona - lo convinceranno non esservi altra strada che quella di eliminarla inscenando un suicidio. Il tempestivo intervento di George, però, non solo gli impedirà di attuare il suo piano, ma frutterà al tassista e alla sua amica la sostanziosa taglia posta sul capo del furfante e della sua amica.
A doppia mandata [Videoregistrazione / regia di Claude Chabrol
Abstract: La vita della famiglia Marcoux, che abita in una villa in Provenza, è stata sconvolta dall'arrivo di Leda, artista avvenente, venuta a stabilirsi in una proprietà contigua. Henri Marcoux ha stretto una relazione con l'artista e senza alcun riguardo per la moglie Thérèse e per i figli Richard ed Elisabeth, ostenta tale illecita relazione. La condotta immorale del padre si ripercuote sul comportamento dei componenti la famiglia, che, non trattenuti da alcun sentimento d'affetto e di rispetto reciproco, si lanciano accuse, si rinfacciano colpe. Thérèse cerca di distogliere il marito dall'insana passione e di rompere il fidanzamento di Elisabeth con un giovane dissoluto, protetto da Henri; ma ogni suo sforzo è vano. Profondamente umiliata e maltrattata dal marito, disobbedita dalla figlia, Thérèse trova comprensione soltanto presso il figlio Richard, un giovane timido, psicopatico, che se non è in grado di proteggerla, vuole almeno vendicarla. Con tale intendimento egli uccide Leda. I sospetti cadano dapprima sul fidanzato di Elisabeth e su di un suo amico ma il primo, che aveva scorto Richard nelle vicinanze della casa di Leda, lo affronta decisamente ed in un drammatico scontro lo costringe a confessare la sua colpa. "Il film, che appartiene alla formula della "nouvelle vague" del cinema francese, si fa notare per la tecnica narrativa molto studiata. Per quanto concerne il contenuto, nulla che non sia già stato ampiamente sfruttato." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 46, 1959) Note - COPPA VOLPI 1959 A MADELEINE ROBINSON COME MIGLIORE ATTRICE ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA.
EVA [Videoregistrazione / regia di Joseph Losey
Abstract: Alex, un importante ingegnere cibernetico, torna dopo dieci anni alla Facoltà di Robotica di Santa Irene per portare a termine un progetto speciale: creare un bambino robot. Durante il suo soggiorno, Alex stringerà un forte legame con Eva, una bambina molto carismatica e figlia di suo fratello David e della sua compagna Lana... Note - FUORI CONCORSO ALLA 68. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2011), HA OTTENUTO LA MENZIONE SPECIALE DEL PREMIO VITTORIO VENETO FILM FESTIVAL.
URBAN legend [Videoregistrazione : final cut / regia di John Ottman
Abstract: In una università del New England la studentessa Natalie (Alicia Witt) ascolta assieme ai suoi amici la lezione del professor Wexler (Robert Englund) che tratta di leggende urbane: storie fasulle che passando di bocca in bocca acquisiscono tratti di mistero e di verità. Anche luniversità ne ha una su un serial killer che avrebbe ucciso sei studenti 25 anni prima. Natalie comincia a credere che nel campus ci sia sul serio un serial killer, dopo che alcuni studenti sono scomparsi. Naturalmente nessuno le crede. Lidea di usare le leggende urbane come fonte di ispirazione per un serial killer è buona. Peccato che non venga usata bene. Le leggende urbane passano subito in secondo piano e ogni originalità svapora in un andamento indistinguibile da quello di una miriade di prodotti similari. Qualche buon momento cè linizio per esempio, con la brava Natasha Gregson Wagner ad affrontare un destino segnato ma la tensione non sale e la scoperta del colpevole non sorprende troppo. Alicia Witt si segnala nella parte della protagonista, gli altri giovani del cast sono più qualunque. Meglio il supporto di alcuni veterani: da Robert Englund a Brad Dourif. Interessante la figura dellagente del campus interpretata con umanità da Loretta Devine. Buon successo di pubblico: circa 73 milioni di dollari di incasso lordo mondiale con un budget di 12
PROPOSTA indecente [Videoregistrazione / regia di Adrian Lyne
Abstract: Una giovane coppia a causa dei problemi economici si reca a Las Vegas per tentare la sorte al gioco. Ma ancora una volta la fortuna non li assiste. Viene loro in soccorso un affascinante miliardario che propone un patto sorprendente: in cambio di una notte d'amore con la giovane sposa corrisponderà ai due un milione di dollari. L'offerta turba il loro ménage. Infine e non senza sofferenze i due accettano. Le conseguenze saranno devastanti. Il marito non accetterà più di vivere con la donna che lo ha tradito per amor suo e rifiuterà il denaro. Ma il lieto fine è inevitabile. Film di grande successo proprio a causa dell'ipocrisia che dispensa sapientemente al pubblico. Una trama invereconda che solo per la presenza discreta di Redford appare meno insulsa di quanto non sia. Incredibile la supposizione che il laido Woody Harrelson possa competere con il pur attempato divo. Una barzelletta dilatata ad arte per la pruderie di un pubblico in vena di finte trasgressioni.
