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SEX and the city. Stagione 4 [Videoregistrazione
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SEX and the city. Stagione 4 [Videoregistrazione : episodi 1-6

Il SIGNORE delle mosche [Videoregistrazione
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Hook, Harry

Il SIGNORE delle mosche [Videoregistrazione / regia di Harry Hook

Abstract: L'aereo sul quale si trova un gruppo di cadetti americani fra i sette e i dodici anni, precipita nell'oceano in prosimità di un'isoletta disabitata. Ralph recupera l'unico adulto, il pilota ferito, comandante Benson Jack e il gommone di salvataggio, col quale tutti raggingono terra. I naufragi si trovano in un luogo incantevole, nel quale però devono organizzarsi per sopravvivere. Subito Ralph, eletto capo degli altri, e aiutato da Peggy, un ragazzograsso e prudente, che porta gli occhiali, ordina di cerecare cibo e riparo, di curare il pilota, che è fuori conoscenzae ha la febbre alta, e di accendere un fuoco come segnale in cima alla collina, rispettando sempre l'ordine e la disciplina. Una grossa conchiglia servirà da tromba per l'adunata. Ma presto Jack, Roger e i loro amici si fabbricano lance con dei rami, e si proclamano cacciatori, andando a scovare un maiale, e lasciando perciò spegnere il fuoco, che quindi non viene scorto da un elicottero di passaggio. Jack, che desidera il potere, si dichiara capo dei cacciatori, e insieme a loro abbandona Ralph, formando un altro gruppo. Intanto Benson, nel delirio si è allontanato, e non viene rintracciato. Più tardi i cacciatori trovano una grotta, nella quale credono d'intravedere un mostro ringhiante; per la fame il numero dei seguaci di jack aumenta, finché Ralph resta solo con Peggy, al quale i "nemici" finiscono col rompere gli occhiali, dei quali ha assoluto bisogno. Intanto Jack, ucciso un maiale, ne infigge la testa su di un palo presso la grotta del "mostro" e le mosche la circondano numerose. Più tardi Ralph, entrato nella grotta con un tubo fluorescecnte, vi trova il cadavere di Benson: era lui il "mostro". In seguito Jack durante una danza di guerra dei suoi intono al fuoco, li incita ad uccidere Simon, ed essi colpiscono a morte il ragazzo con le lance, finché il suo corpo insanguinato resta sukka battigia. peggy piange disperato per tale delitto, invita in seguito tutti alla pace, ma i cacciatori lo uccidono con un pietrone. Allora Ralph è costretto a fuggire per evitare di morire, mentre i suoi nemici incendiano la foresta per stanarlo, e sarebbe perduto, se non raggiungesse la spiaggia, dove trova un gruppo di marines giunti con gli elicotteri. al capo dei soldati, dolorosamente colpito da - ciò che vede, non resta altro che rimproverare aspramente i giovani cacciatori. Benchè la fotografia a colori di Martin Fuhrer tragga esotici effetti dai paesaggi, la metafora è troppo ovvia, la sceneggiatura è d'insolita piattezza, il regista non brilla per fantasia, e gli attori sono scialbi come sono banali i loro personaggi. (Giovanni Grazzini, Il Messaggero) Gli interpreti sono tutti adolescenti non professionisti. Non convincono sempre ma almeno "il buono" Paul Balthazar, e il capo dei "cattivi" Chris Furrh, hanno le fisionomie giuste per esprimere i sentimenti di cui debbono farsi portatori. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo) La versione '91 del "Il signore delle mosche" procede senza scatti di invenzione senza scelte di stile e senza finezze psicologiche, ma non senza tensione. (Irene Bignardi, La Repubblica) Harry Hook, pur dotato di ottime conoscenze professionali, di talento ne ha poco. (Francesco Bolzoni, L'Avvenire)

QUANDO eravamo re [Videoregistrazione
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Gast, Leon

