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Trovati 37825 documenti.
DICIAMOCI la verita' [Videoregistrazione / Ficarra e Picone ; regia di Giambattista Avellino
Il COMMISSARIO Montalbano. La gita a Tindari [Videoregistrazione / regia di Alberto Sironi
Abstract: apriva il portone di casa. Qualche ora dopo si presenta in commissariato Davide Griffo (Tony Palazzo), preoccupato perché non ha più notizie dei suoi genitori. Vuole l'autorizzazione a forzare la porta del loro appartamento. Con grande sorpresa il commissario Montalbano (Luca Zingaretti) scopre che i coniugi Griffo abitano nello stesso stabile del ragazzo ucciso.
Il COMMISSARIO Montalbano. Il senso del tatto [Videoregistrazione / regia di Alberto Sironi
Il COMMISSARIO Montalbano. Tocco d'artista [Videoregistrazione] / regia di Alberto Sironi
ELECTRIC ladyland [Videoregistrazione / The Jimi Hendrix Experience
TINA Turner live in Amsterdam [Videoregistrazione : wildest dreams tour
THERE and then [Videoregistrazione / Oasis
G3 live in concert [Videoregistrazione / Joe Satriani, Eric Johnson, Steve Vai
SOMEWHERE [Videoregistrazione / Pet Shop Boys
Abstract: Il famoso attore Johnny Marco vive tra alcol, ragazze e fan all'Hotel Chateau Marmont di Hollywood. Prigioniero della sua stessa celebrità, Johnny ha perso il contatto con la realtà e le emozioni, ma poi, un giorno, nella sua vita ricompare l'11enne figlia Cleo... "L'unico 'clan' che non denunceremo mai è quello dei Coppola. Francis, Roman e infine Sofia. Tale padre, tali figli. Lui ha tracciato il sentiero poetico e produttivo indipendente. Loro l'hanno seguito. Poi, se Roman si è dato al reperimento e alla gestione delle risorse, Sofia è oramai la regista di famiglia che succede al padre. Con 'Somewhere', in Concorso a Venezia tra gli applausi (...), ritorna alla dimensione minimale del racconto e della produzione. Budget non elevato, parecchie sequenze girate in esterni, indipendenza di cassa e di idee garantite dalla propria American Zoetrope e dal distributore americano Focus Features. E visto che si segue ancora una volta la storia di un rapporto padre-figlia, di una figura maschile che può e deve rassicurare e di una femminile alla ricerca di sicurezza, probabile che ci si voglia riferire più al target di 'Lost in Transiation' che dell'ultimo sballato 'Maria Antonietta'. (...) Non aspettatevi, però, una critica radicale di un sistema industriale come quello hollywoodiano. Non è nelle corde di Sofia, come non è nelle corde di un qualsiasi statunitense liberal che vuole porsi in modo dubitativo di fronte a questo problema. Semmai in 'Somewhere' il sistema viene lentamente destrutturato dal di dentro, mostrandone gli impressionanti vuoti celati da sfavillanti pieni. (...) 'Somewhere' è un film sommesso e silenzioso, che prende ritmo dall'accumularsi di situazioni all'apparenza inutili (stare seduti su uno sdraio, mangiare un gelato, guardare la tv), ma che nel loro sommarsi creano lo spessore di una solitudine, piuttosto che di un isolamento. Sofia Coppola in questo è proprio maestra. Lasciamola creare in pace. E' davvero il suo mestiere." (Davide Turrini, 'Liberazione', 4 settembre 2010) "In 'Lost In Translation' c'era una salvezza, un controcampo di normalità, di vita vera di fronte a tutto lo scintillante vuoto del resto. Era il sorriso di Scarlett Johansson. Qui è il rapporto con la figlia del protagonista. Una figlia di undici anni, Cleo, ovviamente bionda ed eterea come tutte le adolescenti del cinema di Sofia Coppola. L'attrice è Elle Fanning, sorella della baby più famosa Dakota. Nel film, mentre il padre si divide tra lap dancers e one night stand, lei è l'unica che riesce a dare un senso al suo tempo vuoto. Giocano insieme, fanno il bagno in piscina. E tutto sembra più vero." (Giovanni Borgani, 'Giorno-Carlino- Nazione', 4 settembre 2010 ) "In 'Somewhere' Sofia Coppola parla di un mondo che conosce benissimo, quel milieu internazionale, lussuoso e finto che gira intorno alle celebrità. Mostra Hollywood com'è, senza glamour e lustrini, fatta di ambienti ricercati come il celebre hotel Chateau Marmont e di Ferrari sfreccianti, di party ad alto tasso alcolico e pasticche, di patetiche ballerine di lap dance a domicilio e di filiformi modelle. (...) Naturalmente i divi, sullo schermo belli, coraggiosi e invincibili, nel privato sono spesso fragili bambinoni, proprio come si vede in 'Somewhere'." (Titta Fiore, 'Il Mattino', 4 settembre 2010) "L'abissale senso di vuoto che si avverte fin dalla prima sequenza, fissato nel ripetitivo rombare di una costosa Ferrari che gira solitaria su un improbabile