L' ULTIMO samurai [Videoregistrazione / regia di Edward Zwick
FAHRENHEIT 9/11 [Videoregistrazione / regia di Michael Moore
Abstract: "Sono il più patriottico degli Americani perché credo nei principi che hanno dato vita a questa nazione e mi do da fare perché vengano ristabiliti". Così Michael Moore in un'intervista per la 'bibbia' del cinema "Variety". In effetti Fahrenheit 911 è un film patriottico perché crede nel popolo americano pur non avendo alcuna fiducia in chi lo governa in questo periodo. Moore riduce al minimo, rispetto a Bowling a Columbine, la sua presenza sullo schermo per lasciare spazio al suo nemico pubblico numero 1 George W. Bush e al gruppo che ha portato alla Casa Bianca dopo un'elezione che ha lasciato dietro di sé più di un dubbio di legittimità. Moore però non si limita a mostrare e dimostrare le bugie dell'Amministrazione Bush (dai rapporti con Bin Laden alle dichiarazioni contraddittorie nell'arco di poco tempo sull'Iraq) ma va a cercare tra il popolo i motivi dell'arruolamento dei giovani nell'esercito per giungere poi, in un'apoteosi di populismo mediaticamente efficacissimo, ad andare davanti al Senato a offrire ai senatori il modulo per l'arruolamento da consegnare ai loro figli. Una democrazia che voglia avere il diritto di proclamarsi tale ha bisogno di 'arrabbiati' come il premio Oscar Moore.
National Geographic Video
I DIARI della motocicletta [Videoregistrazione / regia di Walter Salles
Abstract: Viaggio attraverso l'America Latina del giovane Ernesto Guevara - era il 1951 e lui a 23 anni era ancora ben lontano dal diventare il 'Che' e dalla rivoluzione cubana - a cavallo della sua moto e in compagnia del suo amico biologo Alberto Granado di nove anni più grande di lui. "Ispirandosi a due diversi resoconti, 'Latinoamericana' di Ernesto Che Guevara (Feltrinelli) e 'Un gitano solitario' di Alberto Granado (Sperling & Kupfer), il regista brasiliano Walter Salles ripercorre sui suggestivi luoghi veri le tappe del viaggio di oltre 10 mila chilometri intrapreso da questa coppia di amici nei primi sette mesi del 1952. In moto, in autostop, in battello o a piedi, Ernesto e Alberto (simpatici e quasi veri nella palpitante incarnazione di Gael Garcia Bernal e Rodrigo de la Serna) vanno da Buenos Aires a Caracas attraversando Argentina, Cile, Perù, Colombia e Venezuela e scoprendo via via le bellezze naturali, le vestigia antiche e la faccia triste dell'America moderna, ovvero gli indios sull'orlo dell'estinzione, i disoccupati, i perseguitati politici e i malati del lebbrosario di San Pablo sul Rio delle Amazzoni. Il pregio del film (sostenuto come produttore da Robert Redford, ma anche da alcuni italiani come Gianni Minà e, padrino dietro le quinte, Ettore Scola) è che non pretende di raccontare un'alba di gloria. Ovvero di aggiungere un prologo poco noto al mito del Che. Questo è soltanto un viaggio simile a quello che tutti abbiamo fatto o avremmo voluto fare quando ne avevamo l'età. In quel preciso momento della vita nel quale si viaggia per viaggiare, lasciandoci alle spalle i dolori degli strappi piccoli o grandi e in realtà imparando da ciò che la vita ci mette davanti. Ovviamente il sottotesto allude a una crescita di personaggi in chiave di Bildungsroman ma senza enfasi profetiche e con un costante tono di accattivante freschezza." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 20 maggio 2004) "Diretto da Walter Salles, prodotto da Robert Redford, ispirato e benedetto da Gianni Minà, 'Diarios de motocicleta' poteva essere un santino in movimento, l'agiografia on the road di un mito planetario aggiornata all'epoca dei charter e dei last minute. Invece l'avventuroso viaggio del laureando in medicina Ernesto Guevara de la Serna e del suo amico biologo Alberto Granado, 23 e 29 anni, è ripercorso con molta sobrietà anche visiva, e attenzione alle fonti. Senza grandi voli, ma senza nemmeno approfittare delle mille scivolose seduzioni che il soggetto offriva. Anzi, dopo il fluviale backstage di Minà, il film di Salles sembra fin troppo ellittico e misurato. Niente pathos. Nessun ammicco alle future imprese del futuro Che. Cedimenti al colore, il minimo indispensabile: un amore troncato in fretta perché il destino chiama e quella Nausicaa tentatrice è fin troppo ricca; una rissa con fuga precipitosa, sempre per ragioni di donne; una notte d'amore vinta al tavolo verde. Non altro. (...) Magari Salles e il suo sceneggiatore José Rivera potevano rischiare di più, scegliere toni meno medi, privilegiare certi incontri, illuminare risvolti appena accennati. Ma con tanti inguardabili biopic hollywoodiani in circolazione, questi 'Diarios' di Salles/Redford/Minà hanno il merito non trascurabile di rispettare il soggetto. E i personaggi che rievocano, grazie anche all'interpretazione misurata e insieme accattivante di Gael Garcia Bernal (Guevara) e del meno noto Rodrigo de la Serna, ottimo attore argentino nonché lontano cugino - Salles giura che è un caso - proprio del Che." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 20 maggio 2004) "Walter Salles, agli ordini democratici di Redford - ma i diritti erano di Gianni Minà - costruisce un film divertente e polveroso, in cui l'educazione sentimentale va di pari passo con quella politica, con la coscienza dei problemi reali della gente. Non è il santino del Che che esce dal picaresco, variopinto film di viaggio dai panorami meravigliosi e tristi, ma la premessa: il ragazzo borghese laureando in medicina capisce che deve curare tutta la società. La storia scorre nello sguardo incantato e poi disincantato dei due amici palpitanti di voglia di vivere e dei vari ed eventuali partner. Gael García Bernal, l'attore di Almodóvar, è molto convincente, simpatico e anche eroico, tanto che nuota senza controfigura nel notturno Rio delle Amazzoni per salutare i lebbrosi, e gli sta molto bene al fianco Rodrigo de la Serna. Il loro finale saluto all'aeroporto sarà, come sappiamo, solo un arrivederci perché quel fantastico viaggio per prenotarsi un sogno diventa l'insegnamento morale di un film anche per questo bello e necessario." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 22 maggio 2004) "Nessun anacronismo, nessuna premonizione, nessun Inti Illimano a gridare 'El pueblo unido/jamas serà vencido'. Nessuna canzone postuma, nemmeno quella, stupenda, che evoca 'la tua querida presenzia/comandate Che Guevara'. Solo canzoni d'epoca nei 'Diari della motocicletta' di Walter Salles, che culmina nella nuotata del giovane asmatico Ernesto Guevara sul Rio delle Amazzoni per raggiungere un lebbrosario: bello e nobile film, solo a tratti prolisso, ideato e prodotto da Robert Redford, preparato per cinque anni dal regista di un altro film di viaggio, 'Central do Brasil', vincitore alla Berlinale 1997." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 20 maggio 2004) Note - PRESENTATO IN CONCORSO AL 57MO FESTIVAL DI CANNES (2004). - DUE CANDIDATURE AGLI OSCAR 2005: MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE (JOSE' RIVERA), MIGLIOR CANZONE ORIGINALE ('AL OTRO LADO DEL RIO' DI JORGE DREXLER). - OSCAR 2005: MIGLIOR CANZONE ('AL OTRO LADO DEL RIO' DI JORGE DREXLER).