QUANDO eravamo re [Videoregistrazione / regia Leon Gast

Sport movies ; 5

Abstract: Ricostruzione dell'incontro di boxe, valevole per il titolo mondiale dei pesi massimi, tra i pugili neri Mohammed Alì, già Cassius Clay, e George Foreman a Kinshasa (Zaire) il 30 ottobre 1974. Al materiale filmato da Gast nel 1974 a Kinshasa s'aggiungono le interviste allo scrittore Norman Mailer, ai giornalisti Georges Plimpton e Thomas Hauser e al regista Spike Lee che vent'anni dopo commentano l'avvenimento. Più che sul Mohammed Alì della realtà, è un film sul mito, sulla leggenda, sul significato simbolico, sociale e politico di Alì e della sua vittoria sul nero Foreman che paradossalmente nel 1974 incarnò l'odiato zio Sam, quell'America dei padroni bianchi che avevano ridotto i neri a loro immagine e somiglianza. All'origine della sua energia coinvolgente c'è il montaggio (firmato da 4 persone tra cui lo stesso Gast e dal regista Taylor Hackford), a sua volta basato sulla musica e sul canto di B.B. King, James Brown, Spinners, Jazz Crusaders, Miriam Makeba. Premio Oscar per il documentario di lungometraggio.

La $25a ora [Videoregistrazione
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Lee, Spike <1957->

La $25a ora [Videoregistrazione / regia di Spike Lee

IN linea con l'assassino [Videoregistrazione
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SCHUMACHER, Joel

IN linea con l'assassino [Videoregistrazione / regia di Joel Schumacher

Abstract: Se sentissi un telefono pubblico squillare tu che faresti? Risponderesti, non c'è dubbio. Ed è esattamente quello che, un giorno, fa Stuart Shepard, un pubblicitario di basso profilo con una moglie, Kelly, ed una potenziale cliente che potrebbe anche essere la sua amante, Pamela. Stuart risponde a una chiamata in una cabina telefonica dove va tutti i giorni a telefonare alla ragazza che sta corteggiando. Ma compie un grosso errore poiché, dall'altra parte del telefono, c'è un killer che minaccia di ucciderlo se riaggancerà il ricevitore. Inoltre, un improvviso atto di violenza compiuto dallo stesso killer nei pressi della cabina attira l'attenzione della Polizia che scambia il povero Stuart per un pazzo omicida. "Davanti a un film multifaccia come 'Phone Booth' di Joel Schumacher (tradotto senza molta fantasia come 'In linea con l'assassino') torna in mente il vecchio 'Esercizi di stile' di Raymond Queneau che descriveva in 99 modi diversi la stessa scenetta. Qui però la situazione è tutt'altro che quotidiana e il conflitto in cui si dibatte il malcapitato protagonista ambisce all'epocale. Anzi, non fosse tutto così studiato e ridondante, potremmo crederci (e turbarci) di più. (...) Il congegno narrativo, ammettiamolo , è infallibile. Eppure 'Phone Booth', fermo da un anno per via delle analogie con i cecchini che terrorizzarono Washington, dopo mezz'ora gira in tondo. Colpa della regia frenetica quanto monotona. E abbastanza sciatta da trascurare il perno della faccenda. Posto che l'assassino, invisibile per noi come per Stu, vede tutto, è fondamentale infatti sapere cosa può sentire dalla sua postazione. Mentre le scelte sonore, almeno nel doppiaggio italiano, confondono le piste. E la Grande Metafora delle Colpe Americane si sgonfia fino ad assumere le dimensioni di un super-tv movie". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 giugno 2003) "Perfetto esempio di cinema della paranoia urbana, postmoderno ma insieme rispettoso delle unità del teatro classico, 'In linea con l'assassino' è coinvolgente, allarmante e non annoia lo spettatore per uno dei suoi 81 minuti. All'inizio ci si chiede come sia possibile reggere l'idea di partenza per tutta la durata del lungometraggio. Ci pensa Schumacher, mettendoci un omicidio al momento giusto, facendo intervenire il capitano Ramey, portando sulla scena del crimine le due donne del protagonista, moltiplicando i punti di vista sull'azione con la tecnica dello split-screen, lo schermo diviso. Anzi, la tenuta emotiva è così efficace che il film sembra perfino concludersi troppo rapidamente, con una soluzione un po' 'telefonata'. Ottima occasione per la neo-star Colin Farrell, che la parte vuole in scena dalla prima all'ultima inquadratura, e che riesce a reggerle tutte con la medesima efficacia". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 28 giugno 2003) "Giocato su un buon ritmo di paura, sulla rincorsa dell'inconscio verso mete sconosciute, il film, girato nel 2001, in lista di attesa dopo l'11 settembre, è un originale esempio di denuncia moral-metropolitana. Merito di Joel Schumacher, che ha al suo attivo un 'Batman, 'Tigerland' ed altre metafore sui peggiori istinti della nostra vita con i suoi giorni di ordinaria follia: l'unità di luogo, tempo e azione fa del suo meglio per aizzare la suspense e condannare i peccati mortali. Provvisto di sorpresina finale, il film sta nell'occhio impaurito, espressivo, nel fascino di razza del 27enne irlandese Colin Farrell, il prototipo dell'uomo che vive di apparenza, conosce la paranoia generale e vive per noi un feroce contrappasso". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 giugno 2003) Note - REVISIONE MINISTERIALE MAGGIO 2003.