circuito, è l'indizio inequivocabile dell'esistenza dissoluta e priva di significato di Johnny Marco, attore sulla cresta dell'onda travolto da un successo che non riesce a gestire emotivamente. È lui il protagonista del film 'Somewhere' di Sofia Coppola, presentato (...) in concorso alla Mostra del cinema di Venezia e uscito in contemporanea nelle sale italiane. Una pellicola imperfetta, ma che conferma la propensione della trentanovenne regista, figlia d'arte, a leggere e rappresentare drammi e miserie umane. Situazioni di disagio emotivo che reclamano una possibilità di riscatto, se non anche di redenzione, come avviene per Johnny Marco. Le giornate del divo hollywoodiano, interpretato da Stephen Dorff, si trascinano nelle nebbie dell'alcol e delle droghe, tra auto fuoriserie, ragazze fin troppo facili e adoranti fans. Il tutto nella cornice del mitico Château Marmont di Los Angeles, l'hotel delle star che ha perso molto del suo antico charme. Una prigione dorata, luogo perfetto di quel nulla nel quale Johnny, tra interviste surreali e rapporti interpersonali superficiali, perde ogni contatto non solo con la realtà, ma con il proprio essere, riducendo la sua vita a una banale ritualità che, nonostante le apparenze, non lo appaga. Sempre più solo, il protagonista è in parte consapevole di ciò ma incapace di trovare quel qualcosa in grado di aprirgli gli occhi e ridare un senso alla sua esistenza. Fino a quando la figlia affidata alla madre separata, l'undicenne Cleo - una brava Elle Fanning, sorella minore di Dakota - irrompe nella sua vita strappandolo al torpore e costringendolo, grazie a una sia pur breve convivenza forzata, a rimettere i piedi per terra e a ritrovare un contatto con la vita reale. Ed è da qui che prende il via il cammino di rinascita di quest'uomo, guidato per mano dalla forza degli affetti. Una forza tanto ingenua, perché affidata all'amore filiale di una bambina, quanto potente, che Sofia Coppola non teme di utilizzare per un finale non scontato. Hollywood, parlando delle sue stelle, ha spesso scelto di raccontare storie che viravano verso conclusioni drammatiche se non addirittura tragiche; divi ai quali, stritolati dallo star system, non è stata concessa un'altra possibilità. Una possibilità che per Johnny giunge dalla famiglia. Una famiglia problematica, ma pur sempre capace di quel di più di amore vero, non virtuale o illusorio, che può restituire senso alla vita. Significativa, e non poco pungente, è la presa in giro della tv spazzatura, con l'inserimento di una scena in cui il protagonista è a Milano per ricevere un noto premio televisivo italiano, tra ballerine seminude, conduttori sciocchi e dichiarazioni di un'inconsistenza devastante. Ma per bilanciare non manca un richiamo al cinema d'autore italiano, da Michelangelo Antonioni, nella sequenza iniziale e in alcune atmosfere rarefatte, a Federico Fellini e al suo Toby Dammit, terzo episodio di 'Tre passi nel delirio', che racconta con toni surreali la storia di un attore sul viale del tramonto. Anche se la linea narrativa è simile nella costruzione, con 'Somewhere' non siamo ai livelli di 'Lost In Traslation', film che valse a Coppola un Oscar per la migliore sceneggiatura, sia perché la storia non riesce ad avere la stessa originalità e profondità, sia perché Stephen Dorff non ha la forza espressiva di Bill Murray. Molto spazio viene, infatti, riservato alla descrizione, certo non nuova, della vita dell'attore hollywoodiano, con sottolineature a volte eccessive e momenti di stanca. Mentre la riscoperta della genitorialità, raccontata nel recupero del rapporto di un padre con la figlia, che dovrebbe essere il fulcro del film, viene trattata con troppa superficialità. Forse la regista voleva evitare di cadere in uno scontato sentimentalismo, e perciò si accontenta solo di accennare a questo legame che comincia a costruirsi, ma lo ascia troppo sospeso. Un peccato, perché il messaggio è interessante: somewhere, da qualche parte ci si può perdere; ma da qualche parte c'è qualcosa o, meglio, qualcuno, che può salvarci. E quel qualcuno può essere più vicino di quanto non sembri." (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 5 settembre 2010) "Piacerà a chi è rimasto deluso da 'Marie Antoinette' e cerca (forse trova) una Sofia Coppola tornata ai temi (sempre il complesso edipico) e alle finezze di 'Lost in translation'." (Giorgio Carbone, 'Libero', 3 settembre 2010) Note - TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE FRANCIS FORD COPPOLA. - LEONE D'ORO ALLA 67. MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2010).
L' ACCHIAPPASOGNI [Videoregistrazione / regia di Lawrence Kasdan
ALLA ricerca della valle incantata [Videoregistrazione = The land before time / regia di Don Bluth
Abstract: Piedino, un piccolo dinosauro erbivoro dei "Colli lunghi", intraprende con la mamma e i nonni un lungo e pericoloso viaggio per raggiungere la "Grande Valle", assai ricca di vegetazione, dal momento che molti sconvolgimenti hanno mutato la natura della zona abitata finora. Durante il cammino la mamma di Piedino, che lo ha educato amorevolmente e gli ha ripetuto più volte le istruzioni per compiere questo viaggio, muore dopo aver subito uno scontro con "Denti Aguzzi", un ferocissimo dinosauro carnivoro, che voleva divorare il suo piccolo; successivamente, a causa di un terribile terremoto che lo ha separato dai nonni, Piedino, solo e addolorato, sentendosi sempre vicino lo spirito della sua mamma, è costretto a riprendere con coraggio il viaggio, durante il quale si uniscono a lui altri cuccioli rimasti soli: tre dinosauri di specie diverse, fra cui la orgoliosa Triky, e poi il piccolo pterodattilo Pitrie, un rettile che però non riesce a volare. I cinque rettili affrontano insieme molte difficoltà e molti pericoli nel loro lunghissimo viaggio, e talvolta litigano fra loro, perchè alcuni vorrebbero seguire sentieri più agevoli, ma Piedino, fedele alle istruzioni della mamma, procede deciso nella direzione stabilita. Dopo essere scampati di nuovo ai terribili attacchi di "Denti Aguzzi", i cinque piccoli contemplano felici la ridente Valle incantata dove ritrovano tutti i loro familiari che li hanno preceduti. E' abbinato al film un divertente cortometraggio a cartoni animati, intitolato "Il cucciolo di casa", in cui si descrive l'infelice vita di un cagnolino, maltrattato dalla famiglia presso cui vive, e che alla fine riesce e liberarsi, facendosi cacciare da casa dai padroni. Si tratta di uno spettacolo adatto alle famiglie, nel quale i bambini troveranno un divertimento intelligente, che li spingerà ad interessarsi alla storia naturale. La colonna sonora è piacevole. (Segnalazioni Cinematografiche)
A SNAKE of june [Videoregistrazione / regia di Shinya Tsukamoto
Abstract: A Tokyo, Rinko e Shigehiko sembrano una coppia felice. In realtà conducono una vita agiata - lei è consulente telefonica di un centro di igiene mentale e lui è un affermato uomo d'affari - ma si ignorano. Lui ha paura di sfiorarla ed è maniaco della pulizia personale e lei è resa nevrotica dalla mancanza di rapporti sessuali. Un giorno Rinko riceve per posta da uno sconosciuto delle foto che la ritraggono in pose autoerotiche. Lo sconosciuto cercherà ancora di mettersi in contatto con lei e anche il marito ne sarà informato. Nella vita della coppia cambierà qualcosa? "'A Snake of June' è del giapponese Shinya Tsukamoto, il grande regista visionario di 'Tetsuo', fino ad oggi noto in Italia solo grazie ai festival, all'home video o a Fuori orario. Bianco e nero, anzi blu e nero, corporalità, grande eleganza. Visto e premiato a Venezia nel 2002. Anche se il furore cyberpunk dei suoi film più famosi ed estremi era un'altra cosa." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 dicembre 2003) "Film laureato ai festival, dello stesso regista (di culto) di 'Tetsuo' del 1989 e di 'Bullet Ballet' del 1998, 'A snake of june' porta con sé le stigmate dell'opera sofisticata e maledetta come solo i giapponesi sono in grado di fare. Già il fatto che Shinya Tsukamoto sia tutto in una volta regista, sceneggiatore, operatore, scenografo, montatore e pure produttore, e per giunta il film sia girato in un raffinato bianco e nero, ci dice qualcosa. (?) Specialista di certi contrasti fra puritanesimo di facciata e torbide passioni, il cinema giapponese ci ha sempre dato di queste scosse." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 6 dicembre 2003) Note - PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2002). - REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 2003 (ANCHE NELL'EDIZIONE ORIGINALE).
SUPERMAN [Videoregistrazione / regia di Richard Donner
Abstract: Sopravvissuto alla distruzione del lontano pianeta Krypton e spedito ancora in fasce sulla Terra, un bambino fornito di tremendi poteri cresce come il giornalista un po' tonto Clark Kent, sorvola Metropolis con la S sul petto, combatte il male e difende il modo americano di vivere. Nato nel 1933 come personaggio di fumetti, ideato da Jerry Siegel e disegnato da Joe Shuster, famoso dal 1938, passato alla radio, ai cartoon e a interminabili serial cinetelevisivi, ribattezzato Nembo Kid da Mondadori dopo il 1954, l'eroe di cartone ritorna in un film da 35 milioni di dollari (ne incassò 82 soltanto in USA), costato 4 anni di lavoro e dedicato alla memoria del celebre operatore George Unsworth (1914-78). Propone 3 film in uno: i primi due sono qua divertenti là fantasiosi; il terzo, cioè l'ultima ora, sprofonda a poco a poco in una noia soporifera. Vantava 2 record: i 3 milioni di dollari pagati a M. Brando per un'interpretazione di 10 minuti e i titoli di coda che durano 7 minuti e mezzo. Sono stati superati. Oscar straordinario per gli effetti speciali a Colin Chilvers. Ultimo film di G. Ford. VEDI SUPERMAN - Scheda monografica
SUPERMAN II [Videoregistrazione / regia di Richard Lester
Abstract: L'uomo di Krypton deve combattere contro un trio di arcicriminali dotati dei suoi stessi poteri. Costato 10 milioni di dollari di meno e affidato alla regia intelligente di R. Lester, il n. 2 della serie accentua la componente umoristica e ironica, già presente nel primo, e dà maggior spazio al sentimento d'amore. C'è persino qualche blando veleno politico nella parte sulla Casa Bianca. Il copione è, come il precedente, di Mario Puzo, David e Leslie Newman. Incassò 65 milioni di dollari sul mercato nordamericano. Girato in parte insieme al 1° della serie. VEDI SUPERMAN - Scheda monografica
NEW York Stories [Videoregistrazione / regia di Martin Scorsese, Francis Coppola, Woody Allen
Abstract: "Lezioni di vero" - Il pittore newyorchese Lionel Dobie sta preparando un'importante mostra delle sue opere ma è agitato e scontento perché la sua allieva e amante Paulette, più giovane di lui e del quale è innamoratissimo, minaccia di lasciarlo. Come pittrice lei non vale molto e poiché la ragazza ne è consapevole e sa di non avere avvenire, stanca della vita disordinata dell'ambiente artistico di New York e anche del carattere burrascoso del gelosissimo Lionel, vuole tornarsene a casa dalla mamma per ritrovare un'esistenza tranquilla. Il pittore, intanto, dipinge febbrilmente un'immensa tela che copre di colori violentissimi e densi, mentre per ispirarsi ascolta una frenetica musica moderna. I due passano qualche giorno fra liti, capricci e feste, mentre Paulette ha rapide avventure con altri uomini, poi lei se ne va davvero. Lionel è solo, ma ecco arrivare un'altra giovanissima ammiratrice, pronta a diventare la nuova allieva e amante. "Edipo relitto" - Un avvocato ebreo cinquantenne, Sheldon Mills, vive a New York assillato dalla madre terribile che lo mortifica trattandolo come un bambino. Sheldon vuole sposare una donna non ebrea, Lisa, che ha tre figli, e la cosa dispiace molto alla madre. Durante lo spettacolo di un illusionista la donna, come aveva desiderato Sheldon, improvvisamente scompare ed egli può vivere tranquillamente per qualche giorno con Lisa finché l'opprimente genitrice ricompare affacciandosi in cielo enorme come un cartellone pubblicitario tra i grattacieli e da lassù riprende a redarguire il figlio commentandone le vicende più intime con tutti i passanti. Lisa, sconfitta, rompe il fidanzamento e la madre tiranna torna a casa. Successivamente Sheldon trova un'altra donna da amare, Treva, che sembra sapersi ingraziare abilmente la futura