I diari della motocicletta / un film di Walter Salles
Feltrinelli ; BIM, 2004
Abstract: All'inizio del 1952 un ventitreenne laureando in medicina - Ernesto Guevara - e un ventinovenne biochimico partono da Buenos Aires su una motocicletta del 1939 per un viaggio attraverso l'America Latina. Abbandonata la moto, proseguono a piedi e con ogni altro mezzo, arrivando a Caracas dopo otto mesi e 12245 chilometri.
C'era una volta nella foresta ... [Videoregistrazione
REPULSION [Videoregistrazione / regia di Roman Polanski
Abstract: Repulsione, ovvero storia di una nevrosi, quella di Carol Ledoux, avvenente estetista ossessionata dagli uomini. Il secondo lungometraggio di Roman Polanski, il primo girato fuori dalla Polonia, è una lenta discesa di una donna verso la follia più estrema. Dall'occhio atterrito di Carol adulta che fa da sfondo ai titoli di testa fino ad arrivare all'occhio diabolico della bambina che è stata, nel finale, Polanski registra un tortuoso percorso in una psiche sempre più disturbata. E lo ambienta tra le quattro mura (crepate) di un appartamento, luogo chiuso, tetro e claustrofobico che spesso di qui in avanti sarà teatro delle ossessioni e delle allucinazioni dei suoi personaggi (Rosemary's Baby, L'inquilino del terzo piano). I rari momenti all'esterno, per strada o nel salone estetico in cui la ragazza lavora, sono altrettanto angoscianti e non rappresentano certo una tregua, né per Carol né per lo spettatore. E allora si ritorna in casa, quella casa che Carol condivide con una sorella così diversa da lei. I problemi aumentano proprio quando quest'ultima decide di partire per un viaggio con il suo amante sposato, lasciandola sola in casa con un coniglio in putrefazione. Da qui inizia la sua confusione tra realtà e allucinazione e la progressiva discesa agli inferi della sua mente, in cui Polanski fa intuire, senza mai rivelare, un trauma trascorso che l'ha irrimediabilmente segnata fino a trasformarla in una bellissima e catatonica bambola assassina. Scritto dal giovane Polanski insieme a Gérard Brach, con cui a Parigi aveva già collaborato per un episodio di Le più belle truffe del mondo (1963), Repulsion è un'asfissiante opera di realismo fantastico e psicologico che atterrisce grazie alla forza espressionistica del bianco e nero fotografato da Gilbert Taylor, alle soluzioni visive ardite e macabre, oltre naturalmente alla magistrale interpretazione di una spaventosamente imbambolata Catherine Deneuve, dolce e agghiacciante insieme. Con quest'opera, vincitrice dell'Orso d'argento a Berlino 1965, Polanski dà il via alla sua perversa e malata indagine nei meandri della psiche umana, rappresentata dagli spazi angusti di squallidi appartamenti popolati da vicini di casa benpensanti e da anziane signore imbellettate e ficcanaso, troppo sorridenti e troppo truccate per non avere nessun sospetto su un budino preparato da loro. Rosemary lo sa bene.