La VALLE del peccato [Videoregistrazione
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DE_OLIVEIRA, Manoel

La VALLE del peccato [Videoregistrazione : Vale abraao / regia di Manoel De Oliveira

Abstract: Dopo le nozze col medico Carlos (Cintra), la bella Elma (Silvera), annoiata della vita di provincia, commette per tre volte adulterio. Vestita d'azzurro, lo stesso colore con cui s'era sposata, va incontro alla morte. Dal romanzo La valle di Abramo di Agustina Bessa-Luís (riscrittura di Madame Bovary di Flaubert, suggerita o commissionata, sembra, dallo stesso regista), Oliveira ha tratto un film di 3 ore accompagnato dalla voce (Aroldo Tieri in italiano) di un narratore onnisciente (e reticente), quasi sempre di inquadrature fisse, iscritto nello spazio di un Portogallo di oggi che si apre agli orizzonti della provincia francese di Flaubert, delle storie bibliche, di ogni storia abitata dal desiderio, dunque dalla mancanza. "È in odio al realismo che ho intrapreso questo romanzo" (da una lettera di Flaubert). Oliveira è d'accordo e cerca "nello spettatore una particolare identificazione, non con i personaggi e la vicenda, ma con il discorso che reinventa il mito letterario" (S. Danese). È un film di voci (e di silenzi) che bisognerebbe seguire nell'edizione originale con sottotitoli.AUTORE LETTERARIO: Agustina Bessa-Luís

DIVIDED we fall [Videoregistrazione
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HREBEJK, Jan

DIVIDED we fall [Videoregistrazione = Musime si pomahat / regia di Jan Hrebejk

Abstract: Negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale, in una piccolo paesino della Cecoslovacchia, anche le gravi vicende di guerra devono scendere a patti con la voglia e la necessità di mandare avanti l'esistenza. Così la voglia di ridere, di sognare e il piacere trovano paradossalmente la via per convivere con l'oppressione, la mancanza di libertà e di spensieratezza. I coniugi Cizek sono rassegnati a una vita che si prospetta passiva, senza la gioia di un figlio. Ma a riempire le giornate della coppia arrivano l'ebreo da nascondere, una spia insidiosa e vendicativa, le peripezie per sfuggire alla minaccia di dover condividere la casa con un nazista… Insieme alla gioia per la fine della guerra sopraggiunge, per la famiglia Cizek, quella mezz'amara per l'arrivo di un bambino. Un finale che si impone per rimettere ordine alle vicissitudini di eroi, traditori e gente per bene, dare una direzione alla storia e ancora una volta, per esorcizzare il male. Triste e allegro, superficiale e intenso. Divided we fall, con un brillante Boleslav Poliva, nel ruolo di protagonista, è una commedia nera che sintetizza in modo interessante il cinismo tragicomico dei cechi verso l'esistenza. Più che una vicenda filmata è una filosofia di vita.

VENEZIA e Verona [Videoregistrazione
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VENEZIA e Verona [Videoregistrazione : da Piazza San Marco all'Arena

FIRENZE [Videoregistrazione
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FIRENZE [Videoregistrazione : l'arte, la cultura e l'atmosfera fiorentina

L' OLOCAUSTO [Videoregistrazione
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L' OLOCAUSTO [Videoregistrazione : cronacadi uno sterminio

L' APPARENZA inganna [Videoregistrazione
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Veber, Francis

L' APPARENZA inganna [Videoregistrazione / regia di Francis Veber

ROMA [Videoregistrazione
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ROMA [Videoregistrazione : viaggio nella citta' dell'arte e delle cultura

Abstract: Caleidoscopio della visione di uno straniero a Roma: tra sacro e profano, volgare e poetico, eterno ed effimero. Un'opera che rimette in gioco le infinite sinestesie della Capitale, nel tentativo, già perpetrato da millenni, di trasporre in immagini le sue atmosfere. Note - REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI ROMA LAZIO FILM COMMISSION. - NEL VIDEO È PRESENTE UN'OPERA DI LUIGI ONTANI. - PRESENTATO ALLA V EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2010), NELLA SEZIONE L'ALTRO CINEMA- EXTRA-PER CORSO-PERCORSO-ROMA.

HULK [Videoregistrazione
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LEE, Ang

HULK [Videoregistrazione / regia di Ang Lee

Abstract: In California, il giovane scienziato Bruce Banner accusa qualche problema di controllo dell'ira. Dietro la sua vita di brillante e apprezzato ricercatore nel campo dell'ingegneria genetica si nasconde un passato doloroso e mai del tutto dimenticato. Betty Ross, sua collega, era fidanzata con lui ma ora non sa come mandare avanti un rapporto fin troppo passivo. Così non può fare nulla quando Bruce dà il via ad uno dei suoi esperimenti scientifici. Una svista produce una situazione esplosiva. Con un gesto eroico Bruce salva una vita umana ma il suo corpo assorbe una dose letale di radiazioni gamma. Arrivano attacchi di nausea e momenti di perdita di coscienza. Bruce avverte una strana presenza dentro di sé, un estraneo che in certi momenti ha la prevalenza e si sostituisce a lui. Quando una enorme creatura, brutale e violenta, esce dal laboratorio di Bruce dopo averlo distrutto, l'esercito è chiamato ad intervenire al comando del generale Ross, padre di Betty, e con la consulenza di Glenn Talbot, scienziato rivale di Bruce. Mentre l'ufficiale e Talbot vogliono imprigionarlo al più presto, Bruce/Hulk capisce che tutto questo è cominciato molti anni prima, con gli esperimenti genetici avviati dal padre. Il confronto con lui appare sempre più inevitabile e indispensabile. Quando, dopo altre fughe e inseguimenti sui saliscendi di Los Angeles e sotto il Golden Gate, i due sono di fronte, il padre David gli dice che i suoi esperimenti erano rivolti a migliorare la natura umana oltre i confini imposti da Dio e che bisognava applicarli prima che l'inutile religione della civiltà infettasse gli uomini. Ma ora David rimane vittima della propria rabbia e soccombe. Un anno dopo, nella giungla Bruce è intento a distribuire medicine agli indios. Arrivano guerriglieri, lo minacciano, ma lui reagisce a modo suo. "Intorno a questo magnifico personaggio da fumetto, l'Incredibile Hulk, la forza primigenia in lotta vittoriosa contro la civilizzazione e la tecnologia, il regista di Taiwan Ang Lee e i suoi sceneggiatori hanno costruito un lieto fine e un bozzolo di banale psicologismo, forse nell'idea di nobilitare la vicenda (o per limitare la costosa e difficile presenza di Hulk sullo schermo): le colpe dei cattivi padri ricadono sui figli (anche Betty Ross ha un padre dittatoriale, generale dell'esercito); la rabbia è barbarie, l'ira è violenza; Hulk può rappresentare la volontà di potenza degli scienziati; le manipolazioni genetiche sono un'arma distruttiva quanto la bomba atomica; la rigenerazione dei tessuti è una forma di immortalità. Tutte cose magari giuste ma ovvie, che non reggono al confronto con le grandi scene d'azione con Hulk protagonista; così come la suddivisione dello schermo in diverse parti non regge al confronto con gli effetti speciali che danno vita al Colosso Verde". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 25 agosto 2003) "Il cinema, estinta la vena degli eroi, si appresta a prosciugare quella dei supereroi allevati dal mondo dei fumetti. La Marvel e altre case editrici sono la nuova cassapanca della nonna dalla quale ripescare i vecchi album, le inverosimili storie di creature disumane e sovrumane, spesso con una doppia personalità. Trasportare l'ingombrante e arrabbiatissimo Hulk, l'incredibile gigante dalla forza devastante, poteva rivelarsi oltre che un trasporto eccezionale in cui i computer e i tecnici degli effetti speciali avrebbero potuto essere le uniche vere star del film, un fallimento. Così non è. Il merito va agli effetti speciali e ad Ang Lee. Il reparto tecnologico e visivo ha fatto un ottimo lavoro e il regista ha diretto un film doppio, quasi pensando a un pubblico più adulto e ai teenager: azione e sentimento, scene domestiche ed edipiche con due figure paterne accomunati da un'austera anaffettività, pathos e salti-sfondamenti capriole-distruzioni-rigenerazioni di pelle e tessuti-voli nell'alto dei cieli-tuffi". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 2 settembre 2003) "Se 'Hulk' tarda una quarantina di minuti a decollare, limitandosi a porre le premesse alla genesi del (buon)mostro, la seconda parte sembra un altro film. Nei primi quaranta minuti, Lee cerca di impiegare ragione e sentimento per reinventare il mito mettendone in luce il lato umano: dedica una parte sostanziale alla storia d'amore di Eric con la collega Betty, si sofferma soprattutto sui rapporti tra figli e genitori. Malauguratamente, adotta un'impostazione psicanalitica freudiana alquanto caricaturale, sia per quanto riguarda i Banner, sia per la coppia costituita da Betty e dall'ottuso generale che le è padre. Quel che viene dopo è una sagra di effetti speciali, naturalmente ben fatti (e ci mancherebbe...) ma tali da vietare allo spettatore qualsiasi contributo d'immaginario. Bollato come arma di distruzione di massa, Hulk è braccato nel deserto dai carri armati e dall'aviazione americana, incaricate di eliminare la - inesistente - minaccia. Il gigante fa volteggiare i carri e si aggrappa ai caccia, castigando gli antipatici militari ma senza riuscire a produrre alcuna emozione nello spettatore. Segue un epilogo che lascia aperta la porta alla speranza, nonché a probabili puntate successive. Leggermente svogliato, Ang sceglie soluzioni di regia più facili del suo solito, a cominciare da un uso insistito dello 'split screen' (lo schermo suddiviso in più immagini) che evoca l'impaginazione delle tavole a fumetti". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 30 agosto 2003) Note - STAN LEE FIGURA TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI.