suocera, che stavolta si dichiara soddisfatta. "La vita senza Zoe" - Zoe è una ricca bambina di dodici anni, che vive in un lussuoso albergo di New York, ma è sempre lontana dai suoi genitori, i quali viaggiano continuamente e sono separati ormai da tempo. Il padre, Claudio, è un celebre e affascinante concertista, che, con il magico suono del suo flauto, conquista il pubblico e soprattutto le donne. La mamma, Charlotte, gira il mondo presa da mille impegni e così ambedue trascurano la bambina. Zoe, che frequenta altri ragazzini miliardari come lei, fa amicizia col figlio di un ricchissimo sceicco e si trova coinvolta in un'avventura romanzesca, durante la quale riesce abilmente ad evitare al padre Claudio un grosso scandalo e molti guai che potrebbe procurargli il geloso sceicco. Infine, poi, ottiene che i suoi genitori si riuniscano, cosicché in futuro Claudio, Zoe e Charlotte andranno in tournèe tutti e tre insieme. " Il film vuole essere un affettuoso omaggio a New York, la 'grande mela', una città molto amata dai registi autori di questi tre episodi incentrati su alcuni aspetti di vita. Martin Scorsese ironizza sul rapporto fra un'artista e la sua ninfa ispiratrice, la quale, decisa ad abbandonarlo, provoca nell'uomo non solo disperazione ma anche furore che consente a questi di portare a termine, e con valentia, un grande quadro destinato ad un' imminente propria mostra personale. Di notevole effetto la sequenza dove l'istrionesco protagonista dipinge un quadro con il cuore straziato ma ispirato da una frenetica musica moderna. Nell'episodio di Francis Ford Coppola, incentrato sulla figura di una ricca e viziata dodicenne che, alloggiata in un grande albergo di luddo, conduce come altri coetanei lontani dai genitori, una vita frivola da precoce nababbo, il regista tenta di mettere alla berlina l'ambiente falso e patinato dei quartieri alti di Park Avenue. Nel terzo episodio, il migliore del trittico, il regista Woody Allen con la sua irresistibile vena comica e brillante, descrive le disavventure e le angosce di un ebreo nevrotico, in cura dallo psicanalista, alla ricerca di un saldo equilibrio esistenziale accanto ad una donna matura e lontano da una madre petulante e possessiva. Efficaci per brio e ritmo le farsesche vicessitudini risultano assai esilaranti. Perfetti nei loro ruoli tutti gli interpreti." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 106, 1989) Note - 130' E' LA DURATA COMPLESSIVA DEL FILM.
ALIEN [Videoregistrazione : la clonazione / regia di Jean-Pierre Jeunet
Abstract: Al ritorno da una missione interplanetaria, un equipaggio di astronauti capta un SOS da un pianeta. Scesi su un suolo sconosciuto, gli astronauti si troveranno a dover affontare una creatura mostruosa che, nascosta nei meandri della loro astronave, si prepara a sferrare l'attacco decisivo... "Riuscita combinazione di fantascienza e horror; il film si giova di scenografie molto suggestive, di effetti speciali realizzati con notevole perizia tecnica". ("Segnalazioni cinematografiche, vol. 88, 1979") Note - NELLA VERSIONE ORIGINALE, LA VOCE DELLA 'MADRE' E' DI HELEN HORTON. - PREMIO OSCAR PER I MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI (1979). - A 25 ANNI DALLA PRIMA USCITA UNA RIEDIZIONE SPECIALE RIMASTERIZZATA CON TECNOLOGIA DIGITALE E' STATA DISTRIBUITA NEGLI USA PER LA FESTA DI HALLOWEEN 2003. PER QUESTO "DIRECTOR'S CUT" SONO STATE SELEZIONATE ALTRE SCENE TAGLIATE NELLA PRIMA EDIZIONE.
Il CONTRATTO [Videoregistrazione / tre atti di Eduardo De Filippo ; regia di Eduardo De Filippo
Abstract: Note PRESENTATO ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA NELLA SEZIONE "NUOVI TERRITORI". REALIZZATO SU COMMISSIONE DI TELE+ PER IL PROGETTO 'LE LUCI DI BRINDISI. EUROPA TERRA D'IMMIGRAZIONE'.