CHRISTIANE F. [Videoregistrazione : noi i ragazzi dello zoo di Berlino / regia di Uli Edel
PIPPI Calzelunghe. Villa Villacolle [Videoregistrazione
M.A.S.H [Videoregistrazione / regia di Robert Altman
GREEN card [Videoregistrazione = Matrimonio di convenienza / regia di Peter Weir
Abstract: George Faure, un corpulento cittadino francese, per poter lavorare negli Stati Uniti ha bisogno della Green Card (senza la quale i cittadini stranieri non possono vivere e lavorare negli USA): la maniera più rapida per ottenerla è di sposare una cittadina americana. Dal canto suo, Bronte Barrish, giovane ed entusiasta botanica newyorkese, ha appena trovato un delizioso appartamento a Manhattan, che è l'ideale per lei, perchè contiene una serra, ma i proprietari intendono affittarlo solo ad una coppia di sposi. George e Bronte non si conoscono, ma un amico comune li aiuta ad organizzare un matrimonio di convenienza, dopo il quale si salutano, pensando di non rivedersi più, e di divorziare appena possibile. La ragazza ha un fidanzato, Phil, che condivide con lei gusti ed ambiente elegante, ma del quale non è veramente innamorata, e non ha confidato nè a lui, nè ai propri genitori la strana storia del suo matrimonio. A seguito di un'indagine da parte delle sospettose autorità dell'ufficio immigrazione per stabilire se i due vivono realmente come marito e moglie, George e Bronte sono costretti a vivere insieme alcuni giorni per escogitare ed imparare a memoria una storia accettabile sulla loro presunta vita coniugale. George è un uomo dai modi piuttosto rozzi, che non ha fatto studi regolari, ma ha l'estro del compositore e possiede una grande ricchezza interiore, mentre Bronte è una raffinata intellettuale, che appartiene alla buona società di New York: non hanno dunque nulla in comune, e, durante un week end, chiusi nel piccolo appartamento di Bronte, litigano e discutono su tutto, affinché, conosciuti tanti lati interessanti l'uno dell'altra, imparano a stimarsi e poi ad amarsi, pur senza dirselo. Cosicchè una sera George, geloso, scaccia il troppo intraprendente Phil presentandosi come marito. Ormai profondamente innamorati, ma senza confessarselo, i due vanno infine a sostenere all'ufficio immigrazione il colloquio, che però andrà male a causa di George. Quando egli viene arrestato dagli ispettori dell'immigrazione, per essere rispedito in Francia, Bronte lo raggiunge piangendo, e i due si abbracciano e si baciano appassionatamente. Sembra certo che presto saranno effettivamente marito e moglie. "Come un bravissimo giocoliere che subito prende confidenza con esercizi che non ha mai sperimentato, Weir scivola con garbo sulla lucida pedana della commedia. Con disinvolta sicurezza, con fare elegante nuova nel mare dei piccoli fatti, dei curiosi incidenti, dei sentimenti che si precisano, vengono ributtati indietro, tornano a far capolino fino a imporsi completamente". (Francesco Bolzoni, L'Avvenire) "Una commedia fine. Il francese ruvido e un po' zotico anche se sensibile e appassionato di musica, l'americana dai modi raffinati, con il culto per il giardinaggio, sono disegnati con mano leggera, ma anche con accenti delicati, così, anche quando la struttura narrativa non si propone in modo troppo diverso da quelle solite delle commedie americane, certi risvolti, certi climi, certi momenti sospesi (anche se attesi) conquistano e convincono con qualche nota umana in più, approfondita con maggiore attenzione, studiata con originalità più attenta". (Gian Luigi Rondi, Il Tempo) "Weir sa mettere davvero a suo agio lo spettatore e quel tanto di falso e di prevedibile che opacizza il copione viene superato in tromba dalla prestazione degli interpreti. Weir ritorna sul tema esplorato per esempio da Mosca a New York di Mawurrsky, ma il suo tocco è più felpato, le sue intuizioni più brillanti, i suoi tempi più intensivi". (Valerio Caprara, La Rivista del Cinematografo)
BLACK Hawk down [Videoregistrazione = Black hawk abbattuto / regia di Ridley Scott