TROPPA salute [Videoregistrazione
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Iacchetti, Enzo

TROPPA salute [Videoregistrazione / scritto, diretto e interpretato da Enzo Iacchetti

ADENOIDI 2003 [Videoregistrazione
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LUTTAZZI, Daniele - DI_ROSA, Franza

ADENOIDI 2003 [Videoregistrazione : Bin Laden puo' andare in TV e io no / monologo dii Daniele Luttazzi ; regia di Franza Di Rosa

VA dove ti porta il clito [Videoregistrazione
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LUTTAZZI, Daniele

VA dove ti porta il clito [Videoregistrazione / di Daniele Luttazzi

CRESPI d'Adda [Videoregistrazione
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Rossi, Franco <1919-2000>

CRESPI d'Adda [Videoregistrazione : villaggio ideale / un film di Franco Rossi ; sulle ricerche originali di Luigi Cortesi

FUOCO e ghiaccio [Videoregistrazione
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FUOCO e ghiaccio [Videoregistrazione

ALDO Moro [Videoregistrazione
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ALDO Moro [Videoregistrazione : 20 anni di misteri : parte seconda / di Giuliano Gallo e Paolo Menghini ; con la collaborazione di Virginia Piccolillo ; regia di Vittorio Nevano

PAUL, Mick e gli altri [Videoregistrazione
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Loach, Ken <1936->

PAUL, Mick e gli altri [Videoregistrazione / regia di Ken Loach

Abstract: TRAMA BREVE Una squadra di ferrovieri di Sheffield accetta un'indennità speciale per "lavoratori dismessi" quando la British Rail viene privatizzata. Tutti loro tentano la sorte prestando servizio occasionale attraverso un'agenzia. Dopo un primo momento di ottimismo si rendono conto che la realtà è più dura del previsto e costringe a scelte dure. Tutti loro sono convinti che l'amicizia maturata in anni di lavoro comune sopravviverà e cercano di resistere ma poi ognuno farà scelte diverse a seconda della propria situazione familiare. Un incidente lungo i binari farà loro comprendere che la necessità di non perdere il lavoro li può costringere anche a mettere a rischio la vita di un amico. TRAMA LUNGA Inghilterra, 1995: in uno scalo ferroviario nel sud dello Yorkshire. Un giorno Harpic, il capo scalo, comunica a Paul, a Mick e al resto del gruppo che è stato deciso un cambiamento di proprietà: l'attività che loro svolgono esce dalle ferrovie dello Stato e passa sotto un'azienda privata con la formulazione di una nuova 'missione' operativa. Lo sbandamento é forte: si prospetta una situazione con paga a prestazione, ferie non retribuite e cure sanitarie non garantite. L'alternativa è dare le dimissioni, incassare subito l'indennità speciale prevista e diventare lavoratori occasionali al servizio di agenzie private. Dopo molte discussioni, Paul e John firmano per le dimissioni. Gli altri tre restano, ma vengono licenziati quando il reparto chiude. Restando tra loro in contatto, gli operai riescono ad essere ingaggiati per altri lavori: ma sempre si pone il problema dell'orario, del tipo di intervento richiesto, delle condizioni di sicurezza. Così, mentre sono intenti ad una operazione notturna tra la strada e la ferrovia, Jim si infortuna gravemente. L'infortunio però non può essere denunciato, e allora gli amici decidono di dire che é stato investito da una macchina. Qualche tempo dopo Jim muore. I compagni ne danno notizia a Gerry, che si era sistemato presso un'altra compagnia e poi in silenzio si allontanano. Dalle note di regia: "Il passaggio da un posto fisso a una situazione di prestazione occasionale mette i lavoratori in condizione di competere l'uno con l'altro e in questo modo si distrugge la solidarietà. Ormai, in Europa, sta succedendo in tutti i settori. E' questo che mi interessa in modo particolare." "Anche se non è uno dei migliori Loach degli ultimi anni, conserva, intatta, la sincerità e la ruvida tenerezza dell'ultimo regista disposto a mettere in scena le classi lavoratrici. A paragone 'My name is Joe', le parti che riguardano il privato appaiono accessorie, un po' di maniera. Ma il film intende essere soprattutto un manifesto di denuncia raccontato attraverso alcuni casi emblematici e, in ciò, Loach coglie nel segno senza la minima ombra di ambiguità." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 4 settembre 2001) "Nella sua cronaca, piuttosto asciutta, poco emotiva e con qualche spunto umoristico, Loach illustra la 'deregulation' di un gruppo precedentemente omogeneo, cadute e tradimenti sempre in agguato, con una solidarietà che si fiacca e, a poco a poco, accetta dei compromessi. Anche gravi (...) Loach elenca prove di un disagio, constata le conseguenze della svolta. Ci convince razionalmente. Ma poco ci coinvolge. Come se la materia narrativa altre volte partecipata con tensione si fosse in lui come scolorita". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 4 settembre 2001) "Quale migliore occasione per la Mostra approdata all'ultima spiaggia della gestione di centrosinistra di suggellare con il Leone d'Oro una stagione significativa? Del resto il film è una spanna al di sopra dei migliori visti finora in concorso (...) Però Loach non è soltanto un regista al servizio delle verità sociali, possiede il dono di raccontare con sapienza drammaturgica, umorismo e pietà". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 4 settembre 2001) "La sostanza è amara, ma la struttura da commedia è quella del miglior Loach. Gag e battute a cascata, incredulità divertita degli operai, che sulle prime vedono il lato comico della faccenda, conseguenze drammatico-esilaranti sui precari equilibri domestici dei ferrovieri. Con tale dovizia di dettagli e di umanità che il film sembra scritto dai suoi stessi protagonisti". (Fabio Ferzetti, 'Il messaggero', 4 settembre 2001) "La forza, la sobrietà, il calore di Ken Loach sono ammirevoli, e facendo riflettere, chiarendo il significato di quanto accade, addolora profondamente". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 4 settembre 2001) "Dopo tanto girovagare (il Nicaragua, la Spagna della guerra civile, l'America delle ingiustizie), Loach torna al suo primo amore e ci racconta, con levità e ironia, la vita di un gruppo di addetti alla manutenzione delle ferrovie britanniche al tempo della privatizzazionie. Lotte sindacali e private, compromessi, dilemmi morali. Ken fa da sempre la cosa giusta e siamo felici che non si stanchi di lottare. Ma se provasse a raccontarci un'altra storia"? (Paola Piacenza, Io Donna, 8 settembre 2001). Note - PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 58. MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2001).