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Trovati 37825 documenti.

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Unita'$1: Forbrydelsens element [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Trier, Lars von <1956->

Unita'$1: Forbrydelsens element [Videoregistrazione = L'elemento del crimine / regia di Lars Von Trier

Abstract: Un uomo, che non ricorda il suo passato, viene coinvolto in un'indagine di polizia sul conto di un maniaco assassino. Deve ricorrere a un guaritore orientale per recuperare, sotto ipnosi, le tappe della sua vita negli ultimi due mesi. Deve identificarsi in uno psicotico serial killer di ragazzine per poterlo catturare. Ma è un gioco pericoloso. Film d'esordio dell'autore danese di "Le onde del destino": un 'noir' gelido come i panorami che si vedono, delirante e ricco di citazioni filmiche e letterarie. "'L'elemento del crimine' è una parabola sul nostro vecchio continente in forma di (atipico) film poliziesco. I cinefili vi troveranno facilmente i germi del von Trier successivo, inclusi la macchina da presa mobile, la tavolozza di pochi colori e gli elementi stilistici che contraddistinguono il futuro teorico di 'Dogma"'. (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 febbraio 2000) Note REVISIONE MINISTERO GIUGNO 2000

Il PARTIGIANO Johnny [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Il PARTIGIANO Johnny [Videoregistrazione / regia di Guido Chiesa

Abstract: Rientrato in divisa nella natia Alba (CN) dopo l'8 settembre l'universitario Johnny va nelle Langhe e si unisce prima a una banda di comunisti, poi a una formazione di monarchici. Disilluso da entrambi, si ritrova a passare da solo il duro inverno del '44, ma scopre la vera ragione d'essere partigiano, rimanendo sé stesso. Dal romanzo (1968) postumo e incompiuto di Beppe Fenoglio, sceneggiato con Antonio Leotti, G. Chiesa _ studioso dello scrittore albese cui ha dedicato 2 documentari _ ha tratto un film asciutto e severo che ne rispetta profondamente lo spirito, ma di cui è rimasto un po' prigioniero per eccesso di amore fedele. Nel mettere lo sguardo di Johnny al centro della narrazione, ne ha fatto un film molto fisico, sul faticoso e doloroso mestiere di sopravvivere sui monti con il carico di pioggia, neve, fango, agguati, fughe, sangue, paura, rappresaglie, solitudine. È forse il 1° film che racconta con efficacia che cosa fosse un rastrellamento e che della guerra per bande espone la casualità. Non tutto convince (gli interni borghesi, il personaggio di Nord), ma funzionano S. Dionisi (con la sua somiglianza fisica al giovane Fenoglio) e il suo sguardo; funziona la fotografia scabra e denaturata di Gherardo Gossi. Insolita la partitura per archi di Alexandre Balanescu, da molti giudicata invadente.AUTORE LETTERARIO: Beppe Fenoglio

STA zitto ...non rompere [Videoregistrazione
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Veber, Francis

STA zitto ...non rompere [Videoregistrazione / regia di Francis Veber

Il SIGNORE e la signora Smith [Videoregistrazione
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Hitchcock, Alfred <1899-1980>

Il SIGNORE e la signora Smith [Videoregistrazione / regia di Alfred Hitchcock

Abstract: Sposati da molti anni, i coniugi Smith scoprono che il loro matrimonio non è legale per un vizio di forma. Che fare? Sceneggiato da Norman Krasna, il 3° film hollywoodiano (RKO) del regista inglese, accettato _ disse lui _ per fare un piacere all'amica attrice di cui fu la penultima interpretazione (morì nel 1942 a 34 anni in un incidente aereo), è una limonata agrodolce al seltz con qualche spruzzo di misoginia, più di un pizzico di malizia sessuale, un velo di pericolo incombente (il tocco alla Hitchcock) e il suo scetticismo di fondo sull'indissolubilità del vincolo matrimonio.

FRIENDS. Anno 6 [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

FRIENDS. Anno 6 [Videoregistrazione

Unita'$1: Tokyo monogatari
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OZU, Yasujiro

Unita'$1: Tokyo monogatari = Viaggio a Tokio / regia di Yasujiro Ozu

Abstract: Una coppia di anziani decide di lasciare la provincia e fare un viaggio a Tokyo, in visita ai figli che lavorano e vivono lì. A loro sembra una splendida idea per riunire la famiglia, ma ad attenderli trovano solo un muro di indifferenza. Dei loro figli, due - uno medico e l'altra parrucchiera - sono incalzati dal lavoro e dal ritmo frenetico della città, non hanno tempo per loro e li trattano con freddezza e distacco. Solo una delle nuore, la vedova del figlio più piccolo, morto in guerra, sembra avere il piacere di trascorrere del tempo con i due anziani. Per il fine settimana i figli regalano loro una vacanza in una località turistica, per allontanarli e potersi godere in pace il tempo libero. La coppia, consapevole di aver perso l'unità familiare, tornerà delusa a casa, dove li aspetta la morte... Note - LUNGHEZZA: 14 RULLI 3702 METRI - PRIMA: 3 NOVEMBRE 1953.

ZELIG for Emergency [Videoregistrazione
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RECCHIA, Riccardo

ZELIG for Emergency [Videoregistrazione / regia di Riccardo Recchia

JAGODA [Videoregistrazione
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Milic, Dusan

JAGODA [Videoregistrazione : fragole al supermarket / regia di Dusan Milic

TERRA di confine [Videoregistrazione
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Costner, Kevin <1955->

TERRA di confine [Videoregistrazione = Open range / regia di Kevin Costner

Supernova
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Supernova [Videoregistrazione] / regia di Thomas Lee (i.e. Walter Hill)

: 20th Century Fox home entertainment, 2001

Abstract: All'alba del XXII secolo l'astronave spaziale di soccorso 'Nightingale 229' sta compiendo una spedizione di routine nello spazio profondo. Mentre tutti sono impegnati nelle normali attività di bordo, da uno dei pianeti della galassia arriva un segnale di soccorso da parte di un naufrago alieno. L'astronave si precipita in suo soccorso ma, compiuto il balzo nell'iperspazio, si ritrova proprio sulla rotta di una Supernova sul punto di esplodere. I membri dell'equipaggio devono inoltre vedersela con Karl Larson, il carismatico e misterioso giovane da loro salvato. "Cronaca di un insuccesso annunciato, lo sappiamo tutti. Quando un film come 'Supenova' va lentamente alla deriva nella sua fase produttiva, alla fine è difficile riuscire ad 'abbordarlo'. Così finisce nelle sale cittadine a ferragosto, mentre sono tutti al mare. Peccato, perché quest'opera irrisolta e imperfetta, riesce comunque ad essere molto affascinante. Prima di tutto per l'energia di alcune situazioni: Robert Forster che studia i cartoni animati nella cabina di guida, l'innamoramento formidabile del computer di bordo per un membro dell'equipaggio, la chiave di lettura 'seducente' dell'ospite mutante, la suspense delle scene d'azione... Poi perché la regia di Walter Hill (che si firma Thomas Lee per un disaccordo con la produzione) è solida e convincente, funzionale a una storia che metabolizza (con intelligenza) schegge di 'Alien', 'Solaris', '2001'". (Mauro Gervasini, 'Film Tv', 20 agosto 2000) Note - REGIA E MONTAGGIO: FRANCES FORD COPPOLA (NON ACCREDITATO)

...ALTRIMENTI ci arrabbiamo! [Videoregistrazione
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FONDATO, Marcello

...ALTRIMENTI ci arrabbiamo! [Videoregistrazione / regia di Marcello Fondato

Abstract: Un baffuto meccanico e un amico camionista, appassionati di autocross, vincono a pari merito una di queste corse, il cui primo premio è una fiammante vetturetta del tipo "dune buggy". Anzichè dividersela, i due se la giocano in una gara di resistenza gastronomica, interrotta sul più bello da una banda di motociclisti, che mettono a soqquadro il locale in cui avviene la sfida e distruggono la "dune buggy". Il vero obiettivo dei gangster, che dipendono da uno speculatore edilizio, è un vicino luna-park, che il loro padrone vuole far sparire per erigere, al suo posto, un grattacielo. In una serie di scontri con gli uomini del "boss", risolti a furia di pugni in proprio favore, i due amici non solo costringono lo speculatore a rinunciare al suo scopo, ma ottengono da lui, in cambio di quella distrutta, non una ma due "dune buggy". Vi sono appena saliti, però, che si danneggiano a vicenda: una delle due auto s'incendia; quanto all'altra, dovranno per forza rigiocarsela. "Povera di trovate, la vicenda consiste, per almeno metà della sua durata, in interminabili scazzottate e acrobatiche corse in auto e in motocicletta. Protagonisti due interpreti collaudati, da precedenti opere, nel ruolo di simpatici castigamatti." (Segnalazioni cinematografiche, vol 77, 1974) "La solita dose di sberloni e pugni con lo scatenato tandem Bud Spencer - Terence Hill al centro di una commediola più risaputa che divertente, girata con il ciclostile dall'elegante Marcello Fondato sul modello di cento altre. Una musica fracassona e una spruzzata di ironia punteggiano finti sganassoni e vetri inesorabilmente infranti". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 12 ottobre 2001)

Il FANTABOSCO. Un nuovo pignalento [Videoregistrazione
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Cecchi, Mela

Il FANTABOSCO. Un nuovo pignalento [Videoregistrazione : buon anno! / testi di Mela Cecchi ... [et al.

Il FANTABOSCO. Buffi camuffi [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Cecchi, Mela

Il FANTABOSCO. Buffi camuffi [Videoregistrazione : festa di maschere / testi di Mela Cecchi ... [et al.

VIRUS letale [Videoregistrazione
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PETERSEN, Wolfgang

VIRUS letale [Videoregistrazione : restate calmi / regia di Wolfgang Petersen

Abstract: I coniugi Sam Daniels e Robby Keough, ambedue medici (lui ufficiale medico, in forza all'Istituto Sanitario di Ricerca per le Malattie Infettive dell'Esercito degli Stati Uniti, lei fortemente impegnata al Centro di Medicina Preventiva statunitense) hanno deciso la separazione consensuale e stanno per dividersi. Mentre è in corso fra loro l'ennesima lite Sam riceve una comunicazione urgente del suo diretto superiore, il generale Bill Ford: è scoppiata una misteriosa epidemia nella cittadina di Cedar Creek, in California. Il virus è più micidiale di quanti finora conosciuti ed assai contagioso: se non individuato e circoscritto, potrebbe diffondersi in tutta la California, non solo, ma mettere a rischio gli Stati Uniti e l'intera umanità. Pertanto Daniels deve recarsi in Africa. Nel cuore della foresta s'imbatte in un villaggio i cui abitanti, preda del virus Motaba, sono quasi tutti morti o morenti. Ciò che vede lo inorridisce e lo sprona a impegnarsi immediatamente a trovare un rimedio. Ma proprio quando è sulle tracce di una misteriosa scimmietta, fuggita non si sa come dalle cavie di un laboratorio di ricerca, il generale Ford gli revoca il mandato, senza spiegazioni. Sam e Robby, consapevoli del rischio è che permane temono il peggio, come di fatto avviene. L'epidemia scoppiata a Cedar Creek infuria e si diffonde in modo pauroso. Accantonati i loro dissapori coniugali, decidono di lavorare per individuare insieme un siero in grado di arrestare l'epidemia. Fra enormi difficoltà, e contro gli ordini del generale Donald Mc Lintock il quale, deciso ad impedire che la notizia della stessa esistenza del virus Motaba trapeli, ha già dato l'ordine, come in Africa, di bombardare la città infetta, a rischio della vita il dottor Daniels con l'aiuto del maggiore Salt impedisce la distruzione di Cedar Creek. Poi, con il siero anti-virus sperimentato sulla moglie Robby, l'intrepido Sam riesce a debellare il virus Motaba salvando la popolazione. "Il film è interessante là dove ha un minimo di veridicità e mostra, per esempio, i virus enormemente ingranditi (sono un miliardesimo di noi eppure ci distruggono). E dove parla della bomba spaventosa in mano ai militari, capace di "vaporizzare", implodendo anziché esplodendo, un'intera cittadina. Ma il tutto finisce in tarallucci e vino. Con un Dustin Hoffman che non sembra l'attore fisicamente più adatto, fra tanti che ce ne sono a Hollywood, per questo ruolo di pugnace salvatore dell'umanità." (L'Eco di Bergamo, Franco C. Colombo, 20/4/95) "Lo scontro tra le due mentalità si traduce in una corsa con il tempo, che la regia di Wolfgang Petersen (La storia infinita, Nel centro del mirino) sa bene enfatizzare con un montaggio ad effetto, una colonna sonora roboante, un paio di citazioni dal "Dr. Stranamore" di Kubrick e un uso degli elicotteri degno dei frandi film sulla guerra del Vietnam. Lo spettacolo è così assicurato. Troppo spesso, però a discapito dell'approfondimento dei personaggi e dei loro rapporti drammatici, i quali restano quasi sempre su un piano schematico e approssimativo: con Dustin Hoffman impegnato a riproporre il ruolo del "liberal" testardo di certi suoi film degli anni Settanta e Donald Sutherland inesorabilmente prigioniero della propria maschera di cattivo." (Il Secolo XIX, Aldo Viganò, 15/4/95) "Un dilemma morale (quando l'obbedienza diventa massacro, violarla non è un dovere?), allarmanti allusioni all'uso delle armi bilogiche da parte dell'esercito americano nel passato e nel presente, un conflitto coniugale (il protagonista e la scienziata sua moglie sono separati, ritrovano armonia nella battaglia comune), paesaggi esotici, fantastiche riprese e la fotografia perfetta di Michael Ballhaus si uniscono alla tensione del thriller catastrofico-sanitario: Hoffman è così energico ed efficace che sembra persino alto." (La Stampa, Lietta Tornabuoni, 14/4/95) Spiace che ad essere contaminato dal virus letale dell'ottimismo ad oltranza sia stavolta Hoffman, chiamato dopo il rifiuto di Harrison Ford. Ma il piccolo grande uomo e il suo film perdono di gran lunga la sfida con il realismo di Tom Hanks (alle prese con altri virus in Philadelphia), ma soccombono anche di fronte a Van Demme e Stallone. Loro almeno, per rimettere in sesto il mondo, non scomodano i grandi ideali. (L'Indipendente, Alessio Guzzano, 23/4/95) Reduce dal ben più sottile Nel centro del mirino, il tedesco Petersen dirige il traffico con robusto professionismo ma senza guizzi. E lascia sospese due curiosità: perchè sulla nave filippina che trasporta la scimmietta non scoppia un'epidemia? Gli asiatici sono immuni (ah, il pericolo giallo...)? E poi: come evitare che l'ottimo Sutherland finisca la carriera relegato in parti da perfido? Va bene emarginare gli attori scomodi. Ma se continuano così bisognerà chiamare il Wwf. (Il Messaggero, Fabio Ferzetti, 16/4/95) Forte di un budget da 50 milioni di dollari, Petersen orchestra un virus-thriller che non rinuncia alle semplificazioni tipiche del genere, compresa la resa dei conti tra il generale buono e quello golpista, in stile Sette giorni a maggio. Ma lo spettacolo è assicurato, specialmente nell'elaborata sequenza del contagio ambientata ironicamente in un cinema: a ricordarci che certi film possono fare molto male. (L'Unità, Michele Anselmi, 14/4/95) Note - REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1995

ONCE were warriors [Videoregistrazione
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Tamahori, Lee <1950->

ONCE were warriors [Videoregistrazione / regia di Lee Tamahori

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Abstract: Nuova Zelanda. Nei sobborghi degradati di Auckland vive la famiglia di Beth, discendente da una nobile stirpe Maori. Beth si è sposata, contro la volontà dei genitori, con un discendente di schiavi, Jake Heke detto la Furia, un bruto violento ed ubriacone che la tratta come una serva e la malmena. Il figlio maggiore, Nig, è in rotta coi genitori, e cerca motivazioni aggregandosi ad una banda di teppisti di quartiere, che lo sottopongono ad un brutale rito di iniziazione. la maggiore delle figlie, Grace, che pur avendo un buon rapporto con la madre è oppressa dal padre, ha come soli confidenti il suo diario e Toot, un emarginato che vive nella carcassa di un'automobile. Il secondo figlio maschio, Booge, è in attesa di processo per vari furtarelli, e la madre non può accompagnarlo per via di un violento pestaggio da parte del marito: così viene affidato ad un riformatorio. Beth tenta di convincere il consorte a far visita a Booge e Jake affitta addirittura una vettura caricandovi la famigliola, ma durante il tragitto si ferma al bar e si ubriaca. La sera Jake, come di consueto, porta gli amici a casa ad ubriacarsi, ma Beth rifiuta di bere e di cantare come al solito. Bully, il fratello di Jake, violenta la nipote Grace, e la ragazza dopo aver confidato sul suo diario l'orrore subito, si impicca ad un albero in cortile. Dopo una violente lite con Jake che affronta sfidandolo, Beth porta la figlia defunta nell'isola paterna per un funerale Maori. Poi leggendo il diario di Grace scopre l'infamia e torna in città dove affronta lo stupratore, che dapprima nega, spalleggiato da Jake: questi però, letta la confessione della figlia, assale il fratello massacrandolo. Mentre Beth porta via i figli presso i nonni, Jake rimane solo ad imprecare, in attesa della polizia. "Dialogato coniugando molto il verbo to fuck, tratto da un molto discusso romanzo di Alan Duff (edito da Frassinelli), 'Once were warriors' Una volta eravamo guerrieri è la travolgente, spietata, violenta opera prima di Lee Tamahori, ex assistente di Oshima, ora chiamato a Hollywood. Ha fatto un film di fiction contro la violenza, osservando quali traumi si nascondano dietro l'antropologia culturale. Ci vorrebbe Lévi Strauss per le rifiniture, ma ai fini dell'impatto emotivo il film dà tutte le coordinate morali, sociali e somatiche (compresi gli eleganti tatuaggi) per parteciparvi: ci si emoziona, si soffre, si parteggia, si tira un mezzo respiro di sollievo." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 13 Gennaio 1995) "Tratto da un romanzo di Alan Duff, il film ha il suo tema centrale nell'identità del popolo maori che rivendica, come il titolo suggerisce, l'antica dignità guerriera, umiliata e soffocata della civiltà urbana. E' significativa, a questo proposito, la vicenda di Boogie, il secondo dei cinque figli, che finisce in un riformatorio dove un insegnante gli fa orgogliosamente riscoprire le radici e i valori delle origini. (…) La carta vincente del film è la forza dei personaggi, l'appassionata partecipazione affettiva con cui sono descritti e la sensuale fisicità con cui sono interpretati. Se Temuera Morrison (Jake) fa qua e là da spia agli eccessi sensazionalistici della regia, la presenza di Rena Owen (Beth) è straordinaria. Figlia di padre maori e di madre europea (per il regista Tamahori i termini vanno invertiti), già intravista in 'Rapa Nui', attrice e regista teatrale, la Owen è un'interprete sul cui volto passano il discorso e le emozioni del film." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 12 Gennaio 1995) "Certo, il cinema americano storie così ce ne ha raccontate con frequenza, in cornici non dissimili, con personaggi egualmente ai limiti della norma, ma il tocco neozelandese del film trapela da tutti i suoi contesti (si veda, per un esempio, il rilievo dato ai tatuaggi), in cifre che, nel diverso modo di guardare e di rappresentare, nel gusto del colore, nella vitalità degli snodi narrativi, raggiungono subito una originalità tutta speciale: in linea con i pochi, significativi film neozelandesi visti finora (si ricordi Lezione di piano).Gli interpreti concorrono largamente alla positività dei risultati, soprattutto la protagonista, Rita Owen, già intravista in 'Rapa Nui', una maschera angolosa ma intensa, segnata, sorretta da una carica fortissima di suggestione. D'effetto, al suo fianco, come marito guerriero, Temuera Morrison, chiuso in un groviglio di sentimenti contrapposti." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 16 Gennaio 1995) Note REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1995

ALADDIN e il re dei ladri [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

WALT DISNEY PRODUCTION

ALADDIN e il re dei ladri [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney

Abstract: Il regno di Agrabah è in festa per il tanto atteso matrimonio tra Jasmine e Aladdin, ma il perfido Cassim e i 40 Ladroni interrompono la cerimonia. Insieme al simpatico Genio, Aladdin si imbarca in una nuova e straordinaria avventura.

Il RITORNO di Jafar [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

WALT DISNEY PRODUCTION

Il RITORNO di Jafar [Videoregistrazione / prodotto da Walt Disney

Abstract: Il perfido Jafar è sfuggito dall'incantesimo della lampada e torna, deciso a vendicarsi di Aladdin e di Jasmine, distruggendo il loro regno. Si serve del pappagallo Jago che, in sua assenza, aveva conquistato la fiducia della coppia. Sarà sconfitto. Sull'onda del successo di Aladdin per il mercato del Video Home, è meno divertente e riuscito del suo predecessore. I personaggi di secondo piano prendono il sopravvento su quelli principali. Nell'edizione italiana il doppiaggio è stato fatto con gli stessi attori del 1°, tra i quali spicca lo straordinario Luigi Proietti del genio che nell'originale aveva la voce di Dan Castellaneta in sostituzione di Robin Williams. Divertimento garantito per i più piccini.

CUORE sacro [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Ozpetek, Ferzan <1959->

CUORE sacro [Videoregistrazione / regia di Ferzan Ozpetek

Abstract: "I poveri sono poveri e a noi dispiace, ma che possiamo farci?" Così chiosava, in maniera cinica ma realistica, Anthony Hopkins in Casa Howard di James Ivory. Parecchi lustri dopo, il regista più (positivamente) costante degli ultimi anni, prova a dare una risposta molto personale al problema che affligge l'umanità dai suoi albori: il divario tra i ricchi ed i poveri. Il problema resta, come ovvio irrisolto, e, ahimè, il trend positivo di Ozpetek s'interrompe bruscamente. Cuore Sacro, è infatti il peggior film del regista turco, una pellicola affossata da uno script troppo confuso, realizzata in maniera frettolosa e dalla morale finale ampiamente discutibile. I difetti oggettivi del film sono tutti formali. La messa in scena è barocca e sfarzosa, ha delle belle trovate stilistiche, che ammiccano dichiaratamente al portato religioso che Ozpetek, generalmente sensibile, inserisce in tutte le sue realizzazioni, ma appaiono meri esercizi retorici, privi di spessore etico e morale. Gli attori sono pessimi. La Bobulova si muove sulla scena con la grazia di un cetaceo spiaggiato ed agonizzante, la giovane Comencini è un monumento vivente all'insopportabilità, mentre gli altri personaggi, sono mere comparse e spariscono di fronte alla sistematica presenza in scena della protagonista che invade silenziosamente ogni ripresa, ogni inquadratura. Fiacco, insostenibile il ritmo del film: sopravvivere alla parte centrale metterebbe a dura prova un monaco zen al più alto grado di imperturbabilità, con la musica di Guerra che sottolinea ogni passaggio con fare tronfio e rimbombante e la macchina da presa che indugia senza pietà sul bel volto della Bobulova senza un motivo apparente, se non quello di cogliere l'assoluta vacuità delle sue espressioni. I personaggi vanno e vengono, non c'è un minimo di approfondimento, sono presi e buttati via. La climax francescana che è posta come prefinale appare banale e ridondante e il discorso del prete (la Chiesa ne esce a pezzi, e questo è l'unico punto condivisibile) è un campionario di luoghi comuni. Atroce infine il "colpo di scena finale", con tanto di reincarnazione... Qui finisce l'elenco delle storture della pellicola, già bastanti a decretare un pollice verso senza se e senza ma. Sicuramente non era intenzione del regista approntare un quadro documentaristico o credibile dell'intera vicenda, ma la coltre di noia che avvolge Cuore Sacro, la sua totale incapacità di emozionare, lo scarso appeal dei personaggi, porta a considerare l'opera un poderoso passo falso. C'è poco da fare: i sensi di colpa borghesi sono irritanti e le loro analisi non portano a nulla, quindi perché insistere?

REBECCA, la prima moglie [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: DVD

Hitchcock, Alfred <1899-1980>

REBECCA, la prima moglie [Videoregistrazione / regia di Alfred Hitchcock

Abstract: Il ricordo della moglie defunta, Rebecca, è per Massimo una angoscia e quasi un incubo che gli ricorda la pagina più dolorosa della sua vita. Proprio per sfuggire a questa ossessione lui che è il ricchissimo proprietario di un magnifico castello in riva al mare si risposa con una timida ragazza buona di umili origini. per via della sua bontà la giovane sposa si fa suggestionare dalla tremenda governante della casa che, fanatica della prima moglie che ha idealizzato come fosse una dea, considera e riesce a far sentire un'intrusa la nuova arrivata. Quando il mare restituisce il corpo di Rebecca il marito viene accusato di averla uccisa. Attraverso una serie di vicende il passato e il reale comportamento della prima moglie vengono riesaminati. "Film di primissimo ordine, tranne nella parte conclusiva in cui la narrazione diventa un po' melodrammatica." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 15, 1942) "In bilico tra giallo e melodramma, questo grande romanzo d'amore e di morte di Hitchcock rispetta le leggi della suspense ma indaga anche su un forte complesso d'ambivalenza affettiva. (...) Dal romanzo di Daphne du Maurier, il primo "Hitch" americano è complessato e sessuofobico come si deve, mentre il raddoppio dell'ideale femminile è una sorta di prefazione al capolavoro "La donna che visse due volte". La Fontaine prese il volo da questo film, il film - l'unico di Hitchcock - prese l'Oscar e ora si medita un remake tv." (Maurizio Porro, Magazine CdS, 15/03/2007) Note - OTTO CANDIDATURE ALL'OSCAR 1941. DUE SCATUETTE VINTE: MIGLIOR FILM (UNICO VINTO DA HITCHCOCK) E MIGLIOR FOTOGRAFIA.

L' ANNO del Dragone [Videoregistrazione
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Videoregistrazioni: VHS

CIMINO, Michael

L' ANNO del Dragone [Videoregistrazione / regia di Michael Cimino