Abstract: La mattina del 3 ottobre del 1993 a Mogadiscio (in Somalia), diciassette elicotteri con a bordo le truppe speciali dell'esercito americano volano verso un quartiere della città dove è asserragliato uno dei 'Signori della guerra'. Da poco meno di un anno, gli eserciti dei Paesi occidentali sono sbarcati in terra africana nell'ambito dell'operazione 'Restor Hope', nata per riportare tranquillità in Somalia e per sfamare le popolazioni locali. Ma la missione sta fallendo per le interferenze dei 'Signori della guerra'. Quando le truppe americane penetrano all'interno del loro obiettivo, tutto sembra essere andato per il verso giusto. Ma all'esterno, una pioggia di fuoco si abbatte su di loro. Due elicotteri sono abbattuti. E' l'inizio di una battaglia che durerà quindici ore e che costerà ai 'berretti verdi' 18 morti e 70 feriti. "Spietato e crudo nella ricostruzione, il film è stato in forse a causa dei fatti dell'11 settembre. L'America si è divisa: i dettagli delle atrocità di guerra sono stati considerati eccessivi. Trionfo invece per Josh Artnett, già protagonista di 'Pearl Harbour' e nuova star americana. Per stomaci forti e per patiti dei film di Ridley Scott". (Piera Detassis, 'Panorama', 10 gennaio 2002) "Alla maniera di un film del Settima Cavalleria, il nemico è un branco senza individualità, motivato soltanto a uccidere come i Sioux della vecchia Hollywood; i soldati bianchi si asserragliano in un fortino e, alla fine, arrivano i nostri. La perizia registica di Ridley Scott è fuori discussione; la suspense che s'instaura nella prima parte, diabolicamente efficace. Se qui e là, il film sparge pillole di umanitarismo, è un war-movie da capo a fondo: senza un solo personaggio femminile, non un melodramma d'amore travestito da storia bellica quale era 'Pearl Harbour'". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 24 febbraio 2002) "Ridley Scott ha diretto magnificamente un film di guerra unico, senza tregua, feroce, su uno di quei piccoli sporchi conflitti così contemporaneamente non dichiarati ma guerreggiati". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 8 febbraio 2002) "Mogadiscio, 3 ottobre 1993: le truppe Usa tentano un blitz per catturare due uomini del generale Aiidid. Una missione da 45 minuti. Ma sarà l'inferno. Cade un elicottero, poi un altro, la città brulica di cecchini e loro devono soccorrere i feriti. Bilancio: 18 marines uccisi (in primo piano) e 500 somali (in campo lungo. 'Black Hawk Down' di Ridley Scott è un altare sacrificale in ricordo di quel martirio. Patriottico, sanguinoso, molto impressionante. E molto discutibile". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 febbraio 2002) "La macchina-cinema di Ridley Scott è un'infallibile performance sul 'tempo del combattimento' nella durata insopportabile e nelle sanguinose digressioni: tra Spielberg ('Salvate il soldato Ryan') e Kubrick ('Full Metal Jacket') ci sono i pezzi d'autore della coreografia di fuoco sull'edificio, la difesa dell'elicottero abbattuto, la sutura della femorale, lo strazio del pilota lapidato dalla folla, il montaggio parallelo dei piani. Oltre il confine morale, eroico, che 'un compagno non si abbandona mai', resta la cronaca di un attacco chirurgico fallito, muto e ambiguo nel suo risvolto spettacolare". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 8 febbraio 2002) "Seguendo il film lo spettatore ha l'impressione di essere finito anche lui in una trappola. Nel descrivere i combattimenti, Ridley Scott mostra quanto va succedendo dall'alto e dal basso, dalle posizioni dei militari assediati. Questa attenzione alle varie componenti del crudele gioco della guerra, questa intelligenza narrativa, di natura non solamente tecnica ma direi morale, favoriscono il formarsi di un discorso pacifista, sempre implicito nel reportage e sottolineato nella sequenza simbolica dell'esodo dei militari con la folla immobile e minacciosa e la danza dei ragazzini": (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 8 febbraio 2002) Note - OSCAR 2002 PER MIGLIOR MONTAGGIO E SONORO (MICHAEL MINKLER, MYRON NETTINGA E CHRIS MUNRO). IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER MIGLIOR REGIA E SCENEGGIATURA. - REVISIONE MINISTERO GENNAIO